Pieve di Cento, percorso veloce… peccato il vento!



Ieri, come spiegavo nell’ultimo post, ero a Pieve di Cento per partecipare alla “Maratonina delle 4 Porte“, un’altra mezza utile per fare il punto della situazione a due settimane dalla “Ferrara Half Marathon“.Prevedevo un miglioramento di due minuti dalla mezza di Verona corsa tre domeniche prima (qui e qui i due resoconti), ed è andata più o meno così, tenendo conto del rallentamento dovuto al vento (quest’anno una vera persecuzione!): 1h12’49” (3’27” al km), 19° assoluto, 1° di categoria M35 (qui la classifica completa, qui il GPS della gara).

Un ottimo prosciutto crudo per il vincitore di categoria!

Percorso velocissimo con un unico cavalcavia, poche curve, prevalentemente pianeggiante: senza vento è una gara nella quale provare il personal best!

Purtroppo il vento mi ha accompagnato per tutta la gara. Niente a che vedere con la Bora di quest’inverno, però quando si procede sotto i 3’30” al km basta veramente poco per dare parecchio fastidio…
Allo sparo si son formati due gruppetti: il primo con una quindicina di atleti professionisti (dieci tra Kenia e Marocco), quasi da subito a ritmi sotto i 3’10” (il vincitore finirà in 1h03’23”…), poi il mio con un paio di giovani accreditati di tempi sotto l’ora e dieci. Un bel treno per cercare un buon riscontro cronometrico.
Abbiamo corso veramente regolari, alternandoci a tirare per i primi 15 km.
Questi i parziali presi manualmente ogni 5 km: 17’16”, 17’01”, 17’19”, 17’14”, 4’01” gli ultimi 1.097 metri.
Il gruppetto si è lentalmente allungato a partire dal 16° km, arrivando praticamente in fila indiana senza sprint di sorta (il primo mi ha preceduto di 29”): se chi parte per fare 1h08′ si dice contento per aver corso in 1h12’… beh qualcosa vorrà pur dire!
Buoni riscontri in gara: tenevo facilmente il ritmo e quando qualcuno accennava ad aumentare, reagivo senza grossi problemi. Negli ultimi chilometri la fatica si è fatta sentire, ma non sono mai arrivato a sensazioni di estremo disagio, tipiche del “Giù tutto!” per arrivare al traguardo al massimo delle proprie possibilità. Del resto, il primo vero obiettivo della stagione è tra due settimane (l’altro fra sei)…
Fine settimana breve ma intenso, la gara era anche la scusa per andare a fare una visita agli amici bolognesi. Sabato pomeriggio passato a Bologna (pranzo in un locale tipico, ma da riprovare assolutamente in un giorno che non sia pre-gara!), cena e pernottamento a casa di Maggie (prima di categoria e personal best per lei il giorno dopo!) e Giggi (per lui un buon allenamento in vista dell’esordio nell’IronMan, tra l’altro trovate la sua intervista a piena pagina sull’ultimo “Triathlete” in edicola!).
Poi domenica ottimo pranzo post-gara a casa di Katia (undicesima assoluta e prima di categoria!) e Giordano, con Stefano (personal best anche per lui aiutato dal “servizio lepre” di Giggi), Federica (niente personal best, ma ci riproverà tra due settimane a Ferrara) e Sandro (personal best anche per lui!), e altre nuove conoscenze podistiche: il bello della corsa è anche questo!

Ora un paio di giorni per recuperare e soprattutto assimilare l’effetto allenante della gara: riposo obbligatorio oggi dopo venti giorni consecutivi senza pausa, martedì e mercoledì due allenamenti non troppo intensi, giovedì si ritorna a pestare sull’acceleratore con delle ripetute lunghe, poi nel fine settimana cercherò d’inserire anche una corsa lunga in progressione, la mezza di Ferrara è tra due settimane ma anche (e soprattutto!) la Maratona di Padova si avvicina…


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