Dinamiche di corsa Garmin seconda parte… “Vendetta”!

Revenge

RevengeQuasi settanta commenti in una settimana… l’articolo di sette giorni fa (qui) ha sollevato un bel po’ di questioni! Se non lo sapete, “Massi” non lascia mai nulla al caso, quindi ecco pronta la seconda parte, per spiegare meglio il suo punto di vista a chi non ha avuto la pazienza di leggere tutto o… a chi non ha capito granché di quello che ha letto!
Articolo comunque molto interessante anche per chi della prima parte ha capito tutto o quasi, soprattutto per quanto riguarda i grafici: quattro atleti diversi, quattro allenamenti con variazioni di velocità… stesse conclusioni per tutti? Non proprio: a ognuno il SUO modo di correre, con le dinamiche che variano in maniera non uniforme al variare della velocità… ma non anticipo altro!

Un detto risaputo è che le analisi mediche si possono suddividere in due gruppi, con il cinquanta percento degli studi che presenta conclusioni errate. Purtroppo al momento della pubblicazione non si arriva a determinare a quale categoria lo studio appartiene. Ma anche in altre discipline la situazione non è così diversa. Per esempio, partendo da un’analisi empirica, il giornalista Dubner e l’economista dell’università di Chicago Levitt hanno sviluppato un’ipotesi secondo cui la legalizzazione dell’aborto ha costituito quasi il cinquanta percento della diminuzione del crimine negli anni Novanta in America. Il loro libro, Freakonomics, il calcolo dell’incalcolabile, acclamato o criticato nella sua uscita del 2005, è tuttavia una delle migliori letture per capire come analizzare i dati in maniera intellettualmente “pura”, per non affidarsi in maniera cieca a tradizioni antiquate e in generale per risvegliare la nostra mente. Ma sulla loro analisi della relazione aborto-criminalità, si potrebbe dissentire con gli studiosi e non soltanto per questioni etiche.

IL LETTORE HA SEMPRE RAGIONE
Anche l’articolo di settimana scorsa ha aperto tanti punti di discussione, sfortunatamente non è stato letto da quattro milioni di persone come il libro a cui spesso mi inspiro nel ragionamento, ma ha egualmente sollevato evidenti critiche. Giustamente i lettori hanno sempre ragione. La cosa che li ha sorpresi è stata l’impressione della mia opinione negativa sulle dinamiche di corsa Garmin. In realtà, proprio come per la storia della legalizzazione dell’aborto, non è esattamente così. Per semplificare l’articolo ed evitare mal di testa a chi non ha avuto la voglia di leggerlo completamente o il tempo di aprire i grafici preparati con cura e passione, ne riassumo i quattro punti chiave. Sintetizzando il mio pensiero…
1) le dinamiche di corsa sono fortemente correlate tra di loro,
2) controllarle durante la corsa non è particolarmente utile,
3) esistono tecniche per migliorare la propria meccanica di corsa, ma ci vogliono parecchi mesi per ottenere risultati tangibili,
4) migliorando la meccanica di corsa, c’è un effetto positivo contemporaneamente sulla velocità E sulle dinamiche stesse.
I più attenti hanno desunto dall’articolo che io non amassi particolarmente tali metriche, ma in realtà come per tutti i dati bisogna avere una sensibilità che si acquisisce con anni di studi, conoscenze statistiche ed esperienza pratica sull’argomento trattato. E purtroppo non è proprio così ovvio essere sempre aggiornati sugli ultimi studi tecnologici, né avere conoscenze statistiche tali da poter capire le metodologie discusse. Siamo tutti a nostro modo inadeguati!

Ma una cosa è certa: i dati che Garmin presenta al podista evoluto servono in estrema sintesi a valutare la stiffness, il cui miglioramento permette di diminuire il costo energetico della corsa, e di aumentare la propria velocità, ceteris paribus. Il vero problema è che il suo miglioramento non è così immediato, né semplice. E in quest’ottica, lascerò al neo Istruttore FIDAL Gianmarco la parola per spiegare come migliorare le dinamiche con esercizi dedicati. Per approfondimenti, suggerisco di leggere The Science of Running di Steve Magness.

LA VELOCITÀ
In quest’articolo mi focalizzerò invece a spiegare in maniera pratica il concetto di correlazione tra le diverse metriche, in particolare il rapporto tra la velocità e le altre dinamiche di corsa. E’ proprio vero che le principali metriche sono connesse tra di loro? Quali relazioni esistono? Sono relazioni universali oppure dipendono dai podisti? Lo leggerete nei prossimi paragrafi, grazie ad alcuni amici che hanno fornito i loro dati, gambe e cuore per le analisi del caso e firmato l’autorizzazione a diffondere tali dati.
I quattro volontari. Oltre al sottoscritto e al fondatore del sito, abbiamo chiesto a due “volontari” di fornirci i tracciati Garmin (formato “.fit”) per rispondere a diverse domande sul rapporto che le metriche hanno con la velocità di corsa. Massimo Giacopuzzi (puntini verdi nel grafico), grande campione di triathlon e maratoneta da 2h40′, Alberto Santomauro (puntini grigi) amatore della mezza maratona, alla perenne ricerca dell’1h20′, Gianmarco (puntini rossi) e il sottoscritto (puntini blu, da vero The Economist) hanno corso virtualmente insieme in pista, in strada e sul tapis roulant per testare con i Garmin Forerunner 630, fenix 3 e Forerunner 920xt le diverse relazioni delle dinamiche con la velocità. La mia opinione sui dati è che restano di proprietà di chi li ha forniti, (giustamente) non è possibile estrarre nessun file da Garmin Connect senza il consenso del podista. Per evitare incomprensioni, mostreremo soltanto alcune relazioni senza fornire il dettaglio degli allenamenti. Sebbene la struttura delle corse fosse diversa, ogni allenamento aveva la comune caratteristica di essere intenso e alternato. Il nostro sistema R ha automaticamente separato la parte intensa da quella più lenta.
La velocità. Se state leggendo questo blog, è abbastanza probabile che stiate cercando d’acquisire conoscenze per migliorare la vostra velocità in gara. Per approfondirle, riteniamo che sia meglio leggere libri specializzati sull’argomento. Per i neofiti suggeriamo Voglio Correre (miglior rapporto qualità/prezzo) dello scomparso Enrico Arcelli, mentre per gli esperti consigliamo il libro di Luciano Pappa, con tabelle chiare e precise per migliorare la velocità.

Ma quale relazione esistono tra dinamiche e velocità?

LA VELOCITÀ E LE DINAMICHE DI CORSA

Rapporto velocità e cadenza "Massi"Rapporto velocità e cadenza GianmarcoRapporto velocità e cadenza MassimoRapporto velocità e cadenza AlbertoVelocità e cadenza.
La prima relazione è conosciuta da tanti anni e parte da una domanda molto intuitiva: avete mai provato a correre a 6′ al km in 190 passi al minuto oppure a 3′ al km in 160 passi? E in effetti, per tutti e quattro gli amatori, la relazione è la stessa: in media la cadenza aumenta del 1,6% alla crescita dell’1% della velocità.

 

 

Rapporto velocità e tempo di contatto "Massi"Rapporto velocità e tempo di contatto GianmarcoRapporto velocità e tempo di contatto MassimoRapporto velocità e tempo di contatto AlbertoVelocità e tempo di contatto al suolo.
Come scritto nel precedente articolo, maggiore è il tempo di contatto al suolo, minore è la velocità. Questa relazione si è rivelata precisa per tutti e quattro i podisti.

 

 

Rapporto velocità e oscillazione verticale "Massi"Rapporto velocità e oscillazione verticale GianmarcoRapporto velocità e oscillazione verticale MassimoRapporto velocità e oscillazione verticale AlbertoVelocità e oscillazione verticale.
Su questa coppia di metriche, la relazione non è chiarissima: per il sottoscritto, all’aumentare dell’una, diminuisce l’altra, mentre per Gianmarco la relazione è diversa! E in effetti nell’articolo, questa relazione è stata messa in discussione nei commenti, concetto da approfondire…

 

 

Rapporto velocità e lunghezza del passo "Massi"Rapporto velocità e lunghezza del passo GianmarcoRapporto velocità e lunghezza del passo MassimoRapporto velocità e lunghezza del passo AlbertoVelocità e lunghezza del passo.
Mia nonna che non ha studiato statistica direbbe che la lunghezza del passo banalmente dipende… dall’altezza del podista! Ma a parità d’altezza, l’evidenza empirica suggerisce che la velocità aumenta all’aumento del passo. La relazione è davvero chiara e precisa.

 

 

Rapporto velocità e bilanciamento "Massi"Rapporto velocità e bilanciamento GianmarcoRapporto velocità e bilanciamento MassimoRapporto velocità e bilanciamento AlbertoVelocità e bilanciamento sinistra/destra.
Qui l’evidenza empirica non è chiara, intuitivamente c’è una relazione molto più forte tra tipologia di percorso (con curve, cambi di direzione) e bilanciamento. Purtroppo nel confronto virtuale non abbiamo rispettato condizioni simili. Dai diversi grafici emerge che il bilanciamento non sia correlato alla velocità per alcuni, mentre sia dipendente dalla stessa per altri. Argomento decisamente affascinante e da approfondire.

 

Rapporto velocità e battiti "Massi"Rapporto velocità e battiti GianmarcoRapporto velocità e battiti MassimoRapporto velocità e battiti AlbertoVelocità e battiti cardiaci.
Per controllare di non aver fatto errori di calcolo, abbiamo correlato battiti e velocità e per tutti e quattro i podisti la relazione è linearmente positiva. Con la prova del nove, siamo sollevati che il modello di calcolo sia corretto: estrarre tutti questi dati non è stato un gioco da ragazzi. Perdonateci gli eventuali errori. E qui si apre un’ulteriore parentesi: con i “big data” si possono realizzare analisi altrimenti impossibili nel passato. Un possibile campo di analisi potrebbe essere quello delle valutazioni cardiache tra i diversi podisti italiani. Ne parleremo con calma, partendo dai dati, non da posizioni teoriche.

CONCLUSIONE
Dopo diversi anni dallo studio di Levitt, ulteriori evidenze hanno mostrato che in realtà la maggior parte di donne che hanno scelto l’aborto negli anni Settanta fossero di classe media, avendo a disposizione maggiori risorse per abortire. L’utilizzo del numero totale di arresti al posto di un riferimento percentuale ha falsificato l’analisi: correggendo l’errore si è evidenziato che ci fosse una relazione positiva sul crimine. Come concluse all’epoca The Economist: “Essere politicamente scorretti è una cosa, essere semplicemente errati sicuramente un’altra”.

Sulle dinamiche di corsa non vogliamo convincervi di aver stabilito relazioni precise, anche perché per ora non abbiamo avuto il tempo per fare un’analisi su mille podisti. Ma è poco probabile che le nostre analisi siano “semplicemente errate”. E sicuramente non sono “politicamente scorrette”, non fa parte dello stile della casa.


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