Garmin fenix 3, la recensione completa

Garmin fenix 3

Il Garmin fenix 3 è l’oggetto del desiderio di noi podisti? Difficile scrivere qualcosa di non banale per introdurre degnamente l’articolo di oggi di “Massi” Milani (qui tutti i suoi contributi): semplicemente, è la recensione in italiano più completa di questo orologio GPS, aggiornata a Febbraio 2017.

Garmin fenix 3

FENIX 3, IL MANUALE E LE SUE CARATTERISTICHE

Il mio primo contatto con il fenix 3 è stato molto strano: in una mattinata a fine primavera 2015, mi ritrovai a correre una gara di 10 km, sponsorizzata dalla Garmin al parco di Monza. In attesa delle premiazioni, ebbi la fortuna di scambiare due parole con il fortissimo Marco De Gasperi, a cui luccicavano gli occhi a descrivere il suo nuovo giocattolino. Fino a quel momento ero molto scettico sulle capacità della divisione Outdoor di Garmin di sviluppare un prodotto per atleti “veri”. Nella mia testa non luccicante, la divisione del fenix era la sorella povera di quella Fitness (ricordiamo che a livello di fatturato annuale, la prima pesa 425m$, mentre la seconda 652m$). Ma da quell’episodio mi resi conto che forse sarebbe valsa la pena investigarne le funzionalità e capire se per il podista evoluto conveniva sostituire il bellissimo 920XT con uno strumento più accattivante, più moderno, più eclettico, ma al tempo stesso meno rivolto al fitness spinto. Dopo pochi mesi di analisi, arrivai comunque alla mia conclusione (nel caso di lettore impaziente, il consiglio è andare direttamente alle conclusioni). Ma prima di descrivere le mie sensazioni e i miei ragionamenti, facciamo un passo avanti di qualche trimestre: 27 Aprile 2016, anniversario della pubblicazione del manoscritto originale di “Per Elisa”, tanto cara a mia figlia che la suona costantemente sull’iPad. Si annunciano i conti della trimestrale Garmin e l’amministratore delegato mondiale Clifton Pemble spiega che due prodotti hanno trainato i risultati delle vendite: uno strumento per identificare come pescare meglio e il nostro fenix 3 (per gli amici, l’F3). Forse nulla è a caso, almeno per la pesca.

Ma davvero il fenix 3 è la soluzione per il podista evoluto? Come si differenzia rispetto agli altri prodotti d’alta gamma? Perché è sempre più amato dai triatleti e in generale dai podisti italiani e internazionali? Quali sono le caratteristiche che lo rendono così amato? Quali limitazioni abbiamo riscontrato nei molti mesi d’utilizzo quotidiano? E il frequente aggiornamento software è una limitazione oppure un vantaggio? Per chi cerca strumenti di Navigazione, il fenix 3 è davvero il “non plus ultra” della tecnologia moderna? E soprattutto, anche a voi luccicheranno gli occhi dopo un mese d’utilizzo come successe all’amico Marco?

Noi di TheRunningPitt.com abbiamo avuto la fortuna di provare l’F3 per diversi mesi, anzi ne abbiamo provati due (anche la versione 3 HR), ora abbiamo una visione chiara delle possibilità offerte dallo strumento, anche grazie al confronto con altri modelli. Come disclaimer, non abbiamo ricevuto e non siamo interessati a ricevere alcun compenso per questa recensione. Pur essendo soltanto podisti amatori evoluti, le nostre conoscenze analitiche ci aiutano a diffondere in maniera semplice le nuove tecnologie, uno dei principali obiettivi del sito, oltre a permettere ai podisti di tutti i livelli di correre meglio. Essendo il nostro un sito focalizzato sulla corsa, limiteremo la recensione del fenix 3 al podismo. La filosofia resta la stessa di sempre: no test, no party: non possiamo valutare analiticamente quello che non testiamo!

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MODELLI IN VENDITA

Come sapranno in tanti, le versioni del fenix 3 sono molteplici, si differenziano sostanzialmente per l’aspetto estetico, ma internamente sono identiche. Inoltre, proprio come succede per l’Apple Watch, anche l’azienda del Kansas ha adottato l’idea del cinturino multicolore per personalizzarne l’aspetto. Ma dal punto di vista software/firmware, il fenix 3 è soltanto uno, anzi due, visto che la versione HR include un gadget per visualizzare la frequenza cardiaca durante il giorno. I modelli si differenziano inoltre per la presenza o meno della fascia HRM-Run per misurare i battiti e anche per avere a disposizione le dinamiche di corsa Garmin. Si noti che la versione fenix 3 HR senza fascia non consente di visualizzare questi dati. Infine esiste una versione chiamata fenix 3 Sapphire. Questa versione ha una sola differenza fondamentale, lo schermo protettivo è in vetro zaffiro: è inscalfibile e per la cronaca può essere rigato soltanto dal diamante o dal nitruro di boro, avendo una durezza di 9 mohs. Se pensate di tenerlo per almeno 2-3 anni, varrebbe la pena investire qualche euro in più, la versione normale si graffierà raramente, ma l’evento non è escluso, soprattutto se correte trail oppure lo usate per il triathlon.
Per sintetizzare, le vostre scelte sono quattro: 1) con o senza sensore ottico di frequenza cardiaca (fenix 3 vs. fenix 3 HR), 2) con o senza fascia cardio, ma se non la prendete, non avrete le dinamiche di corsa, 3) con o senza vetro zaffiro, il rischio di graffio è minimo ma la perdita di valore c’è, se succede, 4) il colore del cinturino.

FENIX 3 IN SINTESI

Garmin fenix 3In estrema sintesi. Non avete tempo di leggere tutto l’articolo? Abbiamo preparato un’infografica per sintetizzare pregi e difetti del fenix 3. Suggeriamo comunque di leggere tutto l’articolo, perché vi potrà fornire diverse chiavi di lettura per decidere se acquistarlo, oppure come usarlo al meglio, in tal caso questa recensione sostituisce completamente il manuale. In sintesi, il Garmin fenix 3 è un modello GPS inizialmente progettato per la corsa trail e per la navigazione, ma che può essere utilizzato anche da chi corre su strada, oppure dai triatleti. Potrà essere utilizzato quotidianamente, data l’importante durata della batteria, e le molteplici funzioni di activity tracking. Per la corsa competitiva, il fenix 3 dispone di tutte le funzionalità che la casa americana aveva previsto inizialmente per i modelli Forerunner: dinamiche di corsa, funzioni di recupero, pianificazione delle sedute d’allenamento, stima del VO2max. La comprensione delle migliaia di funzioni a disposizione e il costante aggiornamento lo fanno il giocattolo preferito di noi podisti amatori. Infine, l’uscita del nuovo modello fenix 5 di fine marzo 2017 ha avuto come conseguenza la diminuzione dei prezzi medi di vendita e reso più conveniente il suo acquisto. Prossimamente descriveremo in quali situazioni varrebbe la pena cambiare.

UNBOXING

Apriamo la scatola. Scatola nera, aspetto molto solido, il fenix 3 è avvolto in una confezione a pacchetti, al cui interno si trova il carica-batteria che si collega a una presa via USB e consente il trasferimento dati al PC (per quello via telefono, l’F3 si collega via Bluetooth). “Stranamente” il cavo è diverso da quello dei dieci modelli precedenti, evidentemente lo standard di ricarica non è stato ancora deciso. Ma almeno l’alloggiamento dell’orologio è più stabile rispetto al passato. Oltre al cavetto, la confezione contiene il fenix stesso e la fascia cardio, i soliti documenti legali e un piccolo manuale.

Garmin fenix 3Garmin fenix 3Garmin fenix 3Esteticamente bello. L’F3, pur essendo più sottile rispetto alla versione 2, è invece più spesso e “pesante” del 920XT, 82 grammi rispetto ai 62 del modello da triathlon, peso che sale a 85 grammi per la versione zaffiro. Dal punto di vista estetico, non ci sono paragoni: ogni volta che vedo il mio ex capo in qualche aeroporto, lui inizia la conversazione dicendo: “Meno male che hai venduto il tuo vecchio orologio blu”. Certamente quello con il cinturino rosso non è esattamente adeguato a essere utilizzato in alcuni contesti, ma la versione completamente nera si sposa bene anche con l’abito gessato.

Garmin fenix 3Prima di correre. Dopo averlo ricaricato completamente, non vedo l’ora di testarlo per capire come si comporta in corsa. L’F3 è tecnicamente composto da “App”, ossia da profili sportivi per personalizzarne l’utilizzo: descriveremo solo quelle per la corsa. La forza di queste applicazioni è che sono completamente configurabili su tutte le funzioni, per esempio per la personalizzazioni della pagina, per gli avvisi, per la vibrazione, ma anche per altri molteplici utilizzi. Per la prima volta mi sono trovato in difficoltà con un GPS, si ha davvero la sensazione che ci siano così tante funzioni che nemmeno il miglior ingegnere possa esplorarle tutte. Dopo aver premuto il tasto “Start”, l’attesa non è così spasmodica come con i precedenti modelli, prestando molta attenzione si vedrà un piccolo semicerchio rosso che con il passare dei secondi tenderà ad allargarsi, diventando verde, segnale che il sistema ha trovato la corretta localizzazione. Quello che qualche anno fa era un momento di liberazione e di attesa, ora si è trasformato in un evento quasi irrilevante, visto che il tempo d’acquisizione satellitare si conta sulle dita di una mano. Basandosi su un database di localizzazione, la sincronizzazione dei dati con il cellulare (ma anche con il computer e il wi-fi) ha permesso di ridurre significativamente l’attesa anche per chi viaggia molto spesso. Ma se vi allenate nello stesso posto, la ricerca è istantanea. Forse il sistema ci mette più tempo a cercare i sensori che solitamente collego (cardio e footpod), rispetto alla ricerca dei satelliti.

Garmin fenix 3

CORRERE CON IL FENIX 3

Iniziamo a correre. Una volta trovati i satelliti, si possono scegliere diverse modalità per misurare il proprio allenamento. La più semplice è quella di schiacciare il tasto di avvio, che anche nella versione italiana si chiama “Start/Stop”. In tal caso, basterà premere una volta il pulsante e immediatamente lo schermo visualizzerà un triangolo. Da quel momento il cronometro e i dati scelti per la visualizzazione si animeranno. In alternativa, si può scegliere di avviare la schermata “Allenamento”, all’interno della quale troverete cinque opzioni. La prima e più importante è quella dei “Nostri allenamenti”, ossia sedute di qualità pianificate su “Garmin Connect” che vengono trasferite sull’orologio. Nulla di diverso rispetto al passato. Così come sono molto simili le due voci successive, ossia il calendario degli allenamenti, utile nel caso vogliate pianificare un periodo più lungo, e la pianificazione delle ripetute sull’orologio. Per svolgere allenamenti strutturati è infatti possibile anche indicarle sull’orologio, l’unica limitazione è la vostra pazienza (nel mio caso poca), il tempo a disposizione (nel mio caso nullo) e soprattutto l’incapacità di pianificare allenamenti “multipli” (tipo: 3x1km e 3x400m). Una quarta opzione è anch’essa interessante: stabilire un obiettivo. E in tal caso si aprirebbe una grande parentesi su come determinarlo, ma supponiamo che lo sappiate: il sistema vi consente di determinarlo sia sulla base della distanza, sia di un eventuale tempo. L’F3 propone una previsione sia in funzione del VO2max, sia basandosi sul vostro precedente record, aggiungendo una schermata di previsione del tempo finale. Tutte funzioni che esistevano da tempo immemorabile con il Virtual Partner e che sono state “riattivate” con nuovi strumenti. Infine, esiste anche la possibilità di correre “sullo stesso percorso precedente”, per verificare il tempo rispetto a un evento antecedente. Troviamo questa funzione molto utile per la gara e per i pacer che possono usare un ottimo strumento di riferimento e di confronto.

Hai attivato il Glonass? Così come per gli ultimi modelli Forerunner, anche l’F3 dispone del Glonass, ossia di un collegamento a ulteriori satelliti, quelli russi, che consentono di migliorare (leggermente) la precisione del GPS, oltre a velocizzare la ricerca dei satelliti. Come molti concetti marketing, il valore del Glonass è legato alla mancanza di questa funzione negli orologi concorrenti. Di certo, come podista evoluto per me non è un fattore discriminante nella mia scelta del GPS, ma psicologicamente non sono dispiaciuto di avere un’ulteriore opzione da attivare.

Configurazione schermata. Quello che mi ha sorpreso al primo utilizzo è il numero di schermate a disposizione, ben dieci, che moltiplicate per il numero di dati per schermata (quattro), consentono di visualizzare “simultaneamente” quaranta dati. Ogni pagina permette di vedere uno, due, tre o quattro campi. Ma cosa possiamo farne di questa pletora d’informazioni? Difficile consigliare il lettore in merito alle scelte di visualizzazione, il nostro suggerimento è d’impostare cinque schermate. Quella principale avrà a disposizione i tre principali campi di passo: non dimentichiamoci che uno degli obiettivi della corsa è correre da due punti A a B in un determinato tempo, quindi visualizzare il passo medio al km, quello del chilometro corrente e quello istantaneo consente di determinare immediatamente la vostra performance. Se il vostro obiettivo è diverso, probabilmente non vi serve configurare più di tanto il GPS. Per il quarto campo della schermata principale, la “migliore” opzione dipende dai vostri gusti: potreste aggiungere un campo IQ che visualizza un dato istantaneo non approssimato, oppure la distanza totale o infine un campo di frequenza cardiaca. La seconda schermata sarà invece destinata al dettaglio dell’ultimo km, le altre tre rispettivamente alla valutazione della frequenza cardiaca (magari aggiungendo il campo della “performance condition”), dei tempi e della cadenza. Senza dimenticare che l’F3 attiverà due ulteriori schermate per le dinamiche di corsa (generazione 1 e 2) e che altre si aggiungeranno nel caso in cui siano selezionate le funzioni di navigazione. Come già scritto inizialmente, è possibile cambiare le schermate in funzione dell’App scelta, per esempio selezionando l’App “Lancio con il paracadute” (“Jumpmaster”) la schermata principale sarà il livello della vostra quota altimetrica, così come nell’App “Trail run” si aggiungerà la “Velocità verticale” e il dislivello. Le opzioni di base Garmin sono ben pensate, ma le infinite scelte di visualizzazione sono estremamente personali: con oltre duecento campi a disposizione, c’è l’imbarazzo della scelta! Esiste inoltre la possibilità di aggiungere dati derivati da Garmin IQ, alcuni dei quali tolgono la limitazione a quattro campi, permettendo di visualizzarne ben nove contemporaneamente. Lo strumento IQ è in continua evoluzione, la scelta è molto ampia: si possono mostrare contemporaneamente soltanto due campi IQ. Il nostro suggerimento è di attivare lo “Strava Suffer Score” che da qualche settimana è stato aggiunto alla base dati Garmin e mostra il dato dell’intensità del vostro allenamento.

Garmin fenix 3Retroilluminazione. Un’altra interessante funzione dell’F3 è quella della retroilluminazione. Correndo prima dell’alba o dopo il tramonto, per visualizzare lo schermo finora occorreva premere il pulsante “Light” in alto a sinistra, ma ora grazie all’accelerometro dell’orologio, il sistema riconosce il movimento del braccio: al movimento di visualizzazione l’orologio l’F3 s’illuminerà automaticamente, e si spegnerà contestualmente all’abbassamento del braccio stesso. Tale opzione si configura nel menù relativo, sotto la voce “Gesto”. We believe in magic!

Garmin fenix 3Durante la corsa. Una volta iniziato a correre, il sistema mostrerà tutti i campi precedentemente configurati, al primo utilizzo si vedranno distanza e passo di corsa. L’F3, alla stregua dei suoi fratelli minori, utilizza un passo istantaneo arrotondato ai cinque secondi, e la valutazione sarà effettuata sulla media mobile degli ultimi 30 secondi. Con Garmin IQ è comunque possibile scegliere metriche supplementari che visualizzano dati più “puntuali”, o con una media a 3, 5, 10 oppure 60 secondi. Personalmente non sono interessato a valutazioni “istantanee”, la mia scelta è di utilizzare la media dell’ultimo chilometro, che si può attivare assumendo di aver configurato la valutazione dei tempi intermedi a ogni chilometro, opzione che tutti i podisti tipicamente aggiungono, a eccezione delle gare o in pista. In tal caso il calcolo dei tempi intermedi è effettuata manualmente, premendo il tasto in basso a destra “Back/Lap”. Una novità molto interessante dell’F3 è la possibilità di configurare il messaggio del tempo intermedio: si può scegliere non soltanto il tempo al km, ma anche ogni metrica disponibile dell’orologio. Se state cercando di migliorare le vostre dinamiche di corsa, potreste per esempio valutare la possibilità di visualizzare il bilanciamento medio di corsa. A parte il progressivo intermedio, sono due le opzioni a disposizione e di default l’F3 utilizza il tempo al km e quello complessivo dell’allenamento. Altre opzioni di visualizzazione come il cambio automatico di schermata, che avviene in un tempo prestabilito, e la pausa automatica, scendendo sotto una velocità predeterminata, sono simili a quelle di principali orologi Garmin. Infine non è sorprendente che l’F3 abbia anche a disposizione una funzione “Auto Climb”, ossia la possibilità di configurare una serie di schermate diverse, nel caso si stia correndo in montagna. L’F3 al raggiungimento di una determinata variazione altimetrica (per esempio, 200 metri all’ora) invertirà i colori e visualizzerà schermate alternative. Questa funzione è decisamente utile a chi sta correndo un trail. Disponendo di un misuratore di potenza di corsa, suggeriamo di configurare le schermate relative, oltre a quelle collegate all’altimetria del percorso.

Ripetute. L’aspetto più deludente delle prime versioni software dell’F3 era la gestione delle ripetute. Ho usato il tempo passato perché a partire dalla release firmware 5 (ora siamo alla 7), anche questa funzione è stata migliorata significativamente. Ora il numero della ripetuta è visualizzato con un quadratino nero ben visibile, gli avvisi in caso di divergenza rispetto al tempo previsto sono chiaramente udibili, la distanza e il tempo mancante sono visualizzati sulla schermata principale. L’unica vera limitazione a mio modo di vedere è che i suoni e le vibrazioni sono rispettivamente meno forti e intense rispetto agli orologi Forerunner. Ma tutto sommato, sono limiti accettabili, soprattutto se la vostra abitudine è di correre ascoltando soltanto i vostri passi e il ritmo di corsa.

FUNZIONI AVANZATE

Performance condition. Un’altra funzionalità interessante è la performance condition. Visualizzata durante la corsa dopo 6-20 minuti, misura la vostra capacità di recupero degli allenamenti precedenti. Funzione simile a quella del 630, è derivata da un algoritmo della società FirstBeat che ne aveva implementata una prima versione sul 620. Su quest’ultimo orologio il sistema offriva informazioni di recupero qualitative. Nel 95 percento dei casi, tranne nel caso di allenamento molto intenso, il messaggio ottenuto era sempre “recupero buono” o “ottimo”. Raramente invece veniva indicato un recupero “adeguato” o “insufficiente” (mi è successo di visualizzarlo solamente una volta durante il defaticamento di una mezza maratona). L’algoritmo si è evoluto nel tempo e la valutazione si è trasformata in quantitativa: l’intervallo di valutazione ora varia tra -10 e +10, dove un numero più alto indica una migliore capacità di recupero. Ai lettori più analitici ricordiamo che l’algoritmo FirstBeat è basato sulla variabilità del battito cardiaco, misurato non a riposo, ma durante la corsa. E’ raro ottenere un punteggio superiore al valore assoluto di 5, soprattutto se gli allenamenti settimanali sono frequenti. Dai nostri test, la valutazione della Performance condition è correlata con quella dell’HRV a riposo, ed è un’arma supplementare di valutazione del vostro recupero. Interessante notare che la Performance condition sia un campo di visualizzazione, che suggeriamo di aggiungere nella schermata della frequenza cardiaca come dato supplementare.

Dinamiche di corsa. Anche l’F3 permette di visualizzare le dinamiche di corsa, ne abbiamo parlato in maniera analitica in due post dedicati, tutti i riferimenti sono indicati alla fine dell’articolo. L’unico aspetto da sottolineare è che per l’attivazione delle dinamiche è necessario disporre della fascia cardio HRM-Run, che mostra automaticamente due schermate supplementari, una con la cadenza, il tempo di contatto al suolo e l’oscillazione verticale, la seconda con la lunghezza del passo e le altre dinamiche “Generation 2”.

Garmin fenix 3Garmin fenix 3Navigazione. Un lungo capitolo a parte meriterebbe la navigazione, area in cui l’F3 sbaraglia di gran lunga la competizione per le infinite possibilità a disposizione. Ci limiteremo a illustrare alcune funzioni. Secondo noi ci sono almeno due tipologie di podisti interessati agli strumenti di navigazione offerti dall’orologio: il podista/turista a cui capita di viaggiare per lavoro/svago e il podista che ama partecipare ai trail. Per il primo, il principale bisogno è di trovare il percorso su cui correre e soprattutto essere in grado di tornare all’albergo il più velocemente possibile, stimando anche l’arrivo previsto. Supponiamo per esempio che vi troviate in qualche città europea in cui non avete mai corso, che vogliate svolgere un allenamento abbastanza impegnativo, ma che alle 8 del mattino dobbiate essere a una riunione importante: l’F3 offre due opzioni di navigazione, la prima per tornare al punto di partenza (back to start) e la seconda (trackback) per seguire il percorso originario. Una volta scelta l’opzione adeguata, avrete a disposizione una schermata supplementare che vi indicherà tempo, distanza e orario per raggiungere la destinazione: in pratica, quello che i GPS delle automobili offrivano dieci anni fa, ma che non era mai stato attivato su un orologio. Invece all’amante del trail piacerà molto di più scaricare un percorso predefinito sull’orologio e seguirlo pedissequamente. L’F3 fornirà indicazioni precise su dove andare, permettendo quindi a chi sta gareggiando di evitare di perdere minuti preziosi durante una gara in montagna, dove non sempre si riescono a osservare le indicazioni degli organizzatori. Ho provato quest’opzione in diverse situazioni nei miei viaggi, per esempio scaricando il percorso attorno all’aeroporto di Manchester: l’F3 mi ha suggerito dove correre al fianco alla pista (non di atletica!), evitando di farmi perdere la strada.

Garmin fenix 3Soglia anaerobica. Come regalo di Natale 2015, i programmatori dell’F3 hanno anche attivato la funzione di stima della soglia anaerobica, basata sulla nota relazione non lineare tra battito cardiaco e velocità. L’algoritmo, inizialmente introdotto con il Forerunner 630, è stato immediatamente trasferito anche al nostro orologio. La soglia può essere determinata con due tipologie di test. La prima modalità, quella consigliata da Garmin, richiede l’esecuzione di un test “guidato”, durante il quale viene richiesto di correre per circa 20-30 minuti alla velocità massima che si riuscirebbe a tenere per un’ora. Ma il sistema Garmin è anche capace di determinare la soglia automaticamente, assumendo di aver attivato la funzione di rilevamento automatico. In tal caso “basta” soltanto correre un “medio” e alla fine della seduta il sistema visualizzerà sia il passo sia la frequenza di soglia, che successivamente potrebbe essere utilizzata per la definizione delle zone cardiache. Nella mia esperienza personale, la valutazione della soglia è relativamente sotto-stimata rispetto alle mie capacità anaerobiche, ma prossimamente procederemo a una valutazione analitica precisa.

Garmin fenix 3VO2max. Se il calcolo della soglia anaerobica viene effettuato ogni 2-3 settimane, quello del VO2max è stabilito giornalmente e aggiornato sul Garmin Connect fin dal 2013. Abbiamo descritto in dettaglio l’algoritmo FirstBeat in un precedente articolo, la nostra sensazione è che il calcolo del Vo2max non differisca tra le versioni Garmin. Siccome la valutazione dipende fondamentalmente dalla tipologia di allenamenti svolti durante la preparazione, il nostro suggerimento è quello di utilizzare un dato a media mobile degli ultimi trenta giorni, oppure analizzare l’evoluzione mensile del grafico VO2max su Garmin Connect. Assumendo un trend crescente, a parità di tipologia d’allenamento, potete essere sicuri che la forma stia migliorando. Secondo Jack Daniels, la crescita di un punto di VDOT (la stima empirica del VO2max) si ottiene con sei settimane d’allenamento, attraverso due sedute di qualità settimanali. Nella corsa bisogna avere costanza e pazienza!

Garmin fenix 3Garmin fenix 3Dopo la corsa. Non appena conclusa la corsa, per completare l’allenamento basterà premere il pulsante in alto a destra “Start/Stop”, che attiverà una nuova schermata indicante in piccolo il tempo trascorso dall’inizio dell’allenamento e i chilometri percorsi, oltre a una selezione di opzioni: per riprendere l’allenamento, salvarlo, cancellarlo dall’orologio, oppure attivare una funzione di navigazione (trackback) per tornare alla partenza. Esiste infine la possibilità di “congelare” l’allenamento per riprenderlo in un momento successivo, funzione molto utile per le camminate in montagna, molto meno durante l’allenamento. Supponendo di aver scelto l’opzione di salvataggio, l’F3 fornirà statistiche di base dell’allenamento, i “record” della corsa (esempio: miglior tempo sui 5 km, distanza più lunga ecc.), l’eventuale aggiornamento della stima del vostro VO2max, oltre al calcolo del tempo di recupero. Siccome il calcolo dei migliori tempi è misurato sul confronto con le corse dell’orologio e non su tutte le prestazioni storiche, la sua valenza è piuttosto limitata, a meno di essere neofiti della corsa. Uno dei segreti non scritti del fenix è di azzerare i record prima di un allenamento intenso, in tal modo avrete statistiche aggiuntive sulle classiche distanze 5, 10 e 21 km e potrete valutare il vostro stato di forma del momento in maniera intuitiva.
Garmin fenix 3Per quanto riguarda il calcolo del tempo di recupero, misurato in ore, ha l’obiettivo di stimare quanto tempo si deve aspettare prima di svolgere il prossimo allenamento intenso. Paradossalmente una o più corse di recupero dopo un allenamento intenso avranno l’effetto di ridurre la valutazione del recupero stesso.

Tasti rapidi. Un riflesso incondizionato di molti podisti è di trasferire i dati su Garmin Connect appena concluso l’allenamento. Con l’F3 il trasferimento potrà avvenire attraverso wi-fi, Bluetooth o con il cavetto in dotazione. Garmin ha predisposto due tasti di scelta rapida, che se premuti per un secondo consentono di accedere a una funzione, precedentemente configurata. Con queste opzioni si possono trasferire rapidamente i dati su Connect: le due scelte più ovvie sono l’attivazione/disattivazione del Bluetooth con il tasto in alto a destra e il trasferimento wi-fi con quello in basso. Ma esisterebbe la possibilità di scegliere anche il cronometro, un conto alla rovescia (timer), la segnalazione di due posizioni in coordinate GPS o la registrazione di una determinata posizione e l’indicazione in metri dello scostamento da essa. Quest’ultima funzione, originariamente pensata per localizzare l’uomo in mare (MOB), serve anche per capire la distanza da un luogo preciso, senza necessariamente dover attivare la registrazione dati.

Durata batteria. Le specifiche tecniche dell’F3 parlano chiaro: a seconda del modo di utilizzo, la batteria durerà un tempo variabile tra le 16 ore e il mese e mezzo. Il caso estremo è quello dell’utilizzo solamente come orologio, senza attivare il Bluetooth, situazione che non auguriamo a nessun podista di testare. La batteria durerà per circa sei settimane, tempo che si dimezzerà con l’attivazione delle notifiche Bluetooth Smart. Il caso normale invece è quello di utilizzo quotidiano, con l’attivazione del Bluetooth: il vostro F3 si spegnerà dopo una decina d’ore. Chiaramente, anche la scelta tra registrazione intelligente GPS e “al secondo” influenzerà la durata della batteria, dal momento che quest’ultima prevede attività costanti di lettura/scrittura dati. L’opzione per risparmiare batteria è chiamata UltraTrac, in cui l’aggiornamento dati avviene soltanto ogni 45 secondi, tempo assolutamente adeguato durante una corsa trail, mentre probabilmente non ottimale in città, dove i cambiamenti di direzione sono più frequenti e la precisione della distanza più rilevante. Se pensate di correre i 100 km del Passatore, la configurazione “normale” con aggiornamento intelligente vi basterà per completare la gara, mentre se intendete gareggiare all’Ultratrail del Mont Blanc, suggeriamo di attivare la modalità UltraTrac. Per chi dovesse correre ancora più a lungo, esiste la possibilità di ricaricare l’orologio durante l’attività fisica con un normale caricatore USB. Invece per l’utente medio come me, l’unico aspetto importante è la possibilità di ricaricare l’orologio al massimo una volta a settimana, meglio se durante il week-end. Per il resto, la differenza tra 10 o 16 ore d’utilizzo è irrilevante.

UTILIZZO QUOTIDIANO DEL FENIX

Durante il giorno. Come già scritto precedentemente, l’F3 è esteticamente “adeguato” per essere utilizzato per ventiquattr’ore di fila. Anche se l’estetica è una condizione necessaria per l’utilizzo continuo, quella sufficiente è la misurazione delle attività quotidiane. Altrimenti avremmo indossato un Tag Heuer. Non so esattamente che cosa mi abbia portato in questo tunnel che impone la misurazione di tantissimi dati, ma ora non posso fare a meno di capire quale sia la mia distanza giornaliera percorsa, quante ore abbia dormito, quanti passi abbia percorso, quante calorie abbia consumato nell’arco della giornata. Vedendo l’evoluzione delle vendite di activity trackers (principalmente di Garmin e Fitbit, entrambe quotate in borsa a New York: si possono derivare tantissime informazioni dai prospetti informativi della SEC), non sembra che io sia il solo in questa folle analisi. La grande notizia è che l’F3 dispone di tutti gli strumenti di misurazione, trasferendo poi i dati rilevati non soltanto su Garmin Connect, ma anche per esempio su Apple Health. I principali dati sono anche visibili in una delle schermate iniziali, che mostra: il vostro obiettivo di passi giornalieri, obiettivo che si aggiorna in funzione dei dati del mese precedente e della sua evoluzione, il vostro risultato attuale e ulteriori metriche come la distanza totale percorsa durante il giorno. L’F3 ci ricorderà di muoverci dopo un’ora di riunione, mostrando una barra rossa di movimento, che si allunga nel caso in cui dovessimo stare fermi per 60 minuti. Sebbene gli algoritmi di determinazione siano diverso tra di loro (per esempio a volte ci sono dei falsi positivi quando ci muoviamo in macchina), riteniamo che queste misurazioni siano relativamente accurate, con una precisione del 95%, sufficiente per noi statistici. L’F3 dispone anche di una schermata “calorie consumate”, suddivise in due parti, a riposo e attive, le prime derivanti semplicemente dall’attivazione del vostro metabolismo e le seconde misurate sulla base dell’esercizio fisico quotidiano. Un’altra opzione a disposizione dell’utente, invero valida anche per gli orologi Forerunner, è la misurazione delle ore di sonno. Fino al 2015, l’opzione era scadente perché richiedeva d’indicare manualmente il momento in cui si pensava di addormentarsi, ma con le nuove versioni i programmatori Garmin l’hanno resa più adeguata ai migliori prodotti sul mercato. Ora l’orario dell’inizio del sonno è determinato dalla mancanza di movimento del polso, su Garmin Connect esistono statistiche di dettaglio, a cui rimandiamo (nel caso foste interessati, rispondiamo ai vostri quesiti nei commenti).
In sintesi, l’attività di activity tracking del fenix 3 è diventata indispensabile o quantomeno molto utile. Di sicuro, funziona davvero bene.

Garmin fenix 3Stress score. Come il 630, anche l’F3 ha la funzione “stress score”. Lo Stress Score di Garmin è basato su un algoritmo proprietario, risultato di un test di tre minuti, che valuta la variabilità della frequenza cardiaca per stabilire il vostro livello di stress generale. Come già spiegato, la combinazione tra lo stress quotidiano, quello dell’allenamento e la durata del sonno, possono influenzare sulla nostra prestazione. Il test ha l’obiettivo di fornire un’indicazione quantitativa per permettere di decidere se correre intensamente e il risultato ha una variabilità statistica. Ne abbiamo discusso abbondantemente a febbraio 2016, di fatto lo Stress Score è la versione Garmin dell’HRV, dove l’intervallo di valutazione varia tra 1 e 100, in cui 1 indica un livello di stress molto basso e 100 indica un livello di stress molto alto. Lo abbiamo provato per una ventina di giorni durante le vacanze natalizie e la nostra sensazione è che sia correlato con l’HRV (ma non abbiamo capito se e dove salvi i dati), e risulta un’opzione alternativa alle più famose App HRV, sebbene non esista un cruscotto informativo di valutazione.

Interazione con App. L’F3 è sempre più integrato con Garmin Connect Mobile, l’applicazione Garmin che consente di analizzare tutti i nostri dati, dall’alba al tramonto, dal peso alla corsa, includendo la durata del sonno. Non sono mai stato un fan del sistema, che però si è evoluto in maniera costante, aggiungendo tantissime funzioni negli ultimi dodici mesi. L’estrazione dei dati è complessa, ma per chi ama analisi “standard”, Connect Mobile è molto utile. Inoltre la connessione Bluetooth è piuttosto rapida e dipende dalla dimensione del file da trasferire. Ma almeno le attese per il collegamento si sono ridotte all’osso, rispetto a dodici mesi fa quando richiedeva molta pazienza da parte dell’utente.

Sul tapis roulant e indoor. L’F3, pensato dalla divisione Outdoor per correre all’aperto, può essere paradossalmente utilizzato anche in palestra sul tapis roulant. Disponendo di un accelerometro relativamente preciso, l’F3 ha un’applicazione “Corsa indoor” appositamente dedicata a correre sul tapis. Negli ultimi mesi, l’abbiamo provata almeno una decina di volte e verificato che il passo istantaneo è relativamente preciso, senza nemmeno doverlo calibrare. La precisione è dipendente dal vostro modo di correre e dal tipo di allenamento che intendete svolgere. Nel mio caso, sarà relativamente sottostimata, alla luce della mia cadenza più elevata rispetto a quella del podista “normale”. In generale comunque, la biomeccanica di corsa all’aperto è leggermente diversa rispetto a quella sul tapis e l’accelerometro dell’orologio calcolerà dati differenti, soprattutto se il movimento del braccio sarà simile ma non perfettamente uguale. Inoltre, allenamenti di qualità saranno meno precisi di quelli di corsa lenta e per esperienza personale la noia di una corsa lenta è di molto superiore sul tapis che all’aperto, quindi è probabile che a un certo punto la vostra mente vi obbligherà a schiacciare il tasto sul tapis per aumentare la velocità. Per ottenere una migliore precisione del passo di corsa visualizzato, suggeriamo d’utilizzare un footpod, che consente di ottenere una calibrazione alla velocità inizialmente prevista. Esistono software che aiutano la calibrazione, ma una procedura banale aiuta a stabilirne una buona approssimazione: correte lentamente per 10 km sul tapis, visualizzate la distanza sull’F3 e calcolate il rapporto tra la prima e la seconda grandezza. Questo numero, moltiplicato per cento rappresenta il fattore di calibrazione da inserire all’interno della configurazione del footpod. Prima di effettuare il test, assicuratevi però di aver attivato il footpod e di avere 100 come valore di default. Se al posto di corse lente, sul tapis siete soliti correre dei medi e in generale sedute di qualità, suggeriamo di basare il calcolo su tali sedute. È importante notare che la valutazione della calibrazione dipenderà anche dal tapis su cui state correndo: con l’esperienza, ho capito come aggiornare durante la corsa il fattore di calibrazione, ma state attenti a farlo durante l’allenamento: non ci assumiamo responsabilità di vostre eventuali cadute…

Garmin fenix 3Notifiche Smartwatch. Anche l’F3, come i recenti modelli Garmin, riceve dal cellulare le notifiche, che sono attivate tramite il collegamento Bluetooth sul telefono e sull’orologio. Il sistema funziona decisamente bene, il dubbio però è la sua utilità pratica, avendo uno schermo molto più piccolo di quello del cellulare. Nel caso in cui portiate il telefono in tasca durante la corsa, potreste però sfruttare le notifiche per visualizzare eventuali chiamate.
Infatti le notifiche non sono limitate soltanto ai messaggi, ma anche alle telefonate, che si possono tranquillamente accettare o rifiutare direttamente dall’orologio.

Garmin fenix 3Fenix 3 in italiano. La traduzione italiana è abbastanza precisa, ma il frequente aggiornamento delle funzioni in inglese fa sì che ci siano ancora mancate traduzioni. Per esempio, è stata recentemente introdotta una schermata di strumenti che consentono di visualizzare le statistiche dell’ultima corsa, che è ancora indicata come “Last run” anche se avete il testo in italiano. Inoltre, almeno nella versione di fabbrica, gli accenti non sono visualizzati correttamente e occorre scaricare un file sull’orologio per correggere l’errore, oppure collegarsi a Garmin Connect. Per entrambe le ragioni, suggeriamo di procedere con l’aggiornamento del file di traduzione in Italiano che correggerà gli errori e consentirà di mostrare gli accenti italiani nel modo corretto.

Aggiornamento dati. Quasi ogni mattina digito su Google “fenix 3 firmware beta”, e incredibilmente molto spesso mi trovo la pagina aggiornata con la nuova versione del software. A volte l’aggiornamento serve solo a “risolvere un potenziale problema che deriva dal fatto di aver salvato più di cento luoghi a noi vicini”, ma spesso si aggiungono nuove funzionalità importanti, per esempio le dinamiche di corsa “Generazione 2” e la “Performance Condition” sono state attivate pochi giorni dopo la release del 630, il “Suffer Score” Strava quasi allo stesso istante della release del 735. Per dare un’idea degli sviluppi, sono state rilasciate una trentina di beta in due mesi e da quando ho iniziato a scrivere quest’articolo ben quattro. Non passano mai più di dieci giorni tra un aggiornamento e il successivo. Per avere un termine di paragone, il Forerunner 630 e 920XT ne hanno avute l’80 percento in meno e l’ultimo aggiornamento risale a marzo. Una delle ragioni di questa differenza è che l’F3 è un oggetto molto più complesso dei suoi cugini. Alcune di queste release beta creano problemi, per esempio è successo che nuovi aggiornamenti influenzassero la gestione della batteria, ma tutto sommato le nuove funzionalità beta hanno aggiunto più di quanto abbiano causato come problemi. Inoltre, è sempre possibile ritornare sui propri passi perché alla release beta è associata la relativa versione stabile, e in pochi secondi si ritorna all’ovile. Infine, grazie a questi aggiornamenti, ho scoperto qualche mese fa dell’esistenza della specialità SwimRun.

FENIX 3 HR E ACCURATEZZA CARDIO

Abbiamo parlato in un articolo dettagliato delle caratteristiche e dell’accuratezza del sensore ottico cardio. Un paio di anni fa pensavamo che non sarebbe mai arrivato su un GPS di alto livello. Ma, vista la richiesta del mercato, pochi mesi dopo aver lanciato la prima versione senza sensore, Garmin ha introdotto un secondo modello, il fenix 3 HR. Che differenze ci sono tra i due modelli (HR e normale)? Fondamentalmente solo la presenza/assenza del sensore cardio. Tutto il resto è esattamente identico. Ma il lettore è accurato? La risposta è dipende. Sicuramente sulle corse lente sì, sugli allenamenti più intensi, di meno. Come ha mostrato uno studio di Valencell, leader della tecnologia cardio da polso, dipende anche dalla persona che indossa il cardio. La nostra pelle, la presenza di tatuaggi, l’irsutismo e la cadenza della corsa hanno tutte un impatto sulla precisione del cardio. Tutto adeguatamente dettagliato nell’articolo di cui sopra. Inoltre, chi vuole servirsi dei dati delle dinamiche di corsa avrà comunque bisogno della fascia, che con un accelerometro misurerà il vostro modo di correre. Si tenga però presente che il lettore cardio permetterà di valutare il vostro battito cardiaco 24/7, potrete sapere esattamente quale sia il battito minimo a riposo, visto che viene misurato anche di notte dormendo. E quindi? Il nostro consiglio è scegliere quello con la misurazione cardio, ma soltanto se pensate di non voler mettere la fascia o se volete misurare i battiti a riposo automaticamente. Notate che una vecchia fascia cardio Garmin HR-M, con l’omino, funziona perfettamente anche con il fenix.

CONCLUSIONE E APPROFONDIMENTI

Conclusione. Non avevo mai scritto una recensione così dettagliata, da tempo ormai mi rendo conto che le potenzialità del fenix 3 sono enormi. Non soltanto per chi pratica più di uno sport (ho smesso di giocare a Golf quando mi sono messo a dieta), ma anche per chi utilizza il fenix 3 soltanto e semplicemente per la corsa. Correre con l’F3 dà un senso di sicurezza, la possibilità di pianificare l’allenamento in maniera molto semplice, senza essere ingegneri, un controllo delle proprie performance durante la corsa e la verifica dettagliata dei propri risultati dopo aver corso. Ma soprattutto la sensazione è che possedendo un fenix 3 si stia utilizzando un “orologio vivo”, che cambia forma e sostanza ogni settimana. Da parecchio tempo mi sembra di vivere in un sogno, da cui purtroppo sarò destinato a risvegliarmi quando Garmin deciderà di abbandonare lo sviluppo per dedicarsi alla sua prossima creatura, il fenix 4, sviluppo sicuramente già in corso. In quel momento, probabilmente a fine 2016 o a metà 2017, come al nostro campione Marco De Gasperi mi si illumineranno gli occhi e forse scenderà una piccola lacrima. Per ora invece, mi diletto ancora a scoprire nuove funzioni, facendolo costantemente durante le mie corse mattutine.

Per approfondimenti. Di seguito, alleghiamo i collegamenti al sito per approfondire alcune tematiche discusse nella recensione:

Garmin Forerunner 630
La seconda vita del Foot Pod
Le dinamiche di corsa
L’HRV e la variabilità del battito cardiaco

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I diversi modelli. Il Garmin fenix 3 è disponibile su Amazon e nei migliori negozi sportivi. Qui sotto troverete i diversi modelli disponibili:

Garmin fenix 3 Silver smartwatch, versione base
Garmin fenix 3 Silver smartwatch con fascia cardio
Garmin fenix 3 HR smartwatch, versione base
Garmin fenix 3 HR Sapphire
Garmin fenix 3 Sapphire HR Performer Bundle
Garmin fenix 3 HR con cinturino in titanio


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