Nike Zoom Fly: la recensione dettagliata

Nike Zoom Fly

La verità è che nessuno si ricorda di chi arriva secondo, il secondo è il primo degli ultimi diceva Dale Earnhardt, pilota NASCAR degli anni Ottanta. È quello che ho pensato quando per la prima volta ho letto un articolo riguardante il progetto “Breaking2” di Nike. Ognuno di noi riconosce Neil Armstrong come il primo uomo che ha camminato sulla Luna, ma chi si ricorda il nome di tutti gli altri?

Ed è questo il motivo per cui l’azienda che permetterà al primo atleta di correre la maratona sotto le due ore si aggiudicherà lo scettro di vincitrice e legherà per sempre il proprio nome a questa storica impresa, con tutto ciò che ne consegue in termini di prestigio e immagine ma soprattutto di aumento delle vendite e del fatturato.

La prima a muoversi in questa direzione è stata Nike con un investimento di decine di milioni di dollari, anche se la vera cifra è top secret. Ma ben presto Adidas farà capolino con un’impresa analoga: è di pochi giorni fa l’uscita sul mercato del modello Adidas Adizero Sub 2, la risposta della casa tedesca alle Nike Vaporfly 4%.

Per la recensione dettagliata delle Nike Zoom Fly Flyknit, l’evoluzione 2018 del modello descritto in quest’articolo, rimandiamo al link qui sopra.

Nike Zoom Fly, la nostra opinione e i test

Nike Zoom FlyCome già abbiamo spiegato nella precedente recensione delle Nike Vaporfly 4% , il progetto Breaking2 ha dato vita alla “Zoom Series” che include i seguenti modelli:

  • Nike Vaporfly Elite, un modello da gara perfezionato su misura in base alle caratteristiche specifiche dei runner Breaking2;
  • Nike Zoom Vaporfly 4%, espressione di velocità pura e innovazione;
  • Nike Zoom Fly, scarpa da gara o allenamento velocissima e leggera;
  • Nike Air Zoom Pegasus 34, la scarpa reattiva ideale gli allenamenti, eventualmente anche per le gare e per il tempo libero.

In questa recensione ci focalizzeremo su Nike Zoom Fly, sorella minore di Vaporfly 4%, la scarpa nata dal rivoluzionario e ambizioso progetto sopra descritto e adattata per raggiungere un bacino d’utenza più ampio. Cercheremo di dare le risposte a quelle domande che tutti noi podisti amatori ci siamo posti: sono le Zoom Fly così efficaci come il modello di punta Vaporfly 4%? Permettono di avere una corsa più economica ed efficiente come la sorella maggiore? Hanno una durata superiore rispetto alle Vaporfly 4% e la tenuta sul bagnato è migliore? Questo modello è consigliato anche a coloro che non corrono sotto i 3’30” al km?

Dunque se anche voi vi siete posti almeno una di queste domande oppure se siete semplicemente curiosi, non vi resta che leggere il seguito, come al solito suddiviso in sezioni sintetiche:

Caratteristiche di base

Nike Zoom FlyLe Nike Zoom Fly sono scarpe neutre e appartengono alla categoria “reattive”, A2,  caratterizzate dal peso ridotto, anche più di altri modelli appartenenti alla stessa categoria. Le Fly sono indicate non solo per l’utilizzo in gara, ma anche per l’allenamento di tutti i giorni, questo è reso possibile grazie alla grande capacità ammortizzante di cui queste calzature dispongono a dispetto del peso veramente ridotto. Personalmente non ho mai trovato un rapporto peso/prestazione/ammortizzazione al livello delle Nike  Zoom Fly: è sbalorditiva la protezione che offrono al cospetto dei soli 227 grammi di peso (dato riferito alla misura 42, US 8,5).

Per quanto riguarda la numerazione, nessuna differenza in confronto agli altri modelli di casa Nike, anche se alcuni optano per la mezza misura in più; la scarpa è fasciante nella parte posteriore e laterale, mentre si allarga anteriormente lasciando ben libere le dita dei piedi.

La caratteristica principale delle Nike Zoom Fly consiste nella presenza di una lastra di nylon e carbonio affondata nell’intersuola che in questo modello è costituita dal Lunarlon, una schiuma morbida e rigida ideale per il giusto equilibrio fra ammortizzazione, stabilità e reattività, con un occhio di riguardo al comfort. Si noti che le Vaporfly 4% sono realizzate con la schiuma Zoom X.

La tomaia in Flymesh è costituita da un unico pezzo senza cuciture, progettata per assicurare il massimo comfort unita ad un’alta traspirabilità nella zona superiore del piede. Completano il tutto i cavi Flywire ultraleggeri che avvolgono il piede assicurando un’allacciatura sicura, comoda e confortevole.

Di seguito le principali caratteristiche tecniche della Nike Zoom Fly, derivate dal sito RunningWarehouse Europa.

  • Peso: 8,4 oz/238 g (taglia 9)
  • Altezze della suola: 33 mm (tallone), 23 mm (avampiede)
  • Larghezza disponibile: D=Medium
  • Come calza: larghezza D
  • Calzata: standard
  • Tallone: medio stretto
  • Mesopiede: medio basso
  • Avampiede: medio stretto
  • Spazio dita: medio basso
  • Arco plantare: medio alto
  • Forma: arcuata

Estetica e forma

Nike Zoom FlyEsteticamente molto accattivanti, tutti i modelli “Fly” hanno come carattere predominante una progettazione estetica che “racconta” un non so che di futuristico, a partire dalla particolarissima forma del tallone tagliato ad angolo quasi a voler favorire l’aerodinamica, fino ad arrivare alla preponderanza del logo Nike presente su tutto il fianco della scarpa. Inizialmente sono state presentate in due varianti di colore: turchese e arancione, ma adesso altre colorazioni hanno affiancato quelle del lancio. Tornando all’estetica, le Nike Zoom Fly sono accattivanti e moderne, ma scordatevi di poterle utilizzare come delle normali sneakers da abbinare a un look sportivo una volta dismesse dalla corsa. Come spiegheremo più avanti, le Nike Zoom Fly non sono affatto delle scarpe “facili” e soprattutto assolutamente inutilizzabili per nient’altro che non sia la corsa, per la precisione null’altro che non sia una corsa “sostenuta”.

Drop e intersuola

L’intersuola delle Nike Zoom Fly  è caratterizzata da un classico drop di 10 millimetri, a differenza della maggior parte dei modelli appartenenti alla categoria “reattive” però è costituita da un’altezza generosa. Infatti  passiamo dai 33 millimetri del tallone ai 23  dell’avampiede, come accennavamo in precedenza la fondamentale novità delle Nike Zoom Fly consiste nella presenza di una piastra di nylon e carbonio a forma di cucchiaio affondata nell’intersuola che è costituita a base di Lunarlon, la forma e la collocazione si possono intuire osservando la linea nera disegnata lungo l’intersuola della scarpa. Come molti lettori sapranno, il sistema di ammortizzazione Lunarlon è costituito da due parti che lavorano in sinergia per offrire una calzata leggera, confortevole e reattiva: un NUCLEO IN SCHIUMA SOFFICE  morbida ed elastica che permette la distribuzione uniforme degli urti su tutta la superficie della scarpa e un  SUPPORTO IN SCHIUMA RIGIDA che assicura stabilità al nucleo in schiuma soffice, mantenendolo in posizione e garantendo una maggiore elasticità.

Le caratteristiche sopra descritte conferiscono alla scarpa in questione un’estrema leggerezza, grande ammortizzazione e comodità, ma l’aggiunta della lastra di nylon e carbonio aggiunge alle caratteristiche di cui sopra una rigidità estrema: piegare la scarpa a mani nude risulta infatti praticamente impossibile.

Nike Zoom FlyPassando ad analizzare la suola, si può notare come questa sia completamente liscia, priva del benché minimo pattern in gomma che ne migliori il grip rendendo le Nike Zoom Fly assolutamente sconsigliate sul bagnato con una tenuta pressoché nulla e indirizzandone l’utilizzo esclusivamente all’asfalto.

Classificazione

Come abbiamo descritto in apertura, le Nike Zoom Fly vengono collocate nella categoria delle scarpe “reattive”, la stessa Nike le descrive come: “La scarpa da running Nike Zoom Fly, pensata per le lunghe distanze, tempo run e per il giorno della gara, offre una struttura reattiva che trasforma la pressione di ogni passo nel massimo ritorno di energia per il successivo”. Possiamo quindi affermare che le Nike Zoom Fly sono delle scarpe reattive e quindi da “prestazione”, ma proprio grazie alla comodità e all’alto grado di protezione, peculiarità che difficilmente possiamo riscontrare in modelli analoghi, sono indicate anche come scarpe per le lunghe distanze e per gli allenamenti di tutti i giorni: vedremo in seguito come a nostro avviso questo sia vero, ma a patto che gli “allenamenti” di cui si parla siano comunque delle corse “in spinta”.

Comportamento nella corsa

Nike Zoom FlyPassiamo adesso alla sezione più interessante di tutta la recensione: la prova sul campo,  il comportamento nella corsa delle Nike Zoom Fly.

Sensazioni appena indossate da fermi. Prima di tutto partiamo col dire che la zona del tallone è molto rigida, angolata orizzontalmente e arcuata verticalmente, fattore che può creare qualche fastidio alla zona del tendine d’Achille quando stiamo fermi, ma questo aspetto svanisce non appena si inizia a correre, perché la particolare progettazione del tallone tende a  modificare l’assetto della corsa e quindi a spostare naturalmente il baricentro in avanti (proiettando l’atleta verso una corsa più efficiente). Concentrandoci sempre sul tallone, la particolare forma combinata alla generosa altezza non offrono un “apparente” sostegno stabile e sicuro, ma anche questo aspetto rientra nella progettazione di Nike: la scarpa è pensata per sfruttare il massimo ritorno di energia e rendere la corsa più efficiente ed economica, infatti la particolare forma di suola e tallone migliorano la postura e la dinamica di corsa.

Facciamo qualche passo con le scarpe appena indossate e ci vengono svelati immediatamente gli altri aspetti delle Nike Zoom Fly: è una sensazione molto strana, mai provata prima, si ha quasi l’impressione di essere sbilanciati, proiettati in avanti, ricordo di aver pensato cosa intendeva esattamente Shalane Flanagan, vincitrice dell’ultima maratona di New York, quando affermava che: “con le queste scarpe (lei si riferiva alle Vaporfly) sembra di correre sempre in discesa”.

La rullata è normale finché non si supera il punto dove la piastra ha la forma a cucchiaio, qui il piede segue la curva e si ha come l’impressione di cadere da un gradino, questo si verifica poiché camminando non imprimiamo la forza necessaria per piegarla, quindi la scarpa non fa quello per cui è progettata. Per quanto riguarda il comfort del piede, questo risulta ben fasciato dalla tomaia che seppur minimale (da qualche parte dovevano pur ridurre il peso) offre un ottimo supporto, una buona comodità, senza trascurare un’adeguata traspirabilità, nella parte anteriore invece la scarpa si allarga e troviamo molto spazio per la mobilità delle dita dei piedi, superlativa invece la comodità della zona plantare, si ha l’impressione di calzare una scarpa da almeno 300 g.

Veniamo alla corsa lenta. All’inizio ero un po’ titubante poiché avevo letto alcuni feedback di utilizzatori che lamentavano fastidi nella zona plantare, dove la piastra è curva: fortunatamente a me non è successo. Nella prima uscita abbiamo eseguito un allenamento di qualità combinato. Nella fattispecie: 5 km a ritmo medio + 10 ripetute in salita di 300 m con recupero 300 m. Nella fase di riscaldamento le impressioni sono simili a quelle riscontrate nella camminata, la scarpa non si piega, la corsa risulta scomoda e assolutamente non efficiente, si avverte questa strana sensazione di curva sotto la pianta del piede e di instabilità, la morbidezza dell’intersuola tuttavia è impressionante, sembra di camminare su quelle zone gommose dei parchi giochi.

Corsa media e veloce. Tutto cambia non appena si utilizzano le scarpe per lo scopo per cui sono state concepite, la comodità rimane invariata, ma le sensazioni sopra descritte mutano, non si avverte più la precaria stabilità e si viene naturalmente proiettati in avanti, la piastra agevola e velocizza la transizione e restituisce energia in termini di spinta, tutto è proporzionato all’efficienza di corsa e alla forza che viene applicata, maggiore è la spinta, maggiore è quello che la scarpa restituisce. Termino l’allenamento con 5 km di medio corsi a 3’49” + 10 ripetute in salita fra i 58” e i 60”: per fare un raffronto, la settimana precedente avevo effettuato un allenamento medio di 10 Km a 3’59” contando che fra 5 e 10 Km ho un differenziale di circa 5” al km e che lo stato di forma era il medesimo, ho avuto un “guadagno” di 5” al km, non posso affermare con certezza se sia merito delle scarpe oppure una sorta di effetto placebo, tuttavia anche nelle settimane a venire gli allenamenti sono stati sempre ottimi e sopra le aspettative.

Riassumendo con dati alla mano, si evince che in ognuno degli allenamenti effettuati con le Nike Zoom Fly ho corso dai quattro ai sette secondi più veloce rispetto ai soliti tempi, il che corrisponde a un 2/2,5%… quindi se le Vapor Fly le “vendono” per un 4% di guadagno in economia di corsa in base ai nostri test, possiamo affermare che le Zoom Fly rendono almeno un 2%. Sarà vero? Provare per credere.

A chi sono consigliate

Nike Zoom FlyAnalizzando gli allenamenti effettuati, il medio + ripetute in salita, una sessione di sei ripetute sui 1.000 m, un corto veloce di 4 km corso a 3’38” e un medio di 12 km, per citare alcune delle sessioni più impegnative, siamo giunti alla conclusione che le Nike Zoom Fly mantengono la promessa di far correre “leggermente” più veloce, a patto di effettuare una corsa costantemente in spinta, di contro risultano scomode e rigide correndo un lento oppure una sessione di recupero sotto ritmo.

Il ritorno elastico di cui parlavamo anche nella recensione delle Vaporfly 4% è reale e percepibile, personalmente ho trovato un feeling immediato e incredibile con questo modello e ho apprezzato in pieno la performance delle scarpe correndo intorno ai 3’40”/3’45” al km, che nel mio caso è quel ritmo “sostenuto” ma che mi permette di non andare fuori soglia.

In ultima analisi, crediamo che le Nike Zoom Fly diano il meglio di loro nel range di velocità che si attesta fra i 3’30” e i 4’00” al km, indubbiamente lavorano ancora meglio al di sotto dei 3’30”, ma per coloro che corrono a quelle velocità ci sentiamo di consigliare il passaggio alle Nike Vaporfly 4%; indichiamo inoltre come 4’15”/4’20” il limite entro il quale utilizzare questo modello, infatti con velocità superiori si annullano i benefici e subentrano gli svantaggi a cui abbiamo precedentemente accennato.

Durata e punti di rottura

Nike Zoom FlyPer quanto riguarda durata e punti di rottura, a oggi non ci sono evidenze o indicazioni negative, segnaliamo che la punta della scarpa è ben rinforzata dall’interno proprio nella zona dove molti modelli si bucano: questo ci fa ben sperare almeno sotto questo aspetto.

Veniamo alla durata, dopo i 160 km percorsi fino a questo momento, non ci sono evidenti segnali di deterioramento del potere ammortizzante e della prestazione, confidiamo in una durata che si attesti almeno intorno ai 500/600 km, ma vi diamo appuntamento a un prossimo aggiornamento in quanto non abbiamo ancora percorso i chilometri necessari per esprimere un giudizio obiettivo. Di certo però il Lunarlon non è mai stato considerato come una schiuma durevole, quindi le performance in gara si ottengono con scarpe relativamente nuove.

Prezzi e disponibilità

Breve considerazione sulla geniale operazione di marketing operata da Nike con l’evento “Breaking2”: campagna mediatica mondiale e presentazione in pompa magna dei nuovi modelli di scarpe che promettono di correre più veloce facendo forza su una delle leve più importanti per consolidare un legame ben saldo con il proprio pubblico di riferimento: la leva emotiva. L’entusiasmo del mondo sportivo che ha gravitato intorno all’evento, anche quello non legato all’atletica, ha elevato Nike dalla posizione di brand che commercializza articoli sportivi a quella di simbolo di innovazionesperimentazione e studio sulle prestazioni umane accrescendo la reputazione dell’azienda all’interno, ma anche al di fuori del proprio ambito.

Le Nike Zoom Fly hanno un prezzo di listino di 151 €, tuttavia online si reperiscono facilmente con uno sconto che si attesta intorno al 20%, costano quindi 101 € in meno rispetto alle introvabili Vaporfly 4%; dopo averle utilizzate e testate con cura, riteniamo il prezzo congruo e adeguato a una scarpa di altissimo livello, frutto di un accurato e approfondito studio tecnologico.

Per acquistare, ecco alcuni dei possibili siti da monitorare, ovviamente comprate da quello dove costano meno:


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