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	Commenti a: &#8220;Garmin 10K 2017&#8221; a Jesolo, ritorno alla normalità	</title>
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	<description>Corsa, allenamento, alimentazione, scarpe e orologi GPS dei podisti amatori che vogliono migliorare le prestazioni in maratona e nelle altre distanze. Corri con Pitt e Massi.</description>
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				Di: Massi Two Sixty-Five				</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massi Two Sixty-Five]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 08:26:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in effetti, avevamo iniziato a preparare un articolo comune su Vo2Max, penso che a Giugno si potrebbe finalizzare, dopo i miei prossimi 4 !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in effetti, avevamo iniziato a preparare un articolo comune su Vo2Max, penso che a Giugno si potrebbe finalizzare, dopo i miei prossimi 4 !</p>
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				Di: Gianmarco Pitteri				</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Pitteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 07:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francalberto, al contrario questo commento meritebbe di essere trasformato in articolo! Quello che scrivi è assolutamente condivisibile, a mio avviso soprattutto in gare lunghe e in gare molto corte, dove la parte psicologica è fondamentale, al pari di quella fisiologica: VO2max e altri parametri sono importanti per un discorso di &quot;potenzialità&quot;, poi però bisogna vedere in allenamento e soprattutto in gara se la testa asseconda il corpo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francalberto, al contrario questo commento meritebbe di essere trasformato in articolo! Quello che scrivi è assolutamente condivisibile, a mio avviso soprattutto in gare lunghe e in gare molto corte, dove la parte psicologica è fondamentale, al pari di quella fisiologica: VO2max e altri parametri sono importanti per un discorso di &#8220;potenzialità&#8221;, poi però bisogna vedere in allenamento e soprattutto in gara se la testa asseconda il corpo.</p>
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				Di: Francalberto Bizzetti				</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francalberto Bizzetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2017 17:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Massi, su Pitt 2.0 è successo che non ho voluto assumermi un impegno che non ero sicuro di poter onorare. Dopodiché la collaborazione è un’altra cosa e personalmente non vedo ragioni per escluderla a priori. Mi pare comunque che tu e Giammarco abbiate trovato un gruppo di persone con un bel background e molte cose cazzute da raccontare. Mi sembra quindi la strada giusta.
Il mio attuale rigetto per la corsa ha sicuramente (molto) a che fare con la maratona di Milano. Non dovrei parlare di queste cose qui perché questo post ha per argomento la gara di Gianmarco, non la mia. Però siccome l’oggetto del mio… rigetto riguarda la corsa, la preparazione alle gare e i risultati ottenuti nelle gare, e qualcuno potrebbe risuonare con quello che cercherò di dire, provo rapidamente (…) a spiegarmi meglio. 
Ho preparato la maratona di Milano per 18 settimane, seguendo le indicazioni di Jack Daniel’s. Qualche mese prima che iniziassi la cosiddetta tabella 2Q, le tabelle di Jack Daniel’s si erano rivelate utili per ottenere significativi miglioramenti sia nei 10km che nei 21,1 km e ancora di più per poter prevedere con grande anticipo l’entità che avrebbero avuto questi miglioramenti. Una precisione incredibile, al secondo, chirurgica! Quindi quando  si è trattato di iniziare a preparare la maratona, mi sono detto: benissimo… adesso segui le tabelle 2Q che il vecchio Jack propone per preparare i 42 km e, se riuscirai a seguire le sue indicazioni in modo scrupoloso, se riuscirai a rispettare i tempi delle prove di qualità e i volumi settimanali (~60/70 km), allora è probabile che riuscirai a chiudere la gara con un tempo prossimo alle sue previsioni. Il mio VO2max (o più correttamente “il mio VDOT”) era di 54, per cui avrei dovuto finire la gara in 2h58’47”. Invece alla fine ho chiuso la gara in 3h12’ correndo per buona parte del tempo come un moribondo. Non sono un ingenuo. So benissimo che in maratona entrano in gioco altre grandezze (ad es.: la potenza lipidica) e fattori che rendono difficile poter fare previsioni. Io peraltro sentivo di non avere nelle gambe le 2h58’ ma molto più realisticamente qualcosa tra le 3h05’ e le 3h08’. Però tra le 2h58’ e le 3h12’ c’è un abisso che le pessime sensazioni con cui ho corso mi fanno percepire come ancora più profondo. Che cosa è successo? Onestamente non lo so e francamente qualunque ipotesi mi suonerebbe come un alibi, che rifiuto. La mia sensazione oggi è che le proposte metodologiche dei cosiddetti guru, in maratona, valgono molto poco se è vero che quello che è accaduto a me capita ordinariamente a molte altre persone, buona parte delle quali più veloci e resistenti di me. Rispettare le indicazioni di Jack Daniel’s e di molti altri esperti come lui, in moltissimi casi (e mi riferisco qui alla maratona), non produce gli effetti previsti. Quindi la mia sensazione oggi è che al di là del fiume di libri che si scrivono e delle certezze che si vendono, l’unica cosa che conta veramente per migliorare le proprie prestazioni in maratona è aumentare i volumi, correre una considerevole quantità di km settimanali, perché questa è la variabile maggiormente correlata col miglioramento dell’efficienza che in maratona è una variabile chiave. Quello che è successo qualche settimana dopo non fa che rafforzare queste mie percezioni. Si è parlato molto di Kipchoge e troppo poco degli altri 2 protagonisti che a Monza hanno tentato di scendere sotto le 2h. Benché Zersenay Tadese avesse i parametri fisiologici migliori dei 3 la sua gara è stata un fallimento, perché pur essendosi allenato a lungo seguendo delle metodologie all’avanguardia, raffinate e tagliate su misura per lui, alla fine ha ottenuto un tempo significativamente inferiore al suo PB. Lo stesso si può dire della prestazione di Lilisa Desisa. Solo Eliud Kipchoge ha fatto bene anche se nessuno appare in grado di spiegare esattamente il perché. Fino a ieri il metodo rappresentava l’argomento più intrigante per me, proprio perché io, al contrario dei professionisti, ho molto poco tempo da dedicare alla corsa e se voglio migliorare devo ottimizzare gli stimoli. Oggi, invece, guardo a qualunque proposta metodologica con molta diffidenza e perplessità. Mi sembra che si possa sostenere qualunque tesi e il suo esatto contrario senza timore di essere smentiti e questo, pur essendo un irriducibile costruttivista (e relativista), nella corsa mi disturba molto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Massi, su Pitt 2.0 è successo che non ho voluto assumermi un impegno che non ero sicuro di poter onorare. Dopodiché la collaborazione è un’altra cosa e personalmente non vedo ragioni per escluderla a priori. Mi pare comunque che tu e Giammarco abbiate trovato un gruppo di persone con un bel background e molte cose cazzute da raccontare. Mi sembra quindi la strada giusta.<br />
Il mio attuale rigetto per la corsa ha sicuramente (molto) a che fare con la maratona di Milano. Non dovrei parlare di queste cose qui perché questo post ha per argomento la gara di Gianmarco, non la mia. Però siccome l’oggetto del mio… rigetto riguarda la corsa, la preparazione alle gare e i risultati ottenuti nelle gare, e qualcuno potrebbe risuonare con quello che cercherò di dire, provo rapidamente (…) a spiegarmi meglio.<br />
Ho preparato la maratona di Milano per 18 settimane, seguendo le indicazioni di Jack Daniel’s. Qualche mese prima che iniziassi la cosiddetta tabella 2Q, le tabelle di Jack Daniel’s si erano rivelate utili per ottenere significativi miglioramenti sia nei 10km che nei 21,1 km e ancora di più per poter prevedere con grande anticipo l’entità che avrebbero avuto questi miglioramenti. Una precisione incredibile, al secondo, chirurgica! Quindi quando  si è trattato di iniziare a preparare la maratona, mi sono detto: benissimo… adesso segui le tabelle 2Q che il vecchio Jack propone per preparare i 42 km e, se riuscirai a seguire le sue indicazioni in modo scrupoloso, se riuscirai a rispettare i tempi delle prove di qualità e i volumi settimanali (~60/70 km), allora è probabile che riuscirai a chiudere la gara con un tempo prossimo alle sue previsioni. Il mio VO2max (o più correttamente “il mio VDOT”) era di 54, per cui avrei dovuto finire la gara in 2h58’47”. Invece alla fine ho chiuso la gara in 3h12’ correndo per buona parte del tempo come un moribondo. Non sono un ingenuo. So benissimo che in maratona entrano in gioco altre grandezze (ad es.: la potenza lipidica) e fattori che rendono difficile poter fare previsioni. Io peraltro sentivo di non avere nelle gambe le 2h58’ ma molto più realisticamente qualcosa tra le 3h05’ e le 3h08’. Però tra le 2h58’ e le 3h12’ c’è un abisso che le pessime sensazioni con cui ho corso mi fanno percepire come ancora più profondo. Che cosa è successo? Onestamente non lo so e francamente qualunque ipotesi mi suonerebbe come un alibi, che rifiuto. La mia sensazione oggi è che le proposte metodologiche dei cosiddetti guru, in maratona, valgono molto poco se è vero che quello che è accaduto a me capita ordinariamente a molte altre persone, buona parte delle quali più veloci e resistenti di me. Rispettare le indicazioni di Jack Daniel’s e di molti altri esperti come lui, in moltissimi casi (e mi riferisco qui alla maratona), non produce gli effetti previsti. Quindi la mia sensazione oggi è che al di là del fiume di libri che si scrivono e delle certezze che si vendono, l’unica cosa che conta veramente per migliorare le proprie prestazioni in maratona è aumentare i volumi, correre una considerevole quantità di km settimanali, perché questa è la variabile maggiormente correlata col miglioramento dell’efficienza che in maratona è una variabile chiave. Quello che è successo qualche settimana dopo non fa che rafforzare queste mie percezioni. Si è parlato molto di Kipchoge e troppo poco degli altri 2 protagonisti che a Monza hanno tentato di scendere sotto le 2h. Benché Zersenay Tadese avesse i parametri fisiologici migliori dei 3 la sua gara è stata un fallimento, perché pur essendosi allenato a lungo seguendo delle metodologie all’avanguardia, raffinate e tagliate su misura per lui, alla fine ha ottenuto un tempo significativamente inferiore al suo PB. Lo stesso si può dire della prestazione di Lilisa Desisa. Solo Eliud Kipchoge ha fatto bene anche se nessuno appare in grado di spiegare esattamente il perché. Fino a ieri il metodo rappresentava l’argomento più intrigante per me, proprio perché io, al contrario dei professionisti, ho molto poco tempo da dedicare alla corsa e se voglio migliorare devo ottimizzare gli stimoli. Oggi, invece, guardo a qualunque proposta metodologica con molta diffidenza e perplessità. Mi sembra che si possa sostenere qualunque tesi e il suo esatto contrario senza timore di essere smentiti e questo, pur essendo un irriducibile costruttivista (e relativista), nella corsa mi disturba molto.</p>
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				Di: Massi Two Sixty-Five				</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massi Two Sixty-Five]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2017 12:13:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[spero che non sia anche la delusione della maratona di Milano. E peccato che tu non abbia voluto collaborare a Pitt 2.0.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>spero che non sia anche la delusione della maratona di Milano. E peccato che tu non abbia voluto collaborare a Pitt 2.0.</p>
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				<title>
				Di: Gianmarco Pitteri				</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Pitteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2017 09:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diciotto... paura!!! :-D]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Diciotto&#8230; paura!!! :-D</p>
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				<title>
				Di: Francalberto Bizzetti				</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francalberto Bizzetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2017 07:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pitt, scherzavo...! Io ne ho collezionati 18 (non a caso, assieme all&#039;inglese e al francese parlo correntemente 5 dialetti regionali) e dall&#039;ultimo, benché sia avvenuto il 17 gennaio 2011, non mi sono ancora completamente ripreso. Ti capisco bene.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pitt, scherzavo&#8230;! Io ne ho collezionati 18 (non a caso, assieme all&#8217;inglese e al francese parlo correntemente 5 dialetti regionali) e dall&#8217;ultimo, benché sia avvenuto il 17 gennaio 2011, non mi sono ancora completamente ripreso. Ti capisco bene.</p>
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				<title>
				Di: Gianmarco Pitteri				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/05/10k-garmin-2017-a-jesolo-ritorno-alla-normalita.html#comment-699370</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Pitteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2017 06:46:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il doppio trasloco in sei mesi da non augurare a nessuno...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il doppio trasloco in sei mesi da non augurare a nessuno&#8230;</p>
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				<title>
				Di: Francalberto Bizzetti				</title>
				<link>https://therunningpitt.com/2017/05/10k-garmin-2017-a-jesolo-ritorno-alla-normalita.html#comment-699039</link>
		<dc:creator><![CDATA[Francalberto Bizzetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 20:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[:) 
Sto attraversando una fase di rigetto per la corsa, ormai completamente rimpiazzata dalla passione per i traslochi. E&#039; il desiderio di approfondire la teoria e la tecnica del &quot;doppio&quot; trasloco che mi ha spinto a intervenire ;)))]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>:)<br />
Sto attraversando una fase di rigetto per la corsa, ormai completamente rimpiazzata dalla passione per i traslochi. E&#8217; il desiderio di approfondire la teoria e la tecnica del &#8220;doppio&#8221; trasloco che mi ha spinto a intervenire ;)))</p>
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				<title>
				Di: Massi Milani				</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massi Milani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 17:13:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande Francalberto, sei ritornato a commentare! ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Francalberto, sei ritornato a commentare! </p>
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				<title>
				Di: Gianmarco Pitteri				</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Pitteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 15:40:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Yes, anche abituarsi ai nuovi percorsi e quindi trovare modalità di allenamento diverse ha richiesto qualche settimana. Ora mi godo la casa nuova e... di nuovo in gara! ;-)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Yes, anche abituarsi ai nuovi percorsi e quindi trovare modalità di allenamento diverse ha richiesto qualche settimana. Ora mi godo la casa nuova e&#8230; di nuovo in gara! ;-)</p>
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