Nike Zoom Fly Flyknit, la Recensione Dettagliata



Le Nike Zoom Fly Flyknit sono state lanciate sul mercato mondiale il 13 Settembre 2018. A fine Marzo di quest’anno pubblicavamo sul blog la recensione delle Nike Zoom Fly a poche settimane di distanza da quella delle più «importanti» Vapor Fly 4%, scritta dall’amico Corrado Pronzati. Nelle diverse recensioni abbiamo raccontato il progetto da cui hanno preso vita questi modelli innovativi e precisamente il “Breaking 2” di Nike. Per quelle pochissime persone che non sapessero di cosa si tratta, è il progetto dell’azienda dell’Oregon volto a consentire al primo Atleta al mondo di correre una maratona sotto il muro delle 2 ore. A completare le recensioni della gamma “Zoom Series” con le Pegasus 34 ci ha pensato qualche mese più tardi Andrea Soffientini.

Nike a distanza di poco più di un anno ha portato avanti il progetto «Zoom Series» – I modelli di scarpe creati da Nike per il progetto “Breaking 2” con una rinnovata gamma di scarpe per tutte le esigenze e precisamente:

  • Nike Air Zoom Pegasus 35, la scarpa ideale per le corse quotidiane, Tempo Run e Long Run, disponibile dal 1° giugno, qui per la recensione di Andrea Soffientini.
  • Nike Zoom Pegasus Turbo, la scarpa ideale per le corse quotidiane, Tempo Run, ripetute e Long Run, disponibile dal 1° settembre, qui per la recensione di Massi Milani e Ludovica Di Gregorio.
  • Nike Zoom Fly Flyknit, scarpa da gara o allenamento velocissima e leggera ideale dai 5 Km alla Maratona, Tempo Run e Long Run, disponibile dal 4 ottobre. 
  • Nike Zoom Vaporfly 4% Flyknit, scarpa da gara espressione di velocità pura e innovazione ideale dai 5 Km alla Maratona, utilizzata da Massi alla Maratona di New York 2018.

Nike Zoom Fly Flyknit, la nostra opinione

A pochissimi giorni dal lancio eccoci qui a descrivere l’evoluzione delle Nike Zoom Fly Flyknit.

La scarpa in questione ha fatto un passo in avanti oppure no, i difetti (pochi) riscontrati nel modello precedente sono stati corretti, oppure ce ne sono di nuovi? La scarpa è efficiente e la corsa economica? A quale «pubblico» di podisti è rivolta? Hanno una durata superiore al vecchio modello?

Queste sono le principali domande a cui abbiamo cercato di rispondere. Se siete curiosi anche voi di conoscere le caratteristiche di questo nuovo modello mettetevi comodi e leggete il seguito, come al solito diviso in sintetiche sezioni.

Le Nike Zoom Fly Flyknit sono state regolarmente comprate su Internet poco dopo l’uscita ufficiale nei negozi e di seguito vi raccontiamo la nostra opinione.

Caratteristiche generali

Le Nike Zoom Fly Flyknit sono scarpe ibride che possono essere collocate sia nella categoria «reattive», A2 che in quella «ammortizzate», A3. Sono caratterizzate dal peso ridotto, anche più leggere rispetto alla concorrenza.

La stessa Nike ne indica il campo di utilizzo non solo per il giorno della gara, ma anche per Tempo Run, Medio, e Long Run, questo grazie al perfetto connubio fra ammortizzazione, top in questo segmento di peso, e la reattività, caratteristica propria di questa versione.

Confermo l’impressione dichiarata per le Old Zoom Fly, di seguito denominate «OZF» per comodità, asserendo che non ho mai trovato un rapporto peso – prestazione – ammortizzazione al livello delle Nike Zoom Fly Flyknit. Protezione degna di una ammortizzata, reattività al pari di una scarpa secca, nonostante i 234 grammi di peso, dato riferito alla misura 42 -US 8.5, in leggera crescita di 7 Gr. rispetto ai 227 grammi delle OZF.

Per quanto riguarda la numerazione nessuna differenza in confronto agli altri modelli di casa Nike, il Flyknit risulta molto fasciante, quindi chi necessita di maggiore libertà di movimento, soprattutto nella parte anteriore, oppure ha la pianta del piede particolarmente larga potrebbe aver bisogno di una mezza misura in più; la scarpa è fasciante su tutta la lunghezza (posteriore, laterale anteriore) sembra addirittura di indossare un calzino, risulta più stretta soprattutto nella zona anteriore dove invece le OZF tendevano ad allargarsi.

Nike Zoom Fly Flyknit mantiene la caratteristica principale che l’ha resa famosa: la presenza di una piastra di Carbonio (nelle OZF questa era di Nylon ricoperta di carbonio) affondata nell’intersuola che in questo modello è costituita dal React, materiale che di fatto va a sostituisce la vecchia schiuma Lunarlon  lanciata nel 2008 e ora mandata in pensione: si trattava di un materiale innovativo che garantiva grande morbidezza unita a un’ottima elasticità, la nuova schiuma React è ancora più morbida, più elastica, leggera resistente e moderna e si colloca di fatto nella categoria “ritorno di energia” a cui tutte le case stanno strizzando l’occhio dopo l’ingresso sul mercato di Adidas con il Boost avvenuto ormai sei anni fa. 

Per una descrizione dettagliata della Schiuma React, rimandiamo alla recensione delle Nike Epic React Flyknit, nel link allegato.

La tomaia in Flyknit è costituita da un unico pezzo senza cuciture, offre elasticità e supporto esattamente dove servono progettata per assicurare il massimo comfort unita ad un’alta traspirabilità nella zona superiore del piede ed un’estrema leggerezza.

Caratteristiche tecniche

Vediamo in primo luogo le caratteristiche tecniche delle Zoom Fly Flyknit, poi i principali cambiamenti ed infine discuteremo l’impatto sulla corsa.

Sintesi delle principali caratteristiche tecniche.

Di seguito le principali caratteristiche tecniche della Nike Zoom Fly Flyknit, derivate dal sito RunningWarehouse Europa.
  • Peso: 8.4 oz/238 g (taglia 9)
  • Altezze della suola: 33mm (tallone), 23mm (avampiede)
  • Larghezza disponibile: D=Medium
  • Come calza (larghezza D)
    • calzata: standard
    • tallone: medio stretto
    • mesopiede: medio basso
    • avampiede: medio stretto
    • spazio dita: medio basso
    • arco plantare: medio 
    • forma: arcuata

Estetica e forma

Esteticamente tutti i modelli della «Zoom Series» rimangono abbastanza fedeli ai precedenti, carattere distintivo la forma del tallone che rimane tagliato ad angolo. In questa rinnovata collezione tale caratteristica è presente anche su Pegasus e Pegasus Turbo, quasi a voler favorire l’aerodinamica. E’ sempre presente il logo Nike a tutta fiancata, leggermente meno preponderante rispetto al passato. Inizialmente presentate in tre varianti di colore: nere e arancio, nere e bianco e verde oliva e bianco, anche se siamo sicuri che, analogamente al passato, altre colorazioni verranno affiancate a quelle del lancio.

Le Nike Zoom Fly Flyknit si presentano piacevoli e più «discrete» delle OZF fattore che ne permetterebbe l’indossabilità anche al di fuori delle sessioni di running se non fosse per quel «piccolo» problema che non sono scarpe costruite e progettate per camminare ma esclusivamente per correre, ci riferiamo alla piastra di carbonio che ne condiziona la rullata.

Tomaia

La tomaia delle Nike Zoom Fly Flyknit costituisce una delle tre principali modifiche alle OZF, unitamente al materiale dell’intersuola e a quello della piastra in quest’ultima inserita. La tomaia è composta appunto dal tessuto Flyknit, tecnologia esclusiva del marchio della casa nordamericana, che utilizza un processo di costruzione a maglia continua senza presentare alcun tipo di cucitura. La tomaia è prodotta quindi da un unico pezzo: anche la linguetta ne è parte integrante. Caratteristica del filato di poliestere è la possibilità di avere una trama più «aperta» in aree che necessitano di una maggiore flessibilità e traspirabilità e una più fitta in settori dove invece si necessita di un maggiore sostegno, garantendo queste caratteristiche esattamente dove sono servono e assicurando un comfort senza precedenti.

Una volta indossata la tomaia si adatta così perfettamente al piede che sembra di avere un calzino, può risultare stretta al primo impatto, ma nell’azione della corsa si apprezzano tutti i vantaggi di questo tessuto, leggero ma fasciante dove serve lascia al piede una sensazione di estrema liberta: ottima la traspirazione.

Una differenza sostanziale con le OZF consiste nella composizione della conchiglia, che rimaneva molto rigida e arcuata costringendo la caviglia ad una inclinazione proiettata in avanti, in questo modello la conchiglia è priva di alcun rinforzo, viene meno quindi la sensazione di cui sopra, a favore di una maggiore comodità.

I lacci, in virtù del materiale impiegato per la tomaia potrebbero essere considerati quasi superflui, hanno una allacciatura asimmetrica disposta su 4 punti. Sul sito Nike.com nella descrizione del modello in questione si fa riferimento all’utilizzo dei cavi Flywire, presenti sulle OZF. Abbiamo chiesto delucidazioni in merito a Nike in quanto a nostro avviso le Nike Zoom Fly Flyknit non sono equipaggiate con i cavi di cui sopra. Finora non abbiamo avuto risposta, chiediamo a voi lettori quindi se anche voi siete della nostra opinione o meno.

Drop e Intersuola

Nessuna differenza nel Drop dell’intersuola per le Nike Zoom Fly Flyknit rispetto alle OZF, 10 millimetri il differenziale fra tallone e punta ed esattamente si passa dai 33 millimetri della parte posteriore ai 23 millimetri di quella anteriore, mantenendo una maggiore altezza rispetto ai modelli con cui si confronta.

In questa sezione possiamo indicare i due principali fattori di rinnovamento del modello in questione.

Il primo cambiamento è sicuramente rappresentato dalla modifica del materiale della piastra affondata nell’intersuola. Nelle Nike Zoom Fly Flyknit questa è la medesima presente nelle Vapor Fly, quindi completamente in Carbonio e non in Nylon rivestita di carbonio come nel modello precedente.

Schiuma React

La seconda novità consiste nel materiale impiegato per l’intersuola, come accennavamo poco sopra, le Nike Zoom Fly Flyknit adottano la nuovissima Nike React.

Nata per il basket React ha sostituito la vecchia schiuma Lunarlon utilizzata nei vari modelli Flyknit Lunar e Lunaracer, questa era già di un materiale innovativo che garantiva grande morbidezza unita a un’ottima elasticità. La nuova schiuma React è stata pubblicizzata come ancora più morbida, più elastica, leggera e resistente, come abbiamo già scritto nelle precedenti recensioni di scarpe che utilizzano il React i dati della casa madre parlano dell’11% di morbidezza in più della Lunarlon, del 13% di elasticità e del 5% di leggerezza.

Il nuovo brevetto React è il frutto di quattro anni di ricerca, nei quali i chimici e ingegneri Nike hanno sperimentato più di 400 mescole diverse, sottoponendole al giudizio degli élite runner dell’azienda dell’Oregon. Come se non bastasse, Nike ha effettuato un test con podisti di ogni livello, facendoli correre con scarpe con già 800 km percorsi e chiedendo a fine allenamento il parere sulla precedente usura della scarpa. Il dato maggiore è stato 150 km, di cui il dato medio 25 km, con addirittura alcuni runner che hanno pensato che fossero nuove. Ecco che con questo tipo di materiale Nike promette delle calzature veramente resistenti e performanti anche dopo molti km di utilizzo.

Analogamente alle OZF le caratteristiche di cui sopra conferiscono al modello descritto un’estrema leggerezza, massima ammortizzazione e grande comodità, ovviamente la piastra in carbonio rende la suola estremamente rigida tanto da non permettere di piegarla se non applicando la forza necessaria.

Il pattern della suola è sempre il medesimo, completamente liscio e privo di tacchette per il grip, tuttavia da diverse prove sul bagnato possiamo affermare che la tenuta su terreno non asciutto è migliore del precedente modello, e qui Nike segna un importante punto rispetto al passato.

Classificazione

Non cambia la collocazione delle Nike Zoom Fly Flyknit rispetto al suo predecessore, vengono sempre inquadrate nella categoria «reattive», anche se strizza l’occhio alla “ritorno di energia” essendo l’intersuola composta da React. Come accennavamo in apertura la stessa Nike indica l’utilizzo di questo modello come scarpa da gara velocissima e leggera ideale dai 5 Km alla Maratona, Tempo Run e Long Run.

Confermiamo la nostra opinione definendo le Nike Zoom Fly Flyknit scarpe reattive e quindi da «prestazione/gara», ma grazie all’altissimo livello di comfort e protezione che offrono, caratteristica unica del suo settore di riferimento, le rendono indicate anche come scarpe per le lunghe distanze e per gli allenamenti di tutti i giorni (allenamenti comunque «in spinta.»)

Comportamento nella corsa

Forti dell’esperienza sulle OZF e con 150 Km circa percorsi con questo nuovo modello (di cui una Maratona) possiamo affermare che la scarpa è da noi promossa a pieni voti: Nike si è superata ancora una volta offrendo con questa nuova versione un’esperienza di corsa ancora superiore.

Nike Zoom Fly Flyknit e modello 2017

Nike Zoom Fly Flyknit: confronto con la vecchia versione.

Sono riusciti a valorizzare i punti di forza e correggere i pochi difetti che avevamo riscontrato in precedenza: come accennavamo nella sezione dedicata alla tomaia ribadiamo che la zona del tallone è completamente riprogettata rispetto al modello da cui deriva, la conchiglia non è rigida e arcuata, di conseguenza vengono meno i problemi che alcuni di noi avevano riscontrato al tendine d’Achille.

Sensazioni di corsa con le Zoom Fly Flyknit

Ritroviamo invece la sensazione di sbilanciamento che si prova camminando, dovuta alla forma curva della piastra in carbonio affondata nell’intersuola. La rullata è normale finché non si arriva al punto in cui questa ha la forma “a cucchiaio”, qui il piede segue la curva e si ha come l’impressione di cadere da gradino, effetto che si verifica poiché camminando non imprimiamo la forza necessaria per piegarla, quindi la scarpa non fa quello per cui è progettata. 

Migliorato assolutamente il comfort della calzata grazie al Flyknit, il piede risulta ben fasciato ma non oppresso, offrendo un ottimo supporto, il tutto con una traspirabilità di alto livello, a differenza delle OZF non abbiamo una pianta larga, quindi ci sentiamo di consigliare il mezzo numero in più a coloro che erano al limite con il vecchio modello o chi non ha un piede particolarmente magro.

Nella corsa si percepisce la nuova di mescola dell’intersuola, il React oltre a promettere una maggiore durata è effettivamente più morbido e ancora più reattivo del modello precedente, la piastra si sente indistintamente all’altezza del metatarso, tuttavia non abbiamo avuto alcun fastidio neanche dopo la Maratona; l’esperienza di corsa è ottima, la scarpa è estremamente comoda, ma reattiva non appena si spinge, viene meno la sensazione di caduta in avanti in favore di una veloce transizione tacco punta agevolata dalla piastra in carbonio che produce una spinta lavorando in sinergia con il React, mantenendo comunque un’impostazione che favorisce e agevola la corsa di avampiede riducendo il sovraccarico ai danni dei  polpacci, anche la costrizione dovuta al Flyknit scompare durante l’azione di corsa, anzi si prova una sensazione di assoluta libertà.

Impatto dell’utilizzo sulle performance

Correndo e camminando con questo nuovo modello posso affermare che le OZF hanno perso di struttura dopo circa 250/300 Km, non si avverte più infatti la curva della piastra poiché probabilmente si è “appiattita” ancora buona invece è l’ammortizzazione offerta dopo oltre 600 Km. In questo nuovo modello, confrontandoci anche con i possessori delle Vapor Fly 4%, ciò non dovrebbe accadere, la piastra non dovrebbe deformarsi, garantendo una spinta più longeva.

Corsa in condizioni sfavorevoli

Menzione positiva anche riguardo alla corsa su terreno bagnato, notevolmente migliorata rispetto al passato, non ancora paragonabile alla suola Continental di Adidas, ma in netto miglioramento. L’unico aspetto che ci sentiamo di dover segnalare è la sensazione di precaria stabilità nelle curve strette, ciò è dovuto alla generosa altezza dell’intersuola unita ad una maggiore libertà nella zona del tallone: sconsigliata assolutamente a coloro che hanno problemi di stabilità della caviglia.

A chi sono consigliate

Analogamente a quanto indicato per il precedente modello, in base al nostro utilizzo consideriamo le Nike Zoom Fly Flyknit adatte sia alla gara che al Tempo Run e Long Run, come la stessa Nike ha indicato nelle caratteristiche sul proprio sito web, a patto di non salire oltre certi ritmi che noi indichiamo di massima in 4:15/4:30 limite oltre il quale a nostro avviso non si ottengono i benefici propri della scarpa, ma anzi subentrano gli svantaggi di eccessiva rigidità a cui accennavamo: in questo caso meglio orientarsi su Pegasus o Pegasus Turbo.

Confermiamo che il modello esprime il meglio nei ritmi compresi fra i 3:30 e i 4:00, siamo sicuri che siano ancora più efficienti e performanti sotto questo ritmo, ma in questo caso ci sembrano più indicate le Nike Vaporfly 4%.

Durata e punti di rottura

Veniamo ad una sezione che sta molto a cuore ai nostri lettori, forti dell’esperienza pregressa con le OZF possiamo sbilanciarci leggermente affermando che la durata di questo modello sarà sicuramente superiore ai 600/700 chilometri che avevamo previsto per le OZF e che si sono rivelati corretti per quanto riguarda ammortizzazione.

Oggettivamente possiamo affermare che la piastra in Nylon è efficace fino a 250/300 chilometri, successivamente perde di struttura, ce ne siamo resi conto in maniera oggettiva non appena abbiamo indossato il nuovo modello e con esso abbiamo ritrovato quella sensazione di cui parlavamo nella vecchia recensione e precisamente quella di essere sbilanciati, proiettati in avanti ad ogni passo, tutto ciò dovuto alla piastra curva che condiziona la rullata della scarpa.

Rimane solo da vedere se la piastra in carbonio durerà più di quella in nylon: a nostro avviso e forti dell’esperienza sulle Vapor Fly 4% noi pensiamo di sì. Un altro punto a favore di Nike consiste nella striscia di silicone applicata come elemento di rinforzo e protezione all’interno della calzatura, in corrispondenza della punta delle dita per preservare la zona anteriore dal più classico e comune buco in corrispondeva dell’alluce, prontamente verificatosi nelle OZF.

Prezzi e disponibilità

Riproponiamo la considerazione fatta nella recensione delle OZF riguardo l’operazione di Marketing operata da Nike con l’evento “Breaking2”: campagna mediatica mondiale e presentazione in pompa magna dei nuovi modelli di scarpe che promettono di correre più veloce facendo forza su una delle leve più importanti per consolidare un legame ben saldo con il proprio pubblico di riferimento: la leva emotiva. L’entusiasmo del mondo sportivo che ha gravitato intorno all’evento, anche quello non legato all’atletica, ha elevato Nike dalla posizione di brand che commercializza articoli sportivi a quella di simbolo di innovazionesperimentazione e studio sulle prestazioni umane accrescendo la reputazione dell’azienda all’interno, ma anche al di fuori del proprio ambito.

A distanza di poco più di un anno Nike ha dato continuità al progetto rinnovando completamente la collezione “Zoom Series”, e ottenendo, almeno in parte, che i risultati a cui ambivano: recentissimo è il nuovo record del Mondo sulla Maratona stabilito proprio da Eliud Kipchoge  in 2:01:39 a Berlino.

Per le Nike Zoom Fly Flyknit l’azienda ha ritoccato il prezzo di 10,00 € stabilendo un listino di 161,00 €, tuttavia online si reperiscono facilmente con uno sconto che si attesta intorno al 20% (135,00 € circa), rimanendo dell’idea che trattasi di un prezzo abbastanza elevato rispetto anche alla durata della scarpa, riteniamo che sia congruo, anche a fronte della scontistica, in considerazione della nuova mescola utilizzata per l’intersuola e per l’utilizzo della piastra in carbonio.


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