“Ferrara Half Marathon”, sensazioni ok, crono un po’ meno…



… però pensando a Padova (tra quattro domeniche) in ottica maratona, forse è meglio così!

In premiazione con una valletta d’eccezione!

 

Gara veramente anomala: sensazioni super dall’inizio alla fine, ultimo km in forte progressione… se non avessi visto il crono finale, avrei detto almeno 1h11”, invece… 1h12’58” (9° assoluto, 2° di categoria M35, qui la classifica completa, qui il GPS della gara), praticamente lo stesso tempo di due settimane fa, ma con l’impressione di esser andato molto più forte con molta meno fatica!
A differenza di Pieve di Cento, dove avevo corso sempre “in compagnia”, stavolta ho gestito la gara in solitaria.
Allo start i cinque kenioti sono partiti a ritmi sotto i 3′ al km, seguiti da un ex nazionale italiano.
Dietro, un gruppetto di altri sette atleti, da subito a ritmi abbondantemente sotto i 3’20” al km, decisamente troppo veloce, soprattutto in avvio.
Quindi mi sono trovato già dal primo km a correre da solo.
Ben presto però il gruppo davanti ha iniziato a “perdere pezzi”: intorno al 5° km raggiungevo un atleta (che poi al 10° km mi confessava di avere un personale di 1h14′: si è staccato intorno al 18° km… al traguardo mi ha ringraziato per il contributo al proprio nuovo personal best!), al 7° un atleta si fermava, intorno al 14° ne passavo altri due, poi al 17° un altro… ne rimanevano due ma erano troppo avanti (alla fine circa un minuto e mezzo).
Sicuramente da questo punto di vista ho speso di più rispetto a due settimane fa: correre in gruppo alternando tratti davanti a tirare ad altri dove ci si fa semplicemente “portare”, è diverso dal dover amministrare in autonomia il ritmo per tutti i 21,1 km, anche dal punto di vista mentale per quanto riguarda la gestione dello sforzo.
Però le sensazioni erano nettamente migliori, mi sentivo sempre bene in spinta e non ho mai avvertito alcun tipo di disagio.
Questi i parziali presi manualmente ogni 5 km: 17’12”, 17’11”, 17’26”, 17’22”, 3’45” gli ultimi 1.097 metri. Sempre molto regolare quindi, tranne l’ultimo km e cento metri dove son riuscito a correre sotto i 3’20” di media.
Comunque, un altro fantastico fine settimana: sabato una bella passeggiata a Ferrara con Arianna e Valentina, assieme al compagno di squadra Andrea (1h17′ nonostante il mal di schiena), Silvia e Nicola (quasi coetaneo di Arianna).
Poi domenica appuntamento con gli amici bolognesi: Maggie (altro PB per lei che stavolta le è costato caro, a giudicare dai litri di birra consumati a pranzo! Ma ci rifaremo…), Giggi (1h18′ dopo i 120 km di bici di ieri!), il piccolo Simone, Katia (stavolta solo in veste di coach) e Giordano (è diventato da subito grande amico di Arianna!), Federica (andrà meglio la prossima!) e Sandro (in premiazione di categoria anche se ha affrontato la gara come un allenamento).
La mitica “salama da sugo”
Gran pranzo post gara qui: taglieri di salumi e formaggi accompagnati da piadine miste, cappellacci alla zucca col ragù e la mitica salama da sugo col puré, un alimento quasi “dinamico”: mi sta chiedendo “ACQUAAA” da oltre dieci ore, spero non sia una specie di Alien!
Comunque a tavola siamo veramente da record del mondo…

A questo punto restano quattro settimane per presentarsi a Padova col coltello tra i denti: domenica prossima una delle mie gare preferite qui a Trieste, la “Basovizza e dintorni“, percorso di 12,3 km con una lunga salita (e una lunga discesa!) da affrontare due volte, poi una settimana di super carico con l’ultimo lunghissimo, per arrivare alla ultime due settimane dove si inizia a scaricare.
Essendo a fine aprile, spero solo non faccia troppo caldo…


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