L’arte di correre… dietro ai Pokémon!

Pokémon Go

Pokémon GoNo, non siamo impazziti! E non siamo nemmeno vittime di un colpo di sole. Però vogliamo bene ai nostri lettori, e considerato che una buona parte di questi ha figli compresi in una delle fasce d’età di utilizzo del gioco… ecco qualche consiglio per uscire indenni dalle pressanti richieste della prole, senza fare la figura dei poco aggiornati o di quelli che “… noi da piccoli non eravamo così scemi!”. Del resto, è abbastanza facile trovare (anche) qualche aspetto positivo nella mania del momento, visto che per giocarci è necessario uscire di casa, camminare parecchio, scoprendo magari posti nuovi e incontrando persone con la stessa “passione”.

Per fortuna, la mia Arianna è ancora troppo piccola, ma niente paura… ci ha pensato “Massi” a fare da cavia!

Un funzionario cinese che si rispetti non avrebbe permesso al proprio figlio di utilizzare Pokémon Go, il gioco di realtà aumentata che ha dato nuova linfa alla Nintendo, azienda che ha visto il valore delle sue azioni raddoppiare in pochi giorni, i suoi server esplodere, il numero di clienti decuplicare nel giro di ore e le piazze dei piccoli paesi italiani rifiorire di giovani, ragazzi e anche adulti alla ricerca di oggetti strani e misteriosi chiamati Pokémon. Per i pochi che non lo sapessero, Pokémon richiede l’utilizzo di uno smartphone per “passeggiare” nel mondo reale alla ricerca di creature digitali, con l’obiettivo di allenarle, migliorarle ed eventualmente farle combattere con quelle possedute da altri giocatori.

Ma cosa c’entrano i Pokémon con il podismo? Come massimizzare l’utilizzo del gioco, sfruttando gli allenamenti quotidiani di noi podisti? Quali limitazioni nell’utilizzo di Pokémon Go? E perché un sito tecnico di corsa si occupa di una gran “x@g@t@” come Pokémon Go? Noi di TheRunningPitt.com abbiamo voluto provare a “correre dietro ai Pokémon” per qualche giorno, nei nostri test sono state schiuse dieci uova, abbiamo camminato in spiagge, città, paeselli e percorso oltre 200 km con in mano un iPhone sembrando quasi ridicoli ai passanti. Qui offriamo solo qualche spunto, per ulteriori approfondimenti, suggeriamo di leggere il libricino di Gabriele Niola, che in 47 pagine spiega in maniera interessante come Pokémon Go sia diventato un fenomeno di massa, e contiene diversi trucchi per diventare “campioni” del gioco.

Pay attention. Lo hanno già capito in molti, ma il gioco sta denotando grossi effetti collaterali. Ce ne sono alcuni decisamente negativi, per esempio in America un abitante di una chiesa “sconsacrata” ha visto una grande affluenza di adolescenti perché Niantic, la società che ha sviluppato il gioco di proprietà della Nintendo, ha definito la sua casa come una “palestra”, luogo in cui, secondo gli ideatori, i giocatori si riuniscono per combattere “virtualmente”. All’arrivo di molte dozzine di giocatori, il proprietario della chiesa si è chiesto come eliminare il “tag” dalla sua bellissima casa, purtroppo senza alcuna risposta.

Non tutto il male viene per nuocere. Ma esistono anche aspetti positivi. Appena arrivato dal Belgio, prendendo anticipatamente l’aereo di ritorno, mi sono trovato spiazzato alla domanda di entrambi i figli che chiedevano di camminare nel paesello in cui vivo alla ricerca di alcuni mostriciattoli, che sembrerebbero trovarsi anche nel giardino di casa e non soltanto a Central Park, luogo in cui è stato completato per la prima volta il gioco. Ho passato più tempo con i miei figli nelle prime due settimane dell’uscita di Pokémon Go che nelle otto precedenti, segno che questo strumento di “realtà aumentata” ha portato una ventata di novità nelle dinamiche relazionali delle famiglie italiane. Ma con l’esperienza, i bimbi si sono fatti furbi: quando per esempio la mia piccola di sei anni mi ha fatto occhi dolci chiedendomi di camminare per due chilometri, ho davvero sentito il bisogno di analizzare le regole del gioco, sapendo soprattutto che non aveva nessuna intenzione d’accompagnarmi.

Strava BeaconConsigli sul telefono. Facendo un sondaggio con i lettori del sito, accaniti podisti amatori, è emerso che quasi nessuno utilizza il telefono per correre, nemmeno dopo che l’accoppiata Garmin e Strava ha offerto la possibilità ai propri familiari di controllare la nostra posizione attraverso Garmin LiveTrac e Strava Beacon. Ad ogni modo, nel caso in cui foste entrati in questo vortice, vi consigliamo di guardare il meno possibile il telefono, di tenerlo acceso ma assolutamente custodito in una tasca oppure al braccio.

Pokémon Go Pokémon GoUtilizzo semplice. Non esprimiamo giudizi di merito sul vostro desiderio d’utilizzare Pokémon Go, ma se avete deciso di fare il grande salto, potreste provare a usarlo correndo. In generale, la vera ragione che spinge il giocatore a correre invece di camminare, è che in pochi minuti si è in grado di coprire una distanza superiore, potendo quindi trovare un maggior numero di PokéStop, “stazioni” di rifornimento. Al posto di ricevere acqua, Gatorade, sali minerali oppure banane, al rifornimento troverete pozioni, incenso, uova e monete, manco fossimo al Paese dei balocchi. Le stazioni sono solitamente “localizzate” in siti storici, monumenti, statue, chiese, e si incontrano frequentemente non soltanto in grandi città ma anche nei piccoli paesi. Ci auguriamo vivamente che non la facciate diventare un’abitudine, ma durante una corsa lenta di recupero, potreste incorporare nel percorso la visita ad alcuni PokéStop della città, per permettere così ai vostri figli di gestire al meglio le loro uscite alla ricerca di oggetti misteriosi. Ma non preoccupatevi se non sapete dove correre: in pochi giorni sono proliferati i siti specializzati che consentono di analizzare la lista dei PokéStop: no issues.

Palestra oppure no. Mi sono rifiutato di andare in “palestra” a effettuare i famosi combattimenti descritti più sopra. Per chi come me non è abituato ad aiutare i figli a preparare i compiti per i giorni successivi, la responsabilità sarebbe stata davvero troppo ardua: ma dovrei privare le mie creature della possibilità di apprendere le magiche arti del combattimento? Senza dimenticare il fatto che la corsa è un modo per liberare la mente, non riempirla di altri contenuti inutili.

Pokémon GoAprire le uova. Dopo poche ore d’utilizzo, immediatamente si capisce che il vero vantaggio di essere un podista si ottiene alla cattura di una o più uova. Raccolte durante il gioco ai PokéStop, le uova devono essere “incubate” per permettere la loro trasformazione in potenti mostri. Ma per potersi schiudere, è necessario percorrere con il vostro telefonino un numero variabile di chilometri, due, cinque oppure dieci a seconda della forza del mostro che vorrete liberare. “Ma tu corri alla mattina! Che problema hai a farci qualche chilometro per sbloccare le nostre dieci uova?”

Sorprendentemente inaccurato. Condizione necessaria ma non sufficiente è di attivare il gioco e visualizzarlo a schermo intero, lasciarlo in background non fa muovere nemmeno una foglia, figuriamoci schiudere un uovo. Ma anche con quest’accortezza, alla prima uscita con in mano il telefono, troverete la spiacevole sorpresa: mentre avete sicuramente corso più di un’ora a discreto ritmo, e quindi con una probabilità non nulla percorso tra i 12 e i 16 km, troverete il vostro caro ovetto quasi allo stesso livello della partenza. Il miglioramento sarà stato probabilmente di pochi chilometri, se non addirittura soltanto di centinaia di metri rispetto all’ora precedente.

Funzionamento di base del GPS. Erano di cattivo umore i programmatori della Niantic il giorno in cui hanno pensato come misurare le camminate dei nostri bimbi. Se da un lato dovevano assicurarsi che nessuno abusasse dell’utilizzo dell’automobile per “fare chilometri” (di conseguenza è stato impostato un limite di 20 km/h superato il quale non viene conteggiata la distanza), dall’altro il metodo di misurazione è apparso subito balzano: all’attivazione della prima camminata, l’App non si comporta come Garmin, Strava o Runkeeper, misurando la distanza esatta, ogni singola curva e deviazione.

Come funziona la misurazione della distanza. Invece Pokémon Go determina la nostra posizione via GPS e dopo circa quattro o cinque minuti ripete la stessa operazione. Il calcolo è banalmente effettuato stabilendo la distanza con una linea retta, lasciando quindi sulla strada molti metri percorsi. Ovviamente la scelta è tecnologica, per evitare di sovraccaricare server che già nelle prime settimane hanno visto picchi d’utilizzo nonostante il rilascio graduale nel tempo dell’applicativo nei diversi paesi. In altri termini, la misurazione non è costante e continua: camminare o correre in circolo richiederà di sviluppare una distanza decisamente superiore, molto meglio trovare un lungomare o una bella pista (ciclabile) rettilinea. Correre in pista (d’atletica) vi darà soddisfazioni podistiche ma non permetterà la generazione di nuovi mostri. Per inciso, il pedometro del telefono è stato scartato come mezzo di misurazione per evitare ugualmente abusi. Questo significa anche che, se siete soliti correre ogni tanto sul tapis roulant, le uova non saranno minimamente scosse dalla vostra seduta su quel magico attrezzo. Ma vuol anche dire che, pur non muovendoci, potrebbe verificarsi la situazione che il nostro ovetto percorra qualche metro, se i dati di localizzazione non sono perfettamente accurati: può succedere, ma non è molto frequente.

Jeff GallowayUn allenamento dedicato al podismo, run/walk. E quindi cosa fare per soddisfare il nostro desiderio di allenarci e al tempo stesso assecondare i nostri cuccioli? Nel lontano 1974 l’allora professionista americano Jeff Galloway inventò un metodo per i neofiti della corsa che aiutò oltre 500.000 podisti ad avvicinarsi alla maratona: al posto di correre costantemente, basterebbe alternare diversi minuti di corsa con uno o due di camminata, questo per facilitare il recupero muscolare, anche alla luce del fatto che corsa e cammino utilizzano muscoli delle gambe diversi. Pensato per i neofiti, in realtà si potrebbe applicare anche agli amatori: nel suo libro Jeff elargisce consigli per buoni amatori, addirittura offrendo una tabella per correre in 2h39′. L’ultima versione in italiano sulla maratona è del 2002, ma Jeff ha appena stato pubblicato un libro in italiano per consentire di correre i 5 e i 10 km, forse più adatto a chi volesse davvero cimentarsi all’inseguimento dei Mostri, senza aver un allenamento adeguato.

Test Galloway. Cosa non fare per i propri figli? Mi era capitato di seguire il run/walk per cercare di spingere mia moglie alla corsa, ma non avevo mai provato un allenamento di questo tipo da solo. Le nuove tecnologie aiutano chi vuol seguire allenamenti corsa/camminata: per esempio, Garmin dal 2013 ha attivato una modalità run/walk. In particolare il Garmin fenix 3 mostra un conto alla rovescia bianco per la corsa e uno nero per il periodo della camminata (la recensione completa dello sportwatch è qui). Sebbene Jeff suggerisca per chi corre abitualmente sotto i 5′ al km, di utilizzare un rapporto di 4′ di corsa e 35” di camminata, i nostri test sono stati condotti con un rapporto 3 a 1 (ossia 75% corsa, 25% camminata), non a caso per permettere un miglior aggiornamento della base dati. Il risultato è stato decisamente fallimentare: a parte che camminare mi annoia, pur avendo percorso 10 km, il sistema ne ha memorizzati solamente 2,6 km! Nella parte di cammino mi sono pure fermato a fare rifornimento al PokéStop. Ma al ritorno, entrambi i figli erano contenti, dato che solitamente non riuscivo a percorrere più di 500 m virtuali, quando la corsa era continua.

VaporeonUn suggerimento finale. Dopo tutti i test analitici svolti, con il cuore in mano ci sentiamo di consigliare di portare il telefono con voi in tasca (per questioni di sicurezza), ma di non accenderlo su Pokémon Go: mischiare allenamenti e ricerca di mostri porterà inevitabilmente a non raggiungere nessuno dei due obiettivi e vi creerà grosse frustrazioni, visto che contrariamente all’intuizione iniziale, lo strumento non è pensato per correre. Se lo fate, sappiate che nella situazione più ottimista, il rapporto misurazione/corsa reale non supererà il 30%. Se proprio volete entrare in una realtà aumentata, consigliamo di svolgere il seguente allenamento: correte 2′ molto velocemente, vi riposate corricchiando per 1′, riprendete a correre 1′ al massimo della velocità, riposate 30” corricchiando, poi alternate nuovamente corsa forte e piano per 30” e infine ripetete otto volte quello che avete già fatto. Se ci riuscite, alla fine vi sentirete molto più soddisfatti di aver trovato Vaporeon, mostriciattolo marino abbastanza raro che ha creato scompiglio a Central Park. Vi abbiamo convinto? Ora si tratta di convincere anche i vostri figli: per i miei è stato sufficiente portarli in un villaggio in Sardegna… “Pokémon free”!


Posted by