Record Mondiale di Maratona vestito da Elvis, il racconto



Alla maratona di Berlino del 16 Settembre 2018 tutti hanno potuto ammirare la falcata elegante di Eliud Kipchoge, il suo record della maratona è stato praticamente commentato da tutte le testate giornalistiche italiane. Ma quel giorno a Berlino, assieme a molti appassionati di corsa, c’era anche lui, Nikki Johnstone, che ha avuto la «pazza idea» di battere il record della maratona vestito con gli abiti di Elvis e con le ASICS Tartherzeal 6.

Noi di TheRunningPitt.com lo abbiamo intervistato, di seguito il racconto del risultato più «Rock and Roll» di sempre!

Elvis e il Record Mondiale di Maratona

Come ci ricorda Wikipedia, Elvis Presley morì a Memphis nell’agosto 1977 a causa di un’improvviso attacco cardiaco all’età di 42 anni. Fantastico pensare che a distanza di oltre 30-40 anni, molti podisti nel mondo si sono cimentati a provare a battere il record del mondo più strano, quello di correre una maratona vestiti esattamente come il Re del Rock. Ancora più bello sapere che probabilmente Elvis non fosse in grado di correre nemmeno un chilometro.

Qualche mese fa un nostro conoscente, Nikki Johnstone ha provato a battere il record. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Nikki nel 2017 alla Wings for Life a Breda. Siamo poi rimasti in contatto negli ultimi 12 mesi, grazie a Strava e ai social network.

 

 

 

Nikki è un Asics Frontrunner, è scozzese ma vive da diversi anni in Germania, a Dusseldorf, dove lavora come docente delle scuole medie. Non siamo rimasti sorpresi della sua impresa: Nikki ha battuto il record mondiale della maratona, vestito da Elvis Presley, dagli occhiali alla cintura. E ha corso la maratona con le ASICS Tartherzeal 6.

Ma cosa spinge a battere un record simile? come ci si prepara? Abbiamo intervistato Nikki via Whatsapp e ci ha rilasciato una lunga intervista, che in esclusiva condividiamo con i lettore italiani. Nota: le bellissime foto sono state realizzate da Ben Clement di Strava. Come al solito l’articolo si divide in sezioni, potrete premere sul link per accedere alla parte che vi interessa:

La preparazione del record

Ciao Nikki, partiamo con la prima domanda, perché hai deciso di partecipare a questo stranissimo record? «Non è stata un’idea mia. Ho partorito molte idee pazzesche nel passato, ma non questa volta. Ho ricevuto una telefonata quest’estate da parte di Strava, che stava collaborando con una start up. Nei prossimi mesi quest’azienda rilascerà un prodotto sportivo molto innovativo. Anche per promuovere questa iniziativa, Unsanctioned Running (“UR”), il nome dell’azienda, cercava un “volontario” per correre più velocemente di Elvis. Grazie a degli amici comuni tedeschi con un po’ di passaparola è stato semplicemente menzionato il mio nome. UR cercava qualcuno che fosse molto Rock and Roll. Pur non essendo Elvis, chiaramente “Nikki Johnstone” forse era veramente la persona perfetta per battere il record. Appena contattato, non ci ho pensato più di qualche secondo. Volevo assolutamente battere Mike Wardian che qualche anno fa corse vestito da Elvis in una maratona degli Stati Uniti in 2h38.»

«Correre con un vestito personalizzato per me, ma esattamente identico a quello di Elvis Presley l’ho trovata un’idea eccellente. Unsanctioned Running avrebbe preparato un abito con materiale completamente riciclato, e sarebbe stato perfetto per me. Anche se fondamentalmente non è stata una mia idea, ho pensato che fosse fantastico provare a battere il record del mondo.»

 

Il vestito: correre come Elvis

Quali sono stati i principali problemi nello sviluppare un abito esattamente adatto per battere il record del Mondo? «Beh, come già ti ho fatto capire, la preparazione dell’abito per fortuna non è stata davvero una mia responsabilità. Unsanctioned running ha fatto davvero proprio tutto per me. Ho semplicemente inviato le principali misure fisiche via email, sapendo che avrei ricevuto da lì a qualche settimana il vestito per l’impresa. I ragazzi di Unsanctioned hanno fatto un lavoro perfetto, l’abito è super ecologico perché sviluppato con bottiglie di plastica riciclate, un prodotto fantastico, leggerissimo. Appena l’ho visto, ho voluto provarlo: entrare nell’abito di Elvis è stata la cosa più pazzesca mai fatta. E poi era così comodo. L’unico vero problema è che l’ho provato soltanto la sera prima….  Sono arrivato a Berlino alle nove di sera. Appena giunto in hotel, circa dieci persone mi stavano aspettando. Sono entrato nella stanza d’albergo, ho provato gli occhiali, l’abito, la cintura, la parrucca. Sembrava tutto perfetto, ma ho comunque voluto correre su e giù per il corridoio dell’hotel. A ripensarci è stato davvero molto divertente. Alla mattina mi sono svegliato, vestito ed ho solo aspettato di ritrovarmi sulla linea di partenza così.»

«E’ stata un’esperienza straordinaria e devo proprio ringraziare Strava che mi ha chiesto di farlo e con il supporto di UR sono riuscito a realizzare l’impresa. Quindi grazie a loro.»

La biomeccanica di Corsa di Elvis

Correre come Elvis sembra complicato. Hai dovuto adattare il tuo modo di corsa per la competizione? «Correre con il vestito di Elvis non è stato per nulla complesso. Anzi, è stato esattamente il contrario. E’ stata una delle mie Maratone preferite. Non ho mai avuto così tanto tifo e così tanta gente che urlava per me. Avevo già corso Berlino. Ma questa volta è stato diverso, pazzesco. Le persone gridavano vai Elvis, Elvis è vivo, Elvis Rock and Roll. Ovviamente è stato come se ogni persona mi sostenesse. E per questo motivo nulla è apparso complicato. Non ho dovuto cambiare la biomeccanica di corsa perché la tuta mi è arrivata solo la sera prima. Ma anche perché il materiale è davvero super-performante e innovativo. Credo di essere stato “nel mio flow” poiché il giorno della gara è quello che amo di più. Faccio gare ogni fine settimana e una volta appuntato il numero di pettorale, cerco di dare sempre il meglio. A Berlino pensavo di andare un po’ più tranquillo del solito. Ma poi sulla linea di partenza ho smesso di pensare a cosa stavo indossando. Ed ho visualizzato l’obiettivo davanti a me: battere un record mondiale ufficiale. Una volta iniziato a correre, ho dimenticato il mio ritmo, il vestito non mi ha affatto influenzato. E dopo qualche minuto, mi sono accorto che stavo volando, passando la mezza in 1h14:30.

Fino al ventinovesimo mi sentivo benissimo, ma poi ho avuto un calo. Sfortunatamente mi sono preso un raffreddore il venerdì e non ero in grande condizione. Ho dovuto fare di necessita virtù e ho conservato il minuto di vantaggio nella parte finale di gara. E’ stata una giornata davvero fantastica e grazie alla gente di Berlino per l’incredibile tifo, mi hanno fatto volare. È stata davvero un’esperienza divertente, ma straordinaria, quella di correre come Elvis.

La Maratona di Berlino ed il record

Parlami della gara a Berlino. Quante persone ti hanno riconosciuto e quali sono le esperienze di chi corre in questa città? «Sapevamo tutti che la recente Berlino sarebbe stata davvero incredibile, ci aspettavamo il record del mondo. Gli spettatori sono stati fantastici, gridavano tutto il tempo. Ho ancora nella testa le loro urla. Ma nessuno si aspettava che qualcuno potesse correre così velocemente vestito da Elvis. Quando si guardano personaggi simili alla TV, di solito sono nelle retrovie. Mentre io ero con il gruppo dei primi maratoneti semi-pro. Con il passare dei chilometri, le grida erano sempre più intense, anche i miei compagni di corsa erano davvero stupiti nel vedere che Elvis stava andando così velocemente. Gli altri podisti si guardavano indietro e vedevano davvero che Elvis correva sotto i 3’30” al chilometro. Per me è stato stranissimo, non avevo mai fatto prima una cosa del genere, se non in una gara locale, sponsorizzato da una banca. Come Elvis Presley, il re del Rock and Roll, mai. Dopo la gara ho pure messo un post su Instagram per la gioia dell’impresa.»

«Questa è stata la mia seconda volta a Berlino, ma non ho mai vissuto nulla di simile. Mi piacerebbe farlo di nuovo. Dagli Stati Uniti mi hanno fatto sapere che Mike Wardian riproverà a battere il record. Lui è davvero molto conosciuto e vorrebbe riprendersi il suo scettro. E sinceramente sarei davvero felice se Mike lo battesse, perché onestamente mi piacerebbe tornare di nuovo nel costume di Elvis. Io ci sono, pronto a gareggiare nuovamente.»

Consigli motivazionali

Sei uno dei più famosi runner non professionisti in Germania, anche grazie alla collaborazione di Asics. Che consiglio puoi dare alla comunità running italiana per essere motivata? «Penso che se dovessi dare consigli ai podisti italiani, direi loro veramente poche cose. Basta estrarre dal cassetto le vostre scarpe, uscire a correre, non importa tempo, velocità, distanza. Non importa proprio. Ognuno di noi ha giornate dure. Lavoriamo tutti a tempo pieno, non possiamo dedicarci al nostro hobby durante il giorno. Il più delle volte penso che a volte il passo più difficile sia uscire dalla porta. Penso che ci sia anche una proverbio che dice che “nessuno si è mai pentito di correre“. Ed è proprio vero: tutti ci sentiamo meglio una volta tornati dall’allenamento. Sì, direi che il mio consiglio è solo quello. Fai quel primo passo. Esci dalla porta perché non te ne pentirai. E penso che dal mio punto di vista non dobbiamo prenderci troppo sul serio. Ci sono già podisti professionisti. Poi ci siamo noi. Io sono molto ambizioso ma sono sempre un dilettante. Cerco di dare un’occhiata ai miei risultati con prospettive di migliorare. Ma non prendo sul serio nessun allenamento. Alcuni saranno migliori degli altri, alcune gare saranno più veloci di altre. Puoi sempre essere in cima alla classifica, ma alla fine della fiera sai sempre che la corsa è hobby. Quindi: sii felice di goderti ogni passo che fai, sia che si tratti di allenamento o di gara. In particolare è importante godersi la gara che è anche un momento sociale, che ci permette di conoscere nuove persone. Siamo davvero fortunati di essere in grado di correre.»

Le prossime sfide di un Asics Frontrunner

Ultima cosa. Ma quali sono le tue prossime sfide? «Beh la prossima è tra due giorni… La Maratona di Colonia. Non è necessariamente una sfida, però mi vorrei migliorare (n.d.r. a Colonia Nikki ha corso in 2h25 la maratona, arrivando quinto assoluto). Poi sarò a fine Ottobre la maratona di Francoforte. Sì, lo so: sono stato un po’ dipendente dalle maratone. Penso che da Marzo io sia già arrivato ad otto. Ma è chiaro che il 2019 sarà un po’ diverso. Ho già partecipato a tantissime 5k, 10k ed a una moltitudine di mezze maratone. Quindi nel 2019 passerò alle Ultra-maratone e agli Ultra Trail. Diciamo 50km e 100km. Direi che ognuno di noi dovrebbe mettersi alla prova e cercare qualcosa di nuovo, uscire dalla “comfort zone”. Penso che siamo tutti capaci di qualcosa di più di quello che crediamo. Ho già corso un ultra trail nel mese di agosto di sessantasei chilometri, con 1500 metri di dislivello, riuscendo a vincere con il record del percorso. Quindi sicuramente vorrei provarne altre. Lo farò sicuramente. Nei prossimi dodici mesi. E nei prossimi anni direi.» 

Grazie Nikki, sei davvero una fonte d’ispirazione per tutti noi. Sarebbe bello vederti sfrecciare anche sul territorio italiano. Che Asics lo inviti alla maratona di Firenze? non sarebbe davvero male.


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