Gare – The Running Pitt http://therunningpitt.com Corsa, allenamento, alimentazione, scarpe e orologi GPS dei podisti amatori che vogliono migliorare le prestazioni in maratona e nelle altre distanze. Corri con Pitt e Massi. Mon, 16 Jul 2018 06:52:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.7 http://therunningpitt.com/wp-content/uploads/2018/03/cropped-apple-icon-touch-125x125.png Gare – The Running Pitt http://therunningpitt.com 32 32 London Marathon 2018, quando “amici” e “medaglia” valgono più di “tempo” e “classifica” http://therunningpitt.com/2018/04/london-marathon-2018-quando-amici-e-medaglia-valgono-piu-di-tempo-e-classifica.html http://therunningpitt.com/2018/04/london-marathon-2018-quando-amici-e-medaglia-valgono-piu-di-tempo-e-classifica.html#respond Fri, 27 Apr 2018 07:03:05 +0000 http://therunningpitt.com/?p=7149 Dopo quindici maratone in undici anni, ho affrontato l’attacco alla quindicesima medaglia (a Firenze nel 2014 l’unico ritiro) come mai avevo fatto prima, ovvero con un puro e semplice obiettivo da finisher: arrivare in fondo sulle mie gambe senza fare ulteriori danni al tendine d’Achille, ovviamente senza trasformare la gara in un calvario, quindi OK... Read more »

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Dopo quindici maratone in undici anni, ho affrontato l’attacco alla quindicesima medaglia (a Firenze nel 2014 l’unico ritiro) come mai avevo fatto prima, ovvero con un puro e semplice obiettivo da finisher: arrivare in fondo sulle mie gambe senza fare ulteriori danni al tendine d’Achille, ovviamente senza trasformare la gara in un calvario, quindi OK un po’ di sofferenza, ma senza gesti eroici o autolesionisti.
Un approccio completamente diverso dai precedenti, dove (qualche volta di più, qualche volta di meno) ero arrivato all’evento preparato e convinto di poter raggiungere un risultato cronometrico compatibile con quanto fatto nel percorso di allenamento: in tutte le maratone ho sempre azzeccato il tempo finale con una differenza massima di tre o quattro minuti su quello previsto.

Se fosse stata una qualsiasi altra maratona avrei rinunciato a partire, fermandomi completamente, probabilmente già a fine febbraio, ma quando si parla di un evento come la London Marathon, considerando le difficoltà a ottenere un pettorale, il fatto di andarci con un gruppo di amici e di correre in sostegno a una charity grazie all’impegno di Maurizio e soprattutto al fatto di averla già corsa nel 2013, quindi consapevole di cosa mi aspettava… ecco che l’obiettivo a inizio marzo è virato da “Voglio correre a Londra sotto le 2h35′!” a “Voglio almeno riuscire a partire e arrivare a metà, ma farò di tutto per arrivare in fondo!”.
Quindi con Matteo abbiamo pensato a pochi allenamenti a settimana, praticamente solo ripetute o simili, per chilometraggi non eccessivi. Due settimane con meno di 20 km totali, altre tre tra 30 e 38 km, poi cinque settimane tra 40 e 52 km totali. Mai due allenamenti in giorni consecutivi (e solo due volte ho superato di poco i 20 km), spesso addirittura due giorni di pausa tra due allenamenti, se il fastidio aumentava.
Dopo la 10 km del 15 aprile, ho corso martedì e giovedì scorsi per 20 km totali, in modo da avere poi due giorni senza corsa e arrivare alla gara senza troppi fastidi al tendine.

Il viaggio a Londra e i giorni pre-gara

London Marathon 2018Viaggio di andata senza intoppi: Trieste-Venezia in macchina, parcheggio a due minuti dall’aeroporto, atterraggio in orario a Gatwick, Gatwick Express preso al volo fino a Victoria Station, poi a piedi in albergo (zona Pimlico) a lasciare le valigie e subito dopo in metro e treno verso l’ExCel per il ritiro del pettorale e il classico giretto nel villaggio maratona. Anche se la forma atletica non è quella migliore, l’ambiente e l’eccitazione generale aiutano ad aumentare la voglia di correre…
Cena con quasi tutto il gruppo di amici in un ristorante italiano vicino all’albergo dove ho finalmente conosciuto live il mio “insider” londinese Andrea: abbiamo mangiato bene, peccato che i tempi del servizio siano stati ben più lenti dei nostri personal best in maratona!!!
Il giorno dopo, passeggiata fino a Buckingam Palace, poi su fino a Piccadilly Circus, Chinatown e pranzo veloce a Soho da “Vapiano”, nel nome un monito per il giorno dopo, con tanto di motto aziendale “Chi va piano va sano e va lontano”. Nel frattempo, continuavano ad arrivare e-mail dall’organizzazione per mettere in guardia i partecipanti sulle temperature previste in gara: si prospettava la London Marathon più calda della storia! Finito il pranzo, Simone e io siamo rientrati in albergo in metro, mentre Andrea e Maurizio hanno continuato a girare a piedi fino a poco prima di cena… eroi anche in questo! Cena presto vicino all’albergo e a letto altrettanto presto, con la sveglia puntata verso le 5:30, per riuscire a fare tutto senza fretta.

Il giorno della London Marathon

London Marathon 2018Prima delle 5:00 eravamo già tutti svegli, colazione leggera in camera, poi via verso la partenza, prima con la metro, poi con il treno. Entriamo in zona partenza (Red Start) intorno alle 9:00, lasciamo le sacche, un po’ di fila per i bagni, poi ognuno nella propria griglia (metà eravamo in griglia 1, metà in griglia 2).

Dopo l’inno nazionale, è la regina a dare il via ufficiale: prima di noi parte il serpentone degli inglesi iscritti con il tempo di qualifica in base all’età, poi arriva il nostro turno: una differenza con lo sparo di 2’43”, che significa tanta gente davanti.

London Marathon 2018Cerco subito di trovare il mio spazio e di correre a un ritmo facile, indicativamente di poco sotto i 4′ al km. C’è traffico, ma il tutto è abbastanza gestibile, sicuramente più semplice rispetto al 2013, anche grazie a un ritmo di corsa più tranquillo (30” di differenza al km non sono pochi!). La situazione purtroppo peggiora quando confluiamo con l’altra partenza: c’è tantissima gente davanti e dove la strada si restringe, si creano dei veri e propri ingorghi che in certi punti quasi mi fermano!
Passo al 5° km in 19’27”, anche grazie al dislivello favorevole, poi però rallento e i successivi 5 km li corro in 20’10”. Il tendine mi manda segnali contrastanti: primi due chilometri con parecchio dolore, ma ormai ci sono abituato, poi la situazione migliora leggermente, ma non come mi aspettavo, tanto che all’ottavo chilometro penso sia davvero impossibile arrivare in fondo, anzi mi sembra addirittura difficile arrivare a metà gara! Poi però le sensazioni cambiano ancora, in un continuo susseguirsi di percezioni opposte: quasi bene, poi di nuovo male, ora malissimo, poi di nuovo bene…

Dal 10° al 15° km passo in 20’35”, dal 15° al 20° km in 20’42”, e proprio in quel momento mi rendo conto che il fastidio si è ridotto, anche se forse mi sono sempicemente assuefatto al dolore. Passo alla mezza poco sotto l’ora e venticinque minuti, con la bellezza di 4.719 sorpassi effettuati (e 7 subiti)! Riprendo fiducia, tanto che dal 20° al 25° km corro in 19’39”. Qui però comincia a venir fuori tutta la carenza di chilometri in allenamento (ho corso praticamente un terzo dei chilometri che sono abituato a fare quando preparo una maratona…), che unita al caldo estivo, mi suggerisce di rallentare un po’ se voglio sperare di arrivare in fondo senza cedere brutalmente nel finale. 20’50” dal 25° al 30° km, con il tendine che torna a urlare, tanto che a quel punto i dodici chilometri finali mi sembrano veramente tanti. Rifletto però che arrivare soffrendo oltre il trentesimo chilometro e ritirarsi sarebbe proprio una beffa, quindi cerco di concentrarmi su altre cose e di focalizzarmi a correre un chilometro alla volta, senza contare quanti ne mancano: aspetti mentali che possono sembrare banali, ma quando si è in difficoltà possono fare la differenza.

Tra il 30° e il 35° km lo split più lento della mia gara (20’59”), ma non mi demoralizzo, anzi m’impegno a superare quanti più podisti possibili. Continuo ad alternare momenti dove mi sembra di correre bene ad altri dove sento i piedi poco o per nulla reattivi. 20’37” dal 35° al 40° km, ma ormai è fatta.
Continuo a superare e arrivo finalmente al traguardo in 2h52’13” (718 sorpassi effettuati nella seconda mezza, uno solo subito). La mia quindicesima medaglia è quella della mia maratona più lenta, ma per come ci sono arrivato, la soddisfazione è quasi pari a quelle corse sotto le 2h30′: obiettivi diversi, felicità simile!

Qualche numero: 1h24’54” la prima metà, 1h27’19” la seconda metà, 2h52’13” il tempo finale (520° assoluto, 92° 40-44), 5.437 sorpassi totali effettuati, 8 sorpassi totali subiti. Qui la mia gara su Strava, qui le classifiche, con tutte le statistiche.

London Marathon 2018Post-gara come sempre di livello: due chilometri (tipo zombie) a piedi per raggiungere l’albergo, ricevendo un numero di complimenti imbarazzante lungo il percorso da dei perfetti sconosciuti, doccia bella lunga e poi in pub con Simone, in attesa dell’arrivo degli altri. Panino_con_tutto_dentro (burger di manzo, petto di pollo, emmenthal, bacon affumicato e uno spiedino di gamberetti), un’insalata col salmone grigliato per fare il finto salutista, il dolce più imbarazzante della casa, il tutto accompagnato da tre birre. E poche ore dopo abbiamo anche cenato assieme a tutti gli altri…

Il giorno dopo, in attesa del volo serale, un bel po’ di shopping in centro: inizialmente camminavo come Verbal Kint, poi ho capito che bevendo birra e continuando a camminare la situazione migliorava, quindi… pub e shopping (ancora grazie al mio “insider” Andrea per la compagnia e le dritte)!

Considerazioni finali

Che altro dire della London Marathon? Semplicemente, che è un evento incredibile. Organizzazione ai massimi livelli: 18 punti acqua ufficiali (mai bevuto così tanto in maratona, forse solo a Padova nel 2016 c’era un caldo simile, concentrato però nella seconda parte di gara), 2 punti con gel energetici, 8 postazioni con le docce più altri 4 punti gestiti direttamente dai pompieri, oltre 40.000 finisher e un tifo da stadio dal primo all’ultimo metro: parliamo di quasi un milione di persone lungo il percorso, intere famiglie in piedi per ore sotto il sole a dare supporto, con tanto di “banchetti ristoro” autogestiti con caramelle, frutta e tante altre cose.
Per far capire il livello di cura dei dettagli organizzativi, vi dico solo che mi hanno telefonato e mandato un’e-mail per avvertirmi che la sacca che avevo lasciato prima della partenza (con dentro vestiti da buttare) ce l’hanno ancora loro e che se voglio me la spediscono in Italia!

Tutti i miei compagni di corsa hanno dato il massimo: nonostante il traffico iniziale e le condizioni climatiche proibitive, c’è chi ha fatto il personal best (Nicola, Aldo, Andrea e Lox), chi (Simone) un gran tempo (2h41′), chi (Laura) un vero e proprio miracolo per arrivare in fondo nonostante condizioni fisiche che definire precarie è un eufemismo e infine Maurizio con la sua continua lotta con la Maratona, il nostro capo-spedizione, senza di lui questa esperienza non sarebbe stata possibile. E non dimentichiamo Gianni e Rino, rimasti a casa per motivi diversi, a fare il tifo guardando gli aggiornamenti live sull’App dedicata.

Ora un po’ di stop dalla corsa, per guarire definitivamente: allenarsi da acciaccato non fa per me!

Strumenti utilizzati in gara

Per chi fosse interessato, ecco la lista degli strumenti utilizzati durante la London Marathon 2018 e i link alle nostre recensioni:

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“CorriTrieste 2018”, test per il tendine, pensando a Londra http://therunningpitt.com/2018/04/corritrieste-2018-test-per-il-tendine-pensando-a-londra.html http://therunningpitt.com/2018/04/corritrieste-2018-test-per-il-tendine-pensando-a-londra.html#respond Tue, 17 Apr 2018 11:00:01 +0000 http://therunningpitt.com/?p=7141 A quasi sei mesi dalla Firenze Marathon 2017 e tre settimane dopo il “tentativo” alla Stramilano (ritirato al 15° km per non sovraccaricare il tendine d’Achille), rientro in gara alla “CorriTrieste”, la classica 10 km di aprile che si corre tra piazza Unità e Porto Vecchio qui a Trieste. Con pochi chilometri e pochi allenamenti... Read more »

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A quasi sei mesi dalla Firenze Marathon 2017 e tre settimane dopo il “tentativo” alla Stramilano (ritirato al 15° km per non sovraccaricare il tendine d’Achille), rientro in gara alla “CorriTrieste”, la classica 10 km di aprile che si corre tra piazza Unità e Porto Vecchio qui a Trieste.

Con pochi chilometri e pochi allenamenti nelle gambe (46 chilometri di media nelle quattro settimane precedenti, con tre allenamenti a settimana), un’ottima occasione per testare la condizione attuale e fare il punto, anche perché con il tendine la situazione sembra finalmente migliorare, sia a livello fastidio che a livello mobilità e rigidità. E soprattutto perché tra cinque giorni avrei un piccolo impegno a Londra

La gara è andata più o meno come mi aspettavo: 36’09” (nel 2015, su percorso simile e con un altro stato di forma, chiudevo in 34’14”), poco sotto i 3’40” al km, è un risultato compatibile con quanto poco sono riuscito a fare finora. L’arrivo del primo caldo e la presenza di alcuni tratti con il vento contro hanno reso la gara tutt’altro che semplice. In ogni caso, un miglioramento rispetto alla settimana precedente, quando in allenamento avevo provato a spingere per 10 km, finendo a una media di 8” al km superiore a quella di domenica.

Maratona a parte (se ne avete la possibilità, fate una donazione, a Londra correrò assieme a nove amici per la “Children with Cancer UK”), l’obiettivo principale è riprendermi del tutto, quindi domenica farò di tutto per arrivare in fondo, sicuramente piano, ma soprattutto… sano e salvo: niente eroismi o masochismi vari!

Gareggerò con le stesse scarpe utilizzate a Firenze (ASICS Gel DS Trainer 22) e gli stessi pantaloncini (sempre ASICS), magari mi porteranno fortuna ;-)

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“Firenze Marathon 2017”, una gara epica http://therunningpitt.com/2017/11/firenze-marathon-2017-una-gara-epica.html http://therunningpitt.com/2017/11/firenze-marathon-2017-una-gara-epica.html#comments Wed, 29 Nov 2017 08:15:13 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6586 Dopo oltre quattro anni senza una maratona corsa BENE (Londra 2h29′ e in parte Torino 2h32′ nel 2013), e sole due maratone (Milano nel 2014 e Padova nel 2016) iniziate e concluse così così (nessuno spunto agonistico e seconda metà parecchio più lenta della prima), finalmente è arrivata la maratona della riscossa, vissuta dall’inizio alla fine con... Read more »

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Dopo oltre quattro anni senza una maratona corsa BENE (Londra 2h29′ e in parte Torino 2h32′ nel 2013), e sole due maratone (Milano nel 2014 e Padova nel 2016) iniziate e concluse così così (nessuno spunto agonistico e seconda metà parecchio più lenta della prima), finalmente è arrivata la maratona della riscossa, vissuta dall’inizio alla fine con una grande presenza mentale e un furore agonistico che non provavo da tanti anni nella distanza regina. Il tutto reso ancora più epico da condizioni meteo particolarmente avverse, soprattutto se valutate in associazione al percorso della Firenze Marathon 2017 (vedi anche l’articolo a cinque giorni dalla gara). In situazioni come queste, ogni velleità sul tempo finale va abbandonata, preferendo una gestione delle situazioni che si creano in gara: “Rinuncia al crono, e pensa al piazzamento!”

Firenze Marathon 2017 in cifre

Firenze Marathon 2017Parto subito dalle cifre e dai numeri, per poi passare al racconto vero e proprio: 2h38’55” il mio real time (3’46” al km, 163 bpm medi, 187 la cadenza media), 1h19’24” il passaggio alla mezza maratona, 1h19’31” la seconda metà (7” di differenza, negative split mancato per 8”, anche se il percorso della seconda mezza è nettamente più impegnativo di quello della prima). 24° assoluto all’arrivo, 20° maschio, 3° di categoria SM40. Qui la classifica completa, qui la mia gara su Strava, qui tutti i video ai vari passaggi, da tutte le angolature (gran bel servizio di TDS!).
La mia progressione in classifica: 55° (50° maschio, 8° SM40) al 5° km, 42° (37° maschio, 9° SM40) alla mezza maratona, 29° (24° maschio, 4° SM40) al 40° km, per un totale di trentun sorpassi dal quinto chilometro al traguardo!

L’arrivo a Firenze sabato

Mia moglie e io siamo arrivati in treno a Firenze nel primo pomeriggio. Un veloce passaggio in albergo (zona Ponte Vecchio) a lasciare i bagagli e poi via in taxi all’Expo a ritirare il pettorale e a incontrare gli altri ASICS FrontRunner presenti. Stringere la mano ad Alex Zanardi e fare una foto con lui la ciliegina sulla torta di una giornata da subito molto positiva. Rientro a piedi in albergo con qualche perplessità sulla situazione climatica, a causa di un caldo umido quasi estivo! Cena “talebana” in camera con l’amico Federico, compagno di ben quattro (ora cinque!) maratone, mentre le nostre mogli erano in libera uscita a mangiar tartufo e simili…
Ore 21:30 a letto, sveglia puntata alle 5:00 per la (finta) colazione in camera (la partenza della gara era alle 8:30).

Sveglia battuta sul tempo, un occhio alla situazione meteo (Google dava 20% possibilità di pioggia, su altri due siti addirittura niente pioggia), ore 6:47 su WhatsApp arriva il messaggio di Fede: “Pioggia sfangata mi sa.”. Le classiche ultime parole famose, poi quasi aggravate da quelle dell’amico e compagno di squadra Simone in griglia, cinque minuti prima della partenza… “Fa quasi troppo caldo!”.

Vista la temperatura prevista in gara (tra i 7° e i 10°), opto per calze lunghe compressive (ASICS), pantaloncino attillato (ASICS), smanicato compressivo (SKINS) sotto la canotta, manicotti (ASICS) più per la comodità d’infilarci i due gel che per altro. Ai piedi, le ASICS Gel DS-Trainer 22, ancora non utilizzate in gara, ma testate per una sessantina di chilometri in vari allenamenti intorno al ritmo previsto.

Appuntamento con Simone una cinquantina di minuti prima della partenza, breve sgambata di cinque minuti e poi via nelle rispettive griglie (io nella prima, loro nella seconda, ma la distanza effettiva era di due metri!).

La partenza dal Duomo

Firenze Marathon 2017Bellissimo partire tra il Duomo e il Battistero, nessun problema a trovare il proprio spazio, visto che la prima parte di gara prevedeva un bel rettilineo. Parto senza preoccuparmi del ritmo e infatti vengo superato da tutte le parti dai soliti indiavolati. Primo mille intorno ai 3’50”, quindi decido di mettermi a ritmo e mi accodo a un gruppetto molto numeroso.

Nel frattempo, ha già iniziato a piovere: prima un paio di gocce, che ben presto diventano un vero e proprio diluvio! La frase “Non può piovere per sempre” mi rimbalza un paio di volte nella testa… e anche questa sarà un’altra previsione sbagliata!

Passaggio alle Cascine

Come sempre in maratona, decido di splittare manualmente ogni 5 km e di controllare il tempo trascorso, anche se ora con Race Screen risulta tutto ancora più semplice. Primo split 18’46” (3’45” al km), tutto come da programma. Tra il settimo e l’ottavo chilometro entriamo nel Parco delle Cascine, e poco alla volta mi ritrovo a guidare un gruppetto di diversi atleti. Nel frattempo, la pioggia sempre più battente rende il fondo parecchio scivoloso, soprattutto perché in certi tratti si corre su un tappeto di foglie secche bagnate. A un certo punto l’intensità della pioggia cala, ma in realtà si è solo trasformata in grandine!

Secondo split di 5 km in 18’57” (3’47” al km), un lieve rallentamento che non mi preoccupa, considerando le condizioni del fondo sul quale stavamo correndo. Terzo split leggermente più veloce (18’50”, 3’46” al km), al 17° km usciamo dalle Cascine e passiamo sul ponte per il primo dei due tratti Oltrarno.

Oltrarno e passaggio alla mezza maratona

Mi sento praticamente un pacer: dalle Cascine sto guidando un bel gruppo di podisti a un ritmo molto regolare, e chilometro dopo chilometro raggiungiamo e superiamo diversi atleti. C’è un unico atleta (spagnolo) del gruppetto che procede a strappi: a momenti mi supera e mi stacca di una decina di metri, per poi farsi riprendere. Farà così diverse volte, per poi staccarsi definitivamente poco prima del cavalcavia più impegnativo del percorso, intorno al trentacinquesimo chilometro. Per tutta la gara (la mente gioca brutti scherzi sotto sforzo, chiederò lumi a Cesare Picco!), m’immaginavo la scena di questo sorpasso con io che gli dico “No se escherza con Jesus!”. Avete visto tutti “Il Grande Lebowski” (The Big Lebowski), il capolavoro dei fratelli Coen? Ecco, quella scena lì… :-D

Firenze Marathon 2017Firenze Marathon 2017Al 19° km c’è il bellissimo passaggio (“bellissimo” per le foto e il contesto, meno per correrci…) per Ponte Vecchio (5 km dal 15° al 20° in 18’44”, 3’45” al km), col primo “assaggio” di pietroni scivolosi, poi al ponte successivo si va nuovamente Oltrarno per un breve tratto, altro ponte e via verso il Lungarno della Zecca Vecchia per il passaggio alla mezza maratona. Mi sento molto bene fisicamente, ho la consapevolezza di poter aumentare, ma voglio aspettare fino al 30° o 32° km prima di provare a cambiare ritmo.

I chilometri intorno allo stadio, il momento peggiore

Firenze Marathon 2017Dopo la mezza si passa vicino a Santa Croce, e anche qui i pietroni scivolosi la fanno da padrone, poi arriva la parte peggiore della gara. Si corre in periferia, la pioggia è sempre tanta, il pubblico (giustamente, visto anche il clima) praticamente inesistente, la strada è ora un lungo rettilineo, ma non ci si può rilassare perché è pieno di pozzanghere, quindi spesso siamo costretti a cambiare traiettoria per evitarle. Inizio a sentire parecchio freddo alle mani e alle cosce. Poco alla volta mi accorgo che il gruppo che sto trainando è sempre meno numeroso. Davanti invece continuo a vedere atleti sempre più vicini e a superarli.

Al 25° km lo split più veloce, 18’38” (3’44” al km), poi i successivi chilometri si fanno difficili perché la pioggia s’intensifica nuovamente e a essa si aggiunge un forte vento contrario. Dal 25° al 30° km infatti lo split più lento della gara (18’59”, 3’48” al km), ciononostante ho effettuato altri sei sorpassi e nel gruppetto rimaniamo ormai in cinque.

Al 32° km c’è il passaggio nello stadio, sulla pista di atletica, nonostante tutto sento che le gambe spingono ancora bene, quindi cerco di rimanere concentrato e di aumentare piano piano il passo. In poche centinaia di metri mi accorgo di essere rimasto da solo, al passaggio del 35° km guardo lo split (18’50”, 3’46” al km), sensazione stranissima: ero convinto di aver aumentato tanto il ritmo, in realtà l’ho praticamente mantenuto mentre sono gli altri (sia quelli che erano con me, sia quelli che erano davanti) ad aver rallentato: e qui sale un po’ di preoccupazione, visto che ci sono ancora sette chilometri, i più duri del percorso!

La trance agonistica degli ultimi chilometri nel centro storico

Davanti vedo un bel gruppo di atleti, ma sono veramente lontanissimi. Sono abbastanza convinto di non rischiare di andare in crisi proprio adesso, mi concentro quindi sul passo e sulla cadenza, cercando di correre leggero, visto il fondo sconnesso e scivoloso e le tante curve insidiose. Butto sempre un occhio davanti e curva dopo curva vedo che il distacco diminuisce, anche se rimane sempre consistente.

Firenze Marathon 2017Al cartello del 39° km decido di giocarmela, quindi faccio un ulteriore sforzo e provo ad aumentare il passo, più che altro agendo sulla frequenza, visto che a livello spinta dei piedi c’è poco da fare, dopo tutti quei chilometri su fondo scivoloso le gambe non rispondono ai comandi. Intorno al 40° km (18’52” dal 35° al 40° km, 3’46” al km) effettuo altri tre sorpassi, davanti ormai mi restano solo tre atleti, ma sono a una quindicina di secondi. Il primo (la quinta donna) lo passo poco dopo, e procede veramente molto piano. Gli altri due però sono ancora più avanti, quindi serve veramente un ultimo sforzo. Siamo in pieno centro storico, il fondo e le curve non aiutano. Ne supero uno al 41° km, poi affianco l’altro e poco prima della curva a 90° che immette sul rettilineo dove erano posizionate le griglie, lo supero. A questo punto, la trance agonistica è totale, mancano poco più di quattrocento metri, vado in progressione anche se mi accorgo che le ginocchia ormai non si alzano più.

Firenze Marathon 2017Arrivo al Duomo, curva secca a sinistra, vedo il traguardo con il tempo, 2h38’45”… non esiste che lo faccio arrivare a 2h39′, quindi ultimo scatto e taglio il traguardo qualche secondo prima. Foto di rito con il fotografo ufficiale, poi medaglia, telo di sopravvivenza, una bacio alla moglie infreddolita, non provo nemmeno a spogliarmi e a mettermi una maglia asciutta perché le braccia sono praticamente paralizzate, aspetto Simone che arriva poco dopo (gran gara anche per lui!) e piano piano mi dirigo verso l’albergo.

Nonostante la doccia bollente, finirò di battere i denti e tremare circa un’ora e mezza dopo, davanti a un paio di chili di fiorentina accompagnati da due bottiglie di Rosso e da una di Brunello di Montalcino. Degna di nota anche la bottiglia di Laurent-Perrier rosé bevuta a cena o i sei vini degustati durante la serata di lunedì, ma qui parliamo di corsa… ;-)
Correre è bello, come è bello mangiare e bere bene: mangiare e bere BENE dopo aver corso ALLA GRANDE, credo sia la combinazione perfetta!

Strumenti utilizzati in gara

Per chi fosse interessato, ecco la lista degli strumenti utilizzati durante la Firenze Marathon 2017 e i link alle nostre recensioni:

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“Maratonina Città di Busto Arsizio 2017”, fine del carico per la Firenze Marathon http://therunningpitt.com/2017/11/maratonina-citta-di-busto-arsizio-2017-fine-del-carico-per-la-firenze-marathon.html http://therunningpitt.com/2017/11/maratonina-citta-di-busto-arsizio-2017-fine-del-carico-per-la-firenze-marathon.html#comments Mon, 13 Nov 2017 14:48:46 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6492 Sensazione di déjà vu? Più o meno… Stessa gara del 2014, stesso obiettivo (Firenze Marathon), ma percorso di avvicinamento e gestione della gara completamente diversi. Nel 2014, la mezza di Busto era a tre settimane da Firenze e ci arrivavo subito dopo aver superato (ma non del tutto) un piccolo infortunio, con la voglia di tirare... Read more »

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Sensazione di déjà vu? Più o meno…

Stessa gara del 2014, stesso obiettivo (Firenze Marathon), ma percorso di avvicinamento e gestione della gara completamente diversi. Nel 2014, la mezza di Busto era a tre settimane da Firenze e ci arrivavo subito dopo aver superato (ma non del tutto) un piccolo infortunio, con la voglia di tirare la gara per vedere quanto valevo al momento, dopo aver già inserito nelle settimane di preparazione precedenti una mezza e una gara sopra i trenta chilometri, con riscontri positivi.

Quest’anno invece la gara cadeva a sole due settimane da Firenze e ci arrivavo con una preparazione meno lunga e soprattutto con meno occasioni agonistiche dove testarmi a fondo (un’unica gara di dieci chilometri, la settimana scorsa). La scelta era quindi tra una mezza da tirare a tutta o una mezza da gestire in ottica maratona. Considerato che il vero obiettivo è la maratona, abbiamo pensato (NON è un plurale maiestatico, come promesso a breve saranno svelati tutti i dettagli della preparazione… quasi tutti dai!) di sfruttarla come test maratona, partendo da stanco alla fine di una settimana “impegnativa”: dopo la gara e il post-gara di domenica scorsa (29 km totali), la corsa di recupero di lunedì (11 km), ho infilato una sequenza di allenamenti interessante: martedì 8 x (1km in 3’34” con Bora – 2′ camminando), mercoledì 13 km tranquilli con la solita salita e discesa, giovedì in pista 5 x (3km in 10’50” – 1km in 4’06”), per concludere sabato con 8 x (400m medio – 400m piano), a praticamente ventiquattr’ore dalla gara.

Busto Arsizio 2017Ieri quindi mi sono presentato alla partenza tutto tranne che riposato, per cercare di simulare il ritmo maratona, inserendo magari delle variazioni di ritmo all’interno della gara. La giornata era ideale per correre, con una temperatura perfetta. Con l’amico e compagno di squadra Simone (pettorali e magliette di gara gentilmente offerti da Eolo, tra gli sponsor della manifestazione), mi piazzo in buona posizione, ma l’obiettivo è quello di partire con il freno a mano tirato. Passiamo al primo chilometro in 3’39” con una marea di atleti che ci superano da tutte le parti, tanto da dover fare attenzione a non inciampare, visto il numero di gambe davanti, dietro e di lato. È comunque difficile mantenere un ritmo regolare, un po’ per il percorso (inizio in leggera discesa, poi leggera salita, finale nuovamente in leggera discesa), un po’ perché i vari gruppetti procedono a strappi.
Come sempre in mezza, decido di “lappare” manualmente ogni tre chilometri, con il Garmin Forerunner 935 impostato con Race Screen che risulta particolarmente preciso ai vari passaggi chilometrici. 10’59”, 11’00” e 11’07” i tre parziali fino al nono chilometro, anche se i singoli chilometri rilevati automaticamente dal GPS sono corsi in maniera meno regolare (forbice che va da 3’35” a 3’43” per chilometro). Simone nel frattempo ha aumentato il ritmo, staccando il gruppetto nel quale mi trovavo. Non me la sento di seguirlo, dopo una settimana del genere…

Dal nono chilometro mi accorgo che chi mi precede nel gruppetto ha iniziato a rallentare, quindi passo davanti e aumento leggermente il ritmo, passando da solo al decimo chilometro posizionato all’interno della pista di atletica.
Il dodicesimo chilometro è quello più impegnativo, con l’unico cavalcavia e l’unica salita che veramente si sente, infatti il parziale dal 9° al 12° km è di 11’07”, nonostante l’aumento di ritmo nei primi due chilometri. Proseguo abbastanza regolare nei successivi due parziali (11’08” dal 12° al 15° km e 11’11” dal 15° al 18° km), dove si sale un po’ (20 metri in 6 km, niente di che), con due atleti che prima mi affiancano e poi mi sorpassano. Decido a questo punto di aumentare il ritmo: 3’38” il diciannovesimo chilometro, 3’36” il ventesimo, inclusi un paio di sorpassi, a questo punto lancio la volata cercando di superare tutti gli atleti raggiungibili (10’41” il parziale dal 18° al 21° km), con l’ultimo sorpasso proprio in corrispondenza del cartello dei ventun chilometri.
Busto Arsizio 2017Concludo in 1h17’39” (1h17’35” di real time, qui su Strava), 22° assoluto e 5° di categoria SM40 (su ENDU la classifica).

Busto Arsizio 2017Bel post-gara con “Massi” Milani, chiamato a premiare i primi tre di categoria assieme al sindaco di Busto Arsizio, anche se la vera celebrità… era lui!
Poi pranzo lì vicino e ritorno a casa in treno per la classica toccata_e_fuga agonistica.

Tra riscaldamento e defaticamento, raggiungo anche questa settimana i cento chilometri (su sei sedute), buona parte di questi al ritmo maratona o sotto. Ora inizia lo scarico vero, con un bel taglio qualitativo e quantitativo, quest’ultimo concentrato principalmente nell’ultima settimana. Domenica prossima ultimo test, che mi(ci) servirà per capire a che ritmo partire a Firenze…

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“Corsa dei Castelli 2017”, pensando alla Firenze Marathon http://therunningpitt.com/2017/11/corsa-dei-castelli-2017-pensando-alla-firenze-marathon.html http://therunningpitt.com/2017/11/corsa-dei-castelli-2017-pensando-alla-firenze-marathon.html#comments Mon, 06 Nov 2017 13:17:44 +0000 http://therunningpitt.com/?p=6428 Prima edizione della “Corsa dei Castelli”, percorso scorrevole che collega le due attrazioni turistiche più visitate della nostra città: partenza davanti al Castello di Miramare, breve discesa e da lì praticamente un lungo rettilineo fino ad arrivare in centro, passando per Porto Vecchio e piazza Unità d’Italia. Primi 8,8 chilometri veloci e pianeggianti, che si... Read more »

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Corsa dei Castelli 2017Prima edizione della “Corsa dei Castelli”, percorso scorrevole che collega le due attrazioni turistiche più visitate della nostra città: partenza davanti al Castello di Miramare, breve discesa e da lì praticamente un lungo rettilineo fino ad arrivare in centro, passando per Porto Vecchio e piazza Unità d’Italia. Primi 8,8 chilometri veloci e pianeggianti, che si trasformano in breve in una sorta di cronoscalata, con il passaggio per via del Monte (con punte del 20%!) e la salita finale per raggiungere il Castello di San Giusto. Qualità incredibile tra gli undici atleti invitati dagli organizzatori, con personali di livello altissimo sulle varie distanze, ma tra tutti la presenza di Ezekiel Kemboi non poteva ovviamente passare inosservata: due ori olimpici, quattro ori e tre argenti mondiali credo non si siano mai visti a Trieste!

Per quanto mi riguarda, era l’occasione per testarsi, a tre settimane dalla “Firenze Marathon” e a diversi mesi dall’ultima gara vera (i 5.000 m in pista del 25 giugno). Gara inserita all’interno di una settimana molto impegnativa: martedì ripetute brevi in progressione di ritmo, mercoledì un lavoro intervallato intorno al ritmo maratona, venerdì un 5 x 2.000 m in progressione con recupero breve. La preparazione della maratona è iniziata in salita (prime tre settimane quasi da buttare…), per poi ingranare abbastanza bene nelle successive sei settimane, sia quantitativamente che qualitativamente.
Corsa dei Castelli 2017Il “menù del giorno” (a breve articolo dedicato alle dodici settimane, anche se chi ha letto Runner’s World di novembre 2017 qualcosa ha già visto…) prevedeva un riscaldamento più lungo del solito, la gara da correre in controllo, per poi continuare con altri chilometri.
Sono abbastanza soddisfatto della mia gara (12° assoluto, i primi undici meglio guardarli solo alla partenza… e dopo l’arrivo!): 6’49” ai duemila, 10’26” i successivi tre chilometri, corsi tutti in solitaria con un fastidioso vento contrario. Parziale di 3’41” tra il 5° e il 6° km e di 7’01” tra il 6° e l’8° km (con vento sempre presente), arrivato alla salita non ho forzato, visto anche il vantaggio accumulato su chi era dietro di me, cercando di salire regolare e senza strappi, anche per non imballarmi, sempre pensando ai chilometri da fare nel post-gara. Passato il traguardo ho infatti proseguito per altri 14 km, ritornando verso la zona partenza con anche un tratto di salita lungo la strada costiera.

Ora resta l’ultima parte della preparazione, prima del classico scarico pre-maratona. Obiettivo cronometrico per Firenze? Ancora una decina di giorni per capirlo… ;-)

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“Campionati Regionali Individuali Assoluti 5.000 m in pista 2017”, niente #sub16′ ma meglio del 2015 e 2016 http://therunningpitt.com/2017/06/campionati-regionali-individuali-assoluti-5-000-m-in-pista-2017-niente-sub16-ma-meglio-del-2015-e-2016.html http://therunningpitt.com/2017/06/campionati-regionali-individuali-assoluti-5-000-m-in-pista-2017-niente-sub16-ma-meglio-del-2015-e-2016.html#comments Mon, 26 Jun 2017 08:15:50 +0000 http://therunningpitt.com/?p=5956 Articolo breve ma forse utile a chi è interessato alla parte “allenamento” del blog (“… scrivete solo di gadget, perché non trattate anche la preparazione?”. In realtà su “Allenamenti” e “Articoli tecnici” qualcosa si trova…). Ieri sera puntavo a correre sotto i sedici minuti, ho sforato di 10,15” (praticamente 0,8” a giro). Se da un... Read more »

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Campionati Regionali Individuali Assoluti 5.000 m in pista 2017Articolo breve ma forse utile a chi è interessato alla parte “allenamento” del blog (“… scrivete solo di gadget, perché non trattate anche la preparazione?”. In realtà su “Allenamenti” e “Articoli tecnici” qualcosa si trova…).

Ieri sera puntavo a correre sotto i sedici minuti, ho sforato di 10,15” (praticamente 0,8” a giro). Se da un lato la pioggia di qualche ora prima ha un po’ rinfrescato, dall’altro il sole spuntato mezz’ora prima della partenza ha causato l’effetto “bagno turco” della pista, col tartan che buttava fuori tutta l’umidità accumulata. Niente di proibitivo, ma ovviamente non le condizioni climatiche ideali. Non funzionando il tabellone dei tempi, ho impostato il Garmin Forerunner 935 (qui il confronto col fenix 5, domani o al massimo mercoledì la recensione completa, anzi più che “completa” direi “totale”!) con l’avviso ogni 1’16”, in modo da capire a ogni giro, senza dover guardare l’orologio, se ero in linea o meno con l’obiettivo (3’10” al km, 15’50” tempo finale).

Allo sparo trovo subito la corda e dopo il primo giro tutti assieme, mi accodo a un gruppetto di quattro atleti. Corriamo abbastanza regolari, con l’orologio che suona sempre qualche metro dopo il giro, segno che sono di poco in vantaggio sull’obiettivo. Effettuo un paio di sorpassi in rettilineo per raggiungere la seconda posizione del gruppetto, mentre davanti si sono formati due ulteriori gruppi. Fino a metà gara sono sempre in leggero vantaggio sulla media di 1’16” a giro, poi in un solo giro mi ritrovo in ritardo di qualche metro, indicativo di un rallentamento consistente in soli quattrocento metri! La fatica si fa purtroppo sentire e anche la mia corsa si fa pesante. Serve stringere i denti gli ultimi quattro giri! Effettuo il sorpasso dell’atleta che mi precedeva (ci siamo alternati davanti un paio di volte) a un giro e mezzo dall’arrivo e provo a spingere a tutta.
Concludo in 16’10” in nona posizione assoluta a 16” dall’ottavo classificato e nove secondi prima del decimo. Niente sub16′, ma rispetto agli altri cinque 5.000 m in pista corsi in “carriera”: 12” più veloce del 2016, 14” più veloce del 2015, 13” più lento del 2014, 20” più lento del 2013, 25” più lento del 2011 (Personal Best, nel mio 5.000 m in pista corso nelle condizioni climatiche migliori, anche se da solo contro il tempo dal primo all’ultimo metro). Qui la classifica completa, qui la gara su Strava.

Dopo il resoconto della gara, ecco quello degli allenamenti. Dal 22 aprile (primo allenamento in pista del 2017), ho svolto quattordici sedute di qualità (dieci in pista) e tre gare (sterrato nel bosco, strada con solo salite e discese, strada). Gli altri giorni, corsette molto easy in salita e discesa (dove abito adesso non ci sono praticamente alternative!). 69 km a settimana di media, solo quattro giorni senza corsa, praticamente una media di 6,5 uscite a settimana.

Questa la sequenza delle sedute di qualità (in grassetto quelle in pista) e delle gare (in corsivo), trovate tutti i dettagli sul mio registro su Strava:

  • 22 aprile – 8,4km: 6 x (1km in 3’22” – 400m in 1’58”)
  • 26 aprile (strada) – 11,5km: Risc. 3km, 3 x (1,6km forte – 2′ piano), Def. 2,5km
  • 30 aprile (gara, sterrato nel bosco) – 10km: “Trofeo Conad Superstore Duino 2017″, 37’05” (3’42”), 2°-1° (1° SM40)
  • 4 maggio (strada) – 10,7km: Risc. 3km, 6 x (400m medio – 400m piano), Def.
  • 6 maggio – 8km: 5 x (1,2km in 4’00” – 400m in 2’20”)
  • 10 maggio (strada) – 10km: Risc. 3km, 3 x (1,6km forte – 1’20” piano), Def.
  • 14 maggio (gara, strada con solo salite e discese) – 8,5km: “Trofeo Parovel 2017″, 29’43” (3’31”), 3° (1° SM40)
  • 18 maggio – 6,8km: 2 x 3,2km in 10’57” Rec. 400m in 2′ e 800m: 2 x (200m in 32” – 200m camminando)
  • 21 maggio – 8,4km: 6 x (1km in 3’14” – 400m in 2’24”)
  • 24 maggio (strada) – 10km: Risc. 3km, 3 x (1,3km forte – 2′ piano), Def.
  • 27 maggio (gara, strada) – 10km: “Garmin 10K 2017″, 34’52” (3’29”), 11° (4° SM40)
  • 1 giugno – 8km: 1 x (2km in 6’30”), 2 x (1km in 3’07”), 4 x (400m in 1’10”), Rec. 400m in 2’28”
  • 4 giugno – 7km: 3 x (800m in 2’27”), 3 x (500m in 1’28”), 5 x (200m in 32”), Rec. 3′ camminando
  • 8 giugno – 6,6km: 2 x 3km in 10’03” Rec. 600m in 4’04”, 0,8km: 2 x 400m in 1’10” Rec. 3′ fermo e 0,6km: 3 x (200m in 32” – 200m camminando)
  • 13 giugno – 1,609km: 4’44”, 0,4km: 1’07”, 0,4km: 1’09” e 0,4km: 2 x (200m in 32” – 2’20” fermo)
  • 17 giugno – 8km: 6 x 1km in 3’10” Rec. 400m in 2’27”
  • 21 giugno – 4,8km: 3 x 1,6km in 5’17” Rec. 2′

Si nota la progressione dei tempi, del resto dieci sedute in pista in due mesi non sono poche! Domande, dubbi, perplessità? Usate i commenti! ;-)

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“Garmin 10K 2017” a Jesolo, ritorno alla normalità http://therunningpitt.com/2017/05/10k-garmin-2017-a-jesolo-ritorno-alla-normalita.html http://therunningpitt.com/2017/05/10k-garmin-2017-a-jesolo-ritorno-alla-normalita.html#comments Mon, 29 May 2017 10:12:57 +0000 http://therunningpitt.com/?p=5781 Terza gara in quattro settimane, ma la prima in piano (finalmente!) dopo l’esordio su e giù nel bosco e la successiva con solo salite e discese su asfalto. Percorso già sperimentato nel 2015, con qualche piccola modifica nei primi chilometri, ma grande differenza a livello climatico: due anni fa infatti scrivevo “… la temperatura è ideale per... Read more »

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Garmin 10K 2017Terza gara in quattro settimane, ma la prima in piano (finalmente!) dopo l’esordio su e giù nel bosco e la successiva con solo salite e discese su asfalto. Percorso già sperimentato nel 2015, con qualche piccola modifica nei primi chilometri, ma grande differenza a livello climatico: due anni fa infatti scrivevo “… la temperatura è ideale per correre…” grazie alla pioggia caduta fino a qualche ora prima, sabato invece sembrava la classica serata estiva, tanto da rendere quasi superfluo il riscaldamento iniziale con l’amico Stefano, atleta della Nazionale Italiana di Pesca in Apnea (aka “Il killer dell’Adriatico”).

Mi piazzo come sempre nelle prime file, ma mi faccio sorprendere allo sparo (forse mi sono perso l’“Ai vostri posti…”, o forse non l’hanno proprio detto!), tanto da ricordarmi di far partire il GPS solo una trentina di secondi dopo.
L’idea era di partire in controllo per poi andare in progressione nella seconda parte di gara, ma mi superano talmente in tanti che mi faccio anch’io trascinare da un ritmo troppo alto, soprattutto considerando le condizioni climatiche che suggerirebbero prudenza nella prima parte. Corro dal cartello del 1° a quello del 2° chilometro in 3’23” (con tre curve), i successivi due chilometri sulla ciclabile li percorro in 6’50”, effettuando già qualche sorpasso. Continuo a superare anche tra il 4° e il 6° km (7’06” manuali, con un cavalcavia in mezzo) e tra il 6° e l’8° (sempre 7’06” manuali). Ultimi due chilometri sul vialone centrale, davanti vedo diversi atleti raggiungibili, ma la sensazione di caldo e la partenza sicuramente troppo “allegra” non mi permettono di cambiare marcia: riesco ad effettuare un unico sorpasso (3’35” manuali tra il cartello dell’8° e del 9° km), concludendo all’undicesimo posto assoluto a 23” dal decimo, in 34’52”, poco sotto i 3’30” al km (classifica completa, GPS della gara). Arrivo in albergo per la doccia, mi guardo allo specchio e prendo paura: è completamente ricoperta di moschini! Un vegano si sarebbe tagliato le vene seduta stante… :-)

Rispetto a due anni fa, ho corso più velocemente la prima parte di gara per poi rallentare nel finale, com’era del resto prevedibile. Ora quattro settimane di allenamenti pensando esclusivamente alla pista (un 5.000 m a fine giugno come obiettivo), con in mezzo forse ancora una gara corta su strada. Nelle settimane passate sono andato in pista già quattro volte, dovrei riuscire ad andarci ancora almeno altre sei volte.

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“Trofeo Parovel 2017”, salita, discesa, salita, discesa http://therunningpitt.com/2017/05/trofeo-parovel-2017-salita-discesa-salita-discesa.html http://therunningpitt.com/2017/05/trofeo-parovel-2017-salita-discesa-salita-discesa.html#comments Mon, 15 May 2017 08:44:47 +0000 http://therunningpitt.com/?p=5669 Prima edizione del “Trofeo Parovel” e percorso quindi inedito, per definirlo in una parola: MUSCOLARE! Salita, discesa, salita, discesa: più o meno il riassunto dei miei attuali percorsi d’allenamento. Un primo chilometro quasi in piano, poi una salita di trecento metri al 10% di media, altri 5,5 km con tratti in discesa e salita e... Read more »

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Trofeo Parovel 2017Prima edizione del “Trofeo Parovel” e percorso quindi inedito, per definirlo in una parola: MUSCOLARE!
Salita, discesa, salita, discesa: più o meno il riassunto dei miei attuali percorsi d’allenamento. Un primo chilometro quasi in piano, poi una salita di trecento metri al 10% di media, altri 5,5 km con tratti in discesa e salita e diverse curve, poi altri cinquecento metri in salita al 10% di media, prima del chilometro finale in discesa.

La partenza all’arrembaggio dei primi non mi ha sicuramente aiutato a gestire correttamente le energie: 6’30” il parziale preso al cartello del secondo chilometro (prima salita e prima discesa incluse!), 6’49” quello per i successivi due chilometri, da lì in poi il percorso saliva leggermente per tre chilometri (10’56” il parziale dal 4° al 7° km), prima dell’ultimo strappo, con la discesa nel finale. Ho perso contatto con i primi due all’inizio della prima salita, mantenendomi a una ventina di metri dal secondo fino a metà gara, per poi perdere poco alla volta ulteriore terreno. Nessun sorpasso e nessun tentativo di recupero nel finale: attualmente quello che mi manca è il cambio di ritmo e lo spunto finale, tutto nella norma considerando il tanto tempo passato senza gareggiare. 8,5 km totali a 3’31” di media, anche se a causa del tracciato ho praticamente corso solo sotto i 3’20” o sopra i 3’40” al km…

Comunque, la forma è in netto miglioramento rispetto a due settimane fa. Ora altre due sedute in pista (probabilmente giovedì e domenica) e poi una bella 10 km serale, finalmente in piano, alla “10K Garmin” della Moonlight Half Marathon con arrivo a Jesolo (già provata nel 2015).

Qualche link per gli interessati: gara su Strava, classifica completa su TDS.

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“Trofeo Conad Superstore Duino 2017”, la Strategia del Tapascione… http://therunningpitt.com/2017/05/trofeo-conad-superstore-duino-2017-la-strategia-del-tapascione.html http://therunningpitt.com/2017/05/trofeo-conad-superstore-duino-2017-la-strategia-del-tapascione.html#comments Tue, 02 May 2017 09:04:05 +0000 http://therunningpitt.com/?p=5578 Dieci mesi senza gare: il primo trasloco a fine luglio 2016 per liberare la casa venduta, il secondo a fine gennaio 2017 per trasferirci finalmente in quella nuova, nel mezzo la poca voglia di allenarsi (sono fondamentalmente pigro, senza obiettivi agonistici davanti faccio il minimo indispensabile…) e un paio di mesi per adattarsi ai nuovi... Read more »

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Trofeo Conad Superstore Duino 2017Dieci mesi senza gare: il primo trasloco a fine luglio 2016 per liberare la casa venduta, il secondo a fine gennaio 2017 per trasferirci finalmente in quella nuova, nel mezzo la poca voglia di allenarsi (sono fondamentalmente pigro, senza obiettivi agonistici davanti faccio il minimo indispensabile…) e un paio di mesi per adattarsi ai nuovi percorsi di allenamento, rivedendo e rivoluzionando un po’ tutto (ci dedicherò un articolo prossimamente). Per gli amanti dei numeri e dei chilometri, da agosto 2016 a fine gennaio 2017 solo una volta ho superato i cinquanta chilometri settimanali, poi tra febbraio e marzo 2017 sono riuscito a fare di peggio, inserendo anche qualche guaio muscolare e qualche malanno di stagione recuperati con tutta calma.

Il mio 2017 “podistico” è iniziato praticamente venerdì 10 marzo, dopo cinque giorni di stop dalla corsa: sette settimane con allenamenti regolari (tra cinque e sette uscite settimanali), sedute intense un po’ più convinte (e convincenti), forma che poco alla volta migliora e voglia di allenarsi e gareggiare che finalmente si risveglia, con la gara di due giorni fa che cade a fagiolo per l’esordio agonistico, per una perfetta “Strategia del Tapascione”, ovvero:

1) gara mai fatta prima -> Personal Best assicurato;

2) percorso sterrato nel bosco con salita e discesa (quasi cento metri di dislivello tra zona partenza/arrivo e metà gara) -> qualsiasi ritmo al chilometro diventa opinabile e non valutabile;

3) nove chilometri a “succhiare la ruota” nel gruppetto dei primi, ultimo chilometro forte -> massimo risultato, minimo rischio.

Ai punti “1” e “2” aggiungerei anche che essendo una prima edizione assoluta, non c’è nemmeno la possibilità di confrontare il proprio tempo in gara con quello degli altri negli anni precedenti, un vantaggio non da poco per la propria autostima e per non rischiare contraccolpi psicologici gravi (“… normalmente gli arrivo sempre davanti, come mai oggi sono andato 15” al km più lentamente del suo tempo dell’anno scorso?”). Per concludere, aggiungerei anche un ulteriore punto:

4) stessa gara prossimo anno -> ulteriore Personal Best presentandosi facilmente con una forma migliore.

Scherzi a parte (quali scherzi? Sono serissimo!), è stato bello ritrovarsi in gara. Non avendo idea della mia tenuta, l’unica è stata affidarsi agli altri, quindi un passo dietro ai primi quasi fino alla fine, per poi cercare di aprire il gas negli ultimi chilometri, sfruttando soprattutto il tratto finale su asfalto e in discesa. Un bell’allungo sotto i 3′ al km per staccare tutti e presentarmi a duecento metri dall’arrivo spalla a spalla col mio amico e compagno di squadra Simone e… decidere al volo di passare il traguardo assieme al primo posto, mano nella mano: della serie, quando ci ricapita?

Qualche link per gli interessati: gara su Strava, classifica completa su TDS.

Finalmente ho rotto il ghiaccio, non resta quindi che allenarsi per migliorare la forma e partire con un po’ più di sicurezze per le prossime gare, puntando fino a luglio a distanze entro i dieci chilometri: su strada probabilmente il 14 e il 27 maggio e magari anche qualcosa in pista da giugno in poi. Poi per l’autunno 2017 e la primavera 2018 ho già le idee più chiare…

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“Giro di San Giacomo 2016”, 6 km impegnativi http://therunningpitt.com/2016/06/giro-di-san-giacomo-2016-6-km-impegnativi.html http://therunningpitt.com/2016/06/giro-di-san-giacomo-2016-6-km-impegnativi.html#comments Mon, 13 Jun 2016 07:59:00 +0000 http://therunningpitt.com/?p=4491 Doveva essere un fine settimana per testarsi, lo è stato in parte. Avevo in programma due gare a distanza di poche ore (1.500 m in pista sabato alle 18:30 a Gorizia, 6 km su strada domenica alle 9:30 a Trieste), da un lato per verificare tempi e sensazioni, dall’altro per capire se continuare con altre... Read more »

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Doveva essere un fine settimana per testarsi, lo è stato in parte. Avevo in programma due gare a distanza di poche ore (1.500 m in pista sabato alle 18:30 a Gorizia, 6 km su strada domenica alle 9:30 a Trieste), da un lato per verificare tempi e sensazioni, dall’altro per capire se continuare con altre quattro settimane di allenamenti impegnativi o al contrario partire subito con le “vacanze podistiche” estive. In forse, il fine settimana del 8-10 luglio ad Arezzo, sede dei “Campionati italiani individuali su pista Master”: venerdì 8 luglio (dalle 19:10) il 5.000 m, il giorno dopo (dalle 20:15) i 1.500 m.

1.500 m in pista a GoriziaIl 1.500 M IN PISTA NON S’HA DA FARE!
Arrivo a Gorizia sabato alle 17:15, ritiro il pettorale, mi cambio e inizio con calma il riscaldamento. Venti minuti di corsa leggera e inizia a piovere, sempre più insistentemente. Alle 18:10 diluvia: tutte le gare vengono sospese, in attesa di un miglioramento… che non arriva. Alle 18:30 la decisione di rinviare tutte la manifestazione. Mi faccio la doccia, raggiungo la macchina con difficoltà a causa della strada parzialmente allagata, e qui la beffa finale: in pochi minuti non solo smette di piovere, ma spunta anche un timido sole!

Stadio Nereo Rocco“GIRO DI SAN GIACOMO 2016”
Discesa, salita, discesa, salita, discesa, salita, discesa, salita, discesa. Questo in parole povere il nuovo percorso di gara. Duro ma sicuramente divertente, con cambi di direzione secchi, discese ripidissime e un continuo alternarsi di situazioni diverse a rendere il ritmo di corsa mai uguale se non per qualche centinaio di metri. Poche emozioni a livello agonistico: già dopo il primo chilometro, due atleti davanti (un giovane triestino con un personale sotto i 15′ sui 5.000 m in pista e un forte master trentino, rientrato lo scorso anno dopo otto mesi di squalifica per doping a causa di un integratore contaminato), poi io e un altro atleta. Nessun cambiamento fino a poco prima dell’ingresso nello stadio Nereo Rocco, dove perdo qualche decina di metri, che rimangono tali fino all’arrivo. Concludo al quarto posto in 19’41” (3’16” al km), a 9” dal terzo, 17” dal secondo e 26” dal primo classificato, con 12” di vantaggio su chi è arrivato dopo. Qui la classifica completa, qui il GPS su Strava, qui su Garmin Connect.

Buone le sensazioni in corsa, sia in salita che in discesa, tutto sommato la voglia di tirare avanti per altre quattro settimane non manca, quindi ci provo: ultime gare prima della pausa estiva ad Arezzo, l’8 e il 9 luglio. In ogni caso, non tornerò a mani vuote: se non sarà una medaglia, sarà un bel po’ di vino (lì vicino ci sono Gaiole in Chianti, Radda in Chianti, Panzano in Chianti, Greve in Chianti…)!

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