Maratona di Francoforte, il racconto

Frankfurt Marathon

Massimiliano Doria ci racconta la sua Frankfurt Marathon, conclusa con il personal best sulla distanza, nonostante condizioni meteo non proprio ideali (per usare un eufemismo!). Del resto, non poteva andare altrimenti, avendola messa al primo posto della classifica delle più veloci maratone europee… ;-)

La maratona di Francoforte è stata segnata nel mio calendario di allenamento sin da maggio. Un totale di cinque mesi di preparazione, con la tabella di Albanesi che mi ha portato a fine ottobre ad affrontare nella migliore condizione una gara partita e svolta con condizioni meteo molto avverse. Dopo averla recensita e collocata al primo posto fra la maratone europee più veloci, non potevo far altro che tenere duro e dare il mio meglio, per dimostrare che in fondo la corretta preparazione fisica e mentale può compensare qualche difficoltà inaspettata.

Frankfurt Marathon: il percorso e il vento

Frankfurt MarathonEra il 31 ottobre 2016 quando ricevetti la newsletter della Maratona di Francoforte che mi suggeriva di approfittare dello sconto speciale, riservato al primo giorno di apertura delle iscrizioni. Dopo una breve raccolta di informazioni, capii che poteva essere la gara perfetta: percorso veloce, calendarizzazione perfetta e organizzazione tedesca. Nonostante la mente fosse totalmente rivolta a Boston, che avrei poi corso ad aprile, decisi di iscrivermi colto da improvviso ottimismo verso la Mainhattan delle banche europee.

Francoforte: arrivo e pre-gara a misura di atleta

Il viaggio per Francoforte è già speciale, per la prima volta non sarò da solo, ma il mio amico Marco ha deciso di passare un weekend alternativo e farmi compagnia in questa avventura. Marco è anche lui un maratoneta evoluto, con un personal best di 2h43′ siglato lo scorso anno. Oltre ad avermi dato preziosi consigli durante la preparazione, svolgerà anche un ruolo importantissimo per mantenere calma la mia psiche fragile durante la vigilia.

Partiamo di venerdì: non voglio più rischiare voli cancellati come per Berlino 2016. Il volo da Malpensa è comodo e puntuale. Per la prima volta esco dall’aeroporto di Francoforte anziché correre come un pazzo lungo il tunnel sotterraneo per prendere una coincidenza dal terminal B. Il treno è veramente comodo e in circa quindici minuti ci porta alla stazione centrale da dove proseguiamo a piedi per un altro quarto d’ora, prima di arrivare all’hotel che si affaccia proprio sulla fiera dove è allestita la expo e dove vi sarà partenza e arrivo della gara.

Il vento è molto forte e la temperatura intorno ai 10°, quindi entriamo con piacere nella FestHalle per ritirare pettorale e chip. Come consiglio, suggerisco di optare per l’iscrizione più economica senza maglietta e altri gadget, visto che non sono molto utili. In un minuto abbiamo finito e in pochi secondi siamo già in hotel a rilassarci. Dove trovare una maratona di queste dimensioni con così poche attese?

Guardo preoccupato il vento stormire tra gli alberi e le nuvole correre in cielo dalla mia camera. Ma tanto è solo venerdì: farà in tempo a cambiare, forse.

La vigilia della maratona di Francoforte

Frankfurt MarathonSabato mattina è dedicata alla Expo. Per la prima volta decido di non correre per nulla, nemmeno i canonici venti minuti a sensazione, ma di limitare l’attività a una bella passeggiata tra le bancarelle degli espositori. L’area della fiera è ben organizzata e di medie dimensioni, anche se non offre particolari novità o prezzi in qualche modo attraenti. In ogni caso è sempre un ottimo modo di tenere la testa impegnata e le gambe in movimento quanto basta.

Nel frattempo parte il toto-meteo con l’analisi statistica approfondita di quattro siti specializzati, più il ricorso a ogni tipologia di rito scaramanticamente pagano per far calare il vento che anche oggi è presente. Nonostante le preghiere, i rapporti meteo per domenica prevedono pioggia fino alle 10:00, orario di partenza della gara. Successivamente si prevedono schiarite ma venti a 32 km/h. Con questa notizia inizia il lento, nebuloso e psicologicamente deprimente pomeriggio di relax in camera per arrivare bello riposato alla gara. Ceno in camera molto presto, intorno alle 18:00 e intorno alle 20:00 scendo nella lobby a prendere un tè verde per farmi una chiacchierata con Marco e smorzare la tensione ormai ai massimi livelli. I discorsi vertono sul vento, il mio più acerrimo nemico e incubo costante. La speranza è l’ultima a morire, ma ormai sono quasi rassegnato e vedo sfumare tanto impegno e tante settimane di fatica a causa dell’unico parametro incontrollabile di una gara.

La maratona di Francoforte: via col vento

Frankfurt MarathonDomenica mattina mi sveglio prima delle 6:00 per fare colazione con calma e con almeno quattro ore di anticipo sulla partenza. Pane, miele e caffè condiscono una vista uggiosa con pioggia orizzontale a causa del forte vento che imperversa tra gli alberi di fronte. Sono confermati venti a oltre 30 km/h provenienti da nord-est, il che significa freddi e contrari almeno fino al 28° km circa. Dal ventinovesimo al trentacinquesimo chilometro dovrebbe invece essere a favore e mi aggrappo quantomeno a questa notizia.

Esco dall’hotel un’ora prima della partenza e in pochi istanti lascio al deposito la borsa e inizio il riscaldamento mentre almeno la pioggia cessa e ogni tanto si intravede un raggio di sole. La temperatura è di dieci gradi circa, perfetta per correre e ideale per rimanere in canotta, ma ho paura che il vento freddo possa darmi problemi di stomaco o in ogni caso raffreddarmi molto e decido arditamente di tenere sotto uno smanicato a compressione per essere un filo più isolato.

Con le Brooks Launch 4 ai piedi, entro in griglia circa venti minuti prima della partenza e trovo riparo tra gli altri runner e tra i vari sacchetti di plastica usa e getta. Alle 10:00 precise si parte in un bagno di folla e musica e come al solito vengo travolto da un sacco di runner che partono a velocità estreme, mentre io mantengo diligentemente il mio passo stabilito. La scommessa e il rischio più grande sono di conservare il passo desiderato nonostante il vento. Immerso in questo pensiero, il Garmin Forerunner 935 decide di aiutarmi e darmi una distrazione importante su cui deviare i pensieri: smette di funzionare. Durante i primi 7 km in centro il passo al km segnato sull’orologio è semplicemente inutilizzabile, passa da 4’00” a 4’40” a 5’20” a 3’10” in pochi istanti. Tutto ciò avviene nonostante sia impostato sulla media lap a 1 km. I grattacieli e la confusione l’hanno messo alle strette e non mi rimane che affidarmi alla sensazione e alla potenza grazie al sensore Stryd che letteralmente salva la mia gara. Aggiungo 5W alla potenza tenuta nell’ultimo lunghissimo e mi sintonizzo su tale valore che cerco di mantenere il più costante possibile sul display del mio Forerunner. Oltre all’informazione della potenza, cerco di utilizzare Race Screen, che si rivela un altro campo dati fondamentale e di estrema utilità.

Dopo il 7° km si esce dal centro. Faccio appena in tempo a notare che il Forerunner 935 inizia a mostrare dati coerenti che mi accorgo che la potenza sale oltremodo. Il mio pettorale è praticamente sotto al braccio sinistro a causa del forte vento contrario che mi investe. Dal km 8 al passaggio alla mezza maratona è la parte di gara più difficile. Corro focalizzandomi a raggiungere un gruppetto dopo l’altro con l’obiettivo di cercare riparo. Continuo molto regolare e dal 14° km circa inizio a recuperare posizioni. Il passaggio alla mezza è incoraggiante e inizia la gara mentale per tenere duro ancora 7-8 km fino ad avere il vento a favore e vedere il “3” davanti al numero dei chilometri.

La maratona di Francoforte: il percorso nella seconda parte

Dopo l’unica vera salita del percorso si gira finalmente verso ovest e si punta di nuovo verso il centro. Arriva una piccola crisi e reagisco aggrappandomi alla scia di un altro podista. La supero mentalmente ripensando a tutte le domeniche mattina in cui ho rinunciato a mio figlio per allenarmi. Siamo ormai al 35°, si rientra in centro dove la folla aiuta molto a combattere la fatica. Al raggiungimento del quarantesimo chilometro, mi accorgo che la previsione di Race Screen mi porterebbe al personal best. Siccome ho ancora energie decido di accelerare nonostante il 41° km sia totalmente controvento. Vedo le transenne ai lati della strada ondulare vistosamente, ma mi accorgo che sto raggiungendo l’ultimo chilometro sul viale della fiera. Noto la FestHalle e il tappeto rosso che inizia a circa 300 metri dall’arrivo. Con le ultime energie allungo il passo e supero veramente tanti podisti e lo split del 42° è di circa venti secondi sotto al ritmo gara! Arrivo al traguardo e gioisco del personal best. Solo a posteriori mi renderò conto che l’espressione contratta dello sprint non rende giustizia dei miei sentimenti del momento. Finalmente ho corso una maratona a quattro minuti al chilometro, uno dei grandi sogni dei podisti evoluti.

Conclusioni sulla maratona di Francoforte

La maratona di Francoforte è stata scelta e preparata con cura e il fattore vento, analizzato ora col senno di poi, è stato un parametro da valutare positivamente. Ha distrutto la mia vigilia, ma sono riuscito a non perdere la concentrazione e ho fatto la scelta giusta di partire al ritmo gara stabilito, nonostante le condizioni meteo non idonee. Il fatto di aver centrato il crono che mi ero prefisso mi ha dato molta fiducia, mettendo in chiaro che una giusta preparazione, fisica e mentale, può far superare anche qualche ostacolo imprevisto. Non sarei partito più forte, né avrei mantenuto un passo più veloce anche in condizioni meteo perfette perché non mi sarei fidato di portarmi oltre al ritmo gara previsto per la paura di scoppiare. Il fatto di averlo tenuto nonostante il forte vento è stato per me motivo di grande soddisfazione e grande motivazione per la prossima volta, perché superare i nostri limiti fa parte della nostra natura.

Per ulteriori approfondimenti suggeriamo la lettura dei seguenti articoli del blog:

Oltre ovviamente ad alcuni libri a riguardo:

 


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