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	Commenti a: VO2max nella corsa	</title>
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	<description>Corsa, allenamento, alimentazione, scarpe e orologi GPS dei podisti amatori che vogliono migliorare le prestazioni in maratona e nelle altre distanze. Corri con Pitt e Massi.</description>
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				<title>
				Di: Andrea				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-799451</link>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 20:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Marco della tua risposta,
famoso il caso di Paula Radcliffe che nel 1991 a diciasette anni  aveva il più alto VO2max della sua carriera  (circa 70) faceva 50 km
a settimana e sui 3000 aveva 9&#039;23&quot;.
Cinque anni dopo con 150 km a settimana  8&#039;23 sui 3000  stesso VO2max  anzi leggermente inferiore.
Per arrivare al 2003  dove con più di 200 km a settimana stabili il
record del mondo in maratona con 2:15: 25 mentre il suo VO2max
era invariato.E corse una mezza maratona ad un ritmo 2 secondi per miglio più veloce del ritmo del suo personale sui 3000 (9&#039;23&quot;)
del 1991 quando aveva il suo più alto VO2max della carriera.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Marco della tua risposta,<br />
famoso il caso di Paula Radcliffe che nel 1991 a diciasette anni  aveva il più alto VO2max della sua carriera  (circa 70) faceva 50 km<br />
a settimana e sui 3000 aveva 9&#8217;23&#8221;.<br />
Cinque anni dopo con 150 km a settimana  8&#8217;23 sui 3000  stesso VO2max  anzi leggermente inferiore.<br />
Per arrivare al 2003  dove con più di 200 km a settimana stabili il<br />
record del mondo in maratona con 2:15: 25 mentre il suo VO2max<br />
era invariato.E corse una mezza maratona ad un ritmo 2 secondi per miglio più veloce del ritmo del suo personale sui 3000 (9&#8217;23&#8221;)<br />
del 1991 quando aveva il suo più alto VO2max della carriera.</p>
]]></content:encoded>
						</item>
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				<title>
				Di: Gianmarco Pitteri				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-798457</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Pitteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 07:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono assolutamente d&#039;accordo con Marco... spesso è il cambiamento a dare il via a un miglioramento inaspettato! E vale in tanti ambiti, per esempio anche nella nutrizione (sportiva o non), una banale modifica (passare da 5 a 2 pasti o viceversa da 2 a 5 pasti) porta in ogni caso a dei miglioramenti, proprio perché si vanno a cambiare delle abitudini consolidate.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono assolutamente d&#8217;accordo con Marco&#8230; spesso è il cambiamento a dare il via a un miglioramento inaspettato! E vale in tanti ambiti, per esempio anche nella nutrizione (sportiva o non), una banale modifica (passare da 5 a 2 pasti o viceversa da 2 a 5 pasti) porta in ogni caso a dei miglioramenti, proprio perché si vanno a cambiare delle abitudini consolidate.</p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Di: Marco Altini				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-798456</link>
		<dc:creator><![CDATA[Marco Altini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 07:19:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://therunningpitt.com/?p=6068#comment-798456</guid>
					<description><![CDATA[Ciao Andrea, grazie per il messaggio. Premetto che non mi sento assolutamente qualificato a rispondere in quanto la mia conoscenza e&#039; a livello analitico nella stima del VO2max dati certi parametri altamente correlati (come ad esempio il battito cardiaco dato un certo ritmo di corsa), e non necessariamente a livello di come poi migliorare questo VO2max (o semplicemente nel caso della stima, come ridurre questo battito cardiaco ad un certo ritmo) con certi stimoli / allenamenti. Detto cio&#039;, in passato c&#039;e stata un po un&#039;ossessione con il VO2max, dove sembrava fosse l&#039;unica cosa interessante da misurare, e questo atteggiamento ha causato poi una sorta di reazione opposta da parte di alcuni, che hanno capito che semplicemente pur essendo importante, c&#039;e molto altro da considerare, ad esempio Magness (se vuoi leggerti anche the lore of running di noakes, questo processo e&#039; descritto abbastanza bene). Un esempio chiaro per un maratoneta e&#039; ad esempio il fatto che molti top runners raggiungano il loro picco come VO2max da giovani, ma poi continuino a migliorare i loro tempi fino a quando sono vicini ai 40 anni. Chiaramente la prestazione fisica dipende da molto piu del VO2max, come ad esempio efficienza ed economia di corsa, ecc. Dal mio punto di vista non c&#039;e un ritmo perfetto per tutti (nemmeno dato lo stesso tempo in mezza come nell&#039;esempio sopra), ma come spiega anche Magness in the science of running, ogni allenamento e&#039; parte di un percorso, in base a quelli che sono i nostri limiti oggi, possiamo allenarci per migliorare velocita di base, resistenza, ecc. ed infatti la varieta di ritmi e&#039; probabilmente uno dei punti piu importanti. Considera che in molti studi dove un certo gruppo di atleti cambia leggermente tipo di allenamento, si vedono dei miglioramenti, non perche il nuovo allenamento faccia miracoli, ma semplicemente perche stimoli diversi aiutano a migliorare.  A presto]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea, grazie per il messaggio. Premetto che non mi sento assolutamente qualificato a rispondere in quanto la mia conoscenza e&#8217; a livello analitico nella stima del VO2max dati certi parametri altamente correlati (come ad esempio il battito cardiaco dato un certo ritmo di corsa), e non necessariamente a livello di come poi migliorare questo VO2max (o semplicemente nel caso della stima, come ridurre questo battito cardiaco ad un certo ritmo) con certi stimoli / allenamenti. Detto cio&#8217;, in passato c&#8217;e stata un po un&#8217;ossessione con il VO2max, dove sembrava fosse l&#8217;unica cosa interessante da misurare, e questo atteggiamento ha causato poi una sorta di reazione opposta da parte di alcuni, che hanno capito che semplicemente pur essendo importante, c&#8217;e molto altro da considerare, ad esempio Magness (se vuoi leggerti anche the lore of running di noakes, questo processo e&#8217; descritto abbastanza bene). Un esempio chiaro per un maratoneta e&#8217; ad esempio il fatto che molti top runners raggiungano il loro picco come VO2max da giovani, ma poi continuino a migliorare i loro tempi fino a quando sono vicini ai 40 anni. Chiaramente la prestazione fisica dipende da molto piu del VO2max, come ad esempio efficienza ed economia di corsa, ecc. Dal mio punto di vista non c&#8217;e un ritmo perfetto per tutti (nemmeno dato lo stesso tempo in mezza come nell&#8217;esempio sopra), ma come spiega anche Magness in the science of running, ogni allenamento e&#8217; parte di un percorso, in base a quelli che sono i nostri limiti oggi, possiamo allenarci per migliorare velocita di base, resistenza, ecc. ed infatti la varieta di ritmi e&#8217; probabilmente uno dei punti piu importanti. Considera che in molti studi dove un certo gruppo di atleti cambia leggermente tipo di allenamento, si vedono dei miglioramenti, non perche il nuovo allenamento faccia miracoli, ma semplicemente perche stimoli diversi aiutano a migliorare.  A presto</p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Di: Andrea				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-798017</link>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 07:37:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://therunningpitt.com/?p=6068#comment-798017</guid>
					<description><![CDATA[Ciao Marco , articolo veramente approfondito.
Vorrei chiederti una delucidazione riguardo alla distanza e quindi al ritmo relativo al Vo2 max.  Secondo il coach Jack Daniels è una distanza che possiamo percorrere
all out  peaked and rested quindi gara, per circa 11, 12 minuti  . Quindi per l&#039; atleta di vertice siamo vicini ai 5000 metri. Mentre per l&#039; amatore siamo più vicini ai 3000 metri .  Interval Training secondo Daniels serve proprio per migliorare il Vo2max
e lui ricorda come sia importante rispettare i ritmi indicati . Esempio atleta con vodt
56  quindi tempo in mezza 1h23&#039;  3&#039;56/km   ritmo per interval training ,quindi secondo Daniels per allenare Vo2 max, 3&#039;34/km quindi circa ritmo 5000 forse 2,3 secondi più veloce. Daniels usa molto i 1000 metri per questo allenamento considerando che servono almeno 2 minuti per raggiungere il plateau del vo2max
ma dice anche che possiamo usare i 400  se manteniamo il recupero molto breve tipo 45 secondi , in questo modo anche se le ripetute durano 86 secondi (vodt56)
verrà raggiunto ugualmente il plateau.
Altri autori tipo Pizzolato sostengono invece che il vo2max può essere sostenuto
per circa 7 minuti qiundi per l&#039; atleta di vertice gara di 3000 metri.
Per l &#039; amatore circa 2000 metri. Da qui il famoso test dei sette minuti.
Altri autori tipo Steve Magness sostengono che tutto questo allenamento al vo2 max in realtà non è poi cosi importante o meglio è importante allenarsi a tutta una varietà di ritmi diversi , e possiamo avere un miglioramento della prestazione senza aver avuto un incremento nel Vo2max.

Qual&#039;è il tuo parere  Marco?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco , articolo veramente approfondito.<br />
Vorrei chiederti una delucidazione riguardo alla distanza e quindi al ritmo relativo al Vo2 max.  Secondo il coach Jack Daniels è una distanza che possiamo percorrere<br />
all out  peaked and rested quindi gara, per circa 11, 12 minuti  . Quindi per l&#8217; atleta di vertice siamo vicini ai 5000 metri. Mentre per l&#8217; amatore siamo più vicini ai 3000 metri .  Interval Training secondo Daniels serve proprio per migliorare il Vo2max<br />
e lui ricorda come sia importante rispettare i ritmi indicati . Esempio atleta con vodt<br />
56  quindi tempo in mezza 1h23&#8242;  3&#8217;56/km   ritmo per interval training ,quindi secondo Daniels per allenare Vo2 max, 3&#8217;34/km quindi circa ritmo 5000 forse 2,3 secondi più veloce. Daniels usa molto i 1000 metri per questo allenamento considerando che servono almeno 2 minuti per raggiungere il plateau del vo2max<br />
ma dice anche che possiamo usare i 400  se manteniamo il recupero molto breve tipo 45 secondi , in questo modo anche se le ripetute durano 86 secondi (vodt56)<br />
verrà raggiunto ugualmente il plateau.<br />
Altri autori tipo Pizzolato sostengono invece che il vo2max può essere sostenuto<br />
per circa 7 minuti qiundi per l&#8217; atleta di vertice gara di 3000 metri.<br />
Per l &#8216; amatore circa 2000 metri. Da qui il famoso test dei sette minuti.<br />
Altri autori tipo Steve Magness sostengono che tutto questo allenamento al vo2 max in realtà non è poi cosi importante o meglio è importante allenarsi a tutta una varietà di ritmi diversi , e possiamo avere un miglioramento della prestazione senza aver avuto un incremento nel Vo2max.</p>
<p>Qual&#8217;è il tuo parere  Marco?</p>
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				<title>
				Di: Federico				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-745958</link>
		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 02:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per le precisazioni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per le precisazioni.</p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Di: Marco Altini				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-745920</link>
		<dc:creator><![CDATA[Marco Altini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2017 21:57:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://therunningpitt.com/?p=6068#comment-745920</guid>
					<description><![CDATA[Ciao Federico. Riguardo al tenere in considerazione altri fattori, diciamo che si rischierebbe di cercare di semplificare / correggere troppi parametri, e che pur essendo molto importanti, l&#039;introdurre complessita&#039; eccessiva rischia poi di non migliorare effettivamente la stima. Considera che cosi come per l&#039;altitudine, anche con il fattore temperatura l&#039;unico modo per capire esattamente come la temperatura influenza la relazione tra battito e ritmo sarebbe di effettuare tali misure per un vasto range di temperature e persone (in quanto poi reagiamo in modo diverso), cosi come varie inclinazioni del treadmill, ecc. e vedere come cambiano in relazione al VO2max. Un esperimento possibile visto che cmq spesso le stanze dove vengono effettuati questi protocolli hanno la possibilita di controllare temperatura e umidita, ma molto laborioso per quello che ne sarebbe &#039;il ritorno&#039;. Come scritto sopra, credo che cmq se il caldo ti limita negli allenamenti, poi ti limita anche in gara, quindi una stima al ribasso riflette quello che si puo fare in quelle condizioni ambientali. 

Stime sulle prestazioni in gara: dal mio punto di vista lasciano il tempo che trovano. Questo e&#039; anche il motivo per cui evitiamo stime del genere in HRV4Training. Le stime Garmin dipendono solamente dal VO2max, e gia sappiamo che il VO2max e&#039; solo uno dei fattori che influenzano la prestazione, poi se andiamo a vedere la relazione tra stima del VO2max e prestazione in gara, ad esempio nei risultati che abbiamo pubblicato quest&#039;anno, possiamo vedere che c&#039;e una relazione a livello di popolazione, ma con altissima variabilita. Ovvero in altre parole con un VO2max di 55 possiamo trovare 1:25 cosi come 1:45 in mezza maratona, mentre in media i valori sono tempi migliori di ad esempio un VO2max 45, la variabilita tra i tempi e&#039; troppo elevata per utilizzare questo parametro per una stima attendibile sui tempi in gara. Aggiungerei che come podisti siamo interessati a stime sui tempi molto molto precise, ovvero se mi alleno per correre una mezza in 1:24, probabilmente in una ottima giornata posso correre 40 secondi piu veloce, il margine di errore e&#039; davvero minimo, irrisorio rispetto alla variabilita sui tempi dato il VO2max, e quindi non credo sia una grande idea predirre i tempi in gara solo dal VO2max. Personalmente (aneddoto irrilevante dal punto di vista scientifico, ma probabilmente condiviso da molti), non ho mai trovato queste stime attendibili. Dopo aver corso una 5km a tutta in 18:24, continua a dirmi che posso correrla anche in 16 minuti, o che posso correre una maratona in 2:40, nemmeno nei miei sogni :) A tempo perso ho fatto anche qualche tentativo aggiungendo vari parametri e non solo il VO2max (ad esempio carico di allenamento), ma si rimane ancora troppo lontani da risultati attendibili, per i motivi spiegati sopra, il podista ha bisogno di una stima che sia molto precisa perche sia utile, e non credo si possa fare, a meno che non realizziamo un modello che utilizza come fattori per la stima i tempi in gare recenti, in quel caso ci si puo avvicinare molto di piu (paradossalmente i vari calcolatori online che ti danno il tempo in mezza dato il tempo nella 5 km o nella 10 km sono piu precisi del Garmin che utilizza &#039;tutti i tuoi dati&#039; - in realta solo il VO2max con tutte le limitazioni del caso).]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Federico. Riguardo al tenere in considerazione altri fattori, diciamo che si rischierebbe di cercare di semplificare / correggere troppi parametri, e che pur essendo molto importanti, l&#8217;introdurre complessita&#8217; eccessiva rischia poi di non migliorare effettivamente la stima. Considera che cosi come per l&#8217;altitudine, anche con il fattore temperatura l&#8217;unico modo per capire esattamente come la temperatura influenza la relazione tra battito e ritmo sarebbe di effettuare tali misure per un vasto range di temperature e persone (in quanto poi reagiamo in modo diverso), cosi come varie inclinazioni del treadmill, ecc. e vedere come cambiano in relazione al VO2max. Un esperimento possibile visto che cmq spesso le stanze dove vengono effettuati questi protocolli hanno la possibilita di controllare temperatura e umidita, ma molto laborioso per quello che ne sarebbe &#8216;il ritorno&#8217;. Come scritto sopra, credo che cmq se il caldo ti limita negli allenamenti, poi ti limita anche in gara, quindi una stima al ribasso riflette quello che si puo fare in quelle condizioni ambientali. </p>
<p>Stime sulle prestazioni in gara: dal mio punto di vista lasciano il tempo che trovano. Questo e&#8217; anche il motivo per cui evitiamo stime del genere in HRV4Training. Le stime Garmin dipendono solamente dal VO2max, e gia sappiamo che il VO2max e&#8217; solo uno dei fattori che influenzano la prestazione, poi se andiamo a vedere la relazione tra stima del VO2max e prestazione in gara, ad esempio nei risultati che abbiamo pubblicato quest&#8217;anno, possiamo vedere che c&#8217;e una relazione a livello di popolazione, ma con altissima variabilita. Ovvero in altre parole con un VO2max di 55 possiamo trovare 1:25 cosi come 1:45 in mezza maratona, mentre in media i valori sono tempi migliori di ad esempio un VO2max 45, la variabilita tra i tempi e&#8217; troppo elevata per utilizzare questo parametro per una stima attendibile sui tempi in gara. Aggiungerei che come podisti siamo interessati a stime sui tempi molto molto precise, ovvero se mi alleno per correre una mezza in 1:24, probabilmente in una ottima giornata posso correre 40 secondi piu veloce, il margine di errore e&#8217; davvero minimo, irrisorio rispetto alla variabilita sui tempi dato il VO2max, e quindi non credo sia una grande idea predirre i tempi in gara solo dal VO2max. Personalmente (aneddoto irrilevante dal punto di vista scientifico, ma probabilmente condiviso da molti), non ho mai trovato queste stime attendibili. Dopo aver corso una 5km a tutta in 18:24, continua a dirmi che posso correrla anche in 16 minuti, o che posso correre una maratona in 2:40, nemmeno nei miei sogni :) A tempo perso ho fatto anche qualche tentativo aggiungendo vari parametri e non solo il VO2max (ad esempio carico di allenamento), ma si rimane ancora troppo lontani da risultati attendibili, per i motivi spiegati sopra, il podista ha bisogno di una stima che sia molto precisa perche sia utile, e non credo si possa fare, a meno che non realizziamo un modello che utilizza come fattori per la stima i tempi in gare recenti, in quel caso ci si puo avvicinare molto di piu (paradossalmente i vari calcolatori online che ti danno il tempo in mezza dato il tempo nella 5 km o nella 10 km sono piu precisi del Garmin che utilizza &#8216;tutti i tuoi dati&#8217; &#8211; in realta solo il VO2max con tutte le limitazioni del caso).</p>
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				<title>
				Di: Federico				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-745667</link>
		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2017 09:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo molto interessante Marco. Personalmente, il fattore climatico influenza non poco i miei valori cardiaci (sia nel corso della seduta che a riposo), pensi che in futuro il modello ne possa tener conto? Un&#039;altra curiosità riguarda la relazione Vo2max/proiezioni dei tempi sulle varie distanze (10k/mezza/maratona), per intenderci quelle che (molti) dispositivi Garmin rilevano. Da quel punto di vista come giudichi l&#039;attendibilità delle stime?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo molto interessante Marco. Personalmente, il fattore climatico influenza non poco i miei valori cardiaci (sia nel corso della seduta che a riposo), pensi che in futuro il modello ne possa tener conto? Un&#8217;altra curiosità riguarda la relazione Vo2max/proiezioni dei tempi sulle varie distanze (10k/mezza/maratona), per intenderci quelle che (molti) dispositivi Garmin rilevano. Da quel punto di vista come giudichi l&#8217;attendibilità delle stime?</p>
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						</item>
						<item>
				<title>
				Di: Renato Spinelli				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-745666</link>
		<dc:creator><![CDATA[Renato Spinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2017 08:16:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ah no, così va benissimo, devo essermelo perso]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ah no, così va benissimo, devo essermelo perso</p>
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						</item>
						<item>
				<title>
				Di: Marco Altini				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-744799</link>
		<dc:creator><![CDATA[Marco Altini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2017 15:46:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e&#039; spiegato (non in dettaglio) dove viene usato per la prima volta, sezione &quot;Parametri antropometrici&quot;: R2, o coefficiente di determinazione, è un numero che varia tra 0 e 1, dove 1 rappresenta un modello in grado di fornire una stima perfetta]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e&#8217; spiegato (non in dettaglio) dove viene usato per la prima volta, sezione &#8220;Parametri antropometrici&#8221;: R2, o coefficiente di determinazione, è un numero che varia tra 0 e 1, dove 1 rappresenta un modello in grado di fornire una stima perfetta</p>
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						</item>
						<item>
				<title>
				Di: Renato Spinelli				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/07/vo2max-nella-corsa.html#comment-744693</link>
		<dc:creator><![CDATA[Renato Spinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2017 11:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io lo so, era un suggerimento per rendere più fruibile il testo a chi fosse a digiuno di statistica e si trova sto &quot;R2&quot; buttato lì ex abrupto]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io lo so, era un suggerimento per rendere più fruibile il testo a chi fosse a digiuno di statistica e si trova sto &#8220;R2&#8221; buttato lì ex abrupto</p>
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