Libri – The Running Pitt http://therunningpitt.com Corsa, allenamento, alimentazione, scarpe e orologi GPS dei podisti amatori che vogliono migliorare le prestazioni in maratona e nelle altre distanze. Corri con Pitt e Massi. Mon, 16 Jul 2018 06:52:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.7 http://therunningpitt.com/wp-content/uploads/2018/03/cropped-apple-icon-touch-125x125.png Libri – The Running Pitt http://therunningpitt.com 32 32 La fatica più bella. Perché correre cambia la vita http://therunningpitt.com/2018/06/la-fatica-piu-bella-perche-correre-cambia-la-vita.html http://therunningpitt.com/2018/06/la-fatica-piu-bella-perche-correre-cambia-la-vita.html#respond Thu, 28 Jun 2018 07:50:18 +0000 http://therunningpitt.com/?p=7562 Di libri che girano intorno alla corsa ne ho letti parecchi da quando ho iniziato a correre (qui la mia bibliografia molto parziale, devo sempre aggiornarla!). Ho sempre rivolto il mio interesse principalmente su manuali e testi tecnici, che riguardano la parte legata alla gestione dell’allenamento e della prestazione in gara. Dalla fisiologia legata alla... Read more »

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Di libri che girano intorno alla corsa ne ho letti parecchi da quando ho iniziato a correre (qui la mia bibliografia molto parziale, devo sempre aggiornarla!). Ho sempre rivolto il mio interesse principalmente su manuali e testi tecnici, che riguardano la parte legata alla gestione dell’allenamento e della prestazione in gara. Dalla fisiologia legata alla corsa, alla programmazione della stagione agonistica, all’alimentazione (sportiva e non), all’integrazione, per arrivare fino agli aspetti psicologici e ad argomenti più particolari, come l’allenamento della forza, dei vari tipi di stretching ecc.

Gastone Breccia - La fatica più bellaHo anche letto qualche libro di narrativa “podistica”, ma sempre senza grande entusiasmo o trasporto: evidentemente la mia parte scientifica e razionale si manifesta influenzando anche le mie preferenze quando si tratta di scegliere cosa leggere.
Poi però mi è arrivato il libro di Gastone Breccia, Ricercatore di Civiltà bizantina dell’Università di Pavia: un testo particolare, veramente difficile da includere in una categoria sola, in quanto tratta tanti argomenti diversi, legandoli tra loro in maniera veramente elegante. È contemporaneamente un libro di storia (della corsa), un manuale di tecnica, un’autobiografia “podistica” (che ripercorre ben trentacinque anni di gare e allenamenti!) e in alcuni tratti anche un testo filosofico, con accenni di psicologia e di antropologia.

Lo metto senza alcun dubbio al primo posto dei testi di narrativa sportiva, ma ripeto, è riduttivo inserirlo in tale categoria. Poche volte ho letteralmente divorato un libro in questo modo, probabilmente anche grazie al fatto che la mia visione della corsa è molto simile a quella dell’autore: la frase (attenzione SPOILER) “La maratona non basta finirla: pensare una cosa del genere significa privare la gara del suo fascino, e togliere a ogni maratoneta, dal più forte al più debole, la dignità dello sforzo compiuto, che dura alcuni mesi e si sublima in alcune ore.” vorrei averla scritta io!

Gastone Breccia - La fatica più bellaIronia della sorte, Gastone (“Professor Breccia… “ lo vedo meno adatto a un ipotetico incontro sul campo di gara!) e io abbiamo dei personal best vicini e leggendo il libro ho scoperto che nel 2014 ci siamo anche incrociati alla Firenze Marathon. Speriamo ricapiti prossimamente…

Preferisco non aggiungere altri dettagli, per non rovinarvi la sorpresa.

Voto finale: DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE!

Gastone Breccia – La fatica più bella. Perché correre cambia la vita

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Maratona e atteggiamento mentale, una ricerca http://therunningpitt.com/2018/04/maratona-e-atteggiamenti-mentali-una-ricerca.html http://therunningpitt.com/2018/04/maratona-e-atteggiamenti-mentali-una-ricerca.html#respond Thu, 05 Apr 2018 07:00:45 +0000 http://therunningpitt.com/?p=7081 Cesare Picco oramai è diventato un collaboratore fisso del nostro sito. Da quando abbiamo recensito il suo ultimo libro Stress e Performance atletica, lo abbiamo seguito nei suoi miglioramenti sportivi, mentre lui ha condiviso e commentato le nostre imprese podistiche e gli articoli del blog. Come il lettore saprà, Cesare è uno psicologo oramai (parzialmente)... Read more »

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Cesare Picco oramai è diventato un collaboratore fisso del nostro sito. Da quando abbiamo recensito il suo ultimo libro Stress e Performance atletica, lo abbiamo seguito nei suoi miglioramenti sportivi, mentre lui ha condiviso e commentato le nostre imprese podistiche e gli articoli del blog.

Come il lettore saprà, Cesare è uno psicologo oramai (parzialmente) convertito all’atletica. Quando ci ha presentato il suo ultimo progetto, non abbiamo saputo dire di no e aiuteremo attivamente la sua futura ricerca. Lasciamo la parola a Cesare per spiegarci di cosa si tratta, chiedendo ai nostri lettori un aiuto per renderla più interessante.

Maratona e atteggiamento mentale, una ricerca

Maratona e atteggiamento mentaleDa ormai diversi anni la passione per gli sport di endurance è entrata a far parte della mia vita. Forse per deformazione professionale o semplicemente perché amo il mio lavoro, ogni volta che intraprendo una nuova attività provo il desiderio di comprendere come l’aspetto psicologico vi è coinvolto.

La corsa, e in particolare la disciplina della maratona, è l’elemento che più ha colto la mia attenzione nell’ultimo periodo. Per questa ragione, con un gruppo di colleghi (dott. Davide Cappellari e dott. Sergio Costa) e al supporto statistico (e non solo) di Massi Milani, abbiamo deciso di indagare come l’atteggiamento mentale sia parte di questa splendida disciplina.

La letteratura scientifica, una sintesi

Maratona e atteggiamento mentaleIn letteratura numerosi studi hanno eletto la maratona ad argomento di indagine. L’aspetto maggiormente approfondito riguarda le diverse strategie mentali utilizzate per gestire in modo positivo lo sforzo e superare con meno difficoltà la fatica sperimentata in gara. Da decenni i ricercatori si domandano se sia più produttivo focalizzare l’attenzione sui segnali provenienti dal corpo, modulando di conseguenza l’impegno e il passo, o dirigere l’attenzione sul mondo esterno, per distogliere la mente dalla sofferenza.

Altro elemento da sempre indagato consiste nella presenza di particolari atteggiamenti mentali in grado di contraddistinguere gli sportivi che si dedicano alla maratona e che, se presenti in modo consistente, favoriscano il raggiungimento di risultati di maggior prestigio. Esistono delle caratteristiche in grado di descrivere in modo puntuale il buon maratoneta? Oltre a essere resistente a livello fisico, lo è anche mentalmente? Ha una spiccata competenza nella pianificazione? Sa entrare con maggiore semplicità in “bolla”? Ha una marcata fiducia nelle proprie potenzialità?

Maratona e atteggiamento mentale, le nostre future ricerche

Noi abbiamo optato per inserirci in questo secondo filone, volendo analizzare gli atteggiamenti mentali degli sportivi. In particolare ci siamo domandati:

  • L’atteggiamento mentale influenza la performance in maratona?
  • Esistono degli atteggiamenti mentali in grado di aiutare un maratoneta a diventare un maratoneta migliore?
  • Quali sono?
  • Qual è il loro peso?

Gli strumenti testistici prescelti per indagare questi aspetti sono:

  • Inventario Psicologico della Prestazione Sportiva di Robazza, Bortoli e Gramaccioni (2009)
  • Mindful Attention Awareness Scale Title di Brown & Ryan (2003)
  • Dispositional Resilience Scale-15 di Bartone (2007)

Non conosciamo ancora la risposta alle domande presentate in precedenza, ma sentiamo che la parte mentale sia una componente decisamente importante in questa splendida disciplina. A oggi, le ricerche hanno fornito dati spesso in contraddizione tra loro. Per superare questa impasse e per avere una fotografia nitida del legame mente-maratona è importante sviluppare una ricerca estensiva, che coinvolga un campione numeroso di maratoneti. Per questo motivo chiediamo il tuo aiuto.

Ci teniamo a precisare che questa ricerca verrà sviluppata a titolo completamente gratuito e non produrrà un ritorno di natura economica. Il nostro obiettivo è comprendere il più possibile un aspetto di vita che ci appassiona. Al termine del lavoro, pubblicheremo i risultati e li renderemo pubblici e liberamente consultabili.

Aiutare la ricerca sull’atteggiamento mentale e la maratona

Se ci vuoi aiutare, lo puoi fare in due modi:

  1. Prendere parte alla ricerca in qualità di partecipante
  2. Rendere visibile la ricerca, informando i tuoi amici maratoneti della sua esistenza

Partecipazione alla ricerca

Maratona e atteggiamento mentaleVuoi partecipare alla ricerca. Che fare? Abbiamo preparato un questionario, che puoi trovare al seguente link. Il questionario è anonimo e richiede circa 15 minuti per la compilazione. Ti verranno chieste: 1) alcune informazioni rispetto alla tua carriera sportiva; 2) indicare quanto sei in accordo con alcune affermazioni relative alla tua vita sportiva e quotidiana.

Condividi l’esistenza della ricerca

Vuoi aiutarci a rendere i risultati della ricerca massimamente utili. Che fare? Condividi sulla tua bacheca Facebook questo articolo e, se vuoi, tagga i tuoi amici maratoneti. Se usi raramente Facebook e non ami il mondo dei social, puoi semplicemente parlare di questa ricerca ai tuoi amici e suggerire loro di compilare il questionario, che trovi a questo link (puoi spedirlo loro via mail)

Anche tu, come noi, probabilmente provi passione per la corsa e la maratona. Se sei quindi interessato a conoscere più a fondo questo sport, aiutaci nel portare avanti questa ricerca. Come detto, presenteremo gratuitamente i risultati che emergeranno. Crediamo questo sia il giusto modo per ringraziarti del tuo supporto. Ci vorrà del tempo prima che la fase di raccolta dei dati, di analisi e di interpretazione siano concluse, ma crediamo fermamente ne valga la pena.

Grazie da tutto il gruppo di ricerca e dal team di TheRunningPitt!

Per approfondimenti

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Stress e performance atletica http://therunningpitt.com/2017/10/stress-e-performance.html http://therunningpitt.com/2017/10/stress-e-performance.html#comments Thu, 19 Oct 2017 07:30:36 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6342 Stress mentale e performance atletica sono raramente legati, almeno nei libri di fisiologia sportiva. Avendo il tempo di scorrere la lista della nostra bibliografia sportiva, troveremo molti riferimenti allo stress fisico e a come allenarsi in maniera ottimale in funzione del nostro stato di forma. Ma è solo il fisico che influenza i risultati sportivi?... Read more »

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Stress mentale e performance atletica sono raramente legati, almeno nei libri di fisiologia sportiva. Avendo il tempo di scorrere la lista della nostra bibliografia sportiva, troveremo molti riferimenti allo stress fisico e a come allenarsi in maniera ottimale in funzione del nostro stato di forma. Ma è solo il fisico che influenza i risultati sportivi?

Stress e performance atleticaLa pubblicazione del libro Stress e performance atletica apre un nuovo capitolo sull’argomento. Il suo autore, Cesare Picco, psicologo e psicoterapeuta appassionato di podismo e ciclismo e consulente di aziende multinazionali, ha spiegato in maniera semplice come utilizzare la mente per ottenere il meglio di sé nello sport e nella vita. Noi di TherunningPitt.com abbiamo avuto in anteprima il suo libro e partecipato alla presentazione ufficiale ai giornalisti. Negli ultimi giorni, dopo aver letto il libro, abbiamo preparato una recensione sintetica, proprio il giorno dell’uscita in libreria dell’opera dello psicologo bustocco.

STRESS E PERFORMANCE ATLETICA: COME MIGLIORARE LA PRESTAZIONE?

Conosco Cesare, l’autore del libro, da diverso tempo, essendo stato intervistato in passato sul suo blog sportivo Psiche & Sport. Cesare è esperto di formazione sulle tematiche dello stress e della sua gestione. Non ci avevo mai pensato prima di incontrarlo: la mia focalizzazione su come migliorare la performance atletica era sempre legata ad aspetti fisici. Ma se non fosse solo così? Se intervenissero altri parametri che possono influenzare i risultati in gara? È possibile per esempio che le nostre capacità cardiocircolatorie siano soltanto UNO degli aspetti rilevanti nei risultati sportivi? E soprattutto, in cosa consiste l’aspetto mentale? Come allenare la mente per migliorare i vostri risultati sportivi? Non vorremmo privarvi del piacere della lettura completa, ma vediamo in sintesi quali sono le principali tesi del libro.

Lo stress sportivo e la sua gestione

Lo stress non è solo un problema della società moderna, è un fenomeno ben conosciuto in ambito sportivo, ma che è stato in primo luogo analizzato in medicina. Di fatto rappresenta la gestione, o meglio la reazione di un organismo a un cambiamento. Dal punto di vista atletico, sappiamo tutti che per migliorare le nostre performance dobbiamo “stressare” il corpo. Ma facendolo oltremodo, andremo in condizione di overtraining, ossia sovrallenamento.  Come per il fisico, anche per la mente si tratta di arrivare a una condizione ottimale, derivata dalla combinazione di capacità mentali dipendenti dall’atleta, dal bisogno di stress per migliorare e dalla resistenza allo stress per adattarsi a nuove situazioni. Queste caratteristiche, se adeguatamente gestite, si fondono in quello che gli psicologi chiamano flow.

Di per sé quindi lo stress non è un male assoluto: se è vero che l’eccesso di stimolazione dovuto a molti cambiamenti genera stress, è altresì corretto pensare che la mancanza di stimoli ne riduca il suo livello, ma anche la performance. Lo stress in quest’ottica diventa un requisito fondamentale per ottenere e raggiungere risultati di prestigio e non un nemico contro cui combattere.

Stress e performance atleticaIn teoria questo concetto è stato espresso più di cento anni fa da due signori di Harvard, Yerkes e Dodson, che hanno rappresentato la performance con una curva gaussiana. Per i due psicologi, le prestazioni aumentano con l’eccitazione fisiologica o mentale, ma solo fino a un certo punto. Quando i livelli di stress diventano troppo elevati, esse tendono a diminuire. Il libro descrive con molto dettaglio la situazione, ma poi si chiede: è proprio vera? In quali condizioni?

I vari motori dell’atleta e del podista in particolare

L’aspetto davvero innovativo del libro è la sorprendente risposta dell’autore alle domande precedenti. Ascoltando Cesare, sentirete spesso dire: “… dipende…”. Per spiegare “da cosa” dipende la performance atletica rispetto allo stress, viene utilizzata l’auto come metafora per differenziare le prestazioni dei podisti, che siano campioni o semplicemente amatori. L’auto è alimentata a “stress”, ciò che consente di far funzionare al meglio i diversi motori è la quantità di carburante. Ci sarebbero secondo Cesare cinque tipologie di runner: a benzina, a diesel, a gas, a funzionamento misto A o B.

Stress e performance atleticaI runner “a gas” richiedono un ridotto livello di stress per ottimizzare la performance, i “benzina” quantità intermedie, i “diesel” alte, mentre i motori a funzionamento misto sono la risultante della combinazione dei precedenti. Aspetto di grande importanza, che si affianca al tradizionale piano di allenamento atletico, consiste quindi nell’identificare il motore mentale che ci contraddistingue. Ma quindi? Perché il tipo di motore è importante? Conoscere sé stessi e catalogarsi in una categoria, consente di capire come comportarsi durante le varie fasi di allenamento, di pre-gara, durante la gara e nel periodo di recupero. L’illustrazione delle tipologie di atleti e come associarsi a una di esse è superbamente descritta nel libro, così come i consigli di comportamento per raggiungere la migliore performance mentale.

A chi avesse ancora dei dubbi sulla scelta della propria personalità atletica è rivolto poi il quarto capitolo, che descrive alcune caratteristiche di personalità, che rappresentano “indizi di colpevolezza”. Se abbiamo una determinata caratteristica, sarà più probabile che reagiremo in un certo modo allo stress e avremo un tipo di motore particolare.

Per esempio, il grado di apertura sociale potrà influenzare il vostro livello di stress: più siete aperti, minore sarà la probabilità di incorrere in un burnout, l’abitudine a confrontarsi con le persone diventerebbe un antidoto per evitare l’aumento di stress. Interessante la parte legata alla paura di vincere: alcuni atleti nei momenti decisivi si spengono, il livello di stress tenderà a mancare quando si è sicuri di vincere, facendo necessariamente crollare la motivazione. Il libro è pieno di esempi, non soltanto nel mondo dell’atletica, ma anche nei giochi di squadra. Per esempio, è raccontata la famigerata sconfitta nella finale della Champions League del Milan con il Liverpool dopo un fantastico primo tempo. Che pensieri erano entrati nella testa dei giocatori rossoneri nello spogliatoio dopo il 3 a 0? Anche questo episodio lo potrete trovare descritto nel libro.

Conclusioni e approfondimenti

In conclusione, il modello proposto consente di trovare strumenti utili a migliorare le proprie performance, in funzione della risposta al livello di stress sperimentati. Come ha detto Cesare durante la conferenza stampa alla presentazione del libro “Spesso i campioni della vita e dello sport tendono a far sembrare semplici aspetti che per la maggioranza delle persone devono essere acquisiti con fatica e lentezza”. Tra l’altro, il podcast della presentazione del libro, con gli atleti Francesco Puppi e Stefano Ruzza si può scaricare al link precedente (39 MB, 56 minuti).

Indipendentemente dalla vostra forza mentale, avere “testa” permette di migliorare le proprie performance nella vita, nello sport e nelle relazioni con gli altri. Non esiste un modello chiaro oppure tecniche definitive per consentire di migliorare gli aspetti mentali, però Cesare Picco è riuscito ad aprire un mondo a chi come noi è sempre alla ricerca di un modo di alzare l’asticella in tutte le cose che si fanno.

“Stress e performance atletica” è disponibile da oggi, 19 ottobre 2017, nelle migliori librerie e su Amazon.it.

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Mindful Running http://therunningpitt.com/2017/07/mindful-running.html http://therunningpitt.com/2017/07/mindful-running.html#comments Thu, 13 Jul 2017 07:59:18 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6104 Mindfulness? Running? Dov’è la connessione tra due attività, una molto statica, l’altra relativamente dinamica? E come riconnettere mente e corpo? Beh, paradossalmente la risposta è “tramite la corsa”. Da pochi anni anche in Italia è stata introdotta una disciplina chiamata Mindful Running. In effetti molti podisti amatori, a un certo punto del loro percorso podistico,... Read more »

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Mindfulness? Running? Dov’è la connessione tra due attività, una molto statica, l’altra relativamente dinamica? E come riconnettere mente e corpo? Beh, paradossalmente la risposta è “tramite la corsa”. Da pochi anni anche in Italia è stata introdotta una disciplina chiamata Mindful Running. In effetti molti podisti amatori, a un certo punto del loro percorso podistico, sono arrivati a capire che durante la corsa si possono ottenere benefici enormi, non soltanto a livello fisico, ma anche mentale. Per fare un passo ulteriore, si potrebbe pensare alla Mindful Running. “Quando la corsa diventa un momento di riflessione e di scoperta, arrivi a comprendere che la serenità può essere costruita passo dopo passo, respiro dopo respiro.”. Così scrivono gli autori spagnoli del nuovo libro Mindful Running di Moi Gonzàles e Montse Rodriguez. Grazie alla De Agostini, che ci ha fornito in anteprima la versione elettronica del libro, siamo in grado dopo due mesi di preparare la nostra opinione e recensione.

Mindfulness nella corsa, ovvero meditazione e consapevolezza

Non ci piace utilizzare termini inglesi quando esiste un’equivalenza italiana, preferiamo parlare di consapevolezza al posto di mindfulness. Tutti i lettori del blog sapranno che Mindfulness viene definita in Italia come l’arte dell’attenzione consapevole. Adottata e diffusa negli anni Settanta dal professore americano Jon Kabat-Zinn, la mindfulness è una disciplina che ha il proposito di aiutare le persone a fronteggiare stress, ansia, sofferenza e malattia. Ma anche a migliorare le proprie condizioni psico-fisiche. E in effetti lo stile di vita della mindfulness prevede l’assimilazione di una serie di esercizi fisici e mentali per sperimentare l’attenzione consapevole. Per chi come noi di TheRunningPitt.com ama la corsa, questa potrebbe essere un’opportunità per coniugare mente e corpo!

Mindful RunningDue consulenti spagnoli, Moi Gonzàles e Montse Rodriguez, hanno scritto nel 2016 un bel libro di oltre duecento pagine in cui descrivono la Mindfulness per podisti. In Italiano il libro è stato tradotto da Manuela Carrara come “Mindful Running” ed è disponibile da qualche settimana in italiano grazie a De Agostini Pianeta Libri. Moi e Montse sono entrambi sportivi appassionati, sebbene sul loro sito “Mo i acció” la focalizzazione sia sul coaching aziendale. E infatti Montse e Moi supportano i migliori manager spagnoli con l’obiettivo di aiutarli a migliorare la propria carriera. La tesi fondamentale del libro è che durante la corsa la mente continui a funzionare e che i podisti non prestino davvero attenzione ai pensieri, che invece si sviluppano automaticamente. Quindi? Perché non praticare la mindfulness durante la corsa, visto che i pensieri corrono con noi?

Mindful RunningIl libro si sviluppa in semplici lezioni, in totale 56. Il numero non è a caso, ci sono fiumi di parole su Internet. In otto settimane gli autori spagnoli cercheranno di aiutarvi a migliorare la vostra consapevolezza, consentendo di incrementare la densità della materia grigia nell’ippocampo e una contemporanea diminuzione nell’amigdala. Per inciso l’ippocampo aiuta a migliorare la memoria, mentre l’amigdala è collegata allo stress. Il nostro articolo si divide in cinque sezioni, le prime due per illustrare la Mindfulness, la seconda parte per descrivere le tre sezioni del libro:

Interessante notare che il libro sia pensato per principianti della corsa, ma l’impegno richiesto è in teoria di sei uscite a settimana, che soltanto pochi amatori si possono permettere. Ovviamente potreste limitare le lezioni a tre a settimana, raddoppiando quindi la durata del corso in sedici settimane. Saremo in grado di svolgere tutte le 56 lezioni? Io ce l’ho (quasi) fatta, anche se poi gli esercizi pratici li ho solo immaginati, visto che ripetute e tempo run mi hanno obbligato a interrompere le lezioni solo per qualche giorno. Riprenderò? Probabilmente si.

Mindfulness nella vita professionale

Negli ultimi anni il mondo è diventato molto complesso: ora che siamo tutti connessi, la vita ci ha reso più reattivi e meno proattivi. Un approccio informato sulle tecniche di consapevolezza può aiutare tutti noi a crearci uno spazio mentale, piccolo o grande che sia, per riuscire a dare una risposta corretta a un evento preciso. In pochi secondi si potrebbe riflettere su come cambiare un’eventuale decisione affrettata che potrebbe portare a conseguenze non previste. Ma anche a livello personale, potremmo pensare al rapporto con figli, moglie o colleghi. In tal caso, a volte conviene utilizzare tecniche di consapevolezza per evitare che la rabbia possa influenzare le nostre emozioni.

Secondo l’Harvard Business Review, la consapevolezza altera il nostro cervello e influenza come ci impegniamo con noi stessi, con gli altri e con il nostro lavoro. Attraverso la pratica ripetuta di attenzione, l’attività cerebrale viene reindirizzata da parti “reazionarie” del cervello, compreso il sistema limbico, alla parte più recente e razionale del cervello, la corteccia prefrontale. In questo modo la pratica della consapevolezza diminuisce l’attività nelle parti del cervello responsabili delle reazioni di combattimento, aumentando le capacità di funzionamento esecutivo che supporta i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni.

Applicando correttamente la nostra consapevolezza, potremmo raggiungere molti dei risultati desiderati. Inoltre, saremmo in grado di essere meno reattivi. Ma cosa fare per essere più consapevoli? Nel seguito qualche consiglio generale, poi nella seconda parte, come applicare la mindfulness nella corsa.

Suggerimenti di Mindfulness per tutti

Prima di parlare di corsa, ecco cinque suggerimenti per aiutare a diventare più consapevoli:

  • Dedicate dieci minuti “di allenamento” ogni giorno. Anche senza la corsa, varrebbe la pena dedicare dieci minuti per migliorare la vostra consapevolezza. Negli approfondimenti troverete alcuni libri che discutono come affrontarli. Ovviamente la maggior parte delle persone affrontano questi esercizi al mattino, visto che è il momento migliore per il vostro cervello, ma è possibile farlo in qualsiasi momento della giornata.
  • Evitate di leggere prima la posta elettronica la mattina. Le nostre menti sono generalmente più concentrate, creative ed espansive la mattina. Leggere l’email oppure Facebook appena svegli, vi porterà ad essere reattivi e non proattivi. Se poi vi trovate l’articolo su come migliorare la vostra VO2max in otto settimane, probabilmente state sprecando l’opportunità di usare la vostra mente al massimo potenziale. Il consiglio degli esperti è di aspettare un’ora prima di usare il telefono.
  • Disattivate tutte le notifiche. Gli allarmi di notifica sul telefono, tablet e computer portatili influenzeranno il vostro comportamento e vi porteranno a reagire, non a comportarvi in maniera proattiva. Vi suggeriamo di disattivare tutte le notifiche sullo smartphone e di controllare la posta elettronica solo una volta ogni ora.
  • Interrompete il multitasking. È vero, sembra un consiglio farlocco. Ma mantenendo la vostra attenzione solo su un’attività, riuscirete a svolgerla al meglio. Avete in mente il concetto di deep work?
  • Pianificate, pianificate, pianificate. Cercate di inserire un check-in ogni mese per valutare se quanto avete pianificato si stia realizzando. Valutare positivamente i vostri risultati nelle ultime quattro settimane, vi consente di migliorare la vostra motivazione.

Ora che avete capito come funziona la Mindfulness, vediamo come il Mindful Running possa aiutarvi ad acquisire maggiore consapevolezza. Purtroppo la consapevolezza non è una pillola magica: è un percorso che se seguito adeguatamente, consentirà di farvi fare scelte calcolate anziché cedere alle decisioni di reazione.

Mindfulness e Corpo

Mindful RunningLa prima parte del libro è familiare a noi podisti amatori. E in effetti è la parte che si “distacca” il più possibile dalla meditazione! Se cercassimo l’audience su Facebook, potremmo riassumerlo in “Come utilizzare le sensazioni del corpo per correre meglio”. E in effetti, proprio le sensazioni percepite dal corpo durante la corsa, consentono di mantenere una connessione con la mente. Chi ha corso una maratona, senza ombra di dubbio, non avrà molti problemi nell’applicazione dei suggerimenti proposti dai due autori. Tra le dodici lezioni descritte, ne citeremo soltanto tre:

  • Respirazione, state respirando correttamente? Beh, la respirazione è la base della corsa e della meditazione, senza dubbio qualche suggerimento utile nel libro lo potrete trovare. Il famoso respiro lento e profondo è un concetto ben conosciuto dai podisti del blog, ma qualche trucco supplementare lo troverete!
  • Cadenza: ne abbiamo scritto spesso nel blog. Si parla chiaramente dei 180 passi al minuto, ma sono davvero il “non plus ultra” per il podista amatore? Qui non si tratta di approfondire la tecnica di corsa, ma paradossalmente “correre veloce e leggero” richiede di conoscere la biomeccanica di corsa!
  • Oscillazione verticale: prima che venisse misurata dalle dinamiche di corsa, tutti sapevamo che sobbalzare troppo durante la corsa dissipasse energie. Ma allora, come fare? Secondo la mindful running, bisognerebbe “correre in avanti”. Nulla di nuovo sotto il sole: se prendiamo concetti fisici, gli americani chiamano “form power” la potenza dissipata.

Ma anche le altre lezioni sono interessanti, per esempio viene raccontato: come muovere le braccia? Le dita dei piedi? Le mani? Secondo noi, la parte della Mindfulness relativa al corpo è utile ma già conosciuta dal blog. Certo è che rappresenta un’ottima introduzione a chi abbia appena iniziato a correre. Alla fine della prima settimana troverete anche la possibilità di correre solo virtualmente, visto che gli autori sviluppano “l’arte di non far niente”, ossia una lezione dedicata alla vera mindfulness, chiedendo di svolgere esercizi mentali apparentemente semplici ma a cui non siamo più abituati. Sarete in grado per esempio di stare dieci minuti a occhi chiusi?

Mindfulness e Connessione

Mindful RunningLa seconda parte del libro è molto più interessante, abbiamo già descritto gli stimoli esterni e come fare a influenzarli e limitarli. Quale attenzione prestare? Come evitare di avere una stanchezza mentale che vi impedirà di correre? La connessione vi permetterà di ridurre gli stimoli esterni e di riconnettervi con voi stessi! Anche in questa parte troverete dodici lezioni, tutte interessanti, a condizione di leggerne una al giorno. Le nostre top tre sono le seguenti:

  • Pensiero positivo: professionalmente sono stato considerato troppo ottimista, ma in realtà il pensiero positivo serve per cercare di realizzare i vostri sogni e obiettivi. Bisogna evitare di confondere previsioni con atteggiamento. Pensando a cosa vorreste ottenere, potete davvero pensare di realizzarlo!
  • Focalizzazione: non riusciamo mai a focalizzarci perché gli stimoli esterni sono davvero troppo importanti. Come fare? La lezione ci insegna a “scegliere su cosa concentrare l’attenzione”. E in effetti, focalizzazione significa stabilire i criteri di scelta. Ricordate Pareto?
  • Responsabilità. La responsabilità è il criterio principale della leadership, non soltanto a livello di squadra e professionale, ma anche personale. La lezione ci insegnerà a pensare che siamo noi i responsabili del nostro futuro.

Ovviamente l’attento lettore si chiederà se tutti questi ragionamenti debbano essere fatti durante la corsa o sia meglio “pensarli” sul divano. Lasciamo a voi la scelta: certo è che il ragionamento proposto da Moi e Montse è molto interessante. Non descriveremo tutte le dodici lezioni, alcune sono molto semplici, altre davvero innovative. Per esempio, la passeggiata tra le nuvole non è esattamente tipica di chi corre. Com’è il vostro cielo?

Mindfulness e Consapevolezza

Mindful RunningOvviamente l’ultima parte del libro è quella che più si collega alla mindfulness. Abbiamo bisogno di correre per migliorare la nostra consapevolezza, per meditare e per capire come comportarci durante la giornata? Ovviamente no, ma il tempo è sempre limitato, quindi vi consiglio di leggere attentamente questa parte. Per non fare spoiling degli articoli, suggeriamo di “focalizzarvi” sulle tre seguenti:

  • Correre con il pilota automatico? È la lezione che descrive perché non fare multitasking. In realtà, secondo gli autori, il multitasking è possibile e si può attivare utilizzando il “pilota automatico”, ma noi pensiamo che la focalizzazione sia la scelta migliore. Se proprio amate e dovete svolgere più attività contemporaneamente, Moi e Montse suggeriscono di programmare automaticamente il pilota automatico. Cosa vuol dire? Leggetelo nella lezione.
  • Chimica: no, non dovete tornare all’università, ma tutti sappiamo che il nostro organismo dopo quindici minuti cambia grazie a trasformazioni chimiche che ci fanno sentire bene. Non interessa davvero sapere quali siano, ma grazie alla dopamina possiamo trasformare la corsa in sensazioni di euforia e felicità. Come usare la chimica per meditare?
  • Correre con calma. Beh, alla fine ne abbiamo parlato anche noi, non siamo molto esperti di Mindfulness, però sappiamo che l’allenamento polarizzato possa dare dei vantaggi non soltanto a livello di meditazione! Per il Mindful Running, la calma permette di concentrare l’attenzione su quello che stiamo facendo, mentre per noi correre easy e in maniera polarizzata consente di recuperare le energie per l’allenamento intenso.  

Anche le altre lezioni sono interessanti, ho apprezzato in particolare il modo in cui gli autori spagnoli hanno descritto come raggiungere l’obiettivo, come catalogare le nostre sensazioni, come determinare se fare oppure essere, come essere di successo e come sfruttare al meglio le proprie idee.

Mindful Running è un grande percorso, che in otto settimane vi porterà a essere un podisti migliori. Sicuramente i nostri lettori sono più focalizzati alla performance e a come migliorarla. Nel mio caso, la Mindfulness mi ha aiutato ad affrontare la perdita di mia mamma a Ferragosto 2016. Proprio grazie alla corsa sono riuscito a meditare, ad acquisire consapevolezza dei miei obiettivi e a determinare come comportarmi in determinate situazioni. Non posso quindi che consigliare l’acquisto di un libro che, almeno nella versione Kindle, costa meno di 6 euro.

Conclusioni Mindfulness e approfondimenti

Abbiamo visto nell’articolo come unire la disciplina della Mindfulness, ossia della consapevolezza, a quella della corsa. Collegando mente e corpo si possono ottenere:

  • Prospettive diverse, pensando durante la corsa a molteplici modi di affrontare la giornata.
  • Capacità di scegliere, cosa fare tra diverse opzioni?
  • Autoconsapevolezza, come capire i propri limiti e superarli.

Ovviamente, dal nostro punto di vista di podisti amatori evoluti, la mindfulness non potrà essere adottata completamente durante tutte le uscite di corsa, però almeno per quelle lente, di recupero e successive a sedute molto intense, suggeriamo davvero di utilizzare le tecniche descritte nel libro. Per chi invece volesse approfondire, Andrea Colombo, ex atleta della nazionale italiana e campione juniores nel 1993 sui 200 metri, ha sviluppato un metodo chiamato Mindful Running e una serie di corsi in diverse città italiane in cui si insegnano quanto descritto nel libro e molto altro.

L’argomento in generale della mindfulness e della consapevolezza è veramente vasto, naturalmente non siamo in grado di discuterne approfonditamente su questo blog di corsa. Però per approfondimenti vi suggeriamo inoltre:

  • Mindfulness, 56 giorni alla felicità, in otto settimane uno degli esperti inglesi più autorevoli sulla mindfulness ci porta a seguire un percorso simile a quello del libro, ma più focalizzato “al riposo”;
  • Mindfulness per principianti, un libro ben scritto dallo scrittore statunitense Jon Kabat-Zinn, il primo a occuparsi seriamente della mindfulness.
  • Mindfulness, scuola di consapevolezza, libro scritto da Claudia Priore direttamente in italiano, molto utile per principianti e con esempi pratici.

Mindful Running è disponibile in libreria oppure su Amazon, anche in formato elettronico, a un prezzo assolutamente irrisorio rispetto alle potenzialità offerte dal libro.


Mindful running: La corsa consapevole

De Agostini
2017
9788851149598

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Libri sulla corsa: i migliori per la vostra biblioteca http://therunningpitt.com/2017/03/libri-sulla-corsa-migliori-la-vostra-biblioteca.html http://therunningpitt.com/2017/03/libri-sulla-corsa-migliori-la-vostra-biblioteca.html#comments Wed, 15 Mar 2017 08:11:26 +0000 http://therunningpitt.com/?p=5349 Piccolo aggiornamento di “Massi” Milani sui libri consigliati… prima o poi aggiornerò la bibliografia podistica con tutti i testi mancanti! Quali sono i migliori libri sulla corsa? Tempo fa Gianmarco scrisse un post molto interessante sui suoi libri preferiti sulla corsa. A distanza di oltre cinque anni ci sembra opportuno aggiornarlo, partendo però dalla solita... Read more »

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Piccolo aggiornamento di “Massi” Milani sui libri consigliati… prima o poi aggiornerò la bibliografia podistica con tutti i testi mancanti!

Quali sono i migliori libri sulla corsa? Tempo fa Gianmarco scrisse un post molto interessante sui suoi libri preferiti sulla corsa. A distanza di oltre cinque anni ci sembra opportuno aggiornarlo, partendo però dalla solita domanda. In effetti molti podisti amatori continuano a chiederci “Quale libro ci consigliate sulla corsa?”. Il nostro blog è attento all’evoluzione delle tecniche di corsa, alle scelte d’alimentazione per lo sportivo, alle nuove tecnologie, ai GPS della corsa e accessori, oltre a tutto quello che può aiutare i podisti amatori a migliorare conoscenze e modo d’allenarsi. Negli ultimi anni alcuni libri oramai “classici” si sono evoluti moltissimo. E quindi la domanda sorge spontanea, quale libro mettere nel 2017 negli scaffali della vostra biblioteca e quale salvare nei vostri lettori elettronici tipo Kindle?

Libri sulla corsa, quali scegliere?

Libri sulla corsaLa motivazione per preparare una classifica dei libri sulla corsa è palese. Da un lato, su Internet si trovano una marea di articoli, consigli, tabelle riguardo al mondo della corsa. Di libri sulla corsa in particolare ne esistono un’infinità: andando in una libreria cittadina sugli scaffali ne troverete almeno una decina, mentre su Amazon moltiplicate il numero per dieci in italiano, e per cinquecento nella sezione inglese. Internet è utile come strumento di selezione. Proprio per la complessità della scelta del miglior libro sulla corsa, bisognerebbe selezionare le fonti soprattutto confrontandole. Inoltre comprare tutti i libri disponibili è impossibile: a meno che non siate veramente appassionati come noi, vi suggeriamo di limitare la scelta ai top 12, quattro per argomento. Oppure aspettate la prossima edizione delle novità, solitamente prevista a luglio e dicembre di ogni anno, oltre alle recensioni dettagliate dei libri. Infine, nella sezione dedicata troverete la bibliografia completa sulla corsa.

Quali sono i libri sulla corsa che suggeriamo di leggere? Oppure state preparando una maratona? Cercate un libro che vi aiuti a capire come correre per stare bene o per dimagrire? Vorreste consigli sulla tecnica di corsa oppure per correre più velocemente o addirittura per vincere? Di seguito abbiamo elencato la classifica dei libri in italiano più interessanti, suddivisi per argomento e ordinati in base a una nostra classifica personale, che tiene in considerazione il livello di novità della materia trattata, la profondità dell’analisi, la qualità dei contenuti e infine il rapporto qualità/prezzo.

I PIÙ BEI LIBRI SULL’ALLENAMENTO

Non sono tantissimi i libri sulla corsa che trattano argomenti di allenamenti e preparazione. A nostro parere, i migliori sono quelli di Albanesi, Pizzolato e Pappa perché, a loro modo e in maniera differente, vi aiuteranno ad avere consapevolezza sulle tecniche di corsa, sulle tabelle di preparazione, oppure sul miglioramento della vostra prestazione in gara.

Libri sulla corsa1. Roberto Albanesi – Il manuale completo della corsa
Testo molto completo, con solidissime basi scientifiche, consigliato sia per il principiante, sia per il professionista e l’allenatore. Se non avete la possibilità di leggere il libro del professore sudafricano Tim Noakes, l’alternativa è il manuale dell’ingegnere Pavese. Stiamo parlando di un libro che pur essendo il classico italiano della corsa è stato recentemente aggiornato alle ultime novità, in particolare sulle ultime evoluzioni tecnologiche. Frutto della trentennale esperienza dell’autore nel mondo del podismo, questo testo raccoglie tutto ciò che oggi si conosce su questa pratica sportiva. Il manuale offre una visione concreta, chiara, sintetica e al tempo stesso molto scientifica sulla corsa. Consente non soltanto al neofita ma anche all’amatore d’approfondire argomenti solo in parte discussi sul sito. La corsa viene analizzata sotto i vari aspetti, da quello semplicemente salutistico fino ad arrivare a quello agonistico. All’interno ampi spazi sono dedicati alla definizione del modello alimentare dell’atleta, alla guida della corretta strumentazione del runner, a nozioni di medicina sportiva e a programmi di allenamento per distanze che vanno dai 1.500 m alla mezza maratona. Ottimo rapporto qualità/prezzo: in oltre 500 pagine troverete una sintesi delle principali teorie e avrete modo di acquisire consapevolezza sulla corsa a 360 gradi.

2. Roberto Albanesi – Il manuale completo della maratona
Molti amatori interessati alle lunghe distanze avranno letto il sito web dell’ingegnere pavese, che dal suo portale ha sintetizzato in poche pagine come prepararsi per una maratona. Affiancato al sito, esiste però un bellissimo manuale che descrive con ampi dettagli una possibile metodologia per la preparazione alla maratona. Il libro prende spunto dal precedente, ma si distingue proprio per la scelta di focalizzarsi sulla preparazione di una 42 km. Sono trattati i principali argomenti dalla preparazione, all’alimentazione, trattando per esempio la potenza lipidica e il lungo alla Tergat (l’avete mai corso?). Consigliato a chi intende intraprendere la preparazione per la distanza regina, troverete sicuramente suggerimenti che non conoscete. Pensiamo valga la pena leggerlo per avere maggiore consapevolezza prima di affrontare seriamente una maratona, disciplina che richiede costanza negli allenamenti.

3. Orlando Pizzolato – Correre… secondo Orlando Pizzolato
Per “Massi” il miglior libro di corsa sul mercato. In effetti, se siete interessati a come prepararvi per gare agonistiche, non potete fare a meno di leggere Orlando Pizzolato, vincitore della maratona di New York nel 1984 e 1985. Sebbene tratti quasi esclusivamente il discorso preparazione, l’argomento è discusso in maniera molto dettagliata, con suggerimenti su modelli e tecniche di corsa e tipologie d’allenamento, descritte in maniera quasi enciclopedica. Inoltre, le tabelle per le varie distanze sono in assoluto le più complete dei vari libri letti. Abbiamo apprezzato inoltre la parte relativa alla preparazione della stagione: non dimentichiamoci che per molti podisti amatori la gara viene vista come la combinazione tra competizione e divertimento. Avere una sintesi per la gestione di tutta la stagione è decisamente l’approccio moderno alla corsa. Nel 2017 è previsto un aggiornamento di questo classico, speriamo esca presto. Sicuramente noi saremo i primi a recensirlo.

4. Luciano Pappa, Gianluca De Luca – 10-21-42 Km. Come preparare le gare su strada
Il libro di Luciano Pappa, tecnico d’atletica di lungo corso e molto popolare sul web grazie al suo blog tenuto dal Brasile, rappresenta un ottimo testo sia per chi inizia, sia che per chi vuole approfondire le tecniche d’allenamento. L’aspetto sicuramente più interessante è la presenza di un’infinità di tabelle per preparare le tre distanze più rilevanti per i podisti amatori, i dieci chilometri, la mezza maratona e la maratona. Abbiamo apprezzato lo sviluppo di programmi d’allenamento e tabelle dedicate non soltanto a chi corre sotto i 3’30” al chilometro, ma anche a chi inizia correndo poco sopra i 6’00” al km. Infine, il grande valore aggiunto del libro è la semplicità e chiarezza dell’approccio. Il libro si contraddistingue per l’ottima sintesi, con tante informazioni e consigli pratici al posto di lunghe spiegazioni teoriche, che comunque non mancano. Infine, sono davvero messi al bando i falsi miti della corsa.

LIBRI SU ALIMENTAZIONE E FISIOLOGIA

La corsa non è soltanto allenamento, ma anche alimentazione. Il nostro sito contiene una sezione dedicata all’alimentazione, ma i ventisei articoli presenti sintetizzano dei concetti complessi che però meriterebbero approfondimenti che sul blog in parte faremo. Suggeriamo comunque di leggere alcuni dei testi suggeriti qui sotto. Abbiamo aggiunto un libro che illustra i concetti di fisiologia della corsa, che contiene dettagli molto chiari sull’alimentazione dello sportivo.

Libri sulla corsa1. Filippo Ongaro – Mangia che dimagrisci
Un titolo secondo noi infelice che però presenta un bellissimo testo di alimentazione. Filippo Ongaro è stato il primo medico italiano certificato in medicina funzionale e anti-aging negli USA, oltre ad essere coach sportivo. Il libro parla principalmente di nutrigenomica, ovvero l’effetto nel nostro organismo provocato dall’assunzione di un determinato cibo. Dovrebbero renderlo obbligatorio per aspiranti genitori, con tanto di esame finale. Davvero da non perdere, per avere maggior consapevolezza sull’alimentazione e per cancellare alcuni dei falsi miti che leggiamo su web e su Facebook.

2. Roberto Albanesi – Il manuale completo dell’alimentazione
Roberto Albanesi ha scritto la “Bibbia dell’alimentazione”. Alla base di questo libro, una bibliografia incredibile e un rigoroso approccio scientifico. Soprattutto, una serie di stroncature su tutti quei falsi miti che spesso si sentono riguardo a diete miracolose o altri aspetti “pittoreschi” che non hanno niente di scientifico.

3. William McArdle, Frank Katch, Victor Katch – Fisiologia applicata allo sport
È il testo di riferimento per la fisiologia sportiva, ossia quella disciplina che studia i meccanismi che riguardano l’attività motoria e sportiva e analizza come migliorare le prestazioni con l’allenamento. Essendo un libro universitario, tutti gli argomenti trattati sono approfonditi in dettaglio. Il viaggio è lunghissimo: si parte dall’alimentazione, dal legame tra carboidrati, proteine e grassi, dalle vitamine, minerali, e dalla loro interazione. Si passa poi alla relazione tra energia e il corpo dell’atleta nelle varie discipline sportive. Difficile sintetizzare gli argomenti, sembra una vera enciclopedia! L’unico vero “problema” del libro è quello di essere un testo universitario e quindi richiede una conoscenza di base dell’argomento. Resta comunque un must per chi vuole approfondire la fisiologia sportiva. Per fortuna è disponibile in Italiano (sesta edizione, la versione originale è arrivata all’ottava, la versione Kindle internazionale costa il 55% in meno, praticamente “un regalo”).

4. Luca Speciani, Lyda Bottino – Oltre l’alimentazione dello sportivo
Luca Speciani, inventore della dieta GIFT, ossia della Gradualità, individualità, Flessibilità e Tono, ha scritto nel 2011 un libro davvero molto interessante che come tema di fondo vuole collegare l’alimentazione della salute con la sua salute e la prestazione. Grande attenzione sul discorso di “attivazione” dell’organismo dal punto di vista ormonale. Tanti consigli pratici e spiegazioni semplici di meccanismi fisiologici che semplici non sono. Interessante il capitolo dedicato all’alimentazione della donna, redatto da Lyda Bottino, maratoneta e farmacista nutrizionale.

LIBRI SULLA CORSA E DINTORNI: FORZA, FLESSIBILITÀ & PSICOLOGIA

La corsa non è soltanto Alimentazione e Allenamento. Il nostro blog tratta anche argomenti legati allo sviluppo della Forza, fondamentale soprattutto per chi intende correre distanze più brevi, di flessibilità, nonché di psicologia della corsa. Ma quali sono i libri che vi consigliamo di leggere sull’argomento?

Libri sulla corsa1. Paolo Evangelista – DCSS – Power mechanics for power lifters
Non fatevi ingannare dal titolo in inglese, il libro è scritto in Italiano e presenta un’infinità di immagini e foto che vi possono aiutare a capire come sviluppare la forza. Secondo Gianmarco, DCSS è probabilmente il miglior libro a tema sportivo, descrivendo in maniera dettagliata l’allenamento per la forza. Molti degli argomenti scientifici su questo tema sono ostici da digerire, ma Paolo Evangelista è riuscito a riassumerli in maniera semplice e chiara. Consigliato a chi voglia conoscere le basi scientifiche dell’allenamento della forza ed in generale della preparazione atletica in palestra. Purtroppo manca la versione Kindle, ma siamo già arrivati alla quinta edizione di questo libro: davvero non male per chi si è autoprodotto.

2. Jim Wharton, Phil Wharton – Stretching nuovo e rivoluzionario
Il libro descrive il metodo Wharton, ovvero lo stretching attivo-isolato. Ma lo stretching serve o non serve? Fa bene oppure è addirittura dannoso? Su internet se ne leggono di tutti i colori: continuano a uscire studi sulla sua effettiva utilità, inoltre il discorso si complica ulteriormente, in quanto ci sono diverse modalità di stretching (attivo, dinamico, statico ecc.), ognuna con caratteristiche e regole di applicazione diverse. La proposta dei due fratelli Wharton spiega come farlo in maniera attiva e isolata: il vostro corpo vi ringrazierà, ne abbiamo parlato nel 2011 in un articolo dedicato allo stretching. Entrambi gli autori del blog lo hanno adottato: sarà un caso?

3. Pietro Trabucchi – Resisto dunque sono
Per migliorare nella corsa e soprattutto per avere un’interpretazione moderna di come affrontare la vita di tutti i giorni, suggeriamo di leggere un libro del 2010 ma sempre più attuale di Pietro Trabucchi, psicologo dello sport ed esperto di resilienza, la capacità di resistere alle intemperie di tutti i tipi, che si verificano quotidianamente. Come ormai sappiamo grazie a Trabucchi, concetti quali “dolore”, “fatica” e “stress” sono fortemente soggettivi e influenzati dalla nostra percezione. Bellissimo il discorso sulle motivazioni che spingono a fare qualcosa: quelle provenienti dall’esterno non valgono praticamente nulla, se paragonate con quelle che arrivano dall’interno. Libro imperdibile.

4. Pietro Trabucchi – Perseverare è umano
Riprende i concetti espressi nel primo libro, con tanti altri esempi e situazioni di vita reale. Un altro libro che ogni aspirante genitore dovrebbe assolutamente leggere. Interessante il fatto che gli esempi concreti siano riferiti molto spesso al mondo degli atleti che sfidano il proprio corpo con intrinseca motivazione.

I NUOVI LIBRI SULLA CORSA

Dall’inizio del 2016 abbiamo curato una rubrica semestrale per raccontare i migliori dieci libri che trattano argomenti di corsa. Inoltre il blog contiene una sezione dedicata ai libri sulla corsa che continueremo ad aggiornare. Di seguito, le ultime recensioni, oltre alle tre principali recensioni sui libri dell’ultimo anno:

Classifica libri sulla Corsa Secondo Semestre 2016
Classifica libri sulla Corsa Primo Semestre 2016 (Italiano)
Classifica libri sulla Corsa Primo Semestre 2016 (Inglese)
Recensione sul libro Running Revolution
Recensione sul libro Tread Lightly
Recensione sul libro 80/20 Running

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Classifica libri sulla corsa secondo semestre 2016 http://therunningpitt.com/2016/12/classifica-libri-secondo-semestre-2016.html http://therunningpitt.com/2016/12/classifica-libri-secondo-semestre-2016.html#comments Tue, 13 Dec 2016 07:36:19 +0000 http://therunningpitt.com/?p=4991 Natale arriva tra poco più di una settimana, ecco qualche suggerimento per regalare (o regalarsi) qualche lettura interessante, assolutamente attuale: è proprio di ieri il “timido” annuncio di Nike (qui) sul tentativo di abbattere il muro delle due ore in maratona. Tra gli altri libri consigliati qua sotto da “Massi” Milani (anche se non li... Read more »

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Natale arriva tra poco più di una settimana, ecco qualche suggerimento per regalare (o regalarsi) qualche lettura interessante, assolutamente attuale: è proprio di ieri il “timido” annuncio di Nike (qui) sul tentativo di abbattere il muro delle due ore in maratona. Tra gli altri libri consigliati qua sotto da “Massi” Milani (anche se non li ho ancora letti tutti), il mio preferito è sicuramente quello del chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini: un testo obbligatorio per chiunque si diletti in cucina… ovviamente off limits per i vegetariani!

Qui gli altri articoli sul blog che parlano di libri.

Sta diventando una tradizione del blog recensire i migliori dieci libri sulla corsa usciti nell’ultimo semestre. Per noi di TheRunningPitt.com con la fine della preparazione autunnale, è cruciale aggiornarsi e capire se qualcosa stia cambiando nel modo di allenarsi. E poi, con il Natale alle porte, abbiamo più tempo per leggere, rilassare la mente e non soltanto allenarci. Come al solito, ci siamo documentati e abbiamo analizzato e verificato i diversi libri usciti negli ultimi mesi nelle librerie italiane. La “classifica” è suddivisa per argomenti principali, con libri sulla corsa, d’alimentazione e infine libri sulla motivazione. Abbiamo aggiunto anche la sezione dei racconti e narrativa di corsa, che nella scorsa edizione si è rivelata la più cliccata. Rispetto a sei mesi fa ci siamo limitati soltanto ai libri in italiano, aggiungendo un libro in inglese, fuori classifica ma altamente consigliato per gli amanti delle ultra-maratone. Confrontare libri dagli argomenti non esattamente omogenei è un compito arduo, abbiamo usato una metodologia semplice ma consistente, che tiene in considerazione il livello di novità della materia trattata, la profondità dell’analisi, la qualità dei contenuti e infine il rapporto qualità/prezzo. A ogni modo, buone letture: noi preferiamo leggere che correre. O forse no!

LIBRI SULLA CORSA E PER L’ALLENAMENTO

Tra i migliori libri running, ne troviamo due davvero speciali, il primo tratta dell’ultra maratona, il secondo della maratona perfetta.

Ultra RunningPosizione numero 2: Ultra running. La sfida degli itinerari trail più belli del mondo, di Ian Corless. Se dovessimo soltanto giudicare il libro dalle dimensioni, dalla rilegatura e soprattutto dal contenuto, non potremmo fare a meno che dare un dieci all’autore, che ha sviluppato un libro di fotografie eccezionali. Come dice la prefazione del libro, Ian Corless, esperto di trail e collaboratore del sito irunfar, “ha percorso il pianeta in lungo e in largo per documentare la sbalorditiva bellezza e gli impressionanti tracciati delle più importanti gare di ultra”. Il libro in 239 pagine contiene 85 tracciati di trail con cartine e altimetrie, tra cui sette percorsi italiani, con un ricco corredo di mappe e altimetrie e dati tecnici, oltre a consigli di ogni gara. Inoltre, l’autore ha avuto la possibilità d’intervistare alcuni dei principali personaggi della disciplina, tra gli altri Emilie Forsberg, Anton Krupicka e Kilian Jornet, che raccontano con passione le loro corse nei trail. Libro davvero consigliato, se siete amanti della natura, e se pensate di correre “off track”.

Due OrePosizione numero 1: Due ore. Alla ricerca della maratona perfetta, di Ed Caesar. Non è una sorpresa che sia il libro preferito dal nostro sito nella categoria principale. Due ore è l’opera prima di Ed Caesar, “giovane” giornalista di successo con racconti pubblicati dai principali quotidiani di lingua anglosassone, (inclusi il New York Times e il Sunday Times). Nel passato Caesar ha trattato diversi temi, parlando per esempio della ricerca di opere d’arte trafugate ma anche dei conflitti in Africa Centrale. Nel suo primo libro, scritto nel 2015 ma pubblicato in italiano quest’anno, l’autore si chiede quanto ci vorrà prima che qualcuno finalmente riesca ad abbattere la fatidica barriera delle due ore. Ma è davvero alla portata di un essere umano? L’autore discute lo studio del 1986 di Mike Joyner, che ancora prima di laurearsi in medicina cercò di quantificare i fattori limitanti della maratona. Se gli esseri umani massimizzassero la loro soglia aerobica, l’economia di corsa e il VO2max, quale sarebbe il miglior tempo possibile? Secondo Joyner, si potrebbe paradossalmente raggiungere 1 ora, 57 minuti e 58 secondi. Il giornalista inglese poi spiega come e perché i corridori keniani potrebbero davvero farcela, descrivendo i motivi “scientifici” della superiorità degli atleti dell’Africa orientale. Caesar prende come esempio Geoffrey Mutai, due volte vincitore della maratona di New York e primatista alla maratona di Boston. Caesar ne racconta la vita, molto simile a quella di tanti altri campioni africani: la corsa inizialmente a piedi scalzi, allenamenti molto intensi in un ritiro sugli altopiani privo di acqua corrente. Il successo di questi atleti è proprio la capacità di continuare ad allenarsi in condizioni estreme? Libro da non perdere nella propria libreria, soprattutto se siete “sognatori”.

LIBRI DI ALIMENTAZIONE SPORTIVA

Il miglior tempoPosizione numero 3: Il miglior tempo: Esercizio, alimentazione e stile di vita per essere sani e attivi a tutte le età, di Marco Olmo. Arrivato al suo secondo libro, Olmo, famosissimo ultra-maratoneta di 68 anni, che raggiunse fama e successo dopo aver vinto l’Ultra Trail del Monte Bianco nel 2006 e nel 2007 (quando aveva già compiuto 58 anni), racconta come conciliare l’esercizio fisico e un sano regime alimentare. Una vita trascorsa a lavorare come contadino, boscaiolo, camionista e per un quarto di secolo ruspista in una cava, Olmo può offrire consigli pratici, non certo analisi teoriche di dettaglio. Ma molti argomenti discussi sono condivisibili e la sensazione sfogliando i capitoli è che si cerchi d’invogliare alla corsa e al movimento anche i meno giovani. Come dice nell’introduzione, il grande campione si sente un adulto senior, colui che non riesce proprio a invecchiare, nonostante la barba bianca e l’aspetto da settuagenario. Libro che si legge in poche ore, la prosa molto scorrevole ne facilita la lettura. Non troverete grosse innovazione alimentari, ma senza dubbio uno dei migliori libri in italiano di quest’anno.

VeganPosizione numero 2: Vegan: Oltre 500 ricette vegan, di Marie Laforet. Scott Jurek, uno dei più famosi ultramaratoneti al mondo, pubblicò qualche anno fa la sua autobiografia “Eat & Run”, in cui spiegò la ragione per cui decise di adottare una dieta vegana: non per etica o per migliorare la propria condizione di salute, ma per correre più veloce! Citò come esempio la sua performance alle 50 miglia del Voyager dove, solo al terzo tentativo riuscì a vincere, proprio dopo aver adottato una dieta vegana. Secondo l’associazione americana di dietetica, le diete vegetariane (incluse quelle vegane) “sono ben progettate per una buona salute, nutrizionalmente adeguate e possono essere utili per la prevenzione e il trattamento di alcune malattie […] e sono adatte agli atleti.” Questo libro non parla di competizioni né di come passare a un’alimentazione vegana, ma ne descrive i benefici, spiega come sostituire con successo uova e latticini e soprattutto presenta oltre 500 ricette valide per ogni occasione. Dalla più famosa blogger francese d’alimentazione (non è la cantante…), un libro molto utile per chi ha adottato questa tipologia d’alimentazione e al podista a cui piace cucinare.

La scienza della carnePosizione numero 1: La scienza della carne. La chimica della bistecca e dell’arrosto, di Dario Bressanini. Siamo dei fan accaniti dell’autore, che scientificamente riesce sempre a coinvolgere i suoi lettori con una scrittura semplice, chiara ma precisa. Di questo libro sulla carne, se siete amanti del genere, non potrete davvero farne a meno: capire il sapore, la consistenza della carne applicando basi teoriche a varie tipologie di cottura, potrebbe diventare il vostro hobby preferito dopo la corsa! Libro super consigliato, a meno di essere vegani, soprattutto se amate conoscere il dettaglio delle cose, e non avete avuto la fortuna di avere una nonna cuoca. Leggere un libro del genere mostra proprio come non si finisca mai d’imparare!

RACCONTI E NARRATIVA DI CORSA

NangaPosizione numero 3: Nanga. Fra rispetto e pazienza, come ho corteggiato la montagna che chiamavano assassina, di Simone Moro. Simone, straordinario alpinista di fama mondiale, ricorda in un libro autobiografico la storia della scalata al Nanga Parnat, la nona vetta più alta al mondo ma soprattutto la montagna più difficile da scalare, famosa per aver visto la morte di un’infinità di professionisti della montagna. Simone fin da ragazzo fu impressionato dalla “killer mountain”, il Nanga non vide ritornare scalatori fin dal lontano 1895, quando il famoso alpinista inglese Mummery ne tentò per la prima volta la scalata. Nell’estate del 2003 Simone ci provò, ma senza raggiungere la vetta. Ci erano già riusciti parecchi altri alpinisti tra cui nel 1970 i due fratelli Messner, ma soltanto nel 2016 qualcuno riuscì a compiere la scalata in inverno, proprio il grande alpinista bergamasco, accompagnato da altri tre compagni di cordata. Il libro racconta questi tredici anni di passione e di come Simone sia riuscito a coronare il sogno. Libro piacevole per chi ama le imprese in montagna, anche se non parla di corsa, l’avventura è affascinante. Da non perdere.

SkyrunnerPosizione numero 2: Skyrunner, di Bruno Brunod. Quando nessuno sapeva che cosa fosse lo skyrunning, tranne gli appassionati della materia, Bruno Brunod era già un mito. A 54 anni, Bruno decide finalmente di raccontare la sua storia, fatta d’imprese uniche: il primo campione mondiale dello skyrunning, gare in alta quota su dislivelli positivi, colui che per diciotto anni, ha detenuto il record di salita e discesa del Cervino (3 ore e 14 minuti), prima di essere superato dalla leggenda Kilian Burgada. Campione di skyrunning nel 1996 e nel 1998, Bruno ha stabilito anche il record di salita e discesa dal Monte Rosa (4 ore e 45 minuti) e del Kiliminjaro lungo la via Marango Rout (5 ore e 38 minuti). In realtà si parla parecchio di Brunod già nel libro di Trabucchi sulla resilienza, dove lo skyrunner evoca la tesi che l’allenamento è tutto, che le doti “morali”, la forza di volontà facciano la differenza tra il successo e l’insuccesso. In quest’autobiografia si racconta il personaggio semplice di Bruno, colui che ha portato lo skyrunner in un’altra dimensione. Un libro da leggere tutto d’un fiato.

Volevo solo pedalarePosizione numero 1: Volevo solo pedalare… ma sono inciampato in una seconda vita, di Alex Zanardi. Non ha bisogno di presentazioni Alex Zanardi da Castel Maggiore: molti di noi conoscono tutta la sua storia, l’incredibile incidente del 2003 in Germania, la perdita delle gambe e il rischio molto concreto di non riuscire a sopravvivere. Il libro racconta la sua seconda vita, pazzesco soltanto immaginare quello che è successo dopo, un racconto lungo tredici anni (proprio come Moro!) partito dall’autogrill e culminato con la doppia partecipazione e le medaglie alle Olimpiadi e la vittoria all’Ironman delle Hawaii. Libro consigliato a tutti, ogni episodio descritto nei vari capitoli conferma l’impressione iniziale su Alex, la sua umanità e simpatia è contagiosa, con una capacità straordinaria di risollevarsi, anche senza gambe.

LIBRI SULLA MOTIVAZIONE

TriggersPosizione numero 1: Triggers. Innescare il cambiamento interiore, di Marshall Goldsmith. Uno dei più grandi consulenti e coach manageriali del mondo, Goldsmith, a un certo punto della sua vita, decise di chiamare tutte le sere un amico ponendogli sempre le stesse ventidue domande. Queste domande iniziavano tutte con la frase: “Ho fatto del mio meglio oggi a…?”. Rispondere alle domande serviva a stabilire se gli obiettivi inizialmente definiti fossero effettivamente stati raggiunti durante la giornata o nella settimana. Basandosi sulla sua esperienza di formatore di grandi manager, Goldsmith offre un modello di comportamento e degli strumenti semplici per affrontare il cambiamento nel modo giusto. Lasciamo al lettore scoprire cosa siano i triggers! Libro consigliato per chi vuole cambiare il suo modo di agire in un determinato ambito sportivo.

LIBRI IN INGLESE (fuori classifica)

Road to SpartaPosizione numero 1: The road to Sparta, di Dean Karnazes. Correre la Spartathlon non è senza dubbio alla portata di tutti. Atene dista da Sparta circa 246 km, su quella strada si è fatta la storia: nel 490 A.C., Fidippide corse per 36 ore di fila per chiedere aiuto nella difesa di Atene da una invasione persiana nella battaglia di Maratona, inspirando la nascita della “disciplina” come la conosciamo. Per fortuna qualcuno ha pensato ad accorciare la distanza! Dean Karnazes, famosissimo ultramaratoneta americano, di origine greca, con il racconto onora Fidippide e la sua eredità greca, descrivendo dopo 2.500 anni questa pazza corsa che da pochi anni si svolge in Grecia a fine settembre. Interessanti anche le discussioni di alimentazione: l’ultramaratoneta decise di percorrere la gara alimentandosi soltanto con quanto era disponibile all’epoca, come fichi, olive e salumi. Libro davvero interessante, inglese relativamente semplice, mi è piaciuta soprattutto la parte della motivazione dell’atleta estremo per riuscire ad affrontare sfide impossibili.

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Running Revolution… valida per tutti? http://therunningpitt.com/2016/11/running-revolution-valida-per-tutti.html http://therunningpitt.com/2016/11/running-revolution-valida-per-tutti.html#comments Fri, 04 Nov 2016 07:58:22 +0000 http://therunningpitt.com/?p=4821 Il mio socio ne aveva già scritto qui e soprattutto qui (paragrafo “Change”). Ecco ora illustrata nel dettaglio la filosofia che sta alla base del metodo descritto nel libro. Il mio parere già lo sapete (sempre qui, ultimo paragrafo), e a leggere quanto scrive “Massi”, non si discosta molto dal suo… C’era una volta Alberto... Read more »

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Il mio socio ne aveva già scritto qui e soprattutto qui (paragrafo “Change”). Ecco ora illustrata nel dettaglio la filosofia che sta alla base del metodo descritto nel libro. Il mio parere già lo sapete (sempre qui, ultimo paragrafo), e a leggere quanto scrive “Massi”, non si discosta molto dal suo…

Running RevolutionRunning RevolutionC’era una volta Alberto Salazar, noto podista degli anni Ottanta, e ancora più famoso allenatore della Nike, che commentando alcune “innovazioni podistiche” al giornalista di turno dichiarò: “Tutto ciò che so di tecnica di corsa va contro il metodo Pose.” All’epoca dell’intervista quelli erano solo dibattiti per addetti ai lavori. Ma con il tempo l’inventore di questo metodologia di corsa, il dott. Romanov, si è affidato a dei consulenti di marketing seri e ha trasformato Pose (“il metodo della postura”) nella “Rivoluzione della corsa”. Per inciso non ci è chiaro perché gli editori di Sperling & Kupfer abbiano lasciato in inglese il titolo del libro, riteniamo che “rivoluzione” sia un termine molto più forte di “revolution.”

È vero che stiamo parlando di una rivoluzione? E in cosa consisterebbe questa rivoluzione? E soprattutto, noi di TherunningPitt.com consigliamo di fare il passo in quella direzione? Avevamo indicato qualche mese fa Running Revolution come la migliore novità editoriale del 2016 (ndr. la versione inglese uscì nel 2014), l’obiettivo di quest’articolo è recensire il libro con spirito critico e utilizzare quel poco di statistica che conosciamo per spiegare se e come sia possibile il cambiamento del modo di correre.

Il libro, quattro parti, tanti spunti. In genere Nicolas Romanov, allenatore russo trapiantato a Miami, fa pagare 295 dollari per i corsi di una settimana alla sua accademia sportiva. Ma con l’uscita del suo ultimo libro, il dott. Romanov, assieme al giornalista Brungardt (The complete book of abs), in 254 pagine, propone le sue trentennali intuizioni e i suoi studi di biomeccanica di corsa, attraverso figure, illustrazioni ed esempi pratici. La struttura del libro si suddivide in quattro parti principali. La prima discute le basi del metodo: (a) partendo dalla comprensione del proprio corpo, Romanov suggerisce (b) d’utilizzare un diario degli allenamenti (c) dopo aver scelto la scarpa giusta (“zero drop, sottile e flessibile”), con l’obiettivo di (d) cambiare gradualmente la propria “posizione di corsa”, (e) filmando il proprio passo in video e (f) seguendo una routine di rafforzamento fisica. Facile, vero? Sicuramente no… Nella seconda parte del libro vengono impartite le dieci lezioni per cambiare postura: Nicolas spiega come creare una nuova percezione del movimento attraverso il miglioramento della biomeccanica. Nella terza parte viene presentate una serie di tabelle di nove settimane per migliorare la propria forma, a nostro avviso non molto utili per noi amatori. L’ultima parte invece spiega come cambiare la propria routine di allenamento per ottenere il proprio obiettivo personale (da un 5.000 m alla maratona).

PoseRunning Revolution e il metodo Pose. Ma cos’è il metodo Pose? Perché è importante? Pensato nel 1977 nell’ex Unione Sovietica, il metodo Pose suggerisce “semplicemente” di cambiare la nostra postura di corsa, la qual cosa consente di migliorare anche la biomeccanica di corsa e di ottenere risultati migliori in termini di minimizzazione infortuni, d’aumento della velocità di base e di resistenza. A fine anni Settanta era davvero una rivoluzione: fino a quel momento si pensava che la corsa fosse un’attività semplice, che soltanto chi si allenasse più duramente o avesse una predisposizione genetica potesse eccellere rispetto agli altri. In altri termini, non serviva chissà quale tecnica per migliorare, serviva solo l’allenamento. Secondo Romanov invece, la corsa è una competenza: non esiste il “running naturale”, serve allenamento posturale per raggiungere la perfezione nel modo di correre. Proprio come a un balletto dove cinque posizioni di base in danza classica generano tutta la magia, così anche nella corsa serve ripetere continuamente una tecnica di corsa. Partendo dal lavoro del neurofisiologo scozzese Thomas Graham Brown, Romanov individuò tre elementi universali di corsa: postura, caduta e trazione. Sfruttando la gravità, l’autore suggerisce la corsa in avanti (fino ad un massimo di 22,5 gradi), l’atterraggio sull’avampiede e la riduzione della falcata. Nel libro le tecniche sono spiegate molto dettagliatamente, a noi interessa soltanto discutere i tre punti della “proposta di valore” (value proposition) del metodo Pose.

Punto 1: diventare più veloci. Per capire se l’appoggio sull’avampiede rende più veloci, ci sarebbero tante considerazioni da fare. Se prendiamo soltanto il tempo di contatto al suolo, uno degli aspetti molto attraenti del metodo Pose è che, se adottato, vedrà l’amatore diminuirlo sensibilmente (secondo Romanov, di quasi il 50%). È evidente la ragione: correndo con il tallone, il piede “atterra” al suolo due volte sul terreno, il contatto iniziale avviene prima di tallone e poi con il cuscinetto plantare. Sulla velocità, i dubbi sono decisamente maggiori. Se fosse davvero importante correre con l’avampiede, allora dovremmo concludere che tutti i professionisti lo farebbero, mentre se la scelta fosse indifferente, probabilmente solo tra i 30 e i 70 correrebbero in quel modo (gli altri appoggerebbero sul tallone o mesopiede). Ma è proprio così? Sulle gare molto corte, sicuramente si: si prendano i 100 metri per conferme. Sulle lunghe distanze, invece, la situazione è diversa.
KiprotichBiwottAnalizzando i primi 100 alla maratona di New York del 2014, si possono notare che stili e modi di correre sono veramente variegati: non abbiamo potuto fare una statistica precisa, causa foto scattate in momenti diversi, ma almeno 30 podisti tra i primi 100 appoggiano distintamente con il tallone. Difficile quindi generalizzare: senza andare troppo lontano, il quinto di NYC (Kiprotich) ha corso tutta la gara sui talloni, mentre il vincitore del 2015 (Biwott) ha mostrato uno stile sicuramente più canonico. Infine, non dimentichiamoci che la classificazione avampiede/mesopiede/tallone è semplificata, perché esiste una grande variazione d’appoggio. Se prendiamo solamente la categoria dei tallonatori, analizzando qualunque gara alla moviola con un semplice iPhone a 300 fps, si vedrebbe che alcuni amatori appoggiano per terra con il piede formando un angolo di 45 gradi e il un ginocchio praticamente bloccato, mentre altri lo fanno appoggiando solo leggermente il tacco, con la tibia più o meno verticale.

Tallone e avampiedePunto 2: meno infortuni. Davvero la scelta del modo di correre genera meno infortuni? Difficile dirlo, è molto probabile che sia vero, ma dipende molto dalla struttura fisica del podista. Ad ogni modo, tra pochi anni con Runscribe saremo in grado di stabilirlo empiricamente. Per ora ci dobbiamo affidare agli studi universitari. Prendendo il famoso studio di Harvard, dell’American College of Sport Medicine, sembrerebbe proprio che la corsa sull’avampiede consenta d’incorrere in meno infortuni, visto che il livello di carico è superiore appoggiando con il tallone. Ma uno studio successivo svolto da Jay Dicharry (l’autore del libro Anatomy for runners) mostra che il livello di carico sul corpo non dipende solamente dal tipo di appoggio, ma anche da altri fattori. Ad ogni modo, indipendentemente dagli studi, il nostro consiglio resta quello di limitare il cambiamento del vostro modo di correre, ovviamente facendovi consigliare da un allenatore, che possa vedere il video della vostra corsa, cercando di correggere solamente quelli più evidenti.

DatiPunto 3: essere più resistenti. Il discorso resistenza è molto correlato al secondo punto: più potrete allenarvi, più diventerete “resistenti”, più volte v’infortunerete, meno potrete correre tanti chilometri. Secondo Romanov, una volta appreso il metodo Pose, non si torna indietro. Siamo d’accordo: seguire fino in fondo il metodo richiede molto più impegno che completare una maratona. Non si può minimamente pensare che il cambiamento sia rapido, servono dal mio punto di vista tantissimi mesi prima di vedere miglioramenti significativi. Forse sono un pessimo allievo che non si applica, ma confrontando i miei risultati sulla mezza maratona di Vigevano (Marzo 2016) e di Gallarate (Ottobre 2016), si noterà che c’è stato un miglioramento del bilanciamento destra/sinistra, e un lieve miglioramento dell’appoggio al suolo (del 1.3%, non del 50%). Anche con grande impegno, serve tempo per modificare il proprio assetto.

In conclusione, confermiamo che Running Revolution rappresenta davvero un ottimo libro di biomeccanica di corsa. Alcune parti sono uniche nel suo genere: sebbene lo stile sia abbastanza ripetitivo, la presenza di moltissime illustrazioni e di tantissimi esempi, lo rendono facilmente leggibile in poche giornate. Pensiamo quindi che non debba mancare nella libreria di un podista amatore. Ma la vera domanda è un’altra: siete davvero pronti a intraprendere anche voi una rivoluzione nel vostro modo di correre? Se la risposta è affermativa, pensate di dedicare almeno 3-4 volte il tempo per rileggerlo e studiarlo, e almeno 30-40 volte per la preparazione di tutti gli esercizi proposti.

Running Revolution è disponibile su Amazon.it e nelle principali librerie italiane. Esiste peraltro un corso online su YouTube, a pagamento.

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Le nostre letture estive http://therunningpitt.com/2016/07/le-nostre-letture-estive.html http://therunningpitt.com/2016/07/le-nostre-letture-estive.html#comments Wed, 27 Jul 2016 07:00:21 +0000 http://therunningpitt.com/?p=4589 Terza puntata dedicata ai libri (qui e qui le precedenti), ecco i tre libri che “Massi” Milani e io porteremo in vacanza (in realtà io l’ho già fatta, ma spero di riuscire a leggere ugualmente qualcosa ad agosto). Inizia “Massi”… C’è un famoso detto “dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei”. Non ci ho... Read more »

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Terza puntata dedicata ai libri (qui e qui le precedenti), ecco i tre libri che “Massi” Milani e io porteremo in vacanza (in realtà io l’ho già fatta, ma spero di riuscire a leggere ugualmente qualcosa ad agosto).

Inizia “Massi”…

C’è un famoso detto “dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei”. Non ci ho mai creduto, ma nonostante i lettori italiani siano diminuiti del 5% negli ultimi tre anni, che Mondadori abbia dovuto acquisire Rizzoli per avere un maggiore potere di vendita nei confronti di Amazon, forse la citazione di Mauriac è davvero ben pensata: sapendo cosa si legge, si può immediatamente determinare i principali interessi di chi legge. Anche se la citazione è molto famosa, nessuno si ricorda della seconda parte “ma ti conoscerei meglio se mi dicessi quello che rileggi”. Proprio per questo Gianmarco e il sottoscritto abbiamo deciso di includere anche libri “evergreen” che molto probabilmente rileggeremo sotto l’ombrellone. Parlo di “rilettura” perché entrambi siamo passati al Kindle che permette di leggere oltre 1.200 libri e quindi di rimandare la scelta all’ultimo minuto. Abbiamo limitato agli argomenti del sito (per esempio, non ho potuto citare il libro di Piketty sulla diseguaglianza economica: libro fantastico, ma se l’obiettivo è di correre più velocemente, forse non è molto utile. Tra l’altro non è forse un caso che il prezzo elettronico del più famoso libro economico degli ultimi tre anni sia inferiore del 37% rispetto a quello cartaceo. Qualche autore di libri di corsa dovrebbe imparare…). Nel seguito troverete quattro libri in italiano, un libro in francese, uno in inglese, oltre a due libri bonus (noi del marketing a causa del DNA non possiamo evitare promozioni) che gli autori degli articoli di TherunningPitt.com leggeranno durante l’estate. E voi cosa leggerete?

Nutrition de l'endurancePosizione numero 3: Nutrition de l’endurance, Fabrice Kuhn e Hugues Daniel
Finora non ho mai letto un libro di corsa in francese. Ma nella mia biblioteca personale questo libro di Kuhn e Daniel, entrambi medici e atleti, non poteva mancare: i due autori condividendo la loro esperienza e competenza nella nutrizione sportiva, spiegano come massimizzare le riserve di glicogeno prima di una gara e in generale suggeriscono come migliorare le proprie conoscenze di alimentazione. Considerato il miglior libro della scuola francese, il libro propone anche una “settimana tipica”, includendo sessanta ricette sane e gustose, oltre al piano d’alimentazione della settimana pre-gara, nonché suggerimenti su cosa mangiare dopo la gara. Sono infine indicate trenta bevande sportive che si possono preparare. Forse è un libro un po’ troppo tradizionale per i miei gusti: vedremo.

Natural runningPosizione numero 2: Natural Running, di Danny Abshire
Non sapevo che il fondatore delle scarpe da corsa Newton avesse scritto un libro sulla corsa naturale. Non che la cosa mi sorprenda, visto che le scarpe prodotte in Colorado sono “zero drop” e pensate per una corsa naturale. Danny analizza nel suo libro le principali tecniche naturali di corsa, e presenta un piano di transizione di otto settimane che, secondo l’autore, consentirà ai podisti di correre in maniera più efficiente (riducendo gli infortuni) ed eventualmente più velocemente. Per convincere i lettori, ma chi acquista il libro sarà sicuramente già convinto, Abshire specifica i principali infortuni derivanti da un modo “scorretto” di correre, e spiega come analizzare e identificare le proprie caratteristiche per poter intraprendere la via della corsa naturale. Molto curioso di leggerlo.

Nati per correrePosizione numero 1: Nati per correre, di Adharanand Finn
Non sempre la traduzione di un libro in inglese rispecchia quella in italiano: in questo caso la casa editrice ha voluto evocare il libro “Born to run”, ma avrebbe fatto meglio a tradurre in maniera fedele. Nati per correre è in effetti un viaggio in Kenia, e la traduzione italiana del libro “Correre con i Keniani” di Adharanand Finn, famoso giornalista e podista, merita uno spazio particolare nella mia libreria. Selezionato dalla William Hill Sports come libro dell’anno, vincitore del primo premio come miglior scrittore sportivo, Finn ha sicuramente fatto centro, ponendosi la domanda giusta: “Perché?”. Perché gli atleti keniani vincono le più importanti gare al mondo, dalle Olimpiadi alle grandi maratone cittadine? Che cosa li rende così veloci? Se partissimo noi, saremmo in grado di tenere il loro passo e vivere la loro vita? Finn decide di trasferirsi per sei mesi nel cuore del Kenya con l’obiettivo di allenarsi assieme ai più “famosi” keniani per carpirne i segreti. Finn ha mangiato il loro cibo, dormito nei loro campi d’allenamento, ha intervistato i loro allenatori, e ha mandato i suoi figli nelle loro scuole. Riuscirà il nostro eroe Finn a superare sé stesso, migliorando i suoi record nei 10.000 metri, nella mezza e nella maratona? Dovrete aspettare l’epilogo dell’ultimo capitolo: io non vedo l’ora di rileggerlo in spiaggia (per chi lo avesse già letto, Finn l’anno scorso ha anche fatto un viaggio in Giappone, The way of the Runner).
Nel dubbio, mi sono portato altri due libri, legati da due fili conduttori: il doping e il ciclismo. La corsa segreta: la storia di Tyler Hamilton e Bestie da vittoria di Danilo Di Luca. Uno è un libro di qualche anno fa (settembre 2012), l’altro molto recente (aprile 2016), scritti da due ottimi ciclisti, due libri confessione, un oro olimpico, tante maglie rosa e gialle conquistate. Entrambi raccontano l’epoca più buia dello sport, un’epoca segnata dall’uso e dall’abuso di sostanze e pratiche barbare. Libri molto interessanti, con qualche deriva giustificatoria di troppo, senza dimenticare che il primo è stato giudicato il miglior libro sportivo del 2012.

… concludo io…

Poco tempo per leggere negli ultimi mesi, però questi sono i primi libri della lista tra quelli in attesa di essere letti. C’entrano relativamente con la corsa, trattano comunque argomenti che mi appassionano:

– la storia di Star Wars, dalla nascita all’affermazione di un fenomeno commerciale e sociale senza eguali;
– la vita di Michael Jordan, forse la biografia più completa del miglior giocatore di basket della storia;
– oltre i falsi miti relativi ad alimentazione “naturale” e OGM, trattati dall’ottimo Dario Bressanini (consiglio di fare un giro sul suo blog, Scienza in cucina).

Cliccate sulle copertine per le descrizioni complete…

Come Star Wars ha conquistato l'universo Michael Jordan, la vita Contro natura

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I migliori libri su corsa e dintorni usciti nel 2016 (in italiano) http://therunningpitt.com/2016/07/i-migliori-libri-su-corsa-e-dintorni-usciti-nel-2016-in-italiano.html http://therunningpitt.com/2016/07/i-migliori-libri-su-corsa-e-dintorni-usciti-nel-2016-in-italiano.html#comments Wed, 20 Jul 2016 06:09:30 +0000 http://therunningpitt.com/?p=4550 La scorsa settimana (qui) la classifica riguardava i libri in inglese, ora è il turno di quelli in italiano, sempre a cura del socio “Massi” Milani. Per quanto mi riguarda, è un periodo piuttosto incasinato, con poco tempo per fare tutto quello che vorrei, compreso leggere… ma faccio mea culpa e m’impegno a finirne almeno... Read more »

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La scorsa settimana (qui) la classifica riguardava i libri in inglese, ora è il turno di quelli in italiano, sempre a cura del socio “Massi” Milani. Per quanto mi riguarda, è un periodo piuttosto incasinato, con poco tempo per fare tutto quello che vorrei, compreso leggere… ma faccio mea culpa e m’impegno a finirne almeno un paio tra quelli in lista!

C’era una volta un funzionario cinese molto zelante che decise di chiamare i suoi cinque figli con il nome dei suoi principali interessi: pianificazione, politica, indirizzo, direzione e completamento. Oggi mi sento molto vicino a quel funzionario: quando Franco Chiera mi ha “implicitamente suggerito” di preparare non soltanto le classifiche in inglese ma anche quelle in italiano, mi sono documentato, ho analizzato e verificato centinaia di libri usciti negli ultimi mesi nelle librerie italiane. E sono arrivato alla “famosa classifica” suddivisa per argomenti principali. La bella notizia è che abbiamo esteso la classifica non soltanto ai libri di corsa, ma anche a quelli di alimentazione e che aiutano a motivarci, oltre ad aver incluso una sessione dedicata alle ristampe in “versione economica” dei libri già usciti precedentemente. Prossimamente pubblicheremo un articolo a quattro mani sulle nostre letture, dei libri non ancora letti e che faranno parte della nostra estate. Chiaramente sviluppare classifiche resta un compito molto arduo, soprattutto confrontando libri dagli argomenti non esattamente omogenei: abbiamo usato una metodologia abbastanza semplice ma consistente, che tiene in considerazione il livello di novità della materia trattata, la profondità dell’analisi, la qualità dei contenuti e infine il rapporto qualità/prezzo. A ogni modo, buone letture: noi preferiamo leggere che correre. O forse no!

CORSA E ALLENAMENTO

Running RevolutionPosizione 1: guida alla biomeccanica di corsa, Running Revolution, di Nicholas Romanov
I podisti italiani che non conoscono l’inglese hanno dovuto aspettare quasi diciotto mesi per poter leggere la versione italiana del libro del guru americano della biomeccanica di corsa, il dottor Romanov. Nicholas non è esattamente americano, avendo studiato negli anni settanta Educazione Fisica in Russia. Proprio lì è stato ideato il “metodo Pose”, che consente di correre in maniera naturale, riducendo al minimo gli infortuni. Con il metodo Pose, Romanov ha messo a punto una tecnica che in primo luogo risponde a domande fondamentali quali: “Atterrare sul tallone significa correre nel modo sbagliato? Dovrei appoggiare per primo l’avampiede? Dovrei correre a piedi nudi?”. Il metodo Pose sfrutta al meglio la forza di gravità, aumenta la percezione del proprio peso e delle sensazioni consentendo un ottimale controllo del gesto atletico. Organizzato in dieci lezioni per imparare a correre in maniera naturale, “Running Revolution” mostra un percorso inizialmente semplice che porterà podisti di tutti i livelli a ridurre il rischio d’infortunio. Assolutamente da leggere sotto l’ombrellone. Su YouTube esistono pure dei corsi (in parte a pagamento) che illustrano come fare a correre seguendo il metodo Pose.

ALIMENTAZIONE

Diventare vegetariani o veganiPosizione numero 3: una guida completa di cultura e cucina veg, Diventare vegetariani o vegani, di Autori Vari
Scott Jurek è stato uno dei primi ultramaratoneti, fin dal lontano 1997, ad abbracciare l’alimentazione vegana, suggerendo nelle molteplici interviste e nel suo libro che questa permette di migliorare le performance, il recupero post gara e in generale la salute. Negli anni, sempre più persone hanno adottato l’alimentazione vegetariana e vegana, tra questi molti podisti. Cambiare regime alimentare, tuttavia, è un passo che richiede consapevolezza: non basta eliminare di punto in bianco alcuni alimenti e ingredienti, è necessario sapere quali sono i nutrienti indispensabili per il proprio benessere e come possono essere recuperati da fonti alternative, arrivando a un’alimentazione ancora più ricca. Il libro, destinato a un pubblico molto più ampio rispetto a quello dei podisti, merita di essere letto, non soltanto perché illustra il quadro storico e culturale della scelta vegetariana e vegana, ma anche perché presenta oltre sessanta ricette vegetariane e vegane. Ovviamente bisogna ricordare che una scelta vegana per il podista impone assolutamente la ricerca d’integratori e di minerali, per sopperire alle carenze che dovessero generarsi senza alcuni alimenti di origine animale.

Fino a cent'anniPosizione numero 2: prevenire, vivere e invecchiare al meglio, Fino a cent’anni, di Filippo Ongaro.
Come vivere cento anni? Beh, la domanda è complessa, e fin dalla metà del secolo scorso molti scienziati e medici se la sono posta. Negli anni si è analizzato l’impatto che l’alimentazione potrebbe avere sulla durata di vita. Fin dal 1935 gli scienziati hanno sospettato che la restrizione calorica potrebbe estendere la durata della vita degli animali: i ricercatori della Cornell University hanno notato che i topi di laboratorio con un regime alimentare fortemente ristretto hanno vissuto il doppio. Per fortuna negli anni la discussione si è evoluta notevolmente non limitandosi solo all’apporto calorico. Con questo libro, Filippo Ongaro, l’autore di molti libri d’alimentazione, sorprende il lettore con tesi innovative. Partendo dalla premessa che la scienza ha reso l’uomo più longevo grazie all’introduzione di cure e procedure diagnostiche più efficaci, negli ultimi anni si è diffusa una visione dell’invecchiamento, legata a un approccio terapeutico personalizzato e a uno stile di vita volto al benessere fin dalla giovane età. Il dott. Ongaro, pioniere in Italia di questa disciplina, coinvolge il lettore in un lungo viaggio, utilizzando un approccio olistico, focalizzando l’attenzione sulla qualità della vita, dagli aspetti più strettamente biologici, quali l’alimentazione e l’attività fisica, a quelli interiori e spirituali. Libro assolutamente da leggere (per avere una visione più completa della visione di Ongaro sull’alimentazione, suggeriamo di leggere Mangia che ti Passa dello stesso autore).

Alimentazione e integrazione per lo sport e la performancePosizione numero 1: Alimentazione e integrazione per lo sport e la performance, di Massimo Spattini.
Sono un grande amante di guide complete, lo si deduce chiaramente da questa classifica. Ma nella mia libreria il libro pubblicato dal Dott. Spattini, è entrato molto lentamente. Da un lato mi rendevo conto che non era stata pubblicata un’opera del genere in italiano nel passato, un manuale molto dettagliato, focalizzato sull’uso corretto della dieta e degli integratori per migliorare la performance atletica. La disciplina è in perenne evoluzione e solo chi ne ha fatto una scelta di vita e professionale può avere le competenze per divulgarla. Dall’altro, sapevo di non avere le conoscenze tecniche per capire perfettamente tutte le sfumature proposte in una siffatta guida. Il dott. Spattini senza ombra di dubbio è riuscito nell’intento, pubblicando il miglior libro sportivo del 2016, partendo da un principio semplice a volte trascurato: il tipo d’attività svolta, l’intensità dell’esercizio, nonché l’età e caratteristiche dell’atleta, oltre alla frequenza d’allenamento, dovrebbero tutte avere un’influenza sul modo d’alimentarsi. Sono suggerite l’alimentazione e l’integrazione più appropriate per tutti i principali tipi di attività fisica, dal body building, al calcio, nuoto, ciclismo ma anche maratona passando per il CrossFit, senza dimenticare le esigenze di particolari categorie di sportivi quali l’atleta master, diabetico o vegano. La seconda parte del libro descrive non solo l’alimentazione, ma anche l’integrazione: il libro raccoglie infatti sessanta schede dettagliate sulle proprietà dei principali integratori, descrivendo i principali benefici sulla performance. Giusto per curiosità, io ho ovviamente scelto la versione Kindle, il tomo cartaceo è difficilmente trasportabile sull’aereo come bagaglio a mano.

RACCONTI E NARRATIVA DI CORSA

Correre nel ventoPosizione numero 3: racconti di Atletica Leggera, Correre nel Vento, di Stefano Frascoli.
“Dare qualcosa meno del massimo significa sacrificare un dono”. Il giovane mezzofondista Stefano Frascoli, racconta l’atletica leggera attraverso una serie di brevi storie, suddivise in quattro parti di 200 metri, proprio come se stesse cercando di infrangere il muro dei due minuti sul doppio giro di pista. Quarantasei storie brevi, unite tra di loro da un filo conduttore di fatica, emozioni, impegni, sensazioni, distrazioni, passioni e citazioni, come quella di Prefontaine nell’introduzione. Libro davvero interessante, che coinvolgerà il lettore dalla prima all’ultima pagina, certo è che anche in 800 metri si possono raccontare tantissime emozioni.

Correre è la mia vitaPosizione numero 2: l’autobiografia di Giorgio Calcaterra, Correre è la mia vita, di Giorgio Calcaterra e Daniele Ottavi.
Alzi la mano chi non ha partecipato recentemente a una gara estiva, nella quale Giorgio, undici volte re di Faenza, grande amante della corsa e umile partecipante a tutte le gare podistiche, dal campionato mondiale della 100 chilometri, alla più gioviale e festosa IVV firmava autografi? Correre è davvero la sua vita, e in questo libro “Re Giorgio” ci racconta il suo modo di essere e le imprese sportive, a partire da quando, a dieci anni iniziò a correre la sua prima gara, “soltanto” una 13 km. Descritti tantissimi episodi di gioia, molti imperniati sulla semplicità dell’autore. Mi ha fatto davvero tenerezza il racconto del mondiale della 100 km di Dubai, in cui il re perse sia corona che scettro, ma volle onorare la gara, completandola in otto ore e mezza, suo peggior risultato. La maggior parte dei suoi rivali si sarebbe fermata, mentre lui no: correre è proprio la sua vita. Come dice la prefazione: “È un libro diverso da tanti altri scritti sulla corsa. Non è un manuale, ma spiega come diventare un ultra-maratoneta attraverso la passione e l’impegno, parlando anche di emozioni e sentimenti universali come la libertà e l’amore.” Sicuramente un libro molto interessante e affascinante, si legge tutto d’un fiato. Impareggiabili e condivisibili i suoi commenti sulla lotta verso il doping.

L'arte della vittoriaPosizione numero 1: la storia di Nike, L’arte della vittoria, di Phil Knight.
Ne abbiamo già parlato nella classifica dei libri in inglese (qui), quindi ripropongo esattamente la breve recensione scritta nell’articolo di settimana scorsa. Da aggiungere che la Mondadori ha svolto davvero un ottimo lavoro: un titolo molto azzeccato, in meno di trenta giorni la traduzione dall’inglese, evento rarissimo nell’editoria sportiva italiana, la versione Kindle 28% meno cara di quella inglese (dal punto di vista economico, il libro in italiano dovrebbe costare di più: meno vendite previste, maggiori costi per la traduzione). Ogni tanto i miracoli esistono, e questa è una ragione in più per leggerlo sotto l’ombrellone. “Sono un grande fan e sono stato azionista dell’azienda americana, ma non ero a conoscenza di tutta la storia di Nike, che è iniziata negli anni sessanta. Sicuramente il più grande sforzo di Phil Knight, ora settantottenne fondatore di una delle più innovative aziende americane, ha portato frutti insperati: iniziando a vendere scarpe importate dal Giappone dal bagagliaio della sua Plymouth Valiant, incassando otto mila dollari nel 1963, oggi Knight ha visto la sua azienda raggiungere vendite annuali di 30 miliardi di dollari. Knight racconta in particolare i “primi 18 anni” Nike, fino al 1980, descrivendo come l’azienda è stata in grado di sviluppare uno dei marchi più conosciuti e redditizi al mondo. Anche se sembra scritto per poi essere utilizzato da Hollywood, questo libro diventerà un classico e sicuramente merita di essere letto.”.

DEFINIZIONE DI OBIETTIVI

Da oggi si cambiaPosizione numero 3: Da oggi si cambia, di Francesco Pacifico.
Attraverso tredici strategie di crescita personale, Francesco Pacifico racconta delle storie focalizzate a guidare il lettore sulla motivazione e sul miglioramento personale. Come indica la prefazione “Da oggi si cambia! È il libro del trionfo, dell’eccellenza, dell’affermazione in ogni campo: dal lavoro alla vita privata e sociale. E soprattutto è un libro che può risultare trasversalmente utile a tutti: chi, infatti, non ha qualche aspetto della propria vita – carriera, finanza personale, amore, relazioni sociali, famiglia, felicità, autostima, per nominarne solo qualcuno – che vorrebbe migliorare?”.

Sassi nello stagnoPosizione numero 2: cinque mosse per il cambiamento, Sassi nello stagno, di Cristiano Ghibaudo
Uno degli aspetti più piacevoli della realizzazione degli obiettivi podistici è la preparazione di una gara, che solitamente viene svolta con grande costanza da noi podisti amatori. Capita a un certo punto della vita podistica che ci sia la necessità di cambiare preparazione, ma come nella vita cambiare è un processo faticoso, per certi versi quasi innaturale. Eppure il cambiamento è un elemento imprescindibile nella vita di tutti noi. Una tappa essenziale per crescere, evolvere, trasformarsi. Bisogna dunque attrezzarsi per essere pronti ad affrontare con maggiori possibilità di successo la sfida del cambiamento. Come? Innanzitutto cambiando atteggiamento rispetto alle novità e alle difficoltà, imparando a confrontarsi e a vedere le cose da una prospettiva diversa. E poi facendo fronte comune, gestendo il tempo in maniera corretta, facendo leva sui propri punti forti e lavorando su quelli deboli. Proprio come fa Lara la Rana, la protagonista di questo racconto lieve e profondo al tempo stesso, per uscire dallo stagno dell’immobilismo e vivere una vita migliore, più ricca di soddisfazioni e meno caratterizzata dalla paura. Un libro che non detta metodi ma offre numerosi spunti per riflettere sul valore del cambiamento e sugli strumenti necessari per poterlo affrontare nel modo più efficace. Sicuramente un racconto che si legge molto rapidamente (per chi avesse tempo, suggerirei di leggere anche Il nostro iceberg si sta sciogliendo, del professore di Harvard, Kotter).

Le 5 sceltePosizione numero 1: il percorso per una produttività straordinaria, Le 5 scelte, di Kory Kogon.
Gestire il proprio tempo a disposizione è fondamentale non soltanto per gli amministratori delle grandi aziende multinazionali e per i politici italiani, ma anche per noi podisti, sempre alle prese con poco tempo a disposizione e con tantissimi impegni. Finalmente da poche settimane è uscita la versione italiana di un famoso libro americano della società del defunto guru Americano Franklin Covey (quello delle Sette regole per avere successo), che analizza le cinque tecniche fondamentali per evitare distrazioni e prestando attenzione focalizzata ai nostri obiettivi più importanti e le attività nella nostra vita quotidiana.
Ogni giorno un’ondata di richieste ci obbliga a grandi distrazioni: una raffica di e-mail, interruzioni, riunioni, telefonate, tweet, blog, per non parlare delle esigenze lavorative e personali. Il solo numero di distrazioni può minacciare la nostra capacità di pensare in modo chiaro, prendere le decisioni giuste, e realizzare ciò che conta di più, lasciandoci logori e insoddisfatti. Ora Franklin Covey offre approfondimenti basati sui più recenti studi e su decenni di esperienza e di ricerca nel campo di gestione del tempo per aiutare a padroneggiare la nostra attenzione e la gestione dell’energia attraverso cinque scelte fondamentali che aumenteranno la vostra capacità di raggiungere ciò che conta veramente per voi. Dopo averlo letto, non direte “non ho corso oggi perché non ho avuto tempo”, ma semplicemente “ho scelto altre priorità” oppure “il riposo è stato il mio miglior allenamento”.

VERSIONI ECONOMICHE DI LIBRI GIA’ USCITI IN LIBRERIA (fuori classifica)

Il manuale completo della CorsaPosizione numero 2: Il manuale completo della corsa, di Roberto Albanesi
Se non avete la possibilità di leggere il libro del professore Sudafricano Tim Noakes, l’alternativa è il manuale della corsa di Albanesi. Poche settimane fa ne è uscita la seconda edizione, con diversi aggiornamenti rispetto alla prima versione.
Frutto della trentennale esperienza dell’autore nel mondo della corsa, questo testo raccoglie tutto ciò che oggi si conosce su questa pratica sportiva. Il manuale offre una visione concreta, chiara, sintetica e al tempo stesso molto scientifica sulla corsa. È un manuale completo perché consente non soltanto al neofita ma anche all’amatore d’approfondire argomenti solo in parte discussi sul sito dell’ingegnere pavese. La corsa viene analizzata sotto i vari aspetti, da quello semplicemente salutistico fino ad arrivare a quello agonistico. All’interno ampi spazi sono dedicati alla definizione del modello alimentare dell’atleta, alla guida della corretta strumentazione del runner, a nozioni di medicina sportiva e a programmi di allenamento per distanze che vanno dai 1.500 m alla mezza maratona. Ovviamente, dopo aver confrontato l’indice della nuova edizione, i cambiamenti apportati al volume non sono realmente tali da dover spendere una trentina d’euro per aggiornarsi. Chi ha letto la prima versione molto probabilmente lo ha già fatto. Resta comunque un’opera molto solida, dallo stile inequivocabile, abbastanza conosciuto da chi frequenta il sito dell’ingegnere Pavese.

Il punto vincentePosizione numero 1: l’alimentazione di Novak Djokovic, Il punto vincente
Non facciamoci ingannare dal titolo, il libro non è incentrato sul tennis, sulle migliori vittorie di uno dei più grandi tennisti del mondo, il serbo Novak Djokovic. Arrivato all’edizione economica, il libro parla di nutrizione sportiva, di come il cambio d’alimentazione ha aiutato il grande tennista a superare dolori, difficoltà respiratorie e infortuni sul campo consentendogli di diventare improvvisamente il numero uno al mondo. Il libro racconta anche la storia del tennista serbo: dall’infanzia sotto le bombe a Belgrado fino a raggiungere il successo, Djokovic spiega, con voce convincente e sincera, la sua storia e il suo “metodo”. E rivela il segreto che gli ha cambiato la vita e che può migliorare quella di ognuno di noi. Come indica la prefazione “La scoperta della sua intolleranza al glutine gli ha imposto una “svolta” che lo ha reso un atleta più forte, leggero, veloce e resistente. Più concentrato e più in forma, è riuscito a realizzare il suo sogno di bambino: vincere Wimbledon e conquistare la posizione numero uno nella classifica ATP. Ma la vera rivelazione sta nel fatto che il suo programma può essere di aiuto a tutti, non solo agli sportivi. “Il punto vincente” guida i lettori lungo un piano in quattordici giorni per eliminare lo stress, perdere i chili di troppo e diventare più sani, più forti e più lucidi in ogni momento della vita, grazie a consigli pratici, menù settimanali e deliziose, semplici ricette. Non c’è bisogno di essere un superatleta per cominciare a sentirsi meglio.”
Libro assolutamente da leggere, un must per avvicinarsi a capire come l’alimentazione possa influenzare le performance dell’atleta.

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C’è poco da fare: per me l’estate significa relax, il che non vuol dire staccare completamente la spina con la corsa, piuttosto ridurne l’impegno. Meno allenamenti, zero gare… e meno articoli sul blog. Ne approfitto per leggere di più, sfruttando magari i giorni di ferie. Quale occasione migliore per elencare qualche testo interessante, soprattutto in occasione dell’Amazon Prime Day? Lascio quindi la tastiera a “Massi” Milani, ecco i suoi consigli… per ora solo in lingua inglese!

Nell’accezione moderna di marketing esistono due momenti della verità, il primo quando il potenziale cliente prova il prodotto al negozio e il secondo al primo utilizzo a casa. Tutti noi ricordiamo quando nostra figlia per la prima volta ha sperimentato il profumo che sua madre voleva comprare. Il parallelismo della corsa con il marketing è presto fatto: allenamenti e gare sono i due momenti della verità. Così come nella seconda disciplina, soltanto il secondo è prediletto da noi podisti, molti nemmeno si allenano, gareggiano e basta. Io sono una mosca bianca e invece preferisco solo allenarmi, sebbene la vita lavorativa mi spinge in posti sconosciuti e limita le mie possibilità. A ostacolare ancora di più la preparazione, nelle ultime settimane l’estate ha prepotentemente preso il sopravvento: difficile allenarsi in queste condizioni, anche scrivere risulta complesso.

Non amando gareggiare, ed essendo difficile allenarsi, approfitto dello spazio offerto dal socio Gianmarco per raccomandare alcuni libri da leggere sotto l’ombrellone, per diventare podisti migliori o semplicemente per apprendere qualcosa di nuovo sulla corsa e in generale sul mondo del podismo e dell’atletica. Nella giornata dedicata all’Amazon Prime Day (con offerte interessanti anche in ambito sportivo), suggeriamo la classifica dei cinque migliori libri in inglese dedicati alla corsa, usciti in libreria negli ultimi mesi. Nei prossimi giorni, pubblicheremo anche quelli in italiano, oltre alle nostre letture estive.

Where the road endsPosizione 5: Guida al trail Running, Where the road ends: a guide to Trail Running
Il trail running sta prendendo sempre più piede tra noi podisti italiani. “Where the road ends” descrive sistematicamente le principali caratteristiche di questa disciplina, la cui preparazione si distingue significativamente rispetto alla corsa di strada. Preparata da Meghan Hicks e Bryon Powell, i gestori del più famoso sito di Trail “Irunfar.com” questa guida è davvero benvenuta. L’autrice Meghan non è una sconosciuta: nel 2013 ha vinto la Marathon des Sables in Marocco, oltre a una decina di gare trail in tutto il mondo. Il manuale ha l’obiettivo di spiegare come “correre dove finisce la strada”, cercando di catturare l’emozione, intensità, e il fascino della vita all’aria aperta. Il libro presenta un numero di approfondimenti, non soltanto per neofiti, ma anche per esperti. In un libricino di 226 pagine, si parla di tecnica di corsa su diverse terreni (fango, sabbia, radici, rocce…), di strumenti da utilizzare in condizioni climatiche, distanze e terreni diversi, si forniscono suggerimenti per la navigazione, la gestione degli infortuni, oltre a programmi d’allenamento, nonché strategie per migliorare le proprie prestazioni in gara. Il libro è corredato da fotografie a colori davvero da non perdere. Pur non essendo un grande amante della specialità, devo ammettere che il libro è ben scritto e che le immagini sono molto suggestive.

Training essentials for UltrarunningPosizione 4: guida all’Ultra Maratona, Training essentials for Ultrarunning
Oltre ai trail running, anche le ultramaratone stanno prendendo sempre più piede in Italia: giusto per citare una statistica, rispetto alla prima vittoria di Calcaterra nel 2006 alla più famosa ultramaratona italiana, la 100 km del Passatore, il numero di partecipanti è aumentato in 11 anni del 127% (una crescita annua di quasi l’8%). Finora esistevano pochi approcci per allenarsi in un’ultra maratona, molto spesso i partecipanti a una 100 km aumentavano semplicemente i chilometri o si facevano consigliare da amici. L’allenatore di ultramaratona Koop ha sviluppato un manuale basato su solidi dati scientifici, su ricerche molto recenti sull’argomento, oltre che su parecchi anni d’esperienza con atleti elite. Il libro è organizzato in capitoli molto pratici, dove si discutono le basi scientifiche sulla preparazione di un’ultramaratona, si illustrano i principali errori degli ultramaratoneti, fornendo consigli su come correggerli. E’ presente un capitolo che spiega come utilizzare le ripetute per gestire alcune fasi dell’allenamento (ringraziamo anticipatamente chi commenterà che “le ripetute per chi corre 100 km non servono”), come gestire l’idratazione in allenamento e in gara, come pianificare la stagione. Interessante anche il capitolo in cui viene descritto il metodo ADAPT per “gestire l’inevitabile crisi durante la gara”. Supportato da tantissimi consigli di esperti del settore come Dakota Jones, Kaci Lickteig, Dylan Bowman, Timothy Olson, “Essentials training for Ultrarunning” è un’ottima guida che racchiude in poco più di 300 pagine quello che si deve sapere prima d’intraprendere la sfida con il mondo delle Ultra Maratone. Ovviamente per gli americani, le Ultramaratone e i Trail sono concetti separati, ma in qualche modo spesso convergenti: in uno dei capitoli più interessanti vengono raccontate le tecniche per affrontare al meglio alcune delle gare più affascinanti del settore: American River 50, Badwater 135, Hardrock 100, 100 Javelina, JFK 50, Lago di Sonoma 50, Leadville 100, Vermont 100, Wasatch 100, e Western States 100.

Today we die a littlePosizione numero 3: l’ultima biografia di Zàtopek, Today we die a little
Non poteva mancare nella lista dei migliori libri dell’estate 2016 la biografia di uno dei più grandi podisti di tutti i tempi: Zátopek ha vinto cinque medaglie olimpiche, fissato 18 record mondiali, ed è rimasto imbattuto sui 10.000 metri per sei anni. Avevamo però davvero bisogno di un’altra biografia di Zatopek? Beh, se la biografia è scritta da un giornalista molto conosciuto nel mondo del podismo come Richard Askwith, già autore oltre dieci anni fa di un classico della corsa (Feet in the clouds), probabilmente sì. Zàtopek, il soldato cecoslovacco che ha rivoluzionato il modo di allenarsi, resta una leggenda anche ai giorni d’oggi. Il libro descrive sulla base di ricerche approfondite un’età gloriosa di atletica e di un periodo drammatico della storia europea. L’autore dà il meglio di sé quando racconta di Zàtopek in pista: chiacchierando con i suoi rivali in varie lingue, e spingendo per ottenere le posizioni di testa in partenza, agitando le braccia in gara (“come un uomo alle prese con un polpo”), e accelerando nella parte finale della competizione. Ma il libro parla anche di storia, raccontando le vicissitudini di un podista che ha creduto nel comunismo e che ne è stata suo malgrado vittima. Se amate corsa e storia, “Today we die a little” è un libro imperdibile. Ma se non conoscete bene l’inglese, il suggerimento è aspettare la traduzione in italiano prevista per la prossima estate. P.S. Sono state in realtà pubblicate contemporaneamente quest’anno 2 biografie del podista ceco (la seconda qui) e ne è prevista una terza a luglio, davvero un caso?

Shoe dogPosizione numero 2: la storia di Nike, Shoe dog
Sono un grande fan e sono stato azionista dell’azienda americana, ma non ero a conoscenza di tutta la storia di Nike, che è iniziata negli anni sessanta. Sicuramente il più grande sforzo di Phil Knight, ora settantottenne fondatore di una delle più innovative aziende americane, ha portato frutti insperati: iniziando a vendere scarpe importate dal Giappone dal bagagliaio della sua Plymouth Valiant, incassando otto mila dollari nel 1963, oggi Knight ha visto la sua azienda raggiungere vendite annuali di 30 miliardi di dollari.
Knight racconta in particolare i “primi 18 anni” Nike, fino al 1980, descrivendo come l’azienda è stata in grado di sviluppare uno dei marchi più conosciuti e redditizi al mondo.
Anche se sembra scritto per poi essere utilizzato da Hollywood, questo libro diventerà un classico e sicuramente merita di essere letto.

Run with PowerPosizione numero 1: Correre con un misuratore di potenza, Run with Power
Non ho voluto aspettare l’uscita sul “mercato Italiano”, comprando l’edizione cartacea direttamente negli Stati Uniti. “Run with Power” è sicuramente il libro più atteso della stagione, e meriterà una recensione separata sul nostro blog. Per ora ci limitiamo a indicare le principali tematiche affrontate, aspettando settembre per darne una valutazione più precisa. Stiamo forse parlando di una rivoluzione in corso, rivoluzione che è avvenuta nel ciclismo e che grazie alle tecnologie forse avverrà anche nel podismo. Usiamo il condizionale perché “non tutto è oro quello che luccica”. Infatti, l’uscita nel 2015 delle prime versioni dei misuratori di potenza per la corsa (Stryd e Rpm2), per il momento ancora oggetto misterioso del podismo italiano, ha aperto la via ad analisi innovative e a potenziali sviluppi. “Running with Power” è il primo libro che cerca di spiegare come sfruttare al meglio il misuratore di potenza per la corsa. Scritto dal famoso allenatore di Triathlon Chris Vance, che da giovane corse in 2h54′ la maratona dell’Ironman delle Hawaii, “Run with Power” racconta un “mondo nuovo”: come i misuratori di potenza possono essere utilizzati per analizzare e migliorare le proprie prestazioni. Una parte importante del libro è dedicata all’analisi dei dati, spiegando quali sono le principali metriche a disposizioni dei podisti e illustrando i principali indicatori da considerare per analizzare l’allenamento. La parte finale del libro è infine dedicata a otto tabelle d’allenamento (due per ogni specialità) per affrontare al meglio i 5.000, i 10.000, la mezza e la maratona. Vance confronta i due principali metodi finora utilizzati dagli allenatori moderni (ritmo e frequenza cardiaca) e mostra la relazione con la potenza e con lo sforzo percepito. Anche se non sarà lo strumento più facile da capire, sicuramente il misuratore di potenza ha un fascino unico, per chi come me ama la tecnologia e ha una profonda conoscenza della statistica. “Run with Power” è secondo me una lettura molto utile che apre a nuove dimensioni finora sconosciute. Ma solo nel 2025 capiremo se gli allenamenti con “i misuratori di potenza della corsa” soppianteranno i metodi attuali. Ne parleremo approfonditamente qui…

In conclusione, buone letture. Dal canto mio, per fortuna ho la possibilità di allenarmi ogni tanto in Belgio, a temperature molto al di sotto rispetto a quelle attese nell’estate italiana, e di conseguenza spero non soltanto di leggere, ma anche di correre ed eventualmente raccontare le mie vicissitudini podistiche.

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