La potenza nella corsa

La potenza nella corsa

La misurazione della potenza nella corsa è stato uno dei temi più dibattuti nel corso del 2017, ne abbiamo parlato a più riprese anche sul nostro blog. L’interesse da parte dei lettori è molto alto, perché la promessa di chi vende i misuratori di potenza è quella di aiutare i podisti amatori a correre meglio, o quantomeno, a misurare meglio le proprie prestazioni. Ci hanno chiesto da più parti quali sono gli strumenti per misurare la potenza nella corsa e se davvero queste rivendicazioni di marketing sono giustificate. Ecco la nostra piccola guida, un po’ meno dettagliata del solito, perché sotto l’ombrellone non si ama leggere più di tanto.

Nota del redattore: la lista delle società che stanno entrando nel mercato delle dinamiche di corsa e della misurazione di potenza cresce ogni settimana, abbiamo indicato solo quelle che conosciamo e abbiamo testato, focalizzandoci in particolare sugli strumenti che offrono (offriranno?) la valutazione della potenza, non soltanto tools di biomeccanica.

Usare la potenza nella corsa: quali strumenti scegliere?

Dopo la recensione dettagliata sulla misurazione della potenza con Stryd, ecco un articolo dedicato esclusivamente al confronto con quello che offre il mercato. Ma non possiamo partire senza prima descrivere le principali ragioni per utilizzare la potenza nella corsa. Perché usare la potenza? Quale strumento scegliere? I dati sono veramente accurati?

Sappiate comunque che non esiste soltanto Stryd, gli strumenti a disposizione sono veramente tanti e senza una piccola guida si corre il rischio di fare confusione.

Perché usare la potenza nella corsa

La potenza nella corsaIn estrema sintesi, la misurazione della potenza nella corsa consente al podista di allenarsi in maniera ottimale in tutte le condizioni, con l’eliminazione di fattori esterni, come salite, discese, vento, temperatura oltre a parametri fisiologici. Rispetto al battito cardiaco, la valutazione è istantanea: se correte forte immediatamente il misuratore di potenza vi consentirà di capire quanti watt state generando. La frequenza cardiaca invece ha il limite che il dato è ritardato di qualche secondo. La potenza è perfettamente correlata alla velocità, a parità di condizioni esterne.

Attualmente non esistono strumenti perfetti, perché: 1) la potenza è solo stimata e non esatta. Ma nei nostri test di un anno non abbiamo notato grandi variazioni rispetto ai dati “reali”. 2) ci sono alcune condizioni in cui la misurazione è migliore di altre. Solo studiando la fisica della potenza potrete capire quali limitazioni ci sono, per esempio leggendo il libro The Secret of Running vedrete che la resistenza dell’aria influenza la nostra corsa e che stare in gruppo migliora, seppur di poco, la nostra performance.

Un misuratore di potenza nella corsa:

  • consente di determinare a che ritmo allenarsi, basandosi su dei test semplici ma accurati. Per chi avesse letto il libro di Jim Vance, troverà alla fine delle tabelle di allenamento basate sulla potenza;
  • offre analisi innovative dell’economia di corsa, attraverso per esempio la metrica chiamata Form Power, ma anche indirettamente visto che si riesce banalmente a calcolarla dividendo la potenza specifica per la velocità;
  • permette di capire come gareggiare, basandosi sulla curva di potenza: data una determinata distanza, di un eventuale dislivello, siamo in grado di dedurre immediatamente a quanti watt sia opportuno correre.

Ma contrariamente a quanto indicato dai promotori della potenza, una metrica non è necessariamente superiore all’altra, visto che ognuno di noi reagisce diversamente rispetto alla temperatura, all’umidità, all’altitudine e allo stress. C’è chi suggerisce di considerare il profilo Frequenza/Potenza in percentuale, per stimare contemporaneamente il vostro stato di forma, il vostro benessere psico-fisico e l’intensità della corsa.

Come misurare la potenza nella corsa, i migliori strumenti

La misurazione della potenza è ottenuta attraverso diversi strumenti, tutti pensati per sfruttare proprietà fisiche che consentono di calcolare la potenza generata dalle gambe. I principali sensori sono basati su tre tecnologie:

  • Accelerometri basati su Footpod. Della prima categoria fanno parte Stryd, Runscribe, Milestone Pod, Shft Run.
  • Accelerometri basati su Solette. In questa seconda categoria, annoveriamo RPM2 e FeetMe.
  • Accelerometri basati su Fasce cardio. A parte Garmin, fanno parte di questa categoria Wahoo Tickr e la prima versione di Stryd.

Si noti che non abbiamo recensito Wiva, un promettente sensore italiano, che peraltro non misura la potenza. Prossimamente aggiorneremo la recensione. Ci sembra leggermente over-priced rispetto alle offerte del mercato. Infine, tenete presente che acquistare questi sensori innovativi ha un rischio. Siamo davvero sicuri che siano supportati nel futuro? Siamo davvero convinti che il calcolo delle metriche sia equivalente? L’investimento è solitamente di 200 euro, quindi non è proprio a buon mercato. A volte poi è meglio cercare una tecnologia più sicura, per evitare sorprese. Il caso di Kinematix Tune è sintomatico: sebbene fosse una delle tecnologie più promettenti, dopo due anni dal lancio, l’azienda ha chiuso perché sono mancati i fondi a disposizione per continuare gli investimenti.

Per ora, vediamo in sintesi i principali sensori analizzati.

Stryd

La potenza nella corsaAbbiamo parlato dello strumento della casa di Boulder a lungo: la nostra recensione dettagliata di Stryd è stato uno degli articoli più letti del blog nel 2017. Inoltre mi hanno scritto almeno 500 persone per dirmi che sul sito Stryd è pubblicizzata la foto del mio arrivo vincente alla maratona di Trino del 2016. Quindi, pur non avendo nessun motivo economico per pubblicizzare il pod, resto comunque affezionato all’azienda americana. Arrivato alla seconda versione, ora permette di misurare non soltanto la potenza, ma anche metriche accessorie, come la Leg Stiffness, la Form Power, oltre a derivare indirettamente i dati dell’economia di corsa. Dal nostro punto di vista, resta il migliore strumento per misurare la potenza e consentirà di allenarvi e migliorare gradualmente, o quantomeno di capire come evitare di disperdere energie nella corsa. Prossimamente troverete la recensione in inglese con il commento di alcune delle gare svolte nel 2017.

Rispetto alla pubblicazione della recensione dettagliata, Stryd ha migliorato sensibilmente il proprio cruscotto informativo, aggiungendo funzioni informative molto utili, che saranno descritte nella recensione in inglese, in sintesi:

  • curva di potenza dedicata
  • una valutazione dei principali trend di potenza
  • un confronto delle nostre performance con quelle dei piani della maratona

Consigliato a tutti, molto probabilmente meglio comprare questo strumento che un nuovo GPS. Per acquistare, ecco i link Amazon, e quello direttamente sul sito Stryd, dove potrete ottenere uno sconto del 10% (codice sconto: Therunningpitt).

Runscribe

La potenza nella corsaSul nostro sito troverete la recensione dettagliata di Runscribe, oltre alla versione in inglese dove vengono descritti i principali parametri della maratona di Milano 2017. Ma l’attento lettore dirà: “Runscribe non misura la potenza!” Beh, a partire da ottobre 2017 la nuova versione del footpod, chiamata Runscribe Plus, lo farà, consentendo di:

  • collegarsi via Ant+ ai principali orologi Garmin, con Garmin Connect IQ. Non è ancora sicuro quali dati saranno disponibili online, appena riceveremo informazioni dall’azienda californiana, le comunicheremo. E per gli altri orologi? Tutto da capire, ma vi faremo sapere.
  • visualizzazione dati su Garmin Connect, con l’aggiunta della potenza della corsa. Sarà equivalente a quella di Stryd? Qualche mese e ve lo diremo.
  • estrazione dati, non soltanto individualmente, ma anche su tutti gli utenti. Per noi questa è la principale news, potremmo fare quanto già fatto con l’analisi dei podisti italiani di Strava.
  • funzione di risparmio energetico per chi viaggia. E poi non si dica che non ci ascoltano!
  • possibilità di interrompere la registrazione dei dati, attraverso l’App dedicata. Questa funzione non è utilissima. Ma quanti corrono con il telefono e al tempo stesso hanno bisogno di dati avanzati?

Il nostro giudizio è ovviamente molto positivo, ma resta da capire se effettivamente la misurazione della potenza sia davvero corretta e come Runscribe Pro si interfacci con i GPS.

Feetme

La potenza nella corsaParlando di prodotti promettenti, il primo che ci viene in mente è quello dell’azienda francese Feetme. L’azienda di Parigi è famosa per le sue tecnologie mediche: le solette Feetme venivano tradizionalmente utilizzate per analizzare i miglioramenti di pazienti dopo interventi chirurgici. Dal 2016, l’azienda si è anche lanciata nel mondo sportivo, creando un prototipo molto efficace. Lo strumento è potenzialmente superiore ai foot pod, perché la misurazione avviene su entrambi i piedi e vengono valutati gli impatti con il terreno a 360 gradi. Si noti però che ogni soletta pesa 80 grammi (i footpod solo 7!) e contiene non 3 sensori, ma 25, consentendo quindi di misurare il modo di correre su tutta la superficie del piede. Siamo ancora in fase sperimentale, ma le solette contengono collegamenti Bluetooth Smart e anche Ant+, per permettere la trasmissione dei dati con i Garmin.

Per ora non possiamo ancora esprimere un giudizio, visto che finché non si attiveranno i collegamenti ai GPS, per noi non ha senso testare lo strumento. Certo che a 149 euro, è davvero un grande valore rispetto a quanto offerto dal mercato attualmente.

Rpm2

La potenza nella corsaSponsorizzata da Michael Johnson, la start up americana sembrava destinata a lanciare le proprie solette su larga scala in tutti i mercati globali. Ma con oltre quattro anni di esperienza, l’azienda ha deciso di focalizzarsi nel ciclismo. In effetti, sembrerebbe che per triatleti interessati alla misurazione di potenza, possa essere uno strumento vincente: due solette che misurano la potenza correndo e in bici! Il prezzo è comunque molto alto, visto che stiamo parlando di 499 dollari. Aggiungendo al fatto che comunque in Europa non è facile acquistare il prodotto, che per inciso si chiama Rpm2, pensiamo che non sia una scelta in questo momento appropriata per un podista amatore, come i lettori del blog. Certo però è una tecnologia più consolidata delle altre, inoltre decantata da Jim Vance nel suo ultimo libro. Da valutare l’evoluzione di Rpm2, anche alla luce del miglioramento delle interfacce con gli orologi GPS.

Garmin e la potenza nella corsa

La potenza nella corsaSiamo delle persone molto ingenue, ma pensavamo che con il lancio del Garmin Running Dynamics Pod, la società del Kansas volesse lanciare nel 2017 il suo strumento di misurazione di potenza. E invece no, il RD Pod semplicemente misura le dinamiche di corsa Garmin con gli stessi dati a disposizione della fascia cardio. Ma Garmin lancerà qualche strumento di misurazione di potenza prima o poi? Potete scommetterci! È una fetta di mercato da non trascurare, soprattutto per il colosso americano. Si narra che Garmin stia stringendo un accordo commerciale con l’azienda indiana Boltt, per lanciare nel 2018 il suo misuratore di potenza. Noi non crediamo sia vero. Però conoscendo le strategie dell’azienda, pensiamo che una sorta di una partnership possa essere possibile, per acquisire eventualmente conoscenze mancanti. Non saremo sorpresi che al CES 2018 ci possa essere un annuncio in merito. Tutto sommato i dati della potenza su Garmin Connect IQ ora sono perfettamente compatibili con gli orologi americani.

Milestone pod

La potenza nella corsaPer un disguido burocratico, non sono riuscito ancora a testare questo strumento. Milestone Pod per ora non ha ancora a disposizione la potenza, ma a un prezzo davvero accattivante, contiene metriche che nemmeno le dinamiche di corsa Garmin offrono! Il vero problema è che lo strumento non è integrato ai principali GPS del mercato e l’unico modo di utilizzo è quello di trasferire i dati offline. Da pochi mesi però è stato attivato il collegamento Bluetooth ai principali GPS. Tra l’altro esiste un video su YouTube che mostra la compatibilità con il Garmin fenix 5, ma per ora solo relativamente alla cadenza. Riuscirà ad aggiornare anche altre funzioni? L’azienda è comunque molto attiva, visto che anche questa settimana sono state distribuite nuove funzioni per la gestione dei dati, in particolare per l’esportazione su Strava (ma non solo). A ogni modo, a 30 dollari rappresenta il miglior strumento a disposizione del podista per misurare le proprie dinamiche di corsa.

Wahoo Tickr

La potenza nella corsaWahoo Fitness è davvero una delle società più innovative nel mondo del fitness. La sua value proposition è di realizzare strumenti a buon mercato che consentano di essere utilizzati da atleti di tutti i livelli. Ultimamente si è focalizzata di più sul ciclismo che sulla corsa, ma è previsto per ottobre il rilascio delle dinamiche di corsa per podisti. Attualmente, come scritto nella recensione del Wahoo Tickr Run, occorre portarsi dietro un iPhone per poter correre, ma se l’azienda dovesse attivare la potenza anche sui dispositivi Garmin, sicuramente il Tickr Run diventerebbe il misuratore di potenza dal miglior rapporto qualità/prezzo.

Per ora, il nostro suggerimento è quello di attendere le evoluzioni del mercato, sapendo che Wahoo sta erodendo quote di mercato in ambito ciclistico a Garmin, quindi probabilmente tutti gli investimenti sono in quella direzione. Nel frattempo, vi rimandiamo alla nostra recensione dettagliata di Wahoo Tickr Run per i dettagli.

Shift Run

La potenza nella corsaShift Run, o shft.run per gli amici è un altro strumento molto promettente che misura le principali dinamiche di corsa, inclusa la potenza nella corsa. Anche in questo caso si tratta di un Pod. Prodotto in Danimarca, è stato pensato per consentire ai podisti mondiali di ridurre gli infortuni, migliorando la tecnica di corsa. Shift significa proprio questo: cambiare il modo di correre grazie alla tecnologia. Negli anni questo strumento ha fatto passi da gigante, ponendosi come uno degli strumenti più all’avanguardia nel settore. La grande novità rispetto agli altri strumenti è la triangolazione dati, perché si posiziona contemporaneamente sul piede e sul petto. Non suggeriamo di acquistarlo ancora perché non consente il collegamento con i GPS, ma siamo certi che ci saranno evoluzioni.

Conclusioni e approfondimenti

La misurazione di potenza sta diventando sempre più rilevante per il podismo, come lo è stato per il ciclismo quindici anni fa. Purtroppo attualmente non esiste uno standard di rilevazione dati e la misurazione avviene soltanto in maniera indiretta. A ogni modo, tra le nuove tecnologie stanno emergendo diverse soluzioni promettenti. Siamo convinti che con il tempo ci sarà convergenza tra GPS e sensori di misurazione e che almeno due dei quattro grandi produttori di orologi, spingeranno per misurare la potenza con dei sensori proprietari. Ma saremmo felici di sbagliarci!

Oggi al podista amatore risulta molto difficile capire come allenarsi correttamente con la potenza. Se chiedete ai principali coach italiani, vi diranno di utilizzare ancora metodi tradizionali! Per il sottoscritto, la potenza nella corsa è semplicemente una serie supplementare di metriche che, con occhio allenato, possono farmi capire se sto entrando in forma. Oramai non ne farei a meno, ma di certo non faccio parte della categoria di coloro che sostengono che la potenza sia l’unico strumento di allenamento. Almeno finché non aprirò la mia start-up…

Per approfondimenti:


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