Nike Pegasus Turbo 2, la recensione dettagliata



Le Nike Pegasus Turbo 2 sono le nuovissime scarpe intermedie di Nike, lanciate globalmente qualche giorno fa in concomitanza con le Nike Vaporfly Next (presto la recensione). A distanza di 12 mesi dal primo modello Pegasus Turbo 35, l’azienda dell’Oregon ha provveduto ad un aggiornamento di design con qualche modifica importante. A parte il nome, oramai le Pegasus Turbo sono un modello separato, anche altri particolari sono variati. Per un piccolo ma crescente gruppo di appassionati, le Pegasus sono diventate la migliore scelta per le corse lente, medie e lunghe. Se inizialmente i 180 euro del prezzo di listino hanno influenzato negativamente la maggior parte dei podisti amatori, per chi ha avuto modo di sfruttare i saldi, le Turbo si sono rivelate una piacevole sorpresa, soprattutto dopo «la delusione» della nuova versione delle Nike Vomero 14. Prese da qualche giorno, le stiamo provando in maniera estensiva e ora sono disponibili in Europa su Runningwarehouse Italia e su altri siti web. Massi le ha testate e di seguito troverete la sua opinione.

Nike Pegasus Turbo 2, la nostra opinione

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Sul calendario del podista amatore, Luglio risulta molto atteso non soltanto perché si riescono a trovare scarpe scontate, ma soprattutto dato che molte aziende promuovono i nuovi modelli della stagione autunnale. Nike non fa davvero eccezione alla regola: quattro diversi modelli sono stati lanciati l’11 Luglio. Almeno 3 su 4 calzature saranno da noi recensite nelle prossime settimane. A meno di dover correre una maratona sotto le 2h20, per il podista amatore, senza dubbio l’uscita più attesa è l’evoluzione delle Pegasus Turbo. Se invece vi state chiedendo come sono «le Verdoni», ossia le Vaporfly Next, oppure l’aggiornamento delle Pegasus Turbo 36, vi suggeriamo di ricontrollare il sito nei prossimi giorni. In caso contrario, continuate a leggere.

Principali domande della recensione

Quali sono le principali caratteristiche delle Nike Pegasus Turbo 2? cosa le rendono cosi speciali? quali sono le differenze rispetto al modello precedente?  Ma sono così veloci? Per chi sono pensate? com’è il comportamento nella corsa? per quali ritmi? e per quale distanza? le consigliate anche per la maratona?

Ecco le domande a cui abbiamo cercato di rispondere nella nostra recensione dettagliata. Per guidare il lettore nella recensione, l’articolo è diviso in sezioni. Vi consigliamo di leggerlo tutto d’un fiato e poi di soffermarvi sulle parti che vi interessano ad una seconda lettura.

Le Nike Pegasus Turbo 2 nel modello Blu sono state fornite comprate su Internet a finalità di test.

Caratteristiche generali

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Le Pegasus Turbo 2 sono scarpe di categoria A2 «intermedie», adatte ai podisti con appoggio neutro e supino, hanno un drop 10. Disponibili attualmente in tre colori, blu, rosso e verde, le Pegasus Turbo 2 sono pensate per corse lente, veloci ed allenamenti lunghi. Si caratterizzano per essere una scarpa filante, nonostante la parte anteriore sia stata leggermente modificata. La buona senzazione di appoggio al terreno è ulteriormente migliorata, così come la morbidezza già intrinseca nella schiuma Zoom X. A livello di reattività non molto è cambiato alla versione precedente: se potessimo farlo, aggiorneremmo la recensione del primo modello. In effetti il concetto di Turbo è molto relativo: abbiamo visto scarpe sicuramente più reattive, anche se confermiamo che possono essere utilizzate per allenamenti veloci e in pista. Qui non è esattamente una questione di leggerezza, ma soltanto di reattività. La scarpa si presenta comunque in tutta la sua bellezza:
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Negli ultimi mesi abbiamo realizzato diverse recensioni delle scarpe Nike, una delle tre aziende più lette sul blog. Al link allegato troverete tutti gli ultimi modelli.

Caratteristiche tecniche

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Vediamo le caratteristiche tecniche delle Nike Pegasus Turbo 2, poi descriviamo le principali evoluzioni rispetto al modello precedente, infine discuteremo l’impatto sulla corsa. Le scarpe sono più larghe nell’avampiede, ma anche nel tallone. Così come per le Boston 8 il modello 9 va assolutamente bene al mio socio Andrea Soffientini, nonostante solitamente indossi il 9.5 US. Vale lo stesso consiglio: calzano abbastanza larghe, per chi le dovesse utilizzare in gara, forse mezzo numero in meno potrebbe essere consigliato. Ancora una volta, chi pensa di utilizzarle per correre corse lunghe, suggeriamo di comprare il «vostro solito numero». Appena indossate, la scarpa mostra tutta l’ammortizzazione che oramai manca alle Vomero 14.

Peso

Per quanto riguarda il peso, sono stati tolti alcuni grammi, proprio grazie ad alcune variazioni tecniche che descriveremo nel confronto con il modello precedente. Le specifiche tecniche parlano di 209 grammi sul modello 42 e 1/2, ma sinceramente grazie all’ammortizzazione, non sembra un vero problema:

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Molte delle caratteristiche tecniche della scarpa non sono cambiate. In particolare l’intersuola e la suola sono esattamente le stesse con 28 mm nel posteriore, con una buona sensazione di contatto al terreno.

Sintesi delle principali caratteristiche tecniche

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Peso: 209g (taglia 42 1/2)
Altezze della suola: 28 mm (tallone), 18 mm (avampiede)

Larghezza disponibile: D=media
Come calza (basato sulla larghezza D)

    • Calzata: standard (secondo noi calza leggermente larga)
    • Larghezza del tallone: medio-larga
    • Volume mesopiede: medio (versione 1: stretta!)
    • Larghezza avampiede: media
    • Altezza avampiede: bassa (ma leggermente più alta rispetto alla versione precedente
    • Altezza arco: medio / alto

Differenze rispetto alle Nike Pegasus Turbo 35

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In relazione al modello precedente Nike Pegasus Turbo, la scarpa non è molto diversa a livello estetico. Presenta una costruzione davvero molto simile, anche perché aggiornamenti significativi Nike li effettua soltanto ogni due anni. Però confrontando le due scarpe, possiamo valutare alcune differenze:

  • Tomaia, la tomaia ora sfoggia una maglia più leggera e sicuramente (più) traspirante, consentendone la riduzione del peso:

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  • Peso, rispetto alla prima versione, il peso è diminuito di 29 grammi, rendendo la scarpa davvero più leggera. Con 209 grammi, la sensazione di leggerezza è eccellente;

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  • Parte anteriore, nonostante lo spazio sembri abbastanza simile, manca ora la banda orizzontale che era stata aggiunta sul collo e punta del piede per rendere la tomaia più solida. Quella banda orizzontale colorata era il più grande ostacolo all’utilizzo. Cambiando la tomaia, è risultato un orpello inutile per il sostegno della parte superiore:

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  • Allacciatura e Linguetta: entrambe più sottili e leggere, per ridurre e migliorare il peso e facilitare un miglior bloccaggio del piede, con la nuova tomaia. Non che il piede sia più bloccato rispetto alla versione precedente, anzi. Ma pensiamo che il design sia stato necessario per la modifica della conchiglia:

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  • Design conchiglia: infine è cambiato il tallone. Se da un lato era più morbido ed imbottito nella prima versione, ora invece è meno opprimente, meno bloccato e sicuramente più leggero. Non sappiamo esattamente che cosa abbia spinto i designer a cambiare, alla fine c’è un impatto non irrilevante sul comportamento della corsa, soprattutto ad alte velocità. Ci vorranno ancora parecchie uscite lunghe per stabilire vantaggi e svantaggi di questa scelta, ma come per le Pegasus 36 normali, la sensazione è che se la scarpa non è ben allacciata possa «togliersi» correndo a ritmi elevati.

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Difficile esprimere un giudizio complessivo sul cambiamento del design della scarpa stessa. La calzatura non è fondamentalmente variata rispetto alla versione precedenza. L’«essenza» è la stessa: le Pegasus Turbo sono votate ad allenamenti lunghi, perché offrono un confort incredibile a tutte le velocità.

Estetica e forma

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Non osiamo definire le Nike Pegasus Turbo 2 tra le migliori scarpe, come forma ed estetica. Nonostante sia un concetto soggettivo, anche questa volta l’estetica delle Turbo 2 è risultata fantastica, almeno a prima vista: intersuola bianca e colorata in maniera sfumata, ogni singolo dettaglio sembra essere pensato anche per indossare le scarpe all’aperitivo con gli amici. La tomaia è leggermente cambiata. I documenti di marketing Nike parlano di «maglia lavorata su tutta la superficie.» La maglia è in mesh ingegnerizzato e sembra al tatto particolarmente morbida ma resistente al tempo stesso.

Allacciatura

Vista frontalmente la prima cosa che gli Aficionados noteranno è la mancanza della banda frontale. Se è vero che a noi non avesse mai dato fastidio, sulle lunghe distanze abbiamo sentito pareri molto negativi. Di questo cambiamento saranno tutti contenti, le dita del piede non sono così compresse come nella prima versione:

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L’allacciatura è più tradizionale rispetto alle Pegasus Turbo 1 e tutti i fori devono essere allacciati per garantire il bloccaggio del piede nella scarpa:

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Sul tallone c’è una grande scritta «FAST» in verticale, su cui commenteremo successivamente. Per il resto, le scritte sono esattamente identiche a quelle del modello precedente, così come la quantità di schiuma presente sul tallone:

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Conchiglia

La zona del tallone è molto larga e confortevole, ma il piede si adagia abbastanza adeguatamente, nonostante ci sia la sensazione che non sia perfettamente «bloccato», come invece capitava nel modello precedente. Siamo un po’ dubbiosi sulla scelta, che privilegia senz’altro il confort alla performance. Non abbiamo però avuto problemi anche a ritmi veloci. Manca un elemento riflettente, che invece era presente nella prima versione della scarpa stessa:

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Il tallone si estende molto meno verso l’esterno ed è praticamente scomparsa l’imbottitura e l’estensione esterna, come si capisce dalla foto:

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Contrariamente alle Pegasus Turbo 35, le Turbo 2 non presentano nessuna imbottitura nella parte interna del tallone, ma il confort resta comunque adeguato. Per intenderci, chi soffre di problemi al calcagno, non sentirà nessuna pressione con questo design:

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Soletta e Plantare

La soletta in EVA modellata a compressione non è particolarmente premium, molto simile a quella del modello dell’anno scorso ed alle «Pegasus normali» (35 e 36). Nella parte centrale troveremo una grande scritta bianca per indicare la presenza della tecnologia «Zoom», anche se manca la lettera X:

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Il plantare della scarpa non è perforato, ma l’intersuola risulta particolarmente morbida:

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Suola

Per ridurre il peso e migliorare la prestazione, Nike nel 2018 è passata, a suole più sottili. L’abbiamo già visto con le Pegasus 35 nonché con le Vomero 14. La geometria è pentagonale nella parte centrale e sono presenti tacchetti sia anteriormente sia posteriormente. La struttura è a forma di cialda (non a caso è chiamata «waffle») proprio per migliorare la transizione dell’appoggio al terreno. Nella prima parte di vita utile, pensiamo che il grip sia discreto, prima ovviamente che si consumino i tacchetti, a seconda del vostro modo di correre:

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Nella parte posteriore i tacchetti sono ben evidenti, la grandissima presenza di gomma rende la scarpa molto reattiva. Essendo la suola esattamente identica a quella delle Pegasus Turbo 35, non ci saranno grandi variazioni nel comportamento della corsa:

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Nella parte centrale il design prevede l’esposizione diretta della schiuma al terreno, con il vantaggio di migliorare la flessibilità delle scarpe durante la transizione della fase di corsa, chi corre di mesopiede noterà davvero una morbidezza inaspettata:

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Vista a livello laterale, la suola fa una bellissima figura dando una buona sensazione psichedelica, grazie al waffle.

Comportamento nella corsa

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E’ il segreto di Pulcinella per chi ha avuto la forza di spendere almeno 150 euro nel comprare questa scarpa. Se la scritta «Fast» compare sulla parte esterna della schiuma, molti si sono chiesti se la scarpa fa correre veramente veloce. Come al solito, tutto è relativo, ecco però i nostri test.

Corsa Lenta su Asfalto

La prima cosa che noteremo appena iniziato a correre è la presenza di una grandissima ammortizzazione in tutte le parti della scarpa. La presenza di una duplice schiuma ZoomX e React su tutta la superficie garantisce transizioni molto fluide durante le uscite lente. Il peso dell’intersuola è anche ben bilanciato tra il tallone e l’avampiede, rendendo le scarpe ancora più leggere di quanto non siano in realtà. Alla conclusione dei primi dodici chilometri, non ci siamo veramente accorti: le scarpe sono scomparse nei piedi.

Corse medie e veloci

Per corse medie, la scarpa mostra chiaramente un’anima strana. Aumentando la velocità, la sensazione di morbidezza è contrastata da quella di reattività. Diciamolo chiaramente però. Le Pegasus Turbo 2 sono risultate reattive, ma non così reattive rispetto per esempio alle Zoom Fly, ognuno dei tre modelli venduti nel 2017 ad oggi. Contrariamente a quanto scritto da Ludovica nella recensione della prima versione, non ci sentiamo invece di consigliarla né per le gare, né per le ripetute veloci, soprattutto se siete podisti amatori di buon livello. La scarpa è troppo morbida, ci sono senz’altro scelte migliori da noi descritte nel blog.  D’altro canto, siamo stati impressionati dalla buona protezione e dalla grande capacità di supporto nonostante il peso ridotto.

Corse lunghe

E per le corse lunghe? In questo caso ci sentiamo di affermare che le scarpe sono ideali, forse addirittura per correre parecchie ore. Dopo un’ora di allenamento, si percepisce davvero la senzazione di morbidezza, consentendo di sfruttare al meglio i lunghi pre-maratona. Dopo aver provato le Pegasus Turbo 2 in concomitanza con le Hoka Clifton 1, abbiamo notato una grande somiglianza: scarpe ammortizzate, leggere ma al tempo stesso veloci e reattive.

In conclusione, le Nike Pegasus Turbo 2 sono davvero veloci, ma soprattutto adatte a correre mezze maratone ed oltre. Il loro design intelligente, con una costruzione leggera favoriscono una corsa più economica, senza disdegnare il comfort. Le utilizzeremo senz’altro per la preparazione dei lunghi di una maratona.

Durata

Per il lettore appena giunto sul sito, vorremmo ricordare che la durata di una scarpa è fortemente influenzata dal peso dell’atleta che la utilizza, dalla sua biomeccanica di corsa, ma soprattutto dai materiali utilizzati dall’azienda. Si tratta sempre di gusti personali nel «cambio gomme», anche perché prima di cambiare una scarpa è fondamentale stabilire il budget annuale ed al tempo stesso il rischio d’infortunio. Come per tutte le cose, è una questione individuale. Ovviamente le nostre recensioni sono spesso pubblicate all’uscita della scarpa. Anche se è difficile valutare in maniera empirica quanto la scarpa durerà dopo pochi giorni dell’uscita della Pegasus Turbo 2, siamo certi che molti dei materiali non sono cambiati rispetto alla versione precedente, di conseguenza almeno per suola ed intersuola abbiamo un’esperienza consolidata (terzo modello utilizzato). In sintesi, ecco l’infografica della durata:

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Non lo pensavamo appena acquistate, ma le Pegasus Turbo 2 sono sorprendentemente resistenti. Lo avevamo già capito qualche mese dopo la recensione delle Pegasus Turbo 35. Inizialmente pensavamo che la scarpa fosse davvero fragile. In particolare, la suola in gomma era molto sottile e sarebbe stata la prima a rovinarsi. In realtà, grazie al design, nonostante il limitato spessore, è destinata a durare a lungo, anche grazie alla Gomma Continental (si: avete letto bene, non è un copia incolla di una recensione Adidas). Ma perché le Pegasus Turbo 2 dureranno così a lungo? Fondamentalmente per tre ragioni. In primo luogo, per il design della suola, che grazie alla morbidezza dell’intersuola Zoom X consente di flettersi in maniera dinamica e non subisce grosse pressioni rispetto a modelli più rigidi. In secondo luogo, i materiali della tomaia. Avete presente Hoka One One (e si noti che amiamo il marchio californiano)? beh, qui siamo all’antitesi, nonostante un traspirabilità equivalente, il Flymesh, morbido tessuto traspirante, è anche molto durevole:

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Infine, la durata dell’intersuola è eccellente. Non aiuta di sicuro l’aspetto visivo. Non abbiamo ancora fatto i chilometri necessari, ma dopo 100 km noteremo, un’importante increspatura della schiuma Zoom X. E’ solo un effetto ottico! Una volta viste le pieghe sull’intersuola, non preoccupatevi: le prestazioni della schiuma Zoom X non cambierà a lungo. Non fatevi nemmeno ingannare dal confronto con il vecchio Lunarlon, sia lo Zoom X, sia la schiuma React sono super resistenti!

Nonostante la leggerezza della scarpa ed alcune sensazioni visive, i componenti Nike hanno una qualità eccezionale ed il decadimento strutturale sarà lentissimo. Se non cercate esattamente di gareggiare, con le Pegasus Turbo 2 farete almeno 700 km, qualunque sia il vostro peso. Nel caso siate abbiate un peso ottimizzato, probabilmente le scarpe raggiungeranno pure i 1000 km.

Conclusioni

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In conclusione, le Nike Pegasus Turbo ci sono piaciute fin dal primo giorno di test. Una volta dimenticato il prezzo d’acquisto, si fanno amare per leggerezza, reattività, velocità e confort. Tutte qualità che notoriamente non vanno di pari passo. Con la seconda versione, le Pegasus Turbo 2, i pochi aggiornamenti effettuati non hanno stravolto le caratteristiche principali della scarpa. Le Pegasus Turbo 2 sono calzature adatte a podisti amatori dal peso ottimizzato, ma anche a chi cerca di migliorare e ama correre con un buon comfort. Per la redazione di TheRunningPitt.com, le Pegasus Turbo 2 sono le scarpe eclettiche per eccellenza. Ammesso di voler spendere tutti quei soldi per una calzatura, durante i lunghi pre-maratona non ve ne pentirete di sicuro.

Prezzi e disponibilità

La scarpa da listino costa 180 €. Vista l’esperienza precedente delle Pegasus Turbo 2, si trova leggermente scontata su diversi siti web. Per chi volesse risparmiare qualche euro in più, suggeriamo d’acquistare la versione Peg Turbo 35, leggermente più pesante e probabilmente più comoda. Ecco i principali link d’acquisto:

siti web prezzo medio Link acquisto
Running Warehouse 150-174 € link
Maxisport 149 € link
Sportshoes 175-183 € link
Maxisport (35) 126 € link
Cisalfa (35) 109 € link






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