Garmin Forerunner 630 con fascia HRM-Run, prime impressioni

Garmin Forerunner 630 con fascia HRM Run

Garmin Forerunner 630 con fascia HRM RunLo sto utilizzando da oltre tre settimane. Per le prime sedute, l’ho indossato in contemporanea (stesso polso) al TomTom Multi-Sport Cardio, proprio per verificare le differenze in termini di chilometraggio totale (quasi uguale), di bpm medi (quasi uguali) e di cadenza media (lì differenze evidenti, il TomTom esagera un po’, ma si sapeva già…), sui miei soliti percorsi di allenamento.

Più che di una classica recensione, con l’elenco di tutte le caratteristiche e le numerose opzioni personalizzabili, questa vuole essere una sorta di primo resoconto della mia esperienza. Metterò quindi in luce le opzioni che PER ME sono più importanti, anche in base a come lo utilizzo io, con qualche suggerimento utile per personalizzare le schermate in modo da avere i dati veramente importanti sempre in primo piano. Se volete l’elenco di tutte le caratteristiche e le funzionalità, il sito di riferimento è ovviamente quello ufficiale Garmin (qui), e anche la guida completa (disponibile qui) è fatta molto bene. Come recensione invece, la mia preferita è quella del mitico DC Rainmaker (ovviamente in lingua inglese, qui), veramente accurata e completa.

Prima di continuare, ecco un piccolo riassunto delle caratteristiche disponibili per il Garmin Forerunner 630 con fascia “HRM-Run”, che essendo il top di gamma per quanto riguarda la sezione corsa, sono le più complete: oltre ovviamente alla funzione GPS, lo schermo è touch a colori e ad alta risoluzione. Se abbinato con la fascia “HRM-Run” (acquistabile in abbinamento o anche successivamente), permette di registrare le dinamiche di corsa avanzate (ne parlo sotto). Include le funzioni per valutare lo stato di forma e i tempi di recupero (vedi sempre sotto). In abbinamento con uno smartphone, permette di attivare tutta una serie di interazioni: caricamenti automatici su Garmin Connect, avvisi audio, notifiche dei messaggi in arrivo, degli eventi a calendario, dei social ecc. Funziona anche come activity tracker, monitoraggio del sonno incluso. Permette di personalizzare e scaricare campi dati, quadranti dell’orologio, widget e applicazioni da Connect IQ per personalizzare ulteriormente il dispositivo. La creazione degli allenamenti e il successivo invio alla periferica, con anche la funzione calendario, è garantita come nei modelli precedenti, stessa cosa dicasi per i vari avvisi e notifiche durante le attività.

PRECISIONE
La precisione e l’accuratezza del GPS è migliorata molto rispetto alle generazioni precedenti (qui un vecchio confronto), anche grazie alla possibilità di abilitare l’opzione “GPS + GLONASS” (“Disattivato”, “Normale”, “UltraTrac” le altre) da una parte, con la registrazione dei dati “Ogni secondo” (“Intelligente” l’altra possibilità) dall’altra. Ovviamente la durata della batteria sarà minore, come anche la capacità di registrare dati, ma sincronizzando e ricaricando regolarmente il dispositivo non avrete problemi. Differenze minime con il TomTom, si è ben comportato anche sul mille quasi rettilineo misurato con la rotella metrica che utilizzo per testare i vari orologi. Dovrò provarlo in pista, il vero tallone d’Achille di quasi tutti i GPS, anche se lì è obbligatorio utilizzarli come semplici cronometri, prendendo i giri manuali e facendo riferimento solo al tempo!

DINAMICHE DI CORSA
Sono principalmente sei: “Lunghezza passo”, “Cadenza corsa”, “Oscillazione verticale” e “Rapporto verticale”, “Tempo di contatto con il suolo” e “Bilanciamento tempo di contatto con il suolo”. Ovviamente sono influenzate dalla velocità, quindi per avere una fotografia del proprio “stile”, ha senso valutarle nei vari ritmi di corsa, meglio se registrati durante una gara. Sono per forza di cose una collegata all’altra: a parità di ritmo, se aumenta la cadenza diminuisce la lunghezza del passo e il tempo di contatto al suolo… e probabilmente anche l’oscillazione verticale.
Bilanciamento S/D alla "Maratonina delle 4 Porte" del 13 marzo 2016Per quanto riguarda il bilanciamento sinistra/destra, meglio se è 50%/50% o poco via: se la differenza è notevole, forse è il caso di verificare con un esperto da dove arriva questa diversità di appoggio. Diventa interessante soprattutto come dato nel tempo: se per mesi siete stati vicini al 50% e notate che vi state spostando verso un 47%/53% o peggio, meglio agire subito prima che intervenga qualche problema più serio!
Come anticipato, il ritmo la fa da padrone: in linea di massima, più la gara è lunga e più la corsa dovrebbe essere “economica” (alta cadenza e lunghezza del passo minore, bassa oscillazione verticale e basso tempo di contatto al suolo). Per gare corte, ecco che la cadenza sarà sempre alta, ma magari il passo si allungherà leggermente, con lievi differenze anche per quanto riguarda oscillazione verticale e tempo di contatto al suolo.
Essendo un argomento molto vasto (e interessante!), ci dedicherò un articolo più avanti. È utile o inutile monitorarle? È possibile migliorare? Ha senso dedicarci tempo e risorse? Quando farlo e soprattutto come farlo?
La prossima settimana potrete leggere il parere di “Massi” Milani, con un articolo ricco come sempre di dati e grafici. In alto una piccola anteprima: il grafico (basato su dati grezzi, non aggregati) che valuta il mio bilanciamento sinistra/destra nella mezza maratona del 13 marzo scorso (vedi qui). Quello che sicuramente ho notato, è che in allenamento, a basse velocità, sono sbilanciato sul piede sinistro (ma sempre all’interno di valori accettabili, entro il 51%S/49%D…), mentre in gara il bilanciamento medio è quasi perfetto (vedi qui).

SCHERMATE PERSONALIZZABILI
Per ogni attività (sono completamente personalizzabili!), all’interno di “Pagine Dati”, vi sono ben quattro schermate visualizzabili (una è ovviamente sempre attiva, le altre tre invece sono disattivabili). Ognuna di queste ha un layout che può includere da uno a quattro campi dati, a seconda delle preferenze e… della proprio vista: chi magari ha difficoltà a vedere da vicino, troverà più agevole l’opzione a uno o a due campi. Potenzialmente quindi, durante la corsa sono visualizzabili fino a 16 campi dati diversi. I campi sono suddivisi per categoria: timer (5 opzioni), distanza (3 opzioni), passo (4 opzioni), velocità (5 opzioni), frequenza cardiaca (12 opzioni), dinamiche di corsa (18 opzioni), cadenza (4 opzioni), temperatura (3 opzioni), quota (1 opzione), altri (7 opzioni).
Oltre alle (potenziali) quattro schermate, è possibile attivare altre sei schermate: “Indicat. zona FC”, “Dinamiche di corsa” (3 campi personalizzabili con 5 opzioni per quello in alto e 6 per i due in basso), “Dinamiche di corsa 2” (stesse opzioni del precedente), “Virtual Partner” (è possibile impostare un ritmo al km per controllare durante l’allenamento quanti metri di vantaggio o svantaggio ci sono col proprio obiettivo), “Orologio”, “Controllo musica” (se vi portate dietro lo smartphone per ascoltare musica…). Facciamo il conto? 62 diversi dati visualizzabili tra i quali scegliere per le quattro schermate “generiche”, oltre alle altre sei.
Ovviamente, non tutti i dati sono utili DURANTE la corsa! Lungi da me dare delle regole valide per tutti, ma ecco semplicemente come l’ho personalizzato io: tre sole schermate, tutte divise in quattro (per ora la vista tiene… ovviamente con le lenti a contatto eh!).

Prima schermata (dall’alto, in senso orario): “Distanza”, “Passo”, “Frequenza cardiaca”, “Passo medio”.
Seconda schermata: “Distanza Lap”, “Passo Lap”, “Frequenza cardiaca”, “Tempo Lap”.
Terza schermata: “Ora del giorno”, “FC media”, “Tempo trascorso”, “Condizione performance”.

La prima schermata la utilizzo nelle normali corse lente e di recupero, la seconda quando voglio verificare i dati medi del lap nel quale mi trovo (ho disattivato i lap automatici, decido io quando chiudere il giro, a meno di non personalizzare prima l’allenamento in modo che lo faccia lui in automatico), la terza in definitiva solo quando voglio vedere che ora è.
E in gara? Lì utilizzo un’unica schermata, sempre divisa in quattro: “Tempo Lap”, “Passo Lap”, “Timer”, “Frequenza cardiaca”. Prendo sempre il lap manuale in corrispondenza dei cartelli chilometrici (di solito ogni 2 km per le 10 km, ogni 3 km per le mezze, ogni 5 km per le maratone).

VO2Max 66VALUTAZIONE DELLO STATO DI FORMA E TEMPI DI RECUPERO
Tante opzioni disponibili grazie alla sinergia con Firstbeat e all’utilizzo della fascia cardio “HRM-Run”: calcolo delle calorie totali su base cardiaca (diversificata in base allo sport), del “Training Effect”, del “VO2 Max”, delle “Previsioni gara”, della “Soglia anaerobica”, del “Tempo di recupero” (in ore) e dello “Stress Score”. Argomenti complessi e molto interessanti, per i quali servirà un articolo dedicato! In venticinque uscite, il mio VO2max è “fluttuato” tra 60 e 66 (nove giorni fa), con variazioni continue (66 per tre giorni, poi 65 per altri quattro, poi nuovamente 66…), anche perché l’algoritmo utilizzato prende in considerazione solo i dati della corsa e quelli del cardiofrequenzimetro, non potendo per forza di cose valutare gli “altri” fattori…

Ci sarebbero tante altre cose da scrivere, ma lo farò nei prossimi articoli. Se nel frattempo avete domande o curiosità, anche sulle caratteristiche od opzioni che non sono descritte (utilizzo come smartwatch, come activity tracker ecc.), sfruttate tranquillamente i commenti!
Il 630 è disponibile su Amazon e nei migliori negozi sportivi.

… continua…


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