Saucony Peregrine 16: La Rivoluzione Vibram e l’Evoluzione del Comfort



C’è qualcosa di poetico nel tornare a parlare di una scarpa che ha segnato l’inizio di un percorso. La Peregrine 13 è stata la protagonista della mia primissima recensione di Francesco sul canale di Massi Milani. Era il gennaio 2024. Sembra ieri, eppure sono passati due anni interi di corse, test, fango e chilometri macinati. Oggi, nel 2026, il cerchio si chiude – o meglio, la spirale evolutiva continua – perché sono qui a parlarvi della nuovissima Saucony Peregrine 16.

Saucony Peregrine 16

Recensione approfondita a cura di Francesco Brambilla | Gennaio 2026

La linea Peregrine non ha bisogno di grandi presentazioni per gli appassionati di trail running: è sempre stata sinonimo di agilità, leggerezza e quella reattività un po’ nervosa che piace a chi vuole sentire il sentiero. Tuttavia, la versione 16 non è un semplice aggiornamento estetico. È un cambiamento di paradigma. Saucony ha ascoltato, ha osato e ha portato sul tavolo modifiche strutturali che ridefiniscono l’identità di questa scarpa leggendaria.

Scheda Tecnica in Breve

Peso 271 g (Taglia US 9) – (-2% rispetto alla v15)
Stack Height 32 mm (Tallone) / 28 mm (Avampiede)
Drop 4 mm
Suola Vibram (Nuova introduzione)
Tassellatura 4 mm (Tecnologia Traction Lug)
Intersuola PWRRUN (+16% volume) + Soletta PWRRUN+
Prezzo €160 (Standard) / €180 (Gore-Tex)

La Grande Novità: Addio PowerTrac, Benvenuto Vibram

Partiamo subito dall’elefante nella stanza, o meglio, dal geco sotto la suola. Se avete posseduto una Peregrine in passato, sapete perfettamente quale fosse il tallone d’Achille di questo modello: il battistrada. La mescola proprietaria PowerTrac faceva il suo lavoro in condizioni ottimali, ma peccava in durata (spesso si rompeva prematuramente) e, soprattutto, il grip non era sempre all’altezza delle aspettative su rocce bagnate o terreni tecnici estremi.

Con la Peregrine 16, Saucony ha fatto il grande passo: ha abbandonato la produzione interna del battistrada per affidarsi ai maestri della gomma, adottando una suola interamente in Vibram. Non è un cambiamento da poco; è una dichiarazione di intenti. Già dalla versione 15 si era intravisto questo passaggio, ma è con la 16 che la trasformazione raggiunge la maturità.

Grazie a questo nuovo battistrada, la Peregrine 16 è diventata una scarpa significativamente più aggressiva. La sensazione di sicurezza che trasmette sul bagnato e sulle rocce lisce (“roccia saponata”, incubo di ogni trailer) è qualcosa che questa linea non aveva mai avuto in precedenza. Siamo di fronte a un grip top di gamma.

Analisi dei Tasselli e Traction Lug

Un dettaglio tecnico interessante riguarda l’altezza dei tasselli. Siamo scesi a 4 mm, un millimetro in meno rispetto ai modelli storici che ne vantavano 5. A prima vista potrebbe sembrare un passo indietro per la tenuta nel fango profondo (i terreni “molli”), ma l’analisi sul campo rivela una strategia diversa. I 4 mm migliorano notevolmente la fluidità di corsa nei tratti pianeggianti e sui terreni compatti, riducendo quella sensazione di “inciampo” o di attrito eccessivo che tasselli troppo alti possono generare sul duro.

Inoltre, la tecnologia adottata è la Vibram Traction Lug: se guardate da vicino, noterete delle micro-alette o scalini sui lati dei tasselli stessi. Questo aumenta la superficie di contatto effettiva senza aumentare l’ingombro, garantendo trazione extra. Da notare anche che il battistrada “risale” leggermente sui lati della scarpa, offrendo un appoggio laterale sicuro nelle traversate in costa.

È stato lasciato un “triangolo” privo di gomma nel mesopiede (midfoot) per lasciare esposta l’intersuola. Lo scopo è rendere la scarpa più flessibile e adattabile al terreno. Speriamo solo non diventi una fonte di intaglio o rottura come accadeva nelle versioni 12 e 13, anche se in quei casi l’esposizione era sul tallone, zona molto più stressata in discesa.

Intersuola e Geometrie: Più Gomma, Meno Peso?

Qui entriamo nel paradosso ingegneristico della Peregrine 16. Abbiamo il 16% di mescola in più nell’intersuola. Tradotto in numeri, la scarpa è cresciuta di 4 mm in altezza, portando lo stack a 32 mm nel tallone e 28 mm nell’avampiede. Eppure, il peso è calato del 2%, scendendo a 271 grammi (taglia US 9) contro i 277 grammi precedenti.

Come si traduce questo in corsa? La parola chiave è ammortizzazione dinamica. La mescola utilizzata è sempre il collaudato PWRRUN per la struttura principale, coadiuvato da una soletta interna in PWRRUN+ per quel tocco di comfort extra (il “step-in comfort”) appena si indossa la scarpa.

“Le mescole sono le stesse, ma i 4 mm in più cambiano tutto. Danno comfort e ammortizzazione dove prima c’era solo secchezza.”

Si potrebbe temere che alzare il baricentro di 4 mm penalizzi la stabilità. Sorprendentemente, non è così. Rispetto alla Peregrine 13 (che ho usato fino all’altro giorno per avere un confronto diretto), la 16 risulta più stabile. La maggior quantità di intersuola l’ha resa leggermente più rigida a livello torsionale, pur rimanendo una scarpa flessibile.

C’è un prezzo da pagare per questo comfort extra? Sì. Abbiamo perso parte del contatto con il terreno (ground feel). La sensazione di comodità ora prevale sulla percezione millimetrica di ciò che stiamo calpestando. Per i puristi del “sentire ogni sasso” potrebbe essere un difetto, ma vi assicuro che dopo 20 km i vostri piedi ringrazieranno per quei 4 mm extra di protezione.

Il rocker (la curvatura della suola) rimane piuttosto accentuato, facilitando la rullata. È presente anche una piastra (rock plate) nell’avampiede, ben visibile tra gli spazi vuoti del battistrada, essenziale per proteggersi dalle asperità più appuntite che, con una scarpa così leggera, si farebbero sentire.

La Tomaia: Una Corazza in Plastica

Abbandoniamo il tessuto tradizionale per abbracciare una rete in materiale plastico. È una scelta tecnica precisa che comporta dei compromessi:

  • Traspirabilità: La rete non è molto trasparente e, di conseguenza, la scarpa non è molto traspirante. Potrebbe scaldare un po’ in estate.
  • Robustezza: È qui che la scelta paga. Questa tomaia è resistentissima alle abrasioni e agli strappi, molto più del mesh tradizionale.
  • Gestione dell’acqua: Essendo plastica, non assorbe l’acqua come un tessuto. Non si inzuppa, mantenendo il peso contenuto anche se si attraversa un guado o si corre sotto la pioggia.

Lungo la struttura troviamo degli inserti protettivi (quelli di colore più scuro con texture a “buccia d’arancia”) posizionati strategicamente sul puntale e sui lati del tallone. Non servono solo a proteggere la scarpa dall’usura, ma a salvare le dita dei piedi dagli urti contro le rocce.

Calzata e Comfort

Il tallone è rigido e ben imbottito, dotato di un comodo pull-tab per facilitare l’ingresso del piede. La calzata generale è avvolgente: il piede rimane fermo e saldo, condizione essenziale per i tratti tecnici. Tuttavia, lo spazio nell’avampiede è medio e il design è piuttosto affusolato.

Consiglio taglia: Se avete la pianta larga, suggerisco mezzo numero in più. Se avete un piede standard, mantenete il vostro numero abituale.

I lacci sono piatti e scorrono in asole piatte, riducendo il rischio che si slaccino. Sono forse un po’ lunghi, ma Saucony ha intelligentemente inserito un’asola elastica sulla linguetta per bloccare l’eccedenza ed evitare che si impiglino nei rovi. La linguetta è a soffietto (gusseted), mediamente imbottita e molto pronunciata sul collo del piede per massimizzare la protezione.

Esperienza di Corsa: Per Chi è la Peregrine 16?

L’utilizzo delle Peregrine 16 è diventato incredibilmente più versatile rispetto al passato, proprio grazie all’ammortizzazione aggiuntiva. Non siamo più di fronte a una scarpa “solo per gare brevi e veloci”.

Il Profilo del Corridore Ideale

  • Fino a 70 kg: Potete spingervi fino ai 50-60 km di distanza. Oltre questa soglia, potreste desiderare qualcosa di più strutturato (come una Xodus Ultra).
  • Tra 70 e 80-85 kg: La percepirete come una scarpa comoda e performante per la media distanza (20-30 km).
  • Peso Extra: Non la consiglio come scarpa principale per i lunghi, meglio orientarsi su modelli max-cushion.

È una scarpa progettata per essere reattiva e per correre forte. Il divertimento arriva quando le gambe permettono di spingere. La corsa risulta energica, agile. Grazie alla stabilità migliorata e al grip Vibram, è perfetta per i terreni tecnici: non teme rocce scivolose, radici o discese aggressive.

Può essere usata per camminare o fare trekking veloce? Assolutamente sì, grazie alla leggerezza e al grip. Tuttavia, camminando non sfrutterete la sua caratteristica principale: la reattività dell’intersuola, che si attiva veramente solo durante la fase di corsa.

Prezzo e Conclusioni

Il prezzo di listino è di 160 euro. Considerando che la versione 15 costava 150 euro, l’aumento di 10 euro è assolutamente giustificato (e anzi, contenuto) se pensiamo all’inclusione della suola Vibram, che è un componente costoso acquistato da terzi e non prodotto in casa. È un prezzo in linea con il mercato attuale.

Per i più esigenti che non vogliono bagnarsi i piedi, esiste la versione GTX (Gore-Tex) a 180 euro. Nota a margine: non esiste più la versione ST (Soft Terrain) con tasselli da 6,5 mm, già dismessa dalla serie 14, dato che la nuova configurazione Vibram copre egregiamente la maggior parte delle situazioni.

Il Verdetto Finale

Le Saucony Peregrine 16 rappresentano un passo avanti notevole, forse il più importante degli ultimi anni per questa serie. I miglioramenti sono tangibili:

  • Miglior Grip (Vibram è una garanzia).
  • Comfort più morbido e adatto a più chilometri.
  • Tomaia più robusta e durevole.

Tutto questo mantenendo le caratteristiche storiche di reattività, drop basso (4mm) e agilità. Se cercate una scarpa divertente per correre senza preoccupazioni (se non la vostra fatica!), vi consiglio caldamente di provarle.

PRO (Vantaggi) CONTRO (Svantaggi)
  • Suola Vibram: Il grip è nettamente migliorato, offrendo sicurezza su bagnato e roccia liscia.
  • Ammortizzazione Aumentata: +4mm di intersuola rendono la corsa più comoda e adatta a distanze maggiori.
  • Leggerezza: Nonostante l’aumento di volume, il peso è calato del 2% (271g).
  • Robustezza Tomaia: La rete plastica resiste a strappi e abrasioni e non assorbe acqua.
  • Stabilità: Tallone rigido e struttura solida nonostante l’altezza maggiore.
  • Prezzo: Aumento contenuto (€160) nonostante l’aggiunta della suola Vibram di terze parti.
  • Traspirabilità: La tomaia in materiale plastico tende a scaldare e non è molto areata.
  • Ground Feel Ridotto: L’aumento dello stack height fa perdere sensibilità e contatto diretto col terreno.
  • Calzata Fusolata: Lo spazio in punta è medio-stretto; chi ha piedi larghi potrebbe aver bisogno di mezzo numero in più.
  • Lacci Lunghi: Tendono ad avanzare molto (anche se l’asola elastica aiuta a fissarli).
  • Mesopiede Esposto: La zona dell’arco plantare senza gomma potrebbe essere soggetta a intagli su rocce appuntite.
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