Maratona S. Antonio 2012, la cronaca



Con il premio di categoria!

Un Personal Best del genere (real time di 2h28’44”) merita almeno due post: uno con la cronaca della gara (e del post-gara!), l’altro con l’analisi della preparazione che mi ha permesso di migliorare di un minuto esatto il tempo di Pisa 2011 (2h29’44”).

Inizio subito con un’autocelebrazione, tenendo conto che:
…mi alleno sempre e solo la mattina prestissimo…
…non faccio mai doppi allenamenti…
…nelle sedici settimane di preparazione (da lunedì 2 gennaio 2012 a oggi), ho percorso una media di 97 km alla settimana (da un minimo di 71 a un massimo di 138 km), correndo 100 giorni sui 112 disponibili…
…una maratona in 2h28′ è veramente un GRAN risultato, quindi considerando tutto, si può ancora limare qualcosa!!!

LA GARA 
Clima quasi perfetto per correre: nuvoloso, temperatura intorno ai 14°, peccato solo per l’alta umidità.
Parto subito dietro ai top runner, un breve rettilineo, curva secca a destra, un cavalcavia e immediatamente ci si ritrova su uno stradone dritto del quale non si vede la fine (delle sette maratone fatte finora, dopo Berlino questa è decisamente la più veloce!).

Si formano subito tre gruppetti: il primo per stare intorno alle 2h10′ (vari atleti da Kenya, Brasile, Etiopia, Eritrea), il secondo con due professionisti italiani per le 2h20′, nel terzo siamo in cinque.

Già al primo km (3’26”) il mio gruppo si sfalda: in due aumentano il ritmo e si staccano, prendendo poco alla volta sempre più vantaggio, quindi rimaniamo in tre.
Scambio un paio di battute con il ragazzo alla mia sinistra, e decidiamo di correre regolari a 3’30” al km. L’altro atleta lo perderemo intorno al 5° km, già dal 3° sembrava in grande affanno, chissà come (se) ha finito…

Rimaniamo quindi in due, corriamo fianco a fianco, e km dopo km siamo sempre più regolari, sul passo dei 3’30”, nonostante un paio di calvalcavia. A un certo punto chiedo al mio compagno di gara il suo personale in maratona, dicendogli il mio (2h29′)… mi risponde “Un po’ più alto…”.

Passiamo a metà gara in 1h14’01”, e per un attimo mi tornano in mente le tre maratonine corse nove (1h14’15” a Verona), sei (1h12’49” a Pieve di Cento) e quattro (1h12’58” a Ferrara) settimane fa… ok, facevano parte della preparazione, però non è che all’arrivo ero proprio freschissimo…

Da questo momento in poi, rimango da solo: l’altro atleta aumenta decisamente il ritmo, mentre io cerco di rimanere costante sui 3’30” al km, la gara è ancora lunga, oltre al fatto che nel frattempo ha iniziato a piovere!

Continuo così fino al 32° km, anzi mi accorgo che sto leggermente rallentando (niente di che, circa 1” al km), e lo svantaggio da chi mi precede è aumentato, ora saranno circa 30”.

La maratona però è una gara lunga, e di solito inizia proprio dopo il 32° km… infatti in lontananza vedo un atleta fermarsi per un attimo (a vomitare?) e poi riprendere a correre. Km dopo km, sarà sempre più vicino. Lo passerò al 37°, in grave crisi (arriverà 2′ dopo di me).

Anche l’altro atleta (quello con il quale avevo corso fino alla mezza) in realtà si fa sempre più vicino, al 38° km ci separano dieci secondi, al 39° cinque, e ormai ce l’ho nel mirino. Lo affianco al 40° per passarlo subito dopo, lui prova a reagire per un centinaio di metri, io aumento ancora un po’ (sono intorno ai 3’20” al km)… sparito! Arriverà quasi 50” dopo di me, tutti presi in meno di 2 km (dopo il traguardo mi confesserà felice di essersi migliorato di oltre 5 minuti!).
Ultimo km sparato a tutta, arrivo in Prato della Valle (piazza magnifica!), curvone a sinistra, in lontananza vedo il gonfiabile dell’arrivo con sotto il cronometro, un ultimo allungo per concludere comodamente sotto le 2h29′!!!
12° assoluto, 4° italiano, 2° master e 2° categoria M35 (qui la classifica ufficiale, qui il GPS della mia gara).

Cerco e trovo con lo sguardo Valentina, vado a farmi fare un massaggio addirittura a quattro mani (il vantaggio di arrivare presto!), poi in albergo per la doccia e via a pranzo.

IL POST-GARA 
Ottimo il recupero post-maratona: ben due pizze (farina integrale, bresaola, bufala, pomodorini e basilico per cominciare, farina integrale, bufala, pomodoro, porcini e grana per continuare), anche se in realtà potevano essere tranquillamente tre, ma ho preferito non esagerare… poi, per non farsi mancare niente, addirittura due assaggi delle torte vincitrici del “Campionato del Mondo di Pasticceria 1997/98”, ovvero la Setteveli (marchio registrato, ho finalmente capito perché la stessa IDENTICA torta, preparata da una nota pasticceria triestina, ha da poco cambiato nome…) e l’Abbraccio di Venere. Buone entrambe, ma la Setteveli vince a mani basse!

Finale di giornata molto “divertente”: avendo la macchina nel garage dell’hotel, ed essendo l’hotel nella zona chiusa al traffico causa maratona, abbiamo dovuto attendere la fine della manifestazione (tempo limite addirittura 8 ore!). Quindi ci siamo accomodati all’aperto a prendere qualcosa da bere, applaudendo i vari podisti… e qui una piccola considerazione: quando vado a lavorare a piedi, per fare 2 km con tutta calma, calcolando anche i vari semafori, ci metto al massimo 21 minuti (quindi 11′ scarsi al km). La domanda che sorge spontanea è la seguente: cosa devi fare per andare ancora più lento???

Nel prossimo post, l’analisi della preparazione che mi ha portato al 7° personal best su 7 maratone… ora si fa veramente dura!!!


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