Accessori – The Running Pitt http://therunningpitt.com Corsa, allenamento, alimentazione, scarpe e orologi GPS dei podisti amatori che vogliono migliorare le prestazioni in maratona e nelle altre distanze. Corri con Pitt e Massi. Fri, 12 Jan 2018 08:12:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8.5 Polar M200, la recensione completa http://therunningpitt.com/2018/01/polar-m200-la-recensione-completa.html http://therunningpitt.com/2018/01/polar-m200-la-recensione-completa.html#comments Tue, 09 Jan 2018 08:00:32 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6724 Il Polar M200 nasce come fusione delle migliori funzioni di activity tracking del Polar A360 con quelle della corsa del modello M400. Come il lettore sicuramente saprà, non è un orologio nuovo, perché è stato introdotto sul mercato a fine 2016 dall’azienda finlandese. Con il lancio di questo modello, Polar aveva l’obiettivo di offrire uno […]

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Il Polar M200 nasce come fusione delle migliori funzioni di activity tracking del Polar A360 con quelle della corsa del modello M400. Come il lettore sicuramente saprà, non è un orologio nuovo, perché è stato introdotto sul mercato a fine 2016 dall’azienda finlandese. Con il lancio di questo modello, Polar aveva l’obiettivo di offrire uno strumento dall’ottimo rapporto qualità/prezzo per chi avesse appena iniziato a correre o non volesse spendere cifre esorbitanti per il primo GPS di corsa. Dopo una prima fase in sordina nel 2016, l’orologio ha avuto una grande visibilità, anche grazie alla fantastica offerta di Amazon a 89 euro durante il Black Friday. Noi lo abbiamo testato negli ultimi mesi, essendo stato al polso di Diego, al mio e a quello di Andrea Soffientini, che lo ha pure usato durante la BoClassic. Dopo questi mesi, abbiamo deciso di scrivere la nostra opinione, descrivendo in maniera completa tutte le funzioni a disposizione del podista italiano che fosse intenzionato a comprarlo. Grazie alla collaborazione con Alltricks, sito francese molto innovativo di vendita online di accessori bici e running e uno dei pochi a vendere le Nike Vaporfly e Nike Vaporfly 4%, oggi pubblichiamo la recensione dettagliata del Polar M200 in ottica Pitt 2.0.

Polar M200, un orologio per iniziare ma dall’ottima precisione GPS, la nostra opinione

La società di Kempele non poteva evitare di lanciarsi dove sta andando il mercato. Il Polar M200 è stato il primo orologio dal sensore ottico per la casa finlandese, assieme al M600 e A360. Introdotto a ottobre 2016, si è dimostrato una solida alternativa agli orologi con maggiori funzioni e prezzi superiori. Se inizialmente non l’abbiamo preso in considerazione per una recensione dettagliata, molti lettori hanno chiesto se fossimo interessati a descrivere la nostra opinione su questo orologio entry level di Polar.

Dopo avere recensito il Polar M430, abbiamo chiesto a Diego Saltalamacchia, miglior tester italiano dell’azienda finlandese, di aiutarci nella preparazione della recensione dettagliata del Polar M200. Con la sua esperienza di tester e l’utilizzo quotidiano, ora abbiamo una visione chiara delle possibilità offerte dallo strumento.

Polar M200Ma quali sono nel dettaglio le principali funzioni del Polar M200? E quali mancano? A chi lo consigliamo? Quali limitazioni abbiamo riscontrato nelle diverse settimane di utilizzo quotidiano? E il sensore ottico è all’altezza rispetto alla versione a sei LED del Polar M430? E come activity tracker come si posiziona rispetto alla concorrenza?

Come disclaimer, AllTricks ci ha fornito gratuitamente il modello nero del Polar M200 con il quale abbiamo realizzato i principali test della recensione. D’altro lato, non abbiamo ricevuto e non siamo interessati a ricevere alcun compenso ulteriore. Pur essendo soltanto podisti amatori evoluti, le nostre conoscenze analitiche ci aiutano a diffondere in maniera semplice le nuove tecnologie, uno dei principali obiettivi del sito, oltre a permettere ai podisti di tutti i livelli di correre meglio. Essendo il nostro un sito focalizzato sul podismo, la recensione del Polar M200 verterà sulle funzioni di corsa, descrivendo nella parte finale le altre funzioni. Ricordiamo che, contrariamente ad altri, il nostro blog ha adottato questa filosofia: no test, no party.

Come al solito, abbiamo sviluppato la nostra opinione completa con tantissimi test e dettagli. Siete pronti a leggere il seguito? La recensione dettagliata del Polar M200 può essere letta in sequenza, oppure selezionando soltanto le parti che vi interessano di più, premendo sulle relative sezioni:

Ma prima di addentrarci nella recensione, per chi non avesse tempo di leggerla tutta, vi alleghiamo la sintesi del dispositivo GPS, utilizzando come aiuto anche i principali documenti di marketing di Polar, il manuale d’uso in italiano, oltre alla nostra esperienza d’utilizzo.

Polar M200 in sintesi

Polar M200Per descrivere il Polar M200 abbiamo preparato due infografiche, la prima che illustra le caratteristiche principali, la seconda che ne descrive i principali pregi e difetti. In sintesi, il Polar M200 è stato il primo orologio dal prezzo contenuto ad aver introdotto la rilevazione cardiaca da polso a due LED. Esteticamente rotondo, il cinturino è di un materiale morbido e confortevole. Dotato di un connettore per il collegamento al PC, permette un semplice collegamento come se fosse una chiavetta USB.  Il collegamento ai satelliti GPS è molto rapido e in generale funziona in pochi secondi. Anche la frequenza cardiaca da polso è relativamente precisa, ma per gli allenamenti intensi suggeriamo l’utilizzo di una fascia cardio (Polar H7). Essendo un orologio pensato come activity tracker, dispone di funzioni di monitoraggio del sonno. Al prezzo di vendita di un centinaio di euro, siamo rimasti sorpresi che offra anche funzioni avanzate di running.

Polar M200Per esempio il Polar M200 ha la possibilità di programmazione degli allenamenti, fondamentale quando si corre su un percorso non misurato. Inoltre, come gli orologi più avanzati, dispone delle notifiche del cellulare e per la sincronizzazione degli allenamenti. Ha anche la funzione che consente di giudicare lo stato di forma, il “Running Index” che puntuale alla fine di ogni sessione esprime il suo giudizio sulla nostra performance. Piccolo tallone d’Achille, la durata della batteria, che è inferiore a quella dei modelli più avanzati, per amatori comunque la carica dura circa una settimana, correndo 3-4 volte per un’ora.

Unboxing Polar M200

Polar M200Apriamo la scatola. Il Polar M200 si presenta all’interno di una scatola a sfondo rosso e interno bianco, molto elegante ed essenziale allo stesso tempo. L’orologio si estrae dopo aver aperto la confezione al cui interno troverete un cavo carica-batteria USB e alcuni documenti. I modelli standard di mercato sono di colore nero, bianco oppure rosso. Ma esistono, si veda sotto, anche varianti di altri colori.

Polar M200Cavetto USB. Storicamente Polar utilizza un cavetto con la doppia funzione di ricaricare la batteria e sincronizzare i dati via web sulla piattaforma Polar Flow. Con il Polar M200, il cavetto è soltanto opzionale, fungendo da “prolunga” per il collegamento al computer oppure a una presa di corrente attaccandolo a un caricabatterie dello smartphone. In effetti, la ricarica del Polar M200 avviene sganciando il cinturino dall’orologio. Dopo aver effettuato questa operazione, sarà poi possibile collegare la base direttamente al computer oppure utilizzare il cavetto in dotazione. La scelta sembra davvero azzeccata, e il collegamento avviene in maniera molto semplice. Raccomandiamo però di utilizzare sempre il cavetto in dotazione per evitare di danneggiare la porta dell’orologio. Abbiamo visto sul web diverse foto di danneggiamento della chiavetta USB: prestate attenzione.

Polar M200Esteticamente. Il  Polar M200 ha una forma rotonda, esteticamente molto interessante. Sicuramente la versione nera può essere portata al polso tutto il giorno, visto che l’orologio è stato proprio pensato per questa funzione. L’orologio ha un peso molto contenuto di 40 grammi e può essere utilizzato anche in gara. La cassa è di 26 mm e il display 128 x 128 pixel, a bassa risoluzione ma perfettamente adeguato per la tipologia di GPS.

Polar M200Come tutti gli orologi Polar, il cinturino aderisce perfettamente al polso, facilitando la rilevazione della frequenza cardiaca.

Manuali e posizionamento sensore. All’interno della documentazione a disposizione, visto che l’M200 è stato il primo orologio Polar ad avere il sensore ottico da polso (ndr ora non è l’unico), l’azienda finlandese ha descritto esattamente come mettere l’orologio al polso. Attività non così scontata perché un posizionamento errato determinerà una rilevazione sbagliata del battito cardiaco, come spiegato nella recensione del cardio al polso.

Prima di correre con il Polar M200

Polar M200Come per ogni prodotto Polar prima dell’utilizzo bisogna procedere alla registrazione, tale procedura si può effettuare via PC oppure tramite Smartphone/Tablet (previa associazione del M200 a tale dispositivo), noi per abitudine e praticità abbiamo optato per la configurazione tramite Personal Computer. Inizio subito precisando, sono in molti ad avercelo chiesto, che non c’è assolutamente bisogno di rimuovere alcun dispositivo Polar precedentemente configurato nell’account  Polar Flow in quanto questa è una piattaforma per la gestione totale dei dispositivi Polar in nostro possesso. Bastano pochi minuti per configurare l’orologio, procedere all’aggiornamento dell’ultimo firmware disponibile e voilà il nostro dispositivo è pronto all’uso.

Il funzionamento e la navigazione attraverso i vari menù e sottomenù è molto semplice e intuitiva: sono presenti due soli pulsanti, uno per lato: quello a destra ha la funzione di avanti (singola pressione) e di enter/conferma (pressione prolungata), mentre quello sul lato opposto ha la funzione: annulla/indietro +  la funzione light (illuminazione).

Di seguito i menù ai quali si può accedere dal dispositivo:

  • Allenamento
  • Activity Tracker (percentuale di completamento giornaliera)
  • Archivio (memo delle ultime 5 attività)
  • La mia FC (misurazione della frequenza cardiaca)
  • Impostazioni

Correre con il Polar M200

Polar M200Per iniziare l’attività basta premere il pulsante destro una volta e poi confermare tenendo premuto nuovamente lo stesso pulsante, qui si accede ai vari profili Sport che sono presenti sul dispositivo, scegliamo “Corsa” e siamo pronti a partire non appena il Polar M200  aggancia il segnale GPS. In condizioni meteo ottimali l’operazione richiede pochi secondi nonostante il Polar M200 non sia dotato di A-GPS. Purtroppo non dispone della posizione dei satelliti che si scarica tramite il collegamento al PC, qualche secondo in più in caso di pioggia o cielo coperto. Una volta che il Polar M200 rileverà anche la frequenza cardiaca da polso, si potrà dare inizio alla registrazione, sempre tramite pressione prolungata del tasto destro. Un’ulteriore pressione del tasto invece dà inizio a un Lap Manuale. Per mettere in pausa la registrazione basta una semplice pressione del tasto annulla, sulla sinistra, successivamente per terminare bisogna premere in maniera prolungata lo stesso tasto, inizierà un rapido conto alla rovescia così da evitare accidentali interruzioni delle attività. Se abbiamo provveduto a impostare un allenamento su Polar Flow, la prima schermata che si presenterà alla pressione del tasto destro sarà appunto quella dell’allenamento, confermiamo e successivamente avviamo la registrazione.

Come illustrato precedentemente con il tasto destro si seleziona una delle attività impostate sul dispositivo: corsa, ciclismo, attività outdoor, attività indoor, ma a queste se ne possono aggiungere tramite Polar Flow le più svariate. Potrete in effetti anche svolgere sessioni di yoga, kayak, calcio, tennis, ecc. fino a 20. Non male! Con un’ulteriore pressione si inizia la registrazione dell’attività.

Ripetute con il Polar M200

Polar M200Il Polar M200 come tutti i dispositivi Polar ha la possibilità di programmazione degli allenamenti che per noi podisti è una funzione fondamentale. Incredibile per un orologio di fascia entry, in questa funzione il Polar M200 non differisce in nulla rispetto ai modelli più evoluti tranne per la limitazione di non avere la funzione “Preferiti” dove poter inserire gli allenamenti che effettuiamo con una certa regolarità. Questa opzione è accessibile esclusivamente tramite Polar Flow da PC o dispositivo mobile.  La programmazione degli allenamenti può in effetti risultare superflua per chi effettua i lavori in pista, ma risulta invece indispensabile per coloro che si allenano lungo un percorso non misurato.

Programmi di allenamenti. La nota positiva è che non c’è alcun limite di configurazione degli stessi, mentre il difetto riscontrato consiste nella mancanza della possibilità di impostazione on the fly, anche in maniera ridotta o semplificata, direttamente dal M200. Accedendo al pannello di controllo, Polar Flow, si sceglie “nuovo obiettivo di allenamento”, che può essere semplice, quindi incentrato su distanza, passo, durata o calorie bruciate, oppure avanzato, basato su quattro fasi: riscaldamento, allenamento (ripetuta)/riposo, con la possibilità della ripetizione di queste ultime due anche con distanze o durate differenti, defaticamento.

Ad esempio: Riscaldamento 20′ libero + 8 x (800 m allenamento + 1’30” riposo) + 2 x (500 m allenamento  + 60” riposo) + 2 km defaticamento

Ogni fase può essere selezionata in durata oppure in distanza decidendo o meno di vincolare ogni attività a una fascia di velocità o di frequenza cardiaca. Un alert ci avvisa se siamo fuori dal range impostato. Il passaggio da una fase all’altra è scandito da una singola vibrazione del dispositivo al raggiungimento della distanza, mentre se la fase è impostata su “tempo”, tre secondi prima della conclusione alcune  rapide vibrazioni ci avvisano del passaggio a quella successiva. Attenzione a ricordarsi di sincronizzare M200 in modo da trovare l’allenamento caricato sul dispositivo. Nelle varie schermate una è dedicata proprio agli allenamenti programmati, dove viene visualizzato quanto manca al termine in tempo oppure in metri mancanti.

Configurazione schermate del Polar M200

Come tutti gli orologi dell’azienda Finlandese, anche il Polar M200 permette di configurare diverse schermate in funzione della tipologia di sport scelto. Secondo noi questo è un grande valore aggiunto, rispetto ai concorrenti, soprattutto per orologi dal prezzo contenuto. In particolare, la configurazione delle schermate avviene tramite Polar Flow, il sistema via web in cui visualizzare i dati delle corse appena svolte.

Configurazione schermate. Polar permette di configurare su M200, 2 campi per ogni schermata. Il podista avrà a disposizione 3 schermate. I campi configurabili sono parecchi e si possono scegliere facilmente via web. Preoccupati dalla complessità dell’operazione? ovviamente i 100 sport a disposizione hanno già campi pre-configurati, ma se volete cambiarli, con un click via web riuscirete a farlo facilmente. Vi sembrano poche le schermate? di certo, confrontando il Polar M200 con l’M400, il confronto è impietoso. Quest’ultimo offre in effetti 8 schermate e 4 campi.

In sintesi, siamo convinti che le opzioni di base Polar siano davvero ottime e che ci siano a disposizione tantissimi campi. Pensiamo però che sia molto limitante avere a disposizione 2 soli campi per ogni schermata, probabilmente 3 sarebbe stato una scelta più opportuna. Ci rendiamo conto comunque che questa non sia davvero una limitazione per chi inizi o per chi gareggi. Non sempre un dato in più fa la differenza durante l’allenamento!

Analisi dati appena dopo la corsa con Polar M200

Appena terminata la sessione di allenamento il dispositivo ci comunica una serie di dati e analisi della corsa appena effettuata, suddivise in varie schermate:

  • Durata dell’attività
  • FC media
  • FC Max
  • Distanza Percorsa
  • Andatura Media
  • Andatura Max
  • Calorie bruciate

Tutti questi dati vengono salvati automaticamente nell’archivio che è tuttavia limitato alle ultime 5 attività. Purtroppo questo modello non dispone del Diario con lo storico di tutte le precedenti attività come Polar M400 e M430, ad eccezione di corse inferiori ai 2 Km per le quali ci viene chiesto se vogliamo o meno procedere al salvataggio, tutte le attività sono comunque consultabili in ogni momento direttamente dal Polar Flow. Tenendo premuto il tasto annulla/indietro (in basso a sinistra) si procede alla sincronizzazione dei dati via bluetooth, operazione che raramente impiega più di un minuto.

Running Index e Polar M200

Anche il Polar M200 dispone del  “Running Index”, che puntuale alla fine di ogni sessione giudica l’attuale stato di forma,in questo modello però il dato è consultabile esclusivamente via web, non ci viene fornito direttamente sul dispositivo al termine dell’attività; lo storico dei risultati, consultabili nella sezione progressi di Polar Flow, genera un interessante grafico, completamente personalizzabile, dal quale si può facilmente desumere l’andamento degli allenamenti e della condizione, utile per valutare se un determinato ciclo di corse  sta dando i risultati che ci aspettavamo o meno.

Previsione tempi. in base al Running Index viene inoltre generata una stima dei tempi potenzialmente  realizzabili su determinate distanze (Cooper, 5 Km, 10 Km, Mezza e Maratona), interessante se stiamo preparando qualche gara. Come per gli altri modelli della famiglia M la condizione necessarie perché il valore venga generato al termine della sessione sono: un’andatura di almeno 6 Km/h, una corsa di minimo 12 minuti con al massimo 2 interruzioni e ovviamente  la rilevazione della frequenza cardiaca. Per determinare il più corretto indice di performance assicurarsi di aver inserito la F.C. massima nelle impostazioni.

Polar M200 e accuratezza sensore cardio

Polar M200Sono numerose ormai le recensioni sul Blog che trattano di Frequenza Cardiaca al polso e come abbiamo abbondantemente descritto all’interno delle stesse questo è un argomento molto dibattuto e combattuto da parte dei Runner, ci sono i puristi che disprezzano il sensore al polso in quanto giudicato non perfettamente attendibile e i progressisti che accettano qualche minima differenza rispetto alla vecchia tecnologia a favore di questa che rappresenta a tutti gli effetti il futuro. Il Polar M200 non si sottrae a questa disputa. La domanda sorge spontanea: il sensore cardio da polso del Polar M200 funziona bene? Esteticamente il sistema è di forma circolare e sporge leggermente dalla cassa dell’orologio, ma non da assolutamente nessun fastidio una volta indossato.

Polar M200Questione di misurazione. La misurazione avviene tramite un dispositivo di lettura ottica a 2 LED, dopo aver effettuato una decina di comparazioni con il Polar M430 e il Polar M400 (in abbinamento a Polar OH1 – qui per la nostra recensione dettagliata) possiamo affermare che i risultati sono buoni, in linea con quelli che ci aspettavamo da un dispositivo “Entry Level” di fascia media. In condizioni di riposo o di corsa regolare ad andatura costante la misurazione della frequenza cardiaca risulta pressoché uguale a quella dei dispositivi a 6 Led, le differenze si ravvisano in occasione di allenamenti ad intervalli con rapidi cambi di ritmo  quindi con un  innalzamento della FC, il Polar M200 non è così rapido come i dispositivi più evoluti e di conseguenza si possono notare dei brevi periodi di latenza nella salita e nella discesa della misurazione. Ribadiamo come nelle precedenti recensioni di orologi con misurazione della FC al polso che per la più precisa misurazione della stessa bisogna rispettare alcuni accorgimenti: fondamentale è indossare l’orologio sopra l’osso sporgente del polso, l’allacciatura non deve essere troppo stretta, ma neanche troppo larga da permettergli di spostarsi, da non sottovalutare la pulizia dei LED, responsabili del monitoraggio del flusso sanguigno del polso. Ci sono poi altri fattori che possono influire, tipo tono della pelle e l’irsutismo.

Polar M200Per una lettura più approfondita riguardante l’argomento vi rimandiamo al seguente articolo, dove si parla di misurazione della frequenza cardiaca al polso in maniera approfondita.

Polar M200 e accuratezza GPS  

Non c’è un argomento più dibattuto dai podisti Italiani rispetto alla precisione del GPS. Ma Quello del Polar M200 è preciso? è accurato? La risposta è come al solito: dipende.

Polar ha adottato la stessa tecnologia successivamente utilizzata sul Polar M430, ossia la predizione satellitare SiRFInstantFix. Senza entrare nei dettagli, per l’utente è molto semplice: il Polar M200 riceve il segnale dai satelliti piuttosto rapidamente, più velocemente dei suoi concorrenti a basso costo. Se correte sempre nello stesso posto, come Diego, potrete ottenere i dati dei satelliti davvero in fretta, da 5 a 30 secondi. Nel mio caso di viaggiatore seriale dovrete aspettare qualche secondo in più.

Buona precisione. Oramai la precisione del GPS è disponibile anche sui dispositivi dal basso costo. Nelle nostre uscite abbiamo notato che, specialmente all’aperto, il GPS in pochi minuti otteneva un passo istantaneo abbastanza preciso. Purtroppo la tecnologia GPS non è perfetta in città oppure in presenza di alberi. Inoltre le traccie GPS post corsa si sono mostrate precise, linee pulite, nulla da segnalare dal punto di vista delle misurazioni. Chiaramente l’esperienza dipende molto dalla vostra posizione e da dove vi troviate.

In sintesi però, tutto sommato l’accuratezza del GPS del Polar M200 è in linea con gli ultimi modelli presenti sul mercato, anche quelli dal prezzo cinque volte superiore.

Ulteriori funzioni del Polar M200

Nelle nostre recensioni, di solito indichiamo le principali novità del dispositivo. Avendo già preparato la recensione dettagliata del Polar M430, ci limiteremo a descrivere le principali funzioni disponibili, oltre a quelle della corsa. Ecco le principali:

Activity tracking. Con il Polar M200 avrete a disposizione la misurazione dei vostri principali movimenti quotidiani:

  • monitoraggio dei passi. Questa è la funzione principale di un activity tracker, e ovviamente funziona decisamente bene. Come già scritto precedentemente sulla recensione Polar M430, il dato è assolutamente accurato a livello percentuale. Ma quanto importa avere percorso diecimila passi oppure 9800?
  • monitoraggio del sonno. Il Polar M200 misura il movimento del polso e stabilisce con un algoritmo la durata del sonno, dividendolo in diverse tipologie. La funzione ci è sembrata relativamente precisa, con una variazione rispetto a Garmin, Apple e Xiaomi di meno del 2%. Ovviamente i test sono abbastanza limitati dal fatto che di notte si possono al massimo tenere 2 orologi al polso.
  • inattività. Il Polar offre anche degli avvisi nel caso in cui restiate fermi per un certo periodo di tempo. Il livello standard è di 55 minuti.

Notifiche. Come tutti gli activity tracker, Il Polar M200 dispone delle notifiche cellulare. Certo è che lo schermo non consente una grande visualizzazione. Se amate essere distratti, il Polar M200 vi permetterà di leggere i messaggi inizialmente trasmessi dagli Smartphone. La notifica avviene attraverso una vibrazione, mentre le chiamate ricevute sul cellulare a loro volta informeranno l’M200 fino alla pressione di un pulsante sul cellulare oppure sul dispositivo. Non siamo grandi fans delle notifiche, ma i pochi test effettuati dimostrano che il funzionamento è ottimale.

Polar M200Profili sportivi. A parte la corsa, è possibile utilizzare fino a 100 sport sul M200. La versione di base ne contiene diversi, ma è possibili aggiungerli con la configurazione dal sito web Polar Flow. Se ne possono aggiungere 20 sul dispositivo. Ovviamente è possibile utilizzare il Polar M200 per il nuoto oppure per andare in bici. Nel primo caso non avrete grandi soddisfazioni nella misurazione della frequenza cardiaca e l’M200 non misurerà la vostra lunghezza della bracciata. Comunque il dispositivo è impermeabile fino a 30 metri e può tranquillamente essere usato in piscina. Per la bici, oramai decisamente meglio utilizzare il cellulare, con Strava e un dispositivo di supporto dello smartphone, oppure ovviamente un dispositivo GPS professionale (Polar V650).

Frequenza cardiaca a riposo. A differenza del Polar M430, l’M200 non ha ancora ricevuto un aggiornamento firmware che ha consentito di monitorare la frequenza cardiaca da polso 24 × 7. Ma serve davvero? di certo, male non fa. Però dubitiamo che possiate analizzare la vostra frequenza durante il giorno, anche se questo è oramai lo standard per gli orologi GPS e gli activity trackers.

Polar M200 vs M430, principali differenze

Le differenze fondamentali fra i due prodotti (Polar M200 e Polar M430) consiste appunto nella collocazione di mercato, il primo si rivolge ad un pubblico che si affaccia al mondo del running oppure con poche pretese di dati o precisione cardio mentre il Polar M430 si rivolge appunto al Runner evoluto che pretende una maggiore precisione e un’abbondanza di dati forniti durante e dopo l’attività.

Ovviamente queste differenze si tramutano in un gap di circa  80,00 € fra i prodotti: 149,00 € per M200 contro i 229,00 € del M430, parliamo di prezzi di listino, ma facilmente si trovano in offerta con una percentuale di sconto intorno al 15/20%.

Questione estetiche. Il Polar M200 è decisamente più leggero 40 grammi contro i 51 del M430, al polso la differenza si sente, forma e dimensione sono completamente diverse, rotondo il primo quadrato il secondo. Venendo alla batteria: ricaricabile ai polimeri di litio da 240 mAh per  M430 contro i 180 mAh di M200.

Proprio perché entry level, al Polar M200 mancano del tutto alcune funzionalità presenti sul Polar M430 di seguito elenchiamo le più significative:

  •         Fitness Test (utile per stimare la condizione fisica);
  •         Carico di lavoro
  •         Stato di recupero (indicazione dei tempi necessari per recuperare un allenamento);
  •         Cadenza di corsa
  •         Back to Start (funzione che indica la direzione per tornare al punto di partenza)
  •         A-GPS (Fornisce una rapida ricezione dei satelliti GPS)
  •         Diario di allenamento
  •         Record Personali
  •         Cronometro

Al contrario però è presente una funzione a mio avviso molto utile che invece manca nei modelli più avanzati, l’illuminazione automatica, praticamente durante la corsa basta ruotare il polso e il Polar M200 si illumina automaticamente: funzione molto molto comoda !!!

Accessori Polar M200

Polar M200Così come per gli altri modelli di orologi Polar, anche per il Polar M200, esistono diversi accessori, i più interessanti sono i cinturini personalizzabili ed i diversi modelli di fascia cardio, oltre alle pellicole protettive.

Fascia Cardio. Anche se il Polar M200 dispone di sensore ottico, per chi volesse svolgere allenamenti di qualità e non fosse soddisfatto della precisione del lettore, l’orologio consente il collegamente con una fascia cardio Bluetooth. Ad esempio le fasce Polar H7 oppure la nuovissima H10 vi consentiranno di avere una precisione assoluta, senza compromessi. Queste nuove fasce tra l’altro vi consentiranno di misurare perfettamente la vostra variabilità del battito cardiaco.

Cinturini personalizzabili. Anche se i modelli standard hanno tre colori a disposizione (Nero, Bianco, Rosso), esistono sul mercato a poco più di 10 euro cinturini personalizzabili Polar M200, che vi consentono di indossare versioni più sgargianti dello stesso, per esempio Viola o Verde.

Pellicola protettiva. Per esperienza consigliamo di aggiungere una pellicola protettiva, per evitare graffi sul vetro. Nel dubbio la prudenza non è mai troppa, visto anche il costo limitato della pellicola stessa. Sul web ne esistono moltissime varietà con prezzi svariati.

Conclusioni

In sintesi, pensiamo che il Polar M200 sia un ottimo dispositivo per chi inizia a correre. Ma è altrettanto vero che anche il podista evoluto potrà pianificare i propri allenamenti e correre le ripetute facilmente. Confrontando specifiche e prezzo, difficile trovare qualcosa di simile. A livello di accuratezza dati, pensiamo che sia sicuramente buono: il passo istantaneo e medio sono decisamente precisi. La misurazione dei battiti cardiaci è decente, anche se non è un segreto che funzioni soltanto a basso regime. Per chi cerca un orologio GPS con sensore ottico integrato, notifiche dello smartphone, uno strumento web di misurazione delle proprie attività, il Polar M200 risulta una delle opzioni più interessanti del mercato, a condizione che accettiate di poter visualizzare soltanto 2 campi contemporaneamente. Certamente però la casa finlandese ha nel suo arsenale anche il Polar M400 che ha funzioni supplementari e parecchie opzioni di configurazione. Ma non dispone del sensore ottico al polso, sebbene offra in dotazione la fascia cardio Polar H7 (valore commerciale 60 euro).

In conclusione, Polar è riuscita a sviluppare un ottimo prodotto per chi inizia ma anche per chi gareggia e non cerchi funzioni avanzate, una buona precisione GPS e del lettore ottico. Secondo noi il Polar M200 rappresenta il miglior orologio entry a disposizione del podista amatore: a poco più di 100 euro si riesce a trovare uno strumento efficace e tutto sommato preciso, anche in ottica di activity tracking.

Il Polar M200 disponibile su AllTricks

Il Polar M200 è disponibile nei migliori negozi sportivi, ma anche online su AllTricks e Amazon. Nel seguito abbiamo allegato i principali collegamenti:

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Elettrostimolazione e podismo: Compex Runner, la recensione http://therunningpitt.com/2017/12/elettrostimolazione-podismo-compex-runner-la-recensione.html http://therunningpitt.com/2017/12/elettrostimolazione-podismo-compex-runner-la-recensione.html#comments Wed, 27 Dec 2017 16:21:49 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6698 L’elettrostimolazione è sempre stato un argomento molto interessante. Lo abbiamo trattato sul blog, discutendo un metodo per migliorare la forza, con allenamenti in palestra. Ma l’elettrostimolazione è indissolubilmente legata a Compex, società svizzera/americana molto innovativa, con cui collaboriamo da diversi mesi. Abbiamo inizialmente testato e utilizzato in gara le Compex Calf, descritte in una recensione […]

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L’elettrostimolazione è sempre stato un argomento molto interessante. Lo abbiamo trattato sul blog, discutendo un metodo per migliorare la forza, con allenamenti in palestra. Ma l’elettrostimolazione è indissolubilmente legata a Compex, società svizzera/americana molto innovativa, con cui collaboriamo da diversi mesi. Abbiamo inizialmente testato e utilizzato in gara le Compex Calf, descritte in una recensione dettagliata a marzo 2017. Qualche mese fa abbiamo avuto a disposizione l’elettrostimolatore Compex Runner, potendo testare con calma le sue funzionalità per diversi mesi. Di seguito la nostra recensione dettagliata.

Elettrostimolatore Compex Runner, la nostra opinione

Compex RunnerSono sempre stato interessato all’elettrostimolazione, fin dai tempi dell’Università, quando a seguito di un problema al ginocchio, mia madre fece l’investimento di una scatoletta “magica” dalla Svizzera che serviva a risolvere i suoi acciacchi. Dell’epoca ricordo semplicemente il colore azzurro intenso e il fatto che venisse custodita gelosamente. Come tutte le cose preziose, Compex aveva per me un alone di mistero. Mia madre in pochi giorni risolse i suoi problemi, ma al giovane Massi l’accesso alla macchinetta era precluso: in fondo ero in salute.

A inizio anni novanta non ho potuto approfondire le caratteristiche di Compex, ma dopo circa venticinque anni, ho avuto modo di conoscere l’azienda (oramai) americana che mi ha permesso di testare gratuitamente l’ultimo prodotto di elettrostimolazione, sviluppato appositamente per noi podisti amatori, il Compex Runner.

Ma cos’è esattamente l’elettrostimolazione? Come funziona? A cosa serve? È uno strumento per guarire da infortuni muscolari oppure c’è anche altro? Ma è davvero utile per i podisti amatori? Come utilizzare il Compex Runner? Come usarlo nella pianificazione degli allenamenti? Quali alternative sono a disposizione del podista amatore? Come inserire il Compex Runner nella programmazione di una maratona? Nel seguito cercheremo di rispondere in maniera abbastanza dettagliata a queste e ad altre domande.

Sappiamo benissimo che la maggior parte dei podisti amatori è scettica nei confronti di questi strumenti, la realtà dei fatti è che cambiare il modo di allenarsi è difficile e il tempo a disposizione limitato. Non condividiamo lo scetticismo iniziale, ma la nostra è solo un’opinione. Inoltre, discutere la nostra esperienza è uno degli obiettivi del blog. Purtroppo non potremo approfondire tutti gli argomenti collegati all’elettrostimolazione, alleghiamo però qualche lettura nella parte finale dell’articolo per approfondimenti. La recensione è organizzata in sezioni, suggeriamo di leggerla almeno una volta e poi utilizzarla come strumento di approfondimento, selezionando le relative parti:

Pronti pe leggere il seguito? Mettetevi comodi, rilassatevi e non fatevi distrarre dalle notifiche del cellulare. La nostra recensione è molto dettagliata, ma è pensata per essere letta come supplemento al manuale del Compex Runner.

A cosa serve l’elettrostimolazione? Una sintesi

Compex RunnerGrazie ai tecnici Compex abbiamo avuto una piccola lezione sull’elettrostimolazione a maggio. Considerando che l’argomento è particolarmente complesso, consigliamo, a chi avesse tempo, di analizzare il sito Compex che è particolarmente interessante con parecchi video a disposizione. Vediamo di sintetizzare come usare l’elettrostimolazione nella corsa, rispondendo alle domande più frequenti.

Come funziona l’elettrostimolazione?

Compex RunnerIn sintesi, l’elettrostimolazione ha l’obiettivo di inviare impulsi elettrici a gruppi mirati di muscoli, producendo la loro contrazione e il movimento delle fibre muscolari. L’impulso è trasmesso da elettrodi localizzati su determinati muscoli.

In altri termini, l’elettrostimolazione avviene in maniera selettiva. Ciò rappresenta indubbiamente un vantaggio: potremmo immediatamente intervenire su una parte del corpo che deve essere curata, oppure rinforzata, o infine recuperare dopo uno sforzo intenso. Se molti atleti hanno iniziato per curarsi, magari per una tendinite alla spalla, oppure per velocizzare il recupero, una volta avuto a disposizione un elettrostimolatore Compex, hanno comunque scoperto la possibilità di provare anche programmi di forza o di resistenza, che consentissero loro di migliorare (una parte del) loro fisico. Per esempio Kilian Jornet, spagnolo e king of mountains, ha usato Compex inizialmente per il recupero ma nel tempo ha imparato a sfruttarne anche le funzioni di preparazione.

Il potenziamento avviene in tempi relativamente rapidi, perché la contrazione generata dall’elettrostimolazione permette di reclutare più fibre muscolari rispetto a quello che riusciamo a fare in modo volontario e di farlo in maniera sincrona, insegnando al muscolo a essere più efficiente.

Ma come si utilizza il Compex?

Compex RunnerPur essendo un solo strumento, al suo interno sono presenti diversi programmi, che forniscono impulsi diversi e di conseguenza garantiscono la possibilità di utilizzo diverso. Non spaventatevi della terminologia: “programma” è semplicemente un sinonimo di “menù utente”. Scegliete lo scopo della vostra seduta di elettrostimolazione attraverso i programmi, mettetevi “comodi” e iniziate l’integrazione. Più l’intensità del programma è elevata, maggiore è la necessità di tenere bloccata la parte del corpo stimolata. Per esempio, stimolando i quadricipiti, meglio restare seduti impedendo l’estensione delle ginocchia ed evitando crampi, oppure posizionarsi in mezzo squat.

Quando usare lelettrostimolazione?

L’elettrostimolazione è semplicemente un integratore, deve essere affiancata a un programma di forza, velocità e resistenza, oppure di recupero da un potenziale infortunio.  Con l’elettrostimolazione si possono migliorare le vostre performance, velocizzando il recupero, incrementando la vostra forza, a condizione di allenarvi correttamente. In altri termini, l’elettrostimolazione senza allenamento serve a poco in quanto è un lavoro settoriale e che ha il suo vantaggio nel migliorare la coordinazione intramuscolare, la quale deve essere primariamente supportata da quella intermuscolare.

Quale intensità di elettrostimolazione?

Compex RunnerL’intensità di stimolazione dipende dalla tipologia d’allenamento. Per la preparazione atletica i tecnici Compex consigliano di aumentare l’intensità fino al massimo della tollerabilità. Ma il mio suggerimento è di iniziare piano. Se è vero che lo sviluppo delle fibre muscolari aumenta più elevata è l’intensità di stimolazione, le prime volte anche un’intensità blanda produrrà il giorno successivo DOMS, per esempio dopo una seduta di forza sui quadricipiti. Ma è solo una questione d’abitudine. Anche all’interno del programma scelto, cercate comunque di essere progressivi, aumentando l’intensità ogni 3-5 contrazioni. In alternativa è possibile effettuare lavori a intensità molto alta, ma riducendo il numero di cicli (i.e. contrazione + recupero, e.g. iniziare con 15 cicli invece di 42).

Diverso è il caso dei programmi di recupero, dove il mio suggerimento invece è solo di assicurarsi che le scosse siano visibili, senza mai esagerare. Probabilmente il giorno successivo dovrete fare una seduta intensa, quindi meglio essere conservativi nell’impostazione dell’intensità.

Perché il Compex Runner?

Compex RunnerDi macchine per l’elettrostimolazione se ne trovano parecchie sul mercato, solo i modelli Compex descritti in seguito sono almeno 10. Solo Compex, però, ha pensato e ideato un elettrostimolatore appositamente per i podisti. Compex Runner ha due vantaggi rispetto agli altri elettrostimolatori: costa (relativamente) poco e ha programmi pensati da runner per noi podisti amatori. Meno scelte, più finalizzate a chi corre.

Esistono studi scientifici per spiegare l’elettrostimolazione?

Esiste una grande letteratura divulgativa, soprattutto recente che spiega i vantaggi dell’elettrostimolazione in diversi sport. Per esempio Billot[1] discute i miglioramenti di un programma di forza dei quadricipiti di cinque settimane su un campione di calciatori. Lo studio indica che grazie all’elettrostimolazione si migliora la forza, la capacità di sprint, la potenza nel tiro e i balzi verticali. Anche Gondin[2] ha stimato l’impatto dell’utilizzo dell’elettrostimolatore per migliorare la forza e per attivare un maggior numero di fibre muscolari. Invece Neric[3] analizza il miglioramento del recupero muscolare nei nuotatori dopo l’utilizzo dell’elettrostimolatore, rispetto al solo riposo passivo. Infine Gondin[4] suggerisce di utilizzare l’elettrostimolazione in aggiunta ai normali programmi di allenamento per migliorare la forza muscolare dell’atleta.

Ovviamente non abbiamo la conoscenza per confutare o confermare questi studi, però sicuramente l’elettrostimolazione sarà sempre più analizzata nei prossimi anni con la riduzione dei costi di questi strumenti e con il miglioramento delle conoscenze mediche.

Quello che sappiamo è che da oltre trent’anni l’elettrostimolazione è un metodo imprescindibile nell’allenamento degli atleti di elite.

I principali programmi di elettrostimolazione

Compex RunnerIn generale gli ambiti di utilizzo dell’elettrostimolazione sono quattro. Il primo e secondo noi più importante è il recupero, descritto in dettaglio nel seguito. Una seconda tipologia che non auguriamo a nessuno di utilizzare è quella dei programmi per la cura degli infortuni, chiamata antalgico. Inoltre esiste anche la possibilità di prevenire l’infortunio, e infine la categoria preparazione usata per il rafforzamento.

Vediamo nel seguito le quattro tipologie di programmi cercando di descriverne un possibile utilizzo. Concludiamo l’articolo descrivendo altri modelli di Compex. In un prossimo articolo spiegheremo un possibile programma di allenamento con l’elettrostimolazione.

Recupero con l’elettrostimolazione

Compex RunnerIl recupero è la ragione principale per utilizzare il Compex Runner. Noi amatori siamo sempre alla ricerca di modi per migliorare e accelerare il processo di recupero. Quanto pagheremo dopo il lungo del week-end per poterci allenare intensamente già il martedì mattina? Grazie all’elettrostimolazione il recupero è sicuramente velocizzato. Potrà essere fatto in modo attivo, dopo uno sforzo intenso o solo per ridurre gli indolenzimenti dell’allenamento. Il processo è magico: gli impulsi generati dal Compex Runner consentono la contrazione dei muscoli, una migliore circolazione sanguigna, facilitando l’eliminazione delle tossine. Ovviamente esistono altri strumenti per velocizzare il recupero, ma chi ha davvero accesso alla crioterapia nella propria palestra personale? L’effetto dell’elettrostimolazione consente di fatto di migliorare il recupero e di ridurre l’eventuale infiammazione tendinea. Una delle domande più frequenti che ci è stata posta è la determinazione della giusta intensità di stimolazione nei programmi di recupero. Il nostro suggerimento è quello di non esagerare.

Recupero attivo

Per favorire e accelerare il recupero muscolare dopo uno sforzo intenso, grazie all’effetto endorfinico, rilassante e decontratturante. I tecnici Compex evidenziano come i risultati migliori si ottengano nei trenta minuti successivi all’attività, tuttavia è comunque molto efficace anche se utilizzato nel corso delle tre ore successive a un allenamento intenso o a una gara. Consente l’aumento della circolazione sanguigna, l’eliminazione accelerata dei metaboliti acidi provocati dalla contrazione muscolare.

Recupero sforzo intenso

Una seconda opzione, dall’effetto antalgico e decontratturante, è il recupero dello sforzo intenso. Questo programma consente di migliorare e accelerare il recupero muscolare dopo una seduta di qualità, grazie all’aumento del flusso sanguigno che favorisce il drenaggio dei residui organici dovuti allo sforzo. Anche questo programma deve essere svolto poco tempo dopo la conclusione dell’allenamento.

Riduzione indolenzimenti

Infine esiste un programma per ridurre i DOMS e attivare la circolazione sanguigna, consentendo di alleviare gli indolenzimenti muscolari. Questo tipo di programma crea un effetto endorfinico e tipicamente deve essere utilizzato il giorno o i giorni successivi all’allenamento.

Potenziamento con il Compex Runner

Compex RunnerIl programma di preparazione è complesso, prevedendo sedute di resistenza aerobica, forza, forza specifica per il trail, rafforzamento del busto, ottimizzazione per la corsa sulla lunga distanza, sovracompensazione e fartlek. Vediamole nel seguito.

Fartlek

Partiamo dal programma di Fartlek, che è un mix di preparazione, consentendo di gestire contemporaneamente diversi lavori muscolari. Con le diverse sequenze di “fartlek”, potrete gestire diversi tipi di lavori (di resistenza, forza ed esplosività). Tipicamente il Fartlek è usato a inizio stagione per riprendere il lavoro muscolare dopo un periodo di riposo e prima degli allenamenti più intensi e specifici. Può essere usato anche durante la stagione per gli atleti che intendono sottoporre i propri muscoli a ritmi diversi di “allenamento”. Per noi è il miglior programma di potenziamento, soprattutto per chi ha poco tempo a disposizione.

Forza

Se volete aumentare la forza, chiaramente suggeriamo un programma specifico in palestra.

Ma anche con l’elettrostimolazione, potrete aumentare la forza massimale che il muscolo è in grado di sviluppare. Chiaramente questo consentirà il miglioramento della potenza, l’incremento della falcata e della gestione della corsa. Il nostro punto di vista è che questa tipologia di programma avrà senso soprattutto per atleti evoluti.

Rafforzamento busto

Un’altra opzione, a completamento degli allenamenti di core stability, è il rafforzamento del busto. È un programma che potrà essere utilizzato durante tutta la stagione. Non l’ho usato molto perché preferisco fare plank e per i miei continui viaggi, che non sempre mi hanno visto portare in valigia il Compex Runner. Ovviamente attaccare gli elettrodi alla zona addominale e guardare la televisione è affascinante come concetto, ma in realtà aumentando alle massime intensità sopportabili, penso che sia difficile concentrarsi su qualcos’altro. Provare per credere.

Altri programmi di potenziamento

Compex RunnerI programmi di potenziamento li ho provati tutti. Esiste la sovracompensazione, utilizzata a poca distanza dalla gara come alternativa al massaggio. Aumenta la circolazione sanguigna e sviluppa la capillarizzazione nel muscolo stimolato. L’ottimizzazione della lunga distanza invece cerca di aumentare i benefici dell’allenamento appena svolto senza imporre sollecitazioni supplementari alle strutture articolari. C’è inoltre il programma di forza specifica trail, pensato per gli amanti del trail, con l’obiettivo di aumentare la contrazione muscolare. Infine esiste anche il programma di resistenza aerobica, per migliorare la capacità di sostenere uno sforzo di lunga durata.

Curare la tendinite con il Compex Runner

Compex RunnerIl Compex Runner ha anche dei programmi, sotto la voce “antalgico”, per curare tendiniti acute, croniche, lombalgia, distorsione alla caviglia e in generale una contrattura.

Tendinite acuta e cronica

Ho avuto la sfortuna di testare il programma di tendinite acuta, provocata da diverse uscite di nuoto in piscina e al mare. Il programma consente di attenuare il dolore mediante il blocco della trasmissione degli influssi dolorosi. Con me ha funzionato perfettamente. Probabilmente una delle ragioni per utilizzarlo.

Lombalgia

In questo caso, il programma è impostato per fornire elettrostimolazione focalizzata ai dolori persistenti della regione lombare, nella parte bassa della schiena. Il programma consente la la liberazione di endorfine e l’aumento del flusso sanguigno nella schiena.

Distorsione della caviglia

Un programma che non ho provato ma che leggendo sui forum internazionali funziona molto bene è quello della distorsione alla caviglia. Utilizzandolo in maniera corretta, consente un alleviamento del dolore mediante il blocco della trasmissione degli influssi dolorosi. Secondo il manuale Compex va svolto con più sedute al giorno e intervallato con l’applicazione ripetuta di ghiaccio sulla parte dolorante. I tecnici Compex consigliano di associarlo al programma sovracompensazione.

Decontratturante

Infine l’ultimo programma, decontratturante, è quello più interessante. Non tratta veramente un infortunio, ma quei dolori muscolari recenti, fastidiosi e localizzati che normalmente si risolvono con un po’ di riposo. Con questo programma si ottiene un effetto rilassante, in particolar modo sulle parti del corpo più affaticate. I tecnici Compex suggeriscono inoltre di utilizzarlo per la cura della fascite plantare, associandolo alla sovracompensazione nella zona plantare (e.g. 10 minuti di decontratturante, seguiti da 20 minuti di sovracompensazione).

Prevenzione

Compex RunnerLa prevenzione degli infortuni prevede tre tipologie di lavori possibili: per irrobustire la caviglia attraverso un lavoro di rafforzamento muscolare mirato, per combattere i crampi e per prevenire la lombalgia.

Apparecchi per elettrostimolazione

Il Compex Runner non è il solo strumento che consente di gestire l’elettrostimolazione. La gamma Compex è davvero molto completa e per tutte le esigenze. Esistono attualmente diversi modelli attivi, rimandiamo al sito di Compex per i dettagli. In sintesi però, se avete qualche soldo in più, potreste optare per le diverse soluzioni della categoria Sport. Esistono anche modelli pensati per il fitness.

Conclusioni e approfondimenti

Il Compex Runner ha davvero cambiato (in parte) il mio modo di gestire il recupero. Da atleta amatore evoluto ormai non potrei più fare a meno, soprattutto in situazioni in cui la (mia) presenza a casa è richiesta: sono passato da un’ora sui rulli in bici al programma di “ottimizzazione della lunga distanza”, proprio per stare vicino alla mia famiglia. Ho ridotto il numero di visite fisioterapiche utilizzando il più pratico e meno costoso programma di recupero sforzo intenso.

Compex RunnerMa vorrei essere chiaro con il lettore. Dal nostro punto di vista, l’elettrostimolazione e in particolare il Compex Runner, sono strumenti pensati per essere utilizzati con cautela, in maniera controllata e progressiva. Prima di intraprendere un programma di allenamento di elettrostimolazione, è sicuramente opportuno capire le esigenze sportive, parlare con personale esperto e soprattutto testare la macchina in maniera progressiva. Il Compex Runner senza ombra di dubbio può aiutare a prevenire e curare i piccoli infortuni che ognuno di noi ha provato durante i diversi anni di allenamento. Funziona? Per noi sì. E in effetti lo suggeriamo come acquisto di Natale al posto di un nuovo e fiammante GPS, in particolare per chi ha problemi muscolari.

Soprattutto ora che Compex ha sviluppato un prodotto a prezzo davvero contenuto.  Mia madre risparmiò per diversi mesi prima di  comprare un elettrostimolatore, io invece ho rinunciato soltanto a un paio di voli aerei (dopo il test non ne ho più potuto fare a meno). Compex Runner è disponibile nei negozi della catena DF Sport Specialist, nei migliori negozi specializzati in corsa, sul sito di Compex e su TriSpecialist, al prezzo di listino di 359 euro.

[1] “Effects of An Electrostimulation Training Program on Strength, Jumping, and Kicking Capacities in Soccer Players.” Billot et al., Journal of Strength and Conditioning Research, May 2010, Vol. 24(5), pp. 1407-1413.

[2] “Electromyostimulation Training Effects on Neural Drive and Muscle Architecture.” Gondin et al. Medicine & Science in Sports & Exercise, 2005, Volume 37(8) pp. 1291-1299.

[3] Neric et al., Journal of Strength and Conditioning Research, Dec 2009, Volume 23(9) pp. 2560-2567.

[4] Gondin et al., European Journal of Applied Physiology, Oct 2011, Vol. 111(10), pp. 2473-87

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A fine 2015 Garmin ha lanciato a margine della presentazione di altri dispositivi un modello destinato a fare la storia della tecnologia fitness, il Garmin Forerunner 235. Ne avevamo parlato brevemente nella guida dei migliori GPS del 2016 e dopo tanto tempo siamo finalmente riusciti a preparare la recensione completa di questo gioiello tecnologico della famiglia Garmin. Nonostante esistano diverse recensioni interessanti su questo orologio, riteniamo che quanto abbiamo preparato possa aiutare i podisti italiani a valutare tutte le sue funzioni. Lasciamo quindi al lettore analizzare la recensione completa del Garmin Forerunner 235 in ottica Pitt 2.0.

Garmin Forerunner 235, il GPS dal miglior rapporto qualità prezzo, la nostra opinione

Garmin Forerunner 235Non è un segreto che il Garmin Forerunner 235 abbia rappresentato per l’azienda americana un successo commerciale oltre le aspettative iniziali. Ma al tempo stesso il Forerunner 235 non è esattamente l’orologio che deve essere spinto nelle presentazioni di marketing, perché “quelli più nuovi sono sempre più belli”, hanno maggiore margine e permettono di mostrare che a volte spendere soldi in ricerca e sviluppo sia il valore aggiunto delle aziende lungimiranti come Garmin. In un momento in cui la competizione sta facendo sempre più fatica a tenere il passo delle innovazioni Garmin, si vedano le ultime due trimestrali negative TomTom nella divisione Sport, ci è sembrato giusto recensire il prodotto GPS dal miglior rapporto qualità prezzo del 2016. Aggiorneremo la classifica a fine mese, ma moltissimi lettori ci hanno chiesto di preparare la “solita” recensione dettagliata per permettere di valutare l’eventuale acquisto dell’orologio.

A posteriori è tutto molto facile, ma non serviva essere guru della strategia o del marketing per capire che il Garmin Forerunner 235 avrebbe avuto grande interesse da parte dei podisti italiani. La sua estetica accattivante, la presenza di funzioni fino all’anno prima presenti solo nella fascia alta del mercato, il peso molto limitato, la possibilità di utilizzo come activity tracker, la gestione avanzata degli allenamenti e infine un prezzo scontato molto accattivante. E in effetti, se parlate con un commesso di un negozio di attrezzatura sportiva, vi dirà che è ancora oggi il più venduto. Per chi avesse ancora dei dubbi, basterà controllare su Amazon per capire che il Garmin Forerunner 235 è tra i duemila oggetti più cliccati del sito, ma molto dipende dalla sua variazione del prezzo, che sembra dipendere più dall’alta marea e dalle fasi lunari che dal valore dell’orologio.

Ma quali sono le funzioni del Garmin Forerunner 235 che invogliano all’acquisto? Che cosa manca rispetto agli orologi di fascia alta? Siamo sicuri che le funzionalità mancanti siano necessarie? Cosa ne pensate del sensore cardio? È inferiore a quello degli orologi premium? Quali limitazioni abbiamo riscontrato nei mesi di utilizzo quotidiano? Come sopperire alla mancanza di funzioni di navigazione? Come utilizzare al meglio il Forerunner 235 grazie alla nuova piattaforma Garmin Connect IQ? E infine: a chi consigliate l’acquisto? Quali alternative consigliate per chi ha a disposizione qualche euro in più, o in meno, per l’orologio?

Noi di TheRunningPitt.com abbiamo provato il Forerunner 235 per diversi mesi, ricevendo da Garmin un dispositivo per effettuare i test e analizzare in dettaglio le caratteristiche. Con la nostra esperienza di tester, le letture dei vari forum internazionali oltre all’utilizzo quotidiano dell’orologio, abbiamo una visione chiara delle possibilità offerte dallo strumento, grazie al confronto con i numerosi modelli di GPS provati negli ultimi anni.

Come disclaimer, non abbiamo ricevuto e non siamo interessati a ricevere alcun compenso per questa recensione. Pur essendo soltanto podisti amatori evoluti, le nostre conoscenze analitiche ci aiutano a diffondere in maniera semplice le nuove tecnologie, uno dei principali obiettivi del sito, oltre a permettere ai podisti di tutti i livelli di correre meglio. Essendo un orologio più “semplice” rispetto ai nuovi modelli introdotti nel 2017, parleremo in dettaglio di tutte le funzionalità di corsa. Il sito ha adottato da due anni questa filosofia: no test, no party. Aggiungeremo le “consuete” infografiche di Pitt 2.0, oramai tanto apprezzate dai lettori. Siete pronti a leggere il seguito? Suggeriamo di scorrere la nostra recensione in sequenza oppure di soffermarsi soltanto sulle parti che vi interessano premendo sulle relative sezioni:

Senza ulteriore indugio, ecco la nostra opinione completa ed esauriente sul Garmin Forerunner 235.

Garmin Forerunner 235 in sintesi

Garmin Forerunner 235Per essere semplici, abbiamo raccolto le caratteristiche principali del Forerunner 235, preparando due infografiche, la prima che mostra le principali funzioni, la seconda che illustra pregi e difetti. Per chi non avesse tempo di leggere, abbiamo anche proposto una sintesi in 200 parole. Il Garmin Forerunner 235 è l’orologio della casa americana dal miglior rapporto qualità/prezzo ed è stato pensato per soddisfare quasi tutte le esigenze del podista amatore. Sebbene non sia rivolto a triatleti, ciclisti e nuotatori, può anche essere usato per sport diversi dalla corsa, purtroppo l’interfaccia grafica è pensata solo per podismo e ciclismo. Dal punto di vista software, il Forerunner 235 utilizza un cruscotto semplice e intuitivo che con poche pressioni dei tasti consente di scegliere tutte le funzioni dei menù. Per la prima volta Garmin ha attivato su un orologio di fascia media delle funzioni finora riservate ai premium, abbiamo apprezzato l’implementazione dell’algoritmo del VO2max. Non dispone né delle dinamiche di corsa avanzate, né di navigazione avanzata, ma avendo a disposizione Garmin Connect IQ, è possibile sopperire a queste lacune grazie ad alcune tecniche descritte nell’articolo. La durata della batteria sembra sufficiente e paragonabile a orologi simili. Per quel che riguarda il sensore ottico, ci sentiamo di promuoverlo, sebbene non a pieni voti, per le limitazioni generali descritte nell’articolo sui sensori cardio. La precisione cardio dipende dal soggetto che lo indossa più che dell’orologio stesso, ma è anche vero che nelle corse intense sarà molto probabile che fornisca dati erronei.

Confronto tra Garmin, le funzioni mancanti del Forerunner 235

Garmin Forerunner 235Ma quali sono le principali differenze del Garmin Forerunner 235 rispetto ai fratelli maggiori e minori? Cosa consigliate? Come al solito, dipende molto da chi lo usa. Rispetto al Garmin Forerunner 35, il 235 non ha diverse funzioni supplementari dei fratelli maggiori 735XT e Forerunner 935. Ma servono davvero al podista amatore? Ognuno di noi ha diversa sensibilità tecnologica, mi rendo conto che rispondere a questa domanda non è facile. Vediamo comunque di descrivere cosa manca al 235 rispetto ai nuovi orologi Garmin 2016 e 2017.

WiFi. Al Forerunner 235 manca il WiFi, peraltro assente anche sul Forerunner 735XT. Per chi non lo sapesse, con il WiFi in meno di 10 secondi dalla conclusione dell’allenamento si riesce a trasferire la seduta su Garmin Connect. Con il Forerunner 235 serve qualche secondo in più, tipicamente il trasferimento avviene tramite Bluetooth con il telefono oppure con un cavetto. È una grave mancanza l’assenza di WiFi? Sicuramente no, ma come tutte le nuove tecnologie, una volta usata, non ne potrete fare a meno. Se non l’avete mai testata, non preoccupatevi, non serve assolutamente.

Altimetrico barometrico. Il Garmin 235 è pensato per la fascia media di podisti, quelli esigenti che però stanno attenti a ottimizzare il costo di acquisizione di nuovi strumenti. Una delle funzioni più utili per chi frequenta i trail è proprio la capacità di conoscere i dislivelli e di adeguare la propria velocità sulla base, misurata attraverso il barometro, presente negli orologi di fascia alta. Per chi non fosse a conoscenza dei vantaggi dello strumento, suggeriamo di leggere la parte dell’altimetro del Forerunner 935. Il costo del sensore barometrico è abbastanza elevato, aggiungerlo avrebbe incrementato il prezzo di vendita. Ma per chi corre in strada e non ha particolari necessità di misurare l’altimetria, anche quella del GPS risulta relativamente accurata.

Display e interfaccia grafica. Rispetto ai nuovi orologi Garmin 2017, l’interfaccia è 215 x 180 pixel, poco meno dei 240 x 240 pixel con 64 colori del 935. Non pensiamo che sia un fattore distintivo dei nuovi orologi. Per quanto riguarda l’interfaccia grafica, quella del fenix 5 e del Forerunner 935 è più complessa e potente, ma crediamo che il 235 abbia una semplicità d’uso non comune.

Sensore ottico. Il Garmin Forerunner 235 presenta la prima versione del sensore ottico Garmin Elevate, noterete di primo acchito una sporgenza posteriore visibile a occhio nudo. Nelle versioni successive la sporgenza è scomparsa. Ma come si è comportato a livello di accuratezza? Lo vedremo nel seguito. Per chi non pensa di sfruttare il sensore cardio, Garmin ha sviluppato il Forerunner 230, esattamente lo stesso orologio ma senza il lettore cardio da polso.

Garmin Forerunner 235In sintesi, non ci sono davvero funzioni di cui sentirete la mancanza, l’infografica mostra le principali funzioni mancanti e il prezzo. Quanto siete disposti a spendere per le funzioni supplementari?

Unboxing Forerunner 235

Apriamo la scatola. Scatola grigia, apertura davvero semplificata. Il contenuto è abbastanza limitato. Non troverete nessuna fascia cardio, perché il Garmin 235 contiene un sensore Elevate che misura i battiti (per i dettagli, si veda sotto). All’interno della confezione ci saranno soltanto tre elementi: il caricatore, un piccolo manuale e ovviamente l’orologio.

Garmin Forerunner 235Il caricatore è esattamente lo stesso del Forerunner 230, del 630 e del 35, mentre non funzionerà per ricaricare gli altri dispositivi. Il suo attacco è molto stabile e la ricarica abbastanza rapida e veloce. Il manuale invece si legge facilmente perché contiene soltanto le funzioni di base e nulla di particolarmente innovativo.

Garmin Forerunner 235Esteticamente. Dal punto di vista estetico, sembra davvero un orologio di fascia intermedia, leggermente più spesso dei suoi fratelli più giovani, mostra nella parte posteriore una sporgenza evidente, che a distanza di due anni dall’uscita dell’orologio sente il peso degli anni. Il Garmin Forerunner 235 dispone di cinque pulsanti, uno per la luce, uno per iniziare gli allenamenti, un terzo per ritornare ai menù precedenti. Gli ultimi due in basso a sinistra hanno l’obiettivo di navigare tra i menù, non essendo il 235 un orologio touch.

Garmin Forerunner 235Sicuramente potrebbe essere indossato quotidianamente e in effetti lo abbiamo visto al polso di parecchi podisti. Il cinturino è relativamente comodo e confortevole, nonostante sia di plastica. Il Forerunner 235 non pesa molto, soltanto 42 grammi, uno dei più leggeri della categoria. Al polso non si sente, il cinturino aderisce perfettamente anche se pensiamo che non sia così confortevole come le versioni premium Garmin.

E come funziona in corsa?

Prima di correre con il 235

Garmin Forerunner 235Utilizzare il 235 è un gioco da ragazzi. Per iniziare a correre basta premere due volte il tasto in alto a destra e immediatamente il podista amatore si troverà una schermata a quattro campi, facilmente configurabile. L’infografica mostra quelli a disposizione ma in generale l’interfaccia è davvero semplice, nulla a che vedere con i fratelli maggiori. Immediatamente si avvia la ricerca dei satelliti, non dovrete aspettare più di qualche secondo per l’aggancio. La ricerca sarà leggermente più lenta rispetto al 935, ma non sensibilmente diversa. Il consiglio è quello di aspettare che il dispositivo trovi effettivamente i satelliti per evitare che i primi chilometri siano misurati in maniera errata: qualche secondo di attesa in più evita tante frustrazioni. Per verificare che i satelliti siano agganciati correttamente, basta controllare in alto a sinistra il numero di barrette piene dell’orologio. Se correte nello stesso posto, l’attesa non supererà i dieci secondi, in caso contrario, dovrete attendere un po’, ma mai più di trenta secondi.

Correre easy con il Forerunner 235

L’interfaccia del 235 è davvero molto semplice e intuitiva. Come già detto, potreste iniziare a correre dopo aver premuto due volte l’omino che corre. Premendo per la terza volta il tasto start/stop, si può iniziare a correre. Ma per l’utente più sofisticato, ci sono altre opzioni, attivabili scegliendo il menù “Allenamento” e descritte nelle infografiche allegate. Vediamo insieme le altre opzioni.

Allenamenti personali. In inglese “workout”, sono semplicemente gli allenamenti pianificati su Garmin Connect e trasferiti poi sull’orologio. Nella sezione successiva descriveremo come correre un allenamento pianificato. Nulla di diverso rispetto al passato: si possono programmare fino a cento sequenze di allenamenti, con tantissime modalità d’utilizzo.

Calendario allenamenti. Garmin Connect permette la pianificazione di tutti gli allenamenti. Dall’orologio potrete visualizzare il programma del prossimo mese. Per averli, basta semplicemente pianificare il calendario via web e trasferirli via Connect Mobile o via web.

Intervalli. Nel caso in cui l’allenamento non sia presente sull’orologio, si può comunque programmarlo prima di cercare i satelliti. Definiremo riscaldamento e defaticamento, oltre alla seduta vera e propria, tipo 5 x 1 km. L’opzione intervalli non consente di utilizzare intervalli multipli, come 3 x 1,2 km + 3 x 1 km.

Garmin Forerunner 235Definire un obiettivo. Così come per gli orologi premium, anche con il 235 si potrà impostare una distanza predefinita, che varia dal chilometro al miglio e si conclude con la maratona. Ovviamente si potrà anche scegliere una distanza personalizzata. L’orologio durante la corsa vi darà una previsione e vi informerà sulla distanza mancante. Ma se vorrete davvero gareggiare con un Garmin, suggeriamo di utilizzare Race Screen, funziona anche con il 235!

Correre le ripetute con il Garmin Forerunner 235

Garmin Forerunner 235Il Forerunner 235 consente di programmare anche gli allenamenti di qualità, proprio come i fratelli maggiori. Abbiamo descritto le ripetute del Garmin Forerunner 935 e la nuova interfaccia grafica. Quella del 235 è davvero bella e intuitiva e descritta nella nostra infografica.

Interfaccia delle ripetute. L’infografica mostra il suo funzionamento. Lo schermo è diviso in tre parti, in alto sarà visualizzata la distanza da percorrere, oppure il tempo di corsa della ripetuta. Al centro troverete sempre l’obiettivo. Se avete pianificato 5 x 1 km, troverete una distanza, se avete indicato 5 x 5′, un intervallo temporale. Sarà sempre visualizzato quanto manca per concludere l’intervallo. In basso troverete il passo medio dell’intervallo, che normalmente è la parte guardata dal podista. Sulla parte destra vedrete un quadratino, per indicare il numero di ripetute già svolte: “1” vuol dire che avete appena iniziato! Gli avvisi del 235 sono ben udibili, il motore della vibrazione è eccellente. Interessante notare che il 235 indicherà sempre se starete correndo troppo lentamente/velocemente rispetto ai piani iniziali. Vi mostrerà anche il tempo medio della ripetuta, per consentire di motivarvi al meglio.

Si noti che l’auto lap attivato influenzerà il salvataggio dei dati. Se avete impostato l’auto lap di 1 km e la vostra sessione superiore al chilometro, l’orologio suddivide la ripetuta in due parti. Alla fine dell’allenamento, l’orologio fermerà automaticamente il cronometro: ricordatevi di premere ancora l’uomo che corre se pensate di continuare l’uscita.

Correre sul tapis roulant e in pista con il 235

Sorprendentemente la corsa sul tapis roulant funziona perfettamente, almeno nei nostri test, mentre quella in pista è leggermente più problematica.

Garmin Forerunner 235Garmin Forerunner 235 sul tapis. Ci sono tre opzioni a disposizione del podista amatore, nell’infografica forniamo qualche consiglio utile.
1.
Accelerometro al polso. All’interno del 235 è presente un accelerometro al polso che riesce combinando la stima della cadenza a calcolare la velocità della corsa sul tappeto. Abbiamo notato una discreta accuratezza dei dati anche senza calibrazione. Secondo noi su un tapis recente, non serve disporre di un contapassi.
2.
Calibrazione con il footpod. Avendo poi a disposizione un contapassi, siccome conosciamo la distanza percorsa e la nostra biomeccanica di corsa sarà simile nel tempo, potremmo “calibrare” il risultato dell’algoritmo del 235 con un parametro di calibrazione, misurato in centesimi. Aumentando il valore del fattore di calibrazione, ad esempio 101,2, moltiplicheremo la velocità calcolata dal sensore dell’1,2%.
3.
Con Stryd. Utilizzato in combinazione con il sensore di potenza Stryd, il Forerunner 235 darà il meglio di sé: anche senza calibrazione, otterremo un errore inferiore ai 10 metri su 10 km.

Garmin Forerunner 235Garmin Forerunner 235 in pista. E come si comporta il Forerunner 235 in pista? Nei diversi test effettuati in pista, pensiamo che ci sia una differenza tra l’1% e il 2,5% tra la distanza in pista e quanto suggerito dal Garmin. Pur sapendo che correre con il GPS in pista è inutile, abbiamo verificato che il Forerunner 235 regala generosamente tra i 5 e i 10 metri per ogni giro.
Garmin Forerunner 235Resta valido il consiglio di attivare il campo
Lap by Position, con cui potrete valutare l’intermedio per posizione.

Configurazione schermate del 235

La visualizzazione dei dati del Forerunner 235 è configurabile a piacere. Ma quali sono le principali opzioni e limitazioni?

Configurazione schermata. L’interfaccia del 235 ha un difetto e un pregio: è semplice. Si possono configurare quattro campi e fino a due schermate, oltre a quelle dell’ora e della frequenza cardiaca, suddivisa in due parti. Se vi sembra poco, non preoccupatevi: le opzioni a disposizione restano parecchie, con la possibile selezione di una cinquantina di campi standard, oltre a quelle offerte dalla piattaforma Garmin Connect IQ. Per il Forerunner 235 funzionerà soltanto la configurazione di schermate degli orologi, come mostrato nella foto di copertina, oltre ovviamente ai campi dati e alcune App. Si veda per esempio la parte navigazione.

Ogni schermata/pagina permette di vedere uno, due, tre o quattro campi. Il nostro suggerimento è di impostare tutte e due le schermate. Su quella principale si inseriranno i tre principali campi di passo: medio al km, quello del chilometro corrente e quello istantaneo. Per il quarto dato potreste aggiungere un campo IQ che visualizza un dato istantaneo non approssimato, oppure la distanza totale, un campo di frequenza cardiaca o di potenza a trenta secondi. Durante la corsa per alternare le schermate, potrete farlo automaticamente con le opzioni di configurazione, oppure manualmente con i tasti in basso a sinistra.

Analisi dati dopo la corsa con Forerunner 235

Garmin Forerunner 235Concluso l’allenamento, potrete vedere alcuni dati che vi informano sulla prestazione e lo stato di forma. Alla fine della seduta, il dispositivo presenterà chilometri percorsi, tempo e passo medio. Potrete salvare l’allenamento, eliminarlo dal dispositivo oppure riprendere a correre. Potrete anche fermarvi e configurare le schermate del vostro allenamento.

Salvando i dati, avrete a disposizione le classiche informazioni: distanza percorsa, durata della corsa, la vostra media al chilometro e gli eventuali “record”, il potenziale cambiamento di VO2max e il calcolo del tempo di recupero. Anche con il 235 potrete cercare nella sezione Cronologia dell’orologio le informazioni dei dati precedentemente salvati, oppure visualizzare il dettaglio su Garmin Connect.

Garmin Connect Mobile. Il trasferimento dati avverrà con il cavetto USB via computer oppure tramite smartphone. Con l’applicazione Garmin Connect Mobile via Bluetooth il trasferimento è relativamente rapido ma dipende dalla dimensione del file da trasferire. Con il cavetto invece l’aggiornamento sarà rapidissimo, ma l’opzione richiede un PC a disposizione.

Le dinamiche di corsa del Forerunner 235

Se avessimo scritto due anni fa quale sarebbero state le dinamiche di corsa del Forerunner 235, la risposta sarebbe stata chiara e netta: non ce ne sono, tranne quelle veramente base. Ma grazie all’evoluzione della tecnologia e a Connect IQ, ora è possibile disporre delle dinamiche di corsa anche sul 235. L’infografica in allegato mostra quali dati potremmo utilizzare se aggiungiamo ai nostri gadget un sensore Stryd. Si noti invece che il nuovo Running Dynamics Pod Garmin non è compatibile con il 235. Invece la fascia cardio HRM-Run mostrerà la frequenza cardiaca ma non le dinamiche di corsa Garmin.

Garmin Forerunner 235Dinamiche di corsa Standard. Il Forerunner 235 presenta solamente quelle di sintesi, ossia cadenza e lunghezza passo. Lo farà grazie all’accelerometro sul polso, che calcolerà la cadenza. D’altro lato, la lunghezza del passo è derivata dalla cadenza e dal GPS, assumendo che queste due siano relativamente precise. Nella nostra esperienza, i dati sembrano essere coerenti. Ma basterebbe un errore del GPS per ottenere un dato sbagliato. Non fidatevi troppo!

Garmin Forerunner 235Con Stryd. Siamo rimasti davvero sorpresi: la compatibilità con Stryd è ottimale, basterà semplicemente attivare un campo Connect IQ, oltre ovviamente a possedere il misuratore di potenza Stryd. In questo caso non ci saranno grandi variazioni rispetto a orologi più blasonati e sarete in grado di misurare il contatto con il suolo, l’oscillazione verticale e la stiffness. Potrete ovviamente anche misurare la potenza oltre alla form power, oltre a derivare l’indice di efficienza della corsa di cui parleremo sul blog. Per maggiori dettagli, suggeriamo la lettura dell’articolo sulla recensione di Stryd. In sintesi, con Garmin Connect IQ oramai anche il 235 ha a disposizione strumenti per misurare le vostre dinamiche di corsa. Chi l’avrebbe detto due anni fa?

VO2max e Garmin Forerunner 235

Il Forerunner 235 dispone anche della misurazione del VO2Max. Ma funziona davvero bene? C’è da fidarsi? Cosa suggeriamo? E le altre funzioni avanzate dei nuovi Garmin?

Garmin Forerunner 235VO2max. Abbiamo testato l’algoritmo del VO2max rispetto a quello degli altri orologi più blasonati. Ogni giorno, a ogni uscita, il Garmin Forerunner 235 calcola il vostro VO2max, ossia valuta il massimo consumo di ossigeno. La stima si effettua… semplicemente correndo. Anche se non serve indossare la fascia cardio, forse è meglio farlo, sapendo che il sensore cardio è impreciso a velocità elevate. Se pensate che la misurazione del sensore cardio non sia corretta, sappiate che anche il calcolo dell’algoritmo sarà necessariamente errato. Per rendersene conto, abbiamo posizionato erroneamente al polso il 235: con battiti più alti, la valutazione del VO2max sarà più bassa. Nel mio caso, il 235 mostra 59, circa 7-9 punti (ml/kg/min) in meno di quanto sarebbe corretto aspettarsi per le mie performance. Invece, utilizzando fascia cardio per un mese e al polso sia il Forerunner 935 sia il 235, possiamo confermarvi che l’algoritmo è il medesimo e vi darà gli stessi risultati.

Previsioni gara. A fine allenamento potrete visualizzare il vostro VO2max stimato e verificare la previsione del possibile risultato in gara, su distanze dai 5 km alla maratona. Per approfondimenti scientifici sull’accuratezza della valutazione, suggeriamo di leggere l’articolo sul VO2max nella corsa, di Marco Altini.

Altre funzioni. Le altre funzioni avanzate dei nuovi Garmin, per esempio soglia anaerobica, training status, performance condition e training load non sono disponibili. Certamente utili per amatori evoluti o tecnologici, è diventato molto difficile seguire tutte queste funzioni. Al podista medio probabilmente non servono e comunque occorre davvero tempo per capirle. A ogni modo, se siete interessati a misurare al meglio le vostre prestazioni, suggeriamo di leggere cosa è stato attivato con il Forerunner 935: in particolare il Training Load sembra una funzione avanzata. In alternativa però il carico dell’allenamento potrà essere derivato anche in alcuni siti descritti nell’articolo collegato.

In sintesi, il VO2max funzionerà a condizione che i dati di partenza siano corretti, in particolar modo la misurazione della frequenza cardiaco sotto sforzo. Suggeriamo quindi di comprarvi una fascia cardio Ant+ di base per effettuare le misurazioni e avere una stima abbastanza accurata.

Garmin Forerunner 235Una volta questa sezione sarebbe stata vuota, ma come al solito ci viene in aiuto Garmin Connect IQ per aggiungere funzioni che due anni fa non sarebbero state disponibili.

Navigazione Standard. In effetti, il Forerunner 235 non ha funzioni di navigazione standard. Però trovandosi in luoghi non conosciuti, potrete quantomeno tornare alla partenza, seguendo una linea retta. Attivando l’opzione durante la corsa, il Forerunner aggiungerà una schermata con la distanza rimanente e una freccia indicante la direzione per raggiungere la destinazione. Sicuramente non il massimo, ma meglio di nulla.

Navigazione DwMap. Per chi fosse patito di navigazione, da Garmin Connect IQ si può comunque utilizzare un’applicazione pensata proprio per seguire un percorso. Dopo aver scaricato l’App sul 235, sarà necessario seguire una procedura “semplice”: collegarsi al sito DwMap, creare un profilo utente e digitare un codice presente sull’orologio. Da quel momento sarete in grado di definire percorsi d’allenamento oppure trasferire quelli già esistenti sia dal telefono, sia dal computer. DwMap vi informerà sul percorso da seguire indicando la vostra posizione e il percorso definito. Certamente il Forerunner 235 non avrà a disposizione né l’hardware, né il software del fenix 5X, però DwMap funziona bene.

Forerunner 235 e accuratezza sensore cardio

Garmin Forerunner 235Al lancio del Forerunner 235, grande enfasi è stata data al sensore cardio, dopo due anni la domanda è: ma funziona davvero? Come tutti i nostri lettori sapranno, l’argomento è il più discusso sul nostro blog. Molti odiano la fascia che sebbene sia più precisa, è scomoda, non dura perché a contatto con la pelle si rovina dopo pochi mesi. E allora, perché usarla, se abbiamo un bellissimo sensore che misura ugualmente bene i battiti cardiaci?

Per quanto riguarda il sensore cardio del Forerunner 235, tutti i lettori interpellati direbbero che il sensore cardio non è veramente accurato. Si tenga conto che i test non sono davvero facili da compiere: mai utilizzare due orologi sullo stesso polso, avere fasce nuove e pulite, ecc. Premesso che abbiamo descritto in dettaglio le condizioni di funzionamento del sensore cardio in generale, riteniamo che il Forerunner 235 non funzioni in tutte le condizioni. Per la prima volta Garmin ha adottato un sensore proprietario, chiamato Elevate, che include tre LED verdi, che registrano non soltanto gli allenamenti ma misurano anche la frequenza cardiaca 24 ore al giorno. La registrazione per l’allenamento avviene una volta al secondo, mentre quella durante il giorno è meno frequente. Cosa suggeriscono i nostri test?

Il monitoraggio giornaliero e l’allenamento lento. Per il monitoraggio giornaliero, riteniamo che in numeri siano corretti e simili a quelli di altri strumenti, inclusa la fascia cardio. Anche per l’allenamento lento abbiamo valutato una buona precisione, a condizione però di indossare l’orologio al di sopra del malleolo. Ma per altri amici, la situazione non è stata così precisa: la misurazione dipende fortemente dal vostro DNA, dal colore della pelle, dall’irsutismo e ovviamente dalla posizione sul polso. Per dettagli, vi consigliamo di leggere l’articolo sul cardio al polso, scritta a quattro mani con Andrea Biotti. Nei nostri test ci è capitato di metterlo al polso destro, indossandolo volutamente in maniera non corretta. Come da aspettative, dopo pochi minuti la valutazione della frequenza si è dimostrata errata. Bisogna in effetti cercare di stringere adeguatamente il 235: non troppo stretto, non troppo largo. Il sensore in effetti misura l’espansione dei capillari a ogni battito cardiaco, stringerlo troppo non consente una corretta misurazione. D’altro canto, il rischio è che la lettura non sia ottimale in caso di mancanza di contatto.

Allenamento intenso o gara. Per la gara o l’allenamento intenso, abbiamo notato che il Forerunner 235 è meno preciso dei modelli lanciati due anni dopo. Inoltre il tempo di risposta rispetto alla fascia è molto più lento, nel recupero delle ripetute troveremo dei numeri più alti del reale. Proprio per queste ragioni, non useremmo il 235 in un allenamento intenso. Per noi la fascia cardio resta ancora l’opzione preferita, come del resto consiglia Garmin sul suo sito ufficiale.

Forerunner 235 e accuratezza GPS

Garmin Forerunner 235Per quanto riguarda l’accuratezza del GPS, la situazione è molto più facile da valutare. Ci sono parecchi modi per stabilire la precisione di un GPS, ovviamente la nostra scelta è basata su dati reali, su test continui e in situazioni differenti. Per esempio, si potrebbe confrontare lo stesso GPS sullo stesso tracciato, più GPS sugli stessi tracciati in situazioni diverse. Avendo la possibilità di correre costantemente in luoghi e nazioni diverse, possiamo semplicemente utilizzare diversi orologi GPS in contemporanea e confrontare una serie di attività tra di loro per capire eventualmente quali possano essere le condizioni che influenzano la precisione. Chiaramente correre in campagna, oppure in un bosco o infine in centro in una capitale europea non è proprio la stessa cosa. Per fortuna in cinque mesi di test abbiamo provato di tutto!

Precisione su passo istantaneo. Analizzando oltre cento tracciati GPS, il Forerunner 235 si è mostrato almeno preciso quanto un orologio di un valore molto superiore. Per esempio, confrontando 235 con 935 non abbiamo notato sostanziali differenze. La valutazione del passo istantaneo si è rivelata ottima, anche perché ora la misurazione istantanea è approssimata a intervalli di cinque secondi.

Garmin Forerunner 235Glonass e GPS. Il Forerunner 235 dispone anche del sistema Glonass, il collegamento ai satelliti russi che consente di migliorare l’accuratezza e la precisione del GPS, oltre a velocizzare la ricerca dei satelliti. Nei test effettuati con Glonass e GPS combinati, la ricezione è sicuramente più precisa, anche se la durata della batteria diminuirà. Come già chiarito per il 935, suggeriamo di attivarlo soprattutto nel caso corriate in città.

Activity Tracking e la sveglia del Forerunner 235

Anche il Forerunner 235 ha funzioni avanzate di Activity Tracking. Abbiamo descritto nella recensione dettagliata per scegliere un Activity Tracker quali sono i principali criteri di valutazione.

Activity Tracking. Tra le funzioni del Forerunner 235 c’è pure quella della misurazione dei passi e del calcolo della durata del sonno. Ma funzionano? Sono accurati?

Per quanto riguarda la misurazione dei passi, sembra che l’algoritmo del 235 sia molto simile a quello degli altri orologi Garmin, su trenta giorni di misurazione l’errore è stato inferiore all’un per mille. Avevamo già testato che l’algoritmo Garmin è davvero accurato. Anche per quanto riguarda il sonno, è molto utile misurarlo, perché dormire facilita il recupero. Basandosi sui movimenti del braccio, otterrete statistiche sulla durata e la qualità del sonno tramite Garmin Connect.

Sveglia. Dal punto di vista della sveglia, nulla da segnalare, per fortuna non si sincronizza via web. Basta configurare uno o più orari sul 235 e il sistema li terrà in memoria per sempre.

Accessori Forerunner 235

Essendo uno dei principali strumenti per la corsa, esistono moltissimi accessori per il Garmin Forerunner 235. Garmin ha reso disponibili, a parte la fascia cardio, anche cinturini, schermi di protezione e cavetti di ricarica, questi ultimi sviluppati anche da produttori diversi.

Garmin Forerunner 235Cinturini Forerunner 235. il cinturino del Forerunner 235 è davvero molto solido, e crediamo che non si rovini facilmente, ma è possibile cambiarlo nel caso vogliate variare il colore oppure si rovini con l’uso. È possibile scegliere diversi colori e forme su Amazon, alleghiamo il link al modello originale Garmin. Pellicola protettiva e cavo di ricarica. Al 235 è possibile aggiungere una pellicola protettiva, con cui potreste evitare eventuali graffi sul vetro. Ne esistono moltissime varietà a diversi prezzi. È possibile inoltre comprare per una decina di euro anche un cavetto di ricarica, nel caso il vostro si sia rovinato con l’utilizzo. Fascia cardio. Infine è possibile aggiungere una fascia cardio per monitorare gli allenamenti intensi. In questo caso, cercate semplicemente un sensore compatibile Ant+, perché il Forerunner 235 non consente di collegarsi ai sensori Bluetooth Low Energy. Pur avendo al suo interno un sensore Bluetooth, questo sarà compatibile soltanto per il trasferimento dati via telefono.

Conclusione

Garmin Forerunner 235Di orologi GPS come il Garmin Forerunner 235 non ne esistono molti sul mercato. Sebbene abbia due anni di vita, nei nostri quattro mesi di test non ci siamo davvero accorti che fosse soltanto un orologio per la fascia media dei podisti. Appena uscito non pensavamo fosse così promettente. Ma dopo pochi giorni di utilizzo abbiamo capito che quasi tutte le funzioni a disposizione dei podisti esigenti sono disponibili. Inoltre, l’aggiunta di eventuali sensori esterni come Stryd lo rendono ancora più attraente a una fascia di podisti attenta al prezzo, ma non disposta a compromessi sulle funzioni a disposizione.

Siamo davvero ammirati di come Garmin sia riuscita a sviluppare un oggetto dal costo contenuto e dalle funzioni avanzate. La semplice interfaccia grafica si è dimostrata molto utile negli allenamenti intensi e soprattutto nella pianificazione delle ripetute in allenamento. Con Garmin IQ, siamo poi riusciti a sopperire alle poche mancanze della versione software di base. Per il nostro sport preferito, il Forerunner 235 è lo strumento dal miglior rapporto qualità/prezzo ancora sul mercato. Peccato solamente che il sensore cardio non sia sempre all’altezza rispetto ai modelli successivi Garmin. Ma per un prezzo così basso, difficilmente troverete tutte queste funzioni su orologi della casa americana e dei principali concorrenti. Resta da capire quali vi servono veramente: solo la vostra sensibilità di podisti ve lo potrà far capire.

Il Forerunner 235 disponibile su Amazon

Il Garmin Forerunner 235 è disponibile su Amazon e nei migliori negozi sportivi. Considerando il tempo speso per i test e la recensione di quest’articolo, abbiamo allegato i principali link Amazon. Qui sotto troverete i principali collegamenti per l’acquisto del 235, oltre agli accessori:

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Navigazione GPS, come fare http://therunningpitt.com/2017/11/navigazione-gps-come-fare.html http://therunningpitt.com/2017/11/navigazione-gps-come-fare.html#comments Fri, 03 Nov 2017 09:30:11 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6415 La navigazione con il GPS non è mai facile, ci sono diversi manuali GPS per spiegare come fare. Nel passato abbiamo descritto come fare, abbiamo raccontato come correre in viaggio, abbiamo descritto il miglior GPS per navigare e correre, ma non abbiamo mai spiegato come utilizzare al meglio le mappe, i file GPX per navigare. […]

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La navigazione con il GPS non è mai facile, ci sono diversi manuali GPS per spiegare come fare. Nel passato abbiamo descritto come fare, abbiamo raccontato come correre in viaggio, abbiamo descritto il miglior GPS per navigare e correre, ma non abbiamo mai spiegato come utilizzare al meglio le mappe, i file GPX per navigare. Per colmare questa lacuna, abbiamo chiesto al forte atleta varesotto Andrea Biotti di raccontarci la sua esperienza di navigazione e di descrivere l’App Komoot, il miglior strumento attualmente sul mercato per navigare e correre. Lasciamo a lui la tastiera per raccontarci la sua esperienza.

Navigazione, mappe, GPX e l’App Komoot

Pensate che bello avere a portata di polso tutte le strade, tutti i sentieri dettagliati, anche i più nascosti. Poter pianificare un itinerario a cento o mille km da casa, sicuri che potrete andare a viverlo come lo state immaginando nei minimi particolari, magari tramite smartphone e senza l’ausilio di un computer perché in quel momento non avete tempo, né possibilità, né voglia.

Perché diciamocelo, chi ha avuto a che fare con i percorsi GPX, sa che non sono intuitivi e immediati, richiedono di stare seduti a capire in quale cartella inserire il vostro itinerario, trovare il sito che offre il file desiderato, rischiando di perdere la pazienza per qualche giorno da passare in libertà, senza contare l’azzardo che il percorso non sia studiato sulla vostra condizione fisica, con tempi e ritmi totalmente diversi da quelli pianificati.

Oggi voglio tranquillizzare chi cerca risposte a questo argomento contorto, poiché la soluzione è molto semplice e basta seguire queste linee guida, così da poterlo fare da subito sul vostro orologio GPS. L’unica condizione di base è che il vostro GPS supporti la navigazione, non per forza cartografica come l’ultimo Garmin Fenix 5X.

KOMOOT: come funziona

Sebbene possa sembrare un grido di battaglia, Komoot è un’App che ho avuto modo di testare a fondo con il mio amico Gaetano Mora, esperto cicloturista e forte ciclista di Varese. Gaetano, durante il mese di agosto l’ha utilizzata in modo approfondito durante il suo viaggio in bicicletta lungo la penisola italiana percorrendo circa 2600 km pernottando in campeggi, mentre il sottoscritto durante un trekking lungo 120 km e 6000 metri di dislivello sulle Dolomiti.

Il sito del grido di battaglia è https://www.komoot.com/discover, utilizzabile con applicazioni su piattaforma Android e iOS, dispone di due lingue, tedesca o inglese, con la possibilità di tracciare percorsi in bicicletta da strada, mountain bike, escursionismo, corsa e alpinismo, inclusi i percorsi via ferrata.

È un’applicazione estremamente precisa che permette di ottenere navigazione dettagliata anche sui sentieri più impervi e difficili da raggiungere. Vi sono due versioni, una free ed una pay al costo di 29 dollari che vi permette di avere l’opzione worldwide a disposizione, o eventualmente potete acquistare delle regioni per volta. Al momento la versione free permette di pianificare e trasferire, ma non so ancora per quanto terranno attiva questa opzione. Vediamo assieme i diversi tipi di utilizzo.

Navigazione via smartphone

Navigazione GPS

Primo utilizzo basilare, la consultazione via smartphone. So che ve lo state chiedendo e la risposta è sì, la navigazione tramite notifiche sullo smartphone vi apparirà direttamente sul vostro orologio con indicazioni precise, anche sui sentieri più difficili da raggiungere in alta montagna. Provare per credere. Un secondo utilizzo riguarda la parte ”around me”, ovvero sapere cosa ci circonda.

State bene concentrati, aprite bene le orecchie su quello che sto scrivendo perché è una cosa forte. Sulla mappa di Komoot è infatti possibile selezionare ciò che stai cercando: in quel momento vuoi sapere dove si trova il rifugio o campeggio più vicino? Oppure dove poter trovare una fontanella per bere acqua potabile? Oppure dove si trova la presa di ricarica per la tua bicicletta elettrica, piuttosto che alberghi, toilette, parcheggi, stazioni bus e treni, punti Wi-Fi, eccetera.

Inoltre è possibile registrare l’attività in App, collegarla all’applicazione Strava e trasferire direttamente le nostre attività. Possiede una parte social poco sviluppata e sicuramente non è al momento destinata a questo tipo di utilizzo.

Trasferimento mappe al GPS

Prima di passare alla parte tecnica, su come trasferire il plan al nostro GPS, voglio raccontarvi degli utilizzi pratici in base a esperienze personali. La prima riguarda l’esperienza di trekking. Prima di partire ho pianificato i 120 km in maniera dettagliata sui punti di interesse che volevo vivere in quota. Il percorso c’era, avevo previsto 36 ore e tanto dislivello a un ritmo easy, da sostenere con un peso, a posteriori eccessivo, di 20 kg con zaino e tenda annessa, per camminare sui passi e laghi che sognavo da meravigliose fotografie.

La logistica invece mancava per volere personale. È un paradosso, ma quando viaggio mi piace affidarmi al detto “le vie trovano i viandanti”, che ha sempre funzionato procurandomi avventure indimenticabili ma che certo non consiglierei a nessuno. E poi stiamo parlando di un’App che trova le vie, no?

Di fatto, non avevo pianificato né dove campeggiare né dove dormire, se non a grandi linee in base al chilometraggio che il tempo atmosferico mi avrebbe permesso di fare. Come sappiamo il tempo atmosferico in montagna è molto variabile. Ricordo un momento di panico sopra il lago di Misurina: il tempo non era dei migliori, c’era un forte temporale e dovevo scendere velocemente a valle per rifugiarmi in posti sicuri.

Dopo una discesa a batticuore finalmente ricevo rifugio in una sorta di locanda, ma erano già le 14:30 indi non avevo molte ore di luce. C’era la possibilità di dormire in un campeggio vicino, ma non volevo correre il rischio di dormire sotto un forte temporale quella fredda notte. Per farla breve, tramite Komoot, vedo che il rifugio alle Tre Cime di Lavaredo dista 2h30′. Rischio, mi ricopro e parto. Alle 17:00 ero dentro al rifugio al caldo mentre fuori un forte vento portava la temperatura sotto lo zero a 2.400 metri slm. Goal reached! Un secondo episodio riguarda l’aver raggiunto con successo Lei da Prestinaum con altre 2 guide e 25 ragazzi nei pressi di Saint Moritz, ma questa è tutta un’altra storia.

Garmin IQ e Komoot

Navigazione GPS

Non poteva mancare una parte tecnica al nostro articolo. Come fare in pratica su orologio Garmin senza l’ausilio di computer? Per prima cosa andate sullo Store Connect IQ e scaricate l’App Komoot. Una volta effettuata la sincronizzazione, troverete l’applicazione nel menu attività. Vi chiederà successivamente di associare il vostro account Komoot all’account Garmin, e per fare questo dovrete aprire Connect per autorizzare l’App di terze parti. Inserite i vostri dati, e un volta fatto login avrete associato i due account.

Ora, come trasferire i GPX tramite bluetooth? Andate sull’applicazione smartphone Komoot per pianificare un itinerario, a vostra scelta! Dove volete voi, in tutto il mondo. Una volta pianificata, la salvate e dall’orologio aprite Komoot. Vi basterà proseguire con ”download” per avere il percorso studiato direttamente sull’orologio. Very simple and very fast.

Conclusioni e approfondimenti

Finora la navigazione via GPS richiedeva grandi analisi e tempo a disposizione. Ma ora senza grande sforzo, con l’App Komoot, potrete gestire al meglio i vostri percorsi. E lo potrete fare collegando il vostro Garmin preferito, a condizione che abbia Connect IQ. Oppure semplicemente utilizzando il vostro Smartphone. Potrete valutare immediatamente il percorso studiato, con tempi di percorrenza, dislivello corretto e sentieri correttamente tracciati con l’attività che preferite. Ora non vi resta che pensare al luogo in cui andare, la tecnologia e Komoot vi aiuteranno a non perdervi.

Per approfondimenti e ulteriori letture:

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http://therunningpitt.com/2017/11/navigazione-gps-come-fare.html/feed 9
Polar OH1 – La recensione dettagliata http://therunningpitt.com/2017/10/polaroh1.html http://therunningpitt.com/2017/10/polaroh1.html#comments Mon, 23 Oct 2017 16:14:18 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6357 La casa finlandese Polar si era congedata per le vacanze estive con l’introduzione sul mercato italiano del nuovissimo dispositivo da polso Polar M430, accompagnato da una efficace campagna di web-marketing. Il prodotto è davvero molto interessante, lo abbiamo descritto nella nostra recensione dettagliata. Tornati dalle vacanze, non ci aspettavamo immediatamente a settembre l’uscita di un […]

L'articolo Polar OH1 – La recensione dettagliata proviene da The Running Pitt.

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Polar OH1La casa finlandese Polar si era congedata per le vacanze estive con l’introduzione sul mercato italiano del nuovissimo dispositivo da polso Polar M430, accompagnato da una efficace campagna di web-marketing. Il prodotto è davvero molto interessante, lo abbiamo descritto nella nostra recensione dettagliata. Tornati dalle vacanze, non ci aspettavamo immediatamente a settembre l’uscita di un prodotto altrettanto innovativo, il Polar OH1, dove l’acronimo OH1 significa semplicemente “Optical Heart 1”.

Ma di cosa si tratta esattamente? A chi serve? quali funzioni sono state incluse? È davvero preciso? Vediamolo nella recensione di Diego Saltalamacchia.

Il sensore cardio Polar OH1, la nostra opinione

Se dovessi descrivere OH1 con un aggettivo lo farei dicendo: “versatile e affidabile”, si è vero sono due, uno per le qualità applicative, l’altro per quelle tecniche. Il Polar OH1 è un prodotto molto semplice: è un dispositivo per la misurazione della frequenza cardiaca a lettura ottica dal braccio, lo abbiamo testato per voi e queste sono le nostre impressioni.

Trattandosi di una recensione dettagliata, abbiamo suddiviso la nostra opinione in sezioni indipendenti, basta cliccare sui singoli link per arrivare al relativo contenuto:

Entriamo quindi nel dettaglio delle principali funzioni del Polar OH1.

UNBOXING E CONTENUTO

Polar OH1Polar OH1Semplice e dal design pulito, quello a cui ci ha abituato Apple, la scatola del Polar OH1, è piccola, bianca, con una semplice immagine del prodotto e la scritta OH1. Esternamente non troverete nient’altro. Aprendo la scatola vedremo il dispositivo a lettura ottica a sei led, la fascia elastica da braccio, il supporto per collegare il dispositivo al PC, per trasmissione dati e per la ricarica, e un piccolo manuale multilingue con le principali funzioni, mentre su Internet potrete scaricare il manuale completo. Di seguito alleghiamo le specifiche tecniche riprese dal sito ufficiale Polar.

DIMENSIONI

Polar OH1Polar OH1Peso sensore 5 g, peso fascia 12 g

Altezza 9,5 mm

Diametro 29,85 mm

Fascia Misure M-XXL, lavabile in lavatrice

COMPATIBILITÀ

Dispositivi iOS: iPhone 4S e versioni successive

Dispositivi Android: con funzionalità Bluetooth 4.0 e Android 4.3 o versione successiva.

AGGIORNAMENTI

Tramite Polar Flow

MEMORIA

4 MB, fino a 200 ore di allenamento

BATTERIA

Batteria ricaricabile ai polimeri di litio da 45 mAh – 12 ore di durata

IMPERMEABILITÀ

30 m

POLAR OH1, UTILIZZO IN SINTESI

Polar OH1Come dicevamo nell’introduzione, la parola d’ordine per OH1 è versatilità. Infatti il Polar OH1 non rappresenta semplicemente l’evoluzione della fascia cardio tradizionale, ma anche un dispositivo di allenamento indipendente. Può essere utilizzato in autonomia senza l’ausilio di GPS da polso o smartphone, disponendo  di una memoria interna di 4 Mb che  permette la memorizzazione di circa 200 ore di allenamento. Se è vero che il Polar OH1 verrà impiegato dalla maggior parte degli utenti in abbinamento a un orologio GPS o a uno smartphone, tuttavia è altrettanto chiaro che l’opzione “stand alone” è un’ottima alternativa oltre a una vera innovazione. Pensiamo in effetti che l’OH1 mandi in pensione la fascia cardio con l’approvazione e la felicità di tutti quei runner che la trovavano scomoda e fastidiosa, soprattutto le donne, non poche quelle che hanno smesso di utilizzarla proprio a causa delle escoriazioni che provocava in una zona così delicata come il torace. Come indicato sul manuale, il bracciale può essere indossato sull’avambraccio o sul bicipite.

Personalmente ho provato entrambe le soluzioni e malgrado avessi qualche perplessità circa la tenuta mi sono dovuto ricredere, nonostante non lo avessi stretto troppo per timore di un fastidio di circolazione non si è mosso di un millimetro e soprattutto non se ne ravvisa la presenza. Avendo letto la recensione sul lettore cardio da polso, è evidente che più il sensore cardio sarà posizionato in alto sul braccio, più accurata sarà la misurazione della frequenza cardiaca. Per questa ragione il Polar OH1 ha un vantaggio competitivo rispetto ai sensori cardio da polso.

Entrando nella modalità dell’utilizzo del dispositivo, visto che impiega la tecnologia Bluetooth Low Energy, può essere abbinato a:

  • un orologio GPS con connessione Bluetooth Low Energy. Tutti i Polar sono compatibili, i Garmin solamente quelli recenti, a partire dal 2017. Si noti che il braccialetto Polar OH1 non supporta la tecnologia Ant+. Probabilmente una scelta strategica da parte di Polar, ma che preclude una fascia di clienti che vorrebbero abbandonare la fascia cardio, senza necessariamente cambiare il vecchio GPS.
  • tutte le App sportive per l’allenamento su Smartphone. Noi lo abbiamo provato con Polar Beat e Strava.

In alternativa si può optare per l’utilizzo come dispositivo indipendente.

CONFIGURAZIONE E DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI BASE

Polar OH1Polar OH1Polar OH1Come prima operazione mettiamo in carica il Polar OH1 tramite l’adattatore USB. Noi abbiamo utilizzato la porta USB del notebook, ma può essere ricaricato anche attraverso una presa di corrente e un adattatore di alimentazione USB con “output 5Vdc” e minimo di 500 mA. Il prodotto viene immediatamente riconosciuto e parte l’aggiornamento del firmware, attualmente alla versione v1.0.08, che si conclude in pochi minuti. Successivamente inizia la configurazione su Polar Flow, bastano poche schermate e alcune scelte: il braccio, destro o sinistro, la posizione, avambraccio o bicipite. Alla conferma il dispositivo è configurato nel vostro account Polar Flow.

Successivamente per poter associare OH1 con un orologio o un App è necessario effettuare almeno un allenamento come dispositivo individuale. Vi consigliamo di avviare una sessione, che si attiva con due rapide pressioni del tasto e terminarla subito in modo da archiviare questa pratica. Da questo momento il Polar OH1 sarà operativo al 100%: possiamo  utilizzarlo autonomamente o come dispositivo esterno in abbinamento a un orologio o a un’applicazione.

OH1 si presenta della grandezza di una moneta da 1 Euro circa: il sensore a sei led su un lato, i quattro connettori per la trasmissione dati sull’altro, un pulsante lateralmente e un led dalla parte opposta. Il funzionamento è molto semplice e intuitivo: si accende tramite il pulsante posto di lato, il led si illumina di bianco, non appena rileva la frequenza cardiaca il led diventa verde (lampeggia una volta ogni due secondi) se avviamo una sessione come dispositivo indipendente (due rapide pressioni del tasto) il led effettua un doppio lampeggio verde ogni due secondi, per terminare la sessione tenere premuto il pulsante.

Essendo il Polar OH1 un dispositivo privo di schermo, comunica attraverso il led, qui di seguito una rapida guida per la necessaria comprensione dei messaggi associati ai colori:

RICARICA

Ricarica in corso: GIALLO LAMPEGGIANTE

Ricarica completa: VERDE FISSO

DOPO L’ACCENSIONE DELL’ALIMENTAZIONE

Stato normale della batteria: 5 LAMPEGGI VERDI

Stato batteria scarica: 5 LAMPEGGI ROSSI

SE USATO COME SENSORE

Frequenza cardiaca non rilevata: LAMPEGGIO BIANCO OGNI DUE SECONDI  

Frequenza cardiaca rilevata: LAMPEGGIO VERDE OGNI DUE SECONDI

SE UTILIZZATO COME DISPOSITIVO DI ALLENAMENTO INDIPENDENTE

Frequenza cardiaca non rilevata: DOPPIO LAMPEGGIO BIANCO

Frequenza cardiaca rilevata: DOPPIO LAMPEGGIO VERDE

Batteria scarica: LAMPEGGIO VERDE ROSSO ALTERNATO

Batteria completamente scarica: RAPIDO LAMPEGGIO ROSSO

DURANTE IL FITNESS TEST

Frequenza cardiaca non rilevata: LAMPEGGIO BIANCO OGNI CINQUE SECONDI

Frequenza cardiaca rilevata: LAMPEGGIO VIOLA OGNI DUE SECONDI

ALTRO

Connessione, sincronizzazione/associazione: LAMPEGGIO BLU

Ricerca o attesa di conferma: RAPIDO LAMPEGGIO BLU

Aggiornamento firmware: BLU FISSO

Errore: ROSSO FISSO

UTILIZZO DEL POLAR OH1 COME DISPOSITIVO INDIPENDENTE

Come accennavamo nella presentazione Polar OH1 è un dispositivo di rilevazione della frequenza cardiaca che può funzionare autonomamente. In tal caso il campo di applicazione è sicuramente il fitness, basta semplicemente indossare il bracciale e accenderlo con una pressione del tasto. Per dare inizio alla registrazione della sessione di allenamento bastano due rapide pressioni del tasto, per terminare tenere premuto. Durante le nostre prove abbiamo appurato che non è prevista la funzione “pausa”, tuttavia se a registrazione avviata si provvede a premere due volte il tasto, analogamente all’inizio dell’attività, il dispositivo termina la  sessione in corso e ne inizia una nuova.

Terminata la registrazione dell’attività si procede alla sincronizzazione dei dati via Bluetooth. Occorre entrare nel raggio d’azione del cellulare o tablet su cui il dispositivo è registrato, e attivare Polar Flow. In alternativa, il trasferimento è possibile via PC inserendo OH1 nel supporto USB progettato per la trasmissione dati e ricarica: in pochi secondi è tutto caricato nella pagina di Polar Flow. L’utilizzo di OH1 in questa tipologia indipendente è riconosciuto come “Attività Indoor”.

Qui di seguito la traccia di un allenamento con OH1 come dispositivo indipendente e quella della stessa sessione con Polar M430, noterete che nella prima si dispone solo della traccia cardio: mancano passo, altimetria e cadenza presenti su quella di M430. Tuttavia, le due tracce cardio sono praticamente identiche.

Polar OH1Tracciato Cardio del Polar OH1. Si noti che la misurazione, se effettuata in maniera indipendente, include soltanto la frequenza cardiaca

Polar OH1Tracciato cardio del Polar M430, con tutti i dati altimetrici e di velocità del GPS.

In questa immagine le due tracce cardio sono state sovrapposte (volutamente leggermente sfasate per favorire la visione) si può notare come siano assolutamente identiche.

Polar OH1Confronto della frequenza Cardiaca tra i dati del Polar M430 e Polar OH1. Si noti la sovrapposizione quasi perfetta.

UTILIZZO POLAR OH1 CON APP SMARTPHONE

In questa sezione vogliamo invece descrivere l’utilizzo di Polar OH1 in abbinamento a un App su cellulare. Noi  abbiamo utilizzato Polar Beat e Strava, ma funziona con la pletora di applicazioni fitness a disposizione dell’utente di smartphone. Avviamo l’applicazione sul dispositivo mobile assicurandoci di avere attivato la connessione Bluetooth, per quanto riguarda Polar Beat bisogna andare su “impostazioni/sensore FC” e selezionare OH1 per effettuare l’associazione. Il dispositivo viene riconosciuto automaticamente e  l’applicazione è pronta all’utilizzo; nella schermata principale si può scegliere il tipo di attività da effettuare, noi abbiamo utilizzato “Corsa” ma le alternative sono molteplici. Non appena stabilita la connessione GPS, appare un piccolo cerchio verde in alto sulla destra, mentre l’indicatore con il numero di pulsazioni appare sulla sinistra, pressione su Avvio e analogamente a quanto avviene con un orologio si inizia la registrazione della sessione di allenamento.

Molto interessante è l’opzione di visualizzazione della frequenza cardiaca, infatti si può scegliere tra numero di battiti o percentuale, quest’ultima molto utile per chi esegue allenamenti in un preciso range.

Nelle immagini qui sotto si mostra la stessa attività effettuata con Polar M430 e  Polar Beat, su dispositivo Apple, in abbinamento a OH1 i dati sono i medesimi a differenza di Polar Beat che manca della frequenza di corsa  in quanto né il cellulare né Polar OH1 sono dotati di accelerometro, per quanto riguarda il grafico della frequenza cardiaca come per il precedente si può notare che sovrapponendolo è sostanzialmente identico.

Dati della frequenza cardiaca con Polar M430

Polar OH1Misurazione della frequenza cardiaca con Polar Beat e OH1

Polar OH1Polar OH1Analogamente per l’utilizzo di Polar OH1 con Strava, abilitiamo la rilevazione del sensore esterno nelle impostazioni e non appena viene stabilita la connessione GPS e cardio, l’App è pronta a registrare la nostra attività, anche in questo caso i risultati sono stati ottimali.

A differenza dell’utilizzo come dispositivo individuale, non è necessaria la sincronizzazione dei dati, poiché la traccia cardio viene registrata dall’applicazione, i dati non appena terminiamo la registrazione della sessione vengono immediatamente resi disponibili nelle rispettive piattaforme, Polar Flow e Strava.

IN ABBINAMENTO A UN DISPOSITIVO DA POLSO

Per ultimo l’utilizzo di OH1 che a mio avviso è più interessante, ossia come naturale successore delle ormai “vecchie” fasce cardio e cioè in abbinamento a un orologio GPS, noi lo abbiamo utilizzato in abbinamento a un Polar M400 e analogamente agli utilizzi precedenti siamo rimasti soddisfatti.

Non appena il dispositivo viene acceso, compare il messaggio sul Polar M400 se vogliamo confermare l’abbinamento, confermiamo e tutto è pronto a essere utilizzato. Nel caso in cui l’orologio non riconosca immediatamente il braccialetto OH1 basta fare una ricerca dei dispositivi Bluetooth nelle opzioni dell’orologio.

Anche in questo caso abbiamo effettuato diverse prove comparate per testarne l’affidabilità e la precisione e ne è uscito alla grande: semplice e immediata la configurazione, precisa e affidabile la misurazione della frequenza cardiaca.

Per non lasciare nessuna zona d’ombra abbiamo comparato:

  • Polar M400 + OH1 vs Polar M430;
  • Polar M430 + OH1 vs Polar M400 + Fascia cardio Polar H7;

Nel seguito abbiamo indicato le foto di quest’ultima prova.

Polar OH1Dati Polar M430 associato a Polar OH1

Polar OH1Dati Polar M400 associato a Polar H7

Polar OH1Sovrapposizione dati Polar M430 e Polar OH1, con Polar M400 e Polar H7.

CONSIDERAZIONI FINALI E CONCLUSIONI

Come descritto in apertura, Polar OH1 rappresenta l’innovazione delle fasce cardio tradizionali, perché è la loro naturale evoluzione: precisa, affidabile, versatile e dall’utilizzo estremamente semplice.

I campi di applicazione sono diversi e spaziano dall’area fitness,  per il controllo della frequenza cardiaca che certe tipologie di attività richiedono, all’area running/cycling; perfetta sostituta delle fasce toraciche che a tanti runner hanno provocato negli anni irritazioni ed escoriazioni; ottima per chi si avvicina al mondo della corsa ma non dispone di un orologio GPS, OH1 in abbinamento a Polar Beat o a una qualsiasi altra applicazione permette di monitorare i propri allenamenti senza la necessità di acquistare un orologio dedicato al running, almeno all’inizio. Ma è altrettanto utile al runner esperto che cerca uno strumento più moderno ed evoluto per la misurazione della frequenza cardiaca. Ultimo elemento, ma non per questo meno importante, il peso di 17 grammi di OH1 contro i 56 della fascia Polar H7. Non abbiamo ancora potuto testare la fascia Polar OH1 nel nuoto, ma lo faremo nei prossimi giorni.

Il Polar OH1 è disponibile su Amazon oppure nei migliori negozi sportivi ad un prezzo di listino di 79 euro.

L'articolo Polar OH1 – La recensione dettagliata proviene da The Running Pitt.

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Apple Watch 3, la recensione http://therunningpitt.com/2017/09/apple-watch-3-la-recensione.html http://therunningpitt.com/2017/09/apple-watch-3-la-recensione.html#comments Wed, 20 Sep 2017 06:55:20 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6290 Sono passati ormai tre anni da quando Apple annunciò al mondo intero il suo modello di orologio smartwatch, chiamato Apple Watch. Dall’annuncio di settembre 2014 al lancio ufficiale sul mercato passarono sette mesi. Siamo giunti alla terza versione dello smartwatch, ora in sette giorni dall’annuncio, l’Apple Watch 3 si può ordinare. Noi di TheRunningPitt.com ci […]

L'articolo Apple Watch 3, la recensione proviene da The Running Pitt.

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Apple Watch 3Sono passati ormai tre anni da quando Apple annunciò al mondo intero il suo modello di orologio smartwatch, chiamato Apple Watch. Dall’annuncio di settembre 2014 al lancio ufficiale sul mercato passarono sette mesi. Siamo giunti alla terza versione dello smartwatch, ora in sette giorni dall’annuncio, l’Apple Watch 3 si può ordinare. Noi di TheRunningPitt.com ci siamo chiesti da tempo se questo gadget possa diventare uno strumento per i podisti amatori italiani. Pensavamo di recensire la versione 2, ma una sola uscita nel 2016 con il dispositivo ci ha deluso. Tuttavia, qualcosa è cambiato con la versione 3. Chiamato dalla casa di Cupertino Apple Watch Serie 3, questo nuovo orologio sembra identico alle due versioni precedenti, ma in realtà le nuove funzioni a disposizioni oltre al prezzo accattivante lo rendono davvero interessante. Noi l’abbiamo già ordinato a Detroit nella versione senza connettività e presto l’avremo al polso per la (solita) recensione dettagliata.

Ma cosa è cambiato rispetto al passato? Perché riteniamo che sia finalmente interessante per il podista italiano? Perché le versioni precedenti non lo erano? Vediamolo nel seguito. Anche se per ora non abbiamo testato il prodotto, che sarà spedito a partire dal 22 di settembre, riteniamo che, almeno a livello teorico, Apple meriti l’attenzione e la curiosità dei podisti italiani.

Apple Watch 3, le prime impressioni e la nostra recensione

Apple Watch 3Se dovessimo sintetizzare in una sola frase l’Apple Watch 3, potremmo dire che è esteticamente identico alla prima e seconda generazione, ma dispone di un processore molto più rapido e delle funzioni di collegamento a Internet senza la necessità di utilizzare un cellulare. Inoltre, l’introduzione da parte di Apple di alcune modifiche nel sistema operativo dell’orologio, WatchOS 4, l’aggiunta di funzionalità come le ripetute e la valutazione della frequenza cardiaca 24/7 rendono l’Apple Watch 3 sempre più adatto a essere utilizzato per correre. Ovviamente “il diavolo è nei dettagli” e senza una prova concreta, non possiamo né raccomandarlo né bocciarlo!

Come scritto, non abbiamo ancora potuto provarlo, ma nei prossimi mesi lo faremo, trasformando quest’articolo in una recensione dettagliata. Come disclaimer, anche se non abbiamo ancora avuto a disposizione l’Apple Watch 3, eravamo negli States settimana scorsa durante il lancio del prodotto e abbiamo avuto “la fortuna” di ascoltare tutta la conferenza stampa di Tim Cook e dei suoi collaboratori, correndo per 30 km sul tapis roulant. Abbiamo inoltre potuto dedicare tempo con i commessi dell’Apple Store di Detroit, per approfondire alcune caratteristiche dell’Apple Watch 2 e della nuova versione. Per ora le foto sono tratte dalla conferenza Apple del 12 Settembre 2017. Il sito ha adottato da due anni questa filosofia: no test, no party. Quindi per ora descriveremo solo quanto è ufficialmente stato comunicato ai giornalisti di tutto il mondo. Poi vedremo. Come al solito, suggeriamo di scorrere la nostra recensione soffermandosi sulle parti che vi interessano cliccando sulle relative sezioni:

Versioni precedenti Apple Watch, vale la pena comprarle?

Apple Watch 3Partiamo dall’inizio. La certezza è che l’Apple Watch 1 non era destinato al pubblico del fitness e tanto meno ai podisti. Non aveva il GPS, non era (troppo) impermeabile e richiedeva un collegamento costante al telefono per funzionare correttamente. Senza parlare della batteria che si scaricava rapidamente. Ma a partire dalla versione 2 Apple ha stretto una partnership con Nike, preparando diversi cinturini e stringendo l’occhiolino a tutti i podisti e più in generale agli sport d’endurance. Ha attivato il GPS, molte funzioni interessanti e diverse App per correre: Strava, Endomondo e Runtastic sono disponibili sull’orologio della casa di Cupertino. Se ne potrebbe parlare in una recensione dettagliata, ma preferiamo dedicare il nostro tempo libero per una corsetta, piuttosto che descrivere il passato.

Come in tutte le presentazioni Apple, all’uscita del nuovo prodotto, il vecchio modello vede il suo prezzo ridotto. In particolare la serie 1 dell’Apple Watch sarà venduta a 249 dollari/euro, mentre l’Apple Watch 2 uscirà dalla produzione. Vale quindi la pena approfittare di questa offerta? Se siete dei podisti, sicuramente no. Ma per chi lo indossa durante il giorno, la serie 2 è migliorata sensibilmente e l’avremmo comprato se non fossimo stati dei podisti. Restiamo convinti che anche l’Apple Watch 1 non sia adatto ai podisti amatori, né tanto meno ai professionisti. Pensiamo che il Polar M430 oppure il Garmin Forerunner 235 abbiano funzioni superiori, a un prezzo (leggermente) inferiore.

E quindi? Ora che cosa è cambiato per farci cambiare idea?

Le principali novità dell’Apple Watch 3

Apple Watch 3Rispetto alla versione precedente, sull’Apple Watch 3 sono state introdotte una marea di funzioni per il fitness. Così tante che le abbiamo divise in tre parti, quelle relative alla frequenza cardiaca, all’allenamento e alla connettività. Per quest’ultima, abbiamo dedicato una sezione, per le altre due, vediamo di seguito le principali modifiche. Molte sono già presenti nei Garmin di fascia alta. E paradossalmente, il costo dell’Apple Watch 3 è inferiore a quello del Garmin Forerunner 935 e del Garmin Fenix 5. Riteniamo che questa sia una buona notizia, è probabile che i prezzi Garmin nei prossimi mesi scenderanno, soprattutto se Apple sarà in grado di mantenere le promesse del Keynote Speech.

Secondo noi, i nuovi strumenti attivati sull’Apple Watch 3 sono ottimi sulla carta, ma funzionano davvero? Lo vedremo a ottobre e lo pubblicheremo a novembre. Ecco quindi una sintesi dei nuovi elementi e funzioni utili per l’allenamento e la misurazione della frequenza cardiaca:

Apple Watch 3Allenamento. Ascoltando la presentazione californiana, sembra che ci siano almeno cinque funzioni fondamentali nel nuovo Apple Watch 3, una per i podisti, una per chi va in palestra, una per il nuoto e infine una per chi ha bisogno di essere motivato da un coach:

  • implementazione delle ripetute: finalmente si potrà configurare l’allenamento ad alta frequenza, un’area che Apple mancava in precedenza
  • GymKit. Questa funzione è potenzialmente incredibile. Già attivata nel WatchOS 4, ma questa nuova funzione consentirà di collegarsi alle apparecchiature in palestra, e monitorare le ripetizioni. Visto che Apple ha fatto una partnership con LifeFitness, Technogym, StairMaster e Schwinn, sicuramente sarà possibile anche collegarsi automaticamente con i tapis roulant, quelli con il lettore NFC. Qui però si tratta di capire quali modelli di apparecchiature siano compatibili: se LifeFitness e Technogym rappresentano insieme più del 50% del mercato, soltanto gli ultimi modelli hanno la tecnologia NFC.
  • Nuoto: nel nuoto è stato attivato il riconoscimento delle vasche, il minimo per poter usare l’orologio in piscina.
  • Funzioni di coaching: Apple è sicuramente all’avanguardia nei sistemi d’intelligenza artificiale e ha attivato diverse funzioni per motivare, controllare e gestire l’allenamento, con parecchi obiettivi. Non sappiamo bene in che modo possa essere applicato al podismo, ma lo scopriremo presto.
  • Misurazione del VO2max. Già presente nei sistemi Garmin dal 2013, finalmente sarà attivato su tutti gli orologi Apple Watch. Sarà preciso?

Apple Watch 3Frequenza Cardiaca. L’Apple Watch ha attivato nuove funzioni interessanti per monitorare la frequenza cardiaca:

  • Frequenza di riposo. Beh, meglio tardi che mai, visto che nei dispositivi Garmin era già presente dal 2015. Non crediamo che sia utile per la valutazione del carico dell’allenamento, preferiamo l’HRV, però decisamente non averla era per molti un problema. Secondo l’università di Stanford, sarà molto precisa. Speriamo!
  • Frequenza di recupero. È stata attivata una funzione di calcolo della frequenza di recupero, che mostra come il nostro battito varia dopo l’allenamento. Sono stati attivati anche dei grafici di variazione del battito. Non male: nulla di innovativo, ma le grafiche Apple sono sempre esteticamente superiori.

L’Apple Watch 3 si può configurare in modo che alzando il polso si visualizza automaticamente il battito. Nulla di che, ma sicuramente interessante. Nella presentazione di Tim Cook sono state descritte anche altre funzioni e la partnership con Stanford per monitorare alcuni parametri fisiologici, ed eventualmente certificare con la Food and Drug Administration Americana l’Apple Watch.

Apple Watch e SIM: cosa cambia?

Apple Watch 3L’offerta di Apple è semplice. Per chi ha letto la biografia di Steve Jobs, sappiamo che complicare troppo le scelte dei clienti non è davvero così intelligente. E in effetti, il modello di Apple Watch 3 si divide in due sole versioni, quella con la presenza di una connettività e quella senza. In termini semplici, Apple per la prima volta non necessita di collegamento al telefono, a soli 399 dollari (ossia a 399 euro) potrete collegarvi via Internet senza dover tenere l’iPhone in tasca. Siccome faccio parte del 99,9% degli scettici che corrono senza telefono, non posso che apprezzare questa scelta. A Cupertino ci hanno messo un po’ a capirlo, ma ora grazie alla SIM integrata, hanno finalmente aggiunto tante funzioni uniche all’Apple Watch 3. Per inciso, nella prima release, soltanto nove nazioni potranno utilizzare la versione con cellulare, l’Italia è inclusa in una seconda fase, assieme ad altri quindici paesi. Tra l’altro, il costo di attivazione di questa funzione sarà di 70 dollari/euro, anche se però dovrete (probabilmente) aggiungere 10 euro al mese per l’utilizzo dei dati. Noi abbiamo preferito prendere quello senza connessione: a quanto sembra l’Apple Watch 3 funzionerà con connettività soltanto nel paese d’acquisto. In altri termini, no roaming, no party.

Ascoltando la presentazione del Keynote, abbiamo capito che sono state attivate delle funzionalità fantastiche per:

  • utilizzare Siri per rispondere all’orologio. Beh, questa funzione non serve a molto, a meno che a Apple non abbia attivato la possibilità di chiedere a Siri di “correre più velocemente”.
  • visualizzare e scaricare mappe sull’orologio. Sappiamo che il display dell’Apple Watch è superiore rispetto agli equivalenti Garmin, e molto probabilmente questa funzione sarà utilissima, soprattutto per chi corre nei trail.
  • ascoltare musica sull’orologio. Anche se siamo podisti evoluti, pensiamo che ascoltare le nostre canzoni preferite, soprattutto nelle uscite lente, sia una scelta vincente. Purtroppo Garmin e Polar non hanno grosse funzioni in merito e solo Tom Tom ha attivato un collegamento alla musica tramite Bluetooth. Ora grazie ad Apple Music, il Watch 3 sarà in grado di trasmettere canzoni all’orologio. Funzione molto interessante… anche se solo per alcuni, inutile per altri!
  • utilizzare diverse App per migliorare l’esperienza utente. Non abbiamo veramente capito cosa vuol dire, però di certo queste App faciliteranno la corsa e non la distrazione tipica dell’iPhone… non possiamo che essere favorevoli.

Apple Watch 3La SIM non sarà fisica, ma soltanto “elettronica” ed è supportata dai principali operatori italiani. Apple, per attivare questa funzione, ha ridisegnato il GPS e l’antenna, vedremo se questo avrà un impatto sulla capacità di ricezione. Il vantaggio della scelta è che l’Apple Watch 3 consentirà di ricevere telefonate sul vostro numero consueto. Potrete in altri termini farvi chiamare dalla moglie o fidanzata durante un lungo di 30 km: il Watch 3 ha un microfono e un piccolo altoparlante. Nei test mostrati durante la presentazione del keynote, sembrava che funzionasse bene. Vedremo! Ovviamente è anche possibile effettuare telefonate: funzionava già con l’Apple Watch 2, ma serviva il telefono. Ovviamente la nuova funzione deve essere vista in pratica.

Apple Watch 3L’unico vero problema dell’attivazione della SIM è il consumo della batteria. Se la versione 2 aveva una durata di due giorni, ora sembrerebbe che la versione Apple Watch 3 si scaricherà dopo 18 ore. Per noi non è un problema, ma sappiamo che ci sono posizioni diverse a seconda della filosofia del lettore. Siete pronti ad accettare questa limitazione? Alla fine, ambasciator non porta pena. Noi cercheremo prossimamente di capire quale sia la durata effettiva in corsa con il GPS attivo. La frequenza di ricarica dell’orologio è sicuramente una limitazione, ma dal nostro punto di vista, quello che conta è evitare che il GPS si spenga durante l’allenamento.

Aggiornamento software WatchOS4 e hardware

Nella presentazione si è dedicato parecchio tempo a descrivere i miglioramenti software e hardware dell’Apple Watch 3. Vediamoli di seguito.

Miglioramenti software. La prima non è una vera novità, perché è stata già annunciata a giugno, quando Apple ha presentato WatchOS 4. Come consuetudine della casa americana, tutti i miglioramenti software saranno trasferiti anche ai modelli precedenti. Sono stati attivati una cinquantina di miglioramenti, alcuni descritti in precedenza. Piuttosto che citarli uno a uno, suggeriamo la lettura e la visione di 9to5mac, che li presenta in dettaglio. Ma quelli principali li abbiamo commentati precedentemente.

Miglioramenti hardware. Dal punto di vista hardware, nessun cambiamento estetico, anche se la profondità posteriore dell’Apple Watch 3 sarà più spessa di “due fogli di carta”, ossia di 0,25 millimetri. Se ne sarebbe accorto qualcuno? All’interno invece i componenti sono cambiati e migliorati sensibilmente:

  • l’Apple Watch 3 dispone finalmente di un altimetro barometrico. I lettori conoscono benissimo la nostra opinione: finalmente l’orologio potrà essere adottato nei trail, visto soprattutto la presenza di mappe, come descritto precedentemente.
  • è stato attivato un Wifi, grazie a un sensore chiamato W2, che contiene anche il Bluetooth. L’Apple Watch 3 è compatibile con tutte le fasce Bluetooth presenti sul mercato, dobbiamo però capire se le dinamiche di corsa saranno in qualche modo disponibili. Penso che Stryd e Runscribe potranno essere utilizzati. Infine, il sensore W2 avrà un’efficienza energetica, grosso problema dell’Apple Watch, migliorata del 50% rispetto al passato;
  • è stato utilizzato un processore dual core, che consente di migliorare le prestazioni del 70%. Non so se è un bene oppure un male, ma per la corsa probabilmente non è una funzione così rilevante. Ma magari ci sbagliamo…

Tutto sommato, tante funzioni utili, in particolare l’altimetro barometrico. Vedremo se funzionano davvero!

Conclusioni e approfondimenti

La resistenza è inutile. Dicevano proprio così i Borg prima dell’attacco in Star Trek. Quando prevedo cosa succederà al mercato fitness, mi viene in mente questa citazione. Certamente Apple ha grandi mezzi tecnologici, di marketing e ha effettuato grossi investimenti in ricerca e sviluppo. Nel 2016 sono state venduti 15 milioni di Apple Watch 2 e l’orologio è cresciuto nelle vendite del 50%, con un tasso di soddisfazione del 97%. Per dare un’idea, sono stati 15 milioni tutti i dispositivi Garmin venduti (e una crescita del 10-15%), ma in questo caso stiamo parlando anche dei collari per seguire il vostro cane o i dispositivi per il golf. Apple è probabilmente l’azienda che vende più orologi al mondo, almeno secondo Tim Cook, superando Rolex. Grazie alle nuove funzioni del Watch 3, è prevista una crescita di almeno altri cinque milioni nel 2018, ma probabilmente anche di più.

Dopo aver visto l’evento Apple, abbiamo uno strano feeling: Apple sarà davvero capace di dominare il segmento di mercato Fitness e non soltanto cambiare il panorama mondiale degli orologi? Sicuramente la sensazione è che l’Apple Watch 3, pur essendo destinato a diversi gruppi eterogenei, abbia sviluppato funzioni fitness e per podisti davvero interessanti. Per esempio, sembrerebbe che Apple abbia finalmente attivato un sensore cardio davvero eccellente e per tutti. Non a caso, l’università di Stanford lo ha valutato già nella seconda versione come il miglior sensore cardio al mondo. Apple ha dimostrato negli ultimi anni una grande capacità di migliorare, semplificare e aggiornare funzioni complesse. Per questa ragione i dispositivi Apple sono amati da una parte significativa dei clienti. Con il Watch 3, Apple ha raggiunto una maturità che non avevamo notato nelle versioni precedenti. Le funzioni descritte nel Keynote saranno state implementate correttamente? Il Sensore ottico cardio sarà proprio così preciso? Il GPS sarà davvero perfetto come è stato descritto? Non dimentichiamoci che Apple nel 2015 ha acquisito Coherent Technology, che ha sviluppato un sistema di posizionamento di alta precisione, basato sui satelliti Iridium. E l’altimetro barometrico sarà anch’esso preciso?

Apple Watch 3Non abbiamo nessuna delle risposte. Serve tempo e un Apple Watch 3 per capirlo. Comunque, ve lo faremo sapere tra due mesi qui su TheRunningPitt.com. Di certo però le promesse sono davvero ottime. Per la prima volta riteniamo che, almeno sulla carta, l’Apple Watch 3 possa essere utilizzato per tutti gli sportivi di endurance e anche per noi podisti amatori. Senza dimenticare che il prezzo, 399 euro, non è così proibitivo con  tutte le funzioni a disposizione.

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La potenza nella corsa http://therunningpitt.com/2017/08/la-potenza-nella-corsa.html http://therunningpitt.com/2017/08/la-potenza-nella-corsa.html#comments Tue, 22 Aug 2017 06:35:09 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6215 La misurazione della potenza nella corsa è stato uno dei temi più dibattuti nel corso del 2017, ne abbiamo parlato a più riprese anche sul nostro blog. L’interesse da parte dei lettori è molto alto, perché la promessa di chi vende i misuratori di potenza è quella di aiutare i podisti amatori a correre meglio, […]

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La misurazione della potenza nella corsa è stato uno dei temi più dibattuti nel corso del 2017, ne abbiamo parlato a più riprese anche sul nostro blog. L’interesse da parte dei lettori è molto alto, perché la promessa di chi vende i misuratori di potenza è quella di aiutare i podisti amatori a correre meglio, o quantomeno, a misurare meglio le proprie prestazioni. Ci hanno chiesto da più parti quali sono gli strumenti per misurare la potenza nella corsa e se davvero queste rivendicazioni di marketing sono giustificate. Ecco la nostra piccola guida, un po’ meno dettagliata del solito, perché sotto l’ombrellone non si ama leggere più di tanto.

Nota del redattore: la lista delle società che stanno entrando nel mercato delle dinamiche di corsa e della misurazione di potenza cresce ogni settimana, abbiamo indicato solo quelle che conosciamo e abbiamo testato, focalizzandoci in particolare sugli strumenti che offrono (offriranno?) la valutazione della potenza, non soltanto tools di biomeccanica.

Usare la potenza nella corsa: quali strumenti scegliere?

Dopo la recensione dettagliata sulla misurazione della potenza con Stryd, ecco un articolo dedicato esclusivamente al confronto con quello che offre il mercato. Ma non possiamo partire senza prima descrivere le principali ragioni per utilizzare la potenza nella corsa. Perché usare la potenza? Quale strumento scegliere? I dati sono veramente accurati?

Sappiate comunque che non esiste soltanto Stryd, gli strumenti a disposizione sono veramente tanti e senza una piccola guida si corre il rischio di fare confusione.

Perché usare la potenza nella corsa

La potenza nella corsaIn estrema sintesi, la misurazione della potenza nella corsa consente al podista di allenarsi in maniera ottimale in tutte le condizioni, con l’eliminazione di fattori esterni, come salite, discese, vento, temperatura oltre a parametri fisiologici. Rispetto al battito cardiaco, la valutazione è istantanea: se correte forte immediatamente il misuratore di potenza vi consentirà di capire quanti watt state generando. La frequenza cardiaca invece ha il limite che il dato è ritardato di qualche secondo. La potenza è perfettamente correlata alla velocità, a parità di condizioni esterne.

Attualmente non esistono strumenti perfetti, perché: 1) la potenza è solo stimata e non esatta. Ma nei nostri test di un anno non abbiamo notato grandi variazioni rispetto ai dati “reali”. 2) ci sono alcune condizioni in cui la misurazione è migliore di altre. Solo studiando la fisica della potenza potrete capire quali limitazioni ci sono, per esempio leggendo il libro The Secret of Running vedrete che la resistenza dell’aria influenza la nostra corsa e che stare in gruppo migliora, seppur di poco, la nostra performance.

Un misuratore di potenza nella corsa:

  • consente di determinare a che ritmo allenarsi, basandosi su dei test semplici ma accurati. Per chi avesse letto il libro di Jim Vance, troverà alla fine delle tabelle di allenamento basate sulla potenza;
  • offre analisi innovative dell’economia di corsa, attraverso per esempio la metrica chiamata Form Power, ma anche indirettamente visto che si riesce banalmente a calcolarla dividendo la potenza specifica per la velocità;
  • permette di capire come gareggiare, basandosi sulla curva di potenza: data una determinata distanza, di un eventuale dislivello, siamo in grado di dedurre immediatamente a quanti watt sia opportuno correre.

Ma contrariamente a quanto indicato dai promotori della potenza, una metrica non è necessariamente superiore all’altra, visto che ognuno di noi reagisce diversamente rispetto alla temperatura, all’umidità, all’altitudine e allo stress. C’è chi suggerisce di considerare il profilo Frequenza/Potenza in percentuale, per stimare contemporaneamente il vostro stato di forma, il vostro benessere psico-fisico e l’intensità della corsa.

Come misurare la potenza nella corsa, i migliori strumenti

La misurazione della potenza è ottenuta attraverso diversi strumenti, tutti pensati per sfruttare proprietà fisiche che consentono di calcolare la potenza generata dalle gambe. I principali sensori sono basati su tre tecnologie:

  • Accelerometri basati su Footpod. Della prima categoria fanno parte Stryd, Runscribe, Milestone Pod, Shft Run.
  • Accelerometri basati su Solette. In questa seconda categoria, annoveriamo RPM2 e FeetMe.
  • Accelerometri basati su Fasce cardio. A parte Garmin, fanno parte di questa categoria Wahoo Tickr e la prima versione di Stryd.

Si noti che non abbiamo recensito Wiva, un promettente sensore italiano, che peraltro non misura la potenza. Prossimamente aggiorneremo la recensione. Ci sembra leggermente over-priced rispetto alle offerte del mercato. Infine, tenete presente che acquistare questi sensori innovativi ha un rischio. Siamo davvero sicuri che siano supportati nel futuro? Siamo davvero convinti che il calcolo delle metriche sia equivalente? L’investimento è solitamente di 200 euro, quindi non è proprio a buon mercato. A volte poi è meglio cercare una tecnologia più sicura, per evitare sorprese. Il caso di Kinematix Tune è sintomatico: sebbene fosse una delle tecnologie più promettenti, dopo due anni dal lancio, l’azienda ha chiuso perché sono mancati i fondi a disposizione per continuare gli investimenti.

Per ora, vediamo in sintesi i principali sensori analizzati.

Stryd

La potenza nella corsaAbbiamo parlato dello strumento della casa di Boulder a lungo: la nostra recensione dettagliata di Stryd è stato uno degli articoli più letti del blog nel 2017. Inoltre mi hanno scritto almeno 500 persone per dirmi che sul sito Stryd è pubblicizzata la foto del mio arrivo vincente alla maratona di Trino del 2016. Quindi, pur non avendo nessun motivo economico per pubblicizzare il pod, resto comunque affezionato all’azienda americana. Arrivato alla seconda versione, ora permette di misurare non soltanto la potenza, ma anche metriche accessorie, come la Leg Stiffness, la Form Power, oltre a derivare indirettamente i dati dell’economia di corsa. Dal nostro punto di vista, resta il migliore strumento per misurare la potenza e consentirà di allenarvi e migliorare gradualmente, o quantomeno di capire come evitare di disperdere energie nella corsa. Prossimamente troverete la recensione in inglese con il commento di alcune delle gare svolte nel 2017.

Rispetto alla pubblicazione della recensione dettagliata, Stryd ha migliorato sensibilmente il proprio cruscotto informativo, aggiungendo funzioni informative molto utili, che saranno descritte nella recensione in inglese, in sintesi:

  • curva di potenza dedicata
  • una valutazione dei principali trend di potenza
  • un confronto delle nostre performance con quelle dei piani della maratona

Consigliato a tutti, molto probabilmente meglio comprare questo strumento che un nuovo GPS. Per acquistare, ecco i link Amazon, e quello direttamente sul sito Stryd, dove potrete ottenere uno sconto del 10% (codice sconto: Therunningpitt).

Runscribe

La potenza nella corsaSul nostro sito troverete la recensione dettagliata di Runscribe, oltre alla versione in inglese dove vengono descritti i principali parametri della maratona di Milano 2017. Ma l’attento lettore dirà: “Runscribe non misura la potenza!” Beh, a partire da ottobre 2017 la nuova versione del footpod, chiamata Runscribe Plus, lo farà, consentendo di:

  • collegarsi via Ant+ ai principali orologi Garmin, con Garmin Connect IQ. Non è ancora sicuro quali dati saranno disponibili online, appena riceveremo informazioni dall’azienda californiana, le comunicheremo. E per gli altri orologi? Tutto da capire, ma vi faremo sapere.
  • visualizzazione dati su Garmin Connect, con l’aggiunta della potenza della corsa. Sarà equivalente a quella di Stryd? Qualche mese e ve lo diremo.
  • estrazione dati, non soltanto individualmente, ma anche su tutti gli utenti. Per noi questa è la principale news, potremmo fare quanto già fatto con l’analisi dei podisti italiani di Strava.
  • funzione di risparmio energetico per chi viaggia. E poi non si dica che non ci ascoltano!
  • possibilità di interrompere la registrazione dei dati, attraverso l’App dedicata. Questa funzione non è utilissima. Ma quanti corrono con il telefono e al tempo stesso hanno bisogno di dati avanzati?

Il nostro giudizio è ovviamente molto positivo, ma resta da capire se effettivamente la misurazione della potenza sia davvero corretta e come Runscribe Pro si interfacci con i GPS.

Feetme

La potenza nella corsaParlando di prodotti promettenti, il primo che ci viene in mente è quello dell’azienda francese Feetme. L’azienda di Parigi è famosa per le sue tecnologie mediche: le solette Feetme venivano tradizionalmente utilizzate per analizzare i miglioramenti di pazienti dopo interventi chirurgici. Dal 2016, l’azienda si è anche lanciata nel mondo sportivo, creando un prototipo molto efficace. Lo strumento è potenzialmente superiore ai foot pod, perché la misurazione avviene su entrambi i piedi e vengono valutati gli impatti con il terreno a 360 gradi. Si noti però che ogni soletta pesa 80 grammi (i footpod solo 7!) e contiene non 3 sensori, ma 25, consentendo quindi di misurare il modo di correre su tutta la superficie del piede. Siamo ancora in fase sperimentale, ma le solette contengono collegamenti Bluetooth Smart e anche Ant+, per permettere la trasmissione dei dati con i Garmin.

Per ora non possiamo ancora esprimere un giudizio, visto che finché non si attiveranno i collegamenti ai GPS, per noi non ha senso testare lo strumento. Certo che a 149 euro, è davvero un grande valore rispetto a quanto offerto dal mercato attualmente.

Rpm2

La potenza nella corsaSponsorizzata da Michael Johnson, la start up americana sembrava destinata a lanciare le proprie solette su larga scala in tutti i mercati globali. Ma con oltre quattro anni di esperienza, l’azienda ha deciso di focalizzarsi nel ciclismo. In effetti, sembrerebbe che per triatleti interessati alla misurazione di potenza, possa essere uno strumento vincente: due solette che misurano la potenza correndo e in bici! Il prezzo è comunque molto alto, visto che stiamo parlando di 499 dollari. Aggiungendo al fatto che comunque in Europa non è facile acquistare il prodotto, che per inciso si chiama Rpm2, pensiamo che non sia una scelta in questo momento appropriata per un podista amatore, come i lettori del blog. Certo però è una tecnologia più consolidata delle altre, inoltre decantata da Jim Vance nel suo ultimo libro. Da valutare l’evoluzione di Rpm2, anche alla luce del miglioramento delle interfacce con gli orologi GPS.

Garmin e la potenza nella corsa

La potenza nella corsaSiamo delle persone molto ingenue, ma pensavamo che con il lancio del Garmin Running Dynamics Pod, la società del Kansas volesse lanciare nel 2017 il suo strumento di misurazione di potenza. E invece no, il RD Pod semplicemente misura le dinamiche di corsa Garmin con gli stessi dati a disposizione della fascia cardio. Ma Garmin lancerà qualche strumento di misurazione di potenza prima o poi? Potete scommetterci! È una fetta di mercato da non trascurare, soprattutto per il colosso americano. Si narra che Garmin stia stringendo un accordo commerciale con l’azienda indiana Boltt, per lanciare nel 2018 il suo misuratore di potenza. Noi non crediamo sia vero. Però conoscendo le strategie dell’azienda, pensiamo che una sorta di una partnership possa essere possibile, per acquisire eventualmente conoscenze mancanti. Non saremo sorpresi che al CES 2018 ci possa essere un annuncio in merito. Tutto sommato i dati della potenza su Garmin Connect IQ ora sono perfettamente compatibili con gli orologi americani.

Milestone pod

La potenza nella corsaPer un disguido burocratico, non sono riuscito ancora a testare questo strumento. Milestone Pod per ora non ha ancora a disposizione la potenza, ma a un prezzo davvero accattivante, contiene metriche che nemmeno le dinamiche di corsa Garmin offrono! Il vero problema è che lo strumento non è integrato ai principali GPS del mercato e l’unico modo di utilizzo è quello di trasferire i dati offline. Da pochi mesi però è stato attivato il collegamento Bluetooth ai principali GPS. Tra l’altro esiste un video su YouTube che mostra la compatibilità con il Garmin fenix 5, ma per ora solo relativamente alla cadenza. Riuscirà ad aggiornare anche altre funzioni? L’azienda è comunque molto attiva, visto che anche questa settimana sono state distribuite nuove funzioni per la gestione dei dati, in particolare per l’esportazione su Strava (ma non solo). A ogni modo, a 30 dollari rappresenta il miglior strumento a disposizione del podista per misurare le proprie dinamiche di corsa.

Wahoo Tickr

La potenza nella corsaWahoo Fitness è davvero una delle società più innovative nel mondo del fitness. La sua value proposition è di realizzare strumenti a buon mercato che consentano di essere utilizzati da atleti di tutti i livelli. Ultimamente si è focalizzata di più sul ciclismo che sulla corsa, ma è previsto per ottobre il rilascio delle dinamiche di corsa per podisti. Attualmente, come scritto nella recensione del Wahoo Tickr Run, occorre portarsi dietro un iPhone per poter correre, ma se l’azienda dovesse attivare la potenza anche sui dispositivi Garmin, sicuramente il Tickr Run diventerebbe il misuratore di potenza dal miglior rapporto qualità/prezzo.

Per ora, il nostro suggerimento è quello di attendere le evoluzioni del mercato, sapendo che Wahoo sta erodendo quote di mercato in ambito ciclistico a Garmin, quindi probabilmente tutti gli investimenti sono in quella direzione. Nel frattempo, vi rimandiamo alla nostra recensione dettagliata di Wahoo Tickr Run per i dettagli.

Shift Run

La potenza nella corsaShift Run, o shft.run per gli amici è un altro strumento molto promettente che misura le principali dinamiche di corsa, inclusa la potenza nella corsa. Anche in questo caso si tratta di un Pod. Prodotto in Danimarca, è stato pensato per consentire ai podisti mondiali di ridurre gli infortuni, migliorando la tecnica di corsa. Shift significa proprio questo: cambiare il modo di correre grazie alla tecnologia. Negli anni questo strumento ha fatto passi da gigante, ponendosi come uno degli strumenti più all’avanguardia nel settore. La grande novità rispetto agli altri strumenti è la triangolazione dati, perché si posiziona contemporaneamente sul piede e sul petto. Non suggeriamo di acquistarlo ancora perché non consente il collegamento con i GPS, ma siamo certi che ci saranno evoluzioni.

Conclusioni e approfondimenti

La misurazione di potenza sta diventando sempre più rilevante per il podismo, come lo è stato per il ciclismo quindici anni fa. Purtroppo attualmente non esiste uno standard di rilevazione dati e la misurazione avviene soltanto in maniera indiretta. A ogni modo, tra le nuove tecnologie stanno emergendo diverse soluzioni promettenti. Siamo convinti che con il tempo ci sarà convergenza tra GPS e sensori di misurazione e che almeno due dei quattro grandi produttori di orologi, spingeranno per misurare la potenza con dei sensori proprietari. Ma saremmo felici di sbagliarci!

Oggi al podista amatore risulta molto difficile capire come allenarsi correttamente con la potenza. Se chiedete ai principali coach italiani, vi diranno di utilizzare ancora metodi tradizionali! Per il sottoscritto, la potenza nella corsa è semplicemente una serie supplementare di metriche che, con occhio allenato, possono farmi capire se sto entrando in forma. Oramai non ne farei a meno, ma di certo non faccio parte della categoria di coloro che sostengono che la potenza sia l’unico strumento di allenamento. Almeno finché non aprirò la mia start-up…

Per approfondimenti:

L'articolo La potenza nella corsa proviene da The Running Pitt.

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http://therunningpitt.com/2017/08/la-potenza-nella-corsa.html/feed 36
Polar M430, la recensione completa http://therunningpitt.com/2017/07/polar-m430-la-recensione-completa.html http://therunningpitt.com/2017/07/polar-m430-la-recensione-completa.html#comments Tue, 25 Jul 2017 11:07:12 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6140 Il Polar M430 è il successore del modello M400, orologio che per il costo molto contenuto e il numero discreto di funzioni è ancora oggi al polso di tantissimi podisti italiani. Dopo il lancio in pompa magna sul mercato italiano del M430, con la scelta di Polar di utilizzare i social network per promuovere l’orologio […]

L'articolo Polar M430, la recensione completa proviene da The Running Pitt.

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Il Polar M430 è il successore del modello M400, orologio che per il costo molto contenuto e il numero discreto di funzioni è ancora oggi al polso di tantissimi podisti italiani. Dopo il lancio in pompa magna sul mercato italiano del M430, con la scelta di Polar di utilizzare i social network per promuovere l’orologio (pure la Gazzetta dello Sport ne ha parlato), non potevamo esimerci dal proporre la nostra opinione, per chiarire in maniera completa tutte le funzioni a disposizione del podista italiano che fosse intenzionato a comprarlo. Quindi finalmente oggi pubblichiamo la recensione dettagliata in ottica Pitt 2.0.

Polar M430, un orologio GPS per podisti esigenti, la nostra opinione

Polar M430, la recensione completaNon è forse un caso che Polar abbia annunciato il suo nuovissimo gioiello tecnologico in concomitanza con la stagione estiva, anche alla luce del nuovo sensore cardio a sei led. Sono in effetti passate poche settimane dall’annuncio di aprile 2017 del nuovo Polar M430, che ha sostituito il modello precedente M400aggiungendo nuove funzioni molto interessanti. Il marketing dell’azienda finlandese ha lanciato in Italia diversi concorsi e di questo nuovo orologio GPS abbiamo letto varie opinioni sintetiche su vari siti specializzati. Se il Polar M430 fosse stata un’automobile, come prima impressione potremmo dire che la sua forma, il telaio e in generale la struttura portante sarebbero basati su quelli del Polar M400. Ma anche condividendo forma e firmware, la sostanza è molto diversa. Polar ha aggiunto una serie di funzioni che mancavano nella versione precedente, per esempio il nuovissimo sensore ottico da polso, oltre all’attivazione delle vibrazioni e al miglioramento della durata della batteria.

Ma quali sono in dettaglio le nuove funzioni che sono state aggiunte al Polar M430? Valgono il prezzo, rispetto al M400, che sicuramente ha il miglior rapporto qualità/prezzo del mercato? Siccome è la prima recensione Polar del nostro blog, quali sono le funzioni che varrebbe la pena utilizzare? A chi lo consigliamo? Quali limitazioni abbiamo riscontrato nelle diverse settimane di utilizzo quotidiano? E il sensore ottico a sei led è davvero migliore della concorrenza? E cosa manca al Polar M430 per essere l’orologio top del mercato?

Polar M430, la recensione completaNoi di TheRunningPitt.com abbiamo provato per qualche giorno il Polar M430, ma in ottica Pitt 2.0, ci siamo fatti aiutare dal miglior tester italiano dell’azienda finlandese, Diego Saltalamacchia, ottimo atleta piemontese con personali di riguardo (1h21′ in mezza maratona, 2h57′ in maratona). Con la sua esperienza di tester e l’utilizzo quotidiano del Polar M430, ora abbiamo una visione chiara delle possibilità offerte dallo strumento.

Come disclaimer, non abbiamo ricevuto e non siamo interessati a ricevere alcun compenso per questa recensione. Pur essendo soltanto podisti amatori evoluti, le nostre conoscenze analitiche ci aiutano a diffondere in maniera semplice le nuove tecnologie, uno dei principali obiettivi del sito, oltre a permettere ai podisti di tutti i livelli di correre meglio. Essendo il nostro un sito focalizzato sul podismo, limiteremo la recensione del Polar M430 alla corsa. Ricordiamo però che il Polar M430 e la piattaforma Polar sono pensate per un utilizzo a trecentosessanta gradi anche sugli altri sport. Molti lettori ci hanno chiesto di analizzare come utilizzare i GPS nel ciclismo e in bici. Con calma lo faremo! Per ora ricordiamo che il nostro blog ha adottato da due anni questa filosofia: no test, no party.

Siete pronti a leggere il seguito? Suggeriamo di scorrere la nostra recensione in sequenza oppure di soffermarsi soltanto sulle parti che vi interessano, cliccando sulle relative sezioni:

Ma prima di addentrarci nella recensione, per chi non avesse tempo di leggerla tutta, vi alleghiamo la sintesi del dispositivo GPS, utilizzando come aiuto anche i principali documenti di marketing di Polar, oltre alla nostra esperienza d’utilizzo.

Polar M430 in sintesi

Polar M430, la recensione completaPer descrivere in sintesi il Polar M430, abbiamo preparato due infografiche, la prima che illustra le caratteristiche principali, la seconda che ne descrive i principali pregi e difetti. Per sintetizzare in 240 parole, abbiamo utilizzato la versione di Diego che gli ha consentito di vincere il premio di miglior tester. Il Polar M430 è il naturale successore dell’M400, da cui eredita tutte le funzioni, con l’aggiunta della rilevazione cardiaca da polso a sei led. Esteticamente molto simili, il cinturino è di un materiale molto morbido e completamente traforato in modo da permettere la traspirazione della pelle. Dotato di un nuovo connettore per il collegamento al PC che se da un lato è più affidabile e resistente, dall’altro ci obbliga a un ulteriore cavo, facile e intuitivo da utilizzare. Per il collegamento con i satelliti non ha mai impiegato più di trenta secondi. Riteniamo che l’innovazione principale dell’orologio, ossia la frequenza cardiaca da polso, sia precisa quanto la fascia cardio (Polar H7). Interessante il “Polar Sleep Plus”, funzione di monitoraggio del sonno e la possibilità di programmazione degli allenamenti, fondamentale quando si corre su un percorso non misurato. Tre rapide vibrazioni avvisano del passaggio alla fase successiva. La carica dura circa una settimana, correndo sei volte per un’ora, con la possibilità di allungarne la durata a discapito della precisione GPS. Comodo il Bluetooth per le notifiche del cellulare e per la sincronizzazione degli allenamenti. Per giudicare lo stato di forma, Polar ha attivato il “Running Index” che puntuale alla fine di ogni sessione esprime il suo giudizio sulla nostra performance. Per migliorare ulteriormente l’orologio, suggeriamo di aggiungere gli avvisi acustici in aggiunta alla vibrazione, con facoltà di scelta nelle impostazioni. Inoltre, pensiamo che la fibbia del M400 sia più robusta e carina con la scritta Polar incisa.

Nuove funzioni del Polar M430

Polar M430, la recensione completaQuali sono le principali differenze del Polar M430 rispetto al fratello maggiore M400? Nel seguito descriveremo le principali funzioni disponibili nel M430, in questo paragrafo aggiungiamo invece cosa è cambiato rispetto al M400. Molti lettori esperti della casa finlandese ci hanno chiesto di valutare le principali differenze rispetto al modello base. Per fortuna, Polar ha implementato una serie di migliorie al nuovo modello, le due infografiche successive descrivono le tre principali e tutte le altre, l’elenco completo è qui sotto:

Modifiche fondamentali. Sono tre le modifiche principali, che secondo noi consentono di mettere il Polar M430 tra i cinque migliori orologi GPS in circolazione:

  • Il sensore cardio da polso. L’attivazione di un sensore a sei led è probabilmente la ciliegina sulla torta di un orologio comunque molto buono.
  • Le vibrazioni. Finalmente sono state attivate le vibrazioni, però a discapito degli allarmi sonori. Scelta secondo noi infelice: avremmo lasciato la possibilità all’utente di determinare cosa attivare. Certo è che la vibrazione funziona molto bene!
  • Nuovo collegamento al PC. E’ stato aggiunto un nuovo cavo che sostituisce il micro-USB, davvero un incubo per molti lettori: dopo un anno di utilizzo non funzionava più. Ora invece non ci sono gli stessi problemi, ma aspettiamo ancora un anno per un giudizio definitivo.

Altre modifiche importanti. Sono state fatte almeno altre cinque aggiunte importanti:

  • Durata batteria. La capacità della batteria è cambiata per consentire di far funzionare il nuovo lettore ottico.
  • Modalità GPS a bassa potenza. Come per il Forerunner 935 nella modalità Ultratrac, sono stati aggiunte al Polar M430 le modalità a basso consumo energetico, con la possibilità di utilizzare il GPS fino a trenta ore. La registrazione avviene ogni sessanta secondi.
  • Modalità di registrazione. È stata attivata la modalità GPS e sensore di registrazione al secondo. Diremmo: finalmente, nel 2017 con il costo marginale di salvare i dati, utilizzare modalità “smart” non ha più senso.
  • Design del cinturino. È pure cambiato il design del cinturino, per consentire di ridurre il peso e migliorare il modo di allacciamento al polso, consentendo quindi di migliorare anche la precisione del sensore cardio.
  • Algoritmi del sonno. Nei documenti marketing, Polar sostiene di aver migliorato significativamente i propri algoritmi di valutazione del sonno. Difficile dirlo senza un’analisi rigorosa. Quindi: ci fidiamo.

Ulteriori modifiche. Sono poi state aggiunte ulteriori funzioni davvero non fondamentali, ma utili per qualcuno:

  • Modalità di registrazione dati “intermedia”, con registrazione ogni trenta secondi.
  • Aggiornamenti firmware. Polar ha adottato una funzione molto utile che consente di aggiornare il firmware senza l’utilizzo del collegamento al computer, via Bluetooth Smart. Davvero molto interessante, e in linea con il leader di mercato.
  • Cronometro: è stato aggiunto anche un cronometro, in questo caso diremmo: perché non ci hanno pensato prima? Ovviamente la funzione non ha una grande utilità per molti, ma vista la semplicità a volte può servire (per esempio, a chi come noi a volte guarda le competizioni senza gareggiare).
  • Test fitness attraverso il sensore cardio al polso: Polar è l’unica che ha fiducia cieca del sensore cardio, e ha addirittura attivato un test fitness basato sulla rilevazione della frequenza cardiaca da polso. Sarà preciso? Dipende dal vostro DNA, il nostro articolo sul sensore cardio lo descrive dettagliatamente.
  • Aggiunta di “nuovi” orologi. Come già visto per Garmin, anche Polar ha aggiunto la possibilità di personalizzare l’orologio del GPS.

Modifiche implementate nel futuro. Come i nostri lettori sapranno, gli utenti mondiali vogliono che il loro GPS sia proprio come un computer. Ossia che nel tempo sia costantemente aggiornato. Quanto disponibile oggi non necessariamente rappresenta il meglio per il podista tra dodici mesi. Oggi il Polar M430 non consente di monitorare la frequenza cardiaca da polso 24 × 7, ma tale funzione è già pianificata per fine settembre 2017.

Polar M430, la recensione completaCosa manca per renderlo davvero perfetto. Purtroppo ai nostri occhi il Polar M430 non è perfetto, le funzionalità aggiunte sono davvero ottime ma ci saremmo aspettati di trovare quantomeno le seguenti funzioni:

  • WiFi. Non sappiamo quale sia la ragione, tranne ovviamente il costo, ma nemmeno sul Polar M430 è a disposizione il collegamento WiFi… per trasferire i dati serve il cavetto mini USB oppure lo smartphone.
  • Altimetro barometrico. Sempre per la stessa ragione, per risparmiare qualche euro, non è disponibile l’altimetro barometrico. Per ora negli orologi Polar non è presente, anche perché gli appassionati della casa finlandese di solito non praticano trail.

Unboxing Polar M430

Polar M430, la recensione completaApriamo la scatola. La scatola del Polar M430 è del tutto simile a quelle precedenti: sfondo rosso, interno bianco. Il Polar M430 è avvolto in una confezione con cavo carica-batteria completamente rinnovato rispetto al passato. In aggiunta al cavetto, la confezione contiene alcuni documenti e l’orologio stesso, che potrà essere nero, bianco oppure arancione, quest’ultima versione offerta ai tester italiani.

Polar M430, la recensione completaEsteticamente. Il  Polar M430 è il naturale successore del M400, esteticamente sono molto simili, il cinturino è di un materiale molto morbido e completamente traforato in modo da permettere la traspirazione della pelle, con un peso di 51 grammi e un display 128 x 128 pixel. Il display purtroppo è a bassa risoluzione rispetto alla concorrenza. Ma è davvero un orologio molto leggero, il cinturino aderisce perfettamente al polso, facilitando la rilevazione della frequenza cardiaca.

Polar M430, la recensione completaCavetto maledetto. Su Polar, il cavo ha la funzione sia di ricaricare la batteria sia di sincronizzare i dati con la piattaforma Polar Flow. Non siamo sorpresi della scelta di Polar di cambiare il cavo di ricarica e di collegamento. Mentre il Polar M400 aveva un cavetto Micro USB, ora per il Polar M430 si è scelta una versione personalizzata. Il problema dei cavi standard è che non sono perfettamente impermeabili, quindi con il tempo la corrosione impediva il trasferimento dati. Chiedere al supporto clienti Polar per calcolare quante lamentele hanno avuto!

Polar M430, la recensione completaManuali e posizionamento sensore. Tra i manuali a disposizione, abbiamo apprezzato quello che ti spiega esattamente come mettere l’orologio al polso. Come spiegato nella recensione del cardio al polso, il posizionamento del sensore fa la differenza una rilevazione esatta e una errata. Assolutamente da leggere.

Prima di correre con il Polar M430

Polar M430, la recensione completaIl funzionamento del dispositivo e la navigazione attraverso i vari menù e sottomenù è molto semplice e intuitiva: sono presenti in tutto cinque pulsanti, due sul fianco sinistro e tre su quello destro. Il pulsante centrale è l’unico colorato di rosso ed è quello che ha la funzione principale. Ognuno  ha una doppia e in qualche caso tripla funzione, ma quelle basilari sono le seguenti: i pulsanti sul lato destro in alto e in basso servono a navigare attraverso i menù, quello centrale ha la funzione di enter/conferma, mentre sul lato opposto il pulsante in basso ha la funzione opposta: annulla/indietro, l’ultimo che rimane ha la funzione light (illuminazione) e di accesso al menù rapido se tenuto premuto. L’infografica ne presenta una sintesi.

Di seguito i menù ai quali si può accedere dal dispositivo:

  • Activity Tracker (percentuale di completamento giornaliera);
  • Diario (riepilogo di tutte le attività effettuate)
  • Impostazioni
  • Fitness Test (Stima del VO2Max)
  • Timer
  • Preferiti (Allenamenti preferiti)
  • La mia FC (misurazione della frequenza cardiaca)

Correre con il Polar M430

Per iniziare l’attività basta premere il pulsante centrale (Enter), non appena si aggancia il segnale GPS. In effetti si dovranno attendere pochi secondi, a patto di collegare il Polar M430 al PC almeno una volta a settimana così da poter scaricare la posizione dei satelliti. Una volta che il Polar M430 rileverà anche la frequenza cardiaca da polso, si potrà dare inizio alla registrazione, premendo il pulsante una seconda volta. Un’ulteriore pressione del tasto invece dà inizio a un lap manuale. Per mettere in pausa la registrazione basta una semplice pressione del tasto Annulla, in basso a sinistra, successivamente per terminare tenere premuto lo stesso tasto. In tal caso inizierà un conto alla rovescia così da evitare accidentali interruzioni delle attività. Se abbiamo provveduto a impostare un allenamento su Polar Flow, la prima schermata che si presenterà alla pressione del tasto centrale sarà appunto quella dell’allenamento, confermiamo e successivamente avviamo la registrazione.

Come illustrato precedentemente, con il tasto centrale si seleziona una delle attività impostate sul dispositivo: corsa, ciclismo, attività outdoor, attività indoor, ma a queste se ne possono aggiungere tramite Polar Flow le più svariate. Potrete in effetti anche svolgere sessioni di yoga, kayak, calcio, tennis ecc. fino a venti. Non male! Con un’ulteriore pressione si inizia la registrazione dell’attività.

Correre le ripetute con il Polar M430

Polar M430, la recensione completaIl Polar M430 brilla nell’utilizzo degli allenamenti intensi. Per noi podisti è una funzione fondamentale. È accessibile esclusivamente tramite Polar Flow da PC o dispositivo mobile.  La programmazione degli allenamenti può in effetti essere superflua se corriamo in pista, ma risulta indispensabile quando ci si allena su un percorso non misurato.

Programmi di allenamenti. La nota positiva è che non c’è alcun limite di configurazione degli stessi, mentre il difetto riscontrato consiste nella mancanza della possibilità di impostazione “on the fly”, anche in maniera ridotta o semplificata, direttamente dal M430. Questa funzione era per esempio possibile nel Tom Tom Multiactive. Riteniamo che Polar debba aggiungere questa funzionalità. Diego per esempio si è trovato spesso nella condizione di arrivare all’allenamento con un bel programmino di ripetute perfettamente impostato, per poi scoprire dal coach di dover effettuare un altro lavoro. Accedendo al pannello di controllo, Polar Flow, si sceglie “Nuovo obiettivo di allenamento”, che può essere semplice, quindi incentrato su distanza, passo, durata o calorie bruciate, oppure avanzato, basato su quattro fasi:  riscaldamento, allenamento (ripetuta)/riposo, con la possibilità della ripetizione di queste ultime due anche con distanze o durate differenti, defaticamento.

Polar M430, la recensione completaPer esempio: riscaldamento 20′ + 4 x (1 km allenamento + 1’30” riposo) + 2 x (500 m allenamento + 1′ riposo) + 10′ defaticamento.

Ogni fase può essere selezionata in durata oppure in distanza, decidendo o meno di vincolare ogni attività a una fascia di velocità o di frequenza cardiaca. Un alert ci avvisa se siamo fuori dal range impostato. Il passaggio da una fase all’altra è scandito da una singola vibrazione del dispositivo al raggiungimento della distanza, mentre se la fase è impostata su “tempo”, tre secondi prima della conclusione sei rapide vibrazioni ci avvisano del passaggio a quella successiva. Attenzione a ricordarsi di sincronizzare il Polar M430 in modo da trovare l’allenamento caricato sul dispositivo. Nelle varie schermate, una è dedicata proprio agli allenamenti programmati, dove viene visualizzato quanto manca al termine in tempo oppure in metri.

Back to Start. Funzione da non sottovalutare “Back to Start”, che grazie alla bussola interna indica con una freccia la direzione da seguire per ritornare al punto di partenza e la distanza che ci separa da questo (in linea retta). Tutti ricorderanno un episodio del passato in cui questa funzione ci avrebbe fatto comodo! Per esempio, Diego si perse nel parco “Bois de la Cambre” a Bruxelles, non ricordandosi la via dell’albergo. E voi? Ora non vi perderete più.

Configurazione schermate del Polar M430

Polar M430, la recensione completaLa prima domanda a cui rispondere quando utilizziamo un oggetto tecnologico è “Cosa vorremmo che facesse per noi?”. Per la maggior parte degli atleti, da un GPS di corsa ci si aspetta di tenere traccia degli allenamenti. Sì, ma quali allenamenti? Contrariamente a quanto offerto da altre piattaforme, Polar permette di configurare su tutti gli orologi non soltanto la corsa, ma tutti gli sport. Solo gli orologi premium Garmin hanno le stesse opzioni, mentre Polar lo consente su tutti i modelli.

Configurazione schermate. Via web si possono configurare tantissime funzioni, le più interessanti sono legate alla frequenza cardiaca, oltre al comportamento dell’orologio durante l’uscita (esempio: auto lap). Ma non disperate: se non avete tempo o voglia, esistono modalità di visualizzazione predefinite sul Polar M430. Le case produttrici chiamano in maniera diversa lo stesso concetto, di fatto le modalità di visualizzazione servono per personalizzare diversi aspetti degli allenamenti, come i campi dati. L’M430 consente fino a sei pagine di dati personalizzabili, ciascuna con un massimo di quattro campi di dati per pagina. È inoltre possibile visualizzare due pagine supplementari che consentono di visualizzare le zone di frequenza cardiaca, oltre a una pagina che mostra una sintesi di navigazione per ritornare alla partenza (per inciso, questa pagina non la ricordiamo presente sul M400, ma magari era attivata anche su quel modello).

Polar M430, la recensione completaRegistrazione dati. Come spiegato nell’introduzione per le novità del Polar M430, è stata aggiunta la possibilità di cambiare la modalità di registrazione dei dati GPS. In sintesi, per risparmiare notevolmente la durata della batteria, occorre ridurre la frequenza di scrittura dei dati. Registrando meno dati, la batteria durerà di più, ma la precisione del GPS diminuirà. Ed è questo il paradosso moderno: tutti i lettori con cui siamo in contatto vogliono avere maggiori opzioni, ma nessuno le userà. In particolare per il lettore medio, la possibilità di registrare più a lungo, non deve andare a discapito della precisione. Polar con questa funzione strizza l’occhiolino anche ai clienti che corrono Ultra Trail da dieci oppure venti ore. Per implementare correttamente il concetto, servirebbe probabilmente anche l’altimetro barometrico e la capacità di ricaricare l’orologio durante la corsa. Sulla recensione della Gazzetta si afferma che il Polar M430 permette di correre oltre nove ore ininterrottamente, ma su un Trail di 120 km non sono sufficienti. Quanti hanno usato un Polar durante l’UMTB del 2016? Quanti useranno il Polar M430 nel 2017? Pensiamo pochi, visto che mancano funzioni base per quella tipologia di clienti.

In sintesi, siamo convinti che le opzioni Polar di base siano davvero ottime e che ci siano a disposizione tantissimi campi. Il problema del podista amatore è che le schermate hanno quattro campi, mentre la scelta è quasi infinita. Quali scegliere? Il nostro suggerimento è chiedere al vostro allenatore. Una volta determinata la vostra scelta personale, è una questione di secondi configurare il Polar M430 via web.

Analisi dati appena dopo la corsa con Polar M430

Appena terminata la sessione di allenamento, il dispositivo ci comunica una serie di dati e analisi della corsa appena effettuata, suddivise in varie schermate:

  • Ora inizio/Durata/Distanza
  • Descrizione della tipologia di allenamento appena effettuata (allenamento intenso/fondo medio/fondo veloce ecc.)
  • Zone di Frequenza Cardiaca
  • FC Media e Max
  • Calorie e percentuale di grassi bruciati
  • Andatura Media e Max
  • Running Index (stato di forma)
  • Cadenza Media e Max
  • Zone di velocità
  • Salita e discesa in metri
  • Lap manuali (solo se ne abbiamo effettuati)
  • Lap automatici: numero di lap/tempi di ognuno/miglior lap/lap medio

Tutti questi dati vengono salvati automaticamente nel diario, a eccezione di corse inferiori ai due chilometri per le quali ci viene chiesto se vogliamo o meno procedere al salvataggio, e sono consultabili in ogni momento direttamente dall’orologio. A tutti i dati precedentemente descritti  si aggiungono le tanto amate “Coppe”, con le quali il dispositivo ci informa se è stato stabilito qualche nuovo record (passo medio/distanza/calorie bruciate). Tenendo premuto il tasto annulla/indietro (in basso a sinistra) si procede alla sincronizzazione dei dati via Bluetooth, operazione che raramente impiega più di un minuto.

Running Index e Polar M430

Polar M430, la recensione completaCroce e delizia il “Running Index”, che puntuale alla fine di ogni sessione giudica l’attuale stato di forma: lo storico dei risultati, consultabili nella sezione progressi di Polar Flow, genera un interessante grafico, completamente personalizzabile, dal quale si può facilmente desumere l’andamento degli allenamenti e della condizione, utile per valutare se un determinato ciclo di corse  sta dando i risultati che ci aspettavamo o meno.

Polar M430, la recensione completaPrevisione tempi. In base al Running Index viene inoltre generata una stima dei tempi potenzialmente realizzabili su determinate distanze (Cooper, 5 km, 10 km, Mezza e Maratona), interessante se stiamo preparando qualche gara. Per dovere d’informazione, la previsione dell’ultima maratona ha avuto uno scarto di due minuti a favore di Diego. Condizioni necessarie perché il valore venga generato al termine della sessione sono: un’andatura di almeno 6 km/h, una corsa di minimo dodici minuti con al massimo due interruzioni e ovviamente la rilevazione della frequenza cardiaca. Per determinare il più corretto indice di performance, assicurarsi di aver inserito la FC Max nelle impostazioni.

Polar M430 e accuratezza sensore cardio

Polar M430, la recensione completaNon c’è un argomento più discusso, criticato, contestato come la precisione del sensore cardio. Come già detto, i podisti non si fidano a usarlo, ma molti odiano la fascia perché più scomoda. E quindi: il sensore cardio da polso del Polar M430 funziona bene? Secondo noi è l’aspetto fondamentale e di maggior innovazione che Polar ha introdotto. Esteticamente il sistema è di forma circolare e sporge leggermente dalla cassa dell’orologio, ma una volta indossato non si avverte il minimo fastidio.

Questione di misurazione. La misurazione avviene tramite un innovativo dispositivo di lettura ottica a sei led, mentre la maggior parte dei modelli in commercio ne ha al massimo tre. Difficile per Diego dire se sia più accurato rispetto ai precedenti modelli essendo il primo orologio che utilizza con questa funzionalità, ma dopo circa un mese e mezzo di test e cinquanta allenamenti svolti, sembra sia preciso quanto la fascia cardio, con Polar H7. Anche in allenamenti a intervalli dove le variazioni della frequenza cardiaca sono sia più frequenti che più ampie, non sono stati notati periodi di latenza nella misurazione della stessa, sia in salita sia in discesa, mentre in corse con andature a ritmo costante oppure a riposo, la frequenza combacia al 100%. Ovviamente per la più precisa misurazione della stessa bisogna rispettare alcuni accorgimenti: fondamentale è indossare l’orologio sopra l’osso sporgente del polso, l’allacciatura non deve essere troppo stretta, ma neanche troppo larga da permettergli di spostarsi, da non sottovalutare la pulizia dei LED, responsabili del monitoraggio del flusso sanguigno del polso, se non sono perfettamente puliti può verificarsi una misurazione alterata. Diego tipicamente lo indossa sotto la doccia dopo l’allenamento in modo da lavare via sudore e residui salini. Come illustrato dalla casa finlandese al lancio del prodotto, il Polar M430 è un orologio che “non teme l’acqua, ma al contrario la vuole”. Ci sono poi altri fattori che possono influire, tipo tono della pelle e irsutismo.

Polar M430 e accuratezza GPS

Polar M430, la recensione completaM430 utilizza il GPS integrato con tecnologia di predizione satellitare SiRFInstantFix. Il dispositivo riceve il segnale dai satelliti  in un lasso di tempo davvero ridotto, da cinque a trenta secondi, unica richiesta del Polar M430 è quella di essere collegato al PC almeno una volta a settimana per scaricare il file con la posizione dei satelliti. Tra l’altro, nella schermata Opzioni/Info sul prodotto del M430 è indicata la data di scadenza A-GPS.

Grande precisione. Nei primi secondi di corsa, solitamente al massimo trenta, l’orologio segna un passo istantaneo non corretto per eccesso, una volta trascorsi questi attimi iniziali l’orologio si assesta sul corretto passo istantaneo, raramente si ripresenta un errore di andatura istantanea, ma quando succede si verifica sempre negli stessi tratti di percorso, nonostante ciò il lap automatico dei mille metri è sempre preciso al 100% e non sono mai state riscontrate perdite complete di segnale. Va da sé che, come altri GPS utilizzati, il passo istantaneo non è precisissimo in presenza di folta vegetazione o correndo radente a palazzi molto alti. Passando all’analisi delle tracce GPS post-corsa, è apparsa chiara l’assoluta precisione delle stesse, le linee sono pulite, dritte e senza quelle spigolature e serpentine che aumentano per eccesso la lunghezza di un percorso, come si può vedere dalla foto allegata. Nell’allenamento su una strada provinciale percorsa da un lato all’andata e dall’altro al ritorno, le linee sono perfettamente parallele e distanziate ad attestare l’assoluta precisione della registrazione GPS.

Polar M430, la recensione completaA supporto di quanto detto prima, il “Parco del Valentino” a Torino, la “casa” di allenamento di Diego, è un percorso di 4 km completamente segnato ogni 100 metri: abbiamo potuto effettuare una decina di allenamenti con il Polar M430 e la misurazione finale si è sempre rivelata perfetta al metro, nonostante in alcuni punti di folta vegetazione il passo istantaneo risultasse errato.

Polar M430 vs M400, perché comprare il nuovo?

Polar M430, la recensione completaPolar M430, la recensione completaPolar M430, la recensione completaIl Polar M430 è il naturale successore del Polar M400, per essere più precisi ne è l’evoluzione. Eredita dal modello precedente tutte le funzioni, con l’aggiunta della rilevazione cardiaca da polso con lettura ottica a sei led.

Questione estetiche. È leggermente più leggero (51 g contro i 56 del M400), ma al polso si avverte la differenza, forma e dimensione sono praticamente uguali, si differenziano nel materiale del cinturino: molto più morbido, leggermente più stretto e completamente traforato, un peccato per la scelta di cambiare la fibbia del nuovo modello: quella del M400 era più robusta e carina con la scritta Polar incisa, e per gli amanti degli orologi come i recensori, questo è un aspetto da non sottovalutare. Sorprendente la durata della batteria (ricaricabile ai polimeri di litio da 240 mAh, quella del M400 era da 190 mAh), nonostante il nuovo dispositivo integrato di misurazione della frequenza cardiaca, questa permette di registrare mediamente  6/7 ore di corsa, solo leggermente inferiore al M400, che si attesta sulle 8/9 ore.

Avvisi e vibrazioni. Una nuova funzione interessante introdotta nel M430 consiste nell’avviso che a causa del livello di carica basso si potrà registrare ancora un’ora di corsa circa, da questo momento il dispositivo va in configurazione risparmio energetico e non emette più nessuna vibrazione (lap automatici o passaggio di fase negli allenamenti programmati). La durata della batteria può essere ulteriormente allungata a discapito della precisione GPS. Nelle impostazioni ci sono tre settaggi: precisione alta, media e risparmio energia sessione lunga. Con questa ultima opzione si può arrivare fino a 30 ore di registrazione, può essere comoda per coloro che corrono le Ultra come per esempio le 100 Km. Per il collegamento al PC è stato dotato di un nuovo connettore proprietario a discapito della Micro USB, che se da un lato è più affidabile, resistente e veloce nel trasferimento dati, dall’altro ci obbliga a un ulteriore cavo, tuttavia grazie alla sincronizzazione Bluetooth è un aspetto trascurabile. Altra differenza fra i modelli consiste nella tipologia di avvisi, sonori nel M400, tramite vibrazione nel M430, come già scritto avremmo optato per la doppia opzione. Invariate le Notifiche Smart, se abbinato a un cellulare queste si ricevono direttamente sul display, con una funzione pre-impostata a “non disturbare” dalle 22:00 fino 7:00, con un funzionamento preciso e puntuale. Nel frattempo il Polar M400 è passato a Stefania, la moglie di Diego. In conclusione, possiamo attestare che il punto di forza del Polar M430 è l’affidabilità e precisione del GPS e la misurazione perfetta della frequenza cardiaca.

Accessori Polar M430

Polar M430, la recensione completaEsistono diversi accessori per il Polar M430, i più interessanti sono i diversi modelli di fascia cardio, le pellicole protettive e il cavo di ricarica.

Fascia Cardio. Anche se l’M430 utilizza il sensore ottico come impostazione predefinita, è sempre possibile sostituire il sensore con una fascia cardio Bluetooth. Ma perché farlo? Come visto nella parte della precisione del cardio, il Polar M430 è preciso. Ma non dimentichiamoci che la fascia cardio e le fasce Polar restano gli strumenti standard per misurare la vostra frequenza cardiaca. Per esempio le fasce Polar H7, oppure la nuovissima H10, vi consentiranno di avere una precisione assoluta, senza compromessi. Queste nuove fasce tra l’altro vi consentiranno di misurare perfettamente la vostra variabilità del battito cardiaco.

Pellicola protettiva e cavo di ricarica. Consigliamo di aggiungere una pellicola protettiva, per evitare graffi sul vetro, abbiamo utilizzato per diversi mesi il Polar M400 e non ci è mai successo nulla, ma la prudenza non è mai troppa. Ne esistono moltissime varietà con prezzi svariati. Infine esiste la possibilità di acquistare per una decina di euro anche un cavetto di ricarica, nel caso in cui il vecchio non funzionasse più.

Conclusione

Di primo acchito, il Polar M430 sembra solamente una versione evoluta rispetto al modello M400. Per alcuni, nulla di particolarmente esaltante: la forma dell’orologio, le modalità di allenamento e di trasferimento dati sono sostanzialmente le stesse rispetto al modello di due anni fa. In fondo, la vera evoluzione Polar si è avuta con il modello M600, che ha introdotto Android sulla piattaforma Polar, promettendo grosse evoluzioni future. Tuttavia, secondo noi l’azienda finlandese con il Polar M430 ha introdotto un modello migliore del precedente, almeno sulle funzioni di base.

Con l’introduzione del sensore a sei led, Polar ha alzato sensibilmente la barra nella misurazione della frequenza da polso. Secondo Diego, il Polar M430 è veramente il più preciso del mercato. Servirebbero comunque dei test più approfonditi, soprattutto a velocità elevate e con una sovrapposizione frequenza/cadenza, ma la sensazione è che Polar abbia realizzato un prodotto davvero solido e affidabile. Per non parlare della precisione del GPS, anche in questo caso il miglioramento è evidente. Abbiamo apprezzato l’introduzione della vibrazione, che era uno dei principali problemi del modello precedente. Per alcuni, risulta davvero utile l’aggiunta di nuovi modi di risparmio energetico, sebbene la mancanza del barometro ne limiteranno l’uso, visto che correre per molte ore è tipicamente collegato agli amanti del trail.

Dal punto di vista negativo, l’unica vera pecca è la mancanza del WiFi e dell’altimetro barometrico. La lacuna della misurazione della frequenza cardiaca 24 x 7 sarà colmata nel prossimo trimestre. Certo che passare da un’altra marca a Polar sembra un azzardo: purtroppo non esistono modalità di importazione dati da altre piattaforme a Polar Flow. Se l’azienda finlandese riuscirà a realizzare un programma per trasferire i dati, forse troverà maggiori clienti nel futuro. Inoltre, contrariamente a quanto offerto dal Polar M600, non esistono grandi possibilità di configurazione della piattaforma e dell’orologio. Per esempio, non troverete la possibilità di utilizzare app di programmatori esterni, quadranti personalizzati oppure la configurazione della musica. Funzioni che per alcuni sono la ciliegina sulla torta di un GPS, per altri orpelli inutili e comunque strumenti complicati. Partecipando a un clinic di corsa con podisti evoluti ci siamo accorti che solo pochi hanno tempo e voglia di configurare il proprio GPS.

Proprio per questa ragione abbiamo una certezza: Polar è riuscito a produrre uno strumento quasi perfetto per chi cerca funzioni avanzate ma non complesse, una buona se non ottima precisione del GPS e del lettore ottico. Secondo noi il Polar M430 rappresenta uno dei tre migliori orologi GPS attualmente sul mercato a un prezzo accattivante, di poco superiore ai 200 euro. Good job!

Il Polar M430 disponibile su Amazon

Il Polar M430 è disponibile su Amazon e nei migliori negozi sportivi. Nel seguito abbiamo allegato i principali collegamenti Amazon:

Polar M430
Orologio GPS Polar M430 Il Polar M430 è il naturale successore dell’M400, da cui eredita tutte le funzioni, con l’aggiunta della rilevazione cardiaca da polso a sei led. Esteticamente molto simili, il cinturino è di un materiale molto morbido e completamente traforato in modo da permettere la traspirazione della pelle. Dotato di un nuovo connettore per il collegamento al PC che se da un lato è più affidabile e resistente, dall’altro ci obbliga a un ulteriore cavo, facile e intuitivo da utilizzare. Per il collegamento con i satelliti non ha mai impiegato più di trenta secondi. Riteniamo che l’innovazione principale dell’orologio, ossia la frequenza cardiaca da polso, sia precisa quanto la fascia cardio (Polar H7). Interessante il “Polar Sleep Plus”, funzione di monitoraggio del sonno e la possibilità di programmazione degli allenamenti, fondamentale quando si corre su un percorso non misurato. Tre rapide vibrazioni avvisano del passaggio alla fase successiva. La carica dura circa una settimana, correndo sei volte per un’ora, con la possibilità di allungarne la durata a discapito della precisione GPS. Comodo il Bluetooth per le notifiche del cellulare e per la sincronizzazione degli allenamenti.


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Il cardio da polso è stata la principale innovazione degli ultimi cinque anni nei cardiofrequenzimetri GPS. Introdotta da TomTom già nel 2013, ora tutti i nuovi orologi GPS di fascia media o alta hanno un piccolo sensore cardio da polso per misurare la frequenza cardiaca senza fascia. Ma la maggior parte dei podisti è davvero scettica sulla sua capacità di misurare accuratamente il battito cardiaco. Il cardiofrequenzimetro da polso senza fascia è amato da alcuni, odiato da molti. Nel seguito, descriveremo i principali aggiornamenti del mercato.

Cardio da polso, una recensione dettagliata

Cardio da polso, la recensione dettagliataIl sensore cardio funziona davvero? Nei mesi scorsi, dopo la pubblicazione dell’articolo teorico sui lettori cardio da polso, ci hanno contattato tantissimi lettori per chiederci di fare luce su questo argomento “davvero ostico”. Secondo molti, la promessa marketing di alcune case produttrici “… dimenticatevi la fascia, ora vi basta soltanto un GPS nuovo fiammante per misurare il battito…” è soltanto una promessa da marinaio. Per molti lettori, il sensore cardio da polso non funziona.

Cardio da polso, la recensione dettagliataEssendo un argomento davvero complesso, abbiamo preparato una recensione a quattro mani effettuando test su parecchi cardiofrequenzimetri da polso. Sono sostanzialmente quattro anni che abbiamo acquistato gadget e cardio da polso, activity tracker, auricolari con misurazione del battito e fasce cardio. Le nostre conoscenze statistiche e fisiologiche non sono sicuramente perfette, in ottica Pitt 2.0 abbiamo chiesto aiuto. Per preparare la recensione, ci siamo avvalsi del supporto di Andrea Biotti, giovane studente universitario di scienze motorie, brillante promessa del podismo del Varesotto, addetto alle vendite di orologi GPS di Cisalfa Sport, e assaggiatore Lindt (essere “beta tester” aiuta sempre!). Abbiamo avuto grande fortuna a incontrare Andrea: vendendo Garmin e Polar, ne ha viste di tutti i colori! Ci abbiamo messo un mese per preparare questa recensione sui rilevatori cardio da polso, chiedendo ai “nostri collaboratori” Gianmarco e Marco di valutare errori e omissioni.

Cardio da polso, la recensione dettagliataE quindi, il lettore cardio da polso funziona? In quali condizioni? Ma siete proprio sicuri? La tesi fondamentale dell’articolo è che i progressi tecnologici, non soltanto hardware, ma anche software, collegati all’integrazione dei GPS, hanno permesso un miglioramento significativo della misurazione del battito sul polso. Paradossalmente però, la precisione dipende dalle vostre caratteristiche fisiche, dal modo di correre e non ultimo, da come indossate l’orologio.  

La recensione è abbastanza dettagliata, si divide in sette sezioni:

Siete pronti a proseguire? Mettetevi comodi.

Corsa Lenta e sensore cardio

Cardio da polso, la recensione dettagliataUna delle poche certezze che tutti i podisti amatori hanno è che a riposo il rilevatore cardio fornirà dati assolutamente corretti, se adeguatamente indossato al polso, sia in termini di posizionamento, sia di modalità di allacciamento. Se avete dei dubbi in merito, molto probabilmente non state indossando correttamente il vostro activity tracker o GPS. In questo ambito, la tecnologia è davvero matura. Durante il periodo natalizio 2016, abbiamo testato l’activity tracker Xiaomi Band 2, confrontandolo con quelli Garmin e Polar di ultima generazione e abbiamo notato come non ci fossero differenze significative.

Vediamo quali possono essere le tre principali ragioni che possono influenzare la misurazione del cardiofrequenzimetro da polso. Si tenga presente che la luce trasmessa alla pelle dal sensore alla pelle viene trasferita soltanto per una piccola frazione con cui viene poi misurato il battito. I rumori generati da muscoli, pelle e tendini devono essere rimossi da specifici software del produttore del sensore.

1. Cadenza e Corsa Lenta

Gli sviluppatori delle aziende di fitness devono risolvere un problema di fondo: serve interpretare il segnale fornito dal polso per poter determinare il battito cardiaco. Gli algoritmi sviluppati dalle aziende purtroppo non funzionano se la cadenza di corsa e il battito cardiaco coincidono. La fortuna è che la situazione si verifica soltanto a ritmi alti, mentre correndo a ritmi facili non avrete problemi. Diventa quantomeno improbabile correre a 140 passi al minuto e avere gli stessi battiti. Questa situazione si chiama in gergo tecnico “problema di sovrapposizione” e impedisce di calcolare correttamente il risultato.

2. Problemi di pelle

Quello che leggerete nel seguito è la dimostrazione che la tecnologia cardio da polso non è perfetta. La valutazione del cardio da polso è precisa ma… tutto dipende dalla vostra pelle! Capiamo ovviamente la frustrazione di chi non riuscirà a valutare correttamente il battito con il cardiofrequenzimetro da polso. Purtroppo la diversa tonalità della pelle assorbe la luce in modo diverso e influenza il risultato finale. Non saremmo in grado di fare un test super-accurato senza un campione significativo, però gli studi sono chiari. L’accuratezza del battito da polso dipende dal vostro DNA. Infine, anche l’irsutismo e i tatuaggi hanno un’influenza negativa sulla valutazione dei dati. Per migliorare la rilevazione, suggeriamo comunque di depilarvi il polso: su di noi, sembra funzionare.

3. Posizionamento sensore

Non ci sono scuse per chi allacci l’orologio GPS in maniera errata. Se è vero che l’avambraccio ha una maggiore densità di vasi sanguigni vicino alla superficie della pelle, il nostro suggerimento è di posizionare il vostro cardiofrequenzimetro da polso a due dita sopra la stiloide ulnare. Assicuratevi comunque che il cardio sia allacciato abbastanza stretto da non potersi muovere, ma non così stretto da bloccare la circolazione.

Anche la temperatura ha un’influenza sulla rilevazione, soprattutto nel caso in cui sia particolarmente elevata. Queste ragioni sono sufficienti per avere clienti frustrati, ma nella Corsa Lenta, nel 90% dei casi la misurazione dei battiti con il cardiofrequenzimetro da polso funziona.

E sulle corse più veloci? Beh, la situazione è più complessa.

Corsa Veloce e sensore cardio

Cardio da polso, la recensione dettagliataCome tutti i lettori sanno, correndo in maniera più veloce e cambiando repentinamente la velocità e quindi la frequenza cardiaca, la valutazione del battito cardiaco è meno precisa di quella su una corsa lenta e costante. In quali condizioni possiamo dire che il cardiofrequenzimetro da polso darà valutazioni accurate? Abbiamo fatto diversi test, correndo in gara, in allenamento con corti veloci, con ripetute brevi e lunghe. Funziona davvero la misurazione? Vediamo i principali test.

Corsa Media, Tempo Run e sensore cardio

Noi la definiamo come Corsa Media e ne abbiamo parlato nell’articolo collegato. Il Fondo Medio è a metà strada come ritmo tra corsa lenta e velocità massimale che si può tenere. In tal caso, il sensore cardio da polso funziona abbastanza bene, il ritmo sarà costante e le uniche due ragioni per non funzionare sono legate al posizionamento al polso oltre alla sovrapposizione cadenza/frequenza cardiaca. A un ritmo medio, stimiamo che tra il 50% e l’80% dei podisti avrà dei dati corretti.

Ripetute Brevi e sensore cardio

Le ripetute brevi, tipo 20 x 200 m, oppure 10 x 400 m, possono creare grossi problemi di valutazione dei battiti. Qui la situazione è difficile. Non soltanto ci potrebbe essere una sovrapposizione tra battiti e cadenza, ma essendo il cambio di ritmo repentino, può succedere che il vostro orologio non sia in grado di rilevare immediatamente il cambiamento di passo. Statisticamente, stimiamo che tra il 20% e il 40% dei podisti potrà avere dei dati corretti, mentre tutti gli altri saranno frustrati! E alla fine sapere che per la maggior parte dei podisti il cardio da polso non funziona non è una grande soddisfazione.

Ripetute Lunghe e sensore cardio

Sulle ripetute lunghe, tipo 5 x 1,2 km, oppure 3 x 2 km, la situazione è una via di mezzo tra il medio e le ripetute brevi. Se da un lato la durata è più lunga, dall’altra anche la velocità diminuisce. Nulla da aggiungere rispetto a quanto già scritto, anche perché la valutazione è davvero individuale. Riteniamo comunque che tra il 40% e i 60% degli amatori potrà utilizzare correttamente i dati del cardio da polso.

Cardio da polso, la recensione dettagliataIn sintesi, correndo intensamente, la probabilità che i dati siano corretti diminuisce significativamente, soprattutto se la vostra cadenza e la vostra frequenza teorica siano molto elevate. Nel mio caso particolare, correndo d’estate un 5.000 m in pista, dove battiti e cadenza raggiungono rispettivamente 200 bpm e 200 pam, avrò la certezza di non ottenere dati corretti. E per voi? Visto che non possiamo sentire tutti i podisti italiani, abbiamo chiesto ad Andrea la sua opinione in merito.

Sensore Cardio, l’opinione di Andrea Biotti

Cardio da polso, la recensione dettagliataEccomi a scrivere una piccola recensione secondo il mio punto di vista sul cardio da polso, dopo un test effettuato in data 18 giugno con il buon “Massi” Milani. Innanzitutto ci tengo a precisare che sono onorato di poter scrivere e lasciare la mia impronta su di un blog, ormai si può dire, di un certo calibro.

Partiamo! Io e Massi ci eravamo promessi da tempo di condividere un allenamento assieme, così quale migliore occasione per testare il mio nuovo fenix 5 con il rilevatore ottico? Massi è un grande esperto, quindi è stato un bene contattarlo per chiarire in un batter d’occhio le mie perplessità. Lo contatto alla sera e il mattino dopo corro con quattro orologi. E qui devo ammetterlo, Massi non l’avevo ancora inquadrato… Ci troviamo alle 8:00 di una piacevole domenica mattina. La seduta di allenamento che gli propongo è di un’ora in leggera progressione. Accetta e partiamo dopo aver fatto partire gli orologi nello stesso istante. Parlerò qui soltanto di quelli che ho testato, ovvero il fenix 5 e il fenix 5X, il primo con il rilevatore di frequenza cardiaca al polso e il secondo con la rilevazione esterna tramite fascia Polar H7 (Bluetooth).

Fenix 5. Sebbene fossi in possesso del fenix 3, il fenix 5 mi sembra un orologio tutto nuovo. Il peso è pressappoco uguale al predecessore, ma avendo la cassa più piccola non dà assolutamente fastidio al polso. La mia perplessità più grande è sul cardio al polso, inizialmente estremamente errato per un mio errore di posizionamento.

Infatti, come mi ha suggerito Massi, il cardio da polso deve essere inteso come una “fascia” da polso. Per avere una misurazione precisa infatti andrà posizionato dietro il processo stiloideo dell’ulna, ben stretto. Dopo questi accorgimenti attuati a metà corsa, il cardio è diventato estremamente preciso anche ad alte intensità (180/185 battiti al minuto). Ammetto di essere incredulo ed estremamente soddisfatto. Per il resto, è un orologio che già conosco e non trovo grandi novità nella rilevazione dell’attività di corsa. Certo è che la grafica, la velocità e la rilevazione dei parametri è totalmente diversa.

Fenix 5X. “Questo è tuo, indossalo”. Ed ecco che al polso destro mi ritrovo quello che al momento è il King tra gli orologi GPS sul mercato. La prima impressione è l’ingombro e il peso che a parere mio sono eccessivi per chi svolge attività di corsa. Bisogna però precisare che il fenix nasce come orologio da outdoor/escursionismo e analizzato in questo ambito, il peso è un valore positivo denotando solidità e resistenza. Per chi invece pratica trail running, sebbene abbia tutti i valori possibili e immaginabili a livello altimetrico e barometrico, può essere fastidioso. Ma sono considerazioni personali. Tornando a noi, nel giro di pochi secondi accede al segnale GPS e trova la fascia, e siamo pronti a partire. La prima cosa che voglio testare è il cartografico: sarà veramente utile, veloce e chiara la lettura?

Per essere il primo cartografico da polso, direi molto più di quello che mi aspettavo!

Quella mattina stavamo correndo lungo un fiume, su di una ciclabile che comprendeva attraversamenti stradali. Ebbene, dalla mappa si potevano notare tutte queste belle cose ed era estremamente figo sapere dove eravamo! Esagerando la cosa, è una sorta di “drone” da polso che ti vede costantemente dall’alto, e senza aver paura che ti cada in testa! :-)

Per chi viaggia molto e visita spesso terre straniere è senza dubbio un ausilio utilissimo.

Altro punto a favore sono i Segmenti Live di Strava. “Massi”: “Qui ti avvisa che c’è un segmento, facciamolo!” Così, mentre ci lanciamo a 3’10” al km, il 5X ti dice il tuo PR, il PR del segmento, la distanza dello stesso, e se sei in linea per batterlo. In altre parole… spettacolare!

Precisazioni e note a margine. Ci sono due ultime precisazioni prima di concludere questa mia piccola parte che ho notato nei giorni seguenti al test:

  1. Come suggerito, togliere i peli nella zona dove poggia il sensore ottico di rilevazione cardio da polso aiuta tantissimo la precisione di lettura.
  2. In questi giorni ho fatto provare il mio fenix 5 a un ragazzo di pelle nera. Il lettore non si attivava e non dava riscontri, così come su di una ragazza che presentava un tatuaggio a livello del polso di colore nero. Mentre leggeva il battito, se applicato su un tatuaggio colorato sull’avambraccio.

Spero di essere stato utile con questa mia piccola recensione. Ringrazio nuovamente “Massi” per l’invito e l’allenamento!

Cardio da polso Garmin: i principali orologi GPS

Cardio da polso, la recensione dettagliataTra le varie considerazioni di fondo, vale la pena spendere due parole per dire che non tutti i cardio da polso sono uguali. Anche se è vero che le più grandi case produttrici di GPS hanno adottato il sensore da polso sugli orologi di fascia medio alta, il meccanismo di implementazione della tecnologia è stato davvero diverso. C’è chi ha sviluppato il proprio sensore e ovviamente il relativo software per correggere le imperfezioni hardware, e chi invece ha sfruttato delle società produttrici di sensori cardio. Vediamo le principali scelte delle “Top 4”, indicando qualche modello particolarmente utile.

Garmin. Partiamo dall’azienda americana. Pur essendo in una situazione di svantaggio, in ventiquattro mesi è riuscita a recuperare il gap tecnologico nei confronti dei suoi concorrenti e a recuperare incredibilmente. Ora i prodotti della casa del Kansas funzionano (quasi) perfettamente, tenuto conto delle limitazioni che abbiamo descritto precedentemente. Per il singolo GPS, abbiamo preparato recensioni dettagliate, che potrete trovare nei link degli approfondimenti.

Per sintetizzare, abbiamo elencato i principali GPS con cardio da polso della società americana. Abbiamo incluso soltanto quelli attualmente in catalogo, senza considerare gli Activity Tracker, ma su Amazon è possibile trovare anche dispositivi di due anni fa che attualmente hanno il miglior rapporto qualità/prezzo:

Cardio da polso Polar

Cardio da polso, la recensione dettagliataL’azienda finlandese è indissolubilmente legata al cardiofrequenzimetro. Polar ha inventato la fascia cardio, ha suggerito come allenarsi con il cardio, ha ancora i migliori strumenti cardio che si possono trovare sul mercato. Secondo noi, i suoi orologi GPS hanno meno funzionalità rispetto a quelli Garmin, ma il sito web funziona bene e la personalizzazione degli allenamenti è davvero interessante. Negli ultimi mesi la value proposition dell’azienda finlandese è migliorata: perché usare soltanto tre sensori cardio, potendone mettere sei? Prossimamente testeremo il Polar M430, l’ultimo prodotto introdotto a giugno 2017 sul mercato italiano. Ci sembra che Polar stia recuperando lo svantaggio accumulato negli ultimi anni. Occorrerà però investire parecchi soldi in ricerca e sviluppo per tornare a essere leader di mercato! Di seguito la scelta dei cardiofrequenzimetri da polso offerti dalla casa finlandese:

  • Polar M430, l’ultimo uscito della casa finlandese, con recensione prevista entro fine mese;
  • Polar M200, il modello base, con cui misurare la frequenza cardiaca e correre.

Cardio da polso, le altre case produttrici

Se proprio non amate Garmin o Polar, ci sono almeno altre tre opzioni a disposizione. Ovviamente a ognuno la libertà di scelta, anche se le due aziende hanno oramai acquisito un vantaggio tecnologico rispetto alla concorrenza. In tal caso, vi suggeriamo di scegliere Tom Tom per il fantastico rapporto qualità/prezzo, Suunto per la partnership con Valencell, la società più innovativa del settore. Ci sono inoltre i sensori cardio esterni, la cui qualità è eccellente, ma i collegamenti con gli orologi potrebbero essere problematici.

Cardio da polso Tom Tom

È stata la prima azienda che ha capito quale sarebbe stato il trend dei prossimi cinque anni, prima utilizzando il sensore Mio Link, poi adottando LifeQ, con l’obiettivo di estendere nuove funzionalità di valutazione del VO2max, di analisi del recupero e di altre funzioni interessanti. TomTom aveva pure preparato un “white paper” per descrivere come sarebbero cambiati i loro strumenti nel futuro. Senza dubbio, l’azienda olandese non manca di capacità strategiche, forse a livello di implementazione è inferiore a quella dei concorrenti, anche perché per realizzare alcune idee, servono investimenti ingenti! A ogni modo, ne abbiamo parlato nella recensione dedicata, il Tom Tom Cardio da polso funziona molto bene, è vero che non ci sono a disposizioni grosse funzioni, ma per un podista amatore potrebbero bastare solo la precisione del cardio da polso oltre a quella del GPS. Nel seguito la scelta dei cardiofrequenzimetri da polso offerti dalla casa olandese:

  • TomTom Spark 3 Cardio, il miglior rapporto qualità/prezzo, con musica integrata a un prezzo veramente interessante;
  • TomTom Cardio, il primo modello introdotto sul mercato nel 2014, senza dubbio un grande affare!

Cardio da polso Suunto

Suunto è davvero l’ultima arrivata nella realizzazione di orologi con cardio da polso. Bisogna pensare che fino al 2016 non esisteva la possibilità di correre senza fascia cardio per la casa finlandese! Nel 2017 è stata attivata una linea completa di orologi con cardiofrequenzimetro da polso. L’azienda ha preso la linea Suunto Spartan Sport aggiungendo il sensore di frequenza cardiaca ottica Valencell, che è considerata l’azienda più innovativa del settore per la misurazione cardio. Si noti che l’obiettivo di Suunto è misurare i battiti durante l’allenamento, non durante il giorno. Riteniamo che sia stato un errore rinunciare alla misurazione 24×7, anche perché tutti i concorrenti ormai ce l’hanno. Secondo le analisi di DC Rainmaker sembrerebbe che, sebbene l’hardware sia il migliore sul mercato, l’integrazione software con la piattaforma Suunto non sia ancora funzionante al 100%. Ma i prossimi aggiornamenti promettono grandi integrazioni. Di seguito, ecco la lista di orologi GPS che offrono il cardio da polso:

Altri strumenti cardio da polso

Nel 2017 non consigliamo di utilizzare strumenti non integrati rispetto agli orologi, nel passato abbiamo usato Mio Link, Scosche heart rate oppure il sensore Wtek. Ma oggi, con i cambiamenti repentini di tecnologie, purtroppo questi strumenti sembrano obsoleti. Se però utilizzate un GPS pre-2013, potrebbe essere ancora un’opzione da esercitare: in fondo questi strumenti si trovano in offerta a 50-70 euro e funzionano bene.

Conclusione sensore cardio e approfondimenti

Il sensore cardio è stato aggiunto a tutti i cardiofrequenzimetri da polso degli ultimi dodici mesi. Ricordate qualche modello che non presenti le lucine verdi per catturare la frequenza cardiaca? Pensiamo che rispetto a qualche anno fa l’accuratezza sia migliorata significativamente. Se è vero che nel passato esistevano già sensori esterni per misurare la frequenza, la scelta di integrazione e la comodità di utilizzo rendono il cliente quasi obbligato a cambiare il GPS per prenderne uno cardio da polso senza fascia. I nostri consigli sono sicuramente semplici:

  • Provate questa nuova tecnologia con curiosità, se cambiate GPS è improbabile che non sia presente, visto che oramai è adottata da tutte le case produttrici;
  • Posizionate adeguatamente l’orologio sul polso, non troppo largo, non troppo stretto, a 1-2 cm sopra il malleolo;
  • Scegliete consapevolmente, non tutti gli orologi GPS sono uguali anche a livello di misurazione cardio, e per non restare delusi, cercate di farvi consigliare al meglio.

Per chi volesse approfondire l’argomento, suggeriamo la lettura di alcuni articoli in cui abbiamo già trattato l’argomento sull’accuratezza della frequenza cardiaca:

Su Amazon potrete poi trovare diversi libri per utilizzare al meglio gli allenamenti basati sulla frequenza cardiaca. Per chi fosse interessato a questa tipologia di allenamenti, suggeriamo di leggere The Big Book of Endurance Training and Racing di Phil Maffetone. Buona fortuna con la preparazione della stagione autunnale: correre è sempre bello, a qualunque velocità!

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Runscribe in depth review http://therunningpitt.com/2017/07/runscribe-depth-review.html http://therunningpitt.com/2017/07/runscribe-depth-review.html#comments Tue, 04 Jul 2017 06:20:35 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6043 Runscribe is a real biomechanics lab under your feet. Before Thanksgiving 2016, Massi got a phone call from his San Diego’s friend suggesting to buy a new running toy to support running form and reduce injuries going forward. The marketing motto was probably not how Runscribe wanted to promote its key product but we decided […]

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Runscribe is a real biomechanics lab under your feet. Before Thanksgiving 2016, Massi got a phone call from his San Diego’s friend suggesting to buy a new running toy to support running form and reduce injuries going forward. The marketing motto was probably not how Runscribe wanted to promote its key product but we decided to test it for multiple months. During Christmas we had the chance to assess properly Runscribe’s abilities: immediately we felt in love with the tool and in March 2017 we published the Runscribe Italian review, which was one of the top reading among Italian runners. Few months down the road we decided to improve the original version, add more accurate data, using the new Infographics style we have adopted with Pitt 2.0 and make the English version available as well.

RunscribeWhat is the  Runscribe? Scribe Lab, a company based in San Francisco, California, introduced few years ago a footpod in the view of helping the world of running to improve their running technique and reduce injuries. Thanks to improvement in technology we are now able to monitor and measure several parameters of the biomechanics of running. Runscribe’s target fits our Therunningpitt.com mission: they want to democratize the data on running, namely to move advanced metrics outside the lab and take them onto the tracks and field. In other words, Runscribe allows the running community to monitor their training by using an incredible set of data. Runscribe’ brand proposition is to allow users to reduce injuries, improve running economy and run faster by having accurate data with a simple and reliable tools.

RunscribeHas actually Runscribe hit its target? What are the main features making Runscribe something really different from other competitors available on the market? And how can you achieve real improvements thanks to Runscribe? How can we transform the data interpretation into actual and concrete actions? Would we/you recommend the purchase? To which type of users?

Runscribe footpods: how to run injury free with data driven tool

Having tested the Runscribe foot pod on a daily basis for almost 7 months, run two marathons with it, including one sub 2h30, we believe we can make a very objective judgment on its functionalities, on their usage and overall on the practical usefulness of this new gadget for runners. Thanks to the daily running we were able to achieve an incredible collection of Runscribe tests and data analysis with in-depth view for all tastes. Unfortunately we did not wear Runscribe in Breda, the Netherlands, when we run our first ultramarathon of 68.6km, in 4h32 minutes but we believe that our test were quite accurate nevertheless. Before getting started, we want to acknowledge that this review could have not been possible without the support of Maurizio Zugna, who became our English curator and collaborates with our site to expand our audience globally.

Runscribe in brief

RunscribeDo you think that you don’t have enough time to read the whole article? In less than 200 words including a brief graphic section we summarize pros and cons of Runscribe. Clearly we recommend the full reading especially if you are planning to buy it or whether you already have it. Main features and benefits:

  • Its unique double foot pod measures our running symmetry on analytical way
  • A huge quantity of data
  • precise and complete info dashboard
  • A mobile biomechanics lab

Main concerns from an user standpoint

  • A very complex instrument
  • No connection to GPS-watch, no live data during exercise
  • Very tricky data export (how much time should we spend doing it?)
  • Battery life

Briefly, Runscribe is a running sensor which uses 2 tiny smart pedometers so to measure your own way of running. Tight it on your shoes and once your training is completed, you can  determine your running dynamics. You will be able to estimate potential biomechanics problems such as imbalances, to figure out how your running technique, shoes or the ground is influencing your way of running. We think this is a very interesting instrument, although very complex, in due time it will replace the lab tests we, amateur runners, cannot afford to use. However nothing will be able to replace your coach recommendations, Runscribe might help you with interesting data which will allow to improve your running technique.  

Unboxing

RunscribeRunscribeThe box and the user manual are really tiny, but box explanations are very clear. In few minutes I realized immediately how to use the pods. The most interesting aspect, once you open the packages, is that everything is doubled…. because the box contains two foodpods, with Bluetooth Low Energy sensors but also Ant+ very lookalikes to Garmin foot pod with a multicolor flashing light. Both are equipped with a double clip so to position them either on the front side, same as normal foot pod, or on the back side of the shoe. In addition to the sensors and double clips, the box includes a micro USB wire, a portable battery charger which can be easily transported on board of airplanes. Once you unbox it and read the ten-pages-user-manual you can start running, after following three simple rules. First of all, you need to charge up the sensors and download the Runscribe app on your smartphone. This task will allow you to set up the 2 foot pods separately, choosing the color to identify the right from the left one. Together with my 6 years old daughter we opted for green and blue but other four colors were also available.  Last step before running is tightening the sensors to your shoes. Being very conservative we preferred for a traditional front position so to avoid losing them if placed on the back of the shoes. Both positions are possible and none is preferred. You need just to tick your choice on the app; lastly the connection must be well fixed on your shoe so to avoid unnecessary vibrations which might influence the data collection. The ideal positioning varies to the type of shoe but Runscribe recommends a spot with an angle between 35 and 40 degrees which, generally, means the middle position.

Shouldn’t be just four steps? Have you forgotten the GPS link?

The Runscribe system

Runscribe has a great advantage which, for some is also its limit: it does not connect to your GPS. Why? Is this an actual problem? In fact the Runscribe system is completely autonomous from any GPS and will start recording data as soon as you start running. Runscribe stores data only if running cadence is over a certain level. This is really a useful function. And if that was not enough the app allows you to “cut” the initial or final part of your training in case you are not interested in saving the warm-up or the cool-down parts. At the end of the training, data will be exported via Android or iOS and thereafter you can view them. Obviously Runscribe includes the option to operate via web, a much more complete instrument. At the very first data transfer, we immediately figured out that the quantity of information is really impressive. For example, for a 2 hours running session, the footpod will download the data in less than 5 minutes. As well as Strava, once the data are uploaded, you will need just to assign  various tags such as shoes, terrain, type of training and muscle and joint pain, if any.

Really innovative objects. Soon we will be seeing the available metrics but first it is really important a tech advice. Inside the food pod Runscribe you cannot find only a tri-dimensional accelerometer but also a gyroscope and a magnetometer. These three instruments can capture in a very sharp way the 360 degree movement. Obviously then the data processing and data visualization algorithms will make the difference between a normal product and an excellent one such as Runscribe. Data recorded are so innovative that, still today, there is no available GPS able to support them. Perhaps down the road Garmin IQ version 2 installed on Fenix 5 will make the connection to watches possible. The management of Runscribe is supporting carefully its technological evolution but so far it is impossible to make talking Garmin and Suunto with such two objects. We hope that the landscape will change with the introduction of standardized running dynamics from the Ant+ association. But as of July 2017, there is no sign that integration between Runscribe and GPS will be fast.

Runscribe tracking metrics: follow the data

As well as all technologies based on accelerometers also Runscribe has got a plethora of data with the target to measure many running parameters for the use of all amateur runners. But what do they need? What do they measure? How are they displayed?

Runscribe metrics. Runscribe has 14 different metrics. The first four are traditional: the number of steps made during the training, the distance in kilometers, the average speed expressed in min/km, the cadence in step/min. Other two are also available on the Garmin running dynamics: the length of the step in meters and the ground contact expressed in milliseconds.

RunscribeDashboard tool. Runscribe developed an info-dashboard named “Runscribe dashboard” which shows in a very intuitive manner the summary of your training to those who had no time to read in details the various metrics.

  • Motion: what is your foot rest style? Runscribe estimates which part of your foot gets in touch with the ground first.
  • Pronation: do you pronate? Or supinate?
  • Synthesis of symmetry: is your running style properly balanced?

All such data are mathematically determined in the follow up with dedicated metrics, we cannot deny that since the first days we only focused on the summary since it is well done and give good indications on how to improve.

Innovations. After few days of usage, the curiosity of the fresh owner of the Runscribe system got the power. To analyze the eight metrics is very intriguing for their uniqueness. Mainly the data can be split in three categories: in particular those helping you to evaluate your running efficiency. Then there are other metrics analyzing the running shock and those for the movement/motion. Since there are 2 foodpods, for each one of the metrics we can calculate the running symmetry, really a different level of analysis compared to what provided by Garmin on balance!

RunscribeHistograms. For the first time, the info-dashboard doesn’t show only the average figure and its trend throughout the time. Runscribe activated an histogram function  with the aim to analyze how the metrics are spread and allow an instant comparison between left and right foot. This is a great feature to analyze possible unbalancing and recommend possible improvements. We truly believe that it is necessary to use such instrument together with slow-motion filming like Kinovea. Filming is an integral part of your improvement, if you don’t know how to do it, we suggest that you read Running Revolution by Nicolas Romanov.

Users comparison. Runscribe also introduced the possibility to compare users among the community. It is basic data, but also powerful tool: how do you know otherwise whether your posture is good, without proper comparison? We believe that in the future Runscribe will also include sorting by age and other characteristics.

Getting back to the 3 types of data we will be focusing on one main question: what are they for? The reading of the next paragraphs is for analytical runners, if you find something puzzling, our infographics aims to simplify the concepts and get you the main idea.

Runscribe, running dynamics and running efficiencies

RunscribeRunscribeIn order to analyze with an actual example, since my daughter rejected the idea of being filmed while running, we have run the 2017 Milan Marathon in 2 hour and 36 minutes and provided our key findings in this article. In the Italian version of the Runscribe article, we used data from Emma Coburn and inferred her running dynamics but here we prefer to be more precise and gives you a better indication on what are the key advantages of using Runscribe as data driven tool for Runners. Here we did not trim the data, and in fact Runscribe shows 3 hours and 1 minutes for the marathon, since it includes also warm up and cool down.

RunscribeIn the italian version of the site, we talked about running efficiency, describing the relation between the length of the step and the cadence. We analyzed the cadence of Italian runners on Strava. To simplify the matter, the running speed is a function of both variables but in order to gain real benefits, you must attempt to train without changing too fast your way of running. We run the half marathon at 185-190 steps per min with an average length of 1 meter and 30 to 50 cm.

Nothing new so far: we don’t need Runscribe to get such data! The real new is that Runscribe calculates the flight ratio, meaning that it calculates the time on air when none of the feet touches ground. During walking this relation is equal to 0% while running it tends to increase. The faster the running speed the higher this figure will be, on Runscribe database they estimate that at running at 4’20” min/km this ratio will be at 15% when if the paste is 4’00” it raises to 23%. On the fast half marathon we spend between 40 and 50% of our time flying, not bad and just little shorter than the running professionals. During the Marathon our ratio was constantly to 28-29%, as outlined in the Infographic. Contact time looks higher, 225 ms to 229 ms, than what we measured in other marathons, but quite consistent with my running style.

Also very interesting are indeed two other metrics about shock and movement analysis.

Running dynamics: movement metrics

The movement metrics analyze what happens when the foot touches ground. In other words, it determines the type of foot strike. Moreover Runscribe estimates how the foot moves to pronation and at what speed this happens. McDougall claims in his book “Born to Run” that the heel strike has double chance of injury compared to those runners landing on the forefoot. However, the attentive reader will note that the Harvard studies had no supporting materials from others (for example Kleindienst, 2003 and Walther, 2005). However, the real news is that the Runscribe database will be able to provide new light on such subject in some years basing on a really significant sample.

For what concerns the pronation, the movement is completely natural, being an effective mean of force absorption of impact on the ground. Runscribe measures the range of the pronation, meaning the interval of the angle movement (in degrees) of the foot toward the inside between the foot heel and the point of max pronation. Even the pronation was seen as a possible risk of injury, we hope the database Runscribe will enlighten us on such matter.

In brief, the shock indicators are the following:

  • Type of foot strike: forefoot, midfoot, heel
  • Pronation excursion: it calculates the angle of pronation of the foot from the moment it touches ground till max pronation
  • Max Pronation Velocity: the max speed of pronation between the moment the foot touches ground and the point of max pronation

At the Milan Marathon our performance was consistent: we are clearly midfoot runner, while the right leg is faster than the left.

Running dynamics: shock metrics

RunscribeWe believe that the shock metrics are really interesting. As everybody knowns, from a biomechanical point of view, the running generates an heavy impacts of the foot on the ground. Such shock generated by the foot is then transmitted to the whole body. Runscribe is able to calculate (indirectly) its impact through the changes of speed as determined by the accelerometer. Runscribe estimates an index for the potential risk of injuries, the higher this number, the higher such risk. The two indicators are therefore:

  • Impact Gs: calculation on the impact of the vertical forces given by the foot impact on the ground
  • Braking Gs: calculation of the horizontal impact

We show an impact GS at 10 G and a Braking GS at 12 G compared to the average runner who has an higher value for the vertical impact (because of the heel support) and a lower number for the horizontal (because the impact was already cushioned by the heel). We believe that we should work to improve these parameters with some Strength and conditioning for Endurance runners.

Running Dynamics: symmetry

Finally, the running symmetry. The beauty to have two sensors is that Runscribe is able to calculate the full data set for each single leg avoiding the measuring via the cardio heart rate monitor.

RunscribeRunscribeSymmetry. Precisely for the reason outlined above, Runscribe will verify the symmetry in all metrics. Till now it has been very difficult to measure possible imbalances analytically, from now on we will be able to answer to questions such as: is the support symmetric? Do we raise the legs in the same way? Do we need to strengthen one leg vs the other? For example in my case, with low drop shoes at a relative high speed, I am going to rest on the forefoot on my right foot, while the left I will support by midfoot and tending to heel in certain situations. Clearly Runscribe will be used as informative diagnosis but for the time being they haven’t activated recommendations on what to change on your running mechanics. And, as in many other cases, complex data requires the involvement of an expert for the proper interpretation. And what about the marathon? Well, by looking at the infographic, we run quite symmetrically, except for the motion metric.

Calibration and Battery life

Since the system Runscribe doesn’t connect to any GPS watch, it needs by definition to be “calibrated”. How long does it take? And above all, once calibrated, is it precise? What about the use on the treadmill?

RunscribeCalibrate the food pod. Exactly for the above mentioned reason, it is essential to update the distance during the first week of running. The calibration is an easy task: once extracted the data from the pedometer, you will just need to take the length of your running and import it into the synthesis of your training. With the passing of the days the algorithm of calibration will influence the calculation of the distance and, providing that you run on the same route, in few sessions you will get a result surprisingly accurate. Browsing on the Runscribe forum it seems that other users found the process is working fine unless the way of running varies according to your running speed.

Runscribe on treadmill. We completed several runs on treadmill with Runscribe. Even in this case we were not surprised by the quality of the outcome, we actually recommend to use it on the treadmill so to understand how is your running technique in ideal conditions, may be running slowly for 50 minutes but collecting very interesting information.

How does your running technique vary compared to the speed? We faced this subject some time on the analysis of the running dynamics on Garmin second part, unfortunately in Italian but with Runscribe we can get much more detailed studies. According to our data, we see the same relationships already outlined, but we are welcome to receive comments and additional suggestions for studying the matter.

Battery life. By reading the technical specs of Runscribe the battery should have a life of 16 hours, according to our tests, instead, the food pods last only around 10 hours. Because I’m often on the go, most likely during transport Runscribe burns a part of the charge. From the app you can check the battery life and understand when and if to recharge the pedometer. Furthermore the color lights will start flashing when the battery is almost dead. After all a very well done system, the battery life is more than enough even for the most demanding runner.

Who needs Runscribe?

RunscribeRunscribe isn’t for everyone, the display running dynamics are incredibly complicated, it takes months to understand how to use them properly. And in fact Runscribe doesn’t winks to weekend joggers but mainly to trainers and amateur athletes interested really to improve by using analytical data. Surely the info are so detailed that, according to the California company, will allow to understand what could be the potential injuries risk factors and the impact on the use of a certain type of shoes. On the first point, however, if you don’t have a detailed knowledge of biomechanics hardly you will be able to establish the potential impact of the injury. And even combining all data it will be hard and complex to create a very sophisticated model on when the runner will get injured.

Shoes analysis and ground impact

RunscribeOne of the most interesting aspect of the new technology by Runscribe is the possibility to analyze the impact of our shoes on the running. On a video published several times on all Social Network we have watched the author of “Natural Running” runs on a track with different types of shoes. At the end of the video there was an implicit note saying that, if we are able to optimize the running technique, then it is almost irrelevant which shoes you are wearing. Obviously Daniele Vecchioni, the founder of the site, recommended anyway to wear “minimal” shoes. Is it really true that the shoe type doesn’t have any impact of way of running? According to the data analysis from Runscribe over a four-months period, we believe that the way of running depends strongly on the choice of shoes wear! It has been very fascinating to analyze how the running metrics vary depending on the shoes used. You don’t need a master’s degree in Statistics to calculate multiple and nonlinear regressions, the Runscribe data dashboard will show you the comparison among the data of all your shoes in a very intuitive way.

Measure the effort. Runscribe, other than the shoes, is able to “modelize” even the effort/fatigue. We all have read the studies summarized by Steve Magness in his book “The Science of Running”. One of the main theories of this book is that in a long endurance race you tend to reduce the speed due to the fatigue.  It is also possible that fatigue has an impact on your way of running and on your foot support. According to Magness and other authors, the fatigue has relevance on the neuromuscular control in a runner. A at certain stage of the race not all muscular fibers will be activated because the brain will attempt to retard the wearying. Therefore as the time pass the runners will be “less” able to soften the impact on the ground. Analytically, using the metric of Impact GS, you will notice that in the graph of a marathon this will tend to increase during the race.

Ground impact on the way of running. Also the type of terrain will influence the way of running since you don’t have the same type of support. We are not able to generalize the idea, but Runscribe offers the option to gather reporting by terrain and suggest how to improve your running form depending on where you run.

Conclusions

Like in all innovative technologies recently introduced on the market, Runscribe showed very promising functions which, in some time, will more adopted by people like us, amateur runners. If you are a running coach or a data runner nerds, you cannot miss these two sensors which flash and change colors. But, most of all, you cannot miss the data from the Runscribe dashboard: for a less-than-two hundred-dollars you probably will be able to understand the potential causes of inefficiency of your running. Bear in mind that the final goal of amateur runners such us is to stay fit and sound and being able to run forever. I still haven’t understood completely how to use the data to improve my running style. I need to spend more time with my running form adviser Pierpaolo, but with the analysis of data and the actual use I believe Runscribe can always improve my running in the “long-run”.

The Runscribe footpods are available on Amazon.com, and directly on Runscribe website (FREE SHIPPING!). If you appreciated the review, please buy with those links, so that we can get a small commission to support the site in reviewing new items.

For deeper analysis on Runscribe and on running mechanics

This article should have helped you to understand whether Runscribe can enter into you future technological arsenal. We attach herewith some links for further insights  other than purchasing Runscribe:

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