Correre rende felici, Dopamina e Running



La corsa è associata spesso alla felicità, ma vi siete mai domandati perché? abbiamo chiesto al nostro maratoneta e psicologo Cesare Picco di spiegarlo semplicemente ma accuratamente.

Running e dopamina

ufficio-relax

La vita moderna è caratterizzata da un alto tasso di sedentarietà. La trasformazione strutturale del mercato del lavoro, una crescita continua del settore tecnologico e della fornitura di servizi a scapito dell’agricoltura e della produzione ha ridotto notevolmente l’attività motoria di ogni individuo. Molte sono le ore che trascorriamo davanti ad un pc o alla scrivania e sempre meno quelle che passiamo in movimento.

Le novità tecnologiche e la facilità sempre maggiore nell’implementarle ha ulteriormente accresciuto questo dato. Scale mobili, ascensori, mezzi di locomozione e trasporti pubblici sempre più efficienti, ramificati e capillari rendono il movimento sempre più una scelta e non una condizione intrinseca al vivere. Pensiamo anche solo agli aeroporti. Sempre più diffuse sono le pedane che ci trasportano da un hub all’altro.

Sport e benessere psicologico

In questa cornice storica, lo sport e l’attività fisica assolvono ad un importante ruolo nel mantenimento e nella costruzione del benessere sociale ed individuale e nel contrasto di patologie quali l’obesità, l’infarto ed il decadimento muscolare. Alcune ricerche sostengono infatti che una moderata attività sportiva riduca il tasso di mortalità del 10%. I benefici che il running, come lo sport in generale, hanno a livello fisico sono numerosi:

  • Riduzione del rischio cardiovascolare, attraverso l’abbassamento della pressione arteriosa;
  • Aumento del colesterolo HDL “buono”;
  • Riduzione dei trigliceridi e della viscosità del sangue;
  • Mantenimento di un peso corporeo adeguato;
  • Riduzione della glicemia e del rischio dello sviluppo di diabete di tipo 2;
  • Miglioramento dell’efficienza di muscoli e articolazioni;
  • Mantenimento di un aspetto fisico più gradevole e armonico;
  • Riduzione della dipendenza da nicotina o altre sostanze;
  • Ritardo dell’invecchiamento e prevenzione di patologie tipiche dell’età avanzata, quali artrosi ed osteoporosi;

Corsa e benessere

correre-felici

Il running non ha però solo un impatto positivo sul nostro corpo, ma anche sullo stato di benessere della nostra mente e del nostro umore. Da più ricerche scientifiche emerge come l’attività fisica costante sia in grado di migliorare notevolemente le funzioni cognitive e la plasticità cerebrale. Bastano infatti solo 30 minuti di attività fisica giornaliera per apportare benefici a coordinazione, memoria e capacità di apprendimento, oltre a ridurre il decadimento cerebrale legato all’invecchiamento.

Oltre a questi importanti benefici, ve ne sono alcuni che stanno acquisendo una particolare visibilità a livello mediatico. Parlo della relazione tra running, sport aerobici in generale, e quella conosciuta come l’ormone della felicità: la dopamina.

La dopamina

dopamina-corsa

Cos’è la dopamina? E’ un neurotrasmettitore prodotto dal cervello e in minima parte dalle ghiandole surrenali. Fa parte delle catecolamine, gruppo di ormoni cui appartengono anche adrenalina e noradrenalina, di cui la dopamina è il precursore.

Per esemplificare e rendere più malleabili tali concetti potete fare un piccolo gioco di fantasia. Immaginate il nostro cervello come fosse una piccola città tutta interconnessa da una rete urbana. I neuroni potrebbero essere identificati nei centri di “smistamento postale” ed i neurotrasmettitori come messaggi che i “postini” cerebrali trasportano. La dopamina è uno dei pacchi postali trasmesso da questi “postini” e al suo interno vi è contenuta una dose di “felicità”.

La presenza di dopamina è infatti legata alla sfera del piacere e al meccanismo della ricompensa. Tutto ciò che ci dà piacere, come il cibo, il sesso, la musica, come anche il consumo di sostanze stupefacenti, è in grado aumentarne i livelli di dopamina.

A seguito di attività percepite come piacevoli i “pacchi postali” contenenti “felicità” divengono più presenti nel nostro sistema postale cerebrale. Ne consegue quindi che la sensazione che sperimentatiamo dopo aver svolto qualcosa di piacevole è di profondo benessere psicofisico e intenso appagamento. Questo processo porta infatti a svolgere con maggiore frequenza i comportamenti che producono un accrescimento dei livelli di dopamina e ci motiva a perseguire obiettivi che prevedono lo svolgimenti di tali azioni.

Effetti dopo la corsa

relax-esercizio

Dopo una corsa, anche solo 30 minuti, sperimentiamo un senso di benessere e di piacere. Perchè questo accade? Perchè l’attività aerobica stimola il meccanismo volto a produrre il neurotrasmettitore della felicità. E’ ormai evidenza scientifica dimostrata a più riprese come la corsa abbia un effeto positivo sui livelli di dopamina e, di conseguenza, sul tono dell’umore.

Se alti livelli di dopamina sono associabili a uno stato di benessere mentale, di contro la scarsità di tale neurotrasmettitore è riscontrabile in individui caratterizzati da depressione, comportamenti asociali, isolamento, rabbia e frustrazione. In tale ottica l’attività aerobica diviene una leva per ristabilire un’ omeostasi cerebrale funzionale alla sperimentazione di uno stato di benessere. Il running può così essere concepito come in grado di lenire vissuti interni spiacevoli.

Frequentemente mi capita di ascoltare racconti di ultrarunner che hanno scelto il percorso dell’endurance per affrontare sindromi depressive. Nota, ad esempio, è la storia di Rob Krar. Con una massiva attività aerobica si produce un innalzamento dei livelli dopaminergici, che a cascata migliorano il livello dell’umore. A titolo personale considero questa scelta un escamotage che non risolve realmente il problema, ma lo argina. Seppure il tono dell’umore benefici di un’attività aerobica sostenuta, basta togliere l’attività che produce dopamina (la corsa) per riportare il tono dell’umore allo stato precedente. Quando mi capita di leggere che le scarpette da running sono meglio di una seduta da un terapeuta, sorrido.

Sicuramente quest’ultima è un’affermazione in grado di attirare molti like sui social, ma essenzialmente illusoria. Fino ad oggi non ho mai voluto trattare il tema “running e dopamina”, perchè trovo sia in atto una mitizzazione dell’effetto prodotto dallo sport sul tono dell’umore. Sicuramente aiuta, lo dice la scienza, ma non è lo strumento corretto per risolvere una possibile sofferenza. Correre per combattere la depressione equivale a bere due litri d’acqua quando si è affamati. Dona un provvisorio senso di sazietà, ma la fame non viene realmente placata.

Come dicevano i latini, però, “In medio stat virtus”, la virtù sta nel mezzo. Per quanto sia piacevole, un aumento dei livelli di dopamina può richiedere delle attenzioni. Capita frequentemente di riscontrare alti livelli di questo neurotrasmettitore nei casi di dipendenza da sostanze o in ogni forma di dipendenza, che sviluppi una coazione a ripetere determinati comportamenti in modo acritico, irrazionale e non coscienziosamente libero.

Dipendenza da sport

esercizio-fisico

Si parla spesso di dipendenza da esercizio fisico o da sport. Perchè accade? Semplificando molto, probabilmente in una fase iniziale è presente un deficit dopaminergico, che fa sperimentare tristezza, difficoltà relazionali e di concentrazione. A seguito dell’attività sportiva il livello di dopamina si ristabilisce apportando benefici nel tono dell’umore e nella vita dello sportivo. Sperimentando un cambiamento molto piacevole il comportamento associato all’acquisizione di benessere viene ripetuto con maggiore frequenza ottenendo ulteoriori benefici. Putroppo al venire meno dell’attività sportiva viene meno anche la sensazione di benessere, sviluppando così una sorta di dipendenza più o meno profonda da sport. Anche per questo motivo considero la corsa alla corsa non il migliore strumento per affrontare la tristezza che contraddisitingue ogni essere umano.

Sono consapevole di come la relazione tra running e dopamina sia un argomento estremamente complesso ed esteso. Non c’è quindi la pretesa di essere stato nemmeno lontanamente esaustivo, ma spero, però, di aver chiarito alcuni dubbi e di aver soddisfatto alcune curiosità.







Posted by