London Marathon 2013 in breve



Mi alzo alle 5 (la mia solita ora), ben prima della sveglia (la partenza della gara era alle 10), pre-colazione in camera con quanto mi ero portato da casa, bagno, stretching, doccia, vestizione, solito rito pre-gara eseguito ogni volta.
Alle 6:15 scendo a fare colazione, giusto un american coffe, una banana e un po’ di marmellata su un paio di fette biscottate.
Il pullman parte dall’albergo alle 7:00, arriviamo in zona partenza (Blue Start la mia, Red Start e Green Start le altre due) alle 7:45. Per fortuna e’ una bella giornata, quindi mi metto seduto in attesa.
Organizzazione perfetta, con centinaia di bagni chimici, praticamente non ci sono neanche le file!
Consegno la sacca, passo ancora una volta in bagno ed entro in griglia trenta minuti prima della partenza. Corro un chilometro su e giu’ per scaldarmi.
Sono in  Griglia 1, in prima fila, di piu’ non potevo sperare!
Peccato tra noi e i top runner abbiano inserito TUTTI gli inglesi partecipanti al Campionato Nazionale, ed erano veramente tanti!
Dopo i 30 secondi di silenzio per quanto successo a Boston sei giorni fa, non mi accorgo nemmeno del via e mi ritrovo a correre completamente circondato.
Primo km passato a fare slalom e a dar spallate, poi complice la discesa e il fatto che TUTTI mi passavano, si andava a 3’20” al km… dal sesto km mi sono rimesso a ritmo (intorno a 3’30” al km), poco regolare perche continuavano a sorpassarmi in tanti.
Dal decimo chilometro ho iniziato a sentire che qualcosa non andava a livello intestinale ed e’ iniziata a salire un po’ di preoccupazione.
Continuo abbastanza bene fino alla mezza (togliendo i secondi persi in partenza e calcolando il real time, ero perfetto sotto l’ora e 14…), da quel momento e’ iniziata la gara piu’ dura da quando corro.
ATTENZIONE! Il testo che segue NON e’ adatto alla lettura, se siete persone impressionabili!!!
Le possibilita erano due: fermarsi a uno dei bagni chimici lungo il percorso, con la consapevolezza che probabilmente non sarei piu ripartito, oppure provare letteralmente a “farla in corsa”, mettendo in pratica quanto raccontatomi da un mio compagno di squadra (del quale NON faro’ il nome nemmeno sotto tortura): se Paula Radcliffe da leader della corsa l’ha fatta in diretta mondiale fermandosi semplicemente al bordo della strada, non vedo perche’ devo farmi problemi a farla in corsa…
Praticamente rallentavo (3’40”), mi “rilassavo” e ripartivo. Per tre volte (km 25, 34 e 40).
Un grazie ai pantaloncini GORE che nonostante una struttura inesistente e i soli 80 grammi di peso, hanno fatto il loro (sporchissimo…) dovere!
Ritorno in albergo da film horror, temevo un arresto per attentato terroristico: un’arma chimica ambulante!!!
Devo aver semplicemente preso freddo, non avendo mangiato niente di diverso dal solito.
Guardando la classifica finale (qui), sono tra quelli che ha perso meno nella seconda parte di gara (1h14’01”-1h15’22”): credo di aver fatto il mio record di sorpassi dalla mezza in poi!
Sono arrivato 24esimo, secondo assoluto (il primo e’ un giapponese) tra quelli partiti dalla Griglia 1 (sono tutti con “Runner no” a 5 cifre), gli altri erano iscritti al Campionato Nazionale Inglese, quindi partiti molto davanti.
Gara e pubblico incredibili: pieno di gente dal primo all’ultimo metro, come si fa a mollare con un tifo del genere?
P. S. Scusate per le lettere accentate, sono in stanza su un iMac con tastiera inglese, non ho voglia di cercare la mappa caratteri… :-P

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