“Massi” Milani e il PB alla “Verona Marathon 2015”

Partenza Verona Marathon 2015

Partenza Verona Marathon 2015Cosa aggiungere, quando si migliora di oltre due minuti in maratona, passando da 2h39′ alto a 2h37′ basso? Anche se il Personal Best era nell’aria, si trattava pur sempre di andarlo a prendere… e con oltre quarantadue chilometri nel mezzo, non è mai scontato!
Per gli appassionati di fisiologia, da non perdere il grafico qui sotto, che mette a confronto il tracciato cardiaco tra la maratona di domenica scorsa e quella di Boston, ad aprile di quest’anno: media quasi uguale (186 contro 185 bpm), andamento nettamente diverso.

Le associazioni della mente umana sono a volte incomprensibili: “Elvis Presley aveva un fratello gemello, qual è la probabilità che fosse monozigote?” Prima della partenza della maratona di Verona non riuscivo a togliermi dalla testa questo piccolo dilemma statistico, che avrei risolto molto semplicemente qualche anno fa e che ora invece sembrava insormontabile. Non doveva essere molto alta, mi diceva l’intuizione, ma probabilmente più alta di quella che un maratoneta keniano possa abbattere entro il 2020 il muro delle due ore in maratona. Non so quanto avrei pagato per aver a disposizione un telefono per cercare su internet, ma i controlli della maratona di Verona erano più rigorosi di Busto, e volendo partire davanti, non potevo rischiare di restare imbottigliato alla partenza.

Essere davanti era fondamentale per la mia mente, non perché “Long lead times are self-fulfilling”, ma semplicemente per arrivare al traguardo prima possibile. Anche se mi era chiarissima l’analisi che mostra che maggiore la distanza, più larga è la strada, minore il numero di partecipanti e più alti i controlli sui tempi, minore è la probabilità di essere rallentati in partenza, la mia emotività tendeva a prevalere sulla razionalità.

C’è stata in effetti molta casualità ma anche molta organizzazione nella preparazione di questa maratona. Forse non esattamente il caso mi ha portato a correre in posti molto diversi, sicuramente la scelta dell’hotel l’ho demandata a chi non poteva capire l’importanza di avere un parco vicino, più della presenza di ristoranti rinomati nei paraggi. Ma oramai riesco ad organizzarmi e se voglio correre forte ho sempre a disposizione qualche tapis: il segreto è non pensare a cosa succederebbe cadendo dallo strumento mentre si corre a 18 km/h.

Confronto Verona - Boston 2015E’ stata la maratona delle prime volte e degli esperimenti. Ho cambiato tipologia di tabella, passando da Jack Daniels ad una versione semplificata di Steve Magness: davvero un programma molto interessante, che mi ha fatto capire che non so niente di fisiologia della corsa. Mi sono inoltre virtualmente preparato con altri amici su Twitter e via email: avevo già provato l’esperimento 2 anni fa con il fondatore di questo sito, ma per la prima volta ho corso allenamenti “sincronizzati”. A Francoforte non era andata male, ma è sempre piacevole avere amici che ti spronano nell’allenamento, anche se a distanza.

Un’altra grande novità, che mi spaventava ed al tempo stesso affascinava è stata l’utilizzo di Generation UCAN, la prima bevanda energetica low carb. In gara ho bevuto solamente acqua ed il muro della maratona non l’ho proprio visto. Ne parlerò in un prossimo post sull’alimentazione, scritto a 4 mani con Gianmarco. Purtroppo c’è stata una prima volta che non avrei mai voluto sperimentare, ossia correre con i postumi dell’infortunio di Tradate, ma qualche tecar e l’applicazione di Kinesio taping il giorno prima della gara mi hanno permesso di non soffrire psicologicamente più di tanto. Almeno a livello statistico, un impatto vero non c’è stato: la falcata media è invero aumentata di 6 cm in un anno, grazie alle sedute di stretching attivo dinamico degli ultimi 2 anni. Purtroppo il lieve calo del finale è probabilmente dovuto alla mia incapacità di mantenere la cadenza sopra i 190 passi al minuto nella seconda parte di gara. Inoltre per la prima volta da quando corro seriamente sono andato al luogo della competizione la sera prima: davvero bello scendere in strada pochi minuti prima della gara, dopo mezz’ora di stretching al caldo, fare un riscaldamento breve ma utile, ed entrare nelle griglie solo a 9 minuti dalla partenza.

Previsione GarminHo infine gareggiato con un solo orologio, il Forerunner 620. Anche se è tecnologicamente superato dall’assenza della piattaforma Garmin IQ, resta per me l’orologio più preciso, più semplice e più intuitivo per un podista sempliciotto come me. In allenamento invece preferisco correre con due o tre GPS, ma domenica non avevo bisogno di ulteriori rilevamenti, tranne di tre campi velocità e soprattutto del calcolo dei battiti al minuto, unico personalissimo indicatore a metà gara della possibile riuscita della maratona.

Curiosamente all’arrivo mi sono ricordato del dilemma di Elvis Presley, e mi è ritornata in mente la risposta al quesito. Era molto vicina alla probabilità che a Verona prima di partire avrei corso un Personal Best, pur sapendo di essere leggermente infortunato. Il bello della corsa è che la tecnologia aiuta a capire i propri limiti e la mente pensa sempre a strade nuove per superarli.

Confronto Busto - Garda 2015Ps: molti amici mi hanno chiesto un confronto statistico tra i risultati della maratonina di Busto e quella di Riva del Garda, corse in contemporanea l’8 Novembre 2015. Davvero sorprendenti le due Gaussiane.


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