“Massi” Milani e il PB alla “Scarpa d’Oro Half Marathon 2016”

Premiazione "Scarpa d'Oro Half Marathon 2016"

Stesso giorno, quasi lo stesso orario di partenza (9:30 “Massi”, 10:00 io), stessa lunghezza di gara. Ovviamente percorso differente (ci dividevano circa tre ore di macchina…).
Non aggiungo altro, solo un’esclamazione (ok, scontata…): “GRANDISSIMA PRESTAZIONE!”. L’ho già scritto da qualche altra parte, ma migliorare così tanto, a quasi 44 anni (la fisiologia parla chiaro, vedi l’ultima immagine dell’articolo), un tempo in mezza già ottimo per un amatore, con una vita che definire frenetica e impegnata è poco… lascia quasi senza parole! E non si tratta di una giornata “fortunata” o “ideale”,  ma al contrario è la naturale conseguenza di un’incredibile dedizione negli allenamenti quotidiani (viaggia da mesi regolarmente oltre i 130 km di media settimanale…).

Ecco il suo racconto:

Premiazione "Scarpa d'Oro Half Marathon 2016"“Una volta eliminato l’impossibile, qualunque cosa rimanga, per quanto improbabile, deve essere sicuramente la verità”, scriveva così lo scrittore scozzese Arthur Conan Doyle alla fine del diciannovesimo secolo.

Gareggiare per testare la condizione. Negli ultimi giorni questa piccola citazione mi tornava spesso alla mente, anche per un breve soggiorno nella terra di Albione. Sapevo di essere migliorato, la costanza degli allenamenti invernali e il carico di Febbraio mi hanno permesso di incrementare la condizione ma l’unico vero esame in Atletica è la gara. Odio apporre il pettorale sulla canotta, è una fonte inesauribile di stress e la mia esperienza sulla mezza maratona è molto limitata, non ho mai gareggiato seriamente, le mie gare sono più lunghe. Ma Steve Magness suggerisce la mezza come “diretto supporto” alla maratona. Inoltre avevo promesso al socio a Dicembre 2015 che avremmo sincronizzato i calendari, per continuare quel filo virtuale già riproposto nei nostri articoli congiunti. Quindi gareggiare a Marzo è diventato di fatto “inevitabile” per chi come me cerca ogni tanto di testare i propri limiti.

Scarpa d’Oro. Mi sono presentato con molta inquietudine ai nastri di partenza della Decima Edizione della Scarpa d’Oro, la mezza Maratona di Vigevano, curioso di capire l’impatto di allenarsi seguendo i consigli di HRV4Training. Ma sono stati molti i motivi che mi hanno portato a Vigevano. Sapevo che l’organizzazione era davvero ben oliata e che le valutazioni degli anni passati dei tanti podisti presenti nella città ducale fossero molto positive. L’accoglienza della città per la manifestazione è sempre particolarmente “festosa”, soprattutto se confrontata con quella delle gare della zona. Il percorso cittadino, con il passaggio nella famosa piazza Ducale, rende più piacevole la fatica dei primi chilometri, mentre la parte centrale nelle campagne in prossimità della cittadina pavese consente di ammirare paesaggi molto bucolici. Come ciliegina sulla torta, volevo rivivere il ricordo dell’arrivo alla pista d’atletica dello stadio Merlo di due anni fa, quando migliorai il personale di 3 minuti, cogliendo un settimo posto inaspettato. Peccato che il calendario podistico a metà Marzo sia veramente denso, una manifestazione del genere meriterebbe in pochi anni di raddoppiare i partecipanti. Anche se l’incremento delle gare sembra superare quello dei nuovi podisti, soltanto gare ben organizzate come Vigevano vedranno crescere il numero di iscritti. Ottima l’idea della risottata finale, l’unico suggerimento che mi sento di fornire è offrire alimentazione LCHF per chi non consuma (troppi) carboidrati: memore di due anni fa, il cioccolato 99 percento me lo sono portato da casa.

CenaLa mia prima volta e la vigilia. Tecnologicamente ho cambiato GPS, indossando per la prima volta il Garmin Fenix 3 (passando dal Forerunner 920xt), ne parlerò prossimamente sul sito. Nonostante qualche viaggio di troppo, che ha influenzato il livello di freschezza fisica e mentale in partenza (non avendo più vent’anni, non riesco più a dare un senso ad una cena il venerdì sera alle 22 all’aeroporto di Heathrow), ho potuto scaricare “adeguatamente”, basando la durata e l’intensità degli allenamenti dell’ultima settimana sull’algoritmo di Garmin chiamato EPOC (presente negli orologi premium Garmin, Forerunner 620, Forerunner 630, Fenix 3 e Forerunner 920xt).

Andamento garaLa gara. Mentalmente mi ero preparato a correre i primi 5km a 3’30” a km, sapendo che l’obbiettivo in maratona tra 5 settimane sarà di 3’40”. Ma le sensazioni erano buone e inizialmente mi sono accodato al gruppetto dei primi, strategicamente un errore che ho pagato con un calo nella seconda parte. Dopo i vari passaggi in centro città, caratterizzati da numerose curve e cambi di direzione, l’incremento di battiti mi ha portato per fortuna a miti consigli. Pur essendo a mio agio con il ritmo impostato, ho preferito rallentare alla vista delle campagne pavesi, lasciando il gruppetto dei primi a qualche metro di distanza ed usando la loro andatura come “virtual partner”, senza mai perderli di vista. Al passaggio del decimo chilometro, in 34’24”, il distacco non si era incrementato significativamente, aumentando il mio livello di fiducia per la maratona di Anversa. Poco da eccepire nella seconda parte: non ho avuto nessun sussulto d’orgoglio negli ultimi 20 minuti di gara, riducendo lentamente l’andatura, consapevole di aver raggiunto l’obiettivo prefissato e cosciente dei miei limiti e della bravura degli avversari. Se mi fossi allenato più intensamente, se avessi viaggiato di meno, degustando vino soltanto poche volte, forse mi sarei velocizzato ancora un po’. Sicuramente l’età non sta giocando a mio favore.

Massi meets Strava e HRV4Training. L’unico rammarico della settimana è stata l’incapacità di misurare l’HRV alla mattina successiva alla gara, ma se l’avessi fatto rischiavo di perdere l’aereo. Interessante notare che sono stato recentemente selezionato come “beta tester” della nuova versione di HRV4Training, da una settimana integrata con Strava. Senza ombra di dubbio, entrambe le piattaforme sono le mie preferite, perché in simbiosi con il mio modo di interpretare la corsa, di pianificare al meglio l’allenamento e analizzare in maniera sistematica alcuni parametri di gara. Per tutto il resto, R resta il coltellino svizzero di noi podisti analitici.

Età e rallentamento fisiologicoLe domande più frequenti. Molti amici mi hanno contattato chiedendomi come ho fatto a migliorare così tanto negli ultimi mesi. Altri mi hanno domandato se tra cinque settimane riuscirò a scendere sotto le 2h35′ in maratona. Non so rispondere, però vi posso fornire un metodo per rispondere ai due quesiti: eliminate l’impossibile, tutto quello che rimane, per quanto improbabile, sarà sicuramente vero.


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