Benvenuto The Running Pitt 2.0

The Running Pitt 2.0

The Running Pitt 2.0Sei anni (il primo post è del 28 giugno 2011) e QUATTROCENTOVENTUNO (!!!) post e/o articoli dopo, è arrivato il momento di cambiare un po’ il blog, alla ricerca di un’evoluzione che permetta da un lato di migliorarne e completarne i contenuti, dall’altro di gestire in maniera più snella ed efficiente la sequenza di argomenti e la regolarità delle pubblicazioni, con l’obiettivo ultimo di aumentare ulteriormente la qualità e completezza dei vari articoli.

Lascio quindi la tastiera a “Massi” Milani, che come sempre ha analizzato il tutto in maniera più che approfondita. Ovviamente, niente paura: NON inizieremo a scrivere della dieta miracolosa che ti fa andare forte, della ricetta “mai più senza” per il pasto pre-gara o dell’allenamento segreto che in una sola seduta ti fa migliorare di dieci minuti in maratona! L’approccio sarà sempre “evidence-based”… o quasi ;-)

The Running Pitt 2.0, l’evoluzione della specie

Non sembra vero, ma sono passati quasi sei anni da quando Gianmarco (Pitt), “giovane” promessa del podismo amatoriale italiano, iniziò a scrivere il suo blog, prima discutendo di scarpe, poi di gare, allenamenti, alimentazione, GPS… All’ideatore del blog si è poi affiancato Massi, ossia ii sottoscritto, che inizialmente per scherzo ha preparato un articolo su uno dei problemi di molti podisti amatori italiani. Dal primo articolo ne sono stati aggiunti tantissimi altri, 421 per la precisione, spaziando su tutti i principali argomenti di corsa. Paradossalmente quello della fascia cardio è attualmente il più letto di sempre sul blog, anche se sarà superato da alcuni più recenti entro fine anno.

The Running Pitt 2.0Appare evidente anche al lettore più distratto che il contenuto degli articoli, i dati presentati, i grafici utilizzati, oltre al numero di argomenti trattati sono tutti aumentati sensibilmente in quantità, mantenendo sempre un livello dettagliato nei contenuti. Negli ultimi mesi, il numero di lettori è aumentato significativamente, così come la durata media del tempo speso sul sito. Ai pochi ma affezionati lettori della prima ora si sono affiancati nuovi o nuovissimi podisti, alla ricerca di suggerimenti per correre meglio, più a lungo, ridurre gli infortuni o semplicemente trovare qualche consiglio tecnologico di corsa, oppure d’alimentazione. Gli ultimi articoli pubblicati hanno una media di visite superiore a quella dei primi, sebbene questi continuino a essere visualizzati e riletti a distanza di anni dalla pubblicazione.

Perché cambiare allora se sembra tutto funzionare alla grande? Anche se è davvero divertente scrivere durante il week-end recensioni dettagliate con 5.000-10.000 parole, immagini e grafiche complete, l’approccio finora utilizzato ha molti limiti. Nel seguito cercheremo di descrivere quali siano e come pensiamo di superarli.

A) Le recensioni richiedono troppo tempo per essere scritte

Senza prendere in considerazione la recensione dettagliata del Garmin fenix 5, che ha richiesto il tempo di venti maratone per essere scritta, un articolo di media lunghezza e profondità di contenuto richiede tra le cinque e le dieci ore per la preparazione di grafici, articoli e foto. E questo senza contare il tempo richiesto dai test, dall’analisi dei dati e dalla lettura dei principali forum podistici. Non essendo un lavoro a tempo pieno, e nemmeno part-time, ma soltanto un hobby del week-end, risulta chiaro che non è possibile mantenere la profondità del contenuto e al tempo stesso incrementare il numero di articoli con questo formato.

B) Gli articoli non sono mai completi e spesso di nicchia

The Running Pitt 2.0Non è soltanto questione di tempo. Parlare di alimentazione, di tecniche d’allenamento, di tecnologia oppure di gare è complesso, estremamente complesso. È impossibile preparare una recensione completa su nessuno di questi argomenti. I nostri punti di vista restano soltanto tali. Qualcuno ha scritto che cerchiamo di raccontare la verità assoluta. In realtà vogliamo soltanto portare opinioni autorevoli su un sito ritenuto autorevole dalla maggioranza dei podisti italiani. Ma ci rendiamo conto che alcuni argomenti meritano di essere valutati da più punti di vista, non soltanto da quello di due “modesti” podisti amatori. Anche uno dei più semplici oggetti tecnologici a disposizione dei podisti, il Garmin Forerunner 35, ha funzioni che non possono essere testate completamente da una sola persona. Chi sapeva come guardare la seconda pagina di un messaggio WhatsApp sulle notifiche del 35? Alcuni lettori giustamente si stanno abituando bene e l’animo umano domanda sempre di più.

C) È costoso preparare questi articoli

Non credendo molto nel modello della reciprocità, in generale acquistiamo con i nostri soldi gli oggetti da recensire. Anche quando il prodotto ci viene regalato, provvediamo poi ad acquistarlo su Amazon, per evitare di sentirci obbligati a parlare positivamente del prodotto che recensiamo. Ma questo modello, collegato alla mancanza di pubblicità sul sito, richiede un esborso economico superiore alle entrate. Proprio per questo recentemente abbiamo introdotto link Amazon, con cui poter acquistare i prodotti raccomandati. Nessun costo aggiuntivo per il lettore, un piccolo rimborso spese per noi, maggiori probabilità di nuove recensioni future indipendenti. Win, win.

D) Con il modello attuale non si può velocizzare la realizzazione del contenuto

Non è soltanto il costo e il tempo a disposizione che ci limita, ma anche la possibilità di effettuare test, analisi e di produrre risultati analitici e credibili. Ci scusiamo anticipatamente con i nostri lettori fedeli, qualcuno ci ha scritto che non sempre completiamo gli articoli. Siamo assolutamente d’accordo con questa critica. Sono mesi che vorrei parlare della seconda parte sul sensore ottico. Ce la faremo? L’avrei già scritto, ma vorremmo effettuare ulteriori test prima di un responso definitivo.

E) Gli articoli non sono mai letti completamente

Ci sembrava molto strano che lettori molto attenti e analitici nei commenti ponessero domande a cui avevamo dato già risposta nell’articolo! Siccome non era un caso isolato ma si è ripetuto decine di volte, analizzando i dati tramite Google Analytics, abbiamo capito perché. Nel 2017 sono apparse chiaramente due tendenze. In primo luogo, rispetto al 2013, la percentuale di visite dagli smartphone è aumentata sensibilmente. Solo quattro lettori su dieci utilizzano ancora il computer per fruire dei contenuti del sito. In tal caso diventa impensabile immaginare che un articolo di oltre novemila parole come la recensione dettagliata del fenix 5 possa essere davvero letto e compreso fino in fondo con il cellulare. In secondo luogo, il lettore abituale ritorna frequentemente sul blog, preferendo riguardarsi le recensioni per capire alcuni dettagli sfuggiti alla prima lettura. Come sarebbe bello se ci fosse una sintesi standardizzata per gli articoli più interessanti?

Come cambierà TheRunningPitt.com?

In accordo con Gianmarco, abbiamo deciso di apportare alcune modifiche al modello editoriale del sito, apportando cinque principali novità, proprio per cercare di sopperire alle lacune descritte precedentemente. I cambiamenti più importanti sono indicati nel seguito, presentati in ordine decrescente d’importanza.

1. Introduzione di un team di esperti

Questa è la novità più importante dei prossimi mesi. L’obiettivo di The Running Pitt è quello di aiutare i podisti amatori a migliorare. Di ogni argomento abbiamo finora soltanto analizzato la superficie. Come sarebbe bello se ci fossero esperti a preparare argomenti dettagliati, a commentare particolari metodologie di allenamento o semplicemente a fornire un parere autorevole su un particolare argomento? Non va dimenticato che proprio grazie a esperti sono riuscito a migliorare i miei risultati in maratona: Gianmarco mi ha portato da 2h56′ a Reggio Emilia 2012 a 2h37′ alla maratona di Verona, Marco fino a 2h30′ alla maratona di Anversa, e PierPaolo a 2h29′ alla maratona di Parigi. Io negli ultimi cinque anni ho ricevuto molto da persone speciali che senza chiedermi niente in cambio mi hanno fornito strumenti, metodologie o semplicemente consigli di corsa. Ora è giunto il momento di ricambiare: su The Running Pitt non troverete come correre una mezza maratona con le Crocs, ma solamente suggerimenti per vivere al meglio l’esperienza podistica a 360 gradi, grazie ad un gruppo coeso di esperti.

Dopo una lunga ricerca li abbiamo finalmente trovati, rigorosamente in ordine alfabetico, eccoli qui:
Francesco Puppi, astro nascente del podismo di montagna e non solo. Non si occuperà di preparare direttamente articoli sul blog, sebbene ne ha ovviamente la facoltà. Il suo compito principale sarà quello di aiutarci a svolgere test ulteriori sui GPS, in particolare in montagna.
Giambattista Rota, grandissimo esperto italiano di scarpe da corsa. Avrete sicuramente letto i suoi articoli su Podisti.net. Giambattista continuerà a scrivere per il sito leader in Italia della corsa, ma preparerà recensioni su alcuni modelli di scarpe in esclusiva per noi.
Marco Altini, cervello italiano emigrato nella Silicon Valley, grandissimo esperto di fisiologia e tecnologia. Ci abbiamo messo molto a convincerlo a partecipare all’iniziativa, ma dopo avergli fatto presente che l’unico modo per scrivere su The Running Pitt era #breaking3, ha subito accettato. Il potere degli incentivi!
Massimiliano Doria, giovane manager italiano spesso in giro per il mondo per lavoro. Uno dei pochi italiani a correre la maratona in 2h50′ pur avendo la tessera Senator Gold della Lufthansa (ne conosco solo un altro…). Massimiliano è un ingegnere aerospaziale a cui abbiamo chiesto di raccontarci dei suoi viaggi e allenamenti in giro per il mondo.
PierPaolo Chiofalo. Se non l’avete incontrato in giro per l’Italia ai camp Altra Running oppure a un corso di biomeccanica di corsa, vi siete sicuramente persi qualcosa. Ma come tutte le esperienze che non si provano, difficile capire cosa si perde. A Pier non abbiamo chiesto un impegno di scrittura, il suo contributo sarà su argomenti complicatissimi come tecnica di corsa, prevenzione d’infortunio e biomeccanica.

Per non smentire quanto scritto al successivo punto 4, ecco una piccola infografica che illustra come abbiamo deciso di suddividere il lavoro editoriale. A nessuno è richiesto un impegno costante. Il progetto ha però un filo comune: tutti esperti, ognuno legato agli altri per la passione, l’impegno e il desiderio di trasmettere conoscenze acquisite negli anni a tutti i podisti amatori.
The Running Pitt 2.0

2. Crowdwriting

The Running Pitt 2.0Quanto descritto precedentemente e la lettura del libro Drive, la sorprendente verità su ciò che ci motiva… del professor Pink, ci ha fatto riflettere sulla possibilità di sfruttare anche il crowd writing. Tra i lettori ci sono davvero tantissimi esperti in determinati campi della corsa, perché non sfruttare le conoscenze comuni per rendere gli articoli dettagliati ancora migliori? Inoltre, noi esprimiamo il nostro parere di podisti amatori analitici e precisi. Ma siamo sicuri che sia davvero “corretto”? Per quanto ci sforziamo di rendere le recensioni dettagliate, ogni volta qualcosa ci sfugge. Ci vengono in mente due esempi per illustrare perché il contributo dei lettori sia vincente. Da un lato, nella recensione del Forerunner 935, ci siamo dimenticati di illustrare che il Forerunner 735 non disponesse del wi-fi. Gravissima mancanza che abbiamo corretto, ma errore che non avremmo mai commesso se la recensione fosse stata preparata con il supporto di ulteriori lettori. Dall’altro lato, alcuni argomenti sono davvero controversi, come l’accuratezza del sensore cardio. Avere un campione statistico di persone per i test potrebbe aiutare a rendere l’articolo più autorevole. Infine, è impossibile pensare che saremmo in grado di descrivere e confrontare tutti i principali accessori di corsa oppure le scarpe. L’unico modo per riuscire ad aumentare il numero di recensioni è quello di farci aiutare dai lettori, in particolare per le foto, che entrambi odiamo scattare (e che Gianmarco odia postare sul blog). Ognuno ha i suoi difetti!

Per contribuire nella preparazione di una recensione, abbiamo preparato un Google Modulo The Running Pitt, con il quale potrete contribuire a postare parte di una recensione, foto, oppure suggerimenti per articoli. Ma non preoccupatevi, la recensione la scriveremo sempre noi, utilizzando i vostri scritti, adeguatamente allineati allo stile del sito.

3. TheRunningPitt.com in inglese

The Running Pitt 2.0Alcune delle recensioni sono troppo di nicchia, ma secondo noi quello rappresenta il valore aggiunto del sito. Non penso che scrivere in maniera molto dettagliata di argomenti che interessano a pochi valga la pena. Un esempio concreto è la recensione di Runscribe. Sebbene sia una delle più interessanti, ha avuto un andamento di visualizzazioni molto comune a tutti gli argomenti di nicchia: nei primi quindici giorni letture superiori alla media degli altri articoli, poi è diventata una recensione orfana del sito, visto che nessuno su Google si sognerà mai di cercare il sensore Runscribe. Se l’avessimo scritta in inglese, a quest’ora sarebbe ancora letta quotidianamente dal web. Per un’interessante analisi sulla coda lunga, suggeriamo la lettura del libro di Chris Anderson, finalmente tradotto in italiano. Dobbiamo ancora decidere se eventualmente gestire delle traduzioni, ma siamo certi che troveremo il giusto equilibrio.

4. Infografiche standardizzate

The Running Pitt 2.0ngere sette schede o infografiche di sintesi, per spiegare il prodotto, per confrontarlo con i suoi articoli alternativi, descrivere le funzioni più importanti, suggerire eventuali carenze o mancanze e infine analizzare in che contesto usarlo. Un esempio l’abbiamo già incontrato nella recensione del confronto tra Forerunner 935 vs fenix 5.

5. YouTube

The Running Pitt 2.0Come sarebbe bello se in pochi minuti, o forse secondi, il lettore riuscisse a capire se vale la pena comprare un determinato oggetto tecnologico? Questo è sicuramente il miglioramento più difficile da attuare e quindi ha una priorità più bassa rispetto agli altri. Se è vero che sempre più lettori ci hanno chiesto di affiancare video a recensioni scritte, dobbiamo ancora decidere il modo e i tempi per aggiungere YouTube sul sito. Considerando che molti dei video vengono soltanto visti per pochi secondi, dobbiamo inoltre capire la lunghezza media del video, che ovviamente sarà limitato alle recensioni tecnologiche. Stay tuned!

Questi cambiamenti saranno tutti attivati durante il 2017. Cercheremo di rendere il blog sempre più interessante, sperando che le varie tipologie di lettori possano apprezzare le nostre proposte. Alla fine il podista amatore sarà l’unico vero artefice del successo del sito, noi promettiamo impegno, passione e rigore nella redazione delle recensioni dettagliate, degli articoli di corsa o di allenamento. Se poi comincerete ad acquistare su Amazon partendo dai nostri link, promettiamo di continuare almeno fino al 2020.


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