“La Mezza di Aurisina 2014″… e via in progressione!

Chianti Classico Riserva 1995

Chianti Classico Riserva 1995Prima della partenza, i dubbi erano superiori alle certezze. Quattro mesi dall’ultima gara (qui, con l’infortunio durante il riscaldamento), con sole sette settimane di preparazione “vera” (per la maratona di Firenze) con un buon chilometraggio e buone sedute, ma si sa che senza un appuntamento agonistico è difficile avere un riscontro reale sullo stato di forma. Inoltre, la settimana scorsa l’ho chiusa a 126 km (qui), con un lunghissimo da 33 km (qui), sicuramente poco adatto se si vuole essere brillanti sette giorni dopo in una gara di mezza maratona.

Parola d’ordine allo sparo: PRUDENZA, anche (anzi, soprattutto!) pensando al percorso di gara. Si inizia in salita, poi ci sono vari saliscendi, con la prima metà più impegnativa della seconda (trattasi di un’andata e ritorno). Obbligatorio salvarsi qualcosa per il finale: se le gambe ci sono ancora, negli ultimi 4 o 5 chilometri si può spingere bene ed esaltarsi con gli eventuali sorpassi.

I primi due partono forte per fare gara a parte, io mi metto in coda a un gruppetto di sei atleti, che ben presto inizia a perdere pezzi. Al 3° km il rilevamento manuale segna 11’16” (3’45” al km) e siamo rimasti in quattro, io, il mio compagno di squadra Lorenzo (che fa il ritmo) e due atleti sloveni. Secondi 3.000 metri più veloci (10’56”, 3’39” al km) e siamo sempre in gruppo. Dall’ottavo chilometro inizio leggermente a perdere terreno: il percorso è parecchio ondulato e qualche cambio di ritmo di troppo mi fa tornare in mente la parola d’ordine iniziale (prudenza!), anche perché la gara è ancora lunga. Al 9° km il lap dei 3.000 metri segna 10’51” (3’37” al km). Al giro di boa sono sempre sesto, staccato però una quarantina di secondi da Lorenzo, una trentina di secondi dal quarto e una quindicina di secondi dal quinto.
Inizio leggermente ad aumentare il ritmo: al 12° km il lap dei 3.000 metri segna 10’47” (3’36” al km), da lì in poi decido di prendere i rilevamenti ogni due chilometri. 6’52” al 14° km (3’26” al km) e sono quinto. 7’12” al 16° km (3’36” al km), gli ultimi con pendenza sfavorevole, prima della parte finale. 6’45” al 18° km (3’23” al km) e sono quarto, 6’35” al 20° km (3’18” al km) e ho praticamente dimezzato lo svantaggio da Lorenzo. Nell’ultimo mille provo il tutto per tutto (3’25” gli ultimi 1.097 metri), mi avvicino ma non così tanto da riuscire a lanciare la volata, quindi concludo quarto in 1h14’37” (3’32” al km) a 14 secondi da Lorenzo (giusto così, ha corso davanti da solo per tutta la gara!) e rispettivamente 28 e 51 secondi prima del quinto e del sesto.

Anche Strava (qui), con gli “split” automatici ogni 5 km,  rileva la progressione: 18’45” (3’45” al km), 18’03” (3’36” al km), 17’38” (3’31” al km), 16’56” (3’23” al km), poi l’ultimo mille abbondantemente sotto i 3’20” al km. Il modo migliore per concludere una gara con un buon ricordo, per la testa… ma anche per le gambe!

Quindi bicchiere (più che) mezzo pieno anche perché:
1) sono quasi a metà della preparazione (restano ancora otto settimane per Firenze: fossi al massimo della forma ora, sarebbe un bel guaio!);
2) venivo da sei settimane con tanti chilometri e tanti lavori (questa è la prima settimana dove ho scaricato un po’);
3) a Firenze peserò almeno due o tre chili meno.

Qui la classifica completa, qui il GPS.

P. S. Nella foto, la bottiglia di Chianti Classico Riserva del 1995 stappata a pranzo per festeggiare il ritorno alle gare e la bella prestazione. Quando si apre una bottiglia che ha quasi vent’anni, c’è sempre il rischio che sia già “andata”. Per fortuna, è andata come la mia gara, quindi molto bene! Anche queste son soddisfazioni…


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