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Quando la batteria piange… mettete il Garmin in modalità UltraTrac!

La modalità UltraTrac è una funzione introdotta nei GPS premium di Garmin per aumentare la durata dei dispositivi. Perché te ne sto parlando?

Garmin UltraTrac

Ti è mai capitato di andare verso la linea di partenza e accorgerti SOLO IN QUEL MOMENTO che la batteria del tuo Garmin Forerunner o Garmin fenix non è abbastanza carica da assicurarti la registrazione dei dati lungo tutto il percorso? A me sì!

Sono distratto per natura e quando mi trovo in questa situazione mi chiedo sempre quale sia la soluzione migliore per perdere meno dati possibili. Il tempo stringe, la  gara sta per iniziare e devi prendere una decisione alla svelta.

Prima di tutto, disabilito il collegamento Bluetooth con il telefono (ovviamente non lo porto con me in gara!) e rinuncio alla fascia cardio, affidandomi alla rilevazione al polso, ma rimango a riflettere se sfruttare il risparmio energetico garantito con una rilevazione meno accurata a livello GPS o no.

Continuo a fissare lo schermo quasi aspettando un commento dall’indicatore della batteria e mi riprometto, una volta tornato a casa, di valutare pro e contro in modo da prendere una decisione ponderata alla prossima occasione in cui mi ritroverò in questa situazione… ricapiterà sicuramente!

Ha senso attivare la rilevazione GPS in modalità UltraTrac?

Per chi non lo sapesse, la modalità UltraTrac disattiva periodicamente il GPS per risparmiare batteria e consentire una misurazione più lunga, a discapito del disegno delle rotta che sarà molto più segmentato che con rilevazione “Smart” (ogni 3 secondi), oppure “Ogni secondo”. In questo caso, è consigliato fare qualche minuto di corsa con GPS acceso.

Come ci si può immaginare, la durata della batteria del tuo Garmin dipende da tanti fattori (livello della luminosità, stato della batteria, personalizzazioni software, numero di volte in cui controlli l’orologio attivando la luminosità, durata della luminosità quando la attivi…), quindi una risposta assoluta NON esiste: alcuni runner sono in grado di rinunciare a tutti i dati purché ci sia la prova su Strava da condividere con gli amici sui social network, mentre altri, che ci tengono ad analizzare la prestazione in ogni dettaglio, soffrono all’idea di dover scegliere a cosa rinunciare.

Le domande a cui cercherò di rispondere saranno:

  • Quanto effettivamente risparmio, in termini di batteria?
  • Quanto differente risulta l’attività registrata in questa modalità rispetto al solito GPS (modalità “Ogni secondo”)?
  • Quali sono i parametri da considerare per scegliere la soluzione migliore di volta in volta?

 

Inizialmente avevo pensato di poter eseguire le prove indossando due orologi diversi per garantire lo stesso percorso con le stesse condizioni meteo, sul polso destro il Garmin Forerunner 935 e su quello sinistro il Garmin Forerunner 645, impostando sul primo la modalità Normale (solo GPS), mentre sul secondo la modalità UltraTrac. Dalla redazione hanno sollevato il dubbio chiedendo se due modelli rilevano gli stessi dati (avendo già fatto in passato tanti test simili)… abbiamo quindi deciso di eseguire un test con un giro di 10 km impostando entrambi gli orologi con la modalità Normale (solo GPS). Il risultato era troppo diverso, come puoi vedere dalle seguenti immagini e i dati su Garmin Connect, i due modelli hanno troppe differenze già con la stessa modalità GPS, figuriamoci se avessi impostato l’UltraTrac su uno dei due!

 

A sinistra il tracciato del Garmin Forerunner 935, a destra quello del Garmin Forerunner 645, cliccando sulle relative immagini, si aprirà il link su Garmin Connect

Conoscendo perfettamente il percorso, posso testimoniare che le differenze nei tratti boschivi sono state il punto debole del 645, che ha interpretato in maniera diversa ciò che riusciva a captare.

Abbiamo capito che la prova andava eseguita con lo stesso orologio, lo stesso giorno, sullo stesso percorso, con modalità differenti e cercando condizioni meteo con il cielo coperto, per mettere ancora più in difficoltà il dispositivo. Vista la maggior “precisione” dimostrata, il Garmin Forerunner 935 è stato eletto “tester ufficiale” per le prove.

Il percorso di 5 km che ho scelto presenta un primo tratto abbastanza lineare e non coperto da alberi, mentre la seconda parte passa sotto ad alberi e varia spesso con curve strette per  concludersi in mezzo a un centro abitato.

Riporto le immagini dei percorsi per farti vedere le differenze a occhio nudo e i dati rilevati nelle due sessioni. Per i più scrupolosi, di seguito ci sono i link degli allenamenti su Garmin Connect. Non abbiamo preso in esame i dati su Strava, proprio per evitare un’ulteriore rielaborazione.

Distanza 4,78 km
Tempo 20’46”
Passo medio 4’21” al km
Quota 34 m

Link Garmin Forerunner 935 GPS “normale”

 

 

Distanza 5,01 km
Tempo 21’01”
Passo medio 4’12” al km
Quota 36 m

Link Garmin Forerunner 935 UltraTrac

 

 

Dopo esserti dilettato a guardare gli schemi, avrai tratto delle conclusioni sulle differenze dei dati rilevati, ma l’aspetto più importante? La batteria, che dice?

Il risparmio energetico che abbiamo rilevato è notevole, la modalità UltraTrac consuma poco più di un terzo rispetto alla modalità GPS normale.

La precisione dei dati

La prova mette in evidenza che gli errori riguardano i tratti con più cambi di direzione e le aree boschive. In una gara dritta e piatta non riscontreremo differenze, mentre se il percorso che andremo ad affrontare presenta curve e variazioni di pendenze continue, le differenze saranno notevoli e proporzionali alla distanza. Ricordati che nelle gare la distanza dovrebbe essere misurata (e certificata) con odometro meccanico (rotella metrica) e il tempo non regala nulla in nessuna modalità, quindi l’ultima parola sarà sempre quella del Real Time!

Nel mio piccolo, posso rinunciare a collegamenti di qualsiasi tipo (musica, telefono, fascia cardio o pod…) prima di optare per la modalità UltraTrac, ma ho capito che se mi trovo a corto di batteria, questa modalità mi permette di chiudere una mezza maratona con il 10% di batteria residua col mio amato Garmin Forerunner 935.

Ovviamente, basterebbe ricordarsi di caricare l’orologio prima della gara, ma se sei un ultrarunner che deve affrontare gare mooolto lunghe (oltre le 20 ore), questa è l’opzione migliore da utilizzare.

N.B.: ti consiglio di fare delle prove con il tuo orologio perché la batteria potrebbe non avere le stesse capacità di quella che ho utilizzato io!

Dulcis in fundo, ecco il vademecum ufficiale di Garmin per aumentare la durata della batteria del vostro smartwatch, scommetto che ad alcune opzioni non avevate pensato? Nello specifico, si parla del nuovo Garmin Forerunner 945 (prima possibile completeremo la recensione, lo stiamo testando approfonditamente!):

  • ridurre il timeout della retroilluminazione;
  • ridurre l’intensità della retroilluminazione;
  • disattivare la tecnologia wireless Bluetooth, quando non sono necessarie le funzioni di connettività;
  • quando si sospende l’attività per un periodo di tempo prolungato, utilizzare l’opzione “Riprendi dopo”;
  • disattivare il rilevamento delle attività quotidiane;
  • utilizzare un quadrante dell’orologio che non si aggiorni ogni secondo (per esempio, un quadrante orologio SENZA lancetta dei secondi!);
  • limitare le notifiche dello smartphone visualizzate dal dispositivo;
  • interrompere la trasmissione dei dati sulla frequenza cardiaca ai dispositivi Garmin associati;
  • disattivare il monitoraggio della frequenza cardiaca basata sul polso (N.B.: il monitoraggio della frequenza cardiaca dal polso viene utilizzato per calcolare i minuti di attività intensa e le calorie bruciate);
  • disattivare la funzione pulsossimetro;
  • utilizzare la modalità GPS UltraTrac per l’attività;
  • selezionare l’intervallo di registrazione “Smart” (e non “Ogni secondo”).

Garmin Forerunner 45, la recensione

Il Garmin Forerunner 45 è il nuovo orologio GPS entry level di Garmin, lanciato in contemporanea con i modelli Premium, il Forerunner 945 e di fascia media, il Forerunner 245. Anche se in linea di principio, il modello 45 è l’erede del Forerunner 35, in realtà il nuovo dispositivo è cambiato completamente. Siccome la nostra recensione dettagliata del 35 è stata considerata una delle più lette, abbiamo deciso di preparare un’anteprima del GPS che potrebbe interessare ad una fetta significativa di lettori del Blog.

Garmin Forerunner 45 e 45s, l’anteprima della recensione

Nel corso degli anni Garmin non ha mai puntato sulla fascia bassa del mercato, i modelli dei primi anni erano davvero molto semplici e con poche funzioni. Ma qualcosa è cambiato nel 2016 con il lancio del Garmin Forerunner 35 che era davvero bello esteticamente, con un formato quadrato particolarmente coinvolgente per alcuni. La sua principale limitazione era però la mancanza di Connect IQ e l’assenza di una pianificazione dettagliata delle ripetute. Ma tutto sommato, faceva bene il suo lavoro, piaceva tanto al pubblico italiano e soprattutto aveva un costo di poco superiore ai 150 euro. Dopo 3 anni, Garmin ha sostituito il 35 con due modelli: Forerunner 45 e Forerunner 45s, quest’ultimo è un orologio per polsi più piccoli. In attesa della recensione dettagliata, alleghiamo le principali novità, le specifiche tecniche e le prime immagini. Nella parte finale dell’articolo parleremo della disponibilità per il mercato Italiano, per chi non avesse pazienza, occorrerà comunque aspettare il mese di Giugno per averlo a disposizione.

Ma quali sono le nuove funzioni che sono state aggiunte al Garmin Forerunner 45? Qual è la differenza di prezzo e funzioni rispetto al 35? che differenza c’è tra 45 e 45s? per chi sono stati pensato? vale la pena comprarlo subito? a che condizioni?

Noi di TheRunningPitt.com nonostante la crescita non abbiamo ancora i «volumi di traffico» per averlo prima dell’uscita ufficiale, ma a fine Giugno 2019 aggiorneremo la recensione dopo un mese d’utilizzo. Ecco il principale indice dell’articolo in sintesi:

Ma prima di addentrarci nelle novità, ecco la descrizione delle principali caratteristiche in sintesi.

Forerunner 45 in sintesi

Il Garmin Forerunner 45 è un orologio Entry level che va bene per le esigenze della maggior parte dei podisti amatori e utilizza la piattaforma Garmin Connect per il trasferimento dei dati. Rispetto alla versione 35, sono state aggiunte parecchie nuove funzioni. Come per tutte le situazioni, a 199 euro esistono dispositivi GPS della concorrenza con caratteristiche equivalenti, però in questo caso la vera domanda da porsi è come l’orologio si comporta durante la corsa. E quindi prima di decidere se comprarlo, è opportuno aspettare una valutazione completa.

Garmin_Forerunner_45_scatola

Anche in questo caso, la scatola è praticamente identica a quella degli ultimi modelli Garmin, dal 935 al Fenix 5 e Fenix 5 plus. E’ stato cambiato il cavetto, adottando la versione già vista precedentemente con Fenix 5, 5 Plus e Garmin Forerunner 935. Applaudiamo Garmin per la decisione di standardizzazione.

Specifiche Garmin Forerunner 45 e 45s

Leggendo le specifiche, con dimensioni davvero ridotte, potrebbe essere un’ottima alternativa soprattutto per gareggiare, 36 grammi di orologio lo rendono tra i più leggeri in circolazione:

    • Dimensioni: 39 mm / 42 mm per le due versioni
    • Peso: 32 gr (Forerunner 45s)
    • Peso: 36 gr (Forerunner 45)
    • Schermo a colori, ma la risoluzione è solo 208x208px
    • non è touchscreen, e non è nemmeno Gorilla Glass
    • Impermeabile 5 ATM
    • Durata della batteria: fino a 7 giorni in modalità smartwatch; fino a 13 ore in modalità GPS (rispetto alle 24 ore del 245), comunque assolutamente

Garmin Forerunner 45 vs Garmin Forerunner 45s

Ci saranno due versioni, che si differenziano soltanto per la dimensione della cassa

  • Forerunner 45: 42 mm
  • Forerunner 45s: 39 mm

Garmin_Forerunner_45_vista-laterale

Rispetto al Garmin Forerunner 35, l’orologio non è sostanzialmente variato nel peso. O meglio, soltanto di 2 grammi in più per la versione di base e 2 grammi in meno per quella piccola. E’ stato aggiunto un display a colori anche se la risoluzione è soltanto di 208×208 pixels,  comunque superiore al 35, di 128 x 128 pixels. Dal punto di vista estetico, c’è stato un cambiamento significativo perché l’orologio è tornato ad essere rotondo e non quadrato. Fortunatamente è stato aggiunto un quinto pulsante, proprio come i fratelli maggiori, Forerunner 945 e 245.

Nuovo dispositivo Hardware

Garmin_Forerunner_45_sensore-cardio

Dal punto di vista Hardware, non possiamo davvero paragonarlo al modello precedente. Il Forerunner 45 è un altro prodotto, sembra una versione «meno costosa» del 245 più che un prodotto entry:

  1. è cambiato da quadrato a rotondo. In tal caso è una questione estetica difficile da giudicare, di certo il 35 era l’unico nel suo genere e come tale poteva piacere ad alcuni;
  2. è stato aggiunto la versione 3 del sensore Elevate. La qual cosa non ha necessariamente un impatto positivo/negativo sulla misurazione cardio. Come sapranno tutti i lettori, più piccolo è l’orologio, più aderente al polso e maggiori saranno le probabilità che il sensore cardio dia valutazioni coerenti con il «battito reale»;
  3. è stato aggiunto un nuovo Chipset Sony, lo stesso dei fratelli maggiori;
  4. è stato attivato il GPS Galileo, cosa davvero unica in un prodotto entry; Il Forerunner 45 supporta anche il collegamento ai satelliti russi Glonass;
  5. è stata migliorata la gestione della batteria, nonostante l’aggiunta delle nuove funzioni. Si noti che la durata della batteria è sostanzialmente invariata per l’utilizzo tipico sportivo;
  6. è stato aggiunto lo schermo a colori, anche se con una risoluzione (relativamente) bassa;
  7. lo schermo ha una risoluzione migliore e una visualizzazione più ampia.
  8. l’orologio è passato da 4 a 5 pulsanti, allineandosi agli altri modelli, direi una scelta fantastica.

Insomma, completamente un orologio diverso che non vediamo l’ora di testare a Giugno. Non sembra che sul 45 sia stata attivata la compatibilità con i sensori Bluetooth Low Energy (“BLE”), anche se ovviamente il 45 si collega al telefono proprio con BLE.

Novità Funzioni Orologio Garmin 45

Garmin_Forerunner_45_statistiche

Come già indicato precedentemente, sono state aggiunte una marea di funzioni per allenarsi meglio.

  • partiamo da quella fondamentale: sono stati aggiunte le ripetute strutturate. Quindi finalmente anche l’orologio di fascia bassa di Garmin potrà essere utilizzato da amatori evoluti. Applaudiamo alla scelta, senza dubbio legata al fatto che era già presente da tempo nel principale competitor Polar M200.
  • è stata inserita la possibilità di caricare da Garmin Connect gli allenamenti, non soltanto quelli personalizzati, ma anche tramite Garmin Coach, il nuovo strumento per un allenamento standard;
  • è stato aggiunto Garmin Connect IQ, ossia dati supplementari che rendono il dispositivo più flessibile; sembrerebbe che sia stata aggiunta solo la personalizzazione dell’orologio, non tutti i campi;
  • per Garmin la sicurezza in allenamento è fondamentale. Così come per il 945 e 245, è stata aggiunta una funzione per migliorare il tracking durante l’allenamento. Con il Forerunner 45 è possibile mandare immediatamente un messaggio con la località in cui ci si trova, non soltanto di fare un tracking “passivo”;
  • Gestione della Batteria. Come raccontato nella recensione del Forerunner 35, la batteria del dispositivo era tra le migliori della categoria, offrendo 9 ore di durata. In questo caso Garmin ha dovuto ridurne la durata passando a 7 giorni senza utilizzare il GPS, ma mantenendo invece il target di 13 ore di utilizzo con il GPS. Tutto sommato molto bene, per un orologio entry.

Garmin_Forerunner_45_messaggi

Novità Funzioni Training Garmin 45

Garmin_Forerunner_45_vo2_max

Anche nel Garmin 45 sono state introdotti alcuni strumenti di training che potrebbero interessare agli amatori:

  • in primo luogo, è stato attivato il calcolo del Vo2Max. Ottima decisione da parte di Garmin, anche se tardiva, visto che era presente nei concorrenti già nel 2017;
  • è stato aggiunto anche il Physio True up, ossia la possibilità di trasferire le informazioni fisiologiche da un dispositivo all’altro;
  • le pagine di visualizzazione dati sono personalizzabili, molto di più che in passato. Si noti che il numero di campi a disposizione del dispositivo è rimasto di 3. Vista la mancanza di Campi Connect IQ riteniamo che questa sia la principale limitazione dell’orologio, anche se ci rendiamo conto che il piccolo display non consente più di tanto di visualizzare altri dati.

Si noti invece che tutti i dati avanzati sul profilo fisiologico dell’atleta e le loro evoluzioni non sono disponibili. Per esempio,

  • Il traning Effect
  • il training Status
  • il carico dell’allenamento

sono ovviamente mancanti, così come i dati di navigazione. Per averli, occorre spendere (almeno) 100 euro in più, optando per il Garmin Forerunner 245.

Forerunner 45 e accuratezza sensore cardio

Un dato di fatto è che a livello Hardware, il sensore Garmin Elevate è migliorato. Contrariamente al Garmin Forerunner 235, il Forerunner 35 era già relativamente accurato. Nella nostra esperienza pluriennale di misurazione dei dati del sensore cardio, a parità di sensore, la dimensione dell’orologio ha un’importanza fondamentale. Proprio per questa ragione, pensiamo che il Forerunner 45 si comporti bene al polso della maggior parte dei podisti che lo useranno.

Secondo chi l’ha testato e anche per Garmin, sembra che ci sia stato addirittura un leggero miglioramento rispetto alla versione precedente.

Forerunner 45 e accuratezza GPS

Garmin_Forerunner_45_corsa

Essendo stato aggiunto sia Glonass, sia Galileo, il GPS è diventato più accurato rispetto alla versione del 2016. Chiaramente è difficile dirlo senza averlo testato, restiamo convinti che la combinazione GPS e Galileo sul Garmin Forerunner 935, soprattutto in Europa, sia ancora la migliore per i podisti italiani. Secondo i pochi che hanno testato il Forerunner 45, il miglioramento rispetto al 35 è evidente. In particolare, Garmin ha migliorato l’accuratezza, per la combinazione GPS e Glonass, grazie soprattutto ad un miglior algoritmo di misurazione e di correzione degli errori. Sarà proprio vero?

La cosa certa è che non ci sono differenze tra Garmin Forerunner 45 e 245 a livello di misurazione GPS.

Forerunner 45 vs Forerunner 35, perché comprare il nuovo?

In questo caso la domanda è davvero malposta. E’ improbabile che chi possegga il Garmin Forerunner 35 voglia passare al modello successivo. Molto più probabile il passaggio da marche equivalenti oppure dal Forerunner 235. Ad ogni modo, la domanda corretta è: perché comprare il Garmin Forerunner 45?

Saremo più precisi nelle prossime settimane, visto da distanza sembra che il Garmin Forerunner 45 sia il miglior rapporto qualità / prezzo sul mercato, soprattutto a chi non cerca informazioni dettagliate nella misurazione delle proprie performances.

Conclusione

Garmin_Forerunner_45_copertina

Non vediamo l’ora di testare il Forerunner 45. 

Se è vero che le specifiche non consentono di esprimere un giudizio completo sull’orologio, sicuramente con questa release, Garmin ha alzato sostanzialmente l’asticella dei prodotti di «base». Oggi con Garmin 45 si può avere un GPS semplice ma con tutte le funzioni di base che servono al podista amatore. Tre anni fa (quasi) nemmeno l’orologio di alta gamma aveva queste funzioni.

Ma volete davvero spendere 100 euro di più per avere qualcosa di superiore come quanto offerto dal Forerunner 245? difficile dirlo, essendo una scelta individuale. Per alcuni amici, il prezzo di 199 euro resta troppo alto per la mancanza di alcune funzioni che oramai sono presenti in dispositivi della competizione. Ad ogni modo, essendo una scelta individuale difficile esprimere un parere definitivo prima di un test completo.

Abbiamo bisogno di 8 settimane per aggiornare questa recensione. Stay tuned!

Il Forerunner 45, la disponibilità a Giugno 2019

Il Garmin Forerunner 45 sarà già disponibile alla vendita a partire da Maggio 2019 negli Stati Uniti. Sarà lanciato ufficialmente in Italia, assieme al Garmin Forerunner 945 ed al Forerunner 245 il 7 Maggio  a Milano. Il prezzo di vendita sarà di 199 euro per entrambe le versioni. Valutando quanto abbiamo visto con i lanci degli ultimi anni di Garmin, molto probabilmente l’orologio sarà acquistabile in Italia a Giugno. Per ora vi alleghiamo i principali collegamenti Amazon:






Garmin Forerunner 245, la recensione

Il Garmin Forerunner 245 è il nuovo orologio GPS annunciato da Garmin il 30 Aprile per sostituire il Forerunner 235, che era stato lanciato nel Settembre 2015 e che, nonostante tutto, resta ancora oggi l’orologio più usato dai podisti mondiali. Se prendiamo per esempio, l’ultima edizione della Maratona di New York, ben il 16 percento lo aveva al polso. Nonostante Garmin abbia lanciato diversi orologi mid range, come per esempio il Vivoactive 3, il 235 è rimasto il più amato per l’eccellente qualità / prezzo. La nostra recensione dettagliata del 235, uscita molto tardi, è stata una delle più apprezzate del blog. Ora che Garmin ha ufficialmente rilasciato l’informazione, tramite i più famosi blogger mondiali, ecco la nostra anteprima del GPS destinato ad essere il più venduto nel 2019.

Garmin Forerunner 245, l’anteprima della recensione

In attesa della recensione dettagliata, alleghiamo le principali novità, le specifiche tecniche e le prime immagini che Garmin ha rilasciato su diversi siti. Nella parte finale dell’articolo parleremo della disponibilità per il mercato Italiano, per chi non avesse pazienza, occorrerà comunque aspettare il mese di Giugno per averlo a disposizione.

Ma quali sono le nuove funzioni che sono state aggiunte al Garmin Forerunner 245? Qual è la differenza di prezzo e funzioni rispetto al 235? Per chi è stato pensato? Vale la pena comprarlo subito? A che condizioni.

Noi di TheRunningPitt.com nonostante la crescita non abbiamo ancora i «volumi di traffico» per averlo prima dell’uscita ufficiale, ma a fine Giugno 2019 aggiorneremo la recensione dopo un mese d’utilizzo. Ecco il principale indice dell’articolo in sintesi:

Ma prima di addentrarci nelle novità, ecco la descrizione delle principali caratteristiche in sintesi.

Forerunner 245 in sintesi

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La scatola è praticamente identica a quella degli ultimi modelli Garmin, dal 935 al Fenix 5 e Fenix 5 plus. E’ stato cambiato il cavetto, non sarà più quello del 235 e del 735XT ma la versione già vista precedentemente con Fenix 5, 5 Plus e Garmin Forerunner 935.

Specifiche Garmin Forerunner 245

Leggendo le specifiche, troviamo che il 245 sia davvero molto leggero e davvero unisex con le dimensioni da 42 mm

    • Dimensioni: 42 mm
    • Peso: 38
    • Schermo a colori, ma la risoluzione è solo 240x240px
    • non è touchscreen, è Gorilla Glass e resistente ai graffi

  • Impermeabile 5 ATM
  • Durata della batteria: fino a 7 giorni in modalità smartwatch; fino a 24 ore in modalità GPS (6 ore con musica + GPS)

Contenuto della scatola

Ci saranno due versione, quella di base e la versione da triathlon

  • 245 Base: Forerunner 245, conterrà un cavetto per la ricarica e la solita documentazione;
  • 245 Music: Forerunner 245, che potrà anche consentire di ascoltare la musica, per esempio su Spotify (solo versione Premium però).

Rispetto al Garmin Forerunner 235, l’orologio è diminuito di peso. E’ stato aggiunto un display a colori anche se la risoluzione è soltanto di 240×240 pixels. Secondo noi come per il 945, l’orologio è leggermente migliorato, sono stati mantenuti cinque pulsanti ben rifiniti e visibili, sui due lati delle righe orizzontali aggiungono un tocco di stile all’orologio.

Nuovo dispositivo Hardware

 

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Non sarebbe davvero logico confrontare il 235 con il Forerunner 245, visto che dal punto di vista hardware è cambiato proprio tutto. I principali cambiamenti sono elencabili nei seguenti. Aggiorneremo i dati non appena il dispositivo sarà disponibile in Italia:

  • in primo luogo la foggia è variata ed ora è più simile al 935 che al 235;
  • è stato anche cambiato il sensore cardio ed aggiunto il sensore SpO2

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  • è anche variato il Chipset, Garmin è passata a Sony proprio come aveva fatto Polar a fine Ottobre; da verificare se è lo stesso;
  • grazie al nuovo Chip, è stato aggiunto oltre al GPS, il collegamento con i satelliti Glonass e con Galileo;
  • è stato aggiunto lo schermo a colori, anche se con una risoluzione (relativamente) bassa;

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  • è stata migliorata la durata della batteria;
  • sono stati resi compatibili i sensori Bluetooth Low Energy (“BLE”), e non solo Ant+. Si noti che il 235 consentiva di collegarsi al telefono, ma non ai sensori BLE.
  • infine, è stato aggiunto il Wifi, per la versione Music.

Ovviamente nessuna di queste funzioni è fondamentale per correre, tranne probabilmente l’aggiunta di Glonass e soprattutto Galileo.

Novità Funzioni Orologio Garmin 245

Come già indicato precedentemente, sono state aggiunte una marea di funzioniSono state aggiunte due tipologie di funzioni, le prime Hardware / Software per migliorare il dispositivo, le seconde per aiutare il podista evoluto a comprendere meglio come allenarsi. Per quanto riguarda l’hardware, giustamente Garmin ha aggiunto quanto già visto sul Fenix 5 plus e 645 a livello hardware:

  • Garmin ha adottato il collegamento con la musica, in particolare con Spotify, proprio come gli altri orologi premium lanciati nel 2018. La funzione è disponibile solamente sulla versione 245 Music;
  • Così come per il 945, è stata inserita una funzione per migliorare il tracking durante l’allenamento. Con il Forerunner 245 è possibile mandare immediatamente un messaggio con la località in cui ci si trova, non soltanto di fare un tracking “passivo”. La limitazione di questa funzione è la necessità di doversi portare dietro il telefono durante l’allenamento.

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  • Miglioramento della Batteria. Garmin dichiara che la durata della batteria sia di 7 giorni senza utilizzare il GPS, di 24 ore solo con il GPS e di 6 ore con il GPS e la musica. Come sapranno tutti coloro che hanno attivato Spotify sul Garmin, la durata della batteria in questo caso diminuisce significativamente. Per quel che riguarda l’utilizzo con il GPS solamente, ci sembra davvero impressionante, ma siamo certi che i numeri reali saranno decisamente inferiori, probabilmente intorno alle 15 ore.

Novità Funzioni Training Garmin 245

Secondo noi è successo qualcosa d’impensabile due anni fa. Le funzionalità che un tempo erano riservate agli orologi triathlon top di gamma sono state (quasi) tutte aggiunte al Forerunner 245:

  • Stiamo parlando principalmente delle dinamiche di corsa e di fisiologia dell’allenamento, ma ci sono anche alcune ulteriori funzioni che evidenzieremo nei prossimi giorni con specifiche infografiche;
  • Il traning Effect nel 2019 considererà non soltanto la parte anaerobica, adottando quanto già visto sul Garmin Forerunner 935;

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  • Il Vo2Max del Garmin 245 avrà lo stesso calcolo, ma tra le varie schermate sarà a disposizione la sua evoluzione nel tempo. Questa è una funzione relativamente utile, ma non bisogna dimenticare che Garmin Connect Mobile i grafici a disposizione sono relativamente chiari;
  • Inoltre sarà attivata una schermata di Training effect sintetica all’interno di quella del Training Load;
  • Sarà a disposizione una schermata di sintesi per misurare il Training load, ossia il carico dell’allenamento su 4 settimane.
  • Infine, aspetto non irrilevante, è stato aggiunto il firmware degli altri dispositivi, consentendo di utilizzare finalmente le App.

Forerunner 245 e accuratezza sensore cardio

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A quanto sembra, il sensore cardio è migliorato. Di sicuro le critiche di tutti coloro che hanno utilizzato il Garmin Forerunner 235 erano rivolte proprio ai problemi della misurazione cardio. Sappiamo benissimo che anche un perfetto sensore potrebbe non funzionare in alcuni soggetti e per determinate velocità. Ma tutte le case negli ultimi anni hanno fatto grossi sforzi per migliorare la misurazione. E Garmin non si è sottratta a questa sfida. Stiamo però parlando di miglioramenti marginali: potrebbe succedere che nonostante gli sforzi, non cambi nulla nella misurazione, soprattutto a velocità elevate.

Secondo chi l’ha testato e anche per Garmin, sembra che ci sia stato un leggero miglioramento rispetto alla versione del Fenix 5 Plus. Anche se per noi, a livello di misurazione, Garmin Forerunner 935 resta il migliore della sua categoria. Siccome non ci sono state grossi cambiamenti né hardware né software, aspettatevi un miglioramento incrementale e non significativo.

Forerunner 245 e accuratezza GPS

Essendo stato aggiunto sia Glonass, sia Galileo, ci aspetteremmo che il GPS sia diventato più accurato. Chiaramente è difficile dirlo senza averlo testato, restiamo convinti che la combinazione GPS e Galileo sul Garmin Forerunner 935, soprattutto in Europa, sia ancora la migliore per i podisti italiani.

Secondo i pochi che hanno testato il Forerunner 245, il miglioramento rispetto al 235 è evidente. In particolare, Garmin ha migliorato l’accuratezza, per la combinazione GPS e Glonass, grazie soprattutto ad un miglior algoritmo di misurazione e di correzione degli errori. Sarà proprio vero?

Forerunner 245 vs Forerunner 235, perché comprare il nuovo?

Se possedete già il Forerunner 235, vale la pena passare a quello nuovo? Secondo noi, decisamente si. Per poco più di 300 euro, avrete a disposizione uno strumento tecnologicamente avanzato, che consente di utilizzare quasi tutte le funzioni che Garmin ha attivato sulla gamma premium. In particolare, rispetto al Forerunner 235 potrete:

    1. avere un miglior compagnio di training, con un miglior sensore cardio e GPS
    2. utilizzare (quasi tutte) le ultime funzioni disponibili sui dispositivi Garmin del 2018
    3. una durata superiore della batteria che, se confermata, potrebbe consentirvi di allenarvi per 2 settimane senza ricaricare il GPS

Ad ogni modo, saremo più precisi nelle prossime settimane, ci rendiamo conto che spendere 300 euro per un nuovo GPS non è necessariamente una scelta facile. Per noi, sempre meglio cambiare le scarpe prima! Ad ogni modo, nei prossimi giorni, cercheremo di dare lo spunto per una buona scelta.

Conclusione

Garmin-Forerunner-245-conclusione

Pur non avendo potuto ancora testare il Forerunner 245, guardando le specifiche, quanto è stato fatto con il Vivoactive e con i prodotti 2018, l’impressione da distanza è che il Forerunner 245 abbia fatto fare un salto di qualità a Garmin nel segmento Mid Range, alzando sensibilmente sia le specifiche tecniche che funzionali dell’orologio. Rispetto al Garmin Forerunner 235 non ci sono paragoni: sono state aggiunte tantissime funzioni, di cui difficilmente si può fare a meno. La vera domanda da porsi è: siamo disposti a spendere 100 euro in più per tutto quello che è stato aggiunto? noi pensiamo di si. Però prima di esprimere un parere definitivo, abbiamo bisogno di 6-8 settimane per aggiornare questa recensione. Stay tuned!

Probabilmente il 245 potrebbe essere definito un Forerunner 935 in miniatura, sotto tutti i punti di vista.

Il Forerunner 245, la disponibilità a Giugno 2019

Il Garmin Forerunner 245 sarà già disponibile alla vendita a partire da Maggio 2019 negli Stati Uniti. Sarà lanciato ufficialmente in Italia, assieme al Garmin Forerunner 945 ed al Forerunner 45 il 7 Maggio  a Milano. Il prezzo di vendita sarà di 299 euro per la versione base e di 349 euro per quella con la musica. Valutando quanto abbiamo visto con i lanci degli ultimi anni di Garmin, molto probabilmente l’orologio sarà acquistabile in Italia a Giugno. Per ora vi alleghiamo i principali collegamenti Amazon:






Garmin Forerunner 945, la recensione

Il Garmin Forerunner 945 è il dispositivo dell’azienda americana che è destinato a sostituire il Forerunner 935, uscito nel marzo 2017 ed ancora oggi al polso di moltissimi podisti italiani ed al nostro. Se fino a qualche giorno fa era un segreto di Pulcinella, ora Garmin ha rilasciato un video su Youtube e Amazon inizia già a prendere ordini per il mercato Americano. O meglio, il Garmin 945 è già il prodotto più venduto tra le nuove uscite tecnologiche del mese di Aprile!

Garmin Forerunner 945, l’anteprima della recensione

In attesa della recensione dettagliata, alleghiamo le principali novità, le specifiche tecniche e le prime immagini che Garmin ha rilasciato su diversi siti. Nella parte finale dell’articolo parleremo della disponibilità per il mercato Italiano, per chi non avesse pazienza, occorrerà comunque aspettare il mese di Giugno per averlo a disposizione.

Ma quali sono le nuove funzioni che sono state aggiunte al Garmin Forerunner 945? Qual è la differenza di prezzo rispetto al 935? Noi di TheRunningPitt.com nonostante la crescita non abbiamo ancora i «volumi di traffico» per averlo prima dell’uscita ufficiale, ma a fine Giugno 2019 aggiorneremo la recensione dopo un mese d’utilizzo. Ecco il principale indice dell’articolo in sintesi:

Ma prima di addentrarci nelle novità, ecco la descrizione delle principali caratteristiche in sintesi.

Forerunner 945 in sintesi

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Non dovrebbe cambiare la tipologia di scatola che è stata lanciata un paio di anni fa, non sappiamo se Garmin aggiungerà una diversa versione di cavetto rispetto a quello precedente. Vedendo le immagini, sembrerebbe che non sia variata, ma per uno strano caso del destino, le immagini si riferiscono soltanto alla parte anteriore, mai a quella posteriore. E il sensore cardio? in questo caso, difficile dirlo.

Contenuto della scatola

Ci saranno due versione, quella di base e la versione da triathlon

  • 945 Base: Forerunner 945, conterrà un cavetto per la ricarica e la solita documentazione
  • 945 Bundle: Forerunner 945, 1 fascia cardio standard, HRM-Tri, HRM-Swim, Quick Release Kit, oltre ovviamente al solito cavo e documentazione.

Specifiche Garmin Forerunner 945

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  • Dimensioni: 47 mm
  • In acqua: 5 ATM
  • Peso: 50 g

Rispetto al Garmin Forerunner 935, l’orologio è aumentato di un grammo ed ha la stessa foggia. E’ stato aggiunto un display a colori, ma esteticamente l’orologio è leggermente migliorato, sono stati mantenuti cinque pulsanti ben rifiniti e visibili, sui due lati delle righe orizzontali aggiungono un tocco di stile all’orologio. Nulla di nuovo, se non marginalmente migliore. Secondo i nostri contatti inglesi, non dovrebbe essere molto diverso esteticamente dal 935.

Novità Funzioni Orologio Garmin 945

Sono state aggiunte due tipologie di funzioni, le prime Hardware / Software per migliorare il dispositivo, le seconde per aiutare il podista evoluto a comprendere meglio come allenarsi. Per quanto riguarda l’hardware, giustamente Garmin ha aggiunto quanto già visto sul Fenix 5 plus e 645 a livello hardware:

  • Garmin ha adottato il collegamento con la musica, in particolare con Spotify, proprio come gli altri orologi premium lanciati nel 2018;

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  • E’ stato aggiunto anche Garmin Pay, che però in Italia non è ancora molto diffuso, poiché solo poche Banche accettano la funzionalità. A parte alcuni istututi finanziari online, solo BNP Paribas tra i grandi istituti consente di effettuare un pagamento con l’orologio. Ora che Garmin ha  raggiunto l’accordo con Nexi (=la vecchia CartaSi per i nostalgici) pensiamo che ci sarà una diffusione capillare;

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  • Proprio come il Fenix 5 plus, sono state aggiunte le mappe, che permettono una migliore navigazione ed un controllo dell’allenamento, in caso di uscite trail oppure in città non conosciute;

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  • E’ stata inserita una funzione per migliorare il tracking durante l’allenamento. Esistevano già nelle versioni precedenti degli strumenti di tracking, ma le funzioni sono ulteriormente migliorate, perché il Garmin Forerunner 945 consente di mandare immediatamente un messaggio con la località in cui ci si trova, non soltanto di fare un tracking “passivo”. La limitazione di questa funzione è la necessità di doversi portare dietro il telefono durante l’allenamento.
  • Miglioramento della Batteria. Garmin dichiara che la durata della batteria sia di 2 settimane senza utilizzare il GPS e di 10 ore con il GPS e la musica e fino a 60 ore in modalità UltraTrac. Come sapranno tutti coloro che hanno attivato Spotify sul Garmin, la durata della batteria in questo caso diminuisce significativamente. In effetti però, senza test concreti, è difficile dire se la situazione sia migliorata rispetto al passato.

Novità Funzioni Training Garmin 945

Possiamo parlare soltanto di miglioramenti incrementali, alcuni dei quali già visti nel Garmin MARQ. L’interfaccia utente è esattamente la stessa di quella delle versioni precedenti del Garmin Fenix 5, Fenix 5 plus e Garmin Forerunner 945. Vediamo quali funzioni sono state aggiunte all’orologio in questa versione, una davvero molto interessante, le altre più estetiche:

  • Il traning Status nel 2019 terrà in considerazione anche il caldo e l’altitudine. Riteniamo che questa sia una grande notizia, soprattutto durante l’estate.

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  • Il Vo2Max del Garmin 945 avrà lo stesso calcolo, ma tra le varie schermate sarà a disposizione la sua evoluzione nel tempo. Questa è una funzione relativamente utile, ma non bisogna dimenticare che Garmin Connect Mobile i grafici a disposizione sono relativamente chiari;

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  • Inoltre sarà attivata una schermata di Training effect sintetica all’interno di quella del Training Load
  • Sarà a disposizione una schermata di sintesi per misurare il Training load, ossia il carico dell’allenamento su 4 settimane.

Forerunner 945 e accuratezza sensore cardio

Non sappiamo ancora se il sensore cardio è stato migliorato a livello hardware e software. Nelle prossime settimane lo valuteremo analiticamente. Sembra però che il sensore cardio non sia un “selling point” dell’azienda del Kansas. A dimostrazione che non è una priorità fondamentale la mancanza d’immagini “ufficiali” relative al cardio da polso.

Forerunner 945 e accuratezza GPS

Dovrebbe invece essere migliorata l’accuratezza del GPS, non resta che aspettare per capirlo. Difficile ottenere qualcosa di meglio del 935, a livello di stabilità del segnale, grazie alla combinazione hardware e firmware.

Forerunner 945 vs Forerunner 935, perché comprare il nuovo?

Se possedete già il Forerunner 935, vale la pena passare a quello nuovo? Sostanzialmente no.

Ci sono però tre ragioni per passare a quello nuovo:

  1. a meno di voler ascoltare la musica durante gli allenamenti oppure
  2. voler utilizzarlo durante i trail;
  3. essere early adopter e cercare sempre l’ultima versione.

Ad ogni modo, saremo più precisi nelle prossime settimane, per fornirvi una scelta migliore delle scelte.

Conclusione

Pur non avendo potuto ancora testare il Forerunner 945, l’impressione da distanza è che il prodotto sia davvero migliorato, a livello incrementale, rispetto al 935. Il salto secondo noi è inferiore rispetto a quanto è stato fatto con il 935XT, almeno a leggere dalle specifiche tecniche ed a sentire chi è più esperto di noi. Ma ovviamente potremmo sbagliarci e proprio per quello, abbiamo bisogno di 6-8 settimane per aggiornare questa recensione. Chi invece ha più fretta di testare il prodotto, direi che la soluzione è quella di fare un salto negli Stati Uniti nei prossimi giorni. Per gli altri… stay tuned!

Il Forerunner 945, la disponibilità a Giugno 2019

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Il Garmin Forerunner 945 sarà già disponibile alla vendita a partire da Maggio 2019 negli Stati Uniti. Dovrebbe essere lanciato in Italia nei prossimi 10 giorni. Il prezzo di vendita dovrebbe essere compreso tra i 599$/599€ per la versione base ed arrivare a 749$/799$ per la versione Triathlon. Considerando la storia recente di Garmin, molto probabilmente l’orologio sarà acquistabile in Italia a Giugno. A quanto sembra, sarà disponibile su Amazon sempre a Giugno 2019, mentre in USA è già al primo posto di Amazon come nuovo gadget. Per ora vi alleghiamo i principali collegamenti Amazon:

 

 






Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio Garmin

Visto l’interesse dimostrato per l’articolo “LOST”, rimanendo sul tema, oggi vi voglio mostrare come preparare un percorso “a tavolino” da poter seguire con facilità durante la corsa. In questo modo, potete per esempio pianificare una prova sul percorso di una gara, un percorso nuovo senza rischiare di perdervi o… creare dei simpatici disegni con le tracce dei propri allenamenti!

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio Garmin

Sicuramente ci sono vari modi ma, essendo pigro di natura, vi mostro quello che a mio avviso è il più semplice!

1) OpenRunner per creare il percorso

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminCollegatevi dal pc al sito OpenRunner, si può cambiare la lingua scegliendo fra francese, inglese, spagnolo o italiano.

 

 

 

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPremete sul tasto nel centro dello schermo “crea un percorso”. Ora, prima di iniziare con la pianificazione sulla mappa, dovete accedere al sito registrandovi, oppure sfruttando l’accesso a Facebook per procedere oltre.
Eseguito l’accesso, nello stesso punto, compare il tasto rosso “crea un nuovo percorso”, quindi apparirà un menù con dei video tutorial per sfruttare le varie opzioni offerte dal sito e la possibilità di selezionare “non mostrare più a ogni nuova creazione di percorso” e il tasto chiudi per proseguire.

Ora possiamo finalmente sbizzarrirci con la traccia! Con la rotellina del mouse cambiamo il livello di zoom sulla mappa, con un semplice click del tasto sinistro posizioniamo i punti sul percorso. I vari pulsanti sono intuitivi, ma se ci soffermiamo sopra con il cursore, per qualche istante appare la scritta che ci indica di che comando si tratta. Man mano che si procede con il percorso, la distanza aumenta nel riquadro posto in alto a destra, se si mette un punto sbagliato si può tornare indietro con il pulsante a forma di freccia curvata e se una retta non coincide con la strada e la si vuole modificare, basterà trascinare il centro del segmento per adattarlo alla curva.

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminBastano pochi minuti per prendere confidenza con l’interfaccia e realizzare il percorso che si desidera. Finito il percorso, è sufficiente  selezionare il tasto di salvataggio contraddistinto dal classico floppy.

 

 

 

 

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminNella finestra che appare, inserite il nome che vi sembra più corretto per il percorso e decidete se renderlo privato o a disposizione di tutti, quindi salvate.

 

 

 

 

 

 

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminNella schermata ora compare il dettaglio del percorso salvato con la possibilità di scaricarlo.
Nella schermata successiva viene chiesto il tipo di tracciato che si desidera salvare, prendiamo il GPX TRACK e così lo scarichiamo. Ora abbiamo un file .gpx e dobbiamo caricarlo su Garmin Connect.

2) Garmin Connect per importare il file GPX

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminVai in Garmin Connect e nella colonna a sinistra, sotto la voce “Allenamento”, seleziona “Percorsi”.

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminQui in piccolo troviamo la scritta “Importa”, che come suggerisce la parola servirà per importare il file .gpx.

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminUna volta caricato, verrà chiesto di indicare il tipo di percorso, in questo caso imposto “Corsa”, poi un nome e il gioco è fatto.
Ora che abbiamo trasformato la nostra fantasia in un progetto di corsa, non resta che trasferirlo sull’orologio attraverso Garmin Express con il cavo o per i più pigri (il mio caso!) tramite l’app Garmin Connect!

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminVediamo questa seconda scelta: abbiamo bisogno dello smartphone con l’app Garmin Connect configurata con il nostro profilo e l’orologio abbinato.

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminVerifichiamo la presenza del nuovo percorso nell’app sotto percorsi, la sezioniamo e nell’angolo in alto a destra appare un’iconcina che serve per trasferire il percorso selezionato sul dispositivo, nel mio caso devo scegliere quale, seleziono il Forerunner 935 e in pochi istanti un avviso confermerà l’avvenuto trasferimento… non rimane che provarlo!

Recati sul luogo del delitto anche nota come zona partenza ;-)
Premi il pulsante “Start” dell’orologio e posizionati su “Corsa”, qui invece di iniziare una sessione di corsa, tieni premuto il pulsante “UP” che ti permette di accedere al sotto menù della corsa e vai su “Navigazione”, quindi su “Percorsi”. Scorri i vari percorsi a disposizione fino a giungere a quello desiderato (questi sono quei momenti in cui capisci l’importanza di un titolo reale e non spiritoso!), selezionalo con il tasto “Start” e il gioco è fatto. Dopo qualche istante di caricamento, selezioniamo Segui percorso e apparirà la mappa con l’amica freccina!

Pianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPianificare un percorso e caricarlo sul proprio GarminPianificare un percorso e caricarlo sul proprio Garmin




Come utilizzare la funzione TracBack dei GPS Garmin per tornare a casa sani e salvi

TracBack

TracBackSe anche tu porti i figli al centro commerciale per poter ritrovare la macchina dopo gli acquisti… Se ti alleni nei boschi partendo con l’idea di correre 7/8 km, ma torni a casa con oltre 20 km dopo aver chiesto indicazioni ai cerbiatti… Se cerchi di fare lo stesso percorso fatto in precedenza con qualche amico e scopri sempre una nuova variante… Se non sei mai riuscito a provare un percorso di gara perché il tuo unico senso dell’orientamento si chiama “pacer”… Se nelle gare di triathlon riesci a sbagliare tre volte percorso nella frazione di nuoto da 750 m… questo articolo è dedicato a te!

Forse non lo sai, ma mamma Garmin ci vuole bene e ha pensato a noi ;-)

Il giorno di Natale mi sveglio tardi, so che abbiamo il pranzo con tutta la famiglia alle 13:00 e sono appena passate le 10:00, quindi esco con la promessa di un piccolo giro nel bosco.
TracBackCorrendo, perdo stranamente il senso dell’orientamento e dopo 4,5 km mi fermo rendendomi conto di essere in un posto mai visto prima, con nulla su cui orientarsi e naturalmente nessun segnale per il telefonino.

Fermo l’orologio mettendo in pausa la sessione e inizio a scorrere il menù cercando l’ora e… come per magia trovo la voce “TracBack”. In poche mosse ho avuto il mio momento di gloria: quando ho visto apparire la mappa con il tracciato, mi sono commosso! Tornare a casa non è mai stato così facile. Sono riuscito ad arrivare in tempo e salvare la giornata!

Come usare la funzione TracBack dei GPS Garmin per tornare al punto di partenza

Di seguito i passaggi da seguire in caso di bisogno: iniziate ad allenarvi con le impostazioni che preferite, non serve essere in modalità Trail. Quando vi siete persi, mettete in pausa l’allenamento e scorrete le solite scelte come “Salva”, “Riprendi…”, fino ad arrivare su “Ind. all’inizio”, entrate in questo sotto menù e andate su “TracBack”, selezionatelo, ed ecco la traccia da seguire a ritroso! Buon rientro a casa ;-)

Garmin Forerunner 935 su Amazon
Garmin Forerunner 645 Music su Amazon

TracBackTracBackTracBackTracBackTracBack




Garmin e Spotify, la nostra guida

Spotify, la piattaforma musicale più diffusa al mondo, da qualche mese è sbarcata sull’ecosistema Garmin. Non siamo i soli che ascoltiamo musica mentre corriamo. Ma da Ottobre 2018, correre con la musica è più facile. Finora utilizzavamo un piccolo lettore Bluetooth Sandisk, ma il tempo dedicato alla scelta della canzoni era oltremodo eccessivo. Quindi abbiamo davvero applaudito la scelta di Garmin di integrare direttamente la musica con la scelta infinita di canzoni e podcast grazie a Spotify.

Per tutti i lettori del blog, ecco una piccola guida per attivare Spotify e per far funzionare al meglio il vostro nuovo oggetto del desiderio.

Come collegare Spotify agli orologi Garmin GPS

Spotify-Garmin-Connect-IQ (Small)

Ma come funziona il collegamento Garmin con Spotify? come si usa? quanto ci vuole a collegarlo?

Nella nostra piccola guida, ecco le istruzioni passo a passo per collegare Garmin a Spotify ed usarlo al meglio:

La procedura è molto più semplice ed intuitiva di quanto sembra, ad ogni modo, ecco come fare ad ascoltare musica con Garmin e Spotify.

Ascoltare la musica con Garmin

Prima di continuare a leggere, è importante sapere che soltanto alcuni dispositivi Garmin consentono d’ascoltare la musica direttamente dall’orologio. La lista attualmente disponibile è la seguente:

Chiaramente, ulteriori modelli saranno lanciati nel 2019 e pensiamo che tra un paio d’anni la maggior parte dei nuovi dispositivi consentirà d’ascoltare la musica con Spotify.

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App Spotify IQ

Una volta scelto l’orologio compatibile, il primo passo della procedura consiste nello scaricare l’App di Spotify. Vi consigliamo caldamente di utilizzare una rete Wifi, visto che al momento di scaricare delle Playlist Spotify, sarà richiesto il trasferimento di una mole importante di dati. L’App IQ la troverete al seguente indirizzo:

App Garmin IQ Spotify

Prima di procedere con la procedura, è importante sapere che Garmin IQ funziona soltanto con la versione Premium di Spotify

Come abbiamo descritto nella guida di Garmin Connect IQ, le App sono semplicemente dei programmi aggiuntivi sull’orologio che aggiungono funzioni supplementari. In questo caso, l’App Spotify IQ funziona benissimo e consente di scaricare rapidamente la musica preferita. Si può fare il download attraverso dal PC oppure, più semplicemente con lo smartphone.

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Scaricare l’App richiede pochissimi secondi e dopo aver sincronizzato l’orologio con il PC o lo Smartphone troverete la nuova App Spotify

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La configurazione di Spotify

Una volta scaricata l’App, occorrerà collegarla al vostro account. Il nostro Iphone è configurato in inglese, ma normalmente tutte le istruzioni sono in Italiano

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Collegare Spotify al dispositivo Garmin è proprio facilissimo, basta solo ricordarsi la password di Facebook:

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Ovviamente per chi non avesse Facebook, serve in alternativa email e password di Spotify. Una volta inserita il gioco è fatto:

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Utilizzare Spotify con Garmin

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Dopo pochi secondi, potrete finalmente apprestarvi ad ascoltare la musica sul vostro Garmin preferito. La parte più facile viene ora, scegliere le canzoni.

Spotify-Garmin-playlist (Small)

In realtà la scelta è leggermente più complicata perché occorre indicare al dispositivo Garmin cosa scaricare tra:

  • Playlist
  • Riprodotti di recente (anche su mobile)
  • Create per te
  • Allenamenti
  • Podcast

In sintesi, tutto quello che è disponibile sul vostro cellulare, sarà visibile anche sull’orologio. Tutto ci è sembrato fin dal primo momento molto intuitivo, visto che utilizziamo Spotify da parecchio tempo. Una volta deciso cosa scaricare, assicuratevi di collegare il vostro Garmin ad un caricabatterie per evitare di consumare inutilmente la batteria.

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Identificata la playlist da scaricare, basta semplicemente premere il pulsante Start

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Immediatamente l’orologio cercherà la rete Wi-fi di casa per scaricare le canzoni scelte

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Il download delle canzoni è “relativamente” veloce, tutto dipenderà dalla vostra rete Wi-fi, comunque i messaggi sono molto esplicativi:

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Non preoccupatevi per il numero di playlist scaricate, visto che, almeno il Fenix 5 Plus ne conterrà più di quante ne potrete ascoltare. Noi abbiamo scaricato una decina di Playlist con oltre 50 canzoni l’una e abbiamo ancora tutto lo spazio per aggiungerne mille altre!

Come scritto nell’introduzione, pensiamo che il valore aggiunto di Spotify sia proprio quello di variare le canzoni ascoltate durante la settimana. Per fortuna esiste una funzione “aggiorna download” che consente di collegare nuovamente il dispositivo a Spotify. In tal caso una parte o tutta la Playlist verrà automaticamente aggiornata. Non vorrete mica ascoltare la Italy Top 50 dello scorso settembre?

Scelta degli auricolari Bluetooth

Completato anche il download, l’ultimo aspetto consiste nel collegare l’orologio a cuffie Bluetooth adeguate. C’è una lista raccomandata da Garmin che è in costante aggiornamento. Praticamente tutte le case audio conosciute funzionano con gli ultimi modelli di Garmin.

Noi le abbiamo provate  con diversi auricolari e siamo rimasti impressionati da Jaybird Tarah Pro, l’auricolare degli atleti pensato per atleti, che consente 14 ore di durata in condizioni estreme:

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Contrariamente a quanto si legge su Internet, anche gli Airpods Apple funzionano decisamente bene, ma in tal caso bisogna prestare a non farli cadere dalle orecchie. Podista avvisato, mezzo salvato.

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Un’altra scelta particolarmente sensata per noi podisti potrebbe essere le nuove cuffie Bose Soundsport wireless, che consentono anche di misurare il battito cardiaco dall’orecchio.

Conclusioni ed approfondimenti

Ad ogni modo, qualunque sia la vostra scelta, finalmente dopo una decina di minuti potrete ascoltare la vostra canzone preferita. E perché no? anche correre….

Spotify-Garmin-ascoltare-musica (Small)

In conclusione, riteniamo che Spotify sia davvero uno strumento in più per chi voglia utilizzare i dispositivi Garmin. L’implementazione dell’App, il download dei dati è fatto in maniera eccellente e l’aggiornamento dei dati è limitato solamente dalla vostra rete wifi. L’unico aspetto su cui i tecnici Garmin dovranno lavorare è la gestione della musica durante l’allenamento.

Ma per chi ama correre con la musica, Spotify e Garmin sono davvero una coppia perfetta.




Scaricare, installare e configurare Race Screen per Garmin

Race Screen

Alla centocinquantesima richiesta (via blog, social, e-mail, chat, telefono e dal vivo) tipo “… ma come faccio a configurare Race Screen?” o “… l’ho scaricato e installato sul GPS Garmin, ma non riesco in alcun modo ad aggiungerlo alla schermata!” e simili, è giunto il momento di scrivere una guida passo passo. Va detto che, effettivamente, i passaggi sono molteplici e non proprio di facile intuizione. Anche perché ci è già capitato di ricevere la stessa richiesta dalla stessa persona a distanza di mesi, magari dopo aver acquistato un nuovo GPS Garmin (qui qualche suggerimento)…

Per chi non lo conoscesse, Race Screen è probabilmente il miglior campo dati per gareggiare con un Garmin, in quanto consente di correggere in corsa la differenza tra la distanza misurata dal GPS e quella effettiva del percorso. Una semplice pressione del tasto Lap in corrispondenza di uno dei cartelli chilometrici piazzati sul percorso correggerà istantaneamente ritmo medio e tempo finale previsto, sempre se avete configurato correttamente Race Screen prima della partenza. Oltre a questo, la schermata permette di avere sott’occhio tutti i dati potenzialmente utili in gara: passo istantaneo (calcolato su un numero di secondi personalizzabile), passo medio, durata del lap, tempo trascorso, previsione tempo finale, distanza, cadenza, FC…

I seguenti passaggi sono validi per l’app “Connect” (da smartphone), ma da “Garmin Express” (da pc) sono comunque molto simili:

Scaricare Race Screen da Garmin IQ e installarlo sul GPS Garmin

Race ScreenRace Screen– Connetti il GPS Garmin allo smartphone e apri “Connect”;
– click sul GPS Garmin per accedere al menù che lo riguarda;
– quindi vai su “Attività, App & Altro”;
– poi su “Attività & Applicazioni”;
– qui trovi l’elenco di tutte quelle presenti, in uso e non, ma il pulsante che ci interessa è in basso… “Scarica altre applicazioni”;
– ora ti trovi nello “Store Connect IQ”, nel campo di ricerca scrivi “Race Screen”;
– tra le centinaia di risultati, quello giusto è di “dp0750” (vedi foto), attualmente al primo posto tra i risultati;
– lo selezioni, lo scarichi e lo installi accettando i termini di utilizzo;
– a questo punto, un messaggio su sfondo verde ti confermerà che tutto è andato a buon fine e che alla prossima sincronizzazione verrà installato sul GPS Garmin;
– torna quindi alla schermata iniziale di “Connect” e sincronizza l’orologio.

Configurare “Race Screen” in base alla distanza di gara, al tempo-obiettivo e ad altre opzioni

Race ScreenRace Screen– Vai su “Connect”, click sul GPS Garmin collegato e nuovamente su “Attività, App & Altro”, ma questa volta nel sotto menù “Campi dati Connect IQ”;
“Race Screen” apparirà tra quelli installati;
– lo selezioni e vai su “IMPOSTAZIONI”;
– qui imposti i dati in base alla distanza di gara (in metri) e ai tuoi obiettivi di tempo (attenzione, in secondi, quindi MinutiTotaliX60+EventualiSecondi), specificando i secondi utilizzati per calcolare il ritmo “corrente” ed eventualmente attivando o disattivando le altre opzioni disponibili;
– nel nostro esempio, abbiamo pensato alla mezza maratona, quindi abbiamo impostato come distanza corsa 21.097 metri e come tempo target della corsa 1h27’00” cioè 5.220 secondi (87’X60”=5.220) e non abbiamo impostato lap automatici in quanto a ogni cartello premeremo il pulsante “LAP” per ottenere il magico allineamento con la realtà come descritto nel nostro vecchio articolo su Garmin IQ;
– finite le configurazioni, click su “FATTO” per salvarle;
– esegui un’ultima sincronizzazione con l’orologio per trasmettere le configurazioni di “Race Screen” al GPS Garmin.

Aggiungere “Race Screen” alle schermate del GPS Garmin

Race ScreenRace ScreenRace ScreenRace ScreenRace ScreenRace Screen– Prendi in mano l’orologio e vai su

“Corsa”;
– entra nelle “Impostazioni Corsa” (tenendo premuto il pulsante “UP”);
– seleziona “Pagine Dati”;
– aggiungi un nuovo schermo, scorrendo in basso fino ad arrivare alla schermata “Agg. nuovo” con un “+” grande in centro;
– seleziona “Dati personalizzati”;
– tipo di layout a 1 campo;
– scegli “Campi ConnectIQ”;
– quindi “Race Screen”.

In gara, sarà sufficiente scorrere tra le varie schermate per trovare “Race Screen”. A ogni pressione di “LAP” (ovviamente in corrispondenza del cartello chilometrico!), “Race Screen” correggerà la distanza modificando la proiezione finale. Non è ovviamente obbligatorio “lappare” a ogni cartello, il nostro consiglio è quello di farlo ogni 2 km per le gare fino ai 10 km, ogni 3 km per quelle fino alla mezza, ogni 5 km per quelle fino alla maratona.

N. B. A ogni cambio distanza di gara e/o obiettivo cronometrico, devi ripetere i passaggi del paragrafo “Configurare “Race Screen” in base alla distanza di gara, al tempo-obiettivo e ad altre opzioni”.




Garmin Forerunner 645, un confronto con il Garmin Forerunner 935

Garmin Forerunner 645

Garmin Forerunner 645Da qualche mese, grazie a Garmin, abbiamo a disposizione anche il Forerunner 645 (versione_senza_Music), attuale top di gamma della casa statunitense per quanto riguarda i modelli dedicati principalmente al running. Utilizzando da oltre un anno il Forerunner 935 (attuale top di gamma per la multidisciplina), la prima domanda che ci è sorta spontanea è: ma per un runner, tra il 645 e il 935, cosa scegliere?

La risposta è stata più semplice del previsto, ma prima di essa, vediamo innanzitutto le differenze tra i due modelli, anche grazia alla comoda tabella presente sul sito ufficiale Garmin, in fondo a questa pagina

Il Garmin Forerunner 645 ha attualmente due versioni, con e senza Music. I prezzi ufficiali sono 399,99 euro per la prima, 449,99 per la seconda versione.
Il Garmin Forerunner 935 invece costa 499,99 euro.

Differenze tra Garmin Forerunner 645 e Garmin Forerunner 935

Garmin Forerunner 645Cosa ha in più il 645 rispetto al 935? La musica (SOLO se scegliete la versione “Music”), la funzionalità Garmin Pay (ma in Italia siamo attualmente indietro rispetto agli altri paesi…), la ghiera in metallo.

Cosa ha in più il 935 rispetto al 645? il Multisport automatico/manuale, le funzioni avanzate nel ciclismo con accessori a parte (potenza, dinamiche…), il nuoto in acque libere e il supporto per la fascia HRM-Swim.

Cosa hanno in comune i due modelli? Tutto il resto!
Infatti, se siete arrivati qui perché interessati al Forerunner 645 e volete una panoramica di TUTTE le opzioni disponibili per il dispositivo, fate riferimento alla nostra recensione completa del Forerunner 935: tranne per le poche funzionalità specificate poche righe più su, i due modelli fanno praticamente le stesse identiche cose!

Se invece siete interessati alla domanda iniziale, prima della risposta, ecco le impressioni del mio collega Andrea dopo qualche mese con il Forerunner 645 al polso, praticamente 24 ore su 24…

Piccola premessa: essendo principalmente un runner, l’ho testato soprattutto in corsa e nell’utilizzo quotidiano come smartwatch, verificando le funzioni in bici e durante il nuoto saltuariamente, solo per rilevare l’assenza di discrepanze con quanto indicato sui canali ufficiali Garmin, senza approfondire eventuali differenze nei dati raccolti con altri modelli a parità di condizioni. È mia opinione che per gli appassionati di sport specifici esista sicuramente il dispositivo appropriato. I modelli che fanno un po’ di tutto non avranno mai le stesse funzioni di quelli specifici: il golf non l’ho testato, ma sono sicuro che se siete degli appassionati di questa disciplina, dovreste guardare alla linea Approach, stessa cosa se siete degli esploratori degli abissi, esiste il Descent… e questo solo in casa Garmin, ma sicuramente esistono altre realtà altrettanto valide che magari non conosciamo.

Estetica

In fase di unboxing ho notato subito che esteticamente c’è una certa differenza che deve essere soppesata a livello personale: il diametro del Forerunner 935 è più grande di quasi cinque millimetri e ha un aspetto decisamente sportivo, il Forerunner 645 risulta più leggero ed elegante e con rifiniture in acciaio inossidabile che lo rendono piacevole da indossare tutta la giornata anche sotto la camicia. Le dimensioni dello schermo sono invece praticamente identiche.

Per queste stesse ragioni, io preferisco il 645, mentre Gianmarco non rinuncia al 935.

Le dimensioni ridotte del diametro e dello spessore implicano una batteria più piccola che si traduce in una differenza, in modalità GPS, di dieci ore a favore del 935 (14 ore totali per il 645 contro le 24 ore totali per il 935).

Provenendo da anni di orologi sportivi ma non “smart”, ho apprezzato la possibilità di inviare risposte automatiche direttamente dall’orologio. Un semplice “Ti richiamo” o “Sono occupato” inviati in modo discreto sono molto comodi durante una riunione, senza dover metter mano allo smartphone. Ovviamente le funzioni smart vanno limitate e personalizzate, altrimenti per ogni e-mail, messaggio su Facebook o WhatsApp, si rischia di avere un continuo tormento, quasi peggio che con lo smartphone!

Garmin Running Dynamics POD (qui la recensione completa)

Garmin Forerunner 645Ho testato in associazione anche l’RD POD e con Gianmarco abbiamo fatto anche un paio di test ciascuno di confronto dei dati: Forerunner 935 + fascia HRM-Run “contro” Forerunner 645 + RD POD (ovviamente con i due orologi messi sullo stesso polso!).

I dati del cardio hanno confermato quanto scritto nell’articolo sul cardio al polso. Tracciato praticamente identico quando si tratta di corsa continua, differenze evidenti quando si affrontano allenamenti intervallati: come affermato anche da Garmin, la fascia rimane attualmente più precisa, ad alta intensità.

Garmin Forerunner 645Per quanto riguarda i dati delle dinamiche di corsa e della potenza, le differenze ci sono e dipendono probabilmente dal diverso posizionamento. Mentre la cadenza rilevata è identica, la potenza rilevata con il POD è leggermente più bassa da quella della fascia (circa del 10%), con differenze in percentuale simili sia per la media del rapporto che per l’oscillazione verticale. Anche il bilanciamento è risultato leggermente differente, con la fascia che rileva differenze destra/sinistra maggiori rispetto al POD.

Garmin Pay

Garmin Forerunner 645I test sono iniziati pochi giorni prima della London Marathon 2018 e il mio primo pensiero è stato “Pagherò la metropolitana passando l’orologio al posto delle solite tessere da cercare nel portafogli!”… purtroppo sono rimasto deluso perché fino a fine aprile nessuna banca italiana offriva la possibilità di registrare i dati della carta di credito sul dispositivo e il messaggio su Garmin Connect Mobile confermava che in Italia (o meglio con le carte delle banche italiane) il servizio non era ancora disponibile. Abbiamo provato a registrare otto carte diverse tra Mastercard e Visa di istituti differenti, compresa anche la banca virtuale Hype, ma alla fine abbiamo dovuto pagare “alla vecchia”, passando la carta. Da questo mese alcune banche sembrerebbero esser state inserite, ma non abbiamo ancora potuto verificarlo.

Garmin Forerunner 645Riassumendo le mie impressioni: ideale da indossare quotidianamente, la batteria ti accompagna tranquillamente durante la settimana (varia a seconda delle funzioni smart attive e delle ore di allenamento), la personalizzazione del quadrante lo rende adatto a ogni momento della giornata, il cardio al polso è in linea con la serie Garmin attuale… quindi il runner che è in me si ritiene più che soddisfatto. Provengo dal Tomtom Spark Music e posso dire che la musica nell’orologio pregiudica troppo la durata della batteria e si può tranquillamente evitare, le rare volte in cui corro a lungo e desidero la musica, porto il cellulare. Se per voi invece la musica è importante, con circa 50 euro in più avete la versione Music!

Torniamo ora al quesito iniziale: tra Forerunner 645 e Forerunner 935, quale scegliere?

Per un runner, la scelta è puramente estetica: a meno che il 645 visivamente proprio non vi piaccia, non ha senso spendere circa 100 euro in più (50, se scegliete la versione Music) per le poche funzionalità specifiche aggiuntive per ciclismo e nuoto del 935 che magari non userete mai.

Per un triatleta invece, la scelta è più difficile: tralasciando il discorso estetico e quello “musicale”, vale la pena spendere circa 100 euro in più per avere a disposizione la modalità Multisport, l’utilizzo della potenza e delle dinamiche in bici (acquistando accessori a parte), il nuoto in acque libere e la compatibilità con la fascia HRM-Swim (acquistabile a parte)? Se le avete e le utilizzate, direi che non ci sono dubbi!




Garmin e Galileo GPS, la recensione dettagliata

Come il lettore saprà, Galileo è il sistema di navigazione satellitare europeo, finanziato dall’unione Europea con l’obiettivo di  avere un’alternativa alla versione americana del sistema di posizionamento GPS. Anche se i satelliti sono stati lanciati in orbita nel 2016, finora il sistema Galileo era sconosciuto alla maggioranza dei podisti, sebbene presente già dal 2016 sugli ultimi modelli iPhone e Samsung.

Ma da qualche settimana è stato introdotto anche sui nuovi orologi Garmin.

Freccia Galileo GPS

Garmin incontra Galileo GPS, il sistema di navigazione satellitare europeo

Come ci ricorda Wikipedia in un linguaggio burocratico, Galileo è il «primo sistema di navigazione satellitare globale civile in Europa, finanziato e di proprietà dell’UE». L’intento della commissione era di migliorare la precisione della rilevazione, garantendo un’accuratezza superiore rispetto al sistema GPS Americano.

Avevamo parlato nel 2015 della precisione dei GPS e all’epoca pensavamo che Apple per il fitness potesse superare Garmin nella misurazione dei dati. A posteriori ci eravamo sbagliati, ma per valutare il futuro, ricordiamoci quanto disse Bill Gates qualche anno fa: «la maggior parte delle persone sopravvalutano quello che possono fare tra due anni e sottovalutano ciò che possono fare in dieci anni». Ad ogni modo a fine Giugno 2018, con l’annuncio del Fenix 5+ (presto la recensione sul blog), Garmin ha dimostrato la sua capacità innovativa introducendo sugli ultimi modelli l’opzione di attivare il sistema di ricezione Galileo.

Su quali modelli? e il sistema Galileo è davvero innovativo e permette di migliorare la misurazione dei dati? come si fa ad installarlo? qual è la precisione in strada? e finalmente si può misurare il GPS in pista? cosa raccomandate se non avete un modello tra quelli indicati? e soprattutto, occorre davvero utilizzare i nuovi modelli «plus» per correre con Galileo?

Come al solito l’articolo si divide in sezioni, potrete premere sul link per accedere alla parte che vi interessa:

Noi abbiamo iniziato i test il 24 Giugno 2018 sia su Fenix 5, sia su Garmin Forerunner 935, in strada e in pista, correndo oltre 250km. Di seguito troverete la nostra opinione.

https://www.instagram.com/p/BkZ5E0QgZK6/

Il sistema Galileo: cos’è?

Il sistema di posizionamento Galileo è un sistema alternativo al GPS di posizionamento e navigazione satellitare.

Galileo è stato ufficialmente inaugurato il 15 dicembre 2016, con l’idea di lanciare in orbita 26 satelliti complessivi. Attualmente se ne trovano solamente 22, sebbene dai miei test, almeno su Apple Iphone 7 Plus in Italia se ne vedono soltanto 8. Secondo un documento ufficiale della commissione Europea, il sistema Galileo ha un margine di errore inferiore rispetto al GPS. A livello orizzontale, si parla del 1% e il 10%. Se utilizzato in combinazione con Glonass, il sistema russo e GPS, l’errore diminuisce tra il 19% e il 31%, a seconda del posizionamento e delle condizioni meteorologiche. Chiaramente questi test non sono stati effettuati correndo, ma da buon esperto di marketing, per chi comunica, i risultati dovrebbero rappresentare il miglior scenario possibile (=magari non è così bello come descritto).

Per chi cercasse maggiori dettagli, il consiglio è cercare su Google: GNSS, Global Navigation Satellite System.Logo Galileo

Fino al 2015, per i podisti esisteva solamente il GPS, poi nel Fenix 3 e nel 920Xt è stato introdotto il Glonass, sistema russo nato durante la guerra fredda per applicazioni militari, ed attivato sugli orologi Garmin, su Polar (su Polar M600) e Suunto (su Spartan Ultra). A fine 2017 Galileo ha lanciato in orbita 22 satelliti, consentendo un’accuratezza inferiore ai 4 metri orizzontalmente e 8 metri verticalmente.

Galileo e Garmin, vantaggi teorici

Ma quali sono i vantaggi del sistema Galileo?

Escludendo l’aspetto «nazionalistico», i principali obiettivi del sistema Galileo erano diversi. Ovviamente una tecnologia più recente per definizione consente grossi benefici per gli utenti:

  • in primo luogo, una migliore precisione nella geo-localizzazione verticale (per l’altitudine) e orizzontale (per la distanza) rispetto a quella del sistema GPS;
  • un aumento della copertura globale dei segnali inviati dai satelliti;
  • una migliore capacità del segnale nelle aree urbane (sarebbe da testare alla maratona di Francoforte: qualche volontario?);
  • infine, una certificata affidabilità, con l’invio del «messaggio di integrità» per avvertire della perdita del segnale. Si noti che per ora non ho avuto modo di verificare il funzionamento di Galileo, non avendo corso la maratona di Anversa, famosa per i suoi tunnel di oltre 1km.
Vantaggi Galileo

Ecco la lista dei principali vantaggi «teorici» di Galileo. Ma sono veri anche in pratica?

Come l’attento lettore saprà, ovviamente vige il principio di interoperabilità: così come Glonass e GPS possono essere utilizzati congiuntamente, anche GPS e Galileo potranno esserlo. Per ora non esiste la possibilità di utilizzare tutti i tre sistemi contemporaneamente, considerando anche che quello Cinese BeiDou non funziona ancora sugli orologi fitness (ma già disponibile sull’Iphone e anche sui dispositivi Garmin).

Galileo: su quali orologi?

La lista è destinata a aggiornarsi, con l’introduzione di nuovi modelli. Ma per ora è limitata ai seguenti modelli:

Così come per la potenza nella corsa, pensiamo che il Fenix 3 e il 920Xt non avranno a disposizione Galileo! (nota: il Fenix 3 contiene un chip Mediatek 3333 che… ha il supporto di Galileo, quindi teoricamente sarebbe possibile attivarlo. Ricordiamoci però che l’ultimo aggiornamento Garmin del firmware Fenix 3 è stato a Febbraio 2017!)

principali dispositivi Garmin con Galileo

La lista dei dispositivi Garmin compatibili con Galileo. Si aggiungeranno il Fenix 3 e il 920xt? certamente no!

Si tenga presente infine che la qualità della ricezione dipende fondamentalmente dal ricevitore e dal design dell’orologio. Correndo con Fenix 5X e con Forerunner 935 abbiamo avuto l’impressione che la stabilità del segnale fosse diversa. E leggendo i commenti sul Forum Garmin, ci sono pareri diversi. Per la nostra opinione, leggere il seguito.

Galileo: come fare ad installarlo?

Una volta capito su quali orologi Galileo funziona, l’installazione dipende dalla tipologia di utente che pensate di essere: impaziente o cauto. Nel primo caso, potreste già scaricare il firmware Beta, nel secondo aspettare quello ufficiale.

Firmware Beta

Questa è l’installazione tipica del Fenix 5 e Fenix 5+. Si tratta semplicemente di scaricare una serie di file che vi consentono di aggiornare il dispositivo alla versione più recente ma non completamente collaudata del software. Prestate però attenzione: se nel week-end dovete correre una sky marathon o un Ironman, vi consigliamo di aspettare. Ecco la procedura, solo per cuori forti:

1. Scarica e decomprimi fenix _ *** Beta.zip
2. Inserisci il file gupdate.gcd, trovato nella cartella System_v ***, nella cartella \ GARMIN del dispositivo
3. Inserisci il file gupXXXX.gcd, trovato nella cartella Sensor Hub_v ***, nella cartella \ GARMIN \ REMOTESW del dispositivo
4. Inserisci il file gupXXXX.gcd, trovato nella cartella Display_v ***, nella cartella \ GARMIN \ REMOTESW del dispositivo
5. Inserisci il file gupXXXX.gcd, trovato nella cartella GPS_v ***, nella cartella \ GARMIN \ REMOTESW del dispositivo
6. Se disponi di un dispositivo abilitato WiFi, inserisci il file gupXXXX.gcd, trovato nella cartella WiFi_v ***, nella cartella \ GARMIN \ REMOTESW del dispositivo
7. Inserisci tutti i file trovati nella cartella Text_v *** nella cartella \ Garmin \ TEXT del dispositivo
8. Disconnettiti dal tuo computer e procedi attraverso l'aggiornamento.

Firmware ufficiale

In questo caso, attendendo il Firmware ufficiale, basta semplicemente sincronizzare i dati con il Garmin Connect ed effettuare l’aggiornamento sull’orologio. Si noti che per attivare Galileo serve una seconda sincronizzazione con Garmin Express.

Aggiornamento Galileo su Garmin Fenix 5X

Non serve molto tempo per l’installazione di Galileo, una volta scaricato il firmware sull’orologio

L’aggiornamento dati non richiede troppo tempo per essere attivato, dopo pochi secondi otterrete un messaggio che v’informerà del completamento dell’aggiornamento.

Installazione Galileo

L’installazione di Galileo richiede meno di un minuto.

Chiaramente però, dovrete aggiornare nell’app della corsa la scelta della tipologia di ricezione.

Per maggior dettagli, si veda il paragrafo delle App Garmin nella recensione dettagliata del Fenix 5.

Scelta Garmin e Galileo

Una volta installato, bisogna comunque attivarlo nella configurazione dei GPS

Precisione in strada

Come già detto, sono state scritte un numero infinito di pagine web per capire la precisione di un GPS. Ancora dopo diversi anni, mi viene chiesto come mai lo strumento non è quasi mai sincronizzato con la distanza ufficiale. Per chi ha letto il libro «il segnale e il rumore», la risposta è abbastanza banale: nella misurazione GPS ci sono tanti segnali (=accuratezza della misurazione) ma anche qualche rumore (=probabilità che il segnale, per qualunque ragione, sia disturbato da qualunque interferenza).

E Galileo? Per scelta abbiamo deciso di non mostrare il confronto tra diversi tracciati, preferendo invece sintetizzare gli aspetti fondamentali:

  1. la velocità instantanea è risultata più stabile, non abbiamo visto grosse variazioni di passo istantaneo come succedeva con i GPS tradizionali;
  2. la distanza non è variata in maniera significativa, o almeno non in maniera immediata;
  3. anche in città e vicino agli alberi il passo è rimasto più stabile, ma ulteriori test sono necessari per capire davvero.

nostre rilevazioni con Garmin e Galileo

E quindi? pensiamo che il vantaggio di Galileo sia nella stabilità del segnale, ma non crediamo che la differenza sia così significativa.

Garmin e Galileo in Pista

E in Pista? Come il podista amatore saprà, in pista il GPS, a causa dei frequenti cambi di direzione e curve, è messo sotto pressione. Con un GPS «tradizionale», l’errore è di circa 180-200 metri ogni 5 chilometri. E con Galileo? La situazione migliora leggermente ma la distanza resta sempre sovrastimata, di circa 120-180 metri ogni 5 chilometri.

Non abbiamo ancora provato il Fenix 5 Plus, ma aggiorneremo la recensione non appena eseguiremo test significativi.

Garmin Galileo in Pista

Purtroppo nonostante i miglioramenti di Galileo, la pista non consente una valutazione precisa della distanza

Potremmo comunque riassumere che i risultati della pista sono deludenti, con un errore/sovrastima tra il 2% e il 4%.

Galileo in Pista: sintesi

In sintesi, Galileo sovrastima la performance in pista, così come il GPS tradizionale

Conclusione

In sintesi, con l’aggiornamento di Galileo, Garmin è stata in grado di alzare l’asticella oltre le aspettative. Con questa nuova funzione, troverete un’opzione supplementare per migliorare la precisione delle vostre corse. L’implementazione iniziale Garmin sembra essere consistente e ci aspettiamo ulteriori miglioramenti nei prossimi mesi. Avendo testato Galileo su diversi dispositivi, possiamo affermare che rispetto alla combinazione GPS + Glonass, il risultato è di poco migliore. Tuttavia, abbiamo appurato che servirebbero ulteriori passi (da gigante) per poter usare Galileo in pista. Applaudiamo la scelta di Garmin di rendere disponibile sul 935 e sul Fenix 5 Galileo: sebbene questo ha spinto psicologicamente alcuni di noi a posticipare l’acquisto, ha fidelizzato i clienti. Purtroppo invece i «vecchi» orologi Garmin (Fenix 3 e Forerunner 920xt) non disporranno di Galileo.

Non dimentichiamoci infine che con i nuovi dispositivi avrete una migliore ricezione. Per sfruttare al meglio Galileo, forse il Fenix 5 Plus vi potrebbe essere utile. Sarete disposti a cambiare GPS soltanto per avere un vantaggio marginale di ricezione e precisione? Come tutta la tecnologia, è sempre una questione di scelta e di disponibilità economica. Noi pensiamo che ne valga la pena, però vi suggeriamo di aspettare tra qualche giorno la recensione del Fenix 5 Plus prima di decidere.




Garmin Forerunner 235, la recensione dettagliata

Garmin Forerunner 235

A fine 2015 Garmin ha lanciato a margine della presentazione di altri dispositivi un modello destinato a fare la storia della tecnologia fitness, il Garmin Forerunner 235. Ne avevamo parlato brevemente nella guida dei migliori GPS del 2016 e dopo tanto tempo siamo finalmente riusciti a preparare la recensione completa di questo gioiello tecnologico della famiglia Garmin. Nonostante esistano diverse recensioni interessanti su questo orologio, riteniamo che quanto abbiamo preparato possa aiutare i podisti italiani a valutare tutte le sue funzioni. Lasciamo quindi al lettore analizzare la recensione completa del Garmin Forerunner 235 in ottica Pitt 2.0.

Garmin Forerunner 235, il GPS dal miglior rapporto qualità prezzo, la nostra opinione

Garmin Forerunner 235Non è un segreto che il Garmin Forerunner 235 abbia rappresentato per l’azienda americana un successo commerciale oltre le aspettative iniziali. Ma al tempo stesso il Forerunner 235 non è esattamente l’orologio che deve essere spinto nelle presentazioni di marketing, perché “quelli più nuovi sono sempre più belli”, hanno maggiore margine e permettono di mostrare che a volte spendere soldi in ricerca e sviluppo sia il valore aggiunto delle aziende lungimiranti come Garmin. In un momento in cui la competizione sta facendo sempre più fatica a tenere il passo delle innovazioni Garmin, si vedano le ultime due trimestrali negative TomTom nella divisione Sport, ci è sembrato giusto recensire il prodotto GPS dal miglior rapporto qualità prezzo del 2016. Aggiorneremo la classifica a fine mese, ma moltissimi lettori ci hanno chiesto di preparare la “solita” recensione dettagliata per permettere di valutare l’eventuale acquisto dell’orologio.

A posteriori è tutto molto facile, ma non serviva essere guru della strategia o del marketing per capire che il Garmin Forerunner 235 avrebbe avuto grande interesse da parte dei podisti italiani. La sua estetica accattivante, la presenza di funzioni fino all’anno prima presenti solo nella fascia alta del mercato, il peso molto limitato, la possibilità di utilizzo come activity tracker, la gestione avanzata degli allenamenti e infine un prezzo scontato molto accattivante. E in effetti, se parlate con un commesso di un negozio di attrezzatura sportiva, vi dirà che è ancora oggi il più venduto. Per chi avesse ancora dei dubbi, basterà controllare su Amazon per capire che il Garmin Forerunner 235 è tra i duemila oggetti più cliccati del sito, ma molto dipende dalla sua variazione del prezzo, che sembra dipendere più dall’alta marea e dalle fasi lunari che dal valore dell’orologio.

Ma quali sono le funzioni del Garmin Forerunner 235 che invogliano all’acquisto? Che cosa manca rispetto agli orologi di fascia alta? Siamo sicuri che le funzionalità mancanti siano necessarie? Cosa ne pensate del sensore cardio? È inferiore a quello degli orologi premium? Quali limitazioni abbiamo riscontrato nei mesi di utilizzo quotidiano? Come sopperire alla mancanza di funzioni di navigazione? Come utilizzare al meglio il Forerunner 235 grazie alla nuova piattaforma Garmin Connect IQ? E infine: a chi consigliate l’acquisto? Quali alternative consigliate per chi ha a disposizione qualche euro in più, o in meno, per l’orologio?

Noi di TheRunningPitt.com abbiamo provato il Forerunner 235 per diversi mesi, ricevendo da Garmin un dispositivo per effettuare i test e analizzare in dettaglio le caratteristiche. Con la nostra esperienza di tester, le letture dei vari forum internazionali oltre all’utilizzo quotidiano dell’orologio, abbiamo una visione chiara delle possibilità offerte dallo strumento, grazie al confronto con i numerosi modelli di GPS provati negli ultimi anni.

Come disclaimer, non abbiamo ricevuto e non siamo interessati a ricevere alcun compenso per questa recensione. Pur essendo soltanto podisti amatori evoluti, le nostre conoscenze analitiche ci aiutano a diffondere in maniera semplice le nuove tecnologie, uno dei principali obiettivi del sito, oltre a permettere ai podisti di tutti i livelli di correre meglio. Essendo un orologio più “semplice” rispetto ai nuovi modelli introdotti nel 2017, parleremo in dettaglio di tutte le funzionalità di corsa. Il sito ha adottato da due anni questa filosofia: no test, no party. Aggiungeremo le “consuete” infografiche di Pitt 2.0, oramai tanto apprezzate dai lettori. Siete pronti a leggere il seguito? Suggeriamo di scorrere la nostra recensione in sequenza oppure di soffermarsi soltanto sulle parti che vi interessano premendo sulle relative sezioni:

Senza ulteriore indugio, ecco la nostra opinione completa ed esauriente sul Garmin Forerunner 235.

Garmin Forerunner 235 in sintesi

Garmin Forerunner 235Per essere semplici, abbiamo raccolto le caratteristiche principali del Forerunner 235, preparando due infografiche, la prima che mostra le principali funzioni, la seconda che illustra pregi e difetti. Per chi non avesse tempo di leggere, abbiamo anche proposto una sintesi in 200 parole. Il Garmin Forerunner 235 è l’orologio della casa americana dal miglior rapporto qualità/prezzo ed è stato pensato per soddisfare quasi tutte le esigenze del podista amatore. Sebbene non sia rivolto a triatleti, ciclisti e nuotatori, può anche essere usato per sport diversi dalla corsa, purtroppo l’interfaccia grafica è pensata solo per podismo e ciclismo. Dal punto di vista software, il Forerunner 235 utilizza un cruscotto semplice e intuitivo che con poche pressioni dei tasti consente di scegliere tutte le funzioni dei menù. Per la prima volta Garmin ha attivato su un orologio di fascia media delle funzioni finora riservate ai premium, abbiamo apprezzato l’implementazione dell’algoritmo del VO2max. Non dispone né delle dinamiche di corsa avanzate, né di navigazione avanzata, ma avendo a disposizione Garmin Connect IQ, è possibile sopperire a queste lacune grazie ad alcune tecniche descritte nell’articolo. La durata della batteria sembra sufficiente e paragonabile a orologi simili. Per quel che riguarda il sensore ottico, ci sentiamo di promuoverlo, sebbene non a pieni voti, per le limitazioni generali descritte nell’articolo sui sensori cardio. La precisione cardio dipende dal soggetto che lo indossa più che dell’orologio stesso, ma è anche vero che nelle corse intense sarà molto probabile che fornisca dati erronei.

Confronto tra Garmin, le funzioni mancanti del Forerunner 235

Garmin Forerunner 235Ma quali sono le principali differenze del Garmin Forerunner 235 rispetto ai fratelli maggiori e minori? Cosa consigliate? Come al solito, dipende molto da chi lo usa. Rispetto al Garmin Forerunner 35, il 235 non ha diverse funzioni supplementari dei fratelli maggiori 735XT e Forerunner 935. Ma servono davvero al podista amatore? Ognuno di noi ha diversa sensibilità tecnologica, mi rendo conto che rispondere a questa domanda non è facile. Vediamo comunque di descrivere cosa manca al 235 rispetto ai nuovi orologi Garmin 2016 e 2017.

WiFi. Al Forerunner 235 manca il WiFi, peraltro assente anche sul Forerunner 735XT. Per chi non lo sapesse, con il WiFi in meno di 10 secondi dalla conclusione dell’allenamento si riesce a trasferire la seduta su Garmin Connect. Con il Forerunner 235 serve qualche secondo in più, tipicamente il trasferimento avviene tramite Bluetooth con il telefono oppure con un cavetto. È una grave mancanza l’assenza di WiFi? Sicuramente no, ma come tutte le nuove tecnologie, una volta usata, non ne potrete fare a meno. Se non l’avete mai testata, non preoccupatevi, non serve assolutamente.

Altimetrico barometrico. Il Garmin 235 è pensato per la fascia media di podisti, quelli esigenti che però stanno attenti a ottimizzare il costo di acquisizione di nuovi strumenti. Una delle funzioni più utili per chi frequenta i trail è proprio la capacità di conoscere i dislivelli e di adeguare la propria velocità sulla base, misurata attraverso il barometro, presente negli orologi di fascia alta. Per chi non fosse a conoscenza dei vantaggi dello strumento, suggeriamo di leggere la parte dell’altimetro del Forerunner 935. Il costo del sensore barometrico è abbastanza elevato, aggiungerlo avrebbe incrementato il prezzo di vendita. Ma per chi corre in strada e non ha particolari necessità di misurare l’altimetria, anche quella del GPS risulta relativamente accurata.

Display e interfaccia grafica. Rispetto ai nuovi orologi Garmin 2017, l’interfaccia è 215 x 180 pixel, poco meno dei 240 x 240 pixel con 64 colori del 935. Non pensiamo che sia un fattore distintivo dei nuovi orologi. Per quanto riguarda l’interfaccia grafica, quella del fenix 5 e del Forerunner 935 è più complessa e potente, ma crediamo che il 235 abbia una semplicità d’uso non comune.

Sensore ottico. Il Garmin Forerunner 235 presenta la prima versione del sensore ottico Garmin Elevate, noterete di primo acchito una sporgenza posteriore visibile a occhio nudo. Nelle versioni successive la sporgenza è scomparsa. Ma come si è comportato a livello di accuratezza? Lo vedremo nel seguito. Per chi non pensa di sfruttare il sensore cardio, Garmin ha sviluppato il Forerunner 230, esattamente lo stesso orologio ma senza il lettore cardio da polso.

Garmin Forerunner 235In sintesi, non ci sono davvero funzioni di cui sentirete la mancanza, l’infografica mostra le principali funzioni mancanti e il prezzo. Quanto siete disposti a spendere per le funzioni supplementari?

Unboxing Forerunner 235

Apriamo la scatola. Scatola grigia, apertura davvero semplificata. Il contenuto è abbastanza limitato. Non troverete nessuna fascia cardio, perché il Garmin 235 contiene un sensore Elevate che misura i battiti (per i dettagli, si veda sotto). All’interno della confezione ci saranno soltanto tre elementi: il caricatore, un piccolo manuale e ovviamente l’orologio.

Garmin Forerunner 235Il caricatore è esattamente lo stesso del Forerunner 230, del 630 e del 35, mentre non funzionerà per ricaricare gli altri dispositivi. Il suo attacco è molto stabile e la ricarica abbastanza rapida e veloce. Il manuale invece si legge facilmente perché contiene soltanto le funzioni di base e nulla di particolarmente innovativo.

Garmin Forerunner 235Esteticamente. Dal punto di vista estetico, sembra davvero un orologio di fascia intermedia, leggermente più spesso dei suoi fratelli più giovani, mostra nella parte posteriore una sporgenza evidente, che a distanza di due anni dall’uscita dell’orologio sente il peso degli anni. Il Garmin Forerunner 235 dispone di cinque pulsanti, uno per la luce, uno per iniziare gli allenamenti, un terzo per ritornare ai menù precedenti. Gli ultimi due in basso a sinistra hanno l’obiettivo di navigare tra i menù, non essendo il 235 un orologio touch.

Garmin Forerunner 235Sicuramente potrebbe essere indossato quotidianamente e in effetti lo abbiamo visto al polso di parecchi podisti. Il cinturino è relativamente comodo e confortevole, nonostante sia di plastica. Il Forerunner 235 non pesa molto, soltanto 42 grammi, uno dei più leggeri della categoria. Al polso non si sente, il cinturino aderisce perfettamente anche se pensiamo che non sia così confortevole come le versioni premium Garmin.

E come funziona in corsa?

Prima di correre con il 235

Garmin Forerunner 235Utilizzare il 235 è un gioco da ragazzi. Per iniziare a correre basta premere due volte il tasto in alto a destra e immediatamente il podista amatore si troverà una schermata a quattro campi, facilmente configurabile. L’infografica mostra quelli a disposizione ma in generale l’interfaccia è davvero semplice, nulla a che vedere con i fratelli maggiori. Immediatamente si avvia la ricerca dei satelliti, non dovrete aspettare più di qualche secondo per l’aggancio. La ricerca sarà leggermente più lenta rispetto al 935, ma non sensibilmente diversa. Il consiglio è quello di aspettare che il dispositivo trovi effettivamente i satelliti per evitare che i primi chilometri siano misurati in maniera errata: qualche secondo di attesa in più evita tante frustrazioni. Per verificare che i satelliti siano agganciati correttamente, basta controllare in alto a sinistra il numero di barrette piene dell’orologio. Se correte nello stesso posto, l’attesa non supererà i dieci secondi, in caso contrario, dovrete attendere un po’, ma mai più di trenta secondi.

Correre easy con il Forerunner 235

L’interfaccia del 235 è davvero molto semplice e intuitiva. Come già detto, potreste iniziare a correre dopo aver premuto due volte l’omino che corre. Premendo per la terza volta il tasto start/stop, si può iniziare a correre. Ma per l’utente più sofisticato, ci sono altre opzioni, attivabili scegliendo il menù “Allenamento” e descritte nelle infografiche allegate. Vediamo insieme le altre opzioni.

Allenamenti personali. In inglese “workout”, sono semplicemente gli allenamenti pianificati su Garmin Connect e trasferiti poi sull’orologio. Nella sezione successiva descriveremo come correre un allenamento pianificato. Nulla di diverso rispetto al passato: si possono programmare fino a cento sequenze di allenamenti, con tantissime modalità d’utilizzo.

Calendario allenamenti. Garmin Connect permette la pianificazione di tutti gli allenamenti. Dall’orologio potrete visualizzare il programma del prossimo mese. Per averli, basta semplicemente pianificare il calendario via web e trasferirli via Connect Mobile o via web.

Intervalli. Nel caso in cui l’allenamento non sia presente sull’orologio, si può comunque programmarlo prima di cercare i satelliti. Definiremo riscaldamento e defaticamento, oltre alla seduta vera e propria, tipo 5 x 1 km. L’opzione intervalli non consente di utilizzare intervalli multipli, come 3 x 1,2 km + 3 x 1 km.

Garmin Forerunner 235Definire un obiettivo. Così come per gli orologi premium, anche con il 235 si potrà impostare una distanza predefinita, che varia dal chilometro al miglio e si conclude con la maratona. Ovviamente si potrà anche scegliere una distanza personalizzata. L’orologio durante la corsa vi darà una previsione e vi informerà sulla distanza mancante. Ma se vorrete davvero gareggiare con un Garmin, suggeriamo di utilizzare Race Screen, funziona anche con il 235!

Correre le ripetute con il Garmin Forerunner 235

Garmin Forerunner 235Il Forerunner 235 consente di programmare anche gli allenamenti di qualità, proprio come i fratelli maggiori. Abbiamo descritto le ripetute del Garmin Forerunner 935 e la nuova interfaccia grafica. Quella del 235 è davvero bella e intuitiva e descritta nella nostra infografica.

Interfaccia delle ripetute. L’infografica mostra il suo funzionamento. Lo schermo è diviso in tre parti, in alto sarà visualizzata la distanza da percorrere, oppure il tempo di corsa della ripetuta. Al centro troverete sempre l’obiettivo. Se avete pianificato 5 x 1 km, troverete una distanza, se avete indicato 5 x 5′, un intervallo temporale. Sarà sempre visualizzato quanto manca per concludere l’intervallo. In basso troverete il passo medio dell’intervallo, che normalmente è la parte guardata dal podista. Sulla parte destra vedrete un quadratino, per indicare il numero di ripetute già svolte: “1” vuol dire che avete appena iniziato! Gli avvisi del 235 sono ben udibili, il motore della vibrazione è eccellente. Interessante notare che il 235 indicherà sempre se starete correndo troppo lentamente/velocemente rispetto ai piani iniziali. Vi mostrerà anche il tempo medio della ripetuta, per consentire di motivarvi al meglio.

Si noti che l’auto lap attivato influenzerà il salvataggio dei dati. Se avete impostato l’auto lap di 1 km e la vostra sessione superiore al chilometro, l’orologio suddivide la ripetuta in due parti. Alla fine dell’allenamento, l’orologio fermerà automaticamente il cronometro: ricordatevi di premere ancora l’uomo che corre se pensate di continuare l’uscita.

Correre sul tapis roulant e in pista con il 235

Sorprendentemente la corsa sul tapis roulant funziona perfettamente, almeno nei nostri test, mentre quella in pista è leggermente più problematica.

Garmin Forerunner 235Garmin Forerunner 235 sul tapis. Ci sono tre opzioni a disposizione del podista amatore, nell’infografica forniamo qualche consiglio utile.
1.
Accelerometro al polso. All’interno del 235 è presente un accelerometro al polso che riesce combinando la stima della cadenza a calcolare la velocità della corsa sul tappeto. Abbiamo notato una discreta accuratezza dei dati anche senza calibrazione. Secondo noi su un tapis recente, non serve disporre di un contapassi.
2.
Calibrazione con il footpod. Avendo poi a disposizione un contapassi, siccome conosciamo la distanza percorsa e la nostra biomeccanica di corsa sarà simile nel tempo, potremmo “calibrare” il risultato dell’algoritmo del 235 con un parametro di calibrazione, misurato in centesimi. Aumentando il valore del fattore di calibrazione, ad esempio 101,2, moltiplicheremo la velocità calcolata dal sensore dell’1,2%.
3.
Con Stryd. Utilizzato in combinazione con il sensore di potenza Stryd, il Forerunner 235 darà il meglio di sé: anche senza calibrazione, otterremo un errore inferiore ai 10 metri su 10 km.

Garmin Forerunner 235Garmin Forerunner 235 in pista. E come si comporta il Forerunner 235 in pista? Nei diversi test effettuati in pista, pensiamo che ci sia una differenza tra l’1% e il 2,5% tra la distanza in pista e quanto suggerito dal Garmin. Pur sapendo che correre con il GPS in pista è inutile, abbiamo verificato che il Forerunner 235 regala generosamente tra i 5 e i 10 metri per ogni giro.
Garmin Forerunner 235Resta valido il consiglio di attivare il campo
Lap by Position, con cui potrete valutare l’intermedio per posizione.

Configurazione schermate del 235

La visualizzazione dei dati del Forerunner 235 è configurabile a piacere. Ma quali sono le principali opzioni e limitazioni?

Configurazione schermata. L’interfaccia del 235 ha un difetto e un pregio: è semplice. Si possono configurare quattro campi e fino a due schermate, oltre a quelle dell’ora e della frequenza cardiaca, suddivisa in due parti. Se vi sembra poco, non preoccupatevi: le opzioni a disposizione restano parecchie, con la possibile selezione di una cinquantina di campi standard, oltre a quelle offerte dalla piattaforma Garmin Connect IQ. Per il Forerunner 235 funzionerà soltanto la configurazione di schermate degli orologi, come mostrato nella foto di copertina, oltre ovviamente ai campi dati e alcune App. Si veda per esempio la parte navigazione.

Ogni schermata/pagina permette di vedere uno, due, tre o quattro campi. Il nostro suggerimento è di impostare tutte e due le schermate. Su quella principale si inseriranno i tre principali campi di passo: medio al km, quello del chilometro corrente e quello istantaneo. Per il quarto dato potreste aggiungere un campo IQ che visualizza un dato istantaneo non approssimato, oppure la distanza totale, un campo di frequenza cardiaca o di potenza a trenta secondi. Durante la corsa per alternare le schermate, potrete farlo automaticamente con le opzioni di configurazione, oppure manualmente con i tasti in basso a sinistra.

Analisi dati dopo la corsa con Forerunner 235

Garmin Forerunner 235Concluso l’allenamento, potrete vedere alcuni dati che vi informano sulla prestazione e lo stato di forma. Alla fine della seduta, il dispositivo presenterà chilometri percorsi, tempo e passo medio. Potrete salvare l’allenamento, eliminarlo dal dispositivo oppure riprendere a correre. Potrete anche fermarvi e configurare le schermate del vostro allenamento.

Salvando i dati, avrete a disposizione le classiche informazioni: distanza percorsa, durata della corsa, la vostra media al chilometro e gli eventuali “record”, il potenziale cambiamento di VO2max e il calcolo del tempo di recupero. Anche con il 235 potrete cercare nella sezione Cronologia dell’orologio le informazioni dei dati precedentemente salvati, oppure visualizzare il dettaglio su Garmin Connect.

Garmin Connect Mobile. Il trasferimento dati avverrà con il cavetto USB via computer oppure tramite smartphone. Con l’applicazione Garmin Connect Mobile via Bluetooth il trasferimento è relativamente rapido ma dipende dalla dimensione del file da trasferire. Con il cavetto invece l’aggiornamento sarà rapidissimo, ma l’opzione richiede un PC a disposizione.

Le dinamiche di corsa del Forerunner 235

Se avessimo scritto due anni fa quale sarebbero state le dinamiche di corsa del Forerunner 235, la risposta sarebbe stata chiara e netta: non ce ne sono, tranne quelle veramente base. Ma grazie all’evoluzione della tecnologia e a Connect IQ, ora è possibile disporre delle dinamiche di corsa anche sul 235. L’infografica in allegato mostra quali dati potremmo utilizzare se aggiungiamo ai nostri gadget un sensore Stryd. Si noti invece che il nuovo Running Dynamics Pod Garmin non è compatibile con il 235. Invece la fascia cardio HRM-Run mostrerà la frequenza cardiaca ma non le dinamiche di corsa Garmin.

Garmin Forerunner 235Dinamiche di corsa Standard. Il Forerunner 235 presenta solamente quelle di sintesi, ossia cadenza e lunghezza passo. Lo farà grazie all’accelerometro sul polso, che calcolerà la cadenza. D’altro lato, la lunghezza del passo è derivata dalla cadenza e dal GPS, assumendo che queste due siano relativamente precise. Nella nostra esperienza, i dati sembrano essere coerenti. Ma basterebbe un errore del GPS per ottenere un dato sbagliato. Non fidatevi troppo!

Garmin Forerunner 235Con Stryd. Siamo rimasti davvero sorpresi: la compatibilità con Stryd è ottimale, basterà semplicemente attivare un campo Connect IQ, oltre ovviamente a possedere il misuratore di potenza Stryd. In questo caso non ci saranno grandi variazioni rispetto a orologi più blasonati e sarete in grado di misurare il contatto con il suolo, l’oscillazione verticale e la stiffness. Potrete ovviamente anche misurare la potenza oltre alla form power, oltre a derivare l’indice di efficienza della corsa di cui parleremo sul blog. Per maggiori dettagli, suggeriamo la lettura dell’articolo sulla recensione di Stryd. In sintesi, con Garmin Connect IQ oramai anche il 235 ha a disposizione strumenti per misurare le vostre dinamiche di corsa. Chi l’avrebbe detto due anni fa?

VO2max e Garmin Forerunner 235

Il Forerunner 235 dispone anche della misurazione del VO2Max. Ma funziona davvero bene? C’è da fidarsi? Cosa suggeriamo? E le altre funzioni avanzate dei nuovi Garmin?

Garmin Forerunner 235VO2max. Abbiamo testato l’algoritmo del VO2max rispetto a quello degli altri orologi più blasonati. Ogni giorno, a ogni uscita, il Garmin Forerunner 235 calcola il vostro VO2max, ossia valuta il massimo consumo di ossigeno. La stima si effettua… semplicemente correndo. Anche se non serve indossare la fascia cardio, forse è meglio farlo, sapendo che il sensore cardio è impreciso a velocità elevate. Se pensate che la misurazione del sensore cardio non sia corretta, sappiate che anche il calcolo dell’algoritmo sarà necessariamente errato. Per rendersene conto, abbiamo posizionato erroneamente al polso il 235: con battiti più alti, la valutazione del VO2max sarà più bassa. Nel mio caso, il 235 mostra 59, circa 7-9 punti (ml/kg/min) in meno di quanto sarebbe corretto aspettarsi per le mie performance. Invece, utilizzando fascia cardio per un mese e al polso sia il Forerunner 935 sia il 235, possiamo confermarvi che l’algoritmo è il medesimo e vi darà gli stessi risultati.

Previsioni gara. A fine allenamento potrete visualizzare il vostro VO2max stimato e verificare la previsione del possibile risultato in gara, su distanze dai 5 km alla maratona. Per approfondimenti scientifici sull’accuratezza della valutazione, suggeriamo di leggere l’articolo sul VO2max nella corsa, di Marco Altini.

Altre funzioni. Le altre funzioni avanzate dei nuovi Garmin, per esempio soglia anaerobica, training status, performance condition e training load non sono disponibili. Certamente utili per amatori evoluti o tecnologici, è diventato molto difficile seguire tutte queste funzioni. Al podista medio probabilmente non servono e comunque occorre davvero tempo per capirle. A ogni modo, se siete interessati a misurare al meglio le vostre prestazioni, suggeriamo di leggere cosa è stato attivato con il Forerunner 935: in particolare il Training Load sembra una funzione avanzata. In alternativa però il carico dell’allenamento potrà essere derivato anche in alcuni siti descritti nell’articolo collegato.

In sintesi, il VO2max funzionerà a condizione che i dati di partenza siano corretti, in particolar modo la misurazione della frequenza cardiaco sotto sforzo. Suggeriamo quindi di comprarvi una fascia cardio Ant+ di base per effettuare le misurazioni e avere una stima abbastanza accurata.

Garmin Forerunner 235Una volta questa sezione sarebbe stata vuota, ma come al solito ci viene in aiuto Garmin Connect IQ per aggiungere funzioni che due anni fa non sarebbero state disponibili.

Navigazione Standard. In effetti, il Forerunner 235 non ha funzioni di navigazione standard. Però trovandosi in luoghi non conosciuti, potrete quantomeno tornare alla partenza, seguendo una linea retta. Attivando l’opzione durante la corsa, il Forerunner aggiungerà una schermata con la distanza rimanente e una freccia indicante la direzione per raggiungere la destinazione. Sicuramente non il massimo, ma meglio di nulla.

Navigazione DwMap. Per chi fosse patito di navigazione, da Garmin Connect IQ si può comunque utilizzare un’applicazione pensata proprio per seguire un percorso. Dopo aver scaricato l’App sul 235, sarà necessario seguire una procedura “semplice”: collegarsi al sito DwMap, creare un profilo utente e digitare un codice presente sull’orologio. Da quel momento sarete in grado di definire percorsi d’allenamento oppure trasferire quelli già esistenti sia dal telefono, sia dal computer. DwMap vi informerà sul percorso da seguire indicando la vostra posizione e il percorso definito. Certamente il Forerunner 235 non avrà a disposizione né l’hardware, né il software del fenix 5X, però DwMap funziona bene.

Forerunner 235 e Nuoto

Garmin nel 2013 aveva sviluppato il Garmin Swim, dedicato al nuoto. Le funzioni di Swim sono poi state trasferite ai modelli GPS Garmin Triathlon a partire dal 2015. Il Forerunner 235 è stato pensato solo per correre, ma grazie al suo accelerometro interno e a Garmin Connect IQ, il dispositivo può essere utilizzato in piscina. Comunque occorre tenere conto che il sensore della frequenza cardiaca non funzionerà molto bene nuotando. Ma come funziona il 235 in modalità nuoto?

Nuoto con funzioni base

Il Forerunner 235 ha la capacità di resistere all’acqua fino ad una profondità di 50m. Può quindi essere utilizzato in piscina ed in acque libere. Purtroppo però non ha una modalità «dedicata al nuoto» e quindi non misurerà tutte le metriche disponibili del nuoto. Per esempio, non traccerà i parametri d’efficienza del nuoto.
Il modo migliore per registrare il nuoto sul Forerunner 235 è la modalità sportiva ‘Altro’. Può essere utilizzato per qualsiasi tipo di attività e può registrare tutte le metriche del Forerunner 235, tra cui la frequenza cardiaca. Consigliamo di disattivare il GPS, a meno di nuotare in acque aperte. Le schermate a disposizione sono molteplici, ma suggeriamo di utilizzare soltanto il tempo complessivo ed il numero di lap. Con la funzione di base, l’unico modo di tracciare la distanza è effettuare dei lap manuali ad ogni vasca.

Nuoto con Pool Swim

Come già spiegato precedentemente, anche nel nuoto Connect IQ può aiutarci a trasformare il Garmin 235 in un dispositivo per il nuoto. L’app Pool Swim funziona molto bene. Attraverso la bussola, l’orologio valuterà la lunghezza del percorso attraverso la vostra direzione, quindi è fondamentale non fermarsi a metà vasca ed invertire la direzione. La guida dell’applicativo suggerisce di interrompere l’attività nel caso di stop superiore ai dieci secondi. L’app non è perfetta perché al completamento dell’attività, una volta salvati i dati, registrerà soltanto 0km. Dovrete quindi indicare manualmente quanto registrato nel campo IQ.

Forerunner 235 e accuratezza sensore cardio

Garmin Forerunner 235Al lancio del Forerunner 235, grande enfasi è stata data al sensore cardio, dopo due anni la domanda è: ma funziona davvero? Come tutti i nostri lettori sapranno, l’argomento è il più discusso sul nostro blog. Molti odiano la fascia che sebbene sia più precisa, è scomoda, non dura perché a contatto con la pelle si rovina dopo pochi mesi. E allora, perché usarla, se abbiamo un bellissimo sensore che misura ugualmente bene i battiti cardiaci?

Per quanto riguarda il sensore cardio del Forerunner 235, tutti i lettori interpellati direbbero che il sensore cardio non è veramente accurato. Si tenga conto che i test non sono davvero facili da compiere: mai utilizzare due orologi sullo stesso polso, avere fasce nuove e pulite, ecc. Premesso che abbiamo descritto in dettaglio le condizioni di funzionamento del sensore cardio in generale, riteniamo che il Forerunner 235 non funzioni in tutte le condizioni. Per la prima volta Garmin ha adottato un sensore proprietario, chiamato Elevate, che include tre LED verdi, che registrano non soltanto gli allenamenti ma misurano anche la frequenza cardiaca 24 ore al giorno. La registrazione per l’allenamento avviene una volta al secondo, mentre quella durante il giorno è meno frequente. Cosa suggeriscono i nostri test?

Il monitoraggio giornaliero e l’allenamento lento. Per il monitoraggio giornaliero, riteniamo che in numeri siano corretti e simili a quelli di altri strumenti, inclusa la fascia cardio. Anche per l’allenamento lento abbiamo valutato una buona precisione, a condizione però di indossare l’orologio al di sopra del malleolo. Ma per altri amici, la situazione non è stata così precisa: la misurazione dipende fortemente dal vostro DNA, dal colore della pelle, dall’irsutismo e ovviamente dalla posizione sul polso. Per dettagli, vi consigliamo di leggere l’articolo sul cardio al polso, scritta a quattro mani con Andrea Biotti. Nei nostri test ci è capitato di metterlo al polso destro, indossandolo volutamente in maniera non corretta. Come da aspettative, dopo pochi minuti la valutazione della frequenza si è dimostrata errata. Bisogna in effetti cercare di stringere adeguatamente il 235: non troppo stretto, non troppo largo. Il sensore in effetti misura l’espansione dei capillari a ogni battito cardiaco, stringerlo troppo non consente una corretta misurazione. D’altro canto, il rischio è che la lettura non sia ottimale in caso di mancanza di contatto.

Allenamento intenso o gara. Per la gara o l’allenamento intenso, abbiamo notato che il Forerunner 235 è meno preciso dei modelli lanciati due anni dopo. Inoltre il tempo di risposta rispetto alla fascia è molto più lento, nel recupero delle ripetute troveremo dei numeri più alti del reale. Proprio per queste ragioni, non useremmo il 235 in un allenamento intenso. Per noi la fascia cardio resta ancora l’opzione preferita, come del resto consiglia Garmin sul suo sito ufficiale.

Forerunner 235 e accuratezza GPS

Garmin Forerunner 235Per quanto riguarda l’accuratezza del GPS, la situazione è molto più facile da valutare. Ci sono parecchi modi per stabilire la precisione di un GPS, ovviamente la nostra scelta è basata su dati reali, su test continui e in situazioni differenti. Per esempio, si potrebbe confrontare lo stesso GPS sullo stesso tracciato, più GPS sugli stessi tracciati in situazioni diverse. Avendo la possibilità di correre costantemente in luoghi e nazioni diverse, possiamo semplicemente utilizzare diversi orologi GPS in contemporanea e confrontare una serie di attività tra di loro per capire eventualmente quali possano essere le condizioni che influenzano la precisione. Chiaramente correre in campagna, oppure in un bosco o infine in centro in una capitale europea non è proprio la stessa cosa. Per fortuna in cinque mesi di test abbiamo provato di tutto!

Precisione su passo istantaneo. Analizzando oltre cento tracciati GPS, il Forerunner 235 si è mostrato almeno preciso quanto un orologio di un valore molto superiore. Per esempio, confrontando 235 con 935 non abbiamo notato sostanziali differenze. La valutazione del passo istantaneo si è rivelata ottima, anche perché ora la misurazione istantanea è approssimata a intervalli di cinque secondi.

Garmin Forerunner 235Glonass e GPS. Il Forerunner 235 dispone anche del sistema Glonass, il collegamento ai satelliti russi che consente di migliorare l’accuratezza e la precisione del GPS, oltre a velocizzare la ricerca dei satelliti. Nei test effettuati con Glonass e GPS combinati, la ricezione è sicuramente più precisa, anche se la durata della batteria diminuirà. Come già chiarito per il 935, suggeriamo di attivarlo soprattutto nel caso corriate in città.

Activity Tracking e la sveglia del Forerunner 235

Anche il Forerunner 235 ha funzioni avanzate di Activity Tracking. Abbiamo descritto nella recensione dettagliata per scegliere un Activity Tracker quali sono i principali criteri di valutazione.

Activity Tracking. Tra le funzioni del Forerunner 235 c’è pure quella della misurazione dei passi e del calcolo della durata del sonno. Ma funzionano? Sono accurati?

Per quanto riguarda la misurazione dei passi, sembra che l’algoritmo del 235 sia molto simile a quello degli altri orologi Garmin, su trenta giorni di misurazione l’errore è stato inferiore all’un per mille. Avevamo già testato che l’algoritmo Garmin è davvero accurato. Anche per quanto riguarda il sonno, è molto utile misurarlo, perché dormire facilita il recupero. Basandosi sui movimenti del braccio, otterrete statistiche sulla durata e la qualità del sonno tramite Garmin Connect.

Sveglia. Dal punto di vista della sveglia, nulla da segnalare, per fortuna non si sincronizza via web. Basta configurare uno o più orari sul 235 e il sistema li terrà in memoria per sempre.

Accessori Forerunner 235

Essendo uno dei principali strumenti per la corsa, esistono moltissimi accessori per il Garmin Forerunner 235. Garmin ha reso disponibili, a parte la fascia cardio, anche cinturini, schermi di protezione e cavetti di ricarica, questi ultimi sviluppati anche da produttori diversi.

Garmin Forerunner 235Cinturini Forerunner 235. il cinturino del Forerunner 235 è davvero molto solido, e crediamo che non si rovini facilmente, ma è possibile cambiarlo nel caso vogliate variare il colore oppure si rovini con l’uso. È possibile scegliere diversi colori e forme su Amazon, alleghiamo il link al modello originale Garmin. Pellicola protettiva e cavo di ricarica. Al 235 è possibile aggiungere una pellicola protettiva, con cui potreste evitare eventuali graffi sul vetro. Ne esistono moltissime varietà a diversi prezzi. È possibile inoltre comprare per una decina di euro anche un cavetto di ricarica, nel caso il vostro si sia rovinato con l’utilizzo. Fascia cardio. Infine è possibile aggiungere una fascia cardio per monitorare gli allenamenti intensi. In questo caso, cercate semplicemente un sensore compatibile Ant+, perché il Forerunner 235 non consente di collegarsi ai sensori Bluetooth Low Energy. Pur avendo al suo interno un sensore Bluetooth, questo sarà compatibile soltanto per il trasferimento dati via telefono.

Conclusione

Garmin Forerunner 235Di orologi GPS come il Garmin Forerunner 235 non ne esistono molti sul mercato. Sebbene abbia due anni di vita, nei nostri quattro mesi di test non ci siamo davvero accorti che fosse soltanto un orologio per la fascia media dei podisti. Appena uscito non pensavamo fosse così promettente. Ma dopo pochi giorni di utilizzo abbiamo capito che quasi tutte le funzioni a disposizione dei podisti esigenti sono disponibili. Inoltre, l’aggiunta di eventuali sensori esterni come Stryd lo rendono ancora più attraente a una fascia di podisti attenta al prezzo, ma non disposta a compromessi sulle funzioni a disposizione.

Siamo davvero ammirati di come Garmin sia riuscita a sviluppare un oggetto dal costo contenuto e dalle funzioni avanzate. La semplice interfaccia grafica si è dimostrata molto utile negli allenamenti intensi e soprattutto nella pianificazione delle ripetute in allenamento. Con Garmin IQ, siamo poi riusciti a sopperire alle poche mancanze della versione software di base. Per il nostro sport preferito, il Forerunner 235 è lo strumento dal miglior rapporto qualità/prezzo ancora sul mercato. Peccato solamente che il sensore cardio non sia sempre all’altezza rispetto ai modelli successivi Garmin. Ma per un prezzo così basso, difficilmente troverete tutte queste funzioni su orologi della casa americana e dei principali concorrenti. Resta da capire quali vi servono veramente: solo la vostra sensibilità di podisti ve lo potrà far capire.

Il Forerunner 235 disponibile su Amazon

Il Garmin Forerunner 235 è disponibile su Amazon e nei migliori negozi sportivi. Considerando il tempo speso per i test e la recensione di quest’articolo, abbiamo allegato i principali link Amazon. Qui sotto troverete i principali collegamenti per l’acquisto del 235, oltre agli accessori:




Garmin Forerunner 935, la recensione completa

Garmin Forerunner 935

Garmin Forerunner 935“Massi” lo utilizza da diverse settimane, io solo da sabato 10 giugno, per un totale di diciassette uscite (tredici su strada e quattro in pista). Ecco quindi la recensione completa del Garmin Forerunner 935. Poco da aggiungere a quanto analizzato dal mio socio, il mio contributo si è limitato al confronto in parallelo con il Forerunner 630, anche nelle sedute in pista… piccolo avvertimento ai lettori: sono quasi 10.400 parole e 53 tra foto e infografiche!

Il Garmin Forerunner 935 ha una storia strana: i podisti italiani ne avevano già sentito parlare tre mesi prima dell’uscita. In occasione del CES (gennaio 2017) erano trapelate notizie che la divisione Fitness di Garmin avrebbe rilasciato, quasi contestualmente al fenix 5, il successore del 920XT e lo avrebbe chiamato Garmin Forerunner 930XT. Come tutte le notizie prese da Internet, si è rivelata solo parzialmente corretta. Garmin ha infatti chiamato il modello di punta Garmin Forerunner 935, senza la XT e aggiungendo un 5, simbolo della presenza del sensore ottico. Non avevamo capito che XT fosse la definizione di Cross Training e che il 9 rappresentasse il triathlon. E voi? Noi abbiamo avuto la fortuna di testarlo negli ultimi due mesi e dopo aver preparato il confronto Garmin fenix 5 e Forerunner 935, oggi finalmente pubblichiamo la recensione completa (o forse solo dettagliata), in ottica Pitt 2.0.

Garmin Forerunner 935, l’orologio per i podisti evoluti, la nostra opinione

A fine marzo 2017 l’annuncio Garmin è diventato ufficiale. Saetta previsa vien più lenta, diceva il poeta. Garmin ha effettivamente lanciato il Garmin Forerunner 935, promettendo un prodotto molto efficace per tutti i podisti italiani, più leggero, costantemente aggiornato e soprattutto pensato per chi si allena tutti i giorni e ha bisogno di avere statistiche adeguate per conoscere il proprio stato di forma e adattare l’allenamento sulla base di quanto suggerito dallo strumento. Dopo aver usato per un mese il Garmin fenix 5X, ci siamo sentiti “quasi obbligati” a fare l’acquisto anche del prodotto di punta della divisione Fitness.

Garmin Forerunner 935Ma quali sono le nuove funzioni che sono state aggiunte al Garmin Forerunner 935? Siamo proprio sicuri che le funzionalità valgano il prezzo dell’orologio? Come si differenzia esteticamente rispetto ai suoi concorrenti e ai modelli meno prestigiosi della casa del Kansas? Diventerà l’orologio più amato dai podisti italiani sebbene i prezzi, ma anche le caratteristiche, siano incrementati rispetto alla versione precedente? Quali nuove funzioni vale la pena utilizzare? Quali limitazioni abbiamo riscontrato nelle diverse settimane di utilizzo quotidiano? E il sensore ottico è proprio migliorato? Ma è proprio vero che il firmware del Forerunner 935 è del tutto simile a quello del fenix 5? E le funzioni di navigazione sono paragonabili a quelle del fenix 5X? E infine: a chi consigliate l’acquisto? Quali alternative consigliate per chi non vuole spendere oltre cinquecento euro per l’orologio?

Noi di TheRunningPitt.com abbiamo provato il Forerunner 935 per parecchie settimane, la nostra recensione sarà costantemente aggiornata sulla base degli sviluppi software e firmware di Garmin, oltre ai contatti con la miriade di visitatori del blog e amici su Strava. Con la nostra esperienza di tester, le letture dei vari forum internazionali oltre all’utilizzo quotidiano dell’orologio, abbiamo una visione chiara delle possibilità offerte dallo strumento, grazie al confronto con i numerosi modelli di GPS provati negli ultimi anni. Come curiosità, abbiamo avuto al polso negli ultimi otto anni almeno per una volta (quasi) tutti i modelli della casa del Kansas.

Come disclaimer, non abbiamo ricevuto e non siamo interessati a ricevere alcun compenso per questa recensione. Pur essendo soltanto podisti amatori evoluti, le nostre conoscenze analitiche ci aiutano a diffondere in maniera semplice le nuove tecnologie, uno dei principali obiettivi del sito, oltre a permettere ai podisti di tutti i livelli di correre meglio. Essendo il nostro un sito focalizzato sul podismo, limiteremo la recensione del Forerunner 935 alla corsa. Rispetto al passato, scenderemo più in dettaglio sulle funzioni di corsa, tralasciando invece tutto il resto. Dopo aver personalmente verificato che il firmware dell’orologio è esattamente identico a quello del fenix 5, vi consigliamo la lettura della recensione dettagliata del fenix 5 per valutare quanto omesso in questa recensione. Il sito ha adottato da due anni questa filosofia: no test, no party. E per la prima volta valuteremo analiticamente a quattro mani il dispositivo, essendo passato al polso sia di “Massi” che di “Pitt”. Avremo la stessa opinione?

La recensione è come al solito dettagliata, ma non parleremo di quanto già descritto nella nostra opinione del fenix 5, perché il firmware dei due orologi è esattamente equivalente. Per non sprecare carta, ci focalizzeremo solamente sulla parte podistica e lo faremo ancora di più in dettaglio, aggiungendo però le “consuete” infografiche di Pitt 2.0, oramai tanto apprezzate dai lettori. Siete pronti a leggere il seguito? Suggeriamo di scorrere la nostra recensione in sequenza oppure di soffermarsi soltanto sulle parti che vi interessano premendo sulle relative sezioni:

Ma prima di addentrarci nella recensione è giusto precisare quale sia l’equivalenza tra fenix 5 e Forerunner 935, per chi ancora non lo sapesse.

Garmin fenix 5P, ovvero il Forerunner 935

Garmin Forerunner 935Come leggerete nel seguito, una serie di funzioni del Garmin Forerunner 935 è davvero identica a quella dei fenix. Perché? Semplice: gli orologi della casa Garmin sono diventati dannatamente complessi, alcune funzioni hanno richiesto mesi se non anni per il loro sviluppo. Avete visto quante funzioni (in meno) ci sono sugli orologi delle aziende concorrenti? Non siamo sicuri che tutte queste funzioni possono davvero servire per gestire al meglio gli allenamenti, ma senza dubbio sono davvero uniche nel loro genere.  Aveva davvero senso sviluppare da zero delle funzioni che esistevano già su altri orologi? Ovviamente no. Proprio per questo a partire dal 2017, tutti i nuovi orologi d’alta gamma Garmin hanno lo stesso software, in gergo tecnico chiamato firmware. Ogni sviluppo viene trasferito ai diversi orologi, che dispongono fondamentalmente delle stesse funzionalità, o quantomeno, di una serie di funzioni adattate al loro software. Quello che varia invece è l’aspetto estetico, l’hardware e anche il collegamento con i sensori. Si badi che non stiamo dicendo che fenix 5 e Forerunner 935 siano gli stessi e che le loro performance siano equivalenti, ma che dal punto di vista dell’utilizzo, avranno esattamente le stesse funzioni, proprio come iPhone 7 e 7s (se esistesse).

Come richiesto da molti lettori, per evitare di parlare di cose già scritte due mesi fa, abbiamo tagliato gli aspetti già approfonditi precedentemente, andando più in dettaglio su aspetti tecnici della corsa. In particolare, se siete interessati a: utilizzo quotidiano dell’orologio, alle funzioni di HRV nel Forerunner 935, alla performance condition, piuttosto che ai problemi e alle soluzioni del barometro e non avete ancora letto la recensione dettagliata del fenix 5, vi consigliamo di selezionare i link allegati. Piuttosto che riscrivere le stesse cose, oppure aggiustare i paragrafi senza aggiornare il contenuto, preferiamo andare a farci una corsetta.

Problema di sincronizzazione. E per chi possiede più di un Garmin? Esiste un modo per sincronizzare i dati? Per ora la risposta è negativa, dagli sviluppatori ci è stato risposto che sarà attivata una funzione di questo tipo, almeno per il Training Load, nei prossimi mesi. Proprio per questa ragione mi è difficile valutare il VO2max sui due orologi (nel giorno della pubblicazione, 63 sul fenix, 66 sul Forerunner 935) oppure il Training Load. Di fatto, per chi possiede più di un Garmin, risulta molto complesso avere dati attendibili se non si utilizzano contemporaneamente gli orologi. Ammetto che il nostro sia un caso estremo… ma il mio suggerimento è che prima o poi venga fatto qualcosa, proprio come è successo per la sveglia o per l’activity tracker, dove da pochi mesi è stato definito il dispositivo principale, per evitare di avere dati doppi.

Quanti modelli? Contrariamente ai fenix, il Garmin Forerunner 935 è costituito da un solo modello. Le sue principali caratteristiche, a parte il firmware identico, sono la presenza del Wi-Fi, del Bluetooth, di un cinturino in silicone con display in vetro, 5 ATM di impermeabilità, una cassa in polimero rinforzato (=in plastica, ma per un amante del marketing è una connotazione negativa). Anche con il Forerunner 935 si può acquistare separatamente la fascia HRM-Run che visualizza le dinamiche di corsa Garmin e da aprile 2017 è acquistabile anche il Running Dynamic Pod, recensito qualche settimana fa. Lato software invece, le principali funzioni sono dettagliate nella recensione.

Forerunner 935 in sintesi

Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Per descrivere in sintesi il Forerunner 935, abbiamo preparato due infografiche, la prima che illustra le caratteristiche principali, la seconda che ne descrive i principali pregi e difetti. Per sintetizzare in duecento parole, il Garmin Forerunner 935 è stato pensato per tutti gli usi possibili e immaginabili del podista amatore e triatleta. Anche se è stata tolta la sigla XT, l’orologio potrà essere utilizzato da tutte le tipologie di atleti. Dal punto di vista software, il Forerunner 935 condivide lo stesso “cervello” del fenix 5, e quindi tutte le funzioni sono disponibili. Potrà essere utilizzato quotidianamente, avendo una durata della batteria ulteriormente migliorata e le funzioni di activity tracking presenti ormai comunque anche su modelli GPS base. Le funzionalità di corsa rispetto al Forerunner 735XT sono migliorate: dinamiche di corsa, recupero, pianificazione delle sedute dell’allenamento e stima del VO2max. Ma ne sono state aggiunte parecchie altre, come per esempio il Training Load. Il costante aggiornamento del firmware, almeno per i prossimi due anni, rende l’orologio particolarmente apprezzato da noi podisti amatori, visto che anche il peso dello stesso si è mantenuto limitato a 49 grammi, la metà esatta del fenix 5X.

Nuove funzioni del Forerunner 935

Garmin Forerunner 935Ma quali sono le principali differenze del Garmin Forerunner 935 rispetto al fratello minore 735XT? Premesso che non ce ne sono rispetto al fenix 5, cerchiamo comunque di descrivere cosa è cambiato rispetto al passato.

Garmin Forerunner 935Wi-Fi. È stato aggiunto il Wi-Fi, inspiegabilmente rimosso sul 735XT. Applaudiamo Garmin per la scelta, in meno di dieci secondi dalla conclusione dell’allenamento, riusciremo a trasferirlo su Garmin Connect. Non serve nemmeno schiacciare un pulsante per farlo, normalmente il trasferimento sarà automatico. Noi  consigliamo di configurare il pulsante “Back” per chi, pigro e distratto, voglia comunque assicurarsi che i dati siano effettivamente trasferiti su Garmin Connect e i siti collegati (Strava, TrainingPeaks, SportTracks, Runkeeper).

Altimetro barometrico. Per chi non fosse a conoscenza dei vantaggi dello strumento, suggeriamo di leggere la parte dell’altimetro del manuale del Forerunner 935. Per risparmiare qualche euro, al Forerunner 735XT era stata tolta questa funzione. Sarà per questa ragione che le vendite sono state sotto le attese? Per fortuna al Forerunner 935 è stato aggiunto. Confermiamo che il suo funzionamento è eccellente!

Display e interfaccia grafica. Anche la visualizzazione è migliorata, passando a 240×240 pixels con 64 colori (mentre il Forerunner 735XT ne aveva solamente 16). L’interfaccia grafica è decisamente cambiata rispetto a quella del Forerunner 735XT. Come comodità d’utilizzo, è stato attivato un menù d’accesso rapido che consente di attivare il Bluetooth, collegarsi alla musica del cellulare, oppure di sincronizzare i dati con Garmin Connect. Ma la vera novità dell’interfaccia è relativa alle funzioni delle ripetute, completamente aggiornate e migliorate.

Sensore ottico. Anche il sensore ottico è migliorato, le registrazioni sono effettuate costantemente, gli americani direbbero 24×7. Anche l’hardware del sensore è migliorato, e il confronto visivo è impietoso: il sensore Garmin Elevate è più piccolo rispetto alla versione del Forerunner 735XT, rendendo impercettibile la sporgenza posteriore. Non era esattamente così con la versione precedente. E l’accuratezza? Per quello si veda il seguito.

Training load. Non solo per il fenix 5, ma anche per il 935, sono stati realizzati dei programmi per misurare e quantificare il carico dell’allenamento. Funzionano? Sono utili? Leggete il seguito. È stata anche attivata la separazione del carico aerobico e anaerobico.

Garmin Forerunner 935Durata batteria e Giroscopio.  Secondo i documenti ufficiali di marketing, la durata della batteria è migliorata fino a 24 ore con registrazione al secondo. Inoltre, la registrazione UltraTrac consente di correre ultramaratone da 75 ore. Per gli amanti delle distanze lunghe, è stato aggiunto un Giroscopio per consentire di incrementare il numero di punti del registrazione in modalità UltraTrac. Questi numeri sono sovrastimati perché assumono di disattivare tutti i sensori, togliere la frequenza cardiaca al polso e tutti i possibili collegamenti alle notifiche Bluetooth Smart. Per risparmiare batteria è ancora possibile attivare la funzione UltraTrac, in cui l’aggiornamento dati avviene soltanto ogni 45 secondi, tempo assolutamente adeguato durante una corsa trail. Per aumentare la durata della batteria, i forum sono concordi di escludere il Glonass, correre solo con GPS e selezionare la registrazione Smart e non ogni secondo, per evitare le letture e scritture continue sull’hard disk dell’orologio. Per molti podisti amatori incluso il sottoscritto è soltanto un dibattito filosofico, visto che non corriamo più di due-tre ore di seguito. In sintesi, la batteria del Forerunner 935 durerà almeno dieci ore, pure se continuate a messaggiare e guardate costantemente il display dell’orologio. Non disperate, al massimo dovrete caricarlo tutti i week-end solamente: con oltre 10 ore di utilizzo GPS settimanale, non mi è mai capitato di caricarlo prima di sabato.

Infine, quanto diverso sia il Forerunner 935 dal fenix 5 lo potrete leggere nel nostro confronto grafico.

Unboxing Forerunner 935

Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Apriamo la scatola. Nel 2017 Garmin ha adottato una scatola grigia per tutti i suoi orologi e dispositivi. il Forerunner 935 è avvolto in una confezione con cavo carica-batteria esattamente identico a quello del fenix 5, del fenix 5S e 5X. Attacco davvero stabile, ma il collegamento perpendicolare limiterà la possibilità di ricaricarlo durante la corsa. Rispetto al fenix 5, pensiamo che la sincronizzazione via PC sia migliore e non abbiamo notato gli stessi problemi che ogni tanto si presentano con il fenix 5. In aggiunta al cavetto, la confezione contiene i famosi documenti legali e un manuale che questa recensione ha l’obiettivo di sostituire.

Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Esteticamente. Dal nostro punto di vista, l’aspetto estetico è veramente importante e pensiamo che Garmin abbia fatto un gran lavoro nel trasformare un oggetto che inizialmente era pensato solo per correre in un orologio da indossare tutti i giorni. Come anche per il fenix 5, i cinque pulsanti sono ben rifiniti e visibili, sui due lati delle righe orizzontali aggiungono un tocco di stile all’orologio. I pulsanti si premono molto più facilmente di quelli del fenix pur essendo più piccoli. Il cinturino è ancora “vecchio stile”, serve ancora un piccolo cacciavite per sostituirlo, anche se la versione Quickfit del fenix 5 è assolutamente compatibile, basta solo ricordarsi di prendere la versione da 22 cm. La parte sorprendente riguarda il peso: soltanto 49 grammi, rispetto agli 87 del fenix 5. Al polso è molto leggero, anche perché il cinturino aderisce perfettamente e sembra più morbido rispetto alle versioni precedenti degli orologi Forerunner. Ma tutto è relativo: non dimentichiamoci che il Forerunner 735XT pesa 8 grammi in meno.

La sveglia del Forerunner 935

Garmin Forerunner 935“Ma perché non hai parlato dei problemi della sveglia”? Se è vero che anche dormire di più facilita il recupero, non mi sembrava un grosso argomento di discussione finché… è stato notato da alcuni lettori, che rispetto alle versioni precedenti, la sveglia non funziona bene! In realtà con il firmware del Forerunner 935 è cambiata semplicemente la modalità di utilizzo. Nel passato bastava configurare uno o più orari di sveglia dell’orologio GPS e il sistema li teneva in memoria per sempre, consentendo di attivarli in determinate condizioni. Ora non funziona più così: il firmware utilizza i dati digitati su Garmin Connect, che si trasferiscono immediatamente all’orologio. Ogni aggiornamento dall’orologio non viene salvato, perché una volta effettuata la sincronizzazione vengono ripristinate le configurazioni di Connect. È la migliore scelta da parte di Garmin? Probabilmente no, per un atleta amatore che si allena al mattino presto, l’orario della sveglia viene deciso la sera prima dell’allenamento. Cambiarlo sul web potrebbe non piacere ai più. Però ricordiamoci che c’è stato un grande sforzo da parte della società del Kansas per migliorare la piattaforma online. Per un miglior utilizzo, suggeriamo quindi di configurare cinque o sei orari di sveglia sul sito, lasciarli disattivati tutti tranne uno e poi pianificarne dall’orologio uno solo prima di addormentarsi.

Prima di correre con il 935

Garmin Forerunner 935L’interfaccia utente è leggermente cambiata rispetto alle versioni precedenti degli orologi Forerunner e come a tutti i cambiamenti ci si deve adattare. La configurazione offre molte più opzioni, come per il fenix 3 e 5 sono stati attivati diversi profili sportivi, con l’obiettivo di  gestire al meglio l’utilizzo per le diverse tipologie di utenti. Come spiegato nella guida del Garmin Connect IQ, sono state attivate delle App standard, che aiutano nella personalizzazione delle funzioni, della visualizzazione dei campi e delle pagine, oltre agli avvisi. Per i nostri fini recensiremo soltanto l’App Corsa, non siamo troppo convinti che le altre App possano servire ai lettori podisti.

Premendo il tasto Start/Stop si avvia la ricerca dei satelliti, davvero immediata rispetto al passato. Negli ultimi due mesi ho adottato la rotazione: fenix 5X in giro per l’Europa, Forerunner 935 nel week-end a casa. Ho quindi finalmente avuto modo di apprezzare la velocità di aggancio dei satelliti, talmente immediata che la maggiore attesa è legata ai sensori che solitamente ho collegato al dispositivo. Il solito semicerchio rosso tenderà ad allargarsi e in pochi secondi diventerà verde. Come sempre, l’attesa non supera i 10 secondi.

Correre easy con il Forerunner 935

Garmin Forerunner 935Ci sono stati diversi cambiamenti nell’interfaccia dell’allenamento rispetto al passato. Difficile confrontare con tutti i modelli Forerunner e fenix, quindi preferiamo descrivere semplicemente come funziona.

Una sequenza non così intuitiva. Iniziare un allenamento non pianificato è molto semplice, basta premere due volte il tasto Start/Stop e aspettare di vedere il semicerchio verde. Premendo per la terza volta il tasto Start/Stop, si può iniziare a correre. Ma il cliente del Forerunner 935 probabilmente vorrà programmare la propria seduta. In tal caso, i tasti da premere sono diversi. La doppia pressione del tasto Start/Stop dovrà essere seguita da quella più decisa del tasto Up, con cui si attiverà il menù allenamenti. Troppo incasinato? Basta guardare le due infografiche allegate per capire come fare. Escludendo i Segmenti Strava in tempo reale e il test guidato per la soglia anaerobica, le opzioni a disposizione per il podista sono diverse.

Allenamenti personali. In inglese “workout”, sono semplicemente gli allenamenti pianificati su Garmin Connect e trasferiti poi sull’orologio. Nella sezione successiva descriveremo come correre un allenamento pianificato. Qui ci limiteremo a dire che non è cambiato nulla rispetto al passato, ossia si possono programmare fino a cento sequenze di allenamenti, con tantissime modalità d’utilizzo. L’infografica presenta un esempio del fartlek Moneghetti, da cui si evince che anche una seduta complessa può essere facilmente eseguita con il Forerunner 935.

Intervalli. Nel caso in cui l’allenamento non sia disponibile sul dispositivo, si può comunque programmarlo “on the fly”, scegliendo quest’opzione, con la quale definiremo riscaldamento e defaticamento, oltre alla seduta vera e propria. Come nel passato, per passare all’intervallo successivo basta premere il tasto “Back”. L’opzione “Intervalli” permette di svolgere un allenamento strutturato, ma mai con durate diverse tipo 4 x 400 m + 4 x 800 m.

Imposta un obiettivo. Si potrà impostare un obiettivo, soprattutto per correre una gara. Come descritto nell’articolo su come gareggiare con un Garmin, suggeriamo di utilizzare Race Screen. Ma se la decisione è presa pochi secondi prima di correre, l’opzione di impostare un obiettivo è davvero semplice: si sceglie la distanza, l’obiettivo e l’orologio durante la corsa vi dirà se lo state raggiungendo e di quanto vi stiate scostando.

Usa attività in gara. È possibile anche ripercorrere un’attività già corsa, in tal caso il firmware dell’orologio attiverà una specie di virtual partner che analizza i risultati attuali con quelli della corsa con cui vi state confrontando. Decisamente un’opzione interessante, utile per chi vuole provare a battere il PB su un percorso noto, oppure per il pacer che deve cercare di mantenere un tempo prestabilito.

Calendario allenamenti. Anche la voce successiva è interessante, ossia il calendario degli allenamenti. Nulla di nuovo rispetto al passato: Garmin Connect consente di pianificare per un periodo lungo tutti gli allenamenti. Averli sull’orologio è un’ottima opzione che consente immediatamente di visualizzare il programma del prossimo mese e di capire quali sedute si siano eventualmente saltate.

Garmin Forerunner 935Performance condition. Anche la funzione della “Performance condition” è migliorata. Rappresenta di fatto la misurazione della frequenza cardiaca contestualizzata, ovvero rapportata al passo medio in cui si sta correndo rispetto ai giorni precedenti.

La “Performance condition” misura la vostra capacità di recupero dagli allenamenti precedenti. L’algoritmo si è evoluto nel tempo e la valutazione si è trasformata in quantitativa: l’intervallo di valutazione è raddoppiato, ora varia tra -20 e +20, dove un numero positivo e più alto indica una migliore capacità di recupero. Rispetto al passato, ci è sembrato che sia più semplice ottenere un punteggio estremo, mentre il fenix 3 raramente superava il valore assoluto di 5, soprattutto per allenamenti giornalieri. Ma probabilmente è solo un riflesso psicologico del raddoppio dei dati. Si attiva tipicamente dopo circa sei minuti dall’inizio della seduta di allenamento. Come per il fenix 5, la performance condition si salva su Garmin Connect e può essere analizzata post-allenamento. Dai nostri test, la valutazione della performance condition è correlata con quella dell’HRV a riposo ed è un’arma supplementare di valutazione del vostro recupero.

Correre le ripetute con il Garmin Forerunner 935

Ma il vero valore aggiunto del Forerunner 935 è l’utilizzo durante gli allenamenti intensi.

Come mezzo per migliorare, il podista amatore può pianificare l’allenamento. Nel seguito non descriveremo come pianificare via Garmin Connect, a cui dedicheremo un articolo, ma soltanto qual è la nuova interfaccia a disposizione di Garmin Forerunner 935. È cambiato qualcosa rispetto al passato? Come utilizzare il Forerunner 935 al meglio? Com’è la nuova interfaccia?

Garmin Forerunner 935Novità gradite? Le principali novità dell’allenamento pianificato sono due: “Auto lap” e conclusione dell’allenamento. Nel passato, ogni pianificazione dell’allenamento aveva la precedenza sull’autolap. Ora non è più vero: se avete impostato un autolap di 1 km (tranne “Pitt”, chi non l’ha fatto?), se la vostra sessione è superiore al chilometro, l’orologio suddivide la ripetuta in due parti. Non soltanto il riscaldamento di venti minuti sarà diviso in tre, quattro o cinque parti a seconda della vostra velocità, ma anche le ripetute 5 x 1,2 km o 7 x 1,6 km. Alla domanda della ragione di questo comportamento, la risposta è stata che questa funzione è stata fortemente richiesta da tantissimi clienti. Per tornare alla situazione precedente, basta semplicemente disattivare l’autolap per l’allenamento programmato. Il secondo cambiamento, secondo noi positivo, è che alla conclusione dell’allenamento programmato, l’orologio non fermerà automaticamente il cronometro, ma sarà necessario premere manualmente il pulsante Start/Stop. Ricordate quindi di bloccare l’allenamento manualmente altrimenti il sistema continuerà ad andare e il vostro ritmo medio ne sarà influenzato.

Garmin Forerunner 935Interfaccia delle ripetute. L’altro cambiamento è la configurazione dell’interfaccia delle ripetute, davvero riveduta, corretta e migliorata. L’infografica mostra chiaramente il funzionamento e come sfruttare al meglio questa funzione. In sintesi, lo schermo sarà diviso in tre parti, in alto sarà visualizzato il vostro obiettivo, tipicamente di tempo o di passo medio, in basso lo schermo sarà diviso in due con a sinistra il ritmo ottenuto, a destra la distanza percorsa. Nel caso in cui l’obiettivo fosse di distanza, la parte bassa sarà invertita. Nel caso in cui correste delle ripetute, sarà chiaramente indicato in basso un riquadro nero con il numero progressivo e totale della ripetuta. Nella schermata troverete una mezzaluna che descriverà se il vostro ritmo istantaneo si avvicina oppure no a quello pianificato. Una piccola freccia a sinistra indicherà che stiamo andando piano, una a destra troppo forte. Se la freccia sarà spaccata sull’ora, significa che abbiamo svolto un allenamento perfetto. Complicato o spiegato male? Anche in questo caso, l’infografica descrive più di mille parole come funziona. Abbiamo infine trovato interessante la possibilità di vedere chiaramente il risultato alla fine della ripetuta: per esempio, se correte 800 metri, il sistema vi mostrerà un grande avviso che indicherà se saranno stati svolti in 2’40” oppure in 3’10”. Il sistema sarà molto intelligente perché visualizzerà il risultato in termine di distanza se la vostra impostazione sarà quella di correre a tempo. Quanto avete corso in cinque minuti? Lo troverete alla fine della seduta con una grafica molto grande. Infine, sul Forerunner 935 gli avvisi sono ben udibili, anche il motore della vibrazione funziona addirittura meglio del fratello maggiore.

Garmin Forerunner 935Ripetute con TrainingPeaks. È stata rilasciata in concomitanza con il Forerunner 935, l’App Connect IQ di TrainingPeaks, che consente di integrare gli allenamenti pianificati con Workout Builder direttamente sull’orologio. Lo abbiamo provato diverse volte: molto utile e interessante, ma a pagamento. Inoltre l’interfaccia delle ripetute è esattamente la stessa di quella standard Garmin. Secondo noi serve soltanto a chi abbia già a disposizione i dati su TrainingPeaks: io non ho il tempo di trasferire manualmente centinaia di allenamenti da Garmin Connect. 

Forerunner 935 e Strava Live

Dopo il lancio degli Strava Live Segment con il Forerunner 735XT, potevamo aspettarci che Garmin estendesse la funzione anche al Forerunner 935. Ma cosa sono esattamente i Live Segment Strava? Funzionano soltanto se siete premium Strava? E in alternativa? Ma come funziona esattamente?

Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Motivazione e funzionamento. I segmenti Strava, per i pochi che non lo sapessero, sono delle porzioni di strada o sentiero, su cui la piattaforma americana calcola delle classifiche virtuali tra tutti coloro che li attraversano. Sul sito sono calcolati i record del percorso, in inglese Course Record, e vengono offerte virtualmente medaglie o coppe nel caso in cui si salga sul podio o si migliori la propria prestazione individuale. Prima dell’introduzione dei Live Segment non era mai chiaro quando si passasse la linea virtuale della partenza. Ora invece i Segmenti Strava motivano il podista perché durante la corsa il Forerunner 935 permette di vedere in diretta l’attraversamento di un segmento Strava e stabilire immediatamente se stiamo migliorando la nostra prestazione. L’orologio a 50 metri dal Segmento informerà il podista del percorso, facendo un conto alla rovescia. Appena passato il punto di partenza virtuale, lo schermo si dividerà in tre parti, in alto troverete in secondi l’eventuale vantaggio rispetto al Course Record, nella parte centrale la distanza rimanente per completare il segmento, in basso il passo medio. Con la conclusione del segmento riceverete l’informazione se siete riusciti a migliorare la vostra prestazione, con il tempo complessivo del segmento e la variazione rispetto al miglior tempo. Interessante notare che lo schermo sarà a sfondo bianco, nel caso siate in vantaggio, a sfondo nero in caso di ritardo.

Condizioni per attivare i Segmenti Live Strava. “Massi! Ma non funziona niente!”. In effetti, esistono due precondizioni per attivare i Segmenti Strava sull’orologio: bisogna essere utenti Strava Premium. Se non lo siete, vedete sotto per l’alternativa. Dato che l’orologio non è collegato a internet durante la corsa, per aggiungere determinati Segmenti Strava è necessario indicare sul sito quali percorsi si vogliono trasferire, selezionando l’icona a forma di stella su Strava per poi trasferirli con Garmin Connect.

Configurazioni e Limitazioni. Ma si può configurare? E in che condizioni i Live Segment Strava non funzionano? Alla prima domanda, la risposta è semplice: si può scegliere, per ogni singolo segmento, se competere rispetto al vostro Personal Best oppure alla Course Record. Chiaramente dipenderà molto dalla vostra attitudine alla competizione. Il nostro suggerimento è competere soltanto con voi stessi. Ovviamente se andrete a Londra o a New York, su segmenti come il Central Park sarebbe un’utopia battere il Course Record. Alla seconda domanda, le uniche due limitazioni sono legate al suo utilizzo. Da un lato, nel caso in cui ci siano più segmenti sullo stesso percorso, l’orologio vi mostrerà soltanto il primo. Dall’altro, se state svolgendo delle sedute di ripetute, il Live Segment sarà ovviamente disabilitato: ve lo immaginate di correre un 800 alla morte, con il sistema che vi mostra un segmento al posto della schermata delle ripetute?

Live Segment Garmin Connect. E se non possedete una versione Premium di Strava? Beh, in tal caso si possono utilizzare i Segmenti Garmin, a livello di motivazione non cambia nulla. Certamente però ne esistono di meno, li potete attivare, ma mancherà l’aspetto social. La funzione si configura esattamente come per gli Strava Live Segment.

Correre sul tapis roulant con il Forerunner 935

Garmin Forerunner 935Anche la corsa sul tapis roulant funziona bene, la precisione dell’accelerometro è addirittura migliorata e la calibrazione si effettua molto più rapidamente. Però dipenderà tutto dal vostro modo di correre e dall’eventuale differenza rispetto alla vostra biomeccanica all’aperto. In effetti, l’orologio utilizzerà i dati di cadenza che avrà accumulato nel corso delle uscite con il GPS: il vero problema però è che dal punto di vista biomeccanico si tenderà a correre con una cadenza più lenta rispetto all’aperto. Prossimamente spiegheremo come sfruttare al meglio le tecnologie per correre sul tappeto, ma per ora ci limitiamo a dire che i nuovi sensori sono fondamentalmente utili per migliorare la calibrazione dei dati. L’infografica, volutamente provocante, mostra qualche suggerimento per utilizzare il Garmin sul tapis roulant. Si noti comunque che dalla prossima release firmware 4.12, Garmin ha attivato la calibrazione senza sensore! In particolare, alla prima uscita sul tapis, si avrà la possibilità di inserire la distanza visualizzabile sul display del tappeto, oltre a poter scegliere l’opzione di calibrazione ogni volta che si corre lì. Davvero ottimo.

Anche il Forerunner 935 si è rivelato molto preciso utilizzato in combinazione con Stryd. Oramai non siamo più sorpresi: è incredibile che nel passato, anche a seconda della tipologia di tapis roulant, ci fossero errori di valutazione. Ora i nostri test confermano di un errore inferiore ai 10 metri su 10 km, siamo lontani dal six sigma, ma meglio di così risulta fondamentalmente inutile. Dal punto di vista della compatibilità con i principali tapis roulant mondiali, senza ombra di dubbio, la possibilità di utilizzare una fascia Polar H7 è qualcosa di unico: vedere il proprio battito sul tapis, e salvarlo contemporaneamente sull’orologio è stato qualcosa d’impensabile fino a inizio 2017, a meno di utilizzare orologi Polar o Tom Tom. Come il lettore saprà il tappeto trasmette con frequenza Gymlink a 5 kHz e la fascia H7 è la sola con la doppia tecnologia. Come spiegato nella recensione su Garmin Connect IQ, la corsa sul tapis roulant non aggiornerà la vostra stima del VO2max Garmin. Purtroppo, non abbiamo ancora avuto la fortuna e il tempo di provare la nuova fascia Polar H10, con la quale Polar ha migliorato sia l’algoritmo di ricezione che il comfort della fascia. Se dovessimo fare una petizione a Garmin, chiederemmo all’azienda del Kansas di attivare la trasmissione a 5 kHz. Capiamo la scelta di non utilizzare il Bluetooth Low Energy, ma ci piacerebbe visualizzare i nostri battiti anche sul tapis roulant!

Correre con il Forerunner 935 in pista

Ci è stato chiesto da più parti: come si comporta il Forerunner 935 in pista? È proprio così preciso? Ma serve davvero utilizzare un GPS in pista?

Garmin Forerunner 935Il nostro suggerimento. Premesso che correre con il GPS in pista è inutile, visto che ogni cento metri si può valutare visivamente il proprio ritmo, abbiamo comunque stabilito quale sia la precisione del Forerunner 935. In effetti, utilizzare il GPS in pista è, come direbbero gli americani, “killing fly with dynamite”, ossia uccidere le mosche con della dinamite. Se dovete allenarvi in pista e non avete la possibilità di farvi seguire da un allenatore, il miglior metodo è prendere il tempo al giro manualmente. Ma anche in questo caso, la tecnologia vi potrà aiutare. Fino a quattro anni fa esisteva una funzione per misurare l’intermedio sulla base del posizionamento GPS, non soltanto in funzione della durata. In altri termini, mentre è possibile valutare l’intermedio ogni km, ora non è più possibile farlo in funzione del posizionamento. Peccato che in pista il GPS è tendenzialmente impreciso e al tempo stesso si passa costantemente nella stessa posizione. Per fortuna, con il lancio della piattaforma Garmin Connect IQ, è stato nuovamente attivato l’intermedio per posizione, chiamato Lap by Position. Molto utile in pista, a condizione di disattivare l’intermedio automatico!

Garmin Forerunner 935Test. Abbiamo fatto diversi test, “Massi” addirittura in gara, “Pitt” seguendo parecchie sedute di allenamento (oltre alla gara di due giorni fa). La sensazione è che ci sia sempre una (piccola) differenza tra la distanza in pista e quanto suggerito dal Garmin. Dal punto di vista intellettuale, tutti noi sappiamo che la variazione del calcolo della distanza dipende da condizioni statistiche, dalla configurazione dell’orologio, oltre che dal nostro modo di correre. Ma da un orologio che costa oltre 500 euro ci attendiamo comunque il meglio. Purtroppo, solamente pochi podisti hanno studiato statistica all’università, quindi capiamo psicologicamente la frustrazione! Nei nostri test, in particolare in una gara di 5 chilometri, corsa in 16’39” (media 3’17” a km), ogni giro di pista ci ha visto variare la distanza rispetto a quella “vera” di meno dello 0,5%: tutto sommato non male. Il Forerunner 935 di “Pitt”, nella gara di due giorni fa, ha registrato 5.380 metri invece di poco più di 5.000 m, in 16’10”. Il calcolo del GPS non si è rivelato “esattamente” preciso. È un problema? Assolutamente no, con Garmin Connect IQ abbiamo una soluzione ben precisa per misurare il nostro chilometraggio anche in pista. 

Configurazione schermate del Forerunner 935

Garmin Forerunner 935Come indicato precedentemente, le schermate del Forerunner 935 si possono configurare a piacimento. Quali sono le principali opzioni? Esistono delle limitazioni? Cos’è cambiato rispetto al Forerunner 735XT?

Configurazione schermata. Le schermate a disposizioni sono aumentate, se vi dotate di pazienza ne potete semplicemente configurare a piacere. Ogni schermata/pagina permette di vedere uno, due, tre o quattro campi. Il nostro suggerimento è di impostare almeno due schermate. Su quella principale si inseriranno i tre principali campi di passo: media al km, quello del chilometro corrente e quello istantaneo. Per il quarto dato potreste aggiungere un campo IQ che visualizza un dato istantaneo non approssimato, oppure la distanza totale, un campo di frequenza cardiaca o di potenza a trenta secondi.

L’aggiunta è meno intuitiva secondo noi rispetto al passato, ma a complicare la cosa c’è un “piccolo” problema. Finora era possibile configurare ogni schermata e aggiungere quattro campi e attivare/disattivare a piacimento le schermate. Ora invece, disattivando la schermata, si perde tutta la sua configurazione e bisogna ricrearla ex novo. È un problema? Per alcuni podisti sicuramente sì. Stimiamo che la configurazione di ogni schermata richieda tra i due e i tre minuti. Abbiamo contattato Garmin e per ora non sembra possibile attivare e disattivare la singola schermata. Come shortcut o soluzione intermedia, potreste copiare l’App “Corsa” e in tal caso cancellerete le schermate che non vi servono, lasciando invece la versione completa su quella di “Corsa”.

Infine, anche per il Forerunner 935, nel caso in cui utilizziate il Garmin RD Pod oppure la fascia cardio, l’orologio automaticamente attiverà ulteriori schermate per le dinamiche di corsa e altre nel caso in cui siano selezionate le funzioni di navigazione. Siamo convinti che le opzioni di base Garmin siano già utili, ma le infinite scelte di visualizzazione sono estremamente personali: con oltre duecento campi a disposizione, c’è l’imbarazzo della scelta. Aggiungendo i dati derivati da Garmin IQ, si elimina la limitazione a quattro campi, permettendo di visualizzarne ben nove contemporaneamente. Abbiamo descritto nell’articolo su come gareggiare in maratona come comportarsi in merito.

Retroilluminazione. Anche sul Forerunner 935 esiste la funzione di retroilluminazione. Grazie all’accelerometro del dispositivo, alzando il braccio lo schermo si illuminerà automaticamente, spegnendosi invece con il movimento uguale e contrario. Interessante notare che l’opzione si può configurare anche per funzionare soltanto prima dell’alba e dopo il tramonto, per risparmiare ulteriormente sul consumo di batteria!

Tasti rapidi. Non solo la struttura delle schermate, ma anche quella dei menù dei tasti rapidi è cambiata. Così come per fenix 3 e 5, ora è possibile tener premuto per due secondi a fine allenamento o durante la giornata i tasti fisici dell’orologio per veder attivate delle funzioni configurabili a piacere. Esistono sette possibili combinazioni di tasti che, se configurati precedentemente, consentono di effettuare una determinata azione. Per esempio, premendo Start/Stop oppure Back, si potrebbe decidere di trasferire i dati via Wi-Fi oppure di collegarsi al telefono. Altre possibili opzioni sono l’attivazione del cronometro, del conto alla rovescia (timer), la segnalazione di due posizioni in coordinate GPS, la registrazione di una determinata posizione e l’indicazione in metri dello scostamento da essa. Inoltre è possibile attivare la retroilluminazione, il metronomo, effettuare uno screenshot, oltre a cambiare al volo sport. Come scritto nell’introduzione, la nuova interfaccia grafica ha portato la possibilità di gestire un ulteriore menu di comandi rapidi, visualizzato nell’infografica.

Analisi dati appena dopo la corsa con Forerunner 935

Garmin Forerunner 935Infine, alla conclusione dell’allenamento, si potranno visualizzare una serie di dati contestualizzati per capire come la prestazione sia collegata al vostro stato di forma. Premendo il pulsante “Start/Stop”, l’orologio vi mostrerà una schermata con tempo e chilometri percorsi, oltre a una serie di opzioni legate all’allenamento. Potrete salvarlo, evitare di salvarlo, uscire dalla schermata per riprenderlo successivamente, o passare a una schermata che vi mostrerà come tornare alla partenza.

Ma l’opzione principale sarà quella del salvataggio dati. Appena attivata, troverete le solite informazioni a disposizione degli orologi Garmin: la distanza percorsa, la durata della corsa, la vostra media al chilometro e gli eventuali “record”, il potenziale cambiamento di VO2max e il calcolo delle ore di recupero. Con il Forerunner 935 troverete anche il dato del Training Effect, si veda sotto per il dettaglio. Infine, avrete sempre la possibilità di cercare nella sezione Cronologia dell’orologio le informazioni dei dati precedentemente salvati, anche se il consiglio resta quello di visualizzare il dettaglio su Garmin Connect.

Garmin Connect Mobile. Completato l’allenamento è possibile trasferire i dati via web tramite smartphone oppure via Wi-Fi. Con l’applicazione Garmin Connect Mobile via Bluetooth il trasferimento è relativamente rapido ma dipende dalla dimensione del file da trasferire. Anche con il Wi-Fi il trasferimento avviene molto rapidamente e in pochi secondi potreste visualizzare i dati su Garmin Connect. Sulla piattaforma web sono state aggiunte nuove funzioni e un look and feel più semplice. Molto utile il sistema di reporting per visualizzare tutte le principali metriche di rilevazione.

Le dinamiche di corsa del Forerunner 935

Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Oramai tutti gli orologi premium di Garmin consentono di visualizzare le dinamiche di corsa, non ci dilunghiamo in merito dato che ne abbiamo scritto moltissime volte. Di seguito una breve sintesi.

Garmin Forerunner 935Dinamiche di corsa standard. Anche il Forerunner 935 mostra immediatamente le dinamiche di corsa Garmin, grazie all’accelerometro della fascia cardio HRM-Run o del Pod lanciato sul mercato nel 2017. I due strumenti consentiranno di gestire due schermate supplementari: una con la cadenza, il tempo di contatto al suolo e l’oscillazione verticale, la seconda con la lunghezza del passo e le altre dinamiche di seconda generazione. Per il dettaglio, rimandiamo alla recensione, che illustra analiticamente come utilizzare le dinamiche al meglio, in allegato troverete una sintesi.

Running Dynamic Pod Garmin. Ad aprile è stato lanciato il nuovo Running Dynamic Pod Garmin per misurare le dinamiche di corsa senza la fascia cardio. Il Pod è assolutamente compatibile con il Forerunner 935. Lo abbiamo testato nella recensione dettagliata sul Running Dynamic Pod, a cui rimandiamo per i dettagli.

Standard delle dinamiche di corsa. Contrariamente alle nostre attese, dopo tre mesi dal lancio del nuovo standard delle dinamiche di corsa, non consentono di mostrare sull’orologio le dinamiche dei vari sensori, come per esempio Wahoo Tickr X, Stryd oppure Runscribe. Con Garmin Connect IQ ci sarà senz’altro la possibilità di gestire al meglio questi sensori, ma per ora l’unico veramente attivo sulla piattaforma risulta essere Stryd.

VO2max, Soglia Anaerobica e tutto il resto

Il Forerunner 935 dispone di tutte le funzioni già presenti sul 735XT: VO2max, Soglia Anaerobica ecc. Ma funzionano bene?

Garmin Forerunner 935VO2max. Dietro le quinte, il Garmin Forerunner 935 effettua un calcolo quotidiano del vostro VO2max, ossia del massimo consumo di ossigeno. La stima si effettua… semplicemente correndo con l’App Corsa. Non serve nemmeno indossare la fascia cardio, però per avere una stima corretta del VO2max è importante che i dati della frequenza cardiaca siano corretti. Quindi… se non credete alla precisione del sensore ottico, assicuratevi di portarvi con voi la fascia. Serviranno le consuete due settimane per ottenere un dato preciso. A fine allenamento potrete visualizzare il vostro VO2max stimato e potrete verificare la previsione del possibile risultato in gara, su distanze dai 5.000 m fino alla maratona. Se è vero che a molti sembra una previsione ottimistica, occorre comunque ricordare che nella valutazione di un risultato in gara serve anche stabilire l’economia di corsa, oltre al fatto che le previsioni gara tengono conto della potenzialità dell’individuo: serve un allenamento specifico per raggiungere ogni risultato indicato nelle quattro distanze! L’infografica confronta la tabella VDOT di Jack Daniels con il nostro risultato attuale.

Soglia Anaerobica. Anche il Forerunner 935 dispone del calcolo della soglia anaerobica, che serve a misurare la capacità di sostenere uno sforzo prolungato. Tale funzione richiede l’utilizzo di una fascia cardio per poter essere calcolata. Ma come funziona veramente il test? Molti lettori ce l’hanno chiesto. Il nostro suggerimento è di avere una stima abbastanza accurata del VO2 Max sull’orologio in modo da poter stimare al meglio la soglia. Inoltre, sarebbe opportuno aver stimato correttamente la vostra frequenza cardiaca massima. Svolgere il test è molto semplice, meglio farlo in pista e comunque evitando di fermarsi per invalidare il risultato. Come spiegato precedentemente, basta accedere al profilo delle statistiche e selezionare il test guidato della Soglia Anaerobica. Dopo alcune schermate di suggerimenti, potrete procedere con un riscaldamento di dieci minuti che si attiverà dopo aver premuto il tasto Start. Il riscaldamento dovrà essere corso in maniera molto easy, cercando di non far alzare troppo la frequenza cardiaca. Dopo dieci minuti potrete finalmente iniziare il test e lo farete a velocità sempre crescente per circa venti minuti. Ogni quattro minuti l’orologio vi chiederà di incrementare gradualmente la velocità. Il vantaggio di questo test è che vi consentirà di correre in progressione e quindi il test non vi obbligherà a correre così velocemente se non nella parte finale.

In alternativa potreste effettuare un test indipendente di 20-30 minuti correndo in maniera intensa, per una velocità che si potrebbe tenere per un’ora. È sostanzialmente una corsa media, descritta nell’articolo allegato dal socio Gianmarco. In tal caso, il Forerunner 935 determinerà la soglia in maniera automatica. Alla fine della seduta, corsa in Zona 4, l’orologio mostrerà la vostra frequenza cardiaca di soglia oltre al passo medio. Confermiamo comunque l’esperienza personale: la valutazione della soglia è sottostimata rispetto alle nostre capacità anaerobiche.

Training Status e Forerunner 935

Avevamo chiesto a Marco di quantificare matematicamente il carico dell’allenamento in un bellissimo articolo pubblicato sul blog. Sappiamo che App come HRV4training e siti web come TrainingPeaks offrono da molto tempo una funzione per valutare il carico dell’allenamento in maniera automatica. E finalmente anche Garmin ha rilasciato una funzione simile, chiamata Training Status. C’è voluto del tempo per gestire i dati di carico direttamente sull’orologio. Perché? Semplicemente per la sua complessità. Fortunatamente Garmin ha sviluppato dei cruscotti molto semplici che illustrano varie opzioni di carico. Per chi non ha tempo di conoscere e capire la quantificazione del carico dell’allenamento, sono stati sviluppati suggerimenti semplici ma efficaci per gestire nel miglior modo possibile il carico di lavoro settimanale e mensile. Garmin ha attivato inizialmente le funzioni di Training Load sul fenix 5, quindi non è una proprio una sorpresa che siano state trasferite anche sul Forerunner 935. Vale la pena ricordare che serve un sensore di frequenza cardiaca per poter visualizzare i dati.

Garmin Forerunner 935Le nuove funzioni training load. Come tutte le funzioni analitiche avanzate, Garmin ha affidato alla società finlandese FirstBeat lo sviluppo delle nuove funzioni di carico dell’allenamento. Per chi ha avuto tempo di analizzare il sito FirstBeat, troverà che erano già disponibili nel 2016 tramite software. Finalmente sono state offerte nel 2017 sul Forerunner 935. Come già spiegato nell’articolo sul carico dell’allenamento, è necessario attendere qualche giorno prima di poter usare i suggerimenti del training load correttamente. Inoltre, secondo i documenti di marketing, è importante svolgere almeno due sedute anaerobiche per assicurarsi di avere dati affidabili. Chi ha letto l’articolo di Marco si renderà conto che serviranno almeno sei settimane prima di ottenere consigli veramente corretti.

Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Training Effect Anaerobico e Anaerobico. A fine allenamento, sui “vecchi” dispositivi Garmin c’era l’indicazione del Training Effect, ossia di come l’allenamento ha influenzato la forma. Era un numero unico, compreso tra 0 e 5 e ci diceva se avevamo “corso bene l’allenamento”. All’inizio di un percorso podistico era un’indicazione utile, soprattutto per chi aveva appena iniziato. Poi con il tempo abbiamo trascurato questa metrica. Ora Garmin ha suddiviso l’effetto training in Anaerobico e Aerobico, e li ha resi disponibili anche su Garmin Connect. Le due infografiche sintetiche illustrano le possibili situazioni per l’effetto Anaerobico e Aerobico. Ricordiamoci che sono soltanto modelli matematici, nulla di più: ho un amico che ha una crisi quando l’orologio non gli fornisce un valore “produttivo”. I calcoli sviluppati da Garmin sono complessi, il loro pregio è che sono immediatamente sintetizzabili. Oramai li utilizzo da oltre tre mesi, ma i continui test e la mancata sincronizzazione non mi consentono di esprimere un parere preciso. Discuteremo il modello matematico durante la preparazione della maratona autunnale, per ora ci basta ricordare che i suggerimenti sono chiari, semplici e i consigli immediati: good job Garmin!

Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Ora però servirebbe un sistema di sincronizzazione, altrimenti ci ritroveremo ad avere quattro stime di VO2max, quattro Training Status e diversi consigli di recupero.

Tra le domande più frequenti negli ultimi due mesi sicuramente c’è la navigazione. Ma il 935 dispone di funzioni di navigazione? Sono simili rispetto a quelle del fenix 5? Abbiamo recensito con Francesco Puppi gli strumenti di navigazione del fenix 5X e siamo coscienti del confronto. In sintesi, con il Forerunner 935 non avrete a disposizione tutto quanto offre il fenix 5X, mentre invece le funzioni saranno identiche a quelle del fenix 5.

Garmin Forerunner 935Navigazione Standard. Non ci sono paragoni rispetto al Forerunner 735XT oppure al Forerunner 630. Il Forerunner 935 ha funzioni di navigazione assolutamente uniche per essere un orologio Fitness. Come per gli orologi Outdoor, è possibile seguire un percorso predefinito, previa copia sull’orologio. È vero che questa funzione era utilizzabile già sul Forerunner 920XT, ma i miei ricordi non erano esattamente positivi: una volta all’aeroporto di Manchester ho rischiato di perdermi correndo. Ora il Forerunner 935 mostrerà dove andare e indicherà con segnali acustici e vibrazioni quando si uscirà dal percorso definito. Senza però mostrare la mappa cartografica, come invece avviene per il fenix 5X. Si possono in alternativa salvare degli indirizzi ed eventualmente raggiungerli, oltre a indicare delle coordinate: complicato per i miei gusti, ma utile a chi abbia esperienza di trekking. Esiste infine la funzione “punta e vai” che consente di puntare l’orologio su un oggetto distante e creare un percorso per raggiungerlo. Altra funzione utile per chi corre in montagna.

Garmin Forerunner 935Tornare al punto di partenza. Solo usando il fenix 5X si capisce che le funzioni di navigazione restano limitate. Non si vedranno mappe, ma soltanto linee e distanze teoriche. Ovviamente il Forerunner 935 offre la possibilità di tornare a un punto di partenza, seguendo una linea retta oppure il percorso originario da cui si è passati. Una volta scelta l’opzione adeguata, si attiverà una schermata aggiuntiva con tempo, distanza e stima oraria per raggiungere la destinazione. Chiaramente è un’opzione limitante, visto che i dati sono senza contesto. Per rendercene conto, abbiamo fatto una prova interessante, correndo intorno alla pista ciclopedonale del lago di Varese di 28 km. Al diciassettesimo chilometro, alla richiesta di tornare alla partenza con linea retta, l’orologio indicava che mancavano soltanto 7 km, quando sapevamo benissimo che invece ne restavano 11 km. Questo ovviamente è un caso estremo, ma mostra che senza le mappe l’affidabilità della navigazione è buona ma non ottimale. Per la cronaca, il fenix 5X sull’altro polso indicava esattamente undici chilometri per tornare al parcheggio nel quale avevo lasciato l’automobile.

Forerunner 935 e barometro

Garmin Forerunner 935Anche al Forerunner 935 è stata aggiunto l’altimetro barometrico. Per essere più precisi, dovremmo dire che l’altimetro era stato tolto al 735XT,visto che il 920XT uscito a fine 2014 ne era già fornito. Quindi, anche con il 935 la misurazione della quota avviene tramite barometro interno. Abbiamo già spiegato come effettuare la calibrazione nella recensione con Francesco, chiaramente disporre di un altimetro barometrico consente una stima molto più efficace di quella basata esclusivamente sul GPS. Serve se correte in pista o in strada? Decisamente no, però il pubblico è variegato e nella corsa trail è una funzione molto utile.

Il Forerunner 935 ha mostrato di essere preciso nel calcolo altimetrico, nei molteplici viaggi aerei abbiamo riscontrato rilevazioni perfette. Inoltre per ora non abbiamo letto sui forum problemi hardware o software di valutazione. Ricordiamo che in caso di dati errati basterà effettuare una calibrazione, per aggiornare la misurazione della rilevazione.

Forerunner 935 e accuratezza sensore cardio

Garmin Forerunner 935Non c’è un argomento più discusso, criticato, contestato come l’accuratezza del sensore cardio al polso. Nessuno si fida a usarlo, ma molti odiano la fascia che sebbene più precisa, è comunque scomoda, si sporca, è a contatto con la pelle e si rovina molto facilmente. E allora, perché usarla, se abbiamo un bellissimo sensore che misura ugualmente bene i battiti cardiaci? Ma davvero quello del Forerunner 935 funziona bene?

L’ottanta percento dei lettori risponderebbe dicendo: “Beh, semplicemente perché il sensore cardio non è accurato”. Il nostro punto di vista non è allineato alla media dei lettori, Garmin ha fatto passi da gigante in questo ambito negli ultimi dodici mesi. Ora sulle corse lente il sensore funziona correttamente, a condizione di averlo indossato correttamente. Ma anche nelle corse più intense, non è detto che in realtà che non possa essere usato. In sintesi, dipende da tantissimi fattori. Dobbiamo ancora una volta distinguere tra tre scenari principali.

Garmin Forerunner 935Il monitoraggio giornaliero. Come spiegato nell’introduzione, il lettore ottico del Garmin Forerunner 935 consente di misurare costantemente il battito cardiaco. In tal caso, la valutazione è perfettamente accurata e potrete anche verificare i valori minimi notturni. L’infografica mostra il trend del mio battito cardiaco a riposo, estrapolando i dati da Garmin Connect. Dal nostro punto di vista, l’unico miglioramento è la misurazione costante, essendo il calcolo già sufficientemente preciso con le precedenti versioni dei Forerunner (con lettore ottico Elevate).

Garmin Forerunner 935L’allenamento lento. Sull’allenamento lento non ci sono stati grossi errori rispetto al valore “atteso” del battito. Per effettuare un confronto ragionevole abbiamo utilizzato una fascia cardio Polar H7 e confrontato una serie di dati a diverse andature lente. Almeno con la nostra tipologia di pelle e modo di correre, pensiamo che il lettore cardio e il relativo software collegato consentano davvero di misurare correttamente il battito cardiaco in corse lente. Non abbiamo mai avuto problemi di calcolo e soprattutto nei primi minuti di rilevazione, l’orologio si è rivelato anche migliore della fascia cardio. Tuttavia, se avete avuto problemi con il 735XT e/o con il Forerunner 235, probabilmente li avrete anche con il Forerunner 935. Per le limitazioni all’utilizzo del cardiofrequenzimetro da polso, suggeriamo di consultare l’articolo allegato.

Allenamento intenso o Gara. Il nostro pensiero lo abbiamo espresso a più riprese: utilizzare il lettore cardio in gara è un valore aggiunto. Meno peso si porta, meglio si corre. Bisogna comunque assicurarsi di stringere adeguatamente il Forerunner 935: non troppo stretto, non troppo largo. Il sensore in effetti misura l’espansione dei capillari a ogni battito cardiaco, stringerlo troppo non consente una corretta misurazione. D’altro canto, il rischio è che la lettura non sarebbe ottimale in caso di mancanza di contatto. Ottenere la giusta tensione è difficile, soprattutto in una gara lunga come la maratona. Noi siamo fortunati: anche ad alte intensità, anche su ripetute, non abbiamo avuto grosse variazioni rispetto alla fascia cardio Polar H7.

Garmin Forerunner 935Restiamo però scettici che il sensore cardio possa andare bene per tutti. Non dimenticate che potreste avere un’esperienza molto diversa: la misurazione dipende fortemente dal vostro DNA, dal colore della pelle, dall’irsutismo e dalla posizione sul polso. Se avrete un po’ di pazienza, finalmente potrete leggere la seconda parte dell’articolo sul cardio al polso, scritta a quattro mani con Andrea Biotti. Secondo noi (e anche secondo Garmin!), la fascia cardio resta ancora l’opzione preferita di chi vuole misurare correttamente il battito cardiaco, ma certamente il Forerunner 935 si è dimostrato di non essere inferiore al fenix 5, come il miglior cardiofrequenzimetro da polso attualmente sul mercato.

Forerunner 935 e accuratezza GPS

Se la valutazione del sensore cardio è argomento recente, negli anni scorsi qualunque podista italiano ha avuto modo di valutare l’accuratezza del GPS. In effetti è la ragione principale per comprare un GPS. Ma è ancora così? Il vero problema è che solo pochi esperti possono valutare in maniera analitica l’accuratezza del GPS.

Ci sono molti modi per valutare la precisione di un GPS, ovviamente la nostra scelta è basata su dati reali, su test continui e in situazioni differenti. Avendo la possibilità di correre costantemente in luoghi e nazioni diverse, possiamo semplicemente utilizzare diversi orologi GPS in contemporanea e confrontare una serie di attività tra di loro per capire eventualmente quali possano essere le condizioni che influenzano la precisione del Forerunner 935. Chiaramente correre in campagna, oppure in un bosco o infine in centro a Francoforte o Mosca non avrà lo stesso impatto sul risultato finale.

Sensazioni di fondo. Anche per il Forerunner 935, vale lo stesso discorso del fenix 5. Il Forerunner 935 è preciso allo stesso livello di un orologio di un valore molto inferiore. Per esempio, confrontando il 235 con il 935 non abbiamo notato sostanziali differenze. Visto che il Forerunner 935 utilizza il firmware del fenix 5, ci è apparso chiaro che con la versione 4.10 o superiore, la valutazione del passo istantaneo sia migliorata significativamente: questo è proprio il bello di utilizzare software già testato da altri. Come saprete, dal 2013 Garmin ha adottato una misurazione istantanea ogni cinque secondi, ma con l’utilizzo di Connect IQ, potrete sempre scegliere dei campi di misurazione al secondo. Interessante notare che nei Segmenti Strava, nelle Ripetute e in altre funzioni, Garmin si sia “dimenticata” di disattivare la funzione di arrotondamento.

Precisione su passo istantaneo. Il Forerunner 935 si è rivelato preciso: nelle campagne di Anversa non abbiamo avuto grossi errori o variazioni di velocità in una corsa di recupero, in città (Parigi, Francoforte) abbiamo notato qualche variazione, legata alla presenza di palazzi molto alti. Pensiamo che la valutazione della distanza sia relativamente precisa, così come il passo medio e che anche la valutazione del passo istantaneo sia migliorata significativamente rispetto alle prime versioni del firmware di marzo 2017. Sui vari forum sembrerebbe che il fenix 5X sia meno accurato del Forerunner 935, anche se mi chiedo quanti li posseggano tutti e due… Smentiamo comunque queste considerazioni.

Garmin Forerunner 935Garmin Forerunner 935Glonass e GPS. Proprio il giorno della pubblicazione della recensione ci troviamo a correre al parco olimpico di Mosca, dove abbiamo avuto modo e tempo di testare anche il Glonass. Questo è un ulteriore collegamento a satelliti russi, che consente di migliorare l’accuratezza e la precisione del GPS, oltre a velocizzare la ricerca dei satelliti. Dopo due anni dall’introduzione sul mercato, i concorrenti Garmin non hanno ancora attivato questa funzione, segno che non sia un vero fattore di scelta dei podisti, oppure che sia difficilmente imitabile dalla concorrenza. Nei test effettuati con Glonass e GPS combinati, la ricezione sembrerebbe più precisa, chiaramente a discapito di un maggior consumo di batteria. Noi suggeriamo di lasciarlo attivato soprattutto nel caso corriate in situazioni più problematiche, in città oppure in trail.

Forerunner 935 vs Forerunner 735XT, perché comprare il nuovo?

Garmin Forerunner 935Se possedete già il Forerunner 735, vale la pena passare a quello nuovo? Sostanzialmente no, ma probabilmente se possedete il 735XT, la probabilità che vogliate passare alla versione più avanzata è abbastanza alta. Anche se oramai ogni cliente si trova davanti a decine e decine di scelte di GPS, in realtà soltanto Garmin ha saputo innovare con nuove funzioni. Però confrontando i prezzi di listino degli orologi 2013 rispetto a quelli del 2017, abbiamo notato una variabilità significativa: per il top di gamma, come il Forerunner 935, i prezzi sono aumentati di oltre il trenta percento. Quindi vale la pena cambiare?

Garmin Forerunner 935Se avete un GPS di vecchia generazione (pre 2013). Riteniamo che il ciclo di vita di un GPS sia di due anni, e se ancora possedete un vecchio GPS, probabilmente il 935 sarebbe un passo troppo grande, per molto meno suggeriamo di passare al Forerunner 235, che attualmente è il dispositivo dal miglior rapporto qualità/prezzo. Troverete presto sul sito la nostra recensione.

Se avete un GPS di nuova generazione senza lettore ottico (2014-2015). In tal caso, dipenderà molto dalla vostra propensione a utilizzare la fascia e a utilizzare la frequenza cardiaca come strumento di allenamento. Pensiamo che in tal caso non valga necessariamente la pena cambiare verso il 935. Ma dopo due anni di utilizzo del sensore cardio, riteniamo che sia un grande valore aggiunto rispetto alla fascia, e quindi acquistare il Forerunner 235, 735XT o 935 possa essere una scelta vincente.

Garmin Forerunner 935Se avete il 735XT. Se già avete il 735XT, la risposta è facile: val la pena cambiare, soprattutto per la presenza dell’altimetro barometrico, per l’aggiunta della separazione tra Training Effect Aerobico e Anaerobico, per il carico dell’allenamento, oltre che per una migliore capacità di ricezione del Bluetooth. Certo che non so chi vi abbia convinto a comprare un anno fa un orologio senza Wi-Fi a prezzo pieno, certamente non noi! Ovviamente ora il prezzo del 735XT è sceso tanto e Amazon ha effettuato diverse promozioni che lo rendono davvero appetibile.

Aggiornamento firmware e Hard Reset. Un’altra ragione per passare al Forerunner 935 è l’aggiornamento costante del software. Rispetto al fenix 5, che consente di aggiornare costantemente (= ogni tre giorni) la versione beta del firmware, gli sviluppatori del Forerunner 935 sono sicuramente più conservativi. “Ma non avevi detto che il firmware era identico?”. In effetti, lo è senz’altro, ma il rilascio tende a essere più lento rispetto a quello del fenix 5. A ogni modo, dopo qualche giorno dal rilascio della versione beta del fenix, troverete anche la versione equivalente del Forerunner 935. Proprio per questo sincronismo differito, potrete immediatamente capire sui forum se ci saranno problemi dei beta ed eventualmente aggiornare all’ultima versione. Ma sono davvero utili questi sviluppi? Sicuramente nel lungo termine sì, il rischio nel breve termine è quello però di consumare la batteria dell’orologio. È sempre possibile ritornare sui propri passi perché alla release beta è associata la relativa versione stabile, e in pochi secondi si torna indietro. Può succedere ogni tanto che il sistema si blocchi, per un soft reset del Forerunner 935 basterà tenere premuto per circa quindici secondi il pulsante dell’illuminazione. Per quanto riguarda l’hard reset, la procedura è semplicissima: dopo aver spento il dispositivo, basterà tenere premuto “Back/Lap” e illuminazione fino a visualizzare il logo Garmin, quindi rilasciare il pulsante illuminazione. A quel punto ci sarà una domanda di cancellazione dei dati utenti a cui si risponderà di sì.

Infine,  si tenga presente lo stesso discorso fatto per il fenix 5: anche l’atleta più esigente oltre all’ingegnere più devoto potrà divertirsi nel week-end ad analizzare la mole di dati che è stata aggiunta al Forerunner 935, oltre al fatto che la misurazione del carico dell’allenamento consente di capire come allenarsi. Se aggiungiamo che le modalità di gestione delle ripetute è migliorata tantissimo, per noi non ci sono dubbi: in nessun altro strumento tecnologico per atleti come il Forerunner 935 ci sono così tante funzioni a disposizione. Chiaramente, capire e interpretare la metà delle funzionalità richiede parecchio tempo. Siete pronti per quest’avventura?

Accessori Forerunner 935

Garmin Forerunner 935Si sono sbizzarriti i fornitori di accessori per il Forerunner. Chiaramente, essendo un orologio per il triathlon, il kit di rilascio rapido è quanto di più ricercato dal triatleta. Ma Garmin ha reso anche disponibili, a parte la fascia cardio, anche i nuovi cinturini, gli schermi di protezione e il cavo di ricarica, questi ultimi sviluppati da produttori diversi.

Kit di rilascio rapido. Per ragioni misteriose era assente sul fenix 5, ma è stato immediatamente sviluppato per il Forerunner 935. Stiamo parlando del kit di sgancio e aggancio rapido, con il quale durante le gare da triathlon il passaggio dal polso alla bici e viceversa è facilitato. Come per i modelli precedenti, il kit contiene una staffa a rilascio rapido, una da polso, una per manubrio, due pin, due viti, sei elastici della staffa per manubrio, oltre ovviamente ai cacciaviti per l’installazione.

Cinturini Forerunner 935. Mentre sul fenix 5 è stata aggiunta la tecnologia QuickFit, il cinturino del Forerunner 935 è ancora tradizionale e per cambiarlo occorre utilizzare un piccolo cacciavite, che consente di sostituire il cinturino difettoso. Tuttavia, la tecnologia Quickfit è compatibile con il 935: basta scegliere tra i 5 cinturini multicolore, da 22 mm.

Pellicola protettiva e cavo di ricarica. Consigliamo di aggiungere una pellicola protettiva, per evitare graffi sul vetro: non dovrebbe succedere nulla, ma la prudenza non è mai troppa. Ne esistono moltissime varietà con prezzi svariati. Infine, esiste la possibilità di acquistare, per una decina di euro, anche un cavetto di ricarica, nel caso in cui il vostro non funzionasse più.

Conclusione

Garmin Forerunner 935Pur avendo potuto testare il Forerunner 935 per un paio di mesi, il potenziale è evidente: è un prodotto davvero interessante, che sicuramente offre molte più funzioni rispetto al Forerunner 735XT e le stesse del fenix 5 ad un prezzo del 20% più attraente. Siamo convinti che sebbene i benefici rispetto agli orologi più recenti non valgano il prezzo pagato, al tempo stesso ci rendiamo conto che le nuove tecnologie Garmin offrono valore aggiunto per il podista più esigente. Condividere il codice firmware con i gemelli fenix 5, 5S e 5X garantisce un’evoluzione naturale delle funzioni che invece sul 735XT era molto più limitata.

Il Garmin Forerunner 935 è sicuramente un orologio dalle contraddizioni evidenti: perché farlo rotondo quando sappiamo che nel triathlon la forma rettangolare offre maggiori possibilità di visualizzare più dati? Perché così piccolo? Perché costa così tanto? Ne abbiamo sentite di tutti i colori in questi mesi, ma siamo convinti che per lo sport che amiamo tanto, il Forerunner 935 possa essere uno strumento che aiuta non soltanto a pianificare gli allenamenti, ma anche a valutare al meglio le performance durante la gare. L’interfaccia grafica poi è un valore aggiunto enorme soprattutto nella gestione delle ripetute in allenamento. Se cercate il meglio sul mercato, non avete bisogno d’andare oltre. Chiaramente sappiate che dovrete pagare un prezzo adeguato.

Il Forerunner 935 disponibile su Amazon

Il Garmin Forerunner 935 è disponibile su Amazon e nei migliori negozi sportivi. Considerando il tempo speso per i test e la recensione di quest’articolo, abbiamo allegato i principali collegamenti Amazon. Se avete apprezzato la recensione, suggeriamo di utilizzare i link qui sotto per gli acquisti: avremo una piccola commissione Amazon che ci consentirà di acquistare nuovi prodotti. A voi non costa nulla, ma aiuterete il sito, che resta non profit, a testare nuovi gadget. Qui sotto troverete il modello di Forerunner 935, oltre ai principali accessori:




Garmin fenix 5X, la recensione dettagliata

Garmin fenix 5X

Una delle principali critiche alla recensione del Garmin fenix 5 è stata la descrizione solamente sommaria delle funzionalità avanzate di navigazione dell’ultimo modello di dispositivi della casa del Kansas, il Garmin fenix 5X. Ho preparato una nuova recensione, facendomi aiutare da un vero esperto di corsa in montagna, Francesco Puppi, astro nascente del panorama podistico italiano, grande amante della tecnologia e quinto esperto del nostro blog. Sarà riuscito a farsi perdonare?

Garmin fenix 5X, la nostra opinione sulle funzioni di navigazione

Garmin fenix 5XGarmin fenix 5XNon è passato nemmeno troppo tempo da quando Garmin decise di aggiungere alla sua storica serie di modelli Forerunner un nuovo prodotto, il Garmin fenix. Ho utilizzato il passato remoto semplicemente perché (poco meno di) cinque anni sono un tempo estremamente lungo in tecnologia. Non sappiamo se l’introduzione sul mercato fosse per rispondere al lancio del Suunto Ambit, ora giunto alla terza versione. Di certo la navigazione in montagna, sui sentieri e nei trail era una richiesta importante del mercato podistico. E in effetti storicamente la più grande differenza tra la serie Garmin fenix e Forerunner è stata la funzionalità di navigazione. Ma solo pochi distratti del web non si sono accorti che a partire dal fenix 3, alle funzioni di navigazione si sono accostate anche quelle sportive. Ne è la riprova il fatto che tutte le funzioni avanzate running dell’allora neonato Garmin 630 sono state aggiunte anche al fenix 3 e al fenix 3 HR. A complicare la situazione, nel 2017 al Garmin Forerunner 935, la cui recensione dettagliata su questo blog è prevista nei prossimi giorni, sono state aggiunte funzioni interessanti di navigazione. Non dimentichiamoci che quest’ultimo è stato chiamato da alcuni fenix 5P, il fenix di plastica. Per una mente semplice, un gran casino.

Garmin fenix 5XPerché quindi comprare il fenix 5? Quali sono le funzioni uniche, disponibili soltanto sul top di gamma Garmin, il fenix 5X? A cosa servono? Ma sono davvero utili? L’orologio può essere considerato un compagno fedele per la corsa in montagna? Per rispondere a queste domande, abbiamo chiesto a Francesco Puppi, atleta di caratura internazionale appena giunto sesto al campionato italiano di corsa in montagna, di aiutarci nella recensione del Garmin fenix 5X. Abbiamo testato tutte le funzioni, sebbene solamente in Valle Olona, non in montagna. È il nostro primo test congiunto, a cui ne seguiranno altri. Purtroppo non ho esattamente preparato “uno script”, come avrei dovuto, ma alla fine il risultato è stato interessante.

Potremmo chiedere a cento amanti del trail, ma alla domanda su quali siano le funzioni importanti per la montagna otterremmo sicuramente quattro risposte: la durata della batteria, le mappe per navigare, la possibilità di seguire un percorso predefinito e l’altimetro barometrico. Le discuteremo nel seguito, per chi fosse interessato solo a leggere alcune parti, ecco la divisione in sezioni:

Ma prima una doverosa premessa.

fenix 5X e l’App Trail Running

Garmin fenix 5XCome spiegato nella recensione del fenix 5, Garmin ha attivato le cosiddette App per gestire tutte le tipologie di allenamenti dell’amatore sportivo. Le App hanno l’obiettivo di configurare il comportamento dell’orologio, mostrando determinati campi, schermate e avvisi personalizzabili. Nelle App sono aggiunte anche funzioni specifiche per la tipologia di sport che si sta praticando.

Garmin fenix 5XApp Trail Running. Garmin suggerisce di utilizzare per il fenix 5X in ogni escursione o corsa in montagna l’App Trail Running, appositamente dedicata a questa tipologia di allenamento. Una volta selezionata, l’utente visualizza la schermata standard con distanza, tempo e passo medio, e con un po’ di pazienza si potranno configurare a piacere. Come consiglio prima di partire per la corsa, sarebbe opportuno sincronizzare il dispositivo con lo smartphone per permettere di velocizzare la ricerca dei satelliti, ricerca comunque immediata anche dopo aver cambiato provincia o nazione. Per il continente invece il tempo di attesa risulterà leggermente superiore, ma non sarà un grosso problema per i più. Cinque secondi e siamo pronti a partire per la nostra breve uscita in Valle Olona.

Avvisi. L’App consente di attivare diversi avvisi, in funzione del raggiungimento di un determinato evento: una frequenza cardiaca, una cadenza, un determinato valore di passo, un certo tempo o distanza, o il consumo di calorie. Questi avvisi non sono utili in allenamento in pista o strada, ma per un’escursione in montagna di diverse ore varrebbe davvero la pena attivarli. Potremmo in effetti configurare il Garmin per visualizzare un messaggio “mangiare” ogni 90 minuti e bere ogni 30. L’App consente di configurare un avviso anche in caso di avvicinamento di un punto di interesse o di una determinata quota minima e massima, di un’ascesa o discesa. A Francesco tutti questi avvisi sono sembrati insoluti, soprattutto perché il fenix 5X continuava a suonare o vibrare in ogni momento, si veda più sotto.

Garmin fenix 5xAvviso per dislivello. Tra le diverse funzioni a disposizione, ne esiste una molto utile ma poco usata nei trail. Si chiama avvisi di ascesa e discesa per dislivello e consente di valutare automaticamente la discesa e ascesa verticale. Per esempio, si potrebbe richiedere che il GPS ci avvisi quando abbiamo raggiunto una determinata ascesa. Nella nostra configurazione saremmo avvisati al superamento della quota massima di 1.000 metri e a ogni 150 metri di dislivello positivo. L’infografica descrive come configurarlo sull’orologio.

Auto Climb. Nella configurazione è attivabile anche la funzione Auto Climb. È semplicemente uno strumento che consente di cambiare schermata nel momento stesso in cui si affrontano salite. Lo schermo da chiaro su lettere nere si convertirà in scuro su scritte bianche, si potranno configurare campi supplementari, per esempio la velocità verticale, espressa in metri all’ora è un parametro interessante per chi corre in montagna, oltre ovviamente alla potenza, nel caso si possedesse Stryd. Ma come tutti i parametri fisiologici o di velocità, bisognerebbe poterli analizzare in dettaglio. Per esempio, Francesco mi ha chiesto durante la corsa: per quanto tempo potrò correre a 400w in salita? Per la risposta completa, leggere la recensione di Stryd, per quella veloce… pochi secondi!

Fatta la premessa sull’App, vediamo le principali funzioni del fenix 5X legate alla navigazione, iniziando dall’altimetro barometrico.

Altimetro Garmin fenix 5X

Garmin fenix 5XCosì come nel precedente modello fenix 3, grazie all’utilizzo dell’altimetro incorporato, il fenix 5 consente di misurare abbastanza precisamente la quota e il dislivello. Queste informazioni possono essere inserite anche manualmente, avendo a disposizione l’informazione dell’altimetria del punto di partenza. Il sistema consente di visualizzare dati barometrici, oltre alla temperatura, rilevata da un termometro interno (sarà sicuramente sovrastimata a causa del contatto con il polso). Come già descritto nella recensione principale, sarà possibile visualizzare immediatamente l’evoluzione della pressione e temperatura delle ore precedenti. Infine, sono presenti una bussola magnetica a tre assi e un giroscopio, per migliorare il dato Ultratrac, si veda sotto per il dettaglio.

Avviso temporale. Una funzione decisamente interessante, già presente nel fenix 3, è la possibilità di impostare nel relativo Widget del Barometro un avviso in caso di possibile presenza di un temporale, determinato sulla base del cambiamento della pressione atmosferica. Ciò chiaramente potrebbe essere utile durante un’escursione in montagna e l’avviso consiglierebbe il ritorno alla base.

Velocità e Distanza 3D. A partire dal fenix 3, è stata aggiunta una funzione interessante per chi corre in montagna. Cosa sarà mai la velocità 3D? Lo si può capire con un esempio estremo: camminando su un pendio molto irto, diciamo con un 50% di pendenza, coprendo una distanza orizzontale di due metri, saliremo di un metro verticalmente. Il fenix 5X calcolerà la distanza verticale sulla base dell’altimetro barometrico che indicherà una quota di un metro superiore. Ovviamente la “vera” distanza percorsa sarà la radice quadrata di 2 metri, ossia circa 1,4 metri. Il sistema calcolerà 1 metro senza l’attivazione del 3D e 1,4 con. Stesso discorso vale per la velocità. Dato però che in situazioni reali le pendenze sono “leggermente” meno ripide, forse non vale la pena attivarla, anche se funziona bene, grazie all’altimetro barometrico del fenix 5X. Noi abbiamo preferito misurare la potenza in salita, ma in sintesi questa funzione è equivalente alla misurazione di potenza in salita, perché cerca di equipararsi alla velocità in piano. Da esplorare per chi non abbia ancora comprato il misuratore di potenza Stryd.

Calibrazione. Una nota a margine per chi si appresta a correre in montagna. Suggeriamo, prima di partecipare a qualunque gara o escursione trail, di calibrare sempre la bussola e il barometro via GPS. Sarebbe ancora meglio farlo conoscendo la quota di partenza sul livello del mare. Questo piccolo accorgimento permette di partire da un dato “certo” e consente all’altimetro una migliore stabilità di misurazione.

Durata della batteria del fenix 5X

Garmin fenix 5XMa quanto dura la batteria del fenix 5X? Non sono passati nemmeno cinque minuti da quando abbiamo iniziato a correre e Francesco a bruciapelo mi pone questa domanda. Gli vorrei fare una piccola lezione, ma ci siamo incontrati da meno di mezz’ora e mi limito a rispondere: “tantissimo”. In realtà, la vera risposta sarebbe “dipende”. Quale metodo di registrazione dati state utilizzando? Avete attivato il Glonass? State salvando i dati ogni secondo? Avete collegato lo smartphone e quindi il Bluetooth? E l’activity tracker? La seguente infografica mostra le principali differenze tra le diverse modalità, ma la sintesi del manuale del fenix 5X è relativamente chiara: a) fino a 12 giorni in modalità smartwatch, ossia senza GPS, b) fino a 20 ore in modalità GPS, c) fino a 50 ore in modalità di risparmio energetico della batteria UltraTrac.

Nella nostra esperienza, attivando lo smartwatch e correndo 10-13 ore a settimana, il dispositivo resta carico tutta la settimana, molto difficilmente di più. Chiaramente alcune configurazioni potrebbero allungare di qualche ora la durata della batteria, per esempio la disattivazione del Glonass. A ogni modo, questa “limitazione” non è veramente tale per chi partecipa a una maratona e nemmeno a una ultramaratona di 4-5 ore.  Ma correre oltre le 10 ore significherebbe correre il rischio di vedere spegnersi l’orologio durante la gara. Come fare quindi? Garmin offre due soluzioni.

Garmin fenix 5X1) Ultratrac. È la modalità suggerita da Garmin per chi corre gli ultratrail e le ultramaratone. L’Ultratrac salva i dati meno frequentemente, scrivendo sulla memoria del dispositivo soltanto a un intervallo prefissato: ogni quindici secondi, ogni minuto ecc. Sembra una soluzione ideale, ma con l’Ultratrac il fenix 5X “collega i puntini”. E lo fa esattamente come facevamo da piccoli, con delle rette. Di conseguenza, se la corsa ha molte variazioni di percorso, la stima della distanza complessiva e della media complessiva potrebbe risultare compromessa. Utilizzando quindici oppure venticinque secondi come registrazione, si ottengono risultati accettabili. Se doveste aumentare il tempo di salvataggio a un minuto, potreste trovarvi severamente sottovalutata la vostra prestazione. Immaginate per esempio di correre in pista e capirete immediatamente il limite di questa funzione. Di quanto aumenta la durata della batteria? Anche di due volte e mezzo, con un tempo di un minuto per il salvataggio dati.

Garmin fenix 5X2) Ricaricare l’orologio durante la corsa. Storicamente, i podisti che partecipano a trail run molto lunghi, sopra i 100 km o addirittura le 100 miglia, hanno l’abitudine di ricaricare il GPS durante la corsa. E a pochi per ora piace utilizzare il metodo Ultratrac, si preferisce avere quanto offerto da Garmin come standard, ossia la rilevazione al secondo. Il problema di tutti i modelli del fenix 5 è che l’alloggiamento della ricarica è proprio attaccato al polso e la ricarica avviene agganciando il cavo perpendicolarmente al GPS. Risulta quindi impossibile tenere il GPS al polso. Il podista amatore potrebbe in tal caso metterlo in tasca o nello zainetto, oppure l’alternativa sarebbe quella di passare a un altro modello Garmin con ricarica orizzontale, per esempio il Garmin 735, che però non possiede il barometro altimetrico, oppure il Garmin 920XT, che però non ha il sensore ottico di frequenza cardiaca.

In sintesi, la batteria dura almeno dieci ore. Per chi deve correre ventiquattro ore di fila, non esiste una soluzione ideale, però Garmin offre tante scelte a disposizione, si tratta soltanto di capirle e scegliere quella più adatta. Il fenix 5X potrebbe essere la soluzione per correre un’ultramaratona, io l’ho fatto alla Wings for Life 2017, ma per gare più lunghe bisogna accettare dei compromessi.

Trail Running e fenix 5X

Garmin fenix 5XPer non perdersi in montagna è prassi seguire un percorso predefinito. I navigatori moderni consentono proprio di creare un percorso via Internet, oppure di copiarlo da uno già esistente, di caricarlo sul dispositivo e quindi di utilizzarlo come riferimento durante la corsa. Semplice, lineare e chiaro. Ma il fenix 5X spinge il concetto a un altro livello, poiché sull’orologio sono precaricate le mappe topografiche. Sugli altri dispositivi Garmin, fenix 5 e 5S, invece, l’unico strumento a disposizione per la navigazione sarà soltanto l’indicazione di un possibile percorso schematizzato, molto simile a quello già visto sul fenix 3. E sul fenix 5P, pardon, Garmin Forerunner 935? Stesso schema degli altri due orologi.

Creazione del percorso. La creazione del percorso si effettua in pochissimo tempo, attraverso Garmin Connect, con qualche click del mouse. Personalmente è una funzione che utilizzo sporadicamente: in allenamento quando visito nuove città, in gara nel caso dovessi seguire un ritmo predefinito. Basterà cercare un percorso già esistente e aggiungerlo alla lista di quelli attuali. Con Connect anche il trasferimento sul fenix 5X è un gioco da ragazzi e in pochi secondi saremo pronti a correre seguendo il nuovo percorso. È possibile anche inserire dei waypoint, configurare nomi e aggiungere ulteriori dati agli stessi. Tutto questo consentirà di ottenere immediatamente lunghezza, altimetria e dislivello totale del percorso configurato. Si noti che il waypoint si potrà salvare anche durante la corsa e non soltanto a tavolino.

Con Francesco il percorso era prestabilito, non ci eravamo accordati precedentemente su come avremmo corso, quindi abbiamo usato la ciclabile della Valle Olona. La mappa a disposizione di tutti i modelli Garmin fenix si attiva premendo il pulsante UP. Ciò consentirà di visualizzare in maniera precisa le diverse mappe. Francesco giustamente si è lamentato che la mappa fosse abbastanza lenta nell’aggiornamento dati e che soprattutto lo schermo sia relativamente piccolo. Con un po’ di pazienza e tempo a disposizione si notano tre piccoli cerchi in alto a destra, che indicano le possibili modalità di visualizzazione del fenix 5X: con il tasto start/stop si alternano, up/down consentono di passare allo zoom, oppure allo spostamento orizzontale e verticale. Francesco si è implicitamente lamentato che i pulsanti non fossero esattamente leggibili: al mio commento “premi up”, “premi back”, mi ha risposto che non si leggono distintamente. Dopo dieci minuti dall’inizio della corsa, mi sono reso conto di aver dimenticato un piccolo corso di base a Francesco. Rimedio ora, sintetizzando i diversi tasti nell’infografica allegata.

Navigazione del percorso. La navigazione del percorso è molto più intuitiva della visualizzazione, il fenix 5X mostrerà la vostra posizione attuale e un piccolo schema del percorso da seguire, informandoci sul possibile cambiamento di direzione. “Ma perché continua a suonare?”, chiosa il giovane podista. In effetti sul 5X è stata attivata una funzione che consente di capire quando girare senza necessariamente dover visualizzare lo schermo. Una piccola vibrazione informerà degli eventuali cambiamenti di direzione, mentre una freccia rossa indicherà la direzione da seguire. Durante la corsa, il sistema vi informerà immediatamente se siete finiti “fuori strada”. E il fenix 5X è estremamente più preciso dei suoi fratelli minori: sarà l’unico, grazie alle mappe topografiche, a conoscere dove vi troverete esattamente. E il solo GPS in grado di contestualizzare il dato a disposizione: saprà se vi trovate su una pista ciclabile, magari in controsenso e quindi vi indicherà in che direzione andare. Per il fenix 5 o il Forerunner 935 la situazione è diversa. Se vi troverete contromano, oppure in un sentiero senza via d’uscita, l’orologio non vi indicherà di tornare indietro. Ovviamente questo non sarebbe un problema se il file del percorso sarà stato scaricato correttamente. Certo è che in caso d’errore il fenix 5X saprà indicarvi strade alternative, rispetto al percorso iniziale.

Ulteriori funzioni. Finora il fenix 3 aveva una funzione Trackback per tornare alla partenza seguendo lo stesso percorso o comunque in linea retta. Questa funzione è stata confermata nel fenix 5 e migliorata nel fenix 5X, perché le mappe consentono non soltanto di seguire il percorso iniziale, ma anche quelli offerti dalle mappe. Per noi una funzione vitale, non soltanto in montagna, ma anche in città. Il fenix 5X, così come i suoi fratelli minori, consentono di puntare l’orologio verso una determinata destinazione, come un rifugio oppure una cima. Non l’abbiamo testato con Francesco anche perché non ci eravamo persi e c’erano quasi trenta gradi, ma utile in caso di nebbia o di tempo inclemente.

Percorso predefinito. Francesco si è rivelato molto curioso e a fine allenamento mi ha chiesto: “Ma puoi decidere di seguire anche il percorso che abbiamo appena fatto?”. Ovviamente sì e il GPS imposterà l’allenamento come se fosse una sorta di gara, in cui il podista cercherà di competere con sé stesso. Garmin attiverà una sorta di “virtual partner” evoluto e mostrerà ritardo o anticipo rispetto alla corsa precedente.

Percorso Round-trip

Garmin fenix 5XMa la vera novità del fenix 5X, forse non per la montagna, ma sicuramente adatta a chi corre in posti diversi e variegati come me, è la possibilità di correre su un percorso “Round-trip”, ossia ad anello. Basterà indicare al fenix una tipologia di corsa, che influenzerà il risultato del percorso suggerito, una distanza indicativa e una direzione che si vuole seguire. Il dispositivo visualizzerà “immediatamente” tre diverse alternative di percorso ad anello, con relativa cartina altimetrica e mappa. L’attesa non è nemmeno così lunga: scegliendo una dozzina di chilometri, otterremo i tre percorsi in quattro o cinque minuti. Tutto sarà più veloce, più corto sarà il percorso richiesto, e più lontano ci troveremo dalle città. Lo abbiamo provato talmente tante volte in questi due mesi, avendo viaggiato in vari posti in Europa (Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Germania, Polonia… solo per citare i viaggi delle ultime cinque settimane). La nostra sensazione è che funzioni davvero bene, non soltanto nelle grandi città (Madrid, Barcellona, Parigi…), ma anche nelle campagne (nella periferia di Anversa, per esempio). Si riescono a vedere diversi paesaggi che altrimenti si perderebbero, correndo normalmente. Ci è capitato però che l’orologio non fosse in grado di calcolare correttamente un percorso, ciò tipicamente succede vicino agli aeroporti, dove il percorso circolare non sempre è possibile. Per esempio a Varsavia, al terzo tentativo abbiamo optato per il vecchio sistema: correre in maniera lineare e tornare indietro per essere puntuali al primo meeting.

Garmin fenix 5XMa è sicura come opzione? Ovviamente sì, a Madrid abbiamo avuto qualche difficoltà quando il 5X ci indicava di correre contromano, ma in nove casi su dieci abbiamo avuto la possibilità di correre senza preoccuparci del traffico, anche perché tipicamente il dispositivo era in grado di seguire le piste ciclabili presenti sul territorio. Con Francesco l’abbiamo testata solamente a fine allenamento, richiedendo un’uscita di 15 km. Il risultato è mostrato nell’infografica, dove si noterà che i percorsi sono variegati e che la lunghezza sarà approssimativamente equivalente a quanto richiesto.

Mappe. Un capitolo importante è legato alle mappe. La vostra navigazione sarà migliore, più affidabile sarà la mappa a disposizione. Sul fenix 5X sono caricate delle mappe europee predefinite, ma in alcune situazioni un utente sarà più interessato ad avere un dato più specifico. Quali mappe esistono? Sicuramente tutte le mappe topografiche delle principali capitali europee, ma anche quelle dei trail. Alcune sono gratuite, altre a pagamento. Per esempio, la versione meno costosa di quelle dei trail, per la parte orientali delle Alpi, chiamate BirdEyes, costano 30 euro. Esistono altre opzioni sul sito Garmin, che vi invitiamo a controllare. Ovviamente le mappe standard sono gratuite, ma quelle a pagamento dispongono dei percorsi trail più dettagliati. Come indicato nell’infografica, alcune mappe sono già disponibili di default. Attenzione a disattivare alcune mappe nel caso in cui siano relative alla stessa area geografica.

Punti d’interesse e fenix 5X

Un’altra funzione davvero unica per il fenix 5x è la possibilità di correre in direzione di uno specifico punto d’interesse. Se sembra a prima vista una funzione inutile, potreste pensare che durante una corsa o semplicemente in un lungo abbiate bisogno di cercare un rifornimento, oppure qualcosa da mangiare. Vi potrebbe servire sia se state correndo, sia durante un’escursione in montagna. Un’altra opzione, nel caso di viaggio di lavoro, sarebbe la possibilità di andare a vedere un particolare monumento della città. Ho testato la funzionalità con il mio capo americano che voleva assolutamente vedere l’Arena di Verona. Don’t worry, boss: ci arriveremo in quindici minuti, anche correndo lentamente. Senza i punti d’interesse non sarei stato in grado di rispondere, a meno di tirare fuori un iPhone, ma alle sei del mattino non si è così lucidi. Il vantaggio di questa funzione è che non richiede l’utilizzo di un telefono né di connessione a Internet: è stata semplicemente trasferita la funzione sui vecchi dispositivi Garmin per la navigazione con l’auto.

Around me. Non tanto per la corsa, ma quanto per shopping o per turismo, esiste la possibilità di vedere quali siano i punti d’interesse vicini a noi. L’abbiamo usata a Parigi dopo la maratona. Non avendo avuto uno smarphone post-gara, per capire come tornare al metrò più vicino, ho interrogato il fenix 5X che mi ha portato alla fermata più vicina. Senza tediare troppo il lettore, ci sono funzioni per limitare la selezione a un determinato quadrante dei punti d’interesse, per chi fosse interessato. Ma quanti lo saranno veramente?

Tutto sommato i punti d’interesse sono relativamente utili a chi corre, molto di più a chi cammina o compie delle escursioni in montagna. Senza dimenticare però che uno smartphone offre esattamente le stesse funzioni, su uno schermo decisamente più grande. Personalmente li utilizzerò a fine mese per le ripetute in Piazza Rossa a Mosca.

L’opinione dell’atleta Francesco Puppi

E cosa ne pensa Francesco? Qui di seguito le sue impressioni a caldo, nel post-allenamento.

Garmin fenix 5XHo avuto modo di testare il Garmin fenix 5X durante un allenamento di circa 1h15′ per 18 km con Massimiliano “Massi” Milani, che mi ha portato a conoscere i suoi percorsi in Valle Olona. Abbiamo corso prevalentemente sulla ciclabile lungo il fiume, che alterna tratti di asfalto ad altri sterrati, brevi salite, qualche singletrack e pochi attraversamenti ben segnalati. Con l’aiuto di Massi, ho volutamente provato il GPS senza prima informarmi sui dettagli dell’utilizzo, in modo da poter fornire un giudizio il più possibile obiettivo, valutare le caratteristiche e apprezzarne l’intuitività d’uso. La mia recensione si limiterà alle sensazioni provate in questo unico test, integrate dalle specifiche fornite da Garmin sul fenix 5X disponibili sul sito e dal riepilogo dei dati dell’allenamento su Garmin Connect.

Prime impressioni. Il Garmin fenix 5X è un orologio curato nei minimi dettagli, a cominciare dall’estetica: ha un aspetto molto più casual e meno “sportivo” rispetto alla maggior parte dei GPS, e potrebbe benissimo essere considerato un accessorio al pari di un paio di Ray-Ban. La prima caratteristica che si avverte indossandolo è il peso: 98 g che si sentono, per chi come me è abituato a orologi o GPS di livello decisamente inferiore, ma molto più leggeri. Durante la corsa, specialmente all’inizio, ho potuto avvertire l’inerzia dovuta al peso aggiuntivo sul polso destro a ogni oscillazione del braccio, anche se questa sensazione tende progressivamente a scomparire. Il sensore ottico per il cardiofrequenzimetro richiede che il cinturino sia piuttosto stretto, cosa che mi ha causato qualche piccolo fastidio e che comunque potrebbe dare problemi se avete un polso particolarmente magro.

L’utilizzo, se dovete “solamente” (!) correre, è molto semplice e intuitivo: la visualizzazione delle diverse schermate di allenamento è immediata, il display è grande e ben leggibile. È possibile impostare diversi rilevamenti, Auto Lap e notifiche di cui veniamo avvisati tramite una vibrazione dell’orologio oppure con un “bip”. Il pace può essere visualizzato sia come velocità media che istantanea; un’utile (e più accurata) informazione rispetto alla velocità istantanea è il “configurable pace”, cioè la velocità media calcolata su un intervallo di tempo prescelto (per esempio 10”).

Ho apprezzato molto il dato sulla potenza che è possibile visualizzare sull’orologio grazie ai dati inviati dal footpod di Stryd, da applicare su una scarpa con un semplice sistema di aggancio. Provando a effettuare qualche allungo in salita o in pianura, è possibile conoscere in tempo reale la potenza espressa a diverse intensità di corsa e su diversi terreni.

fenix 5X e la navigazione. Per quanto riguarda la navigazione, ho riscontrato qualche problema nel caricamento delle mappe. Una volta disponibili sul display, non sempre è immediato distinguere strade, sentieri ed elementi topografici: potrebbe essere necessario rallentare l’andatura, ma questo probabilmente è solo dovuto alla mia scarsa esperienza. Dopo 18 km di corsa, la differenza di misurazione tra il fenix 5X e il mio Polar M400 è di 100 m (rispettivamente 18,02 km e 18,12 km misurati). La cadenza di passo misurata è esattamente la medesima (178 passi al minuto), mentre il dislivello effettuato (elevation gain) registra una differenza percentuale importante (117 m per il fenix, 180 m per il Polar, oltre il 50% di differenza). Tendo ovviamente a considerare più accurato il dato del fenix, che integra i dati topografici con quelli dell’altimetro barometrico non presente nel Polar M400.

Garmin fenix 5XGarmin fenix 5XSintesi dell’allenamento. Al termine dell’allenamento è semplice accedere al riepilogo dei dati registrati, tra cui anche il calcolo del tempo di recupero, training benefit e VO2max. Sulla piattaforma Garmin Connect, alcuni parametri interessanti da visualizzare sono il ground contact time (per esempio, valutarne la variazione in funzione di salite, discese e soprattutto del ritmo: su 1 km corso a 3’10” il tempo di contatto con il suolo è in media 175 ms, a 4’00” al km è circa 215 ms, nel mio caso), e la leg spring stiffness (disponibile di nuovo grazie al sensore Stryd), che misura la rigidità, nel senso di forza, durezza ed efficienza, di muscoli e tendini delle gambe. Una maggiore LSS può indicare un miglioramento nell’economia di corsa, proprio come una molla più rigida può accumulare più energia elastica a parità di allungamento.

Round Trip Creator. Da ultimo, Massi mi ha mostrato come impostare il “Round trip course creator”, che forse è la funzione più sorprendente e che fa salire davvero molto il mio entusiasmo per questo GPS.  Impostata una distanza per l’allenamento che vogliamo sostenere, l’orologio è in grado di calcolare e proporre nel giro di due o tre minuti tre diversi percorsi ad anello lungo strade, sentieri e ciclabili adatti alla corsa (soprattutto con poco traffico, su strade percorribili!), mostrarci la mappa e guidarci nell’itinerario! Funzione davvero utile per chi si trova spesso a correre in luoghi che non conosce. Le valutazioni del fenix 5X vanno fatte anche prendendo in considerazione il prezzo (750 euro), non proprio accessibile a tutti: tuttavia è un orologio completo, preciso e estremamente ricco di dettagli.

Sintesi di Francesco. Basandomi sulla mia esperienza di atleta, ritengo che la quantità di informazioni che il fenix può fornirmi durante i normali allenamenti sarebbe decisamente superflua e non sfrutterei che in minima parte le sue potenzialità. Per allenarmi e gareggiare ho bisogno di un GPS più leggero, snello e agile. Tuttavia, sarebbe interessante approfondirne le funzioni e utilizzarlo in ambiente di montagna. Inoltre, capisco che mi aiuterebbe molto valutare lo sviluppo temporale dei parametri e degli indici di corsa forniti dal fenix in funzione dei miglioramenti e della mia crescita atletica. Ringrazio Massi per la sua disponibilità e per avermi dato la possibilità di provare un GPS così completo e innovativo.

Conclusioni e approfondimenti

Garmin fenix 5XIl Garmin fenix 5X è davvero un orologio eccezionale, esteticamente molto bello, da usare in qualunque occasione, anche con giacca e cravatta. Per quanto concerne gli allenamenti e soprattutto quelli svolti in montagna o sui sentieri, il dispositivo ha funzionalità uniche, un software e hardware superiori al miglior concorrente. La visualizzazione delle mappe è abbastanza utile, ma lo schermo a disposizione è sicuramente più piccolo rispetto a quanto offerto dal più scadente smartphone di ultima generazione. La funzione del percorso Round-Trip è davvero eccezionale, perché consente di seguire percorsi che non sarebbero mai stati visti altrimenti: a Barcellona ho attraversato in centro luoghi che in un anno di lavoro nella città catalana non avevo mai notato. Certo però che il rapporto qualità prezzo è un po’ elevato, considerando che molte opzioni del fenix 5X si possono ottenere con un banale telefono. Se cercate un orologio che possa offrirvi un sistema completo di navigazione, che al tempo stesso sia esteticamente piacevole, senza ombra di dubbio avete trovato ciò che cercavate.

Ma come ha notato immediatamente Francesco dopo un minuto di utilizzo, il 5X è probabilmente troppo pesante per gareggiare. Ma siamo davvero sicuri che questa sia la funzione principale del fenix 5X? Quanti caricheranno su Strava o Garmin Connect le sedute d’allenamento con il 5X? Per noi, il fenix 5X è davvero un orologio a tutto tondo, consigliato a chi voglia usarlo tutto il giorno. Un Vice Presidente della mia azienda, con un Panerai al polso, mi ha recentemente detto: “Finalmente ti sei comprato un orologio serio”, una promozione completa! Se dovete gareggiare per il Personal Best, vi suggeriamo invece di optare per il Forerunner 935, di cui tra pochi giorni troverete la nostra recensione.

A fine uscita, abbiamo visto Francesco (partner davvero affidabile, ottimo compagno d’avventura e tester eccezionale), molto concentrato a confrontare i dati del suo orologio con il 5X. Così assorto nei suoi pensieri che mi ha dato davvero l’impressione di essere entrato nella parte di tester come un vero professionista. Per questa ragione lo abbiamo già invitato per una seconda uscita. Questa volta useremo l’orologio di punta della divisione fitness Garmin: accetterà?

Per approfondimenti e acquisti:




Garmin Connect IQ, la guida dettagliata

Garmin Connect IQ

Avete appena comprato un nuovo orologio Garmin Forerunner e dopo aver caricato il primo allenamento sulla piattaforma Garmin Connect, vi siete imbattuti nella sigla Garmin Connect IQ? Se come noi siete rimasti incuriositi dal concetto, avrete probabilmente cercato una guida per usare al meglio questo strumento offerto da Garmin. Come suggerito nel nostro modulo di crowdwriting, una vera sintesi in italiano non esisteva ancora. Massi ha quindi provveduto a illustrare il concetto con le consuete infografiche e ha descritto come usare al meglio la nuova piattaforma Garmin Connect IQ.
E dopo questo articolo, se in gara non utilizzate solo ed esclusivamente “Race Screen”… niente Personal Best per almeno un anno! ;-)

Garmin Connect IQ, la recensione della piattaforma fitness

Nel 2014 Garmin ha avuto un’idea geniale: lanciare una piattaforma fitness che consentisse ai principali programmatori al mondo di sviluppare applicazioni e programmi sugli orologi della casa del Kansas, proprio nello stesso identico modo delle App per iPhone o Android. Se ci pensate, come il primo iPhone con le poche funzioni sviluppate dai programmatori Apple, anche gli orologi GPS sono estremamente limitati. Ma dopo un paio di anni dal lancio, l’Apple Store ha visto uno sviluppo enorme e nessun utente ora si sognerebbe di usare le sole funzioni standard del telefono di Cupertino. Garmin Connect IQ è esattamente lo stesso concetto applicato agli orologi GPS e in generale ai dispositivi Garmin. Anche qui, come tutte le cose innovative, l’avvio è stato in sordina: al lancio della piattaforma Garmin Connect IQ non esistevano sviluppi particolarmente interessanti. Ma il tempo ha dato ragione alla scelta iniziale di Garmin e la piattaforma nel 2017 si è evoluta, a tal punto che è stato lanciato un nuovo standard Connect IQ 2.2 e il numero di App è aumentato esponenzialmente.

Ma cos’è esattamente la piattaforma Garmin Connect IQ? A cosa serve? Quali sono le principali funzioni? Come sta evolvendo? Tra la pletora di dati disponibili, quali suggerite di usare? Potreste fare un esempio? Dodici mesi fa non ci saremmo mai sognati di preparare una recensione, ma ora la piattaforma è diventata matura e l’interesse dei podisti italiani è cresciuto oltremodo. Nel seguito troverete la risposta a queste domande, ma descriveremo anche il miglior campo dati per gareggiare con gli orologi Garmin.

Visto che l’articolo è per specialisti e vi potrebbero interessare soltanto alcune parti, abbiamo predisposto le relative sezioni, a cui potete accedere direttamente, premendo il link allegato:

Garmin Connect IQ, una sintesi

Garmin Connect IQAnche se solitamente si associa Connect IQ solamente ai campi dati, in realtà la piattaforma prevede quattro diversi tipologie di utilizzo: Quadranti orologio, Campi dati, Applicazioni e Widget. Le illustreremo nel seguito.

Quadranti orologio. In inglese face views, sarà da noi semplificato come “orologi”. Dalla piattaforma Garmin Connect IQ si possono scaricare diversi “orologi” virtuali, che forniscono informazioni molto più avanzate rispetto a quelli disponibili. Alcuni degli orologi sono esteticamente più affascinanti, altri mostrano una miriade di dati, alcuni invece presentano informazioni recenti sugli allenamenti. Quale scegliere? ne parliamo sotto.

Campi dati. Questi campi di dati vengono visualizzati durante un allenamento e sono sicuramente il valore aggiunto della piattaforma. Non soltanto il dato sarà visualizzato, ma potenzialmente potrà essere esportato sul file .fit generato dall’applicazione.

Applicazioni. Le applicazioni sono veri e propri programmi che sostituiscono quelli standard Garmin, come per esempio la funzione “corsa”. Tali App gestiscono le risposte alla pressione dei tasti dell’orologio, la visualizzazione e la registrazione dei dati. Sono sicuramente le applicazioni dal miglior potenziale, ma richiedono un grande sforzo di sviluppo. Parlando con gli sviluppatori Stryd, ci hanno detto che nessuno vuole privarsi dalla App “corsa” di Garmin, e copiare tutte le funzioni è uno sforzo enorme per start-up consolidate, figuriamoci per dei giovani programmatori. Per esempio, come ricorderete leggendo la recensione del Garmin fenix 5, soltanto l’App Corsa vi fornirà la stima del VO2max. Come si fa a fare senza? Chi sviluppa un’App, dovrà riprogrammarla interamente.

Widget. Un widget è semplicemente uno schermo supplementare del dispositivo ed è visualizzabile premendo le frecce up e down dell’orologio. Sono facilmente programmabili, e sono pensati per il collegamento ai dati dello smartphone. I più famosi consentono di visualizzare le temperature esterne, ma anche i dati della borsa di New York. L’unica limitazione è che non possono registrare dati o integrarsi con sensori esterni.

Se queste sono le opzioni disponibili, in pratica come si utilizzano? E a chi servono? E quali sono le migliori tre per ogni tipologia? Negli ultimi dodici mesi abbiamo visto un’enorme esplosione nel numero di applicazioni disponibili per gli orologi Garmin, e questo ha migliorato notevolmente la funzionalità. Secondo noi, la piattaforma Garmin Connect IQ aiuta ad aggiungere funzioni negli orologi Garmin di medio livello come Garmin Vivoactive o Forerunner 235 (i due dispositivi dal miglior rapporto qualità/prezzo), che mancano di dati avanzati. Purtroppo non è ancora possibile visualizzare le dinamiche di corsa Garmin su questa tipologia di orologi. Infine, Garmin ha attivato la possibilità di controllare le nostre tecnologie casalinghe, oppure prenotare Uber dal polso. Non vedo l’ora di provarlo negli States, anche se forse sembra più materiale di marketing, visto che l’iPhone è sempre a portata di mano. O mi sbaglio?

Orologi Garmin Compatibili Connect IQ

Garmin Connect IQLa lista degli orologi compatibili con Garmin Connect IQ è visualizzabile nell’infografica allegata, abbiamo incluso soltanto i dispositivi per la corsa, trascurando quelli per il ciclismo o per il trekking. In sostanza sono inclusi tutti gli orologi di fascia medio/alta a partire dal Garmin 630, che abbiamo recensito nel 2016. Però solo gli ultimi modelli avranno a disposizione la versione 2.2, che consente una migliore gestione della memoria, un accesso più dettagliato ai sensori e un salvataggio dei dati in memoria. Per non annoiare il lettore, ci limitiamo a dire che le nuove potenzialità finora non hanno impatto sulle applicazioni attuali, ma lo sviluppo di quelle future funzionano solo sui nuovi dispositivi.

Campi dati Connect IQ, a cosa servono?

Garmin Connect IQGarmin Connect IQI campi di dati Connect IQ sono… campi dati aggiuntivi, da aggiungere alle pagine di allenamento in qualsiasi modalità sportiva. Per esempio, se su una pagina stiamo visualizzando il passo medio e istantaneo oltre alla distanza, potremmo aggiungere un nuovo campo dati che mostra lo Strava Suffer Score.

I campi dati potranno essere aggiunti a ogni pagina dati. Al posto di scegliere una determinata categoria metrica, sarà possibile indicare Connect IQ e selezionare per esempio “Strava Suffer Score”. L’unica condizione necessaria sarà aver scaricato il relativo programma dalla piattaforma e non aver già selezionato altri due campi. Per questioni di memoria, saranno soltanto due i campi a disposizione, ma non disperate: ogni campo dati potrebbe contenere anche dieci dati simultaneamente! Oltre all’evidente funzionalità di visualizzazione, un campo dati può anche registrare nuove informazioni nel file .fit e può essere personalizzato facilmente da Garmin Connect.

Il campo dati si divide in quattro tipologie, descritte nell’infografica:

Garmin Connect IQCampi multipli. Semplicemente un campo dati contiene tantissime informazioni. Scegliere un campo multiplo è particolarmente utile in alcuni orologi che supportano solo tre campi.

Valori calcolati. Un campo dati può visualizzare un rapporto tra dati grezzi, come la percentuale della frequenza cardiaca oppure la potenza relativa.

Integrazione con sensori. I nuovi sensori, tranne Runscribe, hanno approfittato di Connect IQ per integrare i loro dati con gli orologi Garmin. Per esempio, come mostrato nell’infografica, Stryd utilizza un campo dati per visualizzare la propria stima di potenza, oltre a registrare metriche extra come il tempo di contatto al suolo.

Dati grafici. Un campo dati può essere utilizzato per visualizzare graficamente i dati, per esempio un grafico della frequenza cardiaca.

Garmin Connect IQPer TheRunningPitt.com i tre migliori sono Race Screen, descritto nel seguito, Single Run, scaricato 112.000 volte e Flexirunner, scaricato 13.000 volte.

Orologi Garmin Connect IQ

Garmin Connect IQSulla piattaforma Garmin Connect IQ, i quadranti degli orologi sono quelli più diffusi di tutti, perché permettono di sostituire le schermate predefinite sul dispositivo Garmin e sono più facili da sviluppare. Non è una funzione innovativa, ma è sicuramente un’opzione che piace: ActiFace, la watch face più popolare, è stata scaricata 660.000 volte. Nulla a che vedere con Clash Royale, ma la testimonianza di un discreto successo della piattaforma. Il trasferimento avverrà attraverso Garmin Express e il sistema aggiornerà automaticamente il nuovo orologio di default.

Garmin Connect IQAlleghiamo la consueta infografica di sintesi, oltre ai tre migliori orologi Garmin Connect IQ, Gear Min, e No Frills, rispettivamente scaricati 300.000 e 270.000 volte.

I widget Garmin Connect IQ

Garmin Connect IQOltre agli orologi, Garmin ha attivato anche la funzione widget, che sono schermate supplementari a disposizione dell’utente per visualizzare dati particolari. I widget sono attivabili nella maggior parte dei dispositivi Connect IQ semplicemente premendo il tasto up/down o premendo il display touch screen. I widget sono stati progettati per estrarre dati dagli smartphone e hanno avuto un impulso soltanto a fine 2015, quando Accuweather decise di attivare il relativo widget. Per ora è stata scaricata oltre 200.000 volte.

I widget possono essere abilitati e disabilitati nella configurazione dell’orologio e non occuperanno grandissimo spazio nella memoria. Non vi consigliamo di utilizzare i widget per investire in borsa, ma chiaramente la parte del leone la faranno gli applicativi legati alle previsioni del tempo.

Garmin Connect IQA parte Accuweather, sul podio troveremo Sun and Moon di Garmin oltre al Widget Weather, entrambi scaricati rispettivamente 71.000 e 87.000 mila volte.

Le App Garmin Connect IQ

Garmin Connect IQDulcis in fundo, Garmin ha attivato vere e proprie applicazioni, chiamate App. È lo strumento più importante della piattaforma e sono state pensate per funzionare in maniera completamente indipendente dalle altre App, proprio come sugli smartphone. Come ricorderete, a partire dal Garmin fenix 3, sono state attivate delle App standard, che gestiscono in maniera flessibile i dati a disposizione. Le App Garmin Connect IQ non sono nient’altro che delle App personalizzate!

Sarà facile capire la differenza tra le due tipologie. Sul nuovo fenix 5, ma anche sul vecchio fenix 3, si troveranno App standard come la bici indoor oppure il nuoto in acque libere. Nella parte inferiore dello schermo, troverete alcune App IQ, come Stryd o TrainingPeaks, quest’ultima riservata ai possessori di un abbonamento premium.

Garmin Connect IQPer ora non ci sentiamo di consigliare di utilizzarle, ma le tre migliori sono Dwmap, uno strumento di navigazione, Stryd e Workout Genius, quest’ultima sviluppata da un certo Robinson Milani. L’abbiamo messa al terzo posto per evitare un conflitto di interesse! Ma davvero utile per ottimizzare le sedute intense. A eccezione di Dwmap, che offre un valore unico ed è stata scaricata 360.000 volte, per le ragioni descritte precedentemente, le App sono le meno popolari in assoluto, con Stryd 5.000 volte, e Workout Genius (freemium) per 8.000.

Come gareggiare con un Garmin

Per mostrare un esempio degli sviluppi del Garmin Connect IQ, vorremmo citare la migliore applicazione della piattaforma Garmin. Programmata nel 2016, si tratta in realtà di un campo dati che consente di fare qualcosa che era finora impossibile con un Garmin.

Race Screen, questo il nome dell’applicazione, è un campo dati che visualizza le informazioni più rilevanti per correre una gara. L’aspetto più interessante della App è che consente di correggere la differenza tra la distanza misurata dal GPS e la distanza effettiva del percorso corsa. Come? Basterà semplicemente premere il pulsante Lap, una volta superato il cartello chilometrico: il sistema magicamente aggiornerà dopo pochi secondi la distanza, aggiornando contestualmente il ritmo medio.

Come tutti i podisti amatori sanno, la distanza misurata da un dispositivo GPS differisce SEMPRE dalla distanza ufficiale. A volte per l’impossibilità di correre sulla linea ideale rispetto a quanto misurato dall’organizzazione, a volte per i limiti dei GPS, raramente per gli errori di misurazione. Di fatto non c’è mai equivalenza tra cartello chilometrico e misurazione GPS. Finora il suggerimento di Gianmarco era misurare manualmente con i cartelli e basarsi sulla media chilometrica manuale. Ma questa raccomandazione non consentiva di valutare il passo medio complessivo, a meno di fare calcoli mentali improbabili. Finora il ritmo medio visualizzato sul Garmin era inutile.

Finalmente qualcuno ha pensato ad un’idea geniale: aggiornare automaticamente la distanza sull’orologio al passaggio del cartello chilometrico. Potrete finalmente dire al vostro Garmin che sono 18 km e non 18,3 km o 17,7 km. Premendo il pulsante Lap al passaggio del 18° chilometro, il campo Race aggiornerà la distanza media ma anche il ritmo medio. Ma ci voleva davvero tanto a pensare a una cosa così semplice? E se vi dimenticate di premere il tasto Lap al passaggio del cartello chilometrico? Nemmeno quello è un problema, perché il campo arrotonda il dato sulla base della distanza visualizzata. L’abbiamo provato alla Wings for Life 2017 per sessantotto volte, sembra davvero funzionare molto bene. Se nella configurazione imposterete una distanza di gara, la schermata di corsa vi indicherà anche il tempo previsto di arrivo, supponendo di mantenere il ritmo degli ultimi sessanta secondi (non il ritmo medio) fino alla fine. Il campo infine cambierà colore dello sfondo quando sarete in ritardo rispetto all’obiettivo.

Garmin Connect IQSiccome vi sarete stancati di leggere, abbiamo predisposto un’infografica che illustra i dati a disposizione dell’utente durante la corsa con Race Screen.

Conclusioni e approfondimenti

Due anni fa eravamo davvero scettici sulla capacità di Garmin di far crescere la piattaforma Garmin Connect IQ. Ci eravamo sbagliati. A giugno 2017 la piattaforma è un valore aggiunto degli orologi Garmin, permettendo anche a quelli meno recenti di utilizzare funzioni che fino al 2015 erano riservate alla fascia alta del mercato. Nessun concorrente Garmin è stato in grado di trovare una soluzione compatibile o equivalente. Garmin Connect IQ rappresenta lo strumento all’avanguardia della società americana, almeno in attesa che gli smartwatch prendano il sopravvento, tra qualche anno. Magari anche qui ci sbaglieremo! Sono davvero impressionato da quanto visto quest’anno con Connect IQ 2.2. Se avessi a disposizione qualche euro, penserei davvero a come spenderli per comprare un nuovo Garmin compatibile con la piattaforma Connect IQ.

Per ulteriori approfondimenti, suggeriamo la lettura delle seguenti recensioni e articoli:




“Garmin 10K 2017” a Jesolo, ritorno alla normalità

Garmin 10K 2017

Garmin 10K 2017Terza gara in quattro settimane, ma la prima in piano (finalmente!) dopo l’esordio su e giù nel bosco e la successiva con solo salite e discese su asfalto. Percorso già sperimentato nel 2015, con qualche piccola modifica nei primi chilometri, ma grande differenza a livello climatico: due anni fa infatti scrivevo “… la temperatura è ideale per correre…” grazie alla pioggia caduta fino a qualche ora prima, sabato invece sembrava la classica serata estiva, tanto da rendere quasi superfluo il riscaldamento iniziale con l’amico Stefano, atleta della Nazionale Italiana di Pesca in Apnea (aka “Il killer dell’Adriatico”).

Mi piazzo come sempre nelle prime file, ma mi faccio sorprendere allo sparo (forse mi sono perso l’“Ai vostri posti…”, o forse non l’hanno proprio detto!), tanto da ricordarmi di far partire il GPS solo una trentina di secondi dopo.
L’idea era di partire in controllo per poi andare in progressione nella seconda parte di gara, ma mi superano talmente in tanti che mi faccio anch’io trascinare da un ritmo troppo alto, soprattutto considerando le condizioni climatiche che suggerirebbero prudenza nella prima parte. Corro dal cartello del 1° a quello del 2° chilometro in 3’23” (con tre curve), i successivi due chilometri sulla ciclabile li percorro in 6’50”, effettuando già qualche sorpasso. Continuo a superare anche tra il 4° e il 6° km (7’06” manuali, con un cavalcavia in mezzo) e tra il 6° e l’8° (sempre 7’06” manuali). Ultimi due chilometri sul vialone centrale, davanti vedo diversi atleti raggiungibili, ma la sensazione di caldo e la partenza sicuramente troppo “allegra” non mi permettono di cambiare marcia: riesco ad effettuare un unico sorpasso (3’35” manuali tra il cartello dell’8° e del 9° km), concludendo all’undicesimo posto assoluto a 23” dal decimo, in 34’52”, poco sotto i 3’30” al km (classifica completa, GPS della gara). Arrivo in albergo per la doccia, mi guardo allo specchio e prendo paura: è completamente ricoperta di moschini! Un vegano si sarebbe tagliato le vene seduta stante… :-)

Rispetto a due anni fa, ho corso più velocemente la prima parte di gara per poi rallentare nel finale, com’era del resto prevedibile. Ora quattro settimane di allenamenti pensando esclusivamente alla pista (un 5.000 m a fine giugno come obiettivo), con in mezzo forse ancora una gara corta su strada. Nelle settimane passate sono andato in pista già quattro volte, dovrei riuscire ad andarci ancora almeno altre sei volte.

Garmin Running Dynamics Pod, la recensione dettagliata

Garmin Running Dynamic Pod

Garmin da qualche settimana ha introdotto sul mercato italiano un nuovo footpod (“Garmin Running Dynamic Pod” in Italia, la versione internazionale invece è chiamata “Garmin Running Dynamics Pod”), l’avevamo già descritto durante la recensione del fenix 5. Da aprile “Massi” l’ha testato e ha preparato la sua consueta recensione dettagliata, focalizzandosi sulla domanda: “Ma a chi e a cosa serve?”.

Garmin Running Dynamic Pod, la nostra opinione

Garmin Running Dynamic PodAlla ricerca della continua innovazione, Garmin in concomitanza con il lancio del Forerunner 935, ha introdotto un nuovo piccolissimo oggetto per supportare i podisti amatori ad analizzare al meglio le proprie dinamiche di corsa. Come ricorderete nella recensione, la mia valutazione dell’idea era positiva, pur essendo scettico sul suo utilizzo pratico. Dopo tre anni di analisi e con l’acquisto di strumenti alternativi, ho rivalutato l’idea, pensando soprattutto al lungo termine e alla riduzione della possibilità di infortunio. Ero quindi molto curioso di capire come Garmin avesse migliorato il concetto e cosa avesse cambiato con questo nuovo footpod, un oggetto che si tiene tranquillamente sul palmo di una mano e che sostituisce integralmente la fascia cardio, finora l’unico strumento per ottenere le dinamiche di corsa. L’oggettino è chiamato Running Dynamic Pod, per ora non esiste una vera traduzione italiana, ma dagli amici è indicato come “RD Pod” o più semplicemente Garmin Pod. Abbiamo testato la versione appena uscita per alcune settimane, ora abbiamo una visione chiara e completa dello strumento, soprattutto conoscendo perfettamente il funzionamento delle dinamiche.

Come al solito, le domande nascono spontanee: vale davvero la pena spendere 60-70 euro per un oggetto che non aggiunge nulla ai dati attualmente a disposizione? Ma il calcolo del contatto al suolo e dell’oscillazione verticale è esattamente identico rispetto a quello rilevato dalla fascia? Come deve essere posizionato il sensore sul corpo per poter ottenere dati adeguati? Qual è il rischio che si possa staccare? E soprattutto, con quali orologi è compatibile? Quali caratteristiche lo rendono diverso rispetto a Runscribe e Stryd?

Questa recensione sarà relativamente dettagliata ma non parleremo delle dinamiche di corsa, avendolo già fatto nel 2016 in maniera completa, aggiornando successivamente l’articolo nel maggio 2017 per includere ulteriori considerazioni suggerite dai lettori. Considerato che Garmin non ha aggiunto nuove funzioni rispetto alla fascia Garmin HRM-Run, limiteremo la nostra recensione alle modalità di utilizzo e al confronto con i dati estratti dalla fascia.

Compatibilità del Pod

Garmin Running Dynamic PodUna premessa è fondamentale prima di continuare a leggere: il Garmin Running Dynamic Pod non è compatibile con tutti gli orologi del mercato. Solamente gli ultimi modelli dotati di Garmin Connect IQ v2.0 possono collegarsi al Running Pod. Non compratelo se non avete uno dei seguenti:

Garmin fenix 5, 5S e 5X
Garmin Forerunner 935
Garmin Forerunner 735

Da quanto sembra trapelare, il problema è più tecnologico che di marketing. Guardando a quello che è successo nel passato, non sembra plausibile che le versioni precedenti di orologi Garmin possano ricevere un upgrade. Ma nella tecnologia, mai dire mai. Per questa ragione, vista la diffusione dei nuovi modelli, sembrerebbe che il Running Dynamic Pod non avrà nel breve termine grandi vendite. Se non fosse soltanto un problema tecnico, riteniamo che Garmin abbia commesso un errore. Dal nostro punto di vista, soprattutto chi utilizza ancora il Garmin Forerunner 920XT, peraltro senza sensore ottico, oppure il fenix 3 HR, sarebbe molto probabilmente interessato ad acquistare questo piccolo oggettino, dal costo relativamente basso per le funzioni a disposizione. Tenete conto che il Footpod tradizionale si trova su Amazon a 50-60 euro, mentre il prezzo di listino è di 69 euro. Può essere usato da altre marche e modelli? La risposta è ovviamente no: anche se è Ant+, le dinamiche non saranno visualizzate e al massimo avrete a disposizione la cadenza, che però troverete anche su footpod a metà del costo. Si noti infine che l’RD Pod non è Bluetooth.

Motivazioni del Running Dynamic Pod

A cosa serve davvero il Pod? L’attento lettore se lo è chiesto già a fine marzo alla pubblicazione dell’annuncio dell’uscita del Pod. Ma se non aggiunge alcun dato a quelli già esistenti, perché Garmin ha deciso di ideare e produrre uno strumento di questo tipo?

Garmin Running Dynamic PodIl Garmin Running Dynamic Pod è stato pensato per chi ha deciso di abbandonare la fascia cardio. Finora, senza fascia cardio non era possibile misurare le dinamiche di corsa. Il Running Pod ha proprio risolto questo problema: indossandolo e collegandolo al GPS, si riesce a calcolare il tempo di contatto al suolo, l’oscillazione verticale e gli altri dati senza la fascia. Non potremmo in realtà parlare di footpod, ma soltanto di pod, perché trattasi di un accessorio che tecnicamente si indossa sui pantaloncini tramite un clip. È lo stesso concetto già applicato sul sensore Lumo, che sfortunatamente non abbiamo ancora avuto modo di testare. Esistono diversi studi che suggeriscono che un sensore al busto consenta un miglior calcolo di alcune delle dinamiche di corsa e Garmin ha adottato questa scelta, vedremo nel seguito che impatto abbia sulla valutazione dei dati, in particolare con l’impatto del contatto al suolo.

Unboxing

Garmin Running Dynamic PodLa scatola è relativamente grossa pensando al contenuto minuscolo che ospita. Il contrasto tra il grigio della confezione e il giallo sgargiante del Running Pod ipnotizza oltremodo il lettore. Sulla parte posteriore della scatola troveremo tutte le caratteristiche del Pod in estrema sintesi, davvero un grande passo avanti rispetto al recente passato. Una volta aperta la scatola, il solito piccolo manuale ci separa dall’utilizzo. Dobbiamo davvero leggerlo per capire come funziona? Letto il manuale troveremo comunque una sorpresa. Infatti, la foto di copertina rende il Pod decisamente più grande della realtà. Appoggiandolo sul palmo della mano, la sensazione è che il Running Dynamic Pod sia veramente piccolo. Il Pod, dal peso di 12 grammi, è davvero minuscolo. Non troverete alcun cavetto di ricarica perché come il Footpod tradizionale, l’RD Pod si caricherà con una pila anch’essa minuscola. Non a caso infatti Garmin non ha scelto la pila tradizionale CR2032, ma una versione più piccola CR1632, normalmente utilizzata per i telecomandi dei cancelli automatici, per le chiavi delle automobili o per dispositivi medici minuscoli. La pila avrà una durata di 700 ore, ossia il 40% in meno di quelle tradizionali: il prezzo da pagare per le dimensioni ridotte.

Associazione a Garmin fenix 5 e Forerunner 935 e 735

Garmin Running Dynamic PodIl Running Dynamic Pod si associa davvero facilmente, ma per chi avesse dimenticato come si aggiunge un sensore, ecco un piccolo tutorial. La buona notizia per chi possiede un Forerunner 735 è che non si deve fare nulla: l’RD Pod si collega automaticamente. Per gli altri due modelli compatibili, fenix 5 e Forerunner 935, basta scegliere il sensore (impostazioni → sensori e accessori → aggiungi nuovo → RD Pod), e il collegamento sarà effettuato molto rapidamente.

Una volta completata la seduta d’allenamento, resterete sicuramente sorpresi da un messaggio che vi invita a scollegare e staccare il pod dal pantaloncino sulla schiena. Anche se il piccolo sensore è impermeabile a 50 metri, il rischio di lasciarlo attaccato ai pantaloncini resta alto. Si narra che qualcuno lo abbia lasciato attaccato al pantaloncino e che sia stato ritrovato solamente all’interno della lavatrice. Per gli atleti distratti, uomo avvisato, mezzo salvato. Per gli altri, nessun problema.

Dati, contatto con il suolo

Garmin Running Dynamic PodMa quali dati sono disponibili nel Pod? Sono gli stessi della fascia, esattamente quelli che avete già trovato fin dal 2015 con il lancio del Garmin Forerunner 630. Ma sono esattamente identici? Abbiamo fatto una piccola analisi statistica per confermare che in effetti non c’è una grande differenza tra le metriche rilevate. Per testarlo, abbiamo preso una fascia Garmin HRM-Run e il nostro nuovo Running Dynamic Pod e li abbiamo collegato ai due ultimi modelli Garmin fenix 5 e Forerunner 935. Per la prova del nove, abbiamo anche utilizzato Stryd e Runscribe, e confrontato i numeri del tempo di contatto con il suolo che è probabilmente la metrica più rilevante da osservare. Abbiamo corso un fartlek Moneghetti con l’obiettivo di testare diversi ritmi senza correre troppo a lungo o troppo intensamente ma avendo la possibilità di analizzare più di cinquemila dati per ogni sensore. Abbiamo prodotto una sintesi nella (ormai) consueta infografica.

Quale sono stati i risultati? Tutto relativamente equivalente, con nessuna variazione statistica tra fascia e RD Pod. Chiaramente Runscribe e Stryd sono più precisi essendo misurati sulla scarpa e quindi praticamente a contatto con il suolo e non a un metro di distanza come la fascia cardio. Ma tutto sommato, non ci sentiamo di dare una valutazione negativa dei dati, la variazione tra i quattro metodi è inferiore al 3 %! Per fortuna, visto che non servirebbero strumenti più dettagliati rispetto alla mera statistica per stabilire il “vero” contatto al suolo.

Dati, le dinamiche di corsa

Garmin Running Dynamic PodUna volta capita l’equivalenza del tempo di contatto al suolo tra le quattro diverse tecnologie, abbiamo valutato anche le altre metriche sulle dinamiche di corsa. Sono davvero coerenti tra di loro? In questo caso, abbiamo limitato l’analisi tra RD Pod e Garmin HRM-Run. Le altre due tecnologie sono fondamentalmente diverse, difficile effettuare un confronto imparziale. Di seguito, ecco le nostre principali osservazioni. Si noti che il sensore, contrariamente a Stryd, non misurerà il passo medio di corsa, anche perché il duro compito sarà lasciato al GPS. Non abbiamo avuto ancora modo e tempo di testarlo sul tapis roulant. Infine, il software di calcolo è in continuo aggiornamento, non saremmo sorpresi se migliorerà nelle prossime settimane, in tal caso correggeremo la recensione con grafici ulteriori.

Cadenza. Una delle poche certezze anche per il podista amatore che non ha fatto studi ingegneristici: non serve un super pod per calcolare la cadenza e confrontando i risultati abbiamo notato una perfetta coerenza tra i diversi sensori. Anche l’RD Pod ha mostrato dati corretti. Oscillazione verticale. Nemmeno su questa dinamica abbiamo trovato grosse variazioni, anche perché il posizionamento dell’RD Pod non è molto diverso rispetto a quello della fascia. Non ci sono variazioni statistiche tra i due strumenti. Stesso ragionamento per il rapporto verticale, che essendo un dato derivato, non merita una valutazione statistica indipendente. Bilanciamento orizzontale. Per molti rappresenta la metrica più affascinante, perché misura potenziali sbilanciamenti tra la potenza delle due gambe. Passando all’RD Pod avremo dati diversi? L’analisi statistica ci dice di no, lo sbilanciamento potrebbe derivare dal cambio delle scarpe o dal percorso, più che dall’utilizzo di sensori diversi, visto che sono posizionati sostanzialmente nella stessa parte del corpo.
In sintesi, nessuna delle metriche è statisticamente diversa rispetto alla misurazione con la fascia. Ottimo lavoro da parte di Garmin. Ma la vera domanda del lettore è stata: perché non è stato attivato il calcolo della potenza? Secondo noi la risposta l’avremo nel prossimo biennio, per ora conviene attendere.

Conclusioni e approfondimenti

Pensiamo di aver capito due cose del Running Dynamic Pod. È davvero utile se pensate di non voler utilizzare più la fascia cardio. Ma non è estremamente innovativo perché non mostra alcun dato ulteriore rispetto a quelli attuali.

Sintesi estrema. Se amate le dinamiche di corsa, le analizzate dettagliatamente, non volete più indossare la fascia e avete la fortuna di possedere un Garmin molto recente, il Garmin Running Dynamic Pod è perfetto per voi e vi suggeriamo davvero di comprarlo. In caso contrario, probabilmente risparmieremmo 60 euro per investirli in un paio di scarpe o in qualche altro gadget.

E quindi, vale la pena comprarlo? Probabilmente no, a meno che riteniate di non voler usare la fascia cardio. Inoltre l’utilizzo è limitato ai nuovi orologi, speriamo che Garmin decida di estendere la compatibilità del pod con altri modelli precedenti. Comunque, guardando alle vendite del Garmin Footpod tradizionale, pensiamo che uno strumento del genere possa far rinascere anche vecchi orologi Garmin. Facciamo una petizione all’azienda del Kansas?

Per approfondimenti:
recensione Stryd;
recensione Runscribe;
articolo sulle dinamiche di corsa;
recensione footpod Garmin.

Garmin fenix 5, la recensione dettagliata

Garmin fenix 5

Il Garmin fenix 5 è stato presentato trionfalmente al CES di Las Vegas a gennaio 2017. Era passato soltanto un anno dal lancio del fenix 3 HR sempre alla stessa manifestazione. Dopo pochi mesi è finalmente disponibile in Italia. “Massi” Milani l’ha testato a fondo, preparando come di consueto una recensione estremamente dettagliata per i lettori del blog.

FENIX 5, CARATTERISTICHE E NOSTRA OPINIONE

Garmin fenix 5Per una volta nella mia vita non ho avuto alcun dubbio. Non ho nemmeno consultato i principali documenti di marketing di Garmin, né letto la recensione in inglese di un famoso blogger americano a cui vagamente ci ispiriamo nel modo di interpretare le recensioni di GPS legati alla corsa. Dopo aver usato per due anni il Garmin fenix 3 e aver apprezzato la sua complessità e al tempo stesso facilità d’uso, alla lettura del comunicato stampa di Garmin, il mio solo pensiero era quello di risparmiare qualche euro per potermi comprare il nuovo giocattolino della casa del Kansas, il Garmin fenix 5. Contrariamente al 2015, l’azienda americana ha introdotto tre modelli sul mercato, di conseguenza il mio secondo pensiero era quale scegliere.

Garmin fenix 5Vale davvero la pena spendere anche quasi mille euro per un oggetto che, almeno esteticamente, è relativamente simile al fenix 3? Se avete già un fenix 3, conviene davvero sostituirlo con il fratello più giovane? Il fenix 5 serve anche al podista evoluto, oppure è soltanto un prodotto di nicchia? Come si differenzia rispetto agli altri prodotti d’alta gamma? Diventerà l’orologio più amato dai triatleti e in generale dai podisti italiani e internazionali sebbene i prezzi, ma anche le caratteristiche, siano incrementati rispetto alla versione precedente? Quali nuove funzioni e caratteristiche lo rendono appetibile per l’acquirente razionale? Quali limitazioni abbiamo riscontrato nelle diverse settimane di utilizzo quotidiano? Anche il fenix 5 ha un frequente aggiornamento firmware come l’aveva il fenix 3? E il famoso bug del barometro altimetrico, è stato risolto? Quali funzioni sono state introdotto per la navigazione, che hanno reso il fenix 5 come un vero GPS a tutto tondo? E soprattutto, vale davvero la pena pensare all’acquisto di questo gioiellino di tecnologia? E infine, che fine ha fatto il fenix 4? Non l’hanno proprio prodotto?

Noi di TheRunningPitt.com abbiamo avuto la fortuna di provare il fenix 5 per diverse settimane, questa recensione sarà costantemente aggiornata sulla base degli sviluppi software e firmware di Garmin, oltre ai contatti con la miriade di visitatori del blog e amici su Strava e Garmin Connect. Con la nostra esperienza di tester, le letture dei vari forum internazionali, oltre all’utilizzo quotidiano dell’orologio, abbiamo una visione chiara delle possibilità offerte dallo strumento, grazie al confronto con i numerosi modelli di GPS provati negli ultimi anni. Certamente gli sviluppatori Garmin hanno mostrato una capacità importante di correggere i principali errori delle prime versioni firmware e hanno imparato rapidamente dagli errori del fenix 3.

Come disclaimer, non abbiamo ricevuto e non siamo interessati a ricevere alcun compenso per questa recensione. Pur essendo soltanto podisti amatori evoluti, le nostre conoscenze analitiche ci aiutano a diffondere in maniera semplice le nuove tecnologie, uno dei principali obiettivi del sito, oltre a permettere ai podisti di tutti i livelli di correre meglio. Essendo il nostro un sito focalizzato sul podismo, limiteremo la recensione del fenix 5 alla corsa. La filosofia resta la stessa di sempre, no test, no party: non possiamo valutare analiticamente quello che non testiamo!

Siete pronti a leggere il seguito? Mettetevi comodi, allacciate le cinture e procedete con la lettura. La recensione è davvero completa, ma alcune funzioni simili al fenix 3 sono state descritte in maniera semplificata per limitare la lunghezza dell’articolo. Suggeriamo di leggere la nostra recensione in sequenza o di soffermarsi soltanto sulle parti che interessano maggiormente, premendo sulle relative sezioni:

INDICE

Modelli fenix 5 in vendita
Fenix 5 in sintesi
Nuove Funzioni
Unboxing fenix 5
Prima di correre
Correre con il fenix 5
Durante la corsa
Correre sul tapis roulant
HRV Garmin nel fenix 5
Dopo la corsa
Dinamiche di corsa del fenix 5
VO2Max Garmin e soglia anaerobica
Utilizzo quotidiano
Training Status del fenix 5
Navigazione e fenix 5X
Fenix 5 e bug del barometro altimetrico
Fenix 5 HR e accuratezza cardiofrequenzimetro
Fenix 5 e accuratezza GPS
Fenix 5 vs fenix 3
Accessori fenix 5
Conclusione
I modelli fenix 5 su Amazon

Infine, non parleremo di tutto quanto disponibile: la funzione sveglia è migliorata, ma a qualcuno davvero interessa?

MODELLI FENIX 5 IN VENDITA

Garmin fenix 5Raccontiamo una storia di pochissimi anni fa: c’era una volta il Garmin Forerunner 205 e il podista nostrano sognava di comprarlo nonostante la scarsa precisione e tutte le limitazioni della tecnologia. Poi però tutto è cambiato, ora scegliere il GPS richiede conoscenze super approfondite di tecnologia. Con il lancio del fenix 5 il numero di scelte a disposizione, per lo stesso prodotto, è persino aumentato: sembra di dover valutare gli optional di un’automobile e non un GPS. È vero che esistono tre modelli principali, differenziati fondamentalmente per la dimensione dello schermo: quello standard fenix 5 equivalente al fenix 3, il fenix 5S per polsi più piccoli destinata al pubblico femminile e una versione super premium chiamata fenix 5X rivolta a chi sia interessato alla navigazione spinta, con lo schermo in vetro zaffiro.
Grazie alle personalizzazione le scelte si moltiplicano a… quattordici! Per semplificare il problema al lettore e ridurre l’incertezza, si tratta semplicemente di rispondere a tre domande: a) volete il WiFi per scaricare i dati o vi accontentate del Bluetooth? b) vi interessa la versione zaffiro per proteggere lo schermo da eventuali graffi? c) siete interessati a strumenti di navigazione spinta? A ogni risposta affermativa, immaginate di aggiungere circa 50-150 euro. Si tenga conto che le due prime domande sono collegate tra di loro perché nei modelli base del fenix 5 non è presente il WiFi, mentre è sempre disponibile su quelli con vetro zaffiro. Pensiamo che questa sia una limitazione importante perché il trasferimento dati è fondamentalmente una perdita di tempo e più velocemente viene effettuato, meglio è. Lo schermo protettivo del fenix 5 Sapphire è in vetro zaffiro, inscalfibile. Potrebbe essere rigato soltanto con un diamante o dal nitruro di boro. Se pensate di tenerlo per almeno due o tre anni, varrebbe la pena investire qualche euro in più. Ma anche se credete di venderlo dopo qualche mese, visto che sarà molto difficile ottenere un buon prezzo con graffi evidenti. Il fenix normale si graffierà raramente, ma l’evento è possibile, soprattutto se correte trail oppure se lo utilizzate in gare di triathlon. Ad ogni modo, l’infografica illustra quale modello è suggerito dalle risposte alle tre domande.
L’azienda del Kansas ha continuato la scelta del cinturino multicolore con l’obiettivo di personalizzarne l’aspetto. Ora è possibile scegliere molte variazioni di colore. Peraltro, la modalità di sostituzione del cinturino è molto più rapida rispetto al fenix 3, si veda sotto. Anche se ci sono quattordici tipi di fenix, dal punto di vista firmware ne esiste uno solo. Infine, una volta scelto il modello adeguato alle proprie preferenze e budget, si tenga conto che Garmin consente di acquistare separatamente la fascia HRM-Run con cui avere a disposizione le dinamiche di corsa Garmin. Non è più vero che senza la fascia non si riescono a visualizzare le dinamiche, si veda più sotto.
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FENIX 5 IN SINTESI

Garmin fenix 5Abbiamo preparato un’infografica per descrivere pregi e difetti del fenix 5. Per sintetizzare in duecento parole, il Garmin fenix 5 è come un coltellino GPS universale: progettato non soltanto per la corsa trail e per la navigazione ma anche per podisti amatori e triatleti. Potrà essere utilizzato quotidianamente, avendo una durata della batteria ulteriormente migliorata e le funzioni di activity tracking presenti ormai comunque anche su modelli GPS base. Nell’ultimo anno c’è stata una convergenza di funzioni tra i modelli Outdoor e Forerunner, così evidente che il Forerunner 935 è stato soprannominato da molti “fenix 5 di plastica”. Tutte le funzionalità di corsa sono disponibili: dinamiche di corsa, recupero, pianificazione delle sedute dell’allenamento e stima del VO2max. Ma ne sono state aggiunte parecchie altre, che descriveremo nel seguito. Il costante aggiornamento rendono il fenix 5 il giocattolo preferito di noi podisti amatori.
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NUOVE FUNZIONI: LE NOVITÀ RISPETTO AL FENIX 3

Garmin fenix 5Garmin fenix 5Garmin fenix 5Ma quali sono le principali differenze del fenix 5 rispetto al fratello “anziano”? Ce ne sono almeno quattro principali e parecchi minori.

Fenix 5 vs fenix 3, miglioramenti fondamentali. In primo luogo il miglioramento hardware ha permesso lo sviluppo di mappe cartografiche, almeno sulla versione fenix 5X, oltre alle funzioni supplementari per una migliore gestione del carico dell’allenamento e la separazione del carico aerobico e anaerobico. Ne parleremo nel seguito, ma questa funzione è utile per la pianificazione degli allenamenti e l’analisi del loro impatto sulla forma. Inoltre, è stata migliorata la gestione dei dati: Garmin ha cambiato la tecnologia Connect IQ, implementando IQ 2.2, con una variazione sostanziale della memoria, a 32 kb per i dati, 128 kb per le App e 64 kb per i Widget. Sembra un dato tecnico, ma in realtà questa scelta permette di avere sviluppi software finora impossibili. Come aneddoto, i programmatori di Stryd non potevano precedentemente aggiungere due campi di potenza contemporaneamente perché il fenix 3 andava in errore per mancanza di memoria. Un grande e sostanziale miglioramento è inoltre legato al sensore ottico della frequenza cardiaca: ora in effetti i dati vengono registrati costantemente per ventiquattr’ore su ventiquattro e monitorati ogni due secondi. Inoltre il sensore Garmin Elevate è più piccolo rispetto alla versione del fenix 3, rendendo impercettibile la sporgenza posteriore.

Fenix 5 vs fenix 3, miglioramenti minori ma importanti. Garmin ha anche attivato i Segmenti Live di Strava, sia per la bici, sia per la corsa, ed è ora possibile riuscire a capire quando stiamo iniziando il percorso, in modo da calibrare la propria velocità per battere dei course record. È stata aggiunta la funzione di Tracking di gruppo, utile per il ciclismo, ma anche nel caso voleste correre un lungo di due ore con amici. Sono poi state attivate nuove App per nuovi sport, ma immagino che saranno trasferibili anche alla versione precedente. L’interfaccia grafica è leggermente migliorata, in particolare è stato attivato un menù d’accesso rapido che consente per esempio di spegnere rapidamente l’orologio oppure di attivare la musica. Per i pochi che dispongano del fenix Chronos, è stata adottata la stessa interfaccia. Anche la visualizzazione dello schermo è variata, passando da 218×218 pixel a 240×240 pixels e sono stati attivati gli Emoticon, davvero molto utili durante le ripetute… o forse no! Per dare un’idea del grande miglioramento, nel 2009 l’innovativo Garmin Forerunner 310XT, ancora attualmente in vendita, aveva una visualizzazione di 160×100 pixel. Si noti che il cambiamento della visualizzazione non si applica alla versione più piccola, fenix 5S. Anche il numero di colori è sostanzialmente migliorato, passando da 16 a 64 nel fenix 5. Secondo i documenti ufficiali di marketing, la durata della batteria è migliorata fino a ventiquattr’ore con registrazione al secondo, a quattordici ore per il fenix 5S e venti ore per il fenix 5X. Inoltre la registrazione UltraTrac consente di correre ultramaratone da più di tre giorni! Per gli amanti delle distanze lunghe, è stato aggiunto un giroscopio, che nella modalità Ultratrac aggiunge ulteriori informazioni di rilevamento dati, consentendo di correggere eventuali errori di misurazione.

Fenix 5 vs fenix 3, miglioramenti attivati solamente nel fenix 5X. Sono state inserite nuove funzioni software nelle navigazioni, in particolare gli avvisi di prossimità, rispetto ad alcune destinazioni, oltre al tempo e la distanza dalla destinazione. Ma per le caratteristiche hardware del fenix 5X, sono state aggiunte nuove funzioni, per esempio le mappe topografiche e l’abilità di visualizzare la mappa dettagliata per ogni posizione. È stata inclusa una funzione per il viaggiatore seriale, la possibilità di scoprire nuovi percorsi, probabilmente l’innovazione Garmin del 2017, di cui parleremo nella sezione dedicata. Inoltre se siete in vacanza, potrete trovare i principali punti di interesse proprio come i vecchi navigatori Garmin per le autovetture. Infine esiste la possibilità di salvare dei percorsi sull’orologio partendo da formati .fit e .gpx.

E il Garmin fenix 4? Come suggerito dall’amico Dario di CorroErgoSum, il numero 4 è considerato sfortunato in Asia, perché è quasi omofono alla parola morte. È la stessa ragione per cui in Cina non troverete il quarto piano e in effetti molte aziende tecnologiche hanno rinunciato a produrre prodotti con il numero quattro. Anche Garmin non si è sottratta alla tetrafobia. A me che capita spesso di arrivare quarto in gare provinciali, non avrei abbandonato la sequenza.
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UNBOXING

Garmin fenix 5Garmin fenix 5Apriamo la scatola. Scatola grigia, molto più piccola delle versioni precedenti, il fenix 5 è avvolto in una confezione con cavo carica-batteria che si collega a una presa USB e consente il trasferimento dati al PC. Il collegamento via Smartphone avviene attraverso Bluetooth, ma richiede più tempo del passato soprattutto se avete sensori addizionali. Cavo nuovamente diverso da quello del fenix 3, ma attacco molto stabile. Ogni tanto abbiamo fatto fatica ad attivare la sincronizzazione al PC, soprattutto nelle prime versioni firmware, ma siamo convinti che con il tempo la situazione migliorerà. Oltre al cavetto, la confezione contiene il fenix stesso e i soliti documenti legali e un piccolo manuale.

Sempre bellissimo. La situazione estetica non è mutata di molto, il peso nella versione 5X è aumentato a 98 grammi (da 86 del fenix 3), ma la sporgenza posteriore per il lettore ottico è diminuita notevolmente e ora è quasi invisibile. Gli altri modelli 5 e 5S pesano rispettivamente 87 e 67 grammi. Un nostro lettore molto sofisticato ha definito il fenix 3 come un “cipollotto”, accezione molto ingrata ma che evidenzia che una parte del pubblico podistico preferisca prodotti più leggeri da tenere al polso. Non dimentichiamoci però che il fenix 5 potrebbe tranquillamente essere indossato con giacca e cravatta, mentre le versioni più sportive come la serie Forerunner sono pensate solo per situazioni più casual.
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PRIMA DI CORRERE

Garmin fenix 5Dal punto di vista dell’interfaccia utente, non ci sono grandi variazioni rispetto al fenix 3. Anche il fenix 5 è tecnicamente composto da profili sportivi per personalizzarne l’utilizzo. Queste App sono completamente configurabili su tutte le funzioni, per le personalizzazioni della pagina, per gli avvisi, per la vibrazione e per una serie di attività che si possono attivare prima di correre. Oramai non è più una sorpresa: diventa impossibile recensirle tutte e abbastanza complicato capirne fino in fondo più della metà. L’unica regola che ci sentiamo di fornire è che soltanto con l’App Corsa sarete in grado di utilizzare a pieno i report di supporto del fenix 5. Per esempio l’App Stryd, sebbene molto interessante, mancherà di segnalarvi alcune informazioni, come la Performance Condition, presenti invece nell’App regina di casa Garmin.

Prima di correre, non abbiamo trovato grossi miglioramenti. Dopo aver premuto “Start”, la ricerca satelliti è immediata, ma lo era già anche con il fenix 3, soprattutto se non avete cambiato posto dal giorno precedente o non avete aggiornato il firmware. Con il fenix 5, schiacciando “Start” visualizzerete sempre un piccolo semicerchio rosso che con il passare dei secondi tenderà ad allargarsi, diventando verde, indicando la corretta localizzazione. Ma la sincronizzazione dei dati con lo smartphone ha ridotto significativamente l’attesa per chi viaggia molto spesso. Rispetto al vecchio fenix 3 non ci saranno grossi miglioramenti, se non nel caso in cui vogliate aspettare il suggerimento di un percorso. In tal caso l’attesa sarà più lunga, si veda sotto per i dettagli.
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CORRERE CON IL FENIX 5

Iniziamo a correre. Come descritto precedentemente, il fenix 5 è anch’esso dotato di funzioni di pianificazione delle sedute. Ho trovato meno intuitiva la scelta delle modalità di allenamento. Una volta trovati i satelliti, la scelta più semplice è quella di schiacciare il tasto di avvio, “Start/Stop”, indicando la modalità corsa, oppure la vostra App preferita. Con una seconda pressione del tasto di avvio, i dati scelti per la visualizzazione si animeranno. In alternativa, si può scegliere di avviare la schermata “Allenamento”. Per farlo non ci sarà un menù dedicato, ma occorrerà tenere premuto il pulsante centrale lato sinistro, che mostrerà diverse opzioni. La prima è quella consueta dei “Nostri allenamenti”, ossia sedute di qualità pianificate su Garmin Connect che vengono trasferite sull’orologio. Nulla di diverso rispetto al passato. Così come sono molto simili le due voci successive, ossia il calendario degli allenamenti, utile nel caso vogliate pianificare un periodo più lungo, e la pianificazione delle ripetute sull’orologio. Non ci dilunghiamo sulle altre opzioni, ne abbiamo già parlato nella recensione del fenix 3.

Glonass e GPS. Oramai è diventata una funzione standard dei modelli Forerunner e Outdoor, era già presente nel 920xt, nel 735 e anche nel fenix 3. Il Glonass è un collegamento a ulteriori satelliti russi, che consente di migliorare l’accuratezza e la precisione del GPS, oltre a velocizzarne la ricerca. Dopo due anni dall’introduzione sul mercato, i concorrenti Garmin non hanno ancora attivato questa funzione, segno che non sia un vero fattore di scelta dei podisti, oppure che sia difficilmente imitabile dalla concorrenza. Nei test effettuati con Glonass e GPS combinati, la ricezione sembrerebbe più precisa, chiaramente a discapito di un maggior consumo di batteria. Ma rispetto al fenix 3, non abbiamo notato miglioramenti, si veda la sezione dedicata.

Garmin fenix 5Configurazione schermata. Anche le schermate a disposizioni sono aumentate, il numero è superiore a quello che si può visualizzare. L’aggiunta è meno intuitiva secondo noi rispetto al passato, ma restano sempre valide le regole già descritte nella precedente recensione del fenix 3. Ogni pagina permette di vedere uno, due, tre o quattro campi. Il nostro suggerimento è di impostare almeno due schermate. Su quella principale si inseriranno i tre principali campi di passo: media al km, quello del chilometro corrente e quello istantaneo. Per il quarto dato potreste aggiungere un campo IQ che visualizza un dato istantaneo non approssimato, oppure la distanza totale, un campo di frequenza cardiaca o di potenza a trenta secondi. Il fenix 5 aggiungerà ulteriori schermate per le dinamiche di corsa e altre nel caso in cui siano selezionate le funzioni di navigazione. Le opzioni di base Garmin sono ben pensate, ma le infinite scelte di visualizzazione sono estremamente personali: con oltre duecento campi a disposizione, c’è l’imbarazzo della scelta. Aggiungendo i dati derivati da Garmin IQ, si elimina la limitazione a quattro campi, permettendo di visualizzarne ben nove contemporaneamente. Parleremo prossimamente nell’articolo su come gareggiare in maratona, come comportarsi in merito.

Retroilluminazione. Non è esattamente la stagione per testare questa funzionalità, ma per fortuna è stata mantenuta la retroilluminazione attraverso il movimento del braccio, grazie all’accelerometro dell’orologio. Nulla di nuovo, alzando il braccio il fenix 5 si illuminerà automaticamente, e si spegnerà contestualmente all’abbassamento del braccio stesso. Servirà sicuramente durante la preparazione di una maratona autunnale. Assicuratevi però che non sia ancora sorto il sole o calato il tramonto: c’è un’opzione che limita questa funzione.
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DURANTE LA CORSA

Dopo essere partiti di corsa, il fenix 5 mostrerà le informazioni precedentemente configurate, al primo utilizzo si vedranno distanza e passo di corsa. Dal 2013 Garmin visualizza un passo istantaneo arrotondato ai cinque secondi, e la valutazione sarà effettuata sulla media mobile degli ultimi trenta secondi. Con Garmin IQ è comunque possibile scegliere metriche supplementari che visualizzano dati più “puntuali”, o con una media a tre, cinque, dieci oppure sessanta secondi. Stessa cosa vale per la potenza, da qualche settimana è attiva la scelta di Stryd Power IQ, con cui poter vedere non solo la potenza istantanea ma anche quella media, che si potrà visualizzare anche come tempo intermedio. Le opzioni di visualizzazione non sono cambiate: per esempio, è sempre possibile il cambio automatico di schermata, la pausa automatica, scendendo sotto una velocità predeterminata. È possibile avere anche un avviso quando ci avviciniamo a un determinato punto d’interesse, oltre all’attivazione dei Segmenti Strava, di cui parleremo dopo. Sono sempre attive le funzioni per chi sta correndo in montagna, per esempio “Auto Climb”, ossia la possibilità di configurare una serie di schermate diverse.

Garmin fenix 5Ripetute. L’interfaccia grafica della funzione Ripetute, chiamata Workout in inglese, è stata migliorata rispetto al fenix 3. Il numero della ripetuta non è più un quadratino nero, ma una zona inferiore. Nella parte superiore sarà visualizzato in grande il passo medio, al centro verranno visualizzati la distanza e il tempo mancante o trascorso, a seconda della tipologia. Ci sarà inoltre nella parte superiore un piccolo cruscotto con l’indicazione se ci stiamo avvicinando oppure no al tempo previsto. Una piccola freccia a sinistra indicherà che stiamo andando piano, una a destra troppo forte. Se la freccia sarà spaccata sull’ora, significa che abbiamo svolto un allenamento perfetto. Sul fenix 5 tutti gli avvisi sono ben udibili, anche il motore della vibrazione funziona relativamente bene: provare per credere.

Garmin fenix 5Live Segment Strava. Il fenix 5 supporta la funzionalità dei Segmenti Strava, attivata con il lancio del 735, ma non aggiunta al fenix 3. È una funzione eccezionale per alcuni, perché permette di vedere in diretta l’attraversamento di un segmento, non appena si raggiunge il punto iniziale del percorso. Visualizzabile solamente per gli utenti Strava Premium, per aggiungerla all’orologio è necessario indicare sul sito quali percorsi si vogliono trasferire. Basta semplicemente selezionare l’icona a forma di stella su Strava e poi trasferirli con Garmin Connect sul fenix 5. La parte più divertente si verifica durante la corsa perché l’orologio calcolerà l’approssimarsi della partenza del segmento e vi informerà, una volta attraversata la linea virtuale, delle caratteristiche del percorso. Riceverete inoltre l’aggiornamento della vostra performance in tempo reale, della distanza rimanente e del raggiungimento dell’obiettivo una volta completato il segmento. L’impressione è che questa funzione entri in conflitto con il round trip, ma magari siamo influenzati dall’aver utilizzato un firmware beta.
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CORRERE SUL TAPIS ROULANT

Garmin fenix 5Garmin fenix 5Garmin fenix 5Come già descritto nel precedente articolo sul fenix 3, esiste un vero paradosso: il fenix 5 pur essendo stato sviluppato dalla divisione Garmin Outdoor per correre all’aperto, funziona benissimo sul tapis roulant. Rispetto al fratello minore, la precisione dell’accelerometro è addirittura migliorata e la calibrazione si effettua molto più rapidamente. Ma soprattutto, con le nuove tecnologie, risulta uno strumento davvero preciso, se utilizzato in combinazione con Stryd. L’abbiamo provato alcune volte e ne siamo rimasti sorpresi. Per darvi un’idea, i nostri test parlano di un errore inferiore ai dieci metri su dieci chilometri, siamo lontani dal six sigma, ma rispetto al passato possiamo dire che questi miglioramenti sono di buon auspicio per un’accuratezza migliore. Un’altra interessante novità è la possibilità di utilizzare una fascia Polar H7, che è la sola che permette di visualizzare sul display del tappeto il vostro battito cardiaco, a trasmissione Gymlink a 5 kHz. Si poteva fare anche prima ovviamente, ma poi i dati risultanti dal tapis non venivano trasferiti a Garmin Connect, a meno di utilizzare il sensore ottico, una scelta controintuitiva per chi sta comunque indossando la fascia cardio. Non parleremo della modalità di calibrazione del footpod, avendolo fatto nei precedenti articoli. Si noti comunque che la “corsa sul tapis roulant” non aggiorna la stima del VO2max del Garmin, solamente l’attività all’aperto vi consentirà di farlo. Stessa cosa vale anche per il “trail running”. Funziona chiaramente anche la nuovissima fascia Polar H10, che si contraddistingue per il miglior confort e per un nuovo algoritmo di ricezione.
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HRV GARMIN NEL FENIX 5

Novità davvero interessanti rispetto al passato, in quest’ambito il Garmin fenix 5 è davvero migliorato, grazie al nuovo software sia dell’HRV Stress sia della performance condition.

HRV Stress. Una novità apparentemente solo semantica è l’HRV Stress, l’indice che misura la variabilità del battito cardiaco a riposo. Ne abbiamo parlato dettagliatamente nell’articolo sulla variabilità cardiaca. Concetto introdotto nel 2015 con il nome “Stress Score”, è stato ribattezzato nel fenix 5 come HRV Stress. È il risultato di un test di tre minuti, che valuta la variabilità della frequenza cardiaca per stabilire il vostro livello di stress generale, con l’obiettivo di fornire un’indicazione quantitativa per permettere di decidere se correre intensamente oppure no. Per ottenere un risultato è necessario indossare una fascia cardio, e l’intervallo di valutazione varia tra 1 e 100, in cui 1 indica un livello di stress molto basso e 100 indica un livello di stress molto alto. Nella nuova versione finalmente i dati vengono sincronizzati su Garmin Connect e quindi ora è una valida alternativa alle App più celebrate e utilizzate.

Garmin fenix 5Garmin fenix 5Performance Condition. Anche la funzione della Performance Condition è migliorata. Rappresenta di fatto la misurazione della frequenza cardiaca contestualizzata, ovvero rapportata al passo medio in cui si sta correndo rispetto ai giorni precedenti. Si attiva tipicamente dopo circa sei minuti dall’inizio della seduta. Anche con il fenix 3 veniva visualizzata, ma ora si salva su Garmin Connect e può essere analizzata post allenamento. La Performance Condition misura la vostra capacità di recupero degli allenamenti precedenti. L’algoritmo si è evoluto nel tempo e la valutazione si è trasformata in quantitativa: l’intervallo di valutazione è raddoppiato, ora varia tra -20 e +20, dove un numero positivo e più alto indica una migliore capacità di recupero. Rispetto al passato ci è sembrato sia più semplice ottenere un punteggio estremo, mentre il fenix 3 raramente superava il valore assoluto di 5, soprattutto per allenamenti giornalieri. Ma probabilmente è solo un riflesso psicologico del raddoppio dei dati. Dai nostri test, la valutazione della Performance Condition è correlata con quella dell’HRV a riposo ed è un’arma supplementare di valutazione del vostro recupero. In una versione successiva a questa recensione, metteremo un confronto completo, per ora sembrerebbe che le due grandezze siano davvero correlate.
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APPENA DOPO LA CORSA

Come diceva un tecnico cinese affermato, l’allenamento si conclude solamente quando abbiamo finito tutte le energie. Ma per il fenix 5 il completamento dell’allenamento avviene premendo il pulsante “Start/Stop”. Tale azione attiverà una schermata indicante in piccolo il tempo trascorso dall’inizio dell’allenamento e i chilometri percorsi, oltre a una selezione di opzioni: per riprendere l’allenamento, salvarlo, cancellarlo dall’orologio, oppure attivare una funzione di navigazione (TracBack) per tornare alla partenza. Non cambiano nemmeno le opzioni per “congelare” l’allenamento e riprenderlo in un momento successivo, cosa comunque abbastanza inutile in una seduta.

Al salvataggio, il fenix 5 mostrerà la serie di schermate con le principali metriche dell’allenamento. Sono i soliti dati: distanza, durata allenamento, media al chilometro, calorie, oltre agli eventuali record della corsa, l’eventuale variazione della stima del vostro VO2max e il calcolo del tempo di recupero. Premendo il pulsante, ci sarà sempre la possibilità di scoprire nuove schermate e ulteriori dettagli. Il mio ritardo cronico mi obbligherà a scorrere velocemente queste schermate, ma è sempre possibile ritornare sui propri passi cercando nella sezione Storico dell’orologio i dati precedentemente salvati.
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DINAMICHE DI CORSA DEL FENIX 5

Garmin fenix 5Oramai gli orologi premium di Garmin consentono di visualizzare le dinamiche di corsa Garmin senza grossi problemi dal 2013. Ma nel 2017 ci sono state diverse novità, in primo luogo il lancio del nuovo footpod Garmin RD, inoltre l’aggiornamento degli standard delle dinamiche di corsa, che ora sono teoricamente visualizzabili anche con strumenti diversi da Garmin.

Dinamiche di corsa standard. Il fenix 5 visualizza le dinamiche di corsa grazie all’accelerometro della fascia cardio HRM-Run. Se indossata, automaticamente troverete due schermate supplementari, una con la cadenza, il tempo di contatto al suolo e l’oscillazione verticale, la seconda con la lunghezza del passo e le altre dinamiche di seconda generazione. Nulla è cambiato rispetto al passato: stesse schermate, stesse funzioni. I numeri sembrano compatibili con quelle del fenix 3, anche perché l’estrazione dati avviene dalla fascia, quindi dallo stesso hardware.

Garmin fenix 5Running Dynamics Pod Garmin. Le novità sulle dinamiche arrivano però da un altro annuncio. Ad aprile è stato lanciato il nuovo footpod Garmin che ha l’obiettivo di misurare le dinamiche di corsa. Ma come funziona? Innanzitutto abbiamo definito erroneamente il prodotto, non stiamo parlando di un foodpod, ma di un accelerometro giallo che si posiziona sul bacino e misura le stesse dinamiche della fascia, ma senza la fascia cardio. Ma non siate molto preoccupati o esaltati, lo strumento fornirà solo ed esclusivamente le stesse dinamiche di corsa già disponibili precedentemente. Non escludiamo che nel futuro si possano ottenere ulteriori metriche come la Stiffness, ma per ora l’unica ragione di passare al RD Pod è che vogliate abbandonare la fascia cardio.

Altre Dinamiche di corsa. Aprile 2017 è stato il mese degli annunci Garmin, perché da pochi giorni è stato codificato il nuovo standard delle dinamiche di corsa. Finora era un sistema chiuso. Ora Garmin fenix 5, ma anche gli altri orologi premium, potranno visualizzare le dinamiche create attraverso altri strumenti, come Wahoo Tickr X, Stryd oppure Runscribe. Questi sistemi li abbiamo recensiti tutti nel passato, la vera domanda sarà come collegarli e quanto le metriche visualizzabili saranno compatibili tra di loro. Di certo, per ora la mancanza di standard ha impedito che questi sistemi innovativi venissero adottati. Cambierà qualcosa nei prossimi mesi? Sicuramente sì, Wahoo ha già annunciato che adotterà il nuovo standard.
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VO2MAX GARMIN E SOGLIA ANAEROBICA

Garmin fenix 5 ha leggermente migliorato gli algoritmi di calcolo della VO2max e della soglia anaerobica, sfruttando anche le capacità hardware dell’orologio.

Soglia anaerobica. Da fine 2015, Garmin ha introdotto sugli orologi premium il calcolo della soglia anaerobica, per misurare la capacità di sostenere uno sforzo prolungato. Tale funzione, come peraltro l’HRV score, richiede l’utilizzo di una fascia cardio per poter essere calcolata. Garmin consiglia di effettuare un test di venti minuti durante il quale si suggerisce di correre in maniera intensa, per una velocità che si potrebbe tenere per un’ora. È sostanzialmente una corsa media, descritta nell’articolo allegato dal socio Gianmarco. Il fenix 5 è in grado di determinare la soglia anche in maniera automatica, semplicemente correndo un medio. Se svolgete correttamente la seduta, alla fine della stessa, corsa in Zona 4, l’orologio mostrerà la vostra frequenza cardiaca di soglia oltre al passo medio. Nella mia esperienza personale, la valutazione della soglia è relativamente sottostimata rispetto alle mie capacità anaerobiche. Ad ogni modo, non è una funzione che controllo con costanza, perché preferisco l’allenamento con la potenza di Stryd.

Garmin fenix 5VO2max. Se il calcolo della soglia anaerobica viene effettuato ogni una/due settimane, la funzione del VO2max è aggiornata quotidianamente. Ci sono due novità rispetto a quanto visto precedentemente. In primo luogo, finora ci volevano circa quindici giorni per arrivare a una stima relativamente precisa. Con il fenix 5, la stima si aggiorna più rapidamente, se pianificate una seduta intensa già alla seconda uscita avrete un’idea del valore stimato di questo importante indice di corsa. Ci vorranno comunque le consuete due settimane per ottenere un dato più accurato. In secondo luogo, contrariamente al passato, non è più richiesta la fascia HRM Run per ottenere un dato attendibile. Si potrebbe aprire un lungo dibattito sulla questione, rimandiamo alla sezione dell’accuratezza del sensore per i dettagli. Noi suggeriamo di continuare ad usare la fascia, questo vi consentirà una stima più corretta, anche perché la variazione di due o tre battiti rispetto alla frequenza reale, sballerà la stima del VO2max. Alla conclusione dell’allenamento potrete visualizzare questo dato e schiacciando sul tasto start vi apparirà anche la previsione del possibile risultato in gara, su distanze dai 5 km alla maratona. Se è vero che a molti sembra una previsione ottimistica, occorre comunque ricordare che nella valutazione di un risultato in gara serve anche stabilire l’economia di corsa. Ne parleremo a maggio 2017 in un articolo dedicato.

Tasti fisici e rapidi. Anche il menù dei tasti rapidi è migliorato. Con il fenix 3 le opzioni erano limitate a due tasti di scelta rapida, start e back, che se premuti per un secondo consentono di accedere a una funzione, precedentemente configurata. Ora le scelte sono sette, si aggiunge il tasto down oltre alla combinazione di tasti premuti contemporaneamente. Tra l’altro contrariamente al passato, non serve nemmeno più attivare il trasferimento wi-fI perché con il nuovo software esiste un’opzione per trasferirlo automaticamente. Le scelte rispetto al passato sono anch’esse aumentate. A parte l’attivazione/disattivazione del telefono e del wi-fi, sono state confermate le opzioni del cronometro, al conto alla rovescia (timer), la segnalazione di due posizioni in coordinate GPS o la registrazione di una determinata posizione e l’indicazione in metri dello scostamento da essa. Ma sono state aggiunte retroilluminazione, metronomo, la possibilità di fare uno screenshot, oltre alla possibilità molto interessante di cambiare al volo sport. È stato infine attivato un menù di comandi rapidi per ulteriori scelte rapide, oltre a un report di sincronizzazione.
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UTILIZZO QUOTIDIANO DEL FENIX 5

Il fenix 5 non è pensato soltanto per essere utilizzato durante gli allenamenti, ma può essere indossato quotidianamente. Nei nostri test abbiamo apprezzato lievi ma impercettibili miglioramenti.

Garmin fenix 5Garmin fenix 5Durata batteria. Il nuovo fenix 5 ha ulteriormente migliorato la durata della batteria, rispetto al fenix 3, almeno dal punto di vista delle specifiche tecniche. Come scritto nell’introduzione, si stima che la durata della batteria possa arrivare a 24 ore con registrazione al secondo, a 14 ore per il fenix 5S e 20 ore per il fenix 5X. La mia impressione è che questi numeri siano sovrastimati significativamente. Troppo presto per dirlo, ma la sensazione, corroborata da vari test, è che i numeri siano simili a quelli del fenix 3. Certamente la durata della batteria è influenzata fortemente dall’attivazione delle notifiche Bluetooth Smart, che comprimeranno la durata del fenix 5 a circa una decina d’ore. Per risparmiare batteria è ancora possibile attivare la funzione UltraTrac, in cui l’aggiornamento dati avviene soltanto ogni 45 secondi, tempo assolutamente adeguato durante una corsa trail. Non ho avuto il tempo di correre 75 ore, ma questo è il tempo indicato nelle specifiche marketing Garmin. Per aumentare la durata della batteria, i forum sono concordi di escludere il Glonass, correre solo con GPS e selezionare la registrazione Smart e non ogni secondo, per evitare le letture e scritture continue sull’hard disk dell’orologio. Per molti podisti amatori incluso il sottoscritto è soltanto un dibattito filosofico, visto che non corriamo più di due-tre ore di seguito. Se siete in questa condizione, non preoccupatevi, la batteria del fenix 5 durerà sicuramente più di dieci ore, quindi dovrete caricarlo tutti i week-end solamente.

Durante il giorno. Non solo nell’allenamento, ma anche durante il giorno si ottengono informazioni più o meno interessanti, ne abbiamo parlato in dettaglio nella guida sugli Activity Tracker. Il fenix 5 misura dati di per sé abbastanza inutili per il podista amatore, ma più rilevanti per chi si tiene attivo senza fare sport quotidianamente: distanza giornaliera percorsa, includendo le camminate per andare in ufficio, ore dormite, passi percorsi, calorie consumate. Valgono sempre le considerazioni descritte sinteticamente per il fenix 3. Il nostro nuovo orologio dispone di una barra rossa di movimento che misura la nostra inerzia e include un messaggio per suggerire di muoverci dopo sessanta minuti di inattività. Anche l’opzione della misurazione delle ore di sonno è stata aggiornata: l’orario dell’inizio del sonno è determinato dalla mancanza di movimento del polso e il dato viene sincronizzato su Garmin Connect. Non abbiamo notato grossi miglioramenti, ma le funzioni di activity tracker sono complete e funzionano bene.

Garmin Connect Mobile. Il fenix 5 può trasferire i dati via web tramite smartphone. Con l’applicazione Garmin Connect Mobile via Bluetooth il trasferimento è relativamente rapido ma dipende dalla dimensione del file da trasferire. Rispetto a pochi mesi fa sono state aggiunte nuove funzioni, le descriveremo in dettaglio in un articolo separato. Quello che ci ha colpito è la sezione “consigli”, insight, all’interno della quale troveremo i confronti con tutti gli atleti che utilizzano il sistema. Molto utile anche il sistema di reporting che consente di visualizzare tutte le principali metriche di rilevazione. Infine, davvero comoda l’opzione del trasferimento degli allenamenti dallo smartphone all’orologio.

Notifiche Smartwatch. Il fenix 5 può ricevere dallo smartphone le notifiche e i messaggi WhatsApp, Facebook e più in generale qualsiasi messaggio che è visualizzato sul telefono. Con la nuova versione e il display più grande e luminoso, le notifiche sono maggiormente visualizzabili e Garmin ha pure attivato gli emoticon. Chiaramente sono tutte funzioni utili in momenti di relax, non durante un allenamento. Anche con il fenix 5 esiste la possibilità di essere notificati delle eventuali telefonate.

Aggiornamento firmware e hard reset. Come hanno scritto molti lettori del blog, una parte del divertimento del fenix 3 era quello di svegliarsi alla mattina e trovare una nuova versione aggiornata del firmware. Sta succedendo la stessa cosa per il fenix 5? Se il buongiorno si vede dal mattino, la risposta è sicuramente positiva, perché in pochissimi giorni dal lancio ufficiale sono già state attivate parecchie beta. Al momento della recensione siamo già alla versione 2.91, ma sicuramente il lettore troverà ulteriori miglioramenti ogni settimana. Ma sono davvero utili questi sviluppi? Sicuramente nel lungo termine sì, il rischio nel breve termine è quello però di consumare la batteria dell’orologio. È sempre possibile ritornare sui propri passi perché alla release beta è associata la relativa versione stabile, e in pochi secondi si torna indietro. Può succedere ogni tanto che il sistema si blocchi, per un soft reset del fenix 5 basterà tenere premuto per circa quindici secondi il pulsante dell’illuminazione. Per quanto riguarda l’hard reset, la procedura è semplicissima: dopo aver spento il fenix, basterà tenere premuto “Back/Lap” e “Illuminazione” fino a visualizzare il logo Garmin, quindi rilasciare il pulsante “Illuminazione”. A quel punto ci sarà la domanda di cancellazione dei dati utente a cui si risponderà di sì.

Fenix 5 in italiano. Utilizzo per scelta la versione in inglese del firmware, ma confermo che le traduzioni sono state migliorate e aggiornate, non ho trovato nessun errore, né imprecisioni. Proprio perché il fenix 5 è un’evoluzione del modello precedente abbiamo verificato che il dato in italiano è sostanzialmente corretto. A volte si è preferito lasciare la descrizione in inglese, per esempio “training load”, oppure “around me”, probabilmente sarebbe stato meglio tradurre tutte le funzioni. Si noti comunque che spesso con un nuovo firmware solitamente viene aggiornata anche la traduzione.
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TRAINING STATUS DEL FENIX 5

Il fenix 5 ha visto il rilascio di una delle due funzioni più interessanti per chi si allena intensamente ed è alla ricerca del modo migliore di ottimizzare il carico di lavoro.

Garmin fenix 5Training Status. Grazie alla funzione Training Status è ora possibile monitorare e valutare i carichi di allenamento settimanali. Finora a disposizione del podista c’era la stima del tempo di recupero, ma non esisteva veramente uno strumento che fornisse un’indicazione sintetica del carico dell’allenamento. Sfruttando algoritmi proprietari Firstbeat, grazie al calcolo dei valori dell’EPOC, che valutano l’eccesso di consumo di ossigeno alla conclusione dell’allenamento, si potrà ottenere una stima dell’adattamento. In un intervallo temporale di sette giorni, il fenix 5 vi fornirà una valutazione completa di carico e recupero post allenamento. Stiamo parlando di algoritmi di stima, basati sulla frequenza cardiaca e sulla sua variabilità, che sono usate come indicatore per il consumo di ossigeno. Per avere un dato rigoroso servirebbero esami di laboratorio, ma secondo i documenti marketing i dati sono abbastanza precisi. Nel mio caso, non ho avuto grosse indicazioni negative dopo la maratona di Milano e quindi l’oracolo Garmin ha dato parere positivo per correre quella di Parigi a soli sette giorni di distanza (don’t try this at home!). Finora il calcolo richiedeva complessi file con calcoli alla portata di pochi, ora invece Garmin fornisce un’indicazione immediata. Se troverete un carico ottimale, significa che siete nella migliore condizione possibile per spingere a fondo negli allenamenti. Il training status vi indicherà quando occorre una fase di scarico, di recupero oppure di mantenimento. Non va dimenticato che alcuni siti web, come TrainingPeaks, oppure App come HRV4training e infine plug-in Chrome come Stravistix offrono strumenti simili, ma certamente poter capire il proprio carico immediatamente post allenamento è una funzione unica e sicuramente innovativa.
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NAVIGAZIONE DEL FENIX 5X

Merita una particolare attenzione la sezione della navigazione, che è senza dubbio migliorata rispetto al modello precedente. Se precedentemente la competizione era agguerrita con altri concorrenti, ora il fenix 5 supera sensibilmente la concorrenza per le infinite possibilità a disposizione. Vediamo le funzioni a disposizione, indicheremo tra parentesi se si attivano solamente sul 5X oppure su tutti i modelli.

Garmin fenix 5Garmin fenix 5Navigazione Standard. Le funzioni standard di navigazione sono leggermente migliorate: è ancora possibile tornare facilmente a un punto di partenza, seguendo oppure no il percorso originario da cui si è passati. Una volta scelta l’opzione adeguata si attiverà una schermata aggiuntiva con tempo, distanza e stima oraria per raggiungere la destinazione. Come nel passato sarà possibile seguire un percorso predefinito, dopo averlo scaricato sul fenix. L’orologio mostrerà dove andare e indicherà con segnali acustici e vibrazioni quando si uscirà dal percorso definito.

Garmin fenix 5Round Trip (5X solamente). Una delle principali innovazioni del fenix 5, che però è stata implementata solamente sul modello di punta, si chiama Round Trip Routing. Nomen est omen dicevano i latini. Se fossi stato all’ufficio marketing di Garmin l’avrei chiamato “Suggerimento percorso”. Ad ogni modo qualunque sia il nome giusto, riteniamo che questa sia la vera innovazione del nuovo modello GPS Garmin. Immaginate il seguente scenario: siete in vacanza, fuori casa per lavoro o semplicemente avete deciso di accompagnare la famiglia in una gita fuori porta. Dove andare a correre? Che percorso scegliere? Quanto tempo dedicare per farlo? Finora c’erano delle soluzioni abbastanza artigianali, tra l’altro descritte nell’articolo sull’arte di allenarsi in viaggio. Ora invece Garmin fenix 5X lo farà per voi. I più attenti lettori, soprattutto quelli provenienti dal ciclismo o dal triathlon sapranno che in realtà la serie Garmin Edge con cartografie precaricate aveva già attivata tale funzione. Come utilizzare il suggerimento percorso? Basta digitare una distanza e il fenix, dopo circa due-tre minuti di ragionamenti, calcoli e algoritmi vari, vi proporrà tre percorsi ad anello personalizzabili per la vostra uscita. Otterrete anche l’eventuale dislivello e una sintesi dei percorsi, chiaramente su uno schermo relativamente piccolo, almeno rispetto ai Garmin Edge. Diversi lettori mi hanno contattato per chiedermi come seguire il percorso. Ho trovato intuitivo seguire le indicazioni, il mio cervello mentre corre ha mille pensieri, ma la regola mentale è semplice: “Segui la direzione della freccia del fenix 5 e memorizza la prossima via indicata sullo schermo”. Appena arrivato a un cambio direzione, si presenterà la mappa, che suggerirà dove svoltare. In tal modo si torna facilmente alla partenza, garantito da persona distratta! Una volta capita la navigazione Round Trip, come faccio ad assicurarmi che l’uscita sia sicura? Garmin promette che tutti i percorsi siano in ottemperanza delle norme del Codice della Strada. Siccome di solito corro in posti variegati, posso confermare che la promessa di marketing è mantenuta: molto spesso i percorsi suggeriti da Garmin fenix 5 sono ciclabili e pedonali. Il sistema mostra l’eventuale passaggio in tratti contromano, con indicazioni chiare e intuitive. Il Round Trip offre la possibilità di scegliere in che direzione andare (Nord, Sud, Ovest, Est), utile nel caso vorreste esplorare nuove zone. Una volta scelto il percorso, il fenix chiederà quale attività utilizzare, non soltanto corsa e trail running, ma anche tutte le altre disponibili. Abbiamo notato che al passaggio di un Live Segment di Strava, la funzione di Round Trip si bloccasse. Ci è successo diverse volte, ma con un reset dell’orologio abbiamo risolto.

Mappe precaricate (5X). Non è stata soltanto attivata la funzione Round Trip, ma è stato sviluppato anche un sistema di mappe precaricate, che sono visualizzabili sul nuovo schermo del fenix 5X. Garmin ha precaricato le mappe Topo Active, che negli anni scorsi sono state sviluppate per l’escursione in montagna. Curve di livello, punti quotati, strade percorribili, sentieri, fiumi, laghi e punti geografici sono tutte informazioni disponibili che consentono una migliore gestione del percorso. Interessante la proposta Garmin perché propone l’aggiornamento di queste mappe gratuitamente: davvero una decisione per incentivare l’acquisto del fenix 5X, considerando che ognuna costerebbe circa un centinaio di euro.

Around Me. Garmin ha attivato anche la funzione Around me: “nei paraggi”. Non pensavo fosse utile più di tanto, ma mi è servita post Maratona di Parigi per raggiungere la stazione della metropolitana più vicina. Chiaramente si possono seguire le indicazioni fornite dal fenix 5 e raggiungere i punti di interesse oppure i waypoint nelle vicinanze.
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FENIX 5 E BUG DEL BAROMETRO ALTIMETRICO

Nel fenix 5 così come nel fenix 3 la misurazione della quota avviene tramite altimetro e barometro interni. L’orologio, attraverso l’altimetro, misura la quota approssimativa basandosi sui cambiamenti di pressione. D’altro canto il barometro calcola i dati di pressione ambientale attraverso la quota a cui l’altimetro è stato calibrato. In linea di principio la stima è molto più efficace di quella basata esclusivamente sul GPS.

Fenix 3 e bug del barometro. Ma per molti clienti del fenix 3 HR, al momento dell’acquisto una grossa sorpresa: nonostante una calibrazione manuale oppure anche quella automatica, le schermate di visualizzazione dei dati barometrici e altimetrici erano senza ombra di dubbio sbagliati. Dopo parecchi mesi non è stato possibile chiarire se fosse un problema software o hardware di una particolare lotto di fenix 3 HR, ma per fortuna non si è verificato su tutti gli orologi. Inoltre Garmin ha introdotto a fine novembre 2016 un nuovo firmware che ha consentito di migliorare la situazione sulla maggior parte dei fenix 3 HR. Infine, uno dei possibili problemi è legato al fatto che il dispositivo non sia perfettamente pulito nella parte legata al barometro.

Garmin fenix 5Fenix 5 e barometro. Il fenix 5 non ha mostrato questi problemi, nei nostri viaggi, anche in aereo abbiamo riscontrato rilevazioni perfette. Non abbiamo inoltre letto sui forum problemi simili, che invece erano relativamente frequenti sul modello precedente. Certamente però può succedere che l’altimetro ogni tanto fornisca dati errati e sia necessario effettuare una calibrazione, ma non sembra un problema sostanziale.
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FENIX 5 HR E ACCURATEZZA CARDIOFREQUENZIMETRO

Garmin fenix 5Poco prima della fine del 2016, avevamo descritto le caratteristiche e dell’accuratezza del sensore ottico cardio. La domanda che mi pongono tutti: è accurato? Dipende. Sicuramente sulle corse lente si, sugli allenamenti più intensi, di meno. E quello del fenix 5? Come indicato nell’introduzione, il sensore ottico del fenix 5 è stato aggiornato, sia dal punto di vista hardware sia software. In tal caso, distinguiamo tra tre scenari.

Il monitoraggio giornaliero. Il sensore ottico del fenix 5 ora monitora costantemente il battito cardiaco, attività che il fenix 3 non compiva. Con il fenix 5 il sensore ottico è stato pensato per stimare il vostro battito cardiaco ogni secondo, o al massimo ogni due secondi. La misurazione è assolutamente accurata, abbiamo confrontato i dati con quelli di una fascia Polar H7. Non ci sono errori di nessun tipo, assumendo che l’orologio sia stato indossato correttamente.

L’allenamento lento. Anche sugli allenamenti lenti abbiamo trovato una buona stima del battito cardiaco. Sempre confrontando con una fascia Polar, ma anche con altri due sensori Garmin e Tom Tom, abbiamo ottenuto valutazioni equivalenti. Tutto è possibile, ma è davvero molto improbabile che l’orologio non sia in grado di valutare correttamente il vostro battito. Per le limitazioni suggerirei di consultare l’articolo allegato sopra.

In Gara. Pensiamo che il valore aggiunto di utilizzare il sensore cardio sia quello di utilizzarlo in gara: meno peso si porta, meglio si corre. Abbiamo fatto un doppio test nelle due maratone corse in aprile, correndo a Milano con Polar H7 e a Parigi soltanto con il cardiofrequenzimetro da polso. Prima di vedere come si è comportato, per avere una buona precisione, bisogna assicurarsi di stringere il fenix 5 correttamente al polso, né troppo stretto, né troppo largo. Il sensore in effetti misura l’espansione dei capillari a ogni battito cardiaco, stringerlo troppo non consente una corretta misurazione. D’altro canto, il rischio è che la lettura non sia ottimale in caso di mancanza di contatto. Ottenere la giusta tensione è difficile, soprattutto in una gara lunga come la maratona. Come già spiegato nell’articolo dedicato, è possibile che l’algoritmo di calcolo confonda la cadenza con la frequenza.
Alla Maratona di Parigi abbiamo osservato come la teoria sia davvero confermata: anche correndo intensamente, a 3’30” al km, il fenix 5 misurava perfettamente la frequenza cardiaca sul polso. A un certo punto però è mancato il contatto al polso e la misurazione si è rivelata inutile. Un’altra possibile spiegazione alla misurazione inconsistente è l’incremento della temperatura nella seconda parte della gara.

La vostra esperienza potrebbe essere diversa, anche perché la misurazione dipende fortemente dal vostro DNA, dal colore della pelle, dall’irsutismo e dalla posizione, oltre che ovviamente dalla dimensione del vostro polso. La fascia cardio resta ancora l’opzione preferita di chi vuole misurare correttamente il battito cardiaco, ma certamente anche su questo punto il fenix 5 ha dimostrato di essere il miglior cardiofrequenzimetro da polso attualmente sul mercato.
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fenix 5 HR E ACCURATEZZA GPS

Garmin fenix 5Alzi la mano il podista che non abbia contestato in gara la distanza complessiva, oppure la media, visualizzata dal GPS? Il problema è che soltanto pochi esperti possono in realtà valutare in maniera analitica l’accuratezza del GPS. Chi lo fa confrontando due GPS probabilmente compie un errore metodologico: chi assicura che il secondo GPS sia più preciso del primo? Nel seguito alcune osservazioni derivanti dalle nostre analisi statistiche. Esistono blog specializzati nella valutazione dell’accuratezza GPS, se la vostra conoscenza d’inglese e di statistica è buona, suggeriamo di consultare il sito del blogger Fellrnr.

Sensazioni di fondo. I pochissimi amici che conoscevano la pubblicazione della recensione mi hanno tutti posto la seguente domanda: “Sii sincero: ma il fenix 5 è davvero accurato?”. Come al solito la risposta è… dipende. Se state leggendo la recensione in aprile 2017, sicuramente la risposta è negativa: fenix 5 non è più accurato di un prodotto entry level. Anche se la distanza complessiva è fondamentalmente corretta, quello che non ci è piaciuto è la valutazione del passo sui dieci secondi, per noi sottovalutato. Nelle due maratone ci è capitato di leggere molte volte che correvamo a 5′ al chilometro, alquanto improbabile. Non avevamo notato questi problemi sul fenix 3, ma in tal caso avevamo testato l’orologio diversi mesi dopo il lancio ufficiale. Basandoci sulla storia Garmin, siamo sicuri che l’algoritmo di valutazione del ritmo sarà corretto nei prossimi mesi. È un déjà vu, quindi non lo valuterei come criterio di decisione. D’altro canto, pensandoci bene la distanza complessiva non è risultata molto differente da orologi con software più consolidato.

Analisi statistica. Dal punto di vista statistico, abbiamo svolto due analisi: senza tediare il lettore non interessato ai dettagli, possiamo dire che su una corsa in campagna la rilevazione era sicuramente accurata e precisa, in città abbiamo notato maggiori difficoltà su ponti e dove c’erano palazzi molto alti. Tutto sommato pensiamo che la valutazione della distanza sia relativamente precisa, così come il passo medio, mentre sicuramente meno precisa è la valutazione del passo istantaneo. Se siete interessati al dettaglio, consigliamo di aggiungere un commento sotto.
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FENIX 5 VS FENIX 3, PERCHÈ COMPRARE IL NUOVO?

Secondo noi il fenix 5 è indirizzato almeno a tre gruppi di persone, ce ne saranno senz’altro altri, ma è chiaro che la pletora di modelli GPS spinge alcune categorie di clienti verso modelli meno completi. Non dimentichiamoci inoltre che il fenix 3 non è stato ritirato dal mercato e dal nostro punto di vista resta l’orologio dal miglior rapporto qualità prezzo.

A chi vuole il meglio. Su nessun altro strumento tecnologico per atleti ci sono così tante funzioni a disposizione. Anche l’atleta più esigente e l’ingegnere più fanatico troveranno pane per i loro denti. La funzione del carico dell’allenamento è migliorata a tal punto che non servono altri strumenti per capire se e come allenarsi, in un cruscotto informativo chiaro e preciso ci sono tutti i dati per decidere come comportarsi.

A chi cerca uno strumento avanzato di navigazione. Anche gli strumenti di navigazione hanno fatto un salto da gigante, parliamo certamente di evoluzione e non di rivoluzione. Ma la funzione Round Trip aggiunge a uno strumento molto efficace ulteriori possibilità di navigazione che non esistono su nessun altro orologio da corsa.

Al pubblico femminile che cerca l’innovazione. Finalmente è stato pensato un orologio dalle dimensioni più ridotte, comparabile all’Apple Watch. Non abbiamo avuto modo di usare il fenix 5S, ma stiamo pensando di utilizzarlo per le gare, vista la dimensione ridotta e al tempo stesso la grande versatilità. Al sottoscritto dal polso molto piccolo il fenix 5X sembra davvero enorme, mentre il 5S si è dimostrato molto confortevole.
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ACCESSORI FENIX 5

Ci sono fondamentalmente tre tipologie di accessori per il fenix 5, a parte la fascia cardio HRM descritta precedentemente, vale la pena descrivere i nuovi cinturini, oltre allo schermo di protezione.

Garmin fenix 5Cinturini fenix 5. Cambiare il cinturino con il fenix 3 richiede piccola manualità, con il fenix 5 è stata introdotta la tecnologia QuickFit. È possibile sostituire il cinturino in tre secondi con una pressione sulla parte posteriore dell’orologio. Sono disponibili cinque cinturini multicolore, oltre a versioni più eleganti. Per inciso, mentre cinque anni fa il Forerunner 310XT tendeva a sganciarsi dal cinturino, per il fenix 5 il rischio è praticamente nullo, perché la leva è sotto il polso. Certo è che il prezzo del cinturino è raddoppiato. I cinturini sono da 20, 22 e 26 mm a seconda della tipologia del modello scelto.

Pellicola protettiva. Per chi decidesse di scegliere la versione fenix 5 normale, senza vetro zaffiro, varrebbe forse la pena acquistare una pellicola protettiva, che nella nostra esperienza aiuta a evitare graffi. Attenzione alla scelta della pellicola rispetto al vostro modello.
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CONCLUSIONE

Pur avendo potuto testare il fenix 5 soltanto per un mese, complessivamente per 600 km, ho avuto la “fortuna” di poterlo utilizzare in due maratone in due capitali europee: poco per poter esprimere un parere definitivo, ma non pochissimo per preparare questa recensione. Sono convinto che il fenix 5 sia il miglior prodotto finora introdotto sul mercato per gli sportivi amatori interessati alla tecnologia. Non ci sono innovazioni enormi rispetto al fenix 3, nel novanta percento dei casi le funzioni del fenix 5 sono molto simili. Ma il fatto di disporre di strumenti avanzati di navigazione, di interessanti report sul carico di allenamento, di un’interfaccia grafica più semplice e intuitiva lo rende uno strumento unico sul mercato. Grazie al fenix 5X mi diletto ancora a scoprire nuove funzioni durante le mie corse mattutine, probabilmente non lo userò nelle gare, ma resterà al mio polso nel 2017… in attesa della prossima innovazione Garmin.
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I DIVERSI MODELLI FENIX 5 DISPONIBILI SU AMAZON

Il Garmin fenix 5 è disponibile su Amazon e nei migliori negozi sportivi. Considerando il tempo speso per i test e la recensione di quest’articolo, abbiamo allegato i principali collegamenti Amazon. Se avete apprezzato la recensione, suggeriamo di utilizzare i link qui sotto per gli acquisti: avremo una piccola commissione Amazon che ci consentirà di acquistare nuovi prodotti. A voi non costa nulla, ma aiuterete il sito, che resta non profit, a testare nuovi gadget. Qui sotto troverete i principali tre modelli disponibili di fenix 5:

Garmin fenix 5S
Garmin fenix 5
Garmin fenix 5X




Garmin Forerunner 35, la recensione completa

Garmin Forerunner 35

Nuovo anno, nuove recensioni, ma sempre più complete!
A cura di “Massi” Milani

All’ottavo tentativo, Garmin ha finalmente seguito il consiglio del grande maestro della tecnologia, Steve Jobs. In effetti, secondo l’ex amministratore delegato della Apple, “bisogna lavorare duramente per raggiungere una soluzione semplice […] Ma come obiettivo la semplicità aiuta a muovere le montagne”. A inizio settembre 2016, l’azienda leader di soluzioni fitness, ha infatti prodotto una piccola perla del fitness, il Garmin Forerunner 35 (“FR35”), l’ottavo modello dell’anno e secondo noi il miglior prodotto del 2016 per il segmento “Entry”. Ma davvero il Forerunner 35 è la soluzione per il podista principiante? Come si differenzia rispetto agli altri prodotti entry? Quali sono le caratteristiche che vi consigliano di acquistarlo? Quali limitazioni abbiamo riscontrato nelle diverse settimane d’utilizzo quotidiano? E la facilità d’uso è davvero un vantaggio per noi podisti? Ma lo consigli davvero o è solo un’operazione di marketing? Cosa manca al 35 per essere scelto dal podista evoluto?

Noi di TheRunningPitt.com abbiamo avuto la fortuna di provare il Forerunner 35 per diverse settimane, ora abbiamo una visione chiara delle possibilità offerte dallo strumento, anche grazie al confronto con altri modelli. Come disclaimer, non abbiamo ricevuto e non siamo interessati a ricevere nessun compenso per questa recensione. Pur essendo soltanto podisti amatori evoluti, le nostre conoscenze analitiche ci aiutano a diffondere in maniera semplice le nuove tecnologie, uno dei principali obiettivi del sito, oltre a permettere ai podisti di tutti i livelli di correre meglio. Essendo il nostro un sito focalizzato sulla corsa, limiteremo la recensione del FR35 al podismo, con una piccola sintesi sulle funzioni non legate alla corsa. La filosofia del blog resta la stessa di sempre: no test, no party, non possiamo valutare analiticamente quello che non testiamo!

La semplicità del Garmin Forerunner 35

Garmin Forerunner 35In estrema sintesi. Non avete tempo di leggere tutto l’articolo? In meno di trecento parole e con una piccola grafica, vi sintetizziamo pregi e difetti. Chiaramente suggeriamo la lettura approfondita, soprattutto se pensate di comprarlo oppure se già lo possedete: in tal caso l’articolo sostituisce completamente il manuale. In sintesi, il Garmin Forerunner 35 rappresenta l’ultimo modello GPS di base della casa americana, ed è progettato sostanzialmente per chi intende correre in maniera frequente. Ma è pensato anche per un utilizzo quotidiano, vista l’estetica molto accattivante, la buona durata della batteria e le funzioni di activity tracking. L’accelerometro interno consente di calcolare passi, distanza e monitorare il sonno, accompagnandovi per tutta la giornata. L’orologio può essere inoltre utilizzato per le uscite in bici, se occasionali, visto che non supporta i sensori di potenza. La durata della batteria è superiore a quella di strumenti dello stesso prezzo, posizionandosi sopra le dieci ore in modalità attiva GPS (le specifiche tecniche parlano di 13 ore), quindi lo potrete utilizzare per una settimana intera senza ricaricarlo. Purtroppo non dispone di funzioni avanzate molto ricercate dal podista amatore, ma è fornito di alcune delle analisi presenti in prodotti molto più costosi (esempio il calcolo del vostro miglior tempo sulle varie distanze, o le funzioni “ripetute”) e dispone di un’eccellente strumento di vibrazione. Nel complesso, riteniamo che le molte funzioni disponibili e la presenza del lettore cardiaco da polso possano renderlo molto competitivo su un mercato sempre più esteso. Anche se il prezzo di listino è più elevato dei prodotti entry, il 35 sicuramente offre qualcosa in più degli activity tracker presenti sul mercato e di molti orologi di fascia superiore. La sua semplicità e comfort lo rendono unico e permettono d’indossarlo per 24 ore senza accorgervene.

Garmin Forerunner 35Garmin Forerunner 35Apriamo la scatola. Scatola semplice, nulla da eccepire, nessuno vorrebbe pagare qualche euro per la confezione di un prodotto “entry”, preferiremmo in effetti spendere meno per il packaging e avere qualche funzione software in più. All’interno della scatola si trova il carica-batteria che si collega via USB e consente il trasferimento dati al PC. Per l’upload via telefono, nel FR35 è disponibile il collegamento Bluetooth, ma non WiFi. “Stranamente” il cavo è diverso da quello degli ultimi sette modelli usciti nel 2016, confermiamo per l’ennesima volta che lo standard di ricarica non è stato ancora deciso. Ma almeno l’alloggiamento dell’orologio è più stabile rispetto al passato. Oltre al cavetto, la confezione contiene l’FR35 stesso, i soliti documenti legali e un piccolo manuale. Essendo uno strumento di base, in inglese si definisce come “entry”, non contiene nessuna fascia cardio… anche perché per la prima volta è stato aggiunto il lettore ottico di frequenza cardiaca!

Garmin Forerunner 35Garmin Forerunner 35Esteticamente bello. Siamo podisti a cui piace correre al freddo e nel fango, ma amiamo molto l’estetica degli orologi, ogni modello se ben progettato esprime emozioni attraverso materiali usati, colori scelti e forme adottate. L’FR35 evoca proprio la semplicità, mostrandosi molto sottile rispetto ai concorrenti di mercato: nonostante l’introduzione del lettore ottico, pesa soltanto 37 grammi, 5 in meno rispetto al 235, 49 in meno del fenix 3 e 20 in meno rispetto al 735XT. Solo l’Apple Watch 2 è più leggero, la sua versione sport è di 34 grammi. Estetica minimalista, aspetto quadrato e non tondo, risoluzione di 128×128 pixel, cinturino molto leggero e comodo, penso che lo terrò per qualche mese, prima di sperimentare la prossima uscita sul mercato. La combinazione leggerezza / confort / activity tracking lo rendono un ottimo candidato per l’utilizzo giornaliero. Inoltre la visualizzazione in bianco e nero con un contrasto rilevante lo rende visibile in tutte le occasioni. Se all’apparenza lo schermo sembra fragile, consigliamo l’acquisto di una cover per proteggerlo da eventuali graffi.

Le opzioni di configurazione del Garmin Forerunner 35

Garmin Forerunner 35Garmin Forerunner 35Prima di correre. Dopo averlo ricaricato completamente, come al solito non vedo l’ora di testarlo per capire come si comporta in corsa. È un periodo per me “off”, quindi non mi focalizzo molto sugli allenamenti, ma alla prima uscita senza aver letto il manuale, la scelta è davvero intuitiva: solo quattro pulsanti, a sinistra l’attivazione dell’illuminazione e la scelta del menu, a destra in alto la pianificazione dell’allenamento e in basso la freccia di scorrimento. Tenendo premuto quest’ultimo pulsante si attiva un menù per la musica (dettaglio più sotto). Il 35 ha un menù intuitivo che si può esplorare in pochi minuti, l’abbiamo sintetizzato in un’infografica. Anche per questo nuovo modello, dopo aver premuto il pulsante dell’omino che corre, l’attesa non è nemmeno spasmodica, cinque piccole barrette orizzontali consentono di monitorare il sistema per i pochi secondi della corretta localizzazione. Manca il sistema Glonass, ma non me ne sono accorto. Pur essendo un modello entry, la sincronizzazione dei dati con il cellulare, ma anche con il computer, ha permesso di ridurre significativamente l’attesa per chi viaggia molto spesso. Infine, se vi allenate nello stesso posto, la ricerca è istantanea (sotto i cinque secondi). Secondo alcuni, la ricerca satelliti richiede più tempo, ma nella mia esperienza non ho avuto nessun problema. Infine, il collegamento con i sensori è molto rapido e indolore: fascia e sensore contapassi sono stati trovati immediatamente. Purtroppo non si collega con il nuovo sensore Stryd per la misurazione della potenza, ma spero di risolvere il problema.

Garmin Forerunner 35Iniziamo a correre. Una volta trovati i satelliti, si possono scegliere quattro modalità per misurare il proprio allenamento. La più semplice è la “corsa libera”, si attiva premendo due volte l’omino, che visualizzerà prima il cronometro e poi mostrerà tre campi. Per pochi secondi sarà visualizzabile la legenda del dato, poi semplicemente le metriche. In alternativa, prima di avviare la seduta, si possono scegliere altre tre opzioni nella “modalità corsa”. Oltre alla corsa libera, esiste la possibilità di svolgere un’uscita corsa/camminata, impostando la durata dei due segmenti (ne abbiamo parlato diffusamente nell’articolo sulla ricerca dei Pokémon). L’FR35 vibrerà qualche secondo prima della conclusione di ogni sessione. La terza opzione è quella del “virtual pacer”, che permette di valutare l’eventuale scostamento rispetto a un ritmo predefinito. Invece, per svolgere allenamenti strutturati, definibili con la “modalità a intervalli”, è possibile indicarli sull’orologio, ma non scaricarli dal Garmin Connect (dettaglio nell’apposito paragrafo sotto). Una quinta opzione deriva da una nuova tecnologia chiamata da Garmin MoveIQ, che consente di rilevare automaticamente un’attività se vi siete dimenticati di premere il tasto d’avvio prima di correre. Già presente in altri activity tracker, funziona decisamente bene, ma è utile soltanto al podista occasionale.

Garmin Forerunner 35Configurazione schermata. Così come per le altre funzioni, anche per le schermate siamo a livello minimale: quattro schermate possibili, cinque se si attiva il “virtual pacer”, sei se includiamo anche l’ora e la data, tre campi per ogni schermata. Per facilitare la scelta al lettore abbiamo indicato tutti i campi a disposizione, non ci saremmo mai riusciti con altri orologi più complessi. Il nostro suggerimento è d’impostare le schermate con lo schema proposto in altri articoli. Quella principale avrà a disposizione i tre principali campi di passo: non dimentichiamoci che uno degli obiettivi della corsa è correre da due punti A e B in un determinato tempo, quindi visualizzare il passo medio al km, quello del chilometro corrente e quello istantaneo consente di determinare immediatamente la vostra performance. Se il vostro obiettivo è diverso, probabilmente non vi serve configurare più di tanto il GPS. Attenzione che la legenda dei dati non è visibile se non a inizio allenamento, quindi ricordatevi di stabilire una sequenza precisa, per esempio in alto il passo istantaneo, in mezzo quello del lap, e in basso quello complessivo dell’allenamento. Sulla seconda schermata lasceremo il default, magari sostituendo le calorie con la distanza e il cronometro. Di default, il sistema mostra solo due schermate, ma dopo qualche giorno d’utilizzo ci siamo accorti che attraverso un menù del Garmin Connect è possibile in effetti attivarne altre due, permettendo praticamente di visualizzare tutti i dodici campi a disposizione. Con il 35 non si avrà la possibilità di utilizzare Connect IQ, una mancanza accettabile in un modello entry. Dispiace invece che non ci sia la possibilità di alternare automaticamente le pagine dati, occorre farlo manualmente con il tasto in basso a destra.

Correre con il Garmin Forerunner 35

Garmin Forerunner 35Durante la corsa. Una volta iniziato a correre l’FR35 mostrerà le due schermate con tutti i campi precedentemente configurati, al primo utilizzo si vedranno distanza e passo di corsa. Come di consueto, anche l’FR35 utilizza un passo istantaneo arrotondato ai cinque secondi. Personalmente non sono interessato a valutazioni “istantanee”, la mia scelta è di utilizzare la media dell’ultimo chilometro, che si può attivare assumendo di aver configurato la valutazione dei tempi intermedi a ogni chilometro, opzione che tutti i podisti tipicamente aggiungono, a eccezione delle gare o in pista. Si noti che anche l’F35 gestisce i tempi intermedi manualmente, premendo il tasto in basso a sinistra “back/lap” (molti altri orologi hanno l’opzione in basso a destra, ma è solo questione d’abitudine). Per farlo, ricordatevi di attivare la funzione nel menù: una volta premuto il tasto, troverete l’indicazione dell’intervento oltre al suo numero di sequenza. Non si può purtroppo configurare il messaggio del tempo intermedio, ma si visualizzerà soltanto il tempo al km oltre il numero d’intermedio. L’F35 gestisce avvisi per la durata, distanza, calorie o per la frequenza cardiaca: al raggiungimento di una determinata condizione, per esempio ai 5 km, l’orologio vibrerà o suonerà. La Garmin ha dedicato un pulsante specifico per illuminare lo schermo dell’orologio durante le uscite prima dell’alba o dopo il tramonto. La visualizzazione dello schermo è decisamente buona, se correte di sera il consiglio comunque è di attivare la retroilluminazione in maniera costante (modalità “sempre attiva”). Bisogna soltanto ricordarsi di farlo prima d’uscire.

Garmin Forerunner 35Ripetute. Consideratelo un vero regalo della Garmin: quasi nessun orologio entry ha quest’opzione, l’unica limitazione è la vostra pazienza (nel mio caso, poca), il tempo a disposizione (nel mio caso, nullo) e soprattutto l’incapacità di pianificare allenamenti “multipli” (tipo: 3×1.000 e 3×400). Le ripetute sono state davvero migliorate grazie alle vibrazioni dell’orologio: in un’uscita intensa è proprio un piacere sentir il conto alla rovescia e vibrare il polso a pochi secondi dalla fine della ripetuta, funzione davvero ben progettata e realizzata. Ora il numero della ripetuta è visualizzato in alto a destra, con lo schermo suddiviso in due parti, in alto il tempo o la distanza mancante, in basso la distanza o il tempo trascorso. Non è possibile pianificare un ritmo previsto, ma solo indicare durata o distanza della seduta. Inoltre, non esiste la possibilità di esportare i dati del calendario e di pianificare l’allenamento dal Garmin Connect: bisogna farlo esclusivamente dall’orologio. Ma sono tutti limiti accettabili per un orologio di questo tipo.

Dopo la corsa. Non appena conclusa la corsa, per completare l’allenamento basterà premere il pulsante in alto a destra “start/stop”, che attiverà un menu a scorrimento con la durata, i km percorsi, il tempo medio a chilometro, le calorie consumate e il battito medio. Nella parte centrale della schermata troverete una selezione di opzioni: per riprendere l’allenamento, salvarlo o cancellarlo dall’orologio. Scegliendo l’opzione di salvataggio, il 35 fornirà statistiche di base dell’allenamento oltre ai “record” della corsa (esempio: miglior tempo sui 5 km, distanza più lunga ecc), mentre tutti i dati relativi al recupero, alla stima della VO2max, sono riservati agli orologi di livello superiore e non saranno visualizzati. Il calcolo dei migliori tempi è misurato sul confronto con le corse dell’orologio e non su tutte le prestazioni storiche. Anche in questo caso è possibile azzerare i record prima di un allenamento intenso, per avere statistiche aggiuntive sulle classiche distanze 5, 10 e 21,097 km e potrete valutare il vostro stato di forma del momento in maniera intuitiva. Peccato che nella visualizzazione dei “nostri record” non sia indicata la data, cosa che invece avviene su orologi premium.

Durata batteria. Il manuale del FR 35 indica come durata della batteria nove giorni con funzioni di activity tracker, e 13 ore per l’utilizzo del GPS, valori assolutamente molto buoni. Per esempio, il confronto con il fratello maggiore FR235 è molto positivo, offrendo ben due ore supplementari di durata. Chiaramente questi numeri dipendono dall’attivazione delle notifiche, dal collegamento al telefono, dall’aggiunta delle funzioni di activity tracker e dal numero di rilevazioni del sensore ottico di frequenza cardiaca. I nostri test non si discostano molto da quanto già pubblicato. Rispetto al passato l’FR35 ha attivato soltanto la registrazione “al secondo” e non più quella intelligente, avremmo preferito che ci fosse anche la seconda opzione. L’orologio comunque si riesce a ricaricare soltanto una volta a settimana, anche per me che mi alleno tra le 8 e le 10 ore. Per il resto, la differenza tra 10 o 16 ore d’utilizzo è irrilevante. La visualizzazione della carica della batteria è nella schermata iniziale con ora e data, peccato che non sia visibile la percentuale di carica.

Garmin Forerunner 35 come activity tracker

Garmin Forerunner 35Durante il giorno. Come già scritto precedentemente, il 35 è pensato per essere utilizzato durante il giorno. Abbiamo parlato diffusamente della convergenza degli orologi GPS e degli activity tracker, non ci soffermeremo ulteriormente. L’FR35 dispone di tutti gli strumenti di misurazione, trasferendo poi i dati rilevati su Garmin Connect, i principali dati sono anche visibili in una delle schermate iniziali, che mostra: il numero di passi giornalieri, il confronto con l’obiettivo che si aggiorna in funzione dei dati del mese precedente e la distanza percorsa durante il giorno. Come tutti gli activity tracker, anche l’FR35 ci ricorderà di muoverci dopo un’ora di riunione, con una piccola vibrazione al polso e un avviso. L’FR35 dispone anche di una schermata “calorie consumate”, suddivise in due parti, a riposo e attive, le prime derivanti semplicemente dall’attivazione del vostro metabolismo e le seconde misurate sulla base dell’esercizio fisico quotidiano. Un’altra opzione a disposizione dell’utente è la misurazione delle ore di sonno, basato sulla mancanza di movimento del polso. Dato molto accurato, o quantomeno coerente con i diversi tracker che abbiamo testato.

Garmin Forerunner 35Sul tapis roulant e indoor. Una delle funzioni a disposizione è la corsa in palestra sul tapis roulant, proprio durante questo periodo di freddo e gelo varrebbe la pena usare questa funzione. L’FR35 come tutti i suoi principali concorrenti dispone di un accelerometro relativamente preciso, il passo istantaneo è abbastanza “coerente” rispetto a quello del tapis. Contrariamente ai suoi fratelli maggiori, i dati di cadenza non vengono rilevati dalla fascia, quindi è decisamente importante assicurarsi di muovere il braccio per poter rilevare la cadenza. Come sempre, la precisione è dipendente dal vostro modo di correre e dal tipo di allenamento che intendete svolgere. Nel mio caso sarà relativamente sottostimata, alla luce della mia cadenza più elevata rispetto a quella del podista “normale”. In generale comunque la biomeccanica di corsa all’aperto è leggermente diversa rispetto a quella sul tapis e l’accelerometro dell’orologio calcolerà dati differenti, soprattutto se il movimento del braccio sarà simile ma non perfettamente uguale. Inoltre, allenamenti di qualità saranno meno precisi di quelli di corsa lenta e per esperienza personale la noia di una corsa lenta è di molto superiore sul tapis che all’aperto, quindi è probabile che a un certo punto la vostra mente vi obbligherà a schiacciare il tasto sul tapis per aumentare la velocità. Per ottenere una migliore precisione del passo di corsa visualizzato, suggeriamo d’utilizzare un footpod, che è compatibile e aiuta a essere più precisi sul tappeto, purtroppo non esiste la possibilità di calibrarlo manualmente, ma con alcune uscite all’aperto l’algoritmo Garmin tenderà ad aggiustare la distanza sulla base del vostro passo.

Garmin Forerunner 35Notifiche smartwatch. Anche l’F35 come i recenti modelli Garmin riceve dal cellulare le notifiche, che sono attivate tramite il collegamento Bluetooth sul telefono e sull’orologio. Il sistema funziona decisamente bene, il dubbio però è la sua utilità pratica, avendo uno schermo molto più piccolo di quello del cellulare. Nel caso in cui portiate il telefono in tasca durante la corsa, potreste però sfruttare le notifiche per visualizzare eventuali chiamate. Infatti le notifiche non sono limitate soltanto ai messaggi, ma anche alle telefonate, che si possono tranquillamente accettare o rifiutare direttamente dall’orologio. L’FR35 ha anche a disposizione due app: la prima, Meteo, permette di visualizzare le previsioni meteo a partire dai dati del telefono, mentre la seconda, Musica, trasforma l’orologio in un telecomando virtuale del cellulare. Provato sia con iOS, sia con Android, schiacciando i tasti dell’FR35 si riesce a cambiare automaticamente la musica. Ovviamente sarà necessario portarsi dietro il telefono, altrimenti le due funzionalità non saranno disponibili.

Garmin Forerunner 35Garmin Forerunner 35Accuratezza dati (GPS e Frequenza cardiaca). Sul blog, ci siamo occupati a più riprese di confrontare sia i dati del GPS, sia quelli del lettore ottico. L’FR35 si è mostrato accurato su entrambe le misure: da un lato, dopo una decina d’uscite sullo stesso percorso, abbiamo notato una consistenza d’utilizzo, nessuna variazione superiore a 50 metri per ogni 10 km. Dal punto di vista della frequenza cardiaca misurata con il lettore ottico, il test effettuato qualche settimana fa ha dato un esito simile a quello del fenix 3: su corse lente, nessuna variazione rispetto alla fascia, oltre il 70% di misurazioni sono state equivalenti, e il 95% con un solo battito d’errore di differenza. Si noti che la morbidezza del cinturino ha inciso positivamente sul test: l’FR35 si può stringere al polso senza grosse sensazioni di fastidio. Per quel che concerne il test su ritmi intensi, ne parlerò in un prossimo articolo.

Forerunner 35 e altri modelli Garmin

Garmin Forerunner 35Confronti, entry vs entry, entry vs prodotti di fascia superiore. Difficile il confronto tra orologi, di certo non possiamo pretendere che l’FR35 abbia tutte le funzioni di un orologio Premium, abbiamo sintetizzato in una tabella le funzioni mancanti: le dinamiche di corsa, il calcolo del recupero, prima (“performance condition”) e dopo l’allenamento (“tempo di recupero”), la vostra previsione di risultato (VO2max), la soglia anaerobica e infine gli strumenti di navigazione. Molte di queste funzioni sono riservate ai podisti evoluti, e serve davvero tempo per capire e interpretarle. Alla fine dell’articolo sono indicati tutti i riferimenti principali per capire se state davvero “perdendo qualcosa d’importante”. Tutte le altre funzioni sono senz’altro utili, ma richiedono di spendere 80-100 euro in più per ottenerle. Come scritto nella guida all’acquisto del GPS, il Garmin Forerunner 235 in particolare è quello dal migliore rapporto qualità/prezzo e con quasi tutte le funzioni evolute (tranne le dinamiche di corsa che permettono di capire come stiamo correndo).

Altri sport. Sull’orologio sono a disposizione altre modalità d’allenamento, a parte la corsa (indoor e all’aperto). È possibile attivare le funzioni “bici”, “cardio” (per tenere traccia degli allenamenti in palestra) e “camminata”. Le funzioni sono molto simili a quella della corsa, nella bici il passo sarà sostituito come di consueto dalla velocità, e per le attività cardio e di camminata si potrà impostare l’opzione all’aperto oppure indoor. Noterete che sebbene l’F35 abbia una classificazione 5atm/50m, ossia possa essere usato anche in piscina e in mare, non vi consentirà di misurare le vostre performance natatorie.

Conclusione. Appena indossato il Forerunner 35, ho capito subito che la sensazione di comfort e leggerezza me l’avrebbe fatto apprezzare per parecchio tempo. Nelle diverse settimane d’utilizzo, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla durata della batteria, dall’eccellente vibrazione utile durante le sedute di ripetute, dalle diverse funzioni presenti finora solo in orologi di fascia media. Ho stimato molto il fatto che Garmin abbia deciso d’adottare il nuovo lettore ottico per permettere ai principianti e agli amatori di non correre con la fascia cardio, ma al tempo stesso abbia consentito a questi ultimi di mantenere il collegamento ai sensori, per allenamenti intensi. Anche se l’FR35 manca delle funzioni avanzate di reporting tipiche degli orologi premium, per la maggior parte dei podisti l’orologio rappresenta davvero un ottimo rapporto qualità/prezzo. Ai podisti amatori è oltremodo consigliato, vista la sua semplicità d’utilizzo. Infine, le funzioni di activity tracking aiutano chi vuole semplicemente stare in movimento. Durante le mie corse mattutine, l’FR35 è diventato il mio fedele compagno di viaggio… finché la Garmin non svilupperà qualche ulteriore gadget dalle funzioni innovative.

Per approfondimenti. Di seguito, alleghiamo i collegamenti al sito per approfondire alcune tematiche discusse nella recensione:

L’arte della valutazione del GPS
Recensione 630
Recensione fenix 3
La seconda vita del foot pod
L’accuratezza del sensore ottico
Guida all’acquisto dei GPS

Il Garmin Forerunner 35 è disponibile su Amazon e nei migliori negozi sportivi.