“Giulietta & Romeo Half Marathon”, un buon test



Si ringrazia Stefano Morselli per la foto!

Dopo il post “a caldo”, torno un attimo sulla gara di domenica scorsa.

Innanzitutto, ho passato un bellissimo week-end, e già questo è positivo: una bella passeggiata per Verona sabato pomeriggio, cena (leggera!) con vista su piazza Brà, poi nel dopo gara un fantastico pranzo qui (un nome, una garanzia!) e il ritorno a Trieste in serata.

Come accennato precedentemente, non sono arrivato alla gara in condizioni ottimali: una parte era voluta (programmazione della stagione, punto a essere in forma da fine marzo in poi), un’altra (raffreddore e tosse) decisamente meno!Per fortuna il raffreddore ha seguito lo standard degli ultimi tempi (da quando corro, ne faccio meno di uno all’anno), ovvero due giorni tostissimi (giovedì e venerdì), un giorno in miglioramento (sabato) per poi sparire quasi completamente.
Domenica partivo quindi abbastanza tranquillo, anche perché la tosse mi lasciava in pace già da un paio di giorni… le ultime parole famose! Tutto bene fino a circa metà gara, poi i miei polmoni hanno deciso di liberarsi completamente, costringendomi a continui colpi di tosse… e quando si procede a 3’30” al km, non è proprio l’ideale!!!
Comunque, test doveva essere e test è stato: ho corso “abbastanza” regolare dall’inizio alla fine (3’28”/3’26”/3’38”/3’32”/3’35” le medie dei vari rilevamenti ufficiali posti a 5/10/14,2/19/21,1 km), come già detto il percorso non era proprio velocissimo: oltre ad alcuni ponti e a un paio di salite, il fastidio maggiore era dato dalle curve secche, che col pavé bagnato non vanno tanto d’accordo!
Mi è mancata proprio la capacità di cambiare ritmo a pochi chilometri dalla fine. Ho continuato regolare fino al traguardo, evitando qualsiasi accenno a progressioni o sprint finali: nemmeno la “minaccia” di Valentina (“Se non esci dall’Arena prima delle 11:13, entro da Louis Vuitton e compro la prima cosa che mi piace!”) mi ha spinto nel finale a effettuare un accenno a un cambio di ritmo!
La conferma del fatto che senza lavori specifici non si va da nessuna parte…
L’11 marzo mi aspetta un’altra maratonina (“Maratonina delle 4 Porte” a Pieve di Cento, in provincia di Bologna), se tutto procede come previsto dovrei riuscire a limare parecchi secondi: cinque lavori specifici in tre settimane e il peso che da “invernale” diventa “primaverile” sono il lasciapassare per correre bene!

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