“Belluno-Feltre 2013”, le sensazioni che cercavo



Finalmente sono arrivate le belle sensazioni anche in gara!
Dopo l’esordio “difficile” di due settimane fa (vedi qui il post dedicato), con la maratonina iniziata molto bene ma finita male in 1h12’37”, stavolta ho corso dall’inizio alla fine sì faticando, ma con la netta impressione di essere sempre “in controllo”.
Quello che stavo cercando, a sole quattro settimane dalla London Marathon 2013.
 
Le previsioni meteo per la gara non erano delle migliori (pioggia e una temperatura intorno ai 4°, perfettamente azzeccate), già sabato al mio arrivo all’albergo indicatomi dall’organizzazione (a Mel, praticamente a metà strada tra Belluno e Feltre) c’erano le prime gocce di pioggia e un’umidità ai massimi livelli.

A cena poi, mi sono ritrovato allo stesso tavolo dei tre top runner marocchini (li cito in ordine di arrivo al traguardo: El Barouki, Slimani e Ghallab), veramente alla mano e molto umili, quasi timidi… parliamo di atleti con personali di 2h14′ in maratona eh! Un altro aneddoto per capire: dopo la gara, si sono messi in fila per il pasta party come tapascioni qualsiasi, poi alla ricerca di un posto libero ai tavoli, continuando a chiedere a chi sedeva di fronte com’era andata la gara, complimentandosi loro per primi con chi magari ci aveva messo oltre un’ora di più… chapeau!

 
Tornando alla mia gara, conoscendo il percorso solo grazie al profilo altimetrico pubblicato sul sito e ai suggerimenti degli organizzatori, volevo evitare di partire troppo forte. Ho quindi lasciato fare anche ad atleti che solitamente viaggiano intorno ai miei tempi, impostando un ritmo non troppo impegnativo, tenendo bene a mente quanto successo solo due domeniche prima.
 
Gara molto difficile da interpretare: fino al 23° km è sicuramente favorevole, essendo il dislivello negativo, ma non si tratta di una discesa continua, in quanto ci sono almeno quattro o cinque salite brevi da affrontare.
È praticamente impossibile correre regolari! Passaggio ai 10.000 in 34′ (3’24” al km di media), alla mezza maratona in 1h13′ (3’27” al km di media), ben conscio che dal 23° al 27° km si andava su di oltre 80 metri in verticale!
Salita affrontata senza esagerare per non rischiare di rallentare troppo, con gli ultimi 3 km in buona progressione per sfruttare la discesa finale.
 

Risultato: 7° assoluto (1° M35) in 1h45’29” (3’30” al km di media, qui la classifica completa, qui il GPS della gara), a 40” dal 6°, ma alla mezza lo svantaggio era di oltre 1’20”… poco conta, l’importante era svolgere un buon test per la maratona e così è stato.

Contando i 5 km di riscaldamento iniziali ho portato a casa 35 km totali, dei quali gran parte a ritmo maratona su un percorso per niente semplice: ora non resta che consolidare il tutto nelle prossime due settimane, quindi iniziare la fase di scarico quantitativo per presentarsi il 21 aprile alla partenza della maratona con le pile fisiche e mentali belle cariche.
 
Ho corso per la prima volta in gara con le “Karhu Flow3 Trainer” (ne parlo qui e qui): anche sacrificando 20 grammi in leggerezza, danno quel pelo di controllo in più rispetto alla versione “Light” (ne parlo sempre qui e poi qui), che forse in una gara così lunga e muscolare…
 

Altro esordio, stavolta assoluto (mi sono arrivati in settimana), con i pantaloncini a compressione graduata della “Compressport” (uso da tempo i loro calzini corti, le calze lunghe a compressione graduata e le polpaccere, qui e qui i primi due post), in versione da Trail (qui il prodotto, direttamente dal sito del distributore esclusivo per l’Italia, Biovita): assolutamente ECCEZIONALI! Comprimono talmente tanto le cosce (e le mie non sono propriamente come quelle di un keniano…), che oltre a sorreggere tutta la muscolatura, imprimono quasi una sorta di “effetto rimbalzo” alla gamba ogni qual volta si fa un passo. Le gambe sembrano più leggere…

Bello anche il fatto che sono molto alti in vita, in giornate così fredde è l’ideale.
Solito avvertimento (vedi ultimo paragrafo qui) per indossarli e toglierli: meglio farlo da seduti, in piedi si rischia l’infortunio!!!
 
Concludo con un ringraziamento al grandissimo Alex Geronazzo, vulcanico e instancabile speaker_narratore_scrittore_nordicwalker per l’invito alla gara e il trattamento da vero “top runner” (anche se mi fa sorridere solo pensarlo!).
 
La gara, per il percorso e per come è organizzata, merita sicuramente. Con una giornata climaticamente migliore, credo ancora di più!!!

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