Abbigliamento – The Running Pitt http://therunningpitt.com Corsa, allenamento, alimentazione, scarpe e orologi GPS dei podisti amatori che vogliono migliorare le prestazioni in maratona e nelle altre distanze. Corri con Pitt e Massi. Mon, 16 Jul 2018 06:52:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.7 http://therunningpitt.com/wp-content/uploads/2018/03/cropped-apple-icon-touch-125x125.png Abbigliamento – The Running Pitt http://therunningpitt.com 32 32 CEP calze a compressione graduata, la nostra recensione http://therunningpitt.com/2018/03/cep-calze-a-compressione-graduata-la-nostra-recensione.html http://therunningpitt.com/2018/03/cep-calze-a-compressione-graduata-la-nostra-recensione.html#respond Tue, 27 Mar 2018 06:30:15 +0000 http://therunningpitt.com/?p=7007 Negli ultimi anni l’abbigliamento a compressione è diventato sempre più parte integrante del mondo del running. Nello specifico, calze e sleeves (polpaccere) sono sempre più universalmente presenti in ogni gara: sia indossati dagli atleti che negli stand delle expo. Anche qui sul blog, abbiamo avuto già un paio di articoli a riguardo, tra cui la recensione... Read more »

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Negli ultimi anni l’abbigliamento a compressione è diventato sempre più parte integrante del mondo del running. Nello specifico, calze e sleeves (polpaccere) sono sempre più universalmente presenti in ogni gara: sia indossati dagli atleti che negli stand delle expo. Anche qui sul blog, abbiamo avuto già un paio di articoli a riguardo, tra cui la recensione dei Compex Tri Calf sleeves a opera di Massi e quella ormai “storica” (anno 2011!) di Pitt.

CEP Compressione, the intelligent sportswear

Ho conosciuto CEP Sports negli USA dove da parecchi anni è uno dei leader nel settore di abbigliamento a compressione. Mi è chiara e stampata in testa l’immagine dell’urlo di Meb mentre taglia il traguardo vincendo la Boston Marathon del 2014, con le scintillanti calze a compressione bianche proprio di CEP. Da lì, il mio interesse per il marchio è cresciuto e, dopo essermi trovato molto bene con il primo paio di calf sleeve, ho continuato ad acquistare i loro prodotti ai vari stand delle maratone internazionali. Da qualche settimana sono entrato con piacere nel team di Ambassador di CEP Sports Italia e questo mi ha dato modo di provare ulteriormente il loro range di prodotti e di poterli testare durante la preparazione alla mia prossima maratona.

La filosofia della compressione

Il concetto di compressione parte dal mondo della medicina e viene portato nel running con l’intento di migliorare il recupero, incrementare il flusso sanguigno nei muscoli e prevenire gli infortuni. Vediamo come calze e sleeve possano quindi coadiuvare questi aspetti.

Performance e Recupero. Nel libretto incluso con le calze, CEP spiega in dettaglio che la compressione è studiata appositamente per incrementare il flusso di sangue e quindi di ossigeno ai muscoli. Una maggiore ossigenazione migliora le reazioni chimiche e di conseguenza l’energia a disposizione. Allo stesso tempo il lattato viene deviato con maggiore efficienza lontano dai muscoli per favorire il recupero.

Sicurezza e Prevenzione Infortuni. La struttura dei prodotti a compressione stabilizza il muscolo e le articolazioni. CEP utilizza una trama che attiva le tensioni muscolari dando maggior controllo e stabilità, prevenendo quindi distorsioni e slogature.

Da tutte queste caratteristiche, CEP riassume i benefici dei suoi prodotti con la filosofia della “Magia della Compressione” che possiamo riassumere in modo schematico:

  1. Prima dello Sport : attivazione muscolare, prevenzione infortuni in fase di riscaldamento;
  2. Durante lo Sport: miglioramento della circolazione, riduzione vibrazioni muscolari, protezioni di tendini e legamenti;
  3. Dopo lo Sport: incremento flusso sanguigno per il recupero e per l’accelerazione della rigenerazione.

La compressione nei miei allenamenti

I prodotti hanno un packaging curato e la qualità dei materiali utilizzati è veramente ottima. Nello specifico, sono stato molto sorpreso della morbidezza e del grado di imbottitura delle calze a compressione NightTech: solo all’occhio e al tatto fanno venire voglia di indossarle!

CEPSempre nella confezione trovate anche il catalogo che illustra i benefici della compressione e che spiega nel dettaglio come indossare le calze. Sembra banale, ma non lo è affatto! Io stesso ho rischiato molte volte di cadere rovinosamente e/o spaccarmi un paio di falangi per indossare o rimuovere un paio di calze a compressione.
Chi le ha provate può capirmi! Una volta indossate, le NightTech si sono rivelate veramente confortevoli, non si avverte la pressione o una fasciatura eccessiva come mi è capitato per altri marchi (specie vicino al ginocchio). Il comfort è molto elevato specie sulla parte anteriore della calza e sul tallone. L’imbottitura delle dita è ampia e spessa, la zona tallone molto morbida e le cuciture non si sentono assolutamente.

CEPLa corsa con Cep NightTech. Correndoci ho apprezzato il sostegno nella zona della caviglia, ammetto forse è anche un po’ un effetto placebo, ma sicuramente quando si spinge un po’ la sensazione di compostezza del polpaccio e la mancanza di vibrazioni si sentono veramente. Come ulteriore punto a loro favore, le NightTech hanno anche molti dettagli riflettenti sulla parte posteriore in modo da dare un pizzico di sicurezza in più durante le corse con il buio.

CEPUn ultimo punto di domanda che ho sempre avuto su tali calze riguarda il calore. Ho sempre corso in pantaloncini corti anche nella neve e ho sempre quindi pensato che una calza così alta potesse dar fastidio a livello di sudorazione. Mi sono dovuto ricredere anche su questo punto in quanto la costruzione delle calze prevede zone di ventilazione che fanno il loro dovere.

Ovviamente magari a luglio il discorso è diverso, ma in tale situazione CEP ci viene incontro con gli Ultra Light Sleeve che sono molto più sottili, trasparenti e areati delle calze standard. Ho potuto provare questi sleeve al caldo, durante un viaggio di lavoro in Sud Africa, e devo dire che mi hanno stupito, proprio per il fatto di non accorgersi di indossarli!

Conclusioni e approfondimenti

Terminati gli allenamenti dispiace quasi togliere le calze tanto la sensazione è positiva. Complice l’età, i viaggi e il ritmo quotidiano, devo dire che quando supero i 25 km ho trovato veramente notevole differenza nel recupero. Nello specifico l’indolenzimento muscolare del polpaccio è molto inferiore nelle ore e nella serata successiva a un allenamento lungo o intenso. Personalmente è quindi diventata prassi indossare una calza o uno sleeve compressivo per i miei lunghi.

CEPI benefici della compressione però continuano e anzi si amplificano anche dopo l’allenamento e sarebbe quindi opportuno continuare a indossare un capo a compressione. Come extra-benefit, CEP propone anche una calza “normale”, sempre a compressione, che si indossa sotto i vestiti e che aiuta ancora il recupero e che consiglio anche per i lunghi viaggi aerei sfruttando le idee iniziali e tornando all’origine del concetto medico di compressione.

Ovviamente il recupero ottimale non è dato unicamente da una buona compressione, ma anche da un giusto pasto post-allenamento, giusta integrazione e… giusta bottiglia di vino.  Trovate i prodotti CEP sui migliori siti di ecommerce, tra cui:

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Zalando Running http://therunningpitt.com/2018/02/zalando-running.html http://therunningpitt.com/2018/02/zalando-running.html#respond Mon, 19 Feb 2018 07:56:30 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6836 Non è una sorpresa che gli acquisti via Internet stiano prendendo sempre più piede anche nel mercato del podismo. Confrontandoci con molti podisti amatori, la percentuale di chi acquista via Internet sta aumentando sensibilmente, pensiamo che sia in generale intorno all’8% per i podisti italiani, e al 15% per chi legge il blog. Questo fenomeno... Read more »

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Non è una sorpresa che gli acquisti via Internet stiano prendendo sempre più piede anche nel mercato del podismo. Confrontandoci con molti podisti amatori, la percentuale di chi acquista via Internet sta aumentando sensibilmente, pensiamo che sia in generale intorno all’8% per i podisti italiani, e al 15% per chi legge il blog. Questo fenomeno è anche alla luce dei minori costi delle scarpe, della maggiore scelta e soprattutto della praticità dell’acquisto. Si ordina e dopo pochi giorni/ore si riceve il prodotto a casa. Finora il limite era la difficoltà di provare il prodotto, ma grazie allo sviluppo dell’e-commerce, questo limite “sembra” superato. In effetti ultimamente sembra che esista una convergenza tra le tipologie d’acquisto: i grandi marchi stanno sponsorizzando sempre più le vendite via Internet, i negozi anche.

Zalando RunningOggi recensiamo brevemente una delle realtà più innovative nel mondo dell’e-commerce, Zalando, retailer tedesco quotato alla borsa di Francoforte che dal 2011 è entrato nel mercato Italiano e da un paio d’anni vende online scarpe per podisti amatori.

Zalando Running, la tecnologia al servizio del podista

Zalando RunningInizialmente nata come società e-commerce per fornire prodotti fashion al pubblico europeo, da pochi anni Zalando si è affermata anche nel settore sportivo e in particolare nel running. Disponendo di una piattaforma tecnologica molto avanzata, il player tedesco  utilizza le sue capacità digitali per offrire ai suoi clienti un’esperienza d’acquisto molto facile e soprattutto un fantastico customer service.

Zalando, punti di forza

Se acquistare online è sempre vantaggioso economicamente, perché non tutti lo fanno? Le ragioni sono semplicemente due: non è possibile capire da Internet se la scarpa è adatta alle nostre esigenze e non è facile effettuare resi. In effetti, anche per il podista esperto, provare la scarpa è fondamentale per riuscire a capire quale sia quella giusta. Probabilmente pochi sapranno che Zalando nel 2008 ha adottato la brillante filosofia “Cry tears of joy or send it back”. In altri termini, o vi piace, o la restituite gratuitamente. È un concetto così brillante che non soltanto potrete restituire ciò che non vi piace, ma lo farete al vostro negoziante sotto casa, dal tabaccaio o dal giornalaio. Anche se la politica di reso è parte integrante del retailer tedesco, negli anni Zalando ha cambiato il suo slogan di marketing in “Zalando, be happy”. E in effetti sono state migliorate le politiche di visualizzazione degli oggetti, con foto tridimensionali e più informazioni su quello che si sta comprando proprio per evitare un numero eccessivo di resi. E secondo noi questa scelta funziona, anche se ci aspetteremmo l’aggiunta di caratteristiche tecniche della scarpa e un confronto visivo con altri modelli.

Ma senza dubbio la consegna è rapida, paragonabile al grande player americano d’e-commerce e il servizio eccellente. Se proprio non vorrete recarvi al vostro tabaccaio di fiducia, potrete anche chiedere la riconsegna direttamente a casa entro cento giorni dall’acquisto.

Zalando, i migliori marchi

Zalando RunningNessun retailer ha la possibilità di vendere un numero infinito di marchi. Ma Zalando ne copre parecchi. Dal nostro punto di vista, quelli consigliati e che abbiamo avuto modo di provare sono i seguenti, in rigoroso ordine alfabetico:

Zalando RunningOvviamente altre marche sono disponibili, si tratta solo di avere la pazienza di studiare i “negozi”. I negozi virtuali sono il modo in cui Zalando classifica le scelte del portale e permettono all’utente un’ottima selezione, anche grazie alla visualizzazione dei diversi modelli.

Campagna Sport Performance

Infine, su Zalando esistono sempre diverse promozioni. Questa settimana, proprio per stimolare la vendita di scarpe e di abbigliamento sportivo, è stata attivata una Campagna Zalando Sport Performance, proprio per incentivare le vendite di scarpe sportive. Zalando Sport Performance offre uno sconto del 15% percento per l’acquisto di prodotti sportivi, un paio di scarpe sportive, più un capo d’abbigliamento sportivo a scelta:

Zalando RunningNota: validità del codice, dal 19/02 al 25/02 acquistando almeno un paio di scarpe sportive + un capo di abbigliamento sportivo nella stessa categoria (ENTRAMBI da uomo o da donna). Valido solo una volta | Non rimborsabile in denaro | Non cumulabile con altre offerte | Non valido per l’acquisto di buoni regalo.

Conclusioni

Il nostro suggerimento resta quello di scegliere le scarpe che più si adattano al vostro modo di correre e di affidarvi nella scelta a persone competenti. Ricordiamoci che non esiste la scarpa giusta, ma solo quella per voi! Ma una volta determinati i vostri gusti e il modo di correre, acquistare su Internet potrebbe essere una scelta vincente per il vostro portafoglio. Utilizzare Zalando negli acquisti ha sempre più senso sapendo che potrete restituire gratuitamente entro cento giorni qualunque prodotto alla vostra cartolibreria o al tabaccaio sotto casa. Soprattutto se la scarpa è al “prezzo giusto”. Al massimo potreste combinare una nuova sneaker con una camicia per vostra moglie.

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Route Collection di CTW Sport http://therunningpitt.com/2017/08/route-collection-di-ctw-sport.html http://therunningpitt.com/2017/08/route-collection-di-ctw-sport.html#respond Thu, 31 Aug 2017 07:30:23 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6234 Qualche settimana fa mi è arrivato un completo da corsa di CTW SPORT, della nuova Route Collection, collezione suddivisa in tre tipologie di prodotti: io ho scelto lo “smanicato” e i “panta coscia” della collezione Stretch (aderente). Le altre due sono Double, con prodotti utilizzabili sia in corsa che nella quotidianità e Piuma, dove la leggerezza... Read more »

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Route CollectionRoute CollectionQualche settimana fa mi è arrivato un completo da corsa di CTW SPORT, della nuova Route Collection, collezione suddivisa in tre tipologie di prodotti: io ho scelto lo “smanicato” e i “panta coscia” della collezione Stretch (aderente). Le altre due sono Double, con prodotti utilizzabili sia in corsa che nella quotidianità e Piuma, dove la leggerezza del capo viene messa al primo posto.

Dopo diversi utilizzi, non posso fare altro che confermare quanto scrissi un anno fa: tessuto leggero e molto morbido, vestibilità perfetta, nessun fastidio nemmeno nelle giornate più calde, quando si suda parecchio.
I pantaloncini sono decisamente migliorati rispetto al modello dell’anno scorso, con in più la possibilità di scegliere la versione preferita a seconda delle proprie esigenze (BASIC, PRO con la multitasca per chiavi ecc., PRO+ con in abbinamento anche un paio di slip tecnici).

Ottima come sempre l’interazione con i produttori, del resto non è frequente trovare delle realtà che permettono di testare gratuitamente i propri prodotti a casa per decidere quali tenere e quali eventualmente restituire, segno che la fiducia nella qualità di quello che si vende è praticamente totale!

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Compressione Compex Trizone Calf, la recensione http://therunningpitt.com/2017/04/compressione-compex-trizone-calf-la-recensione.html http://therunningpitt.com/2017/04/compressione-compex-trizone-calf-la-recensione.html#comments Fri, 21 Apr 2017 06:34:27 +0000 http://therunningpitt.com/?p=5543 La compressione nel running è entrata dalla porta secondaria, inizialmente scelta da pochi coraggiosi e contestata dai podisti luddisti con la scusa che “i keniani non la usano”. Ma con il tempo, sempre più runner hanno deciso di adottarla, non tanto per migliorare le prestazioni ma per facilitare il recupero. Su questo blog ne avevo... Read more »

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La compressione nel running è entrata dalla porta secondaria, inizialmente scelta da pochi coraggiosi e contestata dai podisti luddisti con la scusa che “i keniani non la usano”. Ma con il tempo, sempre più runner hanno deciso di adottarla, non tanto per migliorare le prestazioni ma per facilitare il recupero. Su questo blog ne avevo già scritto quasi sei anni fa, ora la situazione è decisamente evoluta e negli ultimi anni molte altre aziende hanno introdotto nuove tecnologie. Anche Compex, azienda leader dell’elettrostimolazione ha sviluppato la sua versione innovativa, la polpaccera Compex Trizone Calf. “Massi” Milani l’ha provata e ha preparato la sua recensione dettagliata.

Compex Trizone Calf, la polpaccera evoluta

A causa della mia alimentazione a basso consumo di carboidrati, della mia non più giovane età, del numero elevato di chilometri settimanali oltre al miglioramento della tecnica di corsa, mi capita ogni tanto di avere problemi di crampi ai polpacci. Certamente la mia conoscenza di alimentazione è migliorata negli ultimi anni: leggendo L’arte e la scienza della prestazione a basso consumo di carboidrati ho deciso di assumere alcuni integratori per facilitare il recupero e per aggiungere i minerali mancanti alla mia alimentazione.

Ma ho capito comunque che non era l’unico aspetto da gestire, mancava un pezzo del puzzle: nonostante tutti gli accorgimenti possibili, recuperare da un allenamento intenso è sempre più complesso con il passare degli anni. Nella corsa è la combinazione di fattori che rendono la nostra performance migliore, il nostro sforzo meno intenso e il nostro recupero più rapido. Per esempio, anche il pasto successivo all’allenamento ha un impatto cruciale: tanto più la sessione è stata intensa, tanto più diventa fondamentale curare cosa e quanto assumere dopo. Ma altri aspetti possono aiutare.

Compex Trizone CalfQualche mese fa ho avuto la fortuna di entrare in contatto con una delle aziende più innovative in Italia, Compex, che ha creduto nella filosofia del sito: aiutare il podista amatore di qualunque livello a migliorare la propria performance. L’azienda mi ha inviato gratuitamente le polpaccere Compex Trizone Calf, che ho usato da febbraio per la preparazione della Maratona di Parigi, con l’obiettivo di migliorare il mio recupero in allenamento e in gara.

Ma davvero le polpaccere e la compressione aiutano a correre più velocemente? Per quale ragione varrebbe la pena utilizzarle? È proprio vero che facilitano il recupero post allenamento? Perché i keniani non le utilizzano? E soprattutto, come le polpaccere Compex Trizone Calf si differenziano rispetto alla pletora di offerte a disposizione sul mercato? Nella seguente recensione troverete una serie di risposte che potranno fare chiarezza sull’argomento. Come disclaimer, non abbiamo ricevuto e non siamo interessati a ricevere alcun compenso per questa recensione. Pur essendo soltanto podisti amatori evoluti, le nostre conoscenze analitiche ci aiutano a diffondere in maniera semplice le nuove tecnologie, uno dei principali obiettivi del sito, oltre a permettere ai podisti di tutti i livelli di correre meglio. La filosofia resta la stessa di sempre, no test, no party: non possiamo valutare analiticamente quello che non testiamo. Prima di descrivere il prodotto, parliamo della compressione in generale nel running.

Calze a compressione nel running

Se fino a qualche anno fa i prodotti a compressione si trovavano solamente sulle gambe di diabetici e hostess, ora nelle principali gare italiane è diventata consuetudine vedere parecchi atleti e podisti amatori con calze a compressione, per migliorare le proprie prestazioni e per aiutare il fisico a recuperare più velocemente.

Facilitare il recupero. Come abbiamo scritto nell’introduzione, gli indumenti a compressione sono da diversi anni sempre più popolari, ma ci faranno andare più velocemente? Vale davvero la pena per noi podisti comprarli? La prima risposta è sicuramente no. Analisi mediche hanno mostrato risultati non significativi nel valutare le performance in gara dei podisti, quindi se le utilizzerete per correre più velocemente, probabilmente sarà soltanto un effetto placebo. D’altro canto, non esistono nemmeno analisi che indicano un rischio di peggioramento. È stato invece dimostrato che indossare delle polpaccere a compressione durante una gara faciliterà il recupero perché ridurranno i traumi ai polpacci, la concentrazione di acido lattico nel sangue durante la corsa, aiutando la circolazione sanguigna. La stessa cosa si verifica se le indossiamo solamente dopo l’allenamento intenso oppure post-gara. Chiaramente resta fondamentale scegliere la compressione e la taglia giusta, per garantire un effetto adatto al proprio corpo.

Compex Trizone CalfCompex Trizone CalfI keniani, i top runner e la compressione. Ma i più scettici hanno la domanda pronta: “Ma perché i keniani non usano la compressione?”. Sono sicuro che tutti coloro che hanno letto il libro I segreti della corsa sappiano la risposta. Secondo gli autori del libro, una delle caratteristiche del podista perfetto è il polpaccio piccolo, un vantaggio biomeccanico per correre più velocemente e più a lungo. Paradossalmente, avere una muscolatura del polpaccio più sviluppata vi farà correre meno velocemente, almeno in sport di endurance. Al tempo stesso è mostrato che il vantaggio principale della compressione è per estremità inferiori molto muscolose. Quindi i keniani non ne hanno bisogno, mentre noi poveri amatori potremmo sicuramente trarne un beneficio. C’è comunque anche un aspetto psicologico da non trascurare. Si racconta che il mezzofondista Symmonds utilizzasse la compressione dopo l’infortunio al polpaccio, per avere un sostegno fisico che lo portasse a spingere al massimo durante l’allenamento. La compressione gli garantiva la possibilità di allenarsi duramente, senza temere una ricaduta, almeno psicologicamente.

Compex, l’azienda

Compex Trizone CalfSono sempre stato affascinato da aziende innovative che riescono a inventare qualcosa di nuovo. La cosa vale nella tecnologia ma anche nel mondo dello sport. Compex fa parte di questa tipologia di società. In italia è famosa per l’elettrostimolazione, tecnologia che negli ultimi anni è stata utilizzata dagli sportivi più evoluti. La tecnica dell’elettrostimolazione si è diffusa anche in Italia, non soltanto per il recupero muscolare, per la prevenzione delle lesioni, per la rieducazione o il trattamento dei dolori, ma anche per la preparazione fisica. Ne parleremo a maggio sul blog.

Ma cosa c’entra l’elettrostimolazione con la compressione? Compex fa parte del gruppo americano DJO, leader mondiale nel settore ortopedico, con l’obiettivo dichiarato di offrire ai propri clienti prodotti di altissima qualità e un servizio clienti eccellente. E sono stati proprio gli ingegneri americani della capogruppo, con un’esperienza di quasi settant’anni nei settori della rieducazione, del trattamento del dolore e dell’allenamento sportivo, a sviluppare la tecnologia Trizone negli Stati Uniti. Venduta oltreoceano con il marchio Donjoy, che ha sponsorizzato mezzofondisti illustri come Nick Symmonds, grazie a Compex è stata introdotta anche nel nostro paese, e da qualche mese ho avuto l’onore di provare uno dei loro prodotti.

Unboxing

Compex Trizone CalfCompex Trizone CalfCompex Trizone CalfAbbiamo ripetuto due volte l’apertura del prodotto, essendo le polpaccere inserite individualmente in due scatole nere. La confezione è disegnata molto bene, guardando i diversi lati della scatola si capisce immediatamente che conterrà un prodotto speciale. Nella parte anteriore troverete una foto rappresentativa, su quella posteriore il dettaglio di tutte le caratteristiche e i benefici del prodotto. Infine sui lati la scatola presenta una descrizione sintetica del prodotto in diverse lingue oltre alla guida sulle taglie. Non manca in copertina il QR Code per chi vuole approfondire le caratteristiche via internet. Il sito internet suggerisce di misurare correttamente il polpaccio per scegliere la taglia più adeguata al vostro fisico. Le taglie della polpaccera dipendono dalla dimensione del polpaccio. Spendere qualche secondo per misurare il vostro polpaccio potrebbe essere una buona idea, tipicamente una M dovrebbe essere adeguata alla maggior parte dei podisti, con una circonferenza di 33-38 cm.

Il dettaglio conta. Il prodotto è esteticamente molto interessante, secondo i documenti di marketing dell’azienda svizzera, la polpaccera Compex Trizone combina in un design unico compressione e sostegno. Appena indossate, la sensazione è che la compressione sia davvero variabile a seconda delle zone della gamba, grazie al tessuto elastico e alle fasce di silicone, che non esistevano in modelli di calze di qualche anno fa. La scelta di utilizzare come tessuto la fibra di bambù si è dimostrata vincente, perché antimicrobica e antibatterica. Ho apprezzato il fatto che le Trizone siano antiodore, caratteristica gradita anche per i miei continui viaggi con un piccolo trolley.

Polpaccere Trizone Calf per facilitare il recupero

Per chi compra via Internet senza andare in negozio, diventa molto complessa la scelta per qualunque oggetto podistico. Se è vero che in generale le polpaccere a compressione aiutano il recupero dell’atleta, quelle Compex Trizone Calf hanno sicuramente ulteriori punti a favore rispetto, per esempio, a prodotti non di marca, private label. Compex Trizone Calf è una delle migliori scelte dell’amatore evoluto che vuole ottimizzare il proprio recupero. Vediamo le principali caratteristiche della polpaccera.

Compex Trizone CalfCompex Trizone CalfTre zone, tre obiettivi. Come dice anche il nome, la Calf si compone di tre zone con diversi obiettivi. In primo luogo, la polpaccera contiene delle fasce di silicone per favorire la stabilizzazione e assicurare il sostegno al polpaccio. Secondo i documenti di marketing di Compex, questa scelta favorisce la propriocezione, per riconoscere il proprio corpo nello spazio. Nelle nostre uscite quotidiane abbiamo verificato che in effetti il sostegno al polpaccio fosse davvero fermo, non ci è mai capitato che le polpaccere scendessero o si spostassero con la corsa. Troppo presto per dirlo, ma in generale ci sembra una scelta vincente. Con il passare del tempo aggiorneremo il blog, ma la sensazione è che possano durare per un paio d’anni senza problemi. Nelle Trizone esiste poi una seconda zona di compressione atta a favorire la circolazione sanguigna e assicurare un sostegno moderato all’articolazione e ai muscoli. In questa parte della calza, ci è sembrato che la polpaccera stringesse il polpaccio in maniera adeguata, non esageratamente. La polpaccera non è nemmeno sembrata troppo molle. La parte più bassa infine presenta una zona con compressione più leggera, per una migliore vestibilità e facilità di movimento. Non conosco la scienza della compressione nello sport, ma la sensazione è che sia stata un’altra scelta vincente, non credo che anatomicamente la parte collegata al tendine d’Achille abbia bisogno di grande compressione.

Indossare le Trizone. Si noti che esiste solamente un modo corretto d’indossare le Trizone, forse non adeguatamente spiegato nel manuale e via web. La regola semplice è che la parte di silicone si deve posizionare sul polpaccio, con le scritte Compex e Trizone nella parte posteriore. L’azienda dimostra di essere più focalizzata alla performance che al marketing: perché posizionare il proprio marchio in posti non visibili? Ma dal punto di vista ingegneristico nel design delle polpaccere e della sicurezza in corsa, niente è lasciato al caso: nella parte inferiore troverete la zona riflettente per le uscite serali, in quella superiore una banda interna elastica a forma esagonale per permettere una perfetta aderenza sulla gamba. Chapeau direbbero i nostri amici francesi! Tra l’altro alla maratona di Parigi ho conosciuto parecchi atleti Compex francesi, “per fortuna” al traguardo sono arrivati dietro…

La nostra esperienza con le Trizone Calf

Compex Trizone CalfNon era la prima volta che utilizzavo prodotti di compressione, ma non mi era ancora capitato di indossarli durante gli allenamenti. Da un lato, ho sempre pensato che prodotti di questo tipo potessero rovinarsi e quindi che l’efficacia della compressione diminuisse sensibilmente con il tempo. Con le Compex Trizone Calf, invece la cosa finora non è successa, grazie alla ottima qualità dei materiali scelti dall’azienda svizzera per la realizzazione dei loro prodotti. Le abbiamo usate quasi ininterrottamente per due mesi, in sedute molto intense, tipo lunghi alternati, oppure su sessioni di medio variato. Ma anche gli altri allenamenti hanno facilitato il recupero. Le sensazioni sono state positive, soprattutto durante le uscite di “recovery run” post allenamento, ma anche nelle poche uscite di bigiornaliero, in cui la voglia di correre tendeva a zero. Abbiamo notato che le Calf hanno reso le gambe più leggere, soprattutto in quelle uscite lente pensate proprio per recuperare.

Sarà magari l’effetto psicologico, ma per la prima volta da quando corro non ho avuto problemi di crampi all’arrivo, alla Maratona di Milano al massaggio post-gara la sensazione era di essere stato protetto molto bene. Come regola generale, ho indossato le Calf per un tempo doppio rispetto a quello dell’allenamento, evitando però di portarle in ufficio. Per un allenamento molto lungo, oppure dopo una gara importante, ho cercato di tenerle il più possibile, rimettendole dopo il massaggio post gara. Dopo le maratone di Milano e Parigi, le ho tolte soltanto dopo cena. Penso che siano molto utili anche durante un lungo viaggio in aereo, e sicuramente le indosserò in caso di volo internazionale.

Conclusioni e approfondimenti

Abbiamo davvero apprezzato la capacità di compressione e di recupero delle Compex Trizone Calf. Non va però dimenticato che non debbano essere viste come l’unico strumento di recupero. Mangiare adeguatamente, allenarsi consapevolmente, dormire a lungo sono tutti strumenti che se combinati con la corretta compressione, faciliteranno il recupero. E se indosserete le Calf dopo l’allenamento, avrete la certezza che il vostro prossimo allenamento intenso sarà corso molto più rapidamente.

Le Compex Trizone Calf sono disponibili per l’acquisto sul sito della Compex e nei migliori negozi di running. Si noti che sui siti e-commerce, il prodotto è venduto singolarmente. Per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento sulla compressione, suggeriamo la lettura dei seguenti articoli, in alternativa siamo sempre disponibili a rispondere ai vostri commenti:

– Sito Compex Italia, molto interessante con articoli sull’elettrostimolazione
– Articolo sul recupero post maratona
– Articolo sulla compressione nel podismo
– Articolo sugli integratori della corsa

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Primo meeting degli ASICS FrontRunner Italy http://therunningpitt.com/2017/04/meeting-degli-asics-frontrunner-italy.html http://therunningpitt.com/2017/04/meeting-degli-asics-frontrunner-italy.html#comments Thu, 13 Apr 2017 07:28:49 +0000 http://therunningpitt.com/?p=5477 Lo scorso fine settimana sono stato a Cuneo, al primo meeting organizzato da ASICS per i trentacinque FrontRunner scelti per rappresentare l’Italia. Poco più di ventiquattr’ore tra venerdì e sabato, ma veramente molto intense e dense di informazioni. Un gran bel primo impatto con la sede italiana dell’azienda giapponese, per la presentazione del “progetto” FrontRunner:... Read more »

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ASICS FrontRunner ItalyLo scorso fine settimana sono stato a Cuneo, al primo meeting organizzato da ASICS per i trentacinque FrontRunner scelti per rappresentare l’Italia. Poco più di ventiquattr’ore tra venerdì e sabato, ma veramente molto intense e dense di informazioni.
Un gran bel primo impatto con la sede italiana dell’azienda giapponese, per la presentazione del “progetto” FrontRunner: valori e obiettivi comuni per ricercare il miglioramento continuo e lavorare tutti in un’unica direzione, prendendo spunto da quanto fatto negli anni scorsi dai colleghi europei.

Dopo i vari interventi dello staff ASICS, ho avuto l’immediata sensazione di trovarmi all’interno di una piccola grande famiglia, più che di una multinazionale! Grande affiatamento e partecipazione, con la consapevolezza che ogni individualità è importante allo stesso modo per raggiungere l’obiettivo comune. Impressioni tra l’altro confermate anche alla cena, in un bel locale del centro.

Stefano BaldiniMolto interessanti anche le informazioni tecniche sulle nuove tecnologie presenti nelle calzature recentemente messe sul mercato (droga pura per uno shoe’s addicted come me!), con qualche accenno anche sui lanci futuri, che molto probabilmente avremo la fortuna di provare in anteprima.
Tra tante foto, video e “cambi d’abito”, si è trovato il tempo anche per fare un’uscita di corsa tutti assieme, da sfruttare fino in fondo perché non capita tutti i giorni di correre fianco a fianco con Stefano Baldini!

Con l’occasione ci è stato consegnato altro materiale tecnico ASICS FrontRunner, incluso un altro paio di scarpe. Dopo le ASICS DynaFlyte e le ASICS Gel-DS Racer 11 (in questo articolo le prime impressioni) arrivate qualche settimana fa, ecco le ASICS NOOSA FF, con intersuola in FlyteFoam come le DynaFlite. Le ho già provate in un paio di uscite, a breve la recensione completa… nel frattempo, trovate le caratteristiche complete sulla pagina ufficiale ASICS, volendo potete acquistarle anche su Amazon.

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Flumen Collection di CTW SPORT, la prova sul campo http://therunningpitt.com/2016/05/flumen-collection-di-ctw-sport-la-prova-sul-campo.html http://therunningpitt.com/2016/05/flumen-collection-di-ctw-sport-la-prova-sul-campo.html#comments Tue, 17 May 2016 06:15:07 +0000 http://therunningpitt.com/?p=4313 Qualche settimana fa mi è arrivato in prova il completino da corsa second skin (t-shirt “Volga” e pantaloncino “Ural”) di CTW SPORT, azienda italiana con esperienza trentennale nel tessile. CTW sta per “Customized Technical Wear” (Abbigliamento Tecnico Personalizzato), un concetto che però va oltre alla sola creazione e produzione di abbigliamento sportivo: mission dell’azienda è quella... Read more »

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CTW SPORT VolgaQualche settimana fa mi è arrivato in prova il completino da corsa second skin (t-shirt “Volga” e pantaloncino “Ural”) di CTW SPORT, azienda italiana con esperienza trentennale nel tessile.

CTW sta per “Customized Technical Wear” (Abbigliamento Tecnico Personalizzato), un concetto che però va oltre alla sola creazione e produzione di abbigliamento sportivo: mission dell’azienda è quella di coprire l’esperienza sportiva a 360°, collaborando con chi lo sport lo pratica, coinvolgendo quindi gli atleti nel processo di sviluppo e miglioramento dei vari prodotti, senza tralasciare aspetti quali il rispetto dell’ambiente e la sana alimentazione.

La “Flumen Collection” comprende per ora tredici capi d’abbigliamento (sei da uomo e sette da donna), completamente Made in Italy, che combinano, a seconda del modello e delle sue caratteristiche, le varie proprietà della collezione: termoregolazione, traspirazione, leggerezza, ergonomia, ecosostenibilità (dopo l’uso è sufficiente un lavaggio sotto l’acqua corrente, in quanto il filato non interagisce con altre sostanze quali il sudore!) ecc.

La prima cosa che si nota, appena aperta la confezione, è l’incredibile leggerezza del capo, oltre all’assenza di cuciture e di parti in rilievo. Anche l’elasticità è garantita da un filato che si adatta velocemente ai vari movimenti.
Una volta indossato il completino, la sensazione di leggerezza rimane: sembra quasi di essere nudi! L’ho provato per quattro uscite, volutamente con situazioni climatiche diverse (oltre 20°, intorno a 10° con vento, con la pioggia), queste le mie impressioni…

  • Materiale: la parte migliore in assoluto, veramente leggerissimo e molto morbido, si adatta perfettamente alle forme del corpo, non si impregna di sudore nemmeno con le alte temperature, al contempo fa una discreta barriera quando c’è vento.
  • Vestibilità: la t-shirt è perfetta, mentre per i pantaloncini forse sarebbe meglio rinunciare a un po’ di leggerezza per migliorarne il sostegno. Magari dipende anche da come sono abituato io, visto che in questa stagione utilizzo vari pantaloncini a compressione graduata, probabilmente devo abituarmi a “sentire” meno pressione intorno alla cosce.
  • Taglie: la t-shirt è perfetta, mentre per i pantaloncini forse potevo osare con la taglia più piccola. Ho seguito le tabelle presenti sul sito, prendendo le varie misure. Probabilmente anche in questo caso dipende dall’elasticità del prodotto e dalla mia poca abitudine a vestire dei pantaloncini così morbidi e leggeri.
  • Lavaggio: ho provato per curiosità a sciacquarlo sotto l’acqua corrente, ed effettivamente una volta asciugato non si percepiva alcun odore!

L’aspetto più interessante rimane comunque la possibilità di interagire con i produttori, che sono ben felici di accogliere eventuali critiche e suggerimenti per migliorare ulteriormente i loro prodotti.

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Nike Flash (scarpe Free 5.0, tights Dri-FIT e smanicato Aeroloft), per chi corre al buio http://therunningpitt.com/2016/01/nike-flash-scarpe-free-5-0-tights-dri-fit-e-smanicato-aeroloft-per-chi-corre-al-buio.html http://therunningpitt.com/2016/01/nike-flash-scarpe-free-5-0-tights-dri-fit-e-smanicato-aeroloft-per-chi-corre-al-buio.html#respond Wed, 13 Jan 2016 10:37:22 +0000 http://therunningpitt.com/?p=3588 Dopo l’articolo introduttivo di qualche settimana fa (qui), ecco la recensione completa dei tre prodotti Nike Flash (qui la linea completa), nome più che azzeccato visto l’incredibile effetto “flashante” se illuminati in condizione di scarsa visibilità: impossibile passare inosservati, tanto da apparire come una sorta di “bomba di luce” quando puntati dai fari di un’automobile!... Read more »

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Dopo l’articolo introduttivo di qualche settimana fa (qui), ecco la recensione completa dei tre prodotti Nike Flash (qui la linea completa), nome più che azzeccato visto l’incredibile effetto “flashante” se illuminati in condizione di scarsa visibilità: impossibile passare inosservati, tanto da apparire come una sorta di “bomba di luce” quando puntati dai fari di un’automobile!

Nike Free 5.0 Flash
Nike Free 5.0 FlashVersione “Flash” per l’ormai collaudata calzatura della famiglia “Free”, con drop di 8 mm, una via di mezzo tra i modelli tradizionali e quelli con approccio più “minimal” o “naturale” (le Free 4.0 hanno drop di 6 mm, le Free 3.0 invece di 4 mm).
La suola in modalità “Free” risulta come sempre molto flessibile e avvolge il piede assicurandogli la massima libertà di movimento. L’ammortizzazione risulta leggera, per favorire la sensazione di corsa naturale a piedi nudi. La tomaia, oltre a garantire visibilità grazie agli inserti rifrangenti, risulta impermeabile, con i cavi in “Flywire” a garantire un sostegno dinamico grazie all’integrazione con i lacci. Ovviamente la sensazione della tomaia non può essere la stessa dei modelli in “Flyknit” (quasi delle calze-scarpe, vedi qui), avvicinandosi maggiormente a un modello tradizionale, probabilmente a causa del trattamento repellente anti pioggia. Una rigidità maggiore quindi, ma che di contro garantisce una migliore protezione dal freddo. Sicuramente più adatte nei mesi freddi rispetto alle “sorelle” più minimal o alla stessa versione senza “Flash”.
Come tipo di utilizzo, confermo quanto scritto riguardo agli altri modelli della famiglia “Free” che ho a casa: perfette per la vita di tutti i giorni (sembra di stare in pantofole!), per la corsa vanno invece introdotte gradualmente, soprattutto se si è abituati a modelli molto protettivi. Vanno ovviamente benissimo per tutti gli esercizi dove l’utilizzo del piede è fondamentale, quali andature, salite brevi o allunghi in piano, inizialmente meglio se effettuati su un fondo morbido. Nulla vieta di utilizzarle anche in corse più lunghe, ma solo dopo averle testate con i vari chilometraggi intermedi.
Tra qualche giorno pubblicherò proprio un articolo dedicato al “natural running”, argomento al centro di un dibattito che va avanti da diversi anni, tra detrattori e sostenitori…

Tights Nike Dri-FIT Flash
Tights Nike Dri-FIT FlashLa presenza di perline di vetro rifrangenti sui lati delle gambe garantisce una visibilità totale in qualsiasi condizione. L’ormai collaudato tessuto “Dri-FIT” favorisce l’evaporazione del sudore. Essendo in versione leggermente imbottita, risultano perfetti con temperature particolarmente rigide (ho iniziato a testarli in montagna qualche settimana fa, anche a -9° nessun problema!), meno quando le temperature iniziano a salire.

Smanicato Nike Aeroloft Flash
Smanicato Nike Aeroloft FlashQualità altissima per questo prodotto. Confermo quanto scrivevo nell’articolo di presentazione: dispiace quasi usarlo per andare a correre! Leggerissimo nonostante l’imbottitura in piuma d’oca e la finitura impermeabile, tiene veramente tanto caldo, oltre a garantire massima visibilità grazie agli inserti “Flash” che ne ricoprono completamente la superficie, sia anteriormente che posteriormente. Risulta anche comodo da riporre e trasportare, lo si può infatti ripiegare e inserire nella tasca posteriore.

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Riprendo a scrivere… http://therunningpitt.com/2015/12/riprendo-a-scrivere.html http://therunningpitt.com/2015/12/riprendo-a-scrivere.html#comments Mon, 21 Dec 2015 12:39:39 +0000 http://therunningpitt.com/?p=3528 Un mese intero senza articoli, causato da un periodo un po’ incasinato con tante cose da fare e tante altre a cui pensare. Riprendo quindi da dove tutto è cominciato, ovvero con le recensioni. Nelle scorse settimane mi sono arrivate diverse cosette in prova, le introduco velocemente in questo articolo per poi farci più avanti... Read more »

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Un mese intero senza articoli, causato da un periodo un po’ incasinato con tante cose da fare e tante altre a cui pensare. Riprendo quindi da dove tutto è cominciato, ovvero con le recensioni. Nelle scorse settimane mi sono arrivate diverse cosette in prova, le introduco velocemente in questo articolo per poi farci più avanti delle recensioni dedicate e dettagliate.

Myprotein

Myprotein Iso:Pro 97Ho già scritto tempo fa come la penso sugli integratori (qui). In parole povere, mi fido più della scienza che dei vari produttori e promotori. Pochi quindi gli integratori probabilmente utili, molti di più quelli con un punto di domanda davanti, tantissimi quelli assolutamente inutili. Tenendo sempre presente che le caratteristiche individuali sono importanti, con evidenti differenze anche in base al tipo di attività e alla quantità della stessa.

Myprotein è uno dei leader europei nel campo dell’integrazione alimentare, ha sede in Inghilterra e grazie all’eliminazione degli intermediari (acquista all’ingrosso, produce in casa e vende direttamente online) riesce a immettere sul mercato prodotti con un rapporto qualità-prezzo praticamente impareggiabile, anche grazie a una gestione intelligente del packaging e alla possibilità di acquistare diversi prodotti in grandi quantità, senza dimenticare la continua presenza di offerte e sconti che a rotazione includono tutti i prodotti presenti a catalogo.

Per quanto riguarda la qualità, l’unico modo per accertarla sono le analisi effettuate da istituti indipendenti. Qui per esempio trovate la classifica stilata dal noto Labdoor per confrontare diverse proteine in polvere, da un lato per verificare la conformità di quanto dichiarato in etichetta, dall’altro per studiare la presenza di metalli pesanti e dolcificanti vari. Myprotein si trova al 1° e al 3° posto della classifica per qualità e al 1° e 2° posto della classifica che prende in considerazione anche il prezzo.

Ho provato i BCAA in polvere, le proteine in polvere Impact Whey Protein e Iso:Pro 97, oltre all’olio di cocco Coconpure e al burro di arachidi al 100% (occhio che crea veramente dipendenza…).

Nike

Nike Free 5.0 FlashBabbo Natale è arrivato in anticipo per portarmi alcune cosette veramente interessanti. Parto dal basso, con le Nike Free 5.0 Flash, ovvero le “Free” con il dislivello maggiore della famiglia (qui la recensione delle mie “Nike Free 4.0 Flyknit iD”), in versione “Flash” per una visibilità ottimale (con inoltre la tomaia impermeabile), per continuare con i pantaloni lunghi attillati Nike Dri-FIT Flash, la maglia a manica lunga Nike AeroReact Half-Zip e il fantastico smanicato imbottito Nike Aeroloft Flash, talmente di qualità che non so se avrò il coraggio di andarci a correre! Per chi non lo avesse mai visto, l’effetto “Flash” (presente nelle scarpe, nei pantaloni e nello smanicato) al buio è veramente incredibile, mentre sono particolarmente curioso di provare il tessuto “AeroReact” della maglia, che utilizza fibre che si aprono e chiudono a seconda dell’andamento della sudorazione!

E per quanto riguarda la (mia) corsa? Ho seguito più o meno (purtroppo più “meno” che “più”…) il programma specificato qui. Bene la palestra e la seduta intervallata a metà settimana, con la parte “forte” via via sempre più lunga (da 40” a 1’20”), meno bene il numero totale delle uscite e il chilometraggio, soprattutto nei vari fine settimana.
Nove giorni fa ho avuto anche modo di partecipare alla staffetta 24 x 1 ora a Udine, percorrendo 16 km nonostante l’assoluta assenza di agonismo e la difficoltà nell’effettuare i sorpassi in buona parte del percorso (quasi 400 staffettisti su un percorso di circa 1 chilometro, con diverse curve e strettoie…). Tra l’altro sono reduce da raffreddore e febbre, con quasi una settimana intera di stop. L’idea è quella di riprendere domani e cercare di fare il più possibile fino a dopo le feste, sono sicuro che l’accoppiata ferie e montagna aiuterà…

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Reda Rewoolution, un vero Made in Italy di alta qualità http://therunningpitt.com/2015/09/reda-rewoolution-un-vero-made-in-italy-di-alta-qualita.html http://therunningpitt.com/2015/09/reda-rewoolution-un-vero-made-in-italy-di-alta-qualita.html#comments Tue, 15 Sep 2015 08:14:08 +0000 http://therunningpitt.com/?p=3425 Mi è arrivata in prova qualche settimana fa una t-shirt della linea estiva Rewoolution di Reda (qui il sito ufficiale), in lana Merino. Ammetto un po’ di scetticismo iniziale, più che altro legato alla credenza (sbagliata!) che la lana, a contatto diretto con la pelle, risulti tutt’altro che confortevole, soprattutto durante attività fisiche ad alta... Read more »

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Reda RewoolutionMi è arrivata in prova qualche settimana fa una t-shirt della linea estiva Rewoolution di Reda (qui il sito ufficiale), in lana Merino. Ammetto un po’ di scetticismo iniziale, più che altro legato alla credenza (sbagliata!) che la lana, a contatto diretto con la pelle, risulti tutt’altro che confortevole, soprattutto durante attività fisiche ad alta intensità, contraddistinte da una forte sudorazione.

Già dopo il primo utilizzo, mi sono dovuto ricredere completamente! Nessun fastidio sulla pelle da asciutta, ottima termoregolazione, grande traspirabilità e soprattutto una diversa risposta al sudore rispetto ai concorrenti sintetici: anche dopo vari utilizzi e lavaggi rimane come nuova, senza cattivi odori.

Ho iniziato a utilizzarla in montagna, a temperature tra gli 8 e i 22 gradi. Provata poi in città, sotto il sole e a temperature vicine ai 30 gradi, anche qui zero problemi: la maglietta naturalmente si bagna, ma l’ottima traspirazione impedisce al tessuto d’impregnarsi.

Qui la pagina che illustra tutte le caratteristiche dei capi Rewoolution, che in parole povere esaltano le naturali proprietà della lana, migliorandole attraverso le tecnologie attuali. Le lane arrivano direttamente dalla Nuova Zelanda da fattorie di proprietà e certificate, i capi vengono confezionati esclusivamente in Italia nello stabilimento biellese di Reda. Un vero e proprio Made in Italy, dove la qualità (la si nota anche solo osservando i capi nei dettagli…) viene al primo posto!

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Columbia Omni-Heat Reflective, produci il tuo calore! http://therunningpitt.com/2013/11/columbia-omni-heat-reflective-produci-il-tuo-calore.html http://therunningpitt.com/2013/11/columbia-omni-heat-reflective-produci-il-tuo-calore.html#comments Wed, 13 Nov 2013 16:09:57 +0000 http://therunningpitt.com/?p=1948 Mi è arrivato a casa la scorsa settimana un pacco misterioso, mittente: Columbia. All’interno tre pacchetti più piccoli, numerati da “1” a “3” e un foglio con una sorta d’istruzioni all’uso. Ho fatto il bravo e li ho aperti nell’ordine suggerito. Nel numero “1” una maglia a maniche lunghe pesante (qui), nel numero “2” un... Read more »

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Pacco ColumbiaMi è arrivato a casa la scorsa settimana un pacco misterioso, mittente: Columbia. All’interno tre pacchetti più piccoli, numerati da “1” a “3” e un foglio con una sorta d’istruzioni all’uso. Ho fatto il bravo e li ho aperti nell’ordine suggerito. Nel numero “1” una maglia a maniche lunghe pesante (qui), nel numero “2” un paio di guanti con pollice e indice compatibile con i touch-screen (qui) e nel numero “3” una custodia per smartphone fatta a mano (con tanto di bigliettino da visita con i dettagli del produttore!).

Le istruzioni allegate (in perfetto stile comunicativo Web 2.0…), suggeriscono:

Istruzioni pacco Columbia1.0: indossa la maglia;
2.0: indossa i guanti, in modo da poter usare il tuo smartphone anche se fa freddo;
3.0: metti il tuo smartphone nella custodia (non sia mai che si congeli!);
4.0: esci e fai quello che più ti piace, in parole povere testa i prodotti;
5.0: dicci cosa ne pensi attraverso il blog, i vari social ecc.

Trovata geniale, non c’è che dire! Un modo veramente accattivante per presentare un prodotto e creare hype!

Ho dovuto attendere l’inizio di questa settimana per soddisfare la mia curiosità e completare i vari step: fino a domenica faceva troppo caldo per correre con maglie pesanti e soprattutto con i guanti! Martedì invece era la giornata perfetta, con una temperatura intorno ai 10°, ma con raffiche di Bora oltre i 100 km/h, il che significa temperatura percepita intorno allo zero…

Queste le caratteristiche del sistema “Omni-Heat Reflective” (copio e incollo dal sito ufficiale)…

Conserva il tuo calore. Non il tuo sudore.
Questa tecnologia di riscaldamento traspirante ti aiuta a regolare la temperatura con dei puntini d’argento che riflettono e conservano il calore generato dal tuo corpo.

Caratteristiche
Riflette il calore corporeo
Altamente traspirante
Riduce la necessità di indumenti ingombranti
Traspira per mantenere il tuo corpo asciutto e comodo

Columbia Omni-Heat ReflectiveLa particolarità del tessuto si nota già prima d’indossare i capi. L’interno è riflettente (una cosa simile alle palle a specchi da discoteca…).
La maglia è morbida e non troppo pesante, non particolarmente attillata ma nemmeno larga. Le parti riflettenti in Omni-Heat Reflective sono sul davanti, sulle spalle e sulle braccia, mentre dove si suda di più il tessuto è “Omni-Wick”, particolarmente traspirante.
I guanti sono una combinazione di entrambi i tessuti citati sopra, sul palmo ci sono dei pallini in silicone come antiscivolo e sono utilizzabili con i touchscreen grazie alla punta di pollice e indice (di entrambi i guanti) in materiale compatibile.
La custodia dello smartphone risulta comoda e bella calda (“parole” sue), ma il mio è particolarmente dormiglione, quindi nel massimo della sua pigrizia mi ha chiesto di rimanere a casa (non riesce a carburare prima delle 8:00!), rifiutandosi di uscire! :-) … ok sto delirando…

Che dire? Il comfort c’è tutto grazie alla morbidezza ed elasticità dei tessuti, temevo un po’ gli “spifferi” (non essendo la maglia attillatissima), invece nessun problema. Effettivamente risulta molto calda nonostante sia abbastanza sottile. A fine allenamento ero per forza di cose sudato, ma non bagnato, quindi direi che la traspirazione è ok. I guanti hanno più o meno le stesse caratteristiche della maglia, con il plus, rispetto ad altre marche e modelli, del palmo antiscivolo e della compatibilità con i touchscreen (tante persone usano lo smartphone al posto dei GPS da polso).

Due ottimi prodotti e un ottimo modo di presentarli, non c’è che dire!
Per un giudizio definitivo, mi riservo di aggiornare la recensione tra qualche mese, dopo vari test con temperatura sotto zero e Bora oltre i 100 km/h (temperatura percepita da paura!) e soprattutto dopo i numerosi lavaggi in lavatrice. Lì è il vero banco di prova dell’abbigliamento sportivo: durata nel tempo e trattamento antibatterico/antimicrobico (per la maglia c’è), infatti la cosa peggiore è indossare un capo lavato chiedendosi “Ma è stato lavato???”.

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