Trofeo Val Rosandra 2012 (3.000 in pista), e il muro (muretto dai…) dei 9′ non c’è più!



La mia super tifosa!!!

E alla fine anche questo è caduto! Dopo quello delle 2h30′ in maratona (dicembre 2011 alla Pisa Marathon, personal best poi ritoccato due mesi fa con le 2h28’44” della Maratona S. Antonio a Padova), è arrivato il turno dei 9′ sui 3.000 in pista.

8’56” (e 33 centesimi) il tempo finale, frutto di una gara in solitaria gestita abbastanza bene: 34” ai 200 metri iniziali, poi sette giri in 1’10”, 1’12”, 1’12”, 1’12”, 1’13”, 1’11”, 1’08”. Partenza forte col primo mille in 2’56”, parte centrale regolare a 3′ al km, leggerissima flessione nel terz’ultimo giro, compensata dalla progressione finale.

Gli ultimi allenamenti mi avevano dato buoni riscontri (qui e qui nel finale, i post con i vari allenamenti), il campo di gara invece non suggeriva niente di buono per puntare a una prestazione al massimo delle proprie possibilità: caldo (quasi 30° all’ombra), umido (oltre il 60%), e un vento che alternava momenti tranquilli a raffiche molto forti. In più, la consapevolezza di dover fare tutto da solo, come nel 2010 (9’07”) e nel 2011 (9’12”).

Avendo dichiarato in fase d’iscrizione il miglior tempo, parto attaccato al cordolo. Allo sparo mi metto davanti e allungo per bene. Sento i passi del secondo più o meno fino agli 800 metri (ai 1.000 passerà 3 secondi dopo).
La parte più difficile è quella centrale, quindi cerco di correre sciolto senza forzare troppo e soprattutto senza rallentare, nonostante il rettilineo contro vento.
A due giri dalla fine la fatica è tanta ma manca veramente poco, quindi piano piano inizio ad aumentare. Suona la campana, passando sul traguardo butto un occhio al tempo e vedo che sono esattamente a 7’48”, praticamente è fatta! Aumento ancora un po’ in curva, allungo in rettilineo e a meno 200 metri spingo forte sull’acceleratore, chiudendo gli ultimi metri a tutta: ultimo giro in 1’08”, finale in 8’56”! Il secondo arriverà 25” dopo…
Qui la classifica della gara, con tutti i passaggi: ho abbassato il personal best di 11” (9’07” di giugno 2010), addirittura 16” meglio del 2011, ma non è finita qui: giovedì sera ci riprovo, sempre un 3.000 in pista (a Gorizia, qui il volantino della gara), ma una gara (si spera!) diversa. Orario serale (20:15), quindi probabilmente meno caldo e meno vento, ma soprattutto tanti atleti più forti (probabile la presenza di vari professionisti e specialisti del mezzofondo con tempi tra 8’20” e 9’00”). L’obiettivo è di attaccarsi a qualcuno per “esplorare” i propri limiti, quindi niente calcoli, o la va… o la scoppia!!!
Sarà l’ultimissima gara del periodo, poi qualche settimana di stacco dalle competizioni e dagli allenamenti tirati per un mini periodo di recupero (corsa a sensazione, esercizi a corpo libero, se riesco anche qualche nuotata), per poi riprendere la preparazione vera e propria dalla seconda metà di luglio e arrivare a ottobre nuovamente in forma. Devo ancora decidere quali gare fare, anche se qualche idea già c’è…
Quest’anno ero abbastanza sicuro di andare sotto i 9 minuti, rispetto agli anni scorsi sono andato molto più forte negli allenamenti precedenti.
Differenze notevoli anche per quanto riguarda l’uso delle scarpe chiodate: fino all’anno scorso, dopo i primi allenamenti dove le inserivo gradualmente (per qualche 200 metri), sentivo i polpacci doloranti come se avessi fatto pesi, quest’anno nessun problema. Forse ho anche cambiato modo di correre, spingendo di più con i piedi e tirando di meno con le cosce, cosa non proprio semplice per chi non ha fatto atletica in età giovanile!

Concludo con la mia “storia” nei 3.000 in pista (dal 2007 al 2012): 9’50”, 9’22”, 9’15”, 9’07”, 9’12”, 8’56”. Vedremo cosa succederà giovedì…


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