Adidas Solar Boost, la recensione dettagliata



Eccomi nuovamente qui, dopo poco più di 2 mesi dall’uscita del mio ultimo articolo su “The Running Pitt”, e precisamente in occasione della Recensione sulle Nike Zoom Fly, con una analoga. Non credo di sbagliare ma penso sia la prima recensione sul blog dedicata al marchio Adidas: tutti sappiamo che il padrone di Casa (Pitt) è votato ad Asics e il suo braccio destro (Massi) a Nike, quindi cercherò di colmare al meglio delle mie possibilità quella che ritengo una mancanza per un sito di alto livello come questo e colgo l’occasione per ringraziare dell’opportunità di essere ospitato. 

Dopo questo breve preambolo veniamo a noi e all’ultimo modello presentato il 17 maggio 2018 dalla casa tedesca Adidas Solar Boost (qui il link al sito ufficiale ADIDAS SOLAR BOOST) che vanno di fatto a sostituire le ottime e longeve “Energy Boost” arrivate fino alla versione numero 4.

Adidas Solar Boost, la nostra opinione

In questa recensione vedremo se il marchio tedesco ha saputo mantenere o addirittura innalzare gli standard qualitativi raggiunti finora e in particolare se le Adidas Solar Boost 2018 rispettano i canoni dei precedenti modelli: altissima protezione, ritorno di energia, precisione e sicurezza dell’appoggio, tenuta di strada in qualsiasi condizione di terreno.

Sintesi recensione

Come al solito l’articolo si divide in sezioni, potrete premere sul link per accedere alla parte che vi interessa:

Le Adidas Solar Boost sono state acquistate su www.runnerinn.com e nella recensione dettagliata vi descriviamo la nostra opinione personale.

Caratteristiche di base

Le Adidas Solar Boost sono scarpe per il podista con appoggio neutro e appartengono alla categoria “protettive” (A3), tuttavia come accennavamo nella recensione delle Brooks Levitate anche questo modello Adidas utilizza per l’intersuola il Poliuretano (TPU) che in questo caso prende il nome di BOOST, quindi promette di offrire un’alta reattività della scarpa a fronte di un’analoga capacità di ammortizzazione e protezione. Come i modelli concorrenti, appartenenti alla stessa tipologia, le Adidas Solar Boost non sono propriamente leggerissime, pesano infatti  292 Grammi per la versione da uomo (nella misura EU 42 – US 8,5) contro i 269 per quella da donna nella misura EU 40,  per dovere di informazione precisiamo che sono 5 grammi più leggere delle Energy Boost 4, ma altrettanti più pesanti delle Energy Boost 2.

Scatola Adidas Solar Boost

La scatola delle Adidas Solar Boost è simile a quella degli ultimi modelli 2017 e 2018

Per quanto riguarda la numerazione nessuna differenza rispetto agli altri modelli di casa Adidas, la scarpa è fasciante soprattutto nella parte posteriore e laterale, mentre rimane più “libera” anteriormente, lasciando il giusto spazio per la mobilità delle dita al suo interno.

Di seguito le principali caratteristiche tecniche:

  • Peso ufficiale: 300  grammi, nella versione 42,7, US 9.
  • Altezze della suola: 28mm (tallone), 18mm (avampiede)
  • larghezze disponibili: D=Medio
  • calzata: calza normalmente
  • tallone: da medio a stretto
  • mesopiede: medio / stretto
  • avampiede: medio 
  • spazio delle dita: medio basso
  • arco plantare: medio 

Estetica e forma

Veniamo all’estetica delle Adidas Solar Boost, questo nuovo modello non si discosta troppo da quello che va a sostituire, scarpa esteticamente bella, dal design semplice, pulito e ricercato, molto carino il logo a 3 bande ricamato sulla parte laterale, in altre parole una scarpa da running travestita da Sneakers. Al lancio è stata presentata in 2 varianti, classica tomaia nera con inserti turchesi e arancioni per la versione da uomo, blu scuro con inserti verde acqua e celesti per la versione da donna. Colorazioni azzeccate che consentono a questo modello di essere indossato tranquillamente anche al di fuori delle nostre quotidiane sessioni di allenamento.

Colori Adidas Solar Boost

Scatola Adidas Boost, con colori molto pronunciati e sgargianti.

Con Adidas Solar Boost viene data continuità creativa ai modelli che l’hanno preceduta con la forma arcuata e la presenza della linguetta molto pronunciata (elemento importante per la comodità) e del tallone, anch’esso molto pronunciato con una sorta di linguetta posteriore (molto pratica per la calzata).

Tomaia

Adidas Solar Boost è prodotta con la rivoluzionaria tecnologia Tailored Fibre Placement (TFP), ispirata alle scoperte ingegneristiche della NASA, deriva infatti da un processo adoperato originariamente in aeronautica spaziale per la costruzione degli shuttle che permette di disporre in maniera mirata le fibre composte da materiale Parley (un filo realizzato da materiali plastici riciclati, e utilizzato per definire le parti della tomaia in cui è necessario maggiore supporto): ogni singolo millimetro della scarpa è frutto di un attento processo di cucitura e assemblaggio volto al raggiungimento del massimo comfort durante l’utilizzo.

Estetica Adidas Solar Boost

Adidas Solar Boost: Estetica molto innovativa e futuristica

Il materiale impiegato è Tech Fit tessuto ARAMIS, molto morbido, flessibile e fasciante, il piede risulta stabile all’interno della calzatura, ma le dita hanno lo spazio sufficiente per un’adeguata mobilità, questo anche grazie al leggero allargamento della pianta del piede operato da Adidas in questo modello; non da meno la  linguetta imbottita nei punti di allacciatura e sfregamento; nella parte posteriore non troviamo la solita conchiglia rigida, bensì il Fit Counter (già presente nei modelli precedenti) ma anche questo particolare è stato migliorato, la struttura dona più protezione e al tempo stesso leggerezza al tallone: aperta al centro è progettata  per donare maggiore comfort al tendine d’Achille assecondando i naturali movimenti di questo, interessante per chi soffre di tendiniti, spina calcaneare o di Morbo di Haglund.

La tomaia è abbastanza spessa rispetto alle concorrenti presenti sul mercato e potrebbe non consentire un ottimale scambio termico e quindi rilascio di umidità, per questo motivo la scarpa potrebbe non essere indicata durante i caldi mesi estivi.

Drop e intersuola

L’intersuola delle Adidas Solar Boost ha un drop di 10 millimetri, passando dai 28 millimetri del tallone ai 18 dell’avampiede, questo modello va a sostituire Energy Boost che era arrivato alla 4° versione dando soluzione di continuità ai materiali impiegati e alle caratteristiche tecniche per alcuni aspetti, ma introducendone di nuovi e rivoluzionari per altri.

Adidas Solar Boost, vista laterale

Vista laterale Adidas Solar Boost

La fondamentale novità di questa scarpa consiste nell’impiego del nuovo sistema Solar Propulsion Rail che in abbinamento all’ormai collaudata e consolidata intersuola in mescola Boost altamente reattiva in TPU dona fino la 20% di  ammortizzamento dell’urto al suolo e produce un ottimo ritorno di energia grazie alle migliaia piccole capsule che liberano un grande impulso ad ogni falcata, inoltre la scarpa mantiene  un appoggio stabile al suolo; tutto questo permette a Solar Boost di ottenere una maggiore struttura rispetto alle altre offerte Adidas.

Testata in un range di temperatura fra i +40° e i -20°, Adidas afferma che la schiuma BOOST è tre volte più resistente rispetto al tradizionale materiale EVA.

Immancabile il Torsion System: consiste in un inserto termoplastico ad arco molto leggero inserito fra tallone e avampiede che consente a questi due di muoversi indipendentemente per garantire una migliore stabilità del piede ed adattabilità alla superficie del terreno. 

Per la suola Adidas conferma la scelta del precedente modello con Continental Rubber Outsole in gomma resistente all’usura, questa asseconda la falcata e migliora il grip lavorando in perfetta sintonia con BOOST ne viene fuori un’andatura più fluida e adattabile, progettata con un design volto a per ottenere un’ ottima flessibilità della struttura denominato Stretch Web, questa garantisce un grip sul bagnato superiore a quello offerto  dalle altre mescole presenti sul mercato e assicura prestazioni ottimali in ogni condizione atmosferica e su ogni terreno: l’Azienda dichiara il 21% in più di trazione in condizioni asciutte e un 23% in più di trazione in condizioni umide.

Collocazione e Classificazione

Non ci sono dubbi per quanto riguarda la collocazione delle Adidas Solar Boost all’interno del panorama delle scarpe da running, come abbiamo anticipato poco sopra il modello in questione è  il successore delle Adidas Energy Boost, e di questo eredita anche la collocazione all’interno della gamma di casa Adidas: Solar Boost è una scarpa neutra altamente ammortizzata, grazie appunto al sistema Boost sopra descritto di cui l’azienda tedesca è pioniera avendolo introdotto per prima 5 anni fa, con una buona restituzione di energia, ottima per il comfort del podista  di tutte le fasce di velocità, indicata soprattutto per i lavori lunghi e le corse di scarico / rigeneranti, per trovare un’analoga di un altro marchio la possiamo paragonare alle Brooks Levitate (Qui per la nostra recensione dettagliata).

In poche parole una scarpa neutra altamente ammortizzata che impiega il sistema Boost per catturare il massimo dell’energia e restituirla in termini di spinta. 

Scarpa neutra Adidas Solar Boost

Le Solar Boost sono una scarpa neutra altamente ammortizzata ed adatta a tutti i podisti

Comportamento nella corsa

La prima sensazione dopo aver indossato le Adidas Solar Boost è di estrema comodità, a partire dalla calzata: comoda, pratica e agevolata dalla linguetta posteriore che trasforma la scarpa in un calzino, fasciante nella parte posteriore e lateralmente, più libera nella zona anteriore.

Anche la postura è buona, almeno per me che sono abituato al drop 10, nessuna differenza di inclinazione rispetto ai modelli che utilizzo solitamente, anche di altri produttori, come invece avevo ravvisato con le Brooks Levitate a causa del drop 8 e le Nike Zoom Fly per la particolare conformazione di suola e conchiglia: possiamo quindi affermare che con Adidas Solar Boost calziamo delle scarpe estremamente comode che possiamo utilizzare anche per attività non legate necessariamente alla corsa.

La perplessità che avevamo riguardo al sostengo della conchiglia, che in questo modello è progettata per assecondare al massimo i movimenti della caviglia a beneficio del massimo confort e scongiurando fastidi al tendine d’Achille, è stato fugato e ci ha colpito positivamente, il FitCounter è strepitoso e mantiene la promessa fatta: sostiene e al contempo dona libertà e comodità.

Adidas Solar Boost, massimo confort

Le Solar sono state progettate per assecondare al massimo i movimenti della caviglia a beneficio del massimo confort

Venendo alla corsa bisogna ammettere che l’ammortizzazione è a livelli Top, l’impatto al suolo è oggettivamente attutito e ammortizzato dal sistema Boost, e per quanto riguarda l’appoggio e la transizione possiamo affermare che la scarpa è precisa e la transizione tacco punta veloce e sicura, questo grazie al lavoro in sinergia effettuato dal Solar Propulsion Rail e dal Torsion System, se a tutto questo abbiniamo la suola Continental il quadro è completo.

Prima di passare oltre una menzione speciale proprio a quest’ultimo elemento, la suola Continental che ormai da anni equipaggia i modelli Adidas è in una sola parola eccezionale sull’asciutto, ma non ha assolutamente nessun rivale sul bagnato: in una gara con un fondo scivoloso affidatevi ad Adidas Continental e avrete un vantaggio tangibile sui vostri avversari … provare per credere!!! 

La suola della Adidas Solar Boost

La suola della Solar non ha assolutamente nessun rivale sul bagnato.

Veniamo al sistema ammortizzante e la conseguente restituzione di energia promessa da Adidas, vale il discorso che avevamo fatto per le Brooks Levitate, questo effetto molla/spinta che è generato grazie al sistema Boost è effettivamente ravvisabile, ma bisogna “spingere”, indicativamente 4’:00 / 4’:15’’ è la soglia minima per beneficiare del ritorno di energia.

Fin qui tutto bene, veniamo ora agli aspetti che ci hanno convinto meno, uno su tutti il peso, 292 grammi nella misura 42 EU – 8,5 US, sono tanti forse troppi, soprattutto per chi come me è abituato a correre con scarpe di quasi 40 grammi più leggere (Brooks Launch 4 – qui la nostra recensione) e addirittura 55 nel caso di Nike Zoom Fly, è vero che non è una scarpa “da prestazione” o da utilizzare per lavori veloci, ma forse si poteva alleggerirla un minimo.

Secondo aspetto meno convincente è la traspirabilità, il tessuto che può assomigliare al neoprene è molto comodo ma non presenta assolutamente nessuna zona traforata per lo scambio termico e l’evaporazione del sudore, il tutto a discapito della traspirabilità, risultato è che già dopo pochi chilometri si ravvisa sudore interno e temperature alte: da riprovare in autunno in condizioni climatiche più fresche.

In ultima analisi giudichiamo il modello in questione positivamente, adatto prevalentemente per corse lente di scarico/rigeneranti e lunghi, indicata per ritmi da 4:30/4:45 a salire, ne sconsigliamo l’utilizzo in gara per l’atleta evoluto (che identifichiamo con chi corre una 10 Km in 40’ o meno) mentre può essere adatta alla Mezza Maratona e Maratona rispettivamente per ritmi di 4:45/5:00 e oltre i 5:00.

Qui di seguito alcune sessioni di allenamento con Adidas Solar Boost:

Durata e punti di rottura

Per quanto riguarda durata e punti di rottura nel momento in cui scriviamo questa recensione (fine Giugno 2018) abbiamo percorso con il modello in questione circa 150 Km, sicuramente il chilometraggio è ancora ridotto per esprimere un giudizio completo ed approfondito, tuttavia l’esperienza con i precedenti modelli Adidas e non solo ci fanno ben sperare per quanto riguarda i punti di rottura: ci vogliamo sbilanciare dichiarando che difficilmente le Adidas Solar Boost si romperanno o bucheranno per 2 motivi, il primo è dettato dall’esperienze pregressa con Adidas (Energy Boost 2 – 1250 Km: come nuove – Boston 5 – 550 Km: vedi precedente) il secondo è frutto di tangibili caratteristiche tecniche di costruzione, infatti questo modello è dotato di un fondamentale elemento di rinforzo e protezione all’interno della calzatura, in corrispondenza della punta delle dita, una striscia in silicone preserva la zona anteriore dal più classico e comune buco in corrispondeva dell’alluce.

Conchiglia Adidas Solar Boost

Adidas Solar Boost, la conchiglia è molto solida ma confortevole

Nella recensione delle Brooks Launch 4, consigliavamo un utilizzo alternato delle calzature che consiste in una rotazione nella quale si impiegano un numero di scarpe uguale al numero di allenamenti settimanali, in questa maniera i chilometri che si riescono a percorrere risultano leggermente superiori rispetto a quelli che si possono ottenere con un utilizzo esclusivo della calzatura, poiché ogni scarpa ha bisogno di un periodo di almeno 48/72 ore per riespandere tutti i materiali di suola, intersuola e soletta ed essere nuovamente «pronta all’uso», va da sé che correre con una scarpa ancora “stanca e affaticata” ne accorcia il ciclo vitale e soprattutto espone maggiormente il corridore a infortuni. Diversi studi affermano che utilizzando questo accorgimento si riduce il rischio di infortuni del 20% dovuti a scarpe scariche, e tutti i runner sanno bene come una qualunque terapia o massaggio costi praticamente come un paio di scarpe e anche più.

Prezzi e disponibilità

Le Adidas Solar Boost sono state collocate sul mercato il 17 maggio 2018 al prezzo di 160,00 €, leggermente più economiche rispetto ai modelli concorrenti che impiegano la tecnologia TPU.

Personalmente le ho acquistate sul sito www.runnerinn.com  ad un prezzo strepitoso di 117,00 comprese spese di spedizione (inutile puntualizzare che questa offerta è durata meno di niente), comunque si riescono facilmente reperire con uno sconto che si attesta intorno al 20 % con spesa che si aggira intorno ai 130,00 € ottimo prezzo se raggiungono il chilometraggio dei modelli da cui derivano. Su Amazon si trovano a 128 euro, ma in questo periodo di saldi potreste trovale anche a meno!


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