“Trofeo Vidussi 2013”, un Personal Best inaspettato…

Trofeo Vidussi 2013

Trofeo Vidussi 2013… che sicuramente non è da buttare! C’è da dire che le condizioni climatiche per correre erano buone: cielo coperto, poco vento, temperatura intorno ai 10°, meglio rispetto al caldo dello scorso anno (qui) e alla Bora di altre edizioni (qui).
Per quanto poco comunicativi, i miei numeri quest’anno dicono 33’38” (3° assoluto, 1° di categoria M35, qui la classifica completa), ovvero -35” sul 2012 (1°), -1’09” sul 2011 (5°), -18” sul 2009 (4°), -1’05” sul 2008 (6°), -2’01” sul 2007 (24°).

La cosa strana è che mi era sembrato di aver corso più piano, soprattutto a causa dell’incapacità di cambiare ritmo nel finale (ultimi 2 km con in mezzo una lunga salita) per andare a prendere il vincitore (arrivato 13” prima) e il secondo classificato (arrivato 4” prima). Sicuramente il progressivo di 8 km di due giorni fa contro la Bora non ha aiutato lo spunto conclusivo, del resto questa gara non era il fine ma uno dei mezzi per arrivare pronto ai 10.000 in pista di sabato 8 giugno.

In tanti si sono stupiti di vedermi più contento oggi piuttosto che in altre occasioni dove magari avevo vinto! Ancora una volta, la solita spiegazione: ai nostri “livelli” conta solo il tempo e la sfida con sé stessi. Vale di più arrivare staccatissimi dai primi ma avendo migliorato il proprio tempo sullo stesso percorso piuttosto che vincere andando più piano. Le classifiche e le posizioni lasciamole a chi fa questo sport di professione!

Tornando alla gara, ovviamente i miei piani della vigilia (partenza tranquilla, progressione finale) sono andati in fumo al colpo di pistola grazie ai cosiddetti “partenti folli”: complice anche la discesa dopo i primi 500 metri in piano, sembrava di trovarsi a un 3.000 in pista più che a un 10.000 su strada (peraltro bello ondulato!), con un primo mille passato poco sopra i 3′ al km.
Gruppetto compatto formato da otto elementi fino al 4° km, ma già prima del giro di boa ci ritroviamo tutti in fila indiana (io al secondo posto staccato di una decina di metri dal primo e con pochi metri di vantaggio sul terzo). Si prosegue più o meno senza grosse variazioni, arrivano gli ultimi due km e inizia la lunga salita che porta al rettilineo finale. Come immaginavo, vengo affiancato e superato dall’atleta che mi seguiva (specialista di gare in salita!), ma sono ancora convinto di giocarmela allo sprint finale grazie agli ultimi metri in piano: così purtroppo non è, come scritto sopra mi manca quello spunto per cambiare il ritmo e quindi mi faccio semplicemente trasportare al traguardo mollando forse un po’ troppo presto, tanto che il quarto classificato alla fine mi arriverà a soli 4”!

Qui il GPS della gara.

La prossima settimana sarà la più importante per il 10.000 in pista (il programma è alla fine di questo articolo), con le sedute di mercoledì e soprattutto di sabato che daranno alcune indicazioni sulla fattibilità o meno dell’obiettivo cronometrico.


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